Conflitto Israele -Libano: a Roma, presso il ministero degli Esteri, Conferenza diplomatica sul conflitto fra Israele e Libano, con 17 delegazioni e con la presenza di Condoleezza Rice, segretario di Stato USA. Nessun accordo sul cessate il fuoco. Unica intesa l’invio in tempi rapidi di una forza internazionale di pace. Il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema, annuncia la disponibilità dell’Italia a far parte di una forza interposizione e aggiunge che comunque nell’immediato serve una tregua temporanea per far arrivare aiuti umanitari per aiutare le popolazioni civili.
«l'Unità»
«l’Unità», 27 luglio 2006 [pp.1-6]
p.1- Titolo: Libano. Roma apre una speranza ma la guerra non si ferma;
p.1-p.6- Umberto De Giovannageli, L’analisi. Ora l’obiettivo è più vicino;
p.2- Ninni Andriolo, D’Alema -Prodi, l’Italia è protagonista. Il nostro governo tenta di coinvolgere tutta
l’Europa nella mediazione. «Si apre una speranza»; Peres: «Un errore non averci invitato al summit»
La critica del vicepremier israeliano. Gerusalemme si associa alle richieste di Roma;
p.3- Umberto De Giovannageli, A Roma passi avanti, non sulla tregua. Opposizione USA a un cessate il fuoco immediato. Via libera a una forza di pace sotto egida ONU; Roma. La capitale supera la prova summit; Il documento. La dichiarazione congiunta; Scontro Francia -USA, D’Alema mediatore. Duro confronto sul punto del cessate il fuoco, evitata la rottura;
p.4- Andrea Carugati, Il Libano deluso: ci aspettavamo di più. Siniora vede Prodi. Il capo del Parlamento
libanese Berri: sui prigionieri mediazione dell’Italia; Tiro, la silenziosa fuga dalla città-fantasma; Umberto Di Giovannangeli, L’ideologo della «Primavera di Beirut»: il mio Paese non può essere sacrificato alla non volontà di fare pressioni sulle potenze che ci stanno distruggendo. «Il mondo faccia in fretta, fermi la violenza e aiuti Beirut» [intervista a Samir Franije]
p.5- Bruno Marola, Truppe e mandato,la parola passa all’ONU. Occorreranno almeno diecimila uomini per la nuova missione. Gli USA vogliono un comando turco; Gianni Parrini, Beirut, dalla Giordania i primi aerei umanitari. La regina Rania imballa gli aiuti. Da Amman 300 tonnellate di beni di prima necessità. La UE sblocca 11 milioni di euro. Si moltiplicano gli appelli per l’apertura di corridoi;
p.6- Roberto Rezzo, È ancora guerra, l’ONU sotto tiro. Battaglia a Bint Jbeil: uccisi 8 israeliani. Bombe
vicino all’UNIFIL. Israele: la guerra durerà settimane; Le Nazioni Unite in Libano [Mappa]; Iraq. Saddam: voglio morire fucilato, non impiccato
«l’Unità», 28 luglio 2006 [p.8]
Umberto De Giovannangeli, Ramon:«Da Roma il sì all’offensiva».Il ministro della Giustizia israeliano: disarmare Hezbollah, il nostro obiettivo [intervista a Haim Ramon]; u. d.g., Hamadeh: «Usa e Israele i veri vincitori». Il ministro del Lavoro libanese: ma D’Alema ha saputo parlare agli arabi [intervista a Tarrad Hamadeh];
«Il Foglio»
«Il Foglio», 27 luglio 2006 [pp.1-3]
p.1- Il Libano a Roma. Al vertice alla Farnesina l’unico accordo è sui corridoi umanitari. Divergenze sul cessate il fuoco e sulle forze d’interposizione. Rice critica la Siria.. Annan si difende. «C’è molto da fare». Hezbollah chiede una tregua; La strategia di Bush. Il dialogo con la Siria non s’ha da fare, spiegano analisti americani. Cambio di fase nella war on terror;
p.2- Alan Dershowitz, Perché chi condanna Israele fa il gioco (mediatico) di Hezbollah; Osservatori dell’ONU tra due fuochi;
p.3- Editoriali, Soluzioni durature. Hezbollah va disarmato. In medio oriente l’urgenza non dev’essere miopia
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