Israele attentato
Nel giorno commemorativo di Auschwitz due kamikaze palestinesi della Jad islamica si fanno esplodere a Natanya a pochi chilometri da Tel Aviv. Le esplosioni provocano la morte di 19 persone. Arafat con una telefonata esprime la sua solidarietà a al premier israeliano Rabin e condanna l’eccidio. Rabin, a sua volta, assicura che i negoziati non si fermeranno.
«l'Unità»
«l’Unità», 23 gennaio 1995 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Strage contro la pace. Commando suicida a Tel Aviv: 19 morti;
pp.1-2- Editoriale, Renzo Foa, Questo sangue nel giorno di Auschwitz;
p.3- Titolo pagina: Strage in Israele. Due kamikaze autori della carneficina: 19 morti, 65 feriti. L'ira della folla contro il premier: «Ci hai traditi»; Umberto De Giovannangeli, La Jihad scatena l'inferno a Beit Lid. Arafat condanna, Rabin contestato chiude i Territori; U. D.G., Il presidente Weizman invoca uno stop ai colloqui con l'OLP. La destra minaccia barricate. Il governo: «Continuiamo i negoziati»;
p.4- Titolo pagina: Lo scrittore israeliano: «Bombe nel giorno di Auschwitz per dire che il destino degli ebrei è quello di morire»; Umberto De Giovannangeli, «Non mi pento della pace». Grossman difende la via del negoziato [intervista a David Grossman]; Marcella Emiliani, Tanti errori nell'intesa alimentano gli ultrà; Giancarlo Lannutti, Aprile dell'83, in Libano nasce il kamikaze
Commenti e resoconti