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L'Associazione dellaRepubblica per la storia dell'Italia repubblicana
per il NO al referendum sulla giustizia

 

L’Assemblea dei soci dell’Associazione della Repubblica, per la storia dell’Italia repubblicana, riunitosi il 28 dicembre 2025 in occasione della mostra “Visionari”, tenutasi con successo presso l’area espositiva la “Vaccheria”, ha deliberato all’unanimità l’adesione al Comitato per il NO al prossimo referendum sulla giustizia, che sarà indetto nella primavera 2026.

 

Il presidente dell’Associazione Mauro Ottaviano ha così motivato l’adesione al comitato del No:

“L’associazione dellaRepubblica per la storia dell’Italia repubblicana - ETS, è impegnata da oltre 10 anni nella raccolta, nell’archiviazione, nella divulgazione della storia della Repubblica dal 1943 con una attenzione particolare alla nascita della Costituzione, dei suoi protagonisti e del dibattito parlamentare, ma anche all’impatto che questa ha avuto e auspichiamo continui ad avere nella vita materiale degli italiani.
Il nostro impegno a difesa e sviluppo della Repubblica e della Costituzione viene confermato e rilanciato nelle proposte che abbiamo avanzato nei giorni della mostra:

•⁠ ⁠la nascita di una Casa delle culture democratiche e costituzionali;

•⁠ ⁠diverse iniziative per la celebrazione degli 80 anni della Repubblica e della Costituzione, tra cui la più significativa una mostra digitale e virtuale sulla Costituzione.

I nostri princìpi sono saldamente ancorati a quei valori non solo come storia e memoria ma come fari per affrontare le grandi sfide dell’oggi e del domani.
Per questo riteniamo doveroso da parte della nostra Associazione aderire al Comitato per il No al prossimo referendum sulla giustizia.
La modifica costituzionale che ci viene proposta altera il sistema di pesi e contrappesi che è il cuore delle democrazie costituzionali, indebolisce la magistratura alterando l’equilibrio tra i poteri esecutivo e legislativo.
La separazione delle carriere proposta serve da grimaldello per le modifiche costituzionali più sostanziose, che intervengono sul Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’organo di amministrazione della giurisdizione e di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati. Nonostante quanto il Governo ci voglia far credere, il testo di revisione costituzionale non risolve i problemi oggi esistenti nell’esercizio della giustizia; la moltiplicazione di organi prevista dalla riforma costituzionale, nonostante i molti proclami, non ha rilevanza. Anzi, la separazione dei Consigli può ben isolare e accrescere l’autoreferenzialità dei pubblici ministeri. Le modifiche costituzionali determinano un indebolimento del sistema di pesi e contrappesi fra magistratura e Parlamento previsto dall’attuale Costituzione. Queste considerazioni, insieme ad altre, ci spingono ad un nostro “NO” deciso e motivato. Il NO a una modifica che, usando la retorica del miglioramento dell’accesso alla giustizia, indebolisce la magistratura nell’equilibrio con gli altri poteri della democrazia. Mortifica il Parlamento e, intanto, i problemi che affliggono tanti cittadini e tante cittadine nell’accesso alla giustizia restano del tutto inalterati. Così facendo, la modifica costituzionale indebolisce la democrazia di cui oggi più che mai abbiamo bisogno rafforzandola, sviluppandola e attuandola nei suoi princìpi e valori fondamentali.”

Ragazza celebra la fondazione della Repubblica Italiana

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