XIII Legislatura - I governo Dalema
XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo D'Alema
21 ottobre 1998-22 dicembre 1999
1999-03-08
Kosovo
Una settimana prima della ripresa a Parigi dei colloqui di pace, i capi militari dell’Esercito di liberazione del Kosovo (UCK) autorizzano la firma dell’accordo raggiunto a Rambouillet proposto dal Gruppo di contatto. Le trattative sul futuro della provincia serba riprendono a Parigi il 15 marzo.
1999-03-09
La Procura di Palermo invia alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera la richiesta d’arresto per Marcello Dell’Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi. È accusato di tentata estorsione e concorso in calunnia aggravata, finalizzata a delegittimare i collaboratori di giustizia.
«l'Unità»
«l’Unità», 9 marzo 1999 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Mafia, torna alla Camera il «caso Dell’Utri». Voci non confermate di una richiesta d’arresto da Palermo;
p.12-«Caso Dell’Utri», la poltica torna a occuparsene. Voci non confermate di una richiesta di arresto
«l’Unità», 10 marzo 1999 [p.1-pp.3-5]
p.1- Titolo: «Arrestate Dell’Utri». Polo in rivolta. Il deputato di FI accusato di estorsione e calunnia. Berlusconi: teorema;
p.3- Gianni Cipriani, «Estorsione e calunnia, arrestate Dell’Utri». Alla Camera i verbali sul deputato di Forza Italia; «Tentò di screditare i pentiti»; Duecentottantasette pagine per due capi d’imputazione; Michele Urbano, La politica, sogno proibito d’un manager. Dal paradiso di Publitalia all’inferno degli imputati eccellenti;
p.4- La prima intercettazione telefonica. Quando l’onorevole blandì Pino «Un abbraccio di accoglienza»; Una conversazione compromettente. «Dottore carissimo, le offro un verbale e un avvocato che cis saranno utili»; Nomi di comodo e messaggi cifrati. «Sono il signor Delfino, ci seguono e ci fotografano. Che facciamo?»; Rosanna Caprilli, «Ho chiesto a Silvio un seggio in Europa». Dell’Utri: «Ai miei figli dirò che sono un eroe»; Vincenzo Vasile, La tela di Penelope; Per il caso delle fatture «gonfiate» l’ex di Publitalia patteggia in Cassazione; Susanna Ripamonti, E a Milano quattro fermi e un arresto. Una scheggia della maxi-inchiesta, in carcere un colonnello dei CC. E a Milano quattro fermi e un arresto. Una scheggia della maxi-inchiesta, in carcere un colonnello dei CC;
p.5- Sotto inchiesta un anno di contatti sospetti. Furono ventinove le telefonate, alcune al centralino della Fininvest; Inquinamento delle prove a mezzo stampa. Fu galeotta l’intervista di autodifesa rilasciata al Corriere della Sera; L’uomo che ha incastrato il parlamentare. Vincenzo La Piana, un «pentito» che salvò il figlio dalle nozze di mafia; Ninni Andriolo, La campagna acquisti dei falsi «pentiti». Le tappe dell’inchiesta di Palermo; Il Polo fa quadrato contro Caselli. La Russa già scagiona l’imputato: autorizzazione solo per casi più gravi. Berlusconi: «Gli assassini sono in libertà, gli innocenti vanno in carcere»
1999-03-09
Il presidente iraniano Mohammed Khatami è in visita ufficiale in Italia. Per la prima volta, dalla rivoluzione islamica del 1979, un presidente iraniano si reca in un Paese Occidentale. Khatami incontra il presidente della Repubblica, il premier, il sindaco di Roma Francesco Rutelli e il Pontefice Giovanni Paolo II. Corteo di protesta a Roma.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 marzo 1999 [p.15]
Toni Fontana, Oggi vede Scalfaro e i presidenti delle due Camere domani incontrerà D’Alema. Sarà ricevuto anche da Giovanni Paolo II. Khatami a Roma. Rotto l’isolamento. Prima visita di un presidente iraniano da 20 anni. Oppositori da tutta Europa in corteo nella Capitale; T.F. Lega per i diritti umani: nel mirino giornalisti e scrittori; Umberto De Giovannangeli, «Anche gli affari per favorire l’apertura» [intervista a Piero Fassino]
«l’Unità», 10 marzo 1999 [p.11]
Toni Fontana, Il presidente parla di rafforzamento dell’ONU e di diritti universali. Dini: affronterò con lui il caso Rushdie. Violante e Mancino esorano il leader a proseguire nella battaglia di libertà. Scalfaro lo saluta come sostenitore del dialogo. Mitra Bagheri, responsabile in Italia della resistenza: «Una visita illegittima. A Teheran esecuzioni e lapidazioni». Khatami a Roma promette democrazia. Ma migliaia di iraniani sfilano ai Fori: «Non crediamo agli ayatollah»; Umberto De Giovannangeli, Princìpi e affari la scommessa italiana; Capitale blindata, Rutelli: paghiamo un prezzo carissimo; Siegmund Ginzberg, Fred Halliday, studioso di Medio Oriente. «La fine dell’embargo USA può partire da qui» [intervista a Fred Halliday]
