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8 Marzo 2026 - Le lotte delle donne per affermare una nuova cultura della uguaglianza sostanziale e della libertà
 
L'8 marzo, quest’anno ricade ad ottant'anni dalle elezioni amministrative che si svolsero in Italia nel marzo - aprile 1946. In quella circostanza le donne, non solo votarono ma furono anche elette per la prima volta circa 2.000 consigliere comunali . Fu poi in occasione del referendum e del voto per l'assemblea costituente del 2 Giugno 1946, che si manifestò la grande partecipazione delle donne, circa l'89%, per scegliere tra Monarchia e Repubblica.
 
Il diritto di voto alle donne nel nostro paese fu sancito dal decreto legislativo Luogotenenziale numero 23 del 1 febbraio 1945 emanato dal governo Bonomi che tuttavia conteneva una dimenticanza particolare: riconosceva alle donne il diritto di votare ma non quello di essere elette, lacuna che fu colmata solo poco prima delle elezioni del 1946, grazie alla pressione esercitata dal movimento femminile.
Enorme fu il contributo delle donne alla Resistenza italiana. E ne fu una componente strutturale fondamentale. I ruoli che le donne ebbero furono di grande valore ed eterogenei. Combattenti armate, staffette, sostegno alla lotta partigiana in termini logistici e all'economia più in generale. Di grande valore fu il contributo delle donne alla cosiddetta resistenza civile, dal nord al sud e nella città di Roma, (le lotte per il pane, la battaglia delle tabacchine e tanto altro).
 
Le 21 madri costituenti, seppur limitate nel numero rispetto ai colleghi uomini esercitarono un ruolo fondamentale per l'affermazione dei diritti della donna, in tanti degli articoli della nostra costituzione. Sull'uguaglianza, sui diritti, sulla dignità sociale, il lavoro e la parità salariale espressa nell'articolo 37, l'accesso agli uffici pubblici, come previsto nell'articolo 51.
Nei primi anni post bellici, vi fu un gap notevole tra le affermazioni dei costituenti e le leggi applicative. Abbiamo dovuto attendere la stagione dei diritti civili negli anni '70 con la battaglia per il divorzio, il diritto di famiglia, la legge sulla pariità di trattamento nel lavoro, la legge 194 del 1978 sull'interruzione volontaria di gravidanza, la nascita del ministero delle pari opportunità, le quote e il codice delle pari opportunità del 2006.
 
Non possiamo oggi non ricordare figure femminili che hanno assunto ruoli fondamentali nella vita politica ed istituzionale del nostro paese. L'elenco fortunatamente sarebbe lungo, valgano per tutti, alcuni nomi, da quello di Nilde Iotti a Tina Anselmi, da Giglia Tedesco a Franca Falcucci da Marisa Rodano a Bastianina Musu, da Leda Colombini a Rosetta Longo e Maria Federici, oltre a tantissime altre figure femminili che hanno contribuito alla tenuta della nostra democrazia. Quanto detto, se da una parte non ci deve far dimenticare i progressi fatti e le conquiste ottenute, dall'altra ci deve spingere affinché la società affermi una parità sostanziale e non solo formale e che vengano rimossi gli ostacoli al suo pieno raggiungimento. Che si intensifichi la lotta contro ogni tipo di violenza fisica e verbale ( spesso preludio a quella fisica), una battaglia per una cultura che abbandoni ogni tipo di pregiudizio, che combatta la manipolazione, sessismo e razzismo, la colpevolizzazione della vittima fino all'esclusivo uso del maschile.
In questa giornata non possiamo non esprimere la nostra solidarietà e sostegno alle donne di tutto il mondo e in questi giorni in modo particolare alle donne iraniane e palestinesi vittime di guerre imposte al di sopra di ogni diritto internazionale da nuovi imperialismi e colonialismi oltre che da regimi autocratici.
Ragazza celebra la fondazione della Repubblica Italiana

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