Parigi: è siglata la versione definitiva dell’accordo di Dayton firmato il 21 novembre del 1995 che segna la fine del conflitto in Bosnia ed Erzegovina iniziato nel 1992.
Partecipano ai colloqui di pace Slobodan Milosevic, presidente della Jugoslavia e rappresentante degli interessi dei Serbo-bosniaci, il presidente della Croazia Franjo Tudjman e il presidente della Bosnia Erzegovina Alija Izetbegovic, accompagnato dal ministro degli esteri bosniaco Muhamed "Mo" Sacirbey. La conferenza di pace è guidata dal mediatore statunitense Richard Holbrooke, assieme all'inviato speciale dell'Unione Europea Carl Bildt e al viceministro degli esteri della Federazione Russa Igor' Ivanov.
Dopo l’accordo la NATO compone una Forza di attuazione (IFOR) in Bosnia al fine di garantire la pace e il supporto agli aiuti umanitari
«La Stampa»
«La Stampa», 14 dicembre 1995 [p.8]
Enrico Benedetto, Oggi la firma solenne nella capitale paralizzata. Parigi, il grande sciopero accoglie la pace di Bosnia. I capi di Stato dall’aeroporto al centro città in elicottero per scavalcare gli ingorghi; e. bn., E i clochard occupano il Beaubourg. Speranze per Juppé: si rompe il fronte dei ferrovieri
«La Stampa», 15 dicembre 1995 [p.9]
Enrico Benedetto, Storica cerimonia all’Eliseo. Riconoscimento tra Serbia e Bosnia, non tra Serbia e Croazia. Parigi, nove firme per una gelida pace. Roma non ci sarà tassa per la Bosnia; Né vinti né vincitori. La Serbia. La Croazia. Bosniaci mussulmani. Serbo-bosniaci [schede vantaggi e svantaggi]; Giuseppe Zaccaria, Viaggio nella fine della guerra. Il ritorno delle granate nel gran giorno di Sarajevo. Piovono bombe serbe. I mussulmani sparano su un elicottero ONU. Scontri fra croati e alleati mujaheddin; Andrea di Robilant, La missione alla Camera. Partono 300 italiani. Tutti votano sì, tranne Rifondazione
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