«l’Unità», 11 marzo 1999 [p.11]
Toni Fontana, Successo per gli appuntamenti con i dirigenti italiani del capo di Stato iraniano che oggi vede il Papa. Washington diffidente: quel paese sostiene il terrorismo. Khatami e D’Alema un nuovo dialogo per aiutare la pace. Intesa sancita dall’incontro fra i due leader
In agenda le relazioni politiche e commerciali; Renzo Cassigoli, Visita a Firenze «Con l’Europa rapporti alla pari»; Villa Madama. Firmati quattro accordi; Pier Giorgio Betti, Rushdie: «Ma l’ayatollah non è tutto l’Iran». Lo scrittore nel mirino degli integralisti cauto sulle aperture di Teheran; Stati Uniti. Dopo l’imbarazzo a Wall Street vince la voglia d’affari; Alceste Santini, Vaticano, summit fra due grandi religioni. Il leader iraniano rappresenta cinquantacinque Stati islamici
«l’Unità», 12 marzo 1999 [p.13]
Alceste Santini, Venticinque minuti di colloqui cordiali nello studio di Giovanni Paolo II. «Dialogo importante e promettente». Il presidente iraniano ricorda il valore dell’incontro proposto da Wojtyla nell’86 ad Assisi con esponenti di tutte le religioni. Con il cardinale Sodano affrontati i temi del rispetto dei diritti umani e della pace per il Medio Oriente. Khatami dal Papa, si apre un nuovo corso. L’ayatollah soddisfatto: «Torno in patria pieno di speranze per il futuro»; Manifestazione a Roma. I dissidenti: «È un assassino»; Massimo Cavallini, Ma Clinton conferma la linea dura con l’Iran. Lotta al terrorismo e rinuncia al riarmo le condizioni per trattare con Teheran; La stampa USA «Ha fatto monologhi»; Rushdie a Torino. La stampa iraniana si indigna «È stato un insulto a Teheran»; Dini: un viaggio molto positivo. Alla Farnesina vertice coi vip dell’economia italiana
1999-03-09
Kosovo
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 marzo 1999 [p.14]
Holbrooke da Milosevic: «Rischio di guerra». Prova di forza a Belgrado, emesso un mandato d’arresto per i leader dell’UCK
1999-03-10
Il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, chiede agli USA la verità sulla tragedia del Cermis del 3 febbraio 1998 e, in caso contrario, arriva a minacciare una revisione dei patti stipulati fra i due Paesi. Gli USA prendono atto.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 marzo 1999 [p.1-p.13]
p.1- Titolo: «Verità sul Cermis o rivediamo i patti». D’Alema avverte gli USA. La maggioranza: alleati non sudditi;
p.13- Bruno Miserendino, La tragedia del Cermis: il dibattito in un’aula (all’inizio) semivuota. La linea del premier: rigore ed equilibrio. «Necessario aprire una riflessione all’interno dell’Alleanza: il nodo però non è eliminare le basi, ma riformarle». La decisione sulle clausole «segretate»: il Governo ha avvertito gli USA che hanno preso atto senza proteste. D’Alema: con la NATO accordi da rivedere. E annuncia: tolto il segreto, Parlamento e giudici sapranno tutto; Umberto De Giovannangeli, Cossutta: «Dignitosa la linea del premier ma le basi americane vanno sfrattate» [intervista a Armando Cossutta]; U. D. G., La maggioranza: alleati non sudditi. Prodi debutta da deputato: «Esterrefatto, Clinton si impegnò»; Ammiraglio USA riesaminerà le misure di sicurezza dei voli
1999-03-10
Riprende la trattativa fra sindacati e Federmeccanica per il contratto dei metalmeccanici. Nelle fabbriche meccaniche del Nord si continua a scioperare. Dopo cinque mesi infruttuosi finalmente si entra nel merito. La Federmeccanica presenta le sue proposte su orari e flessibilità. Programmate a breve nuove riunioni per definire le basi di un possibile accordo contrattuale.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 marzo 1999 [p.18]
Tute blu, oggi riprende la trattativa. Altri scioperi nel Nord. Cofferati: il Governo non intervenga; Iveco sarà smembrata? I sindacati: inaccettabile. Manifestazione in piazza a Brescia. Iveco sarà smembrata?
«l’Unità», 11 marzo 1999 [p.17]
Felicia Masocco, Tute blu, si sblocca la trattativa. Orario permessi, flessibilità: Federmeccanica presenta le sue proposte; FIAT assume 200 giovani nella fabbrica di Melfi. I sindacati: altri 100 posti con l’interinale
1999-03-11
Arrestato, dopo 6 anni di latitanza, il capo della ‘ndrangheta calabrese Giuseppe Piromalli. Il superlatitante è catturato dai carabinieri in casolare, trasformato in un bunker blindato, nei pressi di Gioia Tauro.
