Il governo Dini vara il decreto che stabilisce le nuove norme sulla conduzione delle campagne elettorali e definisce le regole per garantire a tutte le forze politiche la parità di accesso ai mezzi di informazione, prevedendo sanzioni più severe in caso di violazione (legge sulla «par condicio»). |
«l'Unità»
«l’Unità», 18 febbraio 1995 [pp.1-2-pp.6-7]
p.1- Titolo: Par condicio: su TG e informazione vigileranno il Garante e un comitato di giornalisti. Spot fino ad un passo dalle elezioni. Sotto controllo finiscono i giornali;
pp.1-2- Corrado Augias, Troppo e troppo poco;
p.6- Titolo pagina: Informazione e potere. La «par condicio» del Governo scontenta gli anchorman. I pareri di Biagi, Mentana, Costanzo, Barbato, Paone...; Maria Novella Oppo, Le star del video in rivolta. «Norme impossibili, non ci si capisce niente»; Fa. Ro., Stop sondaggi. I sì e i no degli esperti; Faustini: «Solo con l’autogoverno della categoria si possono evitare i rischi di censura». Roidi: c’è sapone di bavaglio per la stampa;
p.7- Titolo pagina: Informazione e potere. Il Governo approva le norme, forse userà il decreto legge. Critiche dal centro-sinistra: incomprensibili e inutili; Giuseppe F. Mennella, Disco verde per gli spot del Cavaliere. Più controlli e limiti per giornali, talk-show e sondaggi; Riparte l'assalto ai talk show «delle sinistre»; Renzo Cassigoli, «Così si elude il problema, c'è uguaglianza se c'è condizione di parità dei mezzi televisivi». Lipari: «Si dimostra solo che serve l'antitrust» [intervista a Niccolò Lipari]
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