Camera dei deputati: comunicazioni del Governo sulla crisi aperta nella maggioranza a seguito della decisione di Rifondazione comunista di non votare la Finanziaria. La mozione di fiducia al Governo è respinta per un voto, 312 sì 313 no. Romano Prodi, presidente del Consiglio, si reca dal capo dello Stato per rassegnare le dimissioni.
XIII Legislatura Camera dei deputati sedute dal 7 al 9 ottobre 1998
Seduta n. 420 - 7 ottobre 1998 [video della seduta]
Comunicazioni del Governo: Romano Prodi, presidente del Consiglio;
Discussione
Seduta n. 421 - 8 ottobre 1998 [video della seduta]
Seguito della discussione
Seduta n. 422 - 9 ottobre 1998 [video della seduta]
Replica del presidente del Consiglio. Dichiarazioni di voto. Votazione per appello nominale della mozione di fiducia al Governo. Votanti 625; maggioranza 313, voti favorevoli 312, voti contrari 313. Romano Prodi non avendo ottenuto la fiducia annuncia che si recherà al Quirinale.
«l'Unità»
«l’Unità», 8 ottobre 1998 [pp.1-7-p.9]
p.1-Titolo: Il partito di Cossutta dice sì a Prodi. D’Alema: dopo la Finanziaria un centrosinistra più forte o elezioni;
pp.1-2- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Per l’Ulivo si apre un’altra fase;
p.3- Bruno Miserendino, Prodi tira dritto, e scommette sulla fiducia. Il premier incassa l’appoggio di Cossutta. Domani la sfida sul filo di due voti; Pasquale Cascella, La prova più ardua per il bipolarismo; Roberto Giovannini, E ora si tratta su 35 ore e Agensud. Contatti riservati a Palazzo Chigi tra il premier e i «cossuttiani»;
p.4- Nuccio Ciconte, Bertinotti non ha più gruppo parlamentare. Il leader di RC da Violante per evitare di finire nel grande calderone «misto»; Raffaele Capitani, Garavini: «Non facciamo altri due mini-PCI» [intervista a Sergio Garavini]; Stefano Di Michele, La crisi del leader. A capo chino fra Cossutta e Diliberto. Il giorno più amaro del «subcomandante»;
p.5- Stefano Bocconetti, Il sì di Cossutta: «La base mi ha convinto». Al Palaexpo lo «strappo» da Rifondazione e le prove del nuovo partito; Luana Benini, Il nome? PdCI, ma «con la d piccola piccola»; Le scissioni della sinistra (crono);
p.6- Fernanda Alvaro, «Il peggior danno è l’esercizio provvisorio». «Un colpo durissimo per la parte debole del Paese». «A Prodi basta un voto in più, ma su un progetto»; Ciampi ottimista: «Per la crisi
prevedo tempi molto rapidi»;
p.7- Giorgio Frasca Polara, D’Alema: ora irrobustiamo la coalizione. Sostegno a Prodi «premier coraggioso», ma la nuova fase «è iniziata con Dini»; Roberto Roscani, «Non facciamo un Congresso sull’UDR». DS divisi sul Picconatore: ma evitiamo referendum; Massimiliano Di Giorgio, Angius: «No ai ricatti, ma con i cossighiani si può governare». Angius: «No ai ricatti, ma con i cossighiani si può governare» [intervista a Gavino Angius];