1999-03-11
Berlusconi: prima assoluzione
Il tribunale di Milano assolve il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dall’accusa di frode fiscale e falso in bilancio sull’acquisto della tenuta di Macherio. Per il Cavaliere si tratta della prima assoluzione da parte dei giudici di Milano che lo hanno già condannato per le tangenti alle Fiamme gialle, per gli illeciti finanziamenti a Bettino Craxi, ex segretario del disciolto PSI, e per l’affare Medusa. Il giorno successivo il tribunale milanese annulla il rinvio a giudizio di Berlusconi per i conti esteri della All Iberian in quanto considera il falso in bilancio contestato non adeguatamente precisato.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«L’Unità», 12 marzo 1999 [pp.1-2-p.9]
p.1- Titolo: Berlusconi assolto per l’affare Macherio. «La Corte s’è opposta allo strapotere dei pm»;
pp.1-2- Paolo Gambescia, Giudici buoni, giudici attivi;
p.9- Rosanna Ripamonti, Per il suo legale Ennio Amodio si tratta di un segnale: «rito ambrosiano si sta riallineando al diritto italiano, l’hanno giudicato come cittadino». Processo Macherio per Berlusconi la prima assoluzione. L’accusa era frode fiscale e falso in bilancio. D’Ambrosio aspettiamo le motivazioni; Paola Sacchi, «Dopo tre anni sono fuori dal fango». Il Cavaliere al contrattacco: «Se arrestano Marcello, dialogo addio»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 13 marzo 1999 [p.3]
Editoriali, Autunno in Procura a Milano
1999-03-11
Pietro Folena, coordinatore dei DS, in un’intervista a «l’Unità» attacca Ignazio La Russa (AN) presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere per le sue affermazioni contro i magistrati di Palermo per la richiesta inviata alla Giunta di arrestare Marcello Dell’Utri. Affermazioni e giudizi per cui Folena mette in dubbio il ruolo di presidente della Giunta ricoperto da La Russa e rimanda ai gruppi una eventuale richiesta di dimissioni.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«L’Unità», 11 marzo 1999 [pp.1-3]
pp.1-2- Giuseppe Caldarola, Sulla giustizia non si fanno baratti;
p.3- Luana Benini, La replica alle esternazioni del presidente della Giunta per le autorizzazioni
«Contro i pm attacco inaudito e violento». «Valuteranno i deputati del gruppo se chiedere le dimissioni. Ma certo appare inadeguato alla sua funzione terza». Nel Polo prevale la ricerca d’uno scontro furibondo: ipocriti, schiacciano il paese sulle vicende giudiziarie di Berlusconi». Pietro Folena coordinatore DS. «La Russa fazioso, cambi tono o se ne vada» [intervista a Pietro Folena]; Paola Sacchi, Fini: «No all’arresto di Dell’Utri». E tra i partiti si riaccende la battaglia per il Colle; N. A. (Ninni Andriolo), Retromarcia con Caselli: «Mi hanno frainteso»
Il presidente della Giunta chiama Palermo e dà tutta la colpa ai giornali
1999-03-12
Conferenza Nazionale delle democratiche di sinistra, Chianciano Terme
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«L’Unità», 11 marzo 1999 [p.8]
Natalia Lombardo, Donne DS, «sfida» Pollastrini- Serafini. Da domani a Chianciano la Conferenza nazionale. «Più peso in politica»
«L’Unità», 12 marzo 1999 [pp.1-2-p.9]
pp.1-2- Francesca Izzo, Alla sinistra servono le donne;
p.9- La Conferenza. Donne DS: «Il confronto è tra idee»
1999-03-12
Alleanza Atlantica
Entrano nell’Alleanza Atlantica: Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. Preoccupazioni da parte della Russia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 marzo 1999 [p.12]
Toni Fontana, D’Alema oggi in visita a Budapest per rafforzare l’Ostpolitik italiana. Collaborazione tra le forze armate. A fine aprile a Washington il summit che celebrerà i cinquanta anni del Patto e sancirà i nuovi ingressi. Le apprensioni della Russia. L’allargamento richiederà forti spese per adeguare gli standard. Est, la nuova frontiera della NATO. Da domani entrano nell’Alleanza Atlantica Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca; Attuali membri NATO. Nuovi membri (mappa);
1999-03-15
Kosovo
Parigi: riprendono i colloqui sul futuro della provincia serba. Punti di divergenza fra serbi e albanesi restano l’indipendenza del Kosovo e la presenza di truppe internazionali nella Federazione Jugoslava. Il 18 marzo la delegazione albanese firma l’accordo di pace proposto da Gruppo di contatto, Non firma il Governo di Belgrado che rifiuta il piano. La diplomazia internazionale fissa al 24 marzo la nuova data per l’accettazione da parte della Federazione Jugoslava.
1999-03-20
Kosovo
20 marzo: mentre i 1.381 verificatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OCSE) lasciano il Paese riesplode il conflitto. L’esercito serbo bombarda i villaggi e i soldati irrompono nelle case. Migliaia di civili albanesi fuggono in direzione della Macedonia. Il presidente USA, Bill Clinton, convoca il suo Consiglio di sicurezza per esaminare la possibilità di raid aerei.
21 marzo: ancora nessun ultimatum per Milosevic da parte dell’Unione Europea. L’avvertimento del rischio raid arriva invece dal segretario della NATO.
22 marzo: il mediatore americano Richard Holbrooke si reca a Belgrado per tentare di convincere Milosevic a cessare le ostilità. Tentativo inutile, il presidente della Federazione Jugoslava non cede.
