Il giudice Anna De Martino proscioglie Antonio Di Pietro dalle accuse di concussione e abuso d’ufficio relative a un prestito di 100 milioni ottenuto dall’assicuratore Giancarlo Gorrini e alle presunte pressioni esercitate per favorire la nomina di Eleuterio Rea a capo dei vigili urbani di Milano.

I pubblici ministeri titolari dell’inchiesta Fabio Salamone e Silvio Bonfigli dichiarano che ricorreranno in appello contro il proscioglimento.

Rinviati a giudizio in vece Cesare Previti, Paolo Berlusconi, gli ex ispettori del ministero di grazia e giustizia Ugo Dinacci e Domenico De Blase che verranno processati per concussione a settembre.

Il 30 marzo il Procuratore generale di Brescia, Marcello Torregrossa, chiede al procuratore capo reggente, Roberto Di Martino di valutare l’opportunità di togliere a Salamone le inchieste su Di Pietro