Sviluppi della crisi curda

Il capo di gabinetto della Casa Bianca, Leon Panetta, in televisione annuncia l’imminente reazione all’attacco iracheno nel Kurdistan. Saddam Hussein dichiara di aver ritirato le proprie truppe ma queste dichiarazioni sono smentite dalle foto scattate dai satelliti spia. Gli iracheni proseguono nella loro offensiva bombardando la città di Sulaimaniya. Il 3 settembre inizia l’operazione «Desert Strike»,  la rappresaglia USA. 27 missili Cruise, lanciati da bombardieri B52 e unità navali presenti nel Golfo,  colpiscono le basi irachene a Sud di Bagdad. Muoiono 5 civili. L’operazione militare Usa è contestata da Francia e Russia. Il 4 in seguito nuovi attacchi americani Saddam Hussein ordina il ritiro dei carri armati iracheni dalla zona protetta dall’ONU.