23 marzo: Javier Solana, alto rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea e segretario generale dell’Unione Europea Occidentale, dopo il fallimento dei colloqui tra Holdbrooke e Milosev dà l’ordine di attacco contro la Serbia. Il Governo di Belgrado proclama lo stato di emergenza e la mobilitazione generale, da cui si dissocia il Montenegro l’altro Stato che compone la Federazione Jugoslava. Il 24 marzo l’attacco i bombardamenti NATO alla Serbia. È crisi nei rapporti Russia – USA. Il premier russo Evgheney Primakov fa invertire la rotta dell’aero che lo stava portando negli USA.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 24 marzo 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Clinton: agire subito contro la Serbia. Solana dà il via ai raid. D’Alema: faremo il nostro dovere. La NATO ordina: attacco; Editoriale, Enzo Bettiza, Milosevic alla fine della corsa; Giuseppe Zaccaria, Il terrore fra i soldati; Gianni Riotta, Un secolo alla rovescia. Se torna la guerra fredda;
p.1-p.3- Giulietto Chiesa, Il premier russo in volo sull’Atlantico fa tornare indietro l’aereo. E dopo un dopo con Gore. Primakov non va più negli USA;
p.2- Francesco Pantarelli, «Dobbiamo fermare Milosevic subito. Correremo dei rischi, ma non agire è più rischioso». Clinton. Non avevamo altra scelta; Il segretario della NATO nella notte dà l’ordine di attaccare la Serbia; f. man., Solana «Ora tocca ai generali»; e. st., L’ambasciatore d’Italia resta. A Belgrado convocato dal ministro degli Esteri; Wall Street. Il Down Jones perde il 2, 2%;
p.3- Giuseppe Zaccaria, Holbrooke lascia un ultimo messaggio: se il presidente ci ripensa ha il mio numero di telefono. La Serbia sceglie la guerra contro tutti. Mobilitazione generale, «non cederemo agli stranieri»; Documento. La replica del leader. «A Rambouillet non c’è stato negoziato. Le due delegazioni non si sono mai incontrate». «Volete usare la forza contro un Paese che si protegge dal terrore e dal separatismo». «Tolleranti ma non stupidi». Lettera di Milosevic ai ministri europei (testo); Francesco Grignetti, Il rischio rappresaglia. Stato di massima allerta nel Sud Italia;
p.4- Guido Tiberga, I Comunisti confermano il no all’intervento, Berlusconi: non faremo cadere il Governo. «L’Italia è nella NATO, rispetterà l’alleanza». D’Alema replica a Cossutta: non faccio politica per rimanere qui; Paolo Passarini, A fatto compiuto; fra. gri, «Ma noi non bombarderemo». Scognamiglio: il nostro compito sarà difendere lo spazio aereo; Renato Rizzo, Scalfaro: mantenere gli impegni. «In questa ora le decisioni singole non contano»; In Parlamento. Gli schieramenti al voto;
p.5- Domenico Quirico, Custodisce le memorie storiche, religiose e culturali, nessun leader può cederlo senza cadere. Kosovo, l’ultima tragedia jugoslava. L’unica provincia a cui la Serbia non può rinunciare; L’escalation; Ingrid Badurina, Il padrone di Belgrado. Milosevic, ex comunista convertito al nazionalismo; i. b., Il filosofo di Pristina. Rugova, il leader ribelle seguace della non violenza
1999-03-24
La guerra del Kosovo
- La guerra del Kosovo
1999-03-24
La NATO bombarda il Kosovo
24 marzo: poco dopo le 19,00 cominciano gli attacchi della NATO. Bombardate almeno 10 città della Serbia, del Montenegro e del Kosovo, comprese Pristina, Belgrado e a Podgorica. I raid aerei si prolungano fino all’alba. 40 gli obiettivi colpiti dai missili Cruise e dalle bombe sganciate da aerei decollati dall’Italia. Una decina le vittime. Russia e Cina condannano i raid. Boris Eltsin chiede l’immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
In Italia Armando Cossutta, presidente del Partito dei comunisti italiani (PDCI), chiede di non consentire l’uso delle basi italiane per azioni di guerra, in caso contrario minaccia di far dimettere i ministri del partito dal Governo. Sulla stessa linea Verdi e Rifondazione comunista.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 25 marzo 1999 [pp.1-6]
p.1- Titolo: Missili sulla Serbia. Due attacchi nella notte. Colpiti aeroporti, caserme e comandi a Belgrado, Pristina, Novi Sad, Bar. Le autorità jugoslave uccisi anche donne e bambini. Eltsin minaccia la terza guerra mondiale;
p.1-p.6- Editoriale, Barbara Spinelli, L’incubo della memoria;
p.2- Franco Pantarelli, Clinton nella notte: «Il Kosovo è una polveriera, abbiamo bisogno di un’Europa libera e sicura». «Ci sono rischi, americani pregate». Il presidente: ma non fare nulla era più pericoloso; Marco Tosatti, Il Vaticano «Una sconfitta per l’umanità»; Carlo Rossella, Personaggio. Lo stratega della NATO. L’anti Rambo braccio armato di Clinton. Il generale Clark ha pianificato la guerra serba; e.n., Schroeder in TV. «Non tutti i nostri soldati torneranno»;
p.3- Giuseppe Zaccaria, Molte vittime, i missili hanno aperto la strada a ondate di bombardieri USA, inglesi e tedeschi. Una tempesta di bombe sulla Serbia. Colpiti obiettivi in sette città, proclamato lo Stato di guerra; L’attacco NATO (mappa); Massimo Gramellini, Il colpo basso e geniale di Milosevic: sarà lui a decidere che cosa mostrare. Oscurata la CNN, grande guardona;
p.4- Anna Zafesova, «Diciamo no al gendarme globale». Prima del raid un appello al mondo: Clinton ripensaci. Eltsin riapre la Guerra Fredda. Rottura con la NATO, minacce di «misure militari»; Mikhail Gorbaciov, «Fermate questa aggressione»; Giulietto Chiesa, Chi ha paura della Russia. Ma la tigre ha le unghie spuntate. Un arsenale atomico e convenzionale a pezzi; Ingrid Badurina, Il Montenegro si ribella al potere di Belgrado. Il Governo di Podgorica: rifiutiamo lo stato di emergenza;
