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Recensione del Presidente dell'Associazione dellaRepubblica, per la storia dell'Italia repubblicana ETS, Mauro Ottaviano al libro di Graziella Falconi

"Intellettuale: chi?"

Sono tempi difficili per la parola "intellettuale." Se ne parla sempre meno, quasi sparita dal linguaggio comune e non solo. Spesso viene usata in termini negativi per indicare qualcuno troppo teorico e distaccato dalla realtà pratica. Il libro di Graziella Falconi " Intellettuali: chi?" rimette al centro questa parola dandone la dignità che merita in modo non acritico, ma ripercorrendone le radiici e il modo com'è stata declinata, usata, strumentalizzata, ma anche il peso che ha assunto nel corso della storia, in particolare dal 1700 in poi in cui molto spesso la parola ha vissuto legata a grandi cambiamenti politici, storici, economici e culturali. La parola intellettuale deriva dal latino "intellectualis " la cui etimologia ci dice di qualcuno che sa leggere tra le righe, che sa guardare dentro le cose. Indica tutto ciò che riguarda il pensiero, la conoscenza e la mente, dedicarsi allo studio, alla riflessione critica, alla cultura e alla diffusione delle idee. Oggi si potrebbe affermare che quando segnaliamo l"esigenza di sviluppare il pensiero critico come valore della persona umana e deterrente di narrazioni false e/o distorte, è come se dicessimo che ciascuno di noi può essere un'intellettuale.

Il libro di Graziella, ricco di riferimenti storici e bibliografici ci rimanda ad una figura, quella dell'intellettuale molto discusso, di non facile identificazione così come si e' andata determinando. Graziella non ci dice chi è l'intellettuale, non a caso il titolo del testo è "Intellettuale: chi?". Quel punto interrogativo ci lascia lo spazio di interpretazione, di analisi di ciò che hanno rappresentato gli intellettuali nelle culture in ogni parte del mondo. Spaziare da Destutt di Tracy ( 1754 - 1836) a George Clemenceau (1841- 1929) a cui viiene attribuita la paternità del termine intellettuale, a Howard Gardner con le sue 5 figure di intelligenza, a Emile Zola, a Max Weber, alle riflessioni di Antonio Gramsci e la figura dell'intellettuale organico, centrale nel pensiero gramsciano come collante tra la struttura economica e la sovrastruttura culturale per la conquista dell'egemonia. Il libro di Graziella affronta l'intellettuale nella sua storia, nella sua evoluzione sino al peso che gli intellettuali hanno assunto in particolare nel XX secolo. Ci dà uno spaccato dell'intellettualità cattolica  socialista, comunista, liberale e financo fascista e la loro incidenza nella vita politica economica, istituzionale, sociale e culturale.

Oggi nel XXI secolo, la figura e il ruolo dell'intellettuale attraversa una crisi di identità profonda ma che può anche rappresentare un cambiamento radicale di cui personalmente penso vi sia una grande necessità. Tanti sono i fattori che hanno determinato questa crisi. Senza riprenderli nel dettaglio, ne voglio enunciare solo due: la crisi delle democrazie, della partecipazione e dei corpi intermedi; il diffondersi di un uso distorto delle tecnologie.

Oggi, e di questo Graziella nel suo libro ne scrive diffusamente la figura dell'intellettuale deve fare i conti con l'intelligenza artificiale che ci pone l'esigenza di ridefinire cosa significhi pensare, creare e interpretare gli avvenimenti politici, storici, culturali, sociali ed economici nel mondo. Gli schemi statistici, i dati, gli algoritmi sono la forza dell'intelligenza artificiale, ma in tutto ciò mancano alcuni elementi fondamentali dell'essere umano, come l'empatia, l'etica e la coscienza morale, nonché lo spirito critico. Si tratta dunque di definire una nuova alleanza tra intelligenza artificiale e intellettuale. Se l'intellettuale si prende cura dell'immaginazione, della sensibilita' etica e dello sviluppo del pensiero critico, l' intelligenza artificiale può essere un potente strumento del pensiero intellettuale. Graziella nel suo libro ci dice tante cose in proposito e ci sollecita una profonda riflessione.

Al tempo stesso il suo scritto ci dà la speranza di guardare il mondo con la fiducia di poterlo migliorare. Grazie Graziella, per il tuo prezioso scritto le cui, sicuramente inadeguate, mie considerazioni vogliono solo raccomandare un'attenta lettura di "Intellettuale: chi? ".

Leggendolo ne rimarrete entusiasti con tante domande come ci sollecita il nostro pensiero critico.

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