p.9- Paola Sacchi, Il Polo alza i toni e ripete: «Subito al voto». Fini: «Vi faremo vedere i sorci verdi». Casini: «Scorrono i titoli di coda...»; A «Pinocchio». Cossiga: «Il mio centro può allearsi con la sinistra»
«l’Unità», 8 ottobre 1998 [p.5]
Stefano Bocconetti, Il sì di Cossutta: «La base mi ha convinto». Al Palaexpo lo «strappo» da Rifondazione e le prove del nuovo partito; Luana Benini, Il nome? PdCI, ma «con la d piccola piccola»; Le scissioni della sinistra (crono)
«l’Unità», 9 ottobre 1998 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Per il Governo la spina del Kosovo. Clinton preme per i raid Nato. Ma Prodi dice: ci sono ancora margini;
pp.1-2- Umberto Ranieri, Ultima chance al negoziato;
p.3- Pasquale Cascella, Prodi, dopo la fiducia la mina del Kosovo. Per il premier obiettivo 315 voti. E su Belgrado «ci sono ancora margini»; Umberto De Giovannangeli, Su Montecitorio i venti di guerra dai Balcani. UDR e Polo: «Per tenersi Cossutta il governo abbandona la fedeltà atlantica»;
p.4- Sergio Sergi, Kosovo, sospeso il conto alla rovescia. Gli USA e gli europei tentano per l’ultima volta la strada della mediazione; Umberto De Giovannangeli, «Non serve umiliare i serbi» [intervista a Massimo Cacciari]; Vaticano, no alla violenza ma l’aggressore va disarmato; L’UCK depone le armi. Paura a Belgrado; La risoluzione della discordia. ONU: punti della «1199»
«l’Unità», 9 ottobre 1998 [p.1-p.3-pp.5-10]
p.1- Titolo: Fiducia al premier sul filo dell’ultimo voto. Appello a Cossutta: «La maggioranza è più coesa, iter veloce per le 35 ore»;
p.3- Pasquale Cascella, Prodi, dopo la fiducia la mina del Kosovo. Per il premier obiettivo 315 voti. E su Belgrado «ci sono ancora margini»; Tra Prodi e Bertinotti l’abbraccio dell’addio; Legge sulle 35 ore. Riparte l’esame; Umberto De Giovannangeli, Su Montecitorio i venti di guerra dai Balcani
UDR e Polo: «Per tenersi Cossutta il governo abbandona la fedeltà atlantica»;
p.5- Stefano Bocconetti, «Ma questo governo non vale la scissione» [intervista a Fausto Bertinotti];
Gabriele Masiero, «Bel risultato, da oggi tanti resteranno a casa». Fra i portuali di Livorno spaccature e un rimpianto: «Si poteva evitare»;
p.6- Massimiliano Di Giorgio, «L’Ulivo non si rafforza coi trasformismi» [intervista a Claudio Petruccioli]; Raffaele Capitani, «Anche Dini ci sembrava inaffidabile...». In sezione sotto le Due Torri, pro e contro l’apertura a Cossiga;
p.7-Nuccio Ciconte, «Sì a Cossiga se sceglie il bipolarismo» [intervista a Cesare Salvi]; D’Alema il 19 presenta la mozione. Ma si parla già di un rinvio; Folena: l’UDR problema di tutto l’Ulivo. Ma per Occhetto piuttosto che fare pasticci è meglio votare;
p.8- Luana Benini, «Pazienza compagni, il PDCI non si fa in 24 ore». Le federazioni premono, i dirigenti frenano: «Serve un’ampia consultazione»; Enzo Roggi, Stare a sinistra, ma per fare cosa?