p.5- Enzo Bettiza, Personaggio. Il leader serbo. La sinistra carriera dell’Hitler balcanico, da economista a comunista a crociato del nazionalismo. Milosevic, il Ceausescu di Belgrado. Accanto a lui la moglie Mirjana, visionaria e nostalgica; e.st., «Orgoglioso di Slobodan». Mihajlovic: anche se qualcuno morirà; (Ansa), L’UCK: la NATO non basta. «Combatteremo per l’indipendenza»;
p.6- Emanuele Novazio, Dal vertice UE di Berlino: l’aggressore paga un prezzo elevato, è la lezione di fine secolo. «Bastava una telefonata di Milosevic …». I quindici: fermare la guerra è possibile in ogni momento; (Ansa- Agi), Macedonia. Sassate contro i soldati italiani, un ferito
«La Stampa», 25 marzo 1999 [pp.7-8]
p.7- Maria Teresa Meli, Il leader dei comunisti da Scalfaro, centrosinistra in difficoltà. Veltroni: situazione grave, Cossutta: la maggioranza è a rischio. Domani l’intervento di D’Alema in Parlamento, poi il voto; Lietta Tornabuoni, Non ci si crede; Francesco Grignetti, La guerra al confine. L’Italia in prima linea. Chiusi due aeroporti; Maurizio Tropeano, I padani in Serbia. «Noi, sotto le bombe NATO». I tre leghisti sulla via di Belgrado;
p.8- Renato Rizzo, Nella base NATO in Friuli 5000 militari sono in stato di allerta. E la popolazione ha paura. Un rombo ad Aviano: obiettivo Kosovo, Decollano due F-16, poi in mezz’ora altri 71 aerei; v. cor., Giù tutte le Borse europee. Il risultato peggiore è a Stoccolma. Solo una limatura a Wall Street
25 marzo: cresce l’intensità dei bombardamenti. Colpite di nuovo la capitale, Pancevo, Nis, Podgorica e poi Novi Sad e Kraljevo. Il Governo di Belgrado annuncia la rottura delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania, non con l’Italia.
Da Berlino dove si sta svolgendo il vertice Europeo il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema chiede di «tornare alla diplomazia». Il giorno dopo interverrà alla Camera dei deputati sulla crisi nel Kosovo. La maggioranza lavora per una mozione comune.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 26 marzo 1999 [pp.1-3-pp.7-9]
p.1- Titolo: L’Italia: è ora di trattare. D’Alema: la parola torni alla politica. Clinton e Blair: la NATO continua. Raid dal mare e da terra. La Serbia rompe con USA, GB, Francia e Germania;
p.1-p.8. Piero Sansonetti, Fare l’impossibile per la pace;
p.1-p.7- Javier Solana, Perché ho ordinato l’attacco;
p.2- Toni Fontana, Rivolta in Macedonia. A Skopje assaltata l’ambasciata americana. Gli uffici devastati e incendiati dai dimostranti. Il presidente Gligorov teme ritorsioni dalla Serbia; Umberto De Giovannangeli, Luigi Bonanate, docente di relazioni internazionali. «L’ingerenza umanitaria? Un dovere» [intervista a Luigi Bonanate]; Pristina terrorizzata e senza luce
Detonazioni scuotono il capoluogo. Bombe serbe nell’Albania settentrionale; Il boia di Vukovar. Il comandante serbo Arkan annuncia: «Torno a combattere»;
p.3- Marina Mastroluca, Belgrado rompe con mezza NATO. Pioggia di bombe sulla Serbia, stop alle relazioni con USA, GB, Francia e Germania; Tirana: «In Kosovo fucilati 20 insegnanti
davanti agli alunni»; I raid NATO (crono e mappa); G.V., Stampa espulsa: «Neanche Saddam fece tanto»;
p.7- Il personaggio. Il duro generale Clark. Da West Point all’amicizia con Clinton; Gianni Marsilli, «Fermeremo i raid solo se Milosevic cede». La NATO soddisfatta del blitz. Il generale Clark rassicura l’Italia: vi proteggeremo; Jolanda Bufalini, Paolo Rumiz: «Gli ingegneri etnici di Milosevic sono già al lavoro per desertificare il Kosovo» [intervista a Paolo Rumiz];
p.8- Rossella Ripert, Eltsin: «Non userò la forza contro la NATO»; Rapporto ONU denuncia torture serbe; Antonio Pollio Salimbeni, Il bisogno degli aiuti del Fmi sta frenando Mosca; Mihajlovic e gli altri «serbi-italiani» schierati dalla parte di Milosevic;
p.9- Massimo Cavallini, Clinton: «Costringeremo la Serbia alla pace». Albright: i canali diplomatici sono aperti. All’ONU risoluzione russa; La stampa europea; Ma.Cav., America con i raid. Ma fino al primo soldato ucciso
«l’Unità», 26 marzo 1999 [pp.4-6-pp.10-11]
p.4- Umberto De Giovannangeli, La maggioranza a un passo dall’intesa. Si lavora alla mozione comune. Oggi il voto; S. B. (Stefano Bocconetti), Cossutta tratta e insiste:
«Crisi, se così deve essere»; Massimiliano Di Giorgio, La proposta Mussi riporta i DS all’unanimità. «Ora fermare le armi, ritrovi spazio la diplomazia». E per discutere del conflitto la Quercia apre tutte le sezioni domani e domenica; I cinque documenti al voto (scheda); E Bossi contesta «la guerra voluta dagli USA»; Metà filo-serbi,metà filo-albanesi Italiani divisi secondo un sondaggio;
p.5- Bruno Miserendino, D’Alema: «Ridare spazio alla politica». Contestazione dagli USA: «È troppo presto. Milosevic non si smuove»; Occhetto chiede l’impegno di Veltroni; Cinzia Romano, Le bombe fermano le dimissioni di Scalfaro. Dubbi al Quirinale, non si può lasciare ora. Il presidente: «Non vedo armi intelligenti»; Umberto De Giovannangeli, Fassino: «Una NATO cattiva e una ONU buona? Una distinzione manichea è ormai insensata» [intervista a Piero Fassino];
p.6- Enrico Fierro, I «Top-gun» britannici fra tecnologia e morte. E in Puglia cresce la paura.
