PDS Si svolge a Roma il I Congresso che approva la candidatura di Romano Prodi alla guida del centrosinistra. |
«l'Unità»
«l’Unità», 7 luglio 1995 [pp.1-6]
p.1- Titolo: Aperto il Congresso del PDS, presenti Bossi e Fini. Oggi parlano Berlusconi e Veltroni. «Sfidiamoci lealmente». D’Alema alla destra: obiettivo un’Italia normale. «Siamo nel centrosinistra con Prodi leader»;
pp.1-2- Editoriale, Enzo Roggi, E adesso tocca al Cavaliere;
p.2- Alberto Leiss, Il leader della Quercia: cresce il bisogno di un futuro sicuro ed è il centrosinistra che può tenerci al passo con l’Europa. «Costruiamo un paese normale». D’Alema con Prodi per governare;
p.3- Fabrizio Rondolino, Applausi per Fini, Forza Italia e Bossi, ovazione per Bianco. Un boato per la polemica con Rifondazione sulle pensioni. Oggi il duello Veltroni-Berlusconi; Rosanna Lampugnani, Trattenuto ad Arcore dall’affare Mediaset. Il Cavaliere ha seguito la relazione di D’Alema in videocassetta. Il Cavaliere: scusate il ritardo, tratto sulle TV;
p.4- Stefano Di Michele, Il leader di AN arriva con Tatarella, Maceratini e Fisichella. La sua prima volta? «Tutto bene, mica sono venuto dal medico». Il debutto di Fini: «La relazione? Mi pare deludente»; Ritanna Armeni, Bossi: «Adesso misuriamoci sul serio». Il Senatur: sì al D’Alema «federalista», la Lega? Nessun dissenso; Il PDS: Scalfaro è una garanzia per il capo dello Stato: «Conto su di voi»; Pasquale Cascella, Nelle parole del segretario della Quercia un messaggio al Carroccio e uno a Berlusconi. E ora si attende la risposta sulle regole;
p.5- Vittorio Ragone, «Io riconosco il Cavaliere, ma lui la smetta col suo gioco. Qui dentro anche i colori sono normali, e il rosso non c’è». Prodi apprezza: «Ha fatto bene a puntare su Europa e coalizione»; Pietro Ingrao: «Una relazione deludente, inadeguata»; Fabio Inwinkl, In platea c’è anche Aureliana Alberici: «Sono qui come senatrice del PDS. Le polemiche? Chiedete a lui». Rammarico per Occhetto: «Hai sbagliato»;
p.6- Marcella Ciarnelli, Alla Fiera di Roma caldo africano per delegati e invitati, Rutelli ricorda Alex Langer, e la sala si commuove. E tra i vip l’Emilio arriva per primo «Non venire sarebbe stato scortese»; Popolari la guerra continua anche al Congresso; Per il bambino un dado in più. Operazione Michelangelo sul maxi manifesto
«La Stampa»
«La Stampa», 7 luglio1995 [pp.1-3-p.6]
p.1- Titolo: «Dobbiamo diventare un Paese normale». «Entro un anno partito nuovo oltre la Quercia». D’Alema: la mia rivoluzione liberale. «Con il Polo rispetto e dialogo sulle regole»;
p.1- p.6- Editoriale, Pierluigi Battista, Compagni la guerra è finita;
p.2- Fabio Martini, Parla il leader, tutti applaudono, solo l’Alberici rimane a braccia conserte. E gli amici «archiviano» Occhetto. Petruccioli: questo non è un Congresso vero; r.i. , Lo sfogo di Achille. «La questione della sinistra mi sta troppo a cuore per tacere quando vedo che la discussione su questi temi non è preparata». «Ho lanciato un sasso nella morta gora» [intervista a Achille Occhetto]; Filippo Ceccarelli, All’ombra della Quercia. Quell’azzurro così berlusconiano; Massimo Gramellini, Nel panterre dei vip. Fini: «Qui manca il coraggio». «Il discorso di D’Alema? Solo propaganda»;