Antagonismo vano se non è vitale; Angelo Faccinetto, «I lavoratori non vogliono la crisi». Le critiche di Giacinto Botti, PRC, sindacalista dell’Alternativa [intervista a Giacinto Botti];
p.9- Rosanna Lampugnani, Manovre al centro guardando alle europee. I Popolari puntano alle liste unitarie per traghettare Cossiga nell’Ulivo; Onide Donati, Elia: «Governo con Cossutta e l’UDR? Con un po’di elasticità è possibile» [intervista a Leopoldo Elia]; Tettamanzi. Uniti sui valori;
p.10- Paola Sacchi, Il Polo va alla sfiducia con l’elmetto. Parlamentari precettati. «Chi non si presenta in aula sarà espulso»; Stefano di Michele, «Azzurri» in piazza, la destra fa le prove generali. Sit-in e veglia di protesta aspettando il voto d’aula; Rosanna Lampugnani, Rebuffa: «Forza Italia? Un disastro, si arrocca e non fa politica» [intervista a Giorgio Rebuffa]
«l’Unità», 9 ottobre 1998 [p.5]
Stefano Bocconetti, «Ma questo governo non vale la scissione» [intervista a Fausto Bertinotti];
Gabriele Masiero, «Bel risultato, da oggi tanti resteranno a casa». Fra i portuali di Livorno spaccature e un rimpianto: «Si poteva evitare»
«l’Unità», 9 ottobre 1998 [p.6]
Massimiliano Di Giorgio, «L’Ulivo non si rafforza coi trasformismi» [intervista a Claudio Petruccioli]; Raffaele Capitani, «Anche Dini ci sembrava inaffidabile...». In sezione sotto le Due Torri, pro e contro l’apertura a Cossiga;
«l’Unità», 9 ottobre 1998 [p.7]
Nuccio Ciconte, «Sì a Cossiga se sceglie il bipolarismo» [intervista a Cesare Salvi]; D’Alema il 19 presenta la mozione. Ma si parla già di un rinvio; Folena: l’UDR problema di tutto l’Ulivo. Ma per Occhetto piuttosto che fare pasticci è meglio votare;
«l’Unità», 10 ottobre 1998 [pp.1-11]
p.1- Titolo: Bertinotti affonda Prodi. L’Ulivo propone l’incarico bis per la Finanziaria. Berlusconi tentato dalle larghe intese di Cossiga;
pp.1-2- Editoriale, Paolo Gambescia, Il dovere della sinistra;
p.3- Bruno Miserendino, Cossutta non basta, il governo si ferma a 312. Brindano Polo e Bertinotti, ma all’orizzonte c’è un Prodi-bis per la Finanziaria; Giuseppe Caldarola, E rispunta il «tecnico»; Stefano Di Michele, Dai banchi a destra: «Grazie, Fausto...». Champagne per il Polo, sorrisi e qualche imbarazzo all’estrema sinistra;
p.4- Vincenzo Vasile, Scalfaro tira il freno per evitare le urne. Incontro con Prodi, il presidente non esclude un governo «per le riforme»; Giorgio Frasca Polara, Quel no diniano che ha bocciato Prodi
Nel voto di ieri decisivo Silvio Liotta, deputato di RI e ex forzista;
p.5- Roberto Roscani, L’Ulivo: «Reincarico per la manovra economica». D’Alema: «Ma la maggioranza del 21 aprile non regge più un governo» no»; Pasquale Cascella, E spuntano i nomi di Ciampi e Monti. Corsa contro il tempo per un candidato e una maggioranza;
p.6- Rosanna Lampugnani, Cossiga: «E ora un governo istituzionale». Il leader dell’UDR per le larghe intese, oggi incontra D’Alema e Berlusconi; Ro. La, Il PPI: «Prodi è stato spericolato»;
p.7- Alberto Leiss, Prodi: «Rivendico la mia coerenza». Non piace al premier l’ipotesi di un incarico a termine solo per l’economia;
p.8- Paola Sacchi, Il Polo chiede il voto anticipato. Ma lascia uno spiraglio: «Governo tecnico? Vedremo»;
p.9- Nuccio Ciconte, «Ho sperato, ma ha vinto l’estremismo». L’amarezza di Cossutta: «Bertinotti aberrante, come può dormire sereno?» [intervista a Armando Cossutta]; S. B., «Prodi-bis se ritirano la Finanziaria». Fausto incassa la sfiducia e dice: «A sinistra restiamo calmi»;
p.10- Maristella Iervasi, Piazza Montecitorio, la guerra dei cortei. Tensione all’annuncio del voto, poi fischi, applausi e accenni di rissa;
p.11- Giuseppe F. Mennella, I novecento giorni di Romano e l’Ulivo. La stagione vincente del risanamento e l’inedita caduta sulla fiducia
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