Gioia del Colle, parlano i superpiloti della RAF. Domani protesta delle associazioni pacifiste; Il ministro della Difesa: «Nessun pericolo per l’Italia»; Walter Guagnelli, In volo da Pisignano gli aerei di «supporto». Centinaia di curiosi affollano la base; Michele Sartori, Aviano, «tour» fra le macchine della guerra. I militari USA aprono gli hangar ai cronisti. Un «parco» da 4.000 miliardi;
p.10- Alessandra Baduel, Un commissario per l’emergenza profughi. Barberi: «Se oggi il governo dà via libera, pronti 25.000 posti in 3 giorni»; In Macedonia per evitare le mine del confine albanese;
p.11- Raul Wittenberg, I sindacati: «Torni a parlare la diplomazia». Ma c’è dissenso sull’intervento NATO; Alceste Santini, Giovanni Paolo II: «Tacciano le armi». Appello del Pontefice per riprendere il cammino del dialogo; A.F., Il cardinal Martini, «Così si apre la porta
ad altri atti di guerra»; Un coro sui fax e in piazza: «Fermate i raid». Appelli «di carta» da ogni parte d’Italia, cortei a Roma, Milano e Genova
1999-03-24
Unione Europea
Berlino: il Consiglio Europeo approva l’Agenda 2000, che definisce le prospettive finanziarie per il periodo 2000-2006 e il progetto di regolamentazione per gli aiuti strutturali, la politica agricola comune (PAC) e gli strumenti di preadesione dei Paesi candidati. Romano Prodi è designato nuovo presidente della Commissione Europea.
Consiglio Europeo, Berlino 24-25 marzo 1999
1999-03-24
< Sedute precedenti L.n.91/1999 Camera 20 gennaio- 2 febbraio 1999
Senato della Repubblica: discussione sul disegno di legge Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti, approvato dalla Camera il 2 febbraio 1999. La discussione prosegue nelle sedute del 24 e 25 marzo. Legge 1°aprile 1999, n.91
«Gazzetta Ufficiale», 15 aprile 1999, n.87 [pp.3-24]
pp.1-15- Legge 1°aprile 1999, n.91. Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti;
p.15- Lavori preparatori;
pp.16-24- Note
Sedute successive L.n.91/1999 Senato 31 marzo 1999>
1999-03-26
Kosovo
Abbattuti 2 MIG -29 serbi che tentavano di attaccare le truppe NATO in Bosnia. Mosca diffonde la notizia secondo cui le vittime civili dei raid sarebbero già 120. Il presidente Clinton lancia un appello al popolo serbo perché cacci Milosevic
Camera dei deputati: il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, riferisce sulla crisi in Kosovo. Al termine della discussione sulle comunicazioni è approvata la risoluzione presentata dalla maggioranza in cui si ribadisce il sostegno alla NATO ma contemporaneamente si chiede la ripresa dei bombardamenti e la sospensione dei raid.
XIII Legislatura Camera dei deputati seduta del 26 marzo 1999
Seduta n. 516 - 26 marzo 1999 [video della seduta]
Comunicazioni del Governo e discussione delle mozioni Comino, Armando Cossutta, Pisanu e Bertinotti sulla crisi in Kosovo
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 marzo 1999 [pp.1-3-pp.6-7]
p.1- Titolo: Notte d’inferno a Belgrado. Bombe nel centro della capitale e due nubi tossiche. Massacri in Kosovo. D’Alema: riapriamo il dialogo. Il parlamento italiano dice sì al Governo. Veltroni: l’Italia può trovare una via d’uscita;
p.1- p.6- Editoriale, Paolo Gambescia, L’ambizione di trovare una terza via;
p.2- Toni Fontana, Skopje corre ai ripari. Arrestato il leader dei serbi di Macedonia. Ha guidato l’assalto all’ambasciata USA. Senza sosta l’arrivo di profughi kosovari; Jolanda Bufalini, Carlomaria Santoro, storico diplomatico-militare. «Alto il rischio di allargare il conflitto» [intervista a Carlomaria Santoro];
p.3- Marina Mastroluca, Belgrado fa quadrato intorno a Milosevic. Esplosioni nel cuore della capitale. Ora gli oppositori «appoggiano» il regime; Diario di guerra; Raid NATO (mappa); «In Kosovo stragi serbe per vendetta». Un testimone racconta: 20 persone decapitate e mutilate;
p.6- Umberto De Giovannangeli, Roma cerca l’intesa. La sfida della diplomazia sotterranea. L’ambasciata a Belgrado in piena attività. Dini ha parlato con il collega russo; L’OS: militari
serbi sconfinano in Albania; CNN: bombe sul Montenegro. Smentita NATO; Gianni Marsilli,
Blair l’ala dura dell’Europa, Atene si dissocia. I capi della UE difendono i raid ma spuntano differenze su quando fermarsi;