p.3- Maria Teresa Meli, L’annuncio nella relazione al Congresso: subito le regole per aiutare i cittadini a scegliere. D’Alema: fra un anno il PDS non ci sarà più. «Un’ampia formazione di sinistra, è la mia rivoluzione»; Augusto Minzolini, La strategia del leader. «Caro Cavaliere prenda atto che il leader della coalizione è Romano Prodi». Massimo, partita a scacchi con Silvio; Raffaella Silipo, Politica e satira. Veltroni, l’imputato di «anticomunismo». Il «manifesto» lo mette assieme a Fini e Berlusconi
«La Stampa», 8 luglio1995 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Il Polo per l’elezione diretta del premier. Veltroni: divisi su tutto ma non sarà guerra. Berlusconi- PDS, la grande sfida. Il Cavaliere attacca i giudici e Prodi: non è leader;
p.1- p.4- Editoriale, Marcello Sorgi, Le procure sulla strada del voto;
p.2- Fabio Martini, Il numero due del PDS parla anche dei giudici: forse si è esagerato con la custodia cautelare. Veltroni: basta guerra a Berlusconi. «Mai più alleanze contro, ma per governare il Paese»; Filippo Ceccarelli, All’ombra della Quercia. La prova del fuoco nella tana del lupo; Massimo Gramellini, In platea. Potenti e peones. La sala si svuota mentre parla un operaio «Compagni, restate: non sono micauno spot …» Il giallo del Silvio apocrifo; Pierluigi Battista, La destra all’attacco. La lobby dei liberal «cattivi», Un anti-congresso per i big del Polo. Ferrara mattatore ma dietro le quinte;
p.3- Maria Teresa Meli, Al Congresso non parla di TV, difende Mancuso, attacca i giudici. Applausi di cortesia e qualche fischio. Berlusconi: Prodi non è ancora un leader. E il professore dell’Ulivo: un atto di grande debolezza; Augusto Minzolini, La strategia della distensione. Violante: troppa continuità tra lui e Bettino Craxi. Il Cavaliere: il voto? Ho detto la mia ora tocca a D’Alema. Quella lunga stretta di mano. Gli ex «nemici» scoprono la diplomazia; Curzio Maltese, Vincono buonismo e bon ton, il duello in diretta TV infiamma i delegati. Per Silvio neanche la risata di un Franti
«La Stampa», 9 luglio1995 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Chiuse le assise PDS: «Attento Berlusconi, ti batteremo di nuovo». D’Alema incorona Prodi. «Con lui vogliamo andare al governo»;
p.1-p.4- Editoriale, Sergio Romano, La difficile normalità italiana;
p.2- Maria Teresa Meli, Il segretario: «Le elezioni? Berlusconi e Fini hanno delle ragioni a volerle, ma senza furbizie». D’Alema: fateci governare. «Carcere preventivo? In casi eccezionali»; Messaggio di Bobbio. «Ben venga l’Italia normale»; Alberto Rapisarda, Nebbia sulla via delle urne. L’incognita Lega frena la sinistra. Sul Polo la turbolenza dei «mini»; f. mar. (Fabio Martini), Giustizia Spettacolo. «Indipendenza e autorevolezza si raggiungono anche con il riserbo». Giudici, interviste vietate. C’è un decalogo di Violante; «Alitalia, io non tratterei». Prodi: non ci piegheremo mail alle pretese di quei privilegiati; r. i., Abete: aspettiamo i fatti. Il leader della Confindustria: sì al «patto» proposto da D’Alema; r. i., Andreatta: «Silvio inquina la politica»;
p.3- Fabio Martini, Dopo i sermoni soft, il Professore cambia marcia e lancia tre affondi al suo avversario. Prodi: non ho bisogno di essere unto. E a Berlusconi: «Lei è un liberista incompetente»; Filippo Ceccarelli, «Con lui al governo o mai più». Per Romano il battesimo dell’ex popolo rosso; Francesco Grignetti, Occhetto non s’arrende. Achille al contrattacco «No alla poltiglia di sinistra»
Commenti e resoconti