Squillante, in carcere, inizia uno sciopero della fame. Il 21 Paolo Ielo, pubblico ministero di Milano, si reca a Roma per effettuare un controllo su tutti i procedimenti vagliati dall’Ufficio istruzione della capitale di cui Squillante tra il 1988 e il 1989 era consigliere aggiunto. Il 31 con il parere favorevole del pool milanese sono concessi gli arresti domiciliari a Squillante che il 15 marzo si era dimesso dalla magistratura.