p.7- Massimo Cavallini, Clinton in TV si rivolge al popolo serbo. «Lavoriamo insieme per ridare al vostro paese il ruolo di grande nazione»; Antonio Pollio Salimbeni, Ma le Borse non tremano per la guerra con Belgrado; R.R., Mosca denuncia la NATO per genocidio. Aiuti umanitari ai serbi ma dice no all’invio di armi e volontari; L.Br., Kovac: in campo con la maglia della Jugoslavia
«l’Unità», 27 marzo 1999 [pp.4-5-p.8]
p.4- Umberto De Giovannangeli, Un giorno di dubbi e trattative. La coalizione ritrova l’unità
Mozione di maggioranza. Bertinotti: «Chi di spada ferisce...»; La mozione della maggioranza (scheda); Stefano Bocconetti, Il discorso Walter Veltroni «È una catastrofe, non potevamo rassegnarci»; G.F.P. (Giorgio Frasca Polara), Il dissenso di Giorgio La Malfa: «L’azione militare prosegua». «Mi sono astenuto, ma solo per evitare una frattura» [intervista a Giorgio La Malfa]; Cossiga vota no e piccona tutti: «Sento aria di 8 settembre». Ma D’Alema risponde: sei ingeneroso con i nostri soldati;
p.5- Marcella Ciarnelli, «Al primo stop dei raid parli la diplomazia». D’Alema sugli attacchi: «Non avevamo scelta, dovevamo fermare Milosevic»; Cinzia Romano, Scalfaro conferma il no alle dimissioni anticipate. «Resteranno le scadenze normali. C’è il Kosovo, la gente non capirebbe»; U.D.G., Manconi: «Non c’è il pensiero unico. Sulla NATO attenti al conformismo» [intervista a Luigi Manconi]; Massimiliano Di Giorgio, Cossutta: «Non cercavamo la crisi
questo passo avanti è coraggioso» [intervista a Armando Cossutta];
p.8- Alessandra Baduel, Stato d’emergenza per accogliere i profughi. I preparativi coordinati dal ministro Jervolino; Enrico Fierro, Mons. Giuseppe Canale, arcivescovo di Foggia: «Le bombe non risolveranno nulla» [intervista a mons. Giuseppe Canale]; Aeroporti pugliesi. Smentita chiusura fino al 18 agosto; Macedonia. A Skopje soldi e volontari anche da Taiwan; Michele Sartori, I sindaci leghisti: «Kosovari, non vi vogliamo». Da Oderzo a Jesolo primi cittadini in rivolta contro il piano d’accoglienza
1999-03-27
Kosovo
27 marzo: abbattuto il primo aereo della NATO, un F-117 Stealth, partito dalla base di Aviano. Continuano i raid NATO e nello stesso temo i massacri in Kosovo dei paramilitari serbi. Distrutti villaggi, incendiate case, albanesi rastrellati e condotti in un lager nei pressi di Pristina. Cresce il numero dei profughi.
A Roma e Milano manifestazioni e cortei per chiedere la fine della guerra. Scontri fra autonomi e polizia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 28 marzo 1999 [pp.1-4-pp.6-7]
p.1- Titolo: Missili e deportazioni, nel tunnel della guerra. Milosevic non cede, l’Alleanza passa alla «fase 2». La TV serba mostra il primo aereo NATO abbattuto. L’Italia rilancia: via le truppe serbe dal Kosovo e si riprenda la trattativa; Titolo: «Sinistra, non dimenticare Sarajevo». Intervista a Veltroni: «Capisco il disagio pacifista, ma bisogna fermare i massacri»
Manifestazioni contro la guerra in tutta Europa. Scontri nel centro di Roma;
p.1-p.4- Editoriale, Roberto Roscani, Facciamo in fretta;
p.1-p.7- Adriano Sofri, Quando si potrà tornare a camminare su quella terra?;
p.1-2- Milos Nikovic, Io, ex partigiano di Tito figlio di un serbo e una slovena...;
p.2- Toni Fontana, «Solo chi ha soldi sopravvive e scappa». Diecimila albanesi rinchiusi in un gulag alle porte di Pristina?; T.F., Gli USA mandano a Skopje altri cento marines. L’ambasciata americana resta nel mirino;
p.3- Marina Mastroluca, Operai scudi umani a difesa della fabbrica. Sulla TV jugoslava le prime immagini di un aereo NATO abbattuto. Due piloti prigionieri?; Raid NATO (mappa); Paura di ritorsioni serbe in Bosnia. Allarme a Tuzla dopo l’abbattimento dei Mig. La Jugoslavia nega di voler sfidare il contingente SFOR;
p.4- Gianni Marsilli, Escalation della NATO per scongiurare la catastrofe umanitaria. Solana ordina la Fase 2 degli attacchi aerei. «Scelta compiuta con il sostegno degli alleati»; Strategie. Perché la contraerea non risponde?; Massimo Cavallini, Clinton: andiamo avanti, la battaglia può durare a lungo. Il presidente «impressionato» dall’unità d’intenti dimostrata dal Patto;
p.6- Gabriel Bertinetto, I profughi kosovari deportati in Albania. In 50mila alla frontiera. I militari serbi cacciano donne e bambini «Andatevene, questa non è la vostra terra»; Il Diario; R. R., Mosca cerca una via d’uscita, Eltsin scrive a Milosevic. Voci di una missione diplomatica a Belgrado. La Duma rinvia la ratifica del Trattato Start II. Nella capitale arriva il capo del Fondo monetario: ottimismo per l’intesa sugli aiuti economici; L’Europa manifesta per la pace
Ma per Grass la guerra è giusta;
p.7- Alceste Santini, Mediazione vaticana con Milosevic. L’incarico al Nunzio di Belgrado. Il cardinal Sodano contatta gli europei; Umberto De Giovannangeli, «L’Europa della viltà non ha futuro» [intervista a Emma Bonino]
«l’Unità», 28 marzo 1999 [p.4-pp.8-11]
p.4- Piero Sansonetti, «Sinistra, ricorda la lezione di Sarajevo». «I rischi dell’escalation militare sono enormi ma non si può ignorare la persecuzione etnica» [intervista a Walter Veltroni];
p.8- Simone Treves, Roma, duri scontri al corteo pacifista. Sfilano anche i serbi. Incidenti davanti a Botteghe Oscure. Aviano, manifestanti bloccano camion USA; Alessandra Baduel, Jervolino: «L’Italia della solidarietà non si tira indietro». «Se servirà, useremo le navi. Ma spaventa che i profughi non arrivino»; Enrico Fierro, Personaggio. «Io, tigre di Arkan, nato in Molise»;
p.9- Umberto De Giovannangeli, «Belgrado ritiri le truppe e si può trattare». D’Alema: «La sicurezza dell’Italia è garantita». Telefonate con Clinton e Solana; Berlinguer: «In classe
solo spiegazioni. Niente ideologie»; U.D. G., Cossutta pronto a lasciare il Governo. «Questione di giorni. Anzi, di ore». Berlusconi si offre per sostituire il PDCI;
p.10- Titolo pagina: Le mille voci contro le bombe. Torna il popolo dei fax: idee e messaggi che dividono e fanno discutere; Un segnale da noi donne (lettera); [Appuntamenti, dichiarazioni e messaggi]
28 marzo: bombardamenti a tappeto. Particolarmente colpita Pristina, la capitale del Kosovo dove sono concentrate le forze militari jugoslava. Cinquantamila kosovari che fuggono dalle rappresaglie serbe si affollano alla frontiera albanese.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 29 marzo 1999 [pp.1-6-pp.8-9]
p.1- Titolo: Esodo biblico nel cuore dell’Europa. Cinquantamila kosovari già alla frontiera albanese. La NATO: 500mila profughi. Clinton: reagiremo alle violenze inumane sui civili. Missili sulle truppe a Pristina;
p.1-p.9- Editoriale, Adriano Guerra, Il filo della pace;
p.1-p.8- Giovanni De Luna, Quei bombardamenti e l’identità europea;
p.2- Enrico Fierro, Gli scafisti di Valona «I profughi kosovari sono roba nostra». Allarme dell’«intelligence» italo-albanese. I boss degli sbarchi contro il piano Jervolino; E.F., «Io sono salvo, ma non so più nulla dei miei»; Maristella Iervasi, Fabio Evangelisti, comitato Schengen
«Accoglienza, ma non solo in Italia» [intervista a Fabio Evangelisti]; Da Pristina al mondo via Internet. «Vi prego, protestate tutti per noi»;
p.3- Gabriel Bertinetto, «Scappate o brucerete insieme alle case». Così i miliziani serbi deportano gli albanesi verso la frontiera di Tirana; Il diario; Toni Fontana, A Pristina c’è Arkan, uomo del terrore. Incendiata la casa di Rugova, costretto alla clandestinità; Abbattuto aereo in Bosnia? La NATO smentisce; Henry Kissinger attacca Bill Clinton: «Ti ho sempre difeso ma stavolta sbagli»;
p.4- Toni Fontana, I serbi di Macedonia. «La NATO ci occupa». Rabbia ai confini: vogliono invadere la nostra terra; Lorenzo Briani, «Balcani, l’instabilità si chiama Milosevic» [intervista a Demetrio Volcic];
p.5- Marina Mastroluca, Belgrado suona il rock contro le bombe. Anche gli oppositori di Milosevic in piazza per ballare sull’ala dello Stealth; Raid della NATO (mappa); Umberto De Giovannangeli, Daniele Scaglione, Amnesty International. «Torniamo là, per tutelare i civili» [intervista a Daniele Scaglione];
p.6- Michele Sartori, «L’abbiamo salvato senza difficoltà». La NATO: «Il pilota abbattuto a Belgrado è ad Aviano». Ma lo tiene nascosto; Massimo Cavallini, Colpito l’invincibile. Inizia l’era del B-2; E. F., Da Gioia del Colle parte la «fase due». Sono arrivati tre potentissimi «Harrier» e una squadra di Tornado. Operazione delicatissima: neutralizzare il dispositivo antiaereo serbo;
p.8- G. M., «Quei fuggiaschi sono più di mezzo milione». Allarme della NATO: esodo senza fine; Gianni Marsilli, La «culla» serba a Milosevic mentre il sud va agli albanesi?; Alceste Santini, Il Papa: sto con il popolo che soffre. Appello all’Angelus. Per Wojtyla «è sempre l’ora della pace»;
p.9- I riformisti russi a Belgrado per mediare. E a Mosca l’ambasciata americana viene presa a colpi di bazooka; Massimo Cavallini, «Più duri contro la barbarie». Clinton: l’intