La Corte Costituzionale, dopo circa 100 ore di discussione, dichiara ammissibili 11 referendum sui 30 presentati.
Promossi dai riformatori di Marco Pannella: soppressione dell’Ordine dei giornalisti, abolizione della «golden share», il potere di veto sulle decisioni più importanti spettante al ministero del Tesoro nelle aziende pubbliche privatizzare, eliminazione delle restrizioni per essere ammessi al obiezione di coscienza per il servizio militare, abrogazione della norma del codice civile che consente ai cacciatori di accedere ai fondi privati, abrogazione delle norme che consentono al magistrato di assumere incarichi extragiudiziari, abrogazione delle norme che prevedono la progressione automatica della carriera dei magistrati.
Proposti dalle Regioni e Federalisti: abolizione del ministero delle Risorse agricole, dei segretari comunali, dei concorsi unici e dei controlli sugli Atti delle Regioni e degli Enti Locali.
«La Stampa»
«La Stampa», 31 gennaio 1997 [pp.1-3-p.6]
p.1-Titolo: Ammessi soltanto un terzo dei referendum proposti, alle urne nella tarda primavera. Pioggia di critiche sulla Consulta. Pioggia di critiche sulla Consulta. Protesta il Polo, PDS deluso. Pannella: giudici fuorilegge;
p.1-p.6- Editoriale, Enzo Cheli, La parola ora passa alla politica;
p.2- Francesco Grignetti, Non sono stati ammessi 12 quesiti dei Riformatori e 7 di quelli proposti dalle Regioni. La Consulta salva solo 11 referendum. La sentenza dopo oltre cento ore di discussione; Le proposte dei Riformatori: passano queste 6 (schede); I quesiti dei Federalisti: i 5 approvati (schede); I 19 respinti. Leggi elettorali e Sanità;
p.3-Maria Teresa Meli, Berlusconi: scelta di conservazione. D’Alema: amarezza ma le sentenze vanno rispettate. Pannella: questi giudici sono fuorilegge. «Pacciani fa meno male all’Italia del capo dello Stato»; Alle urne. Fra il 15 aprile e il 15 giugno; Franco Pantarelli, Sartori: quesiti astrusi. Sembrava quasi una truffa [intervista a Giovanni Sartori]; Silvano Costanzo, Barbera: ha prevalso una falsa ragion di Stato [intervista a Augusto Barbera]; Curiosità verso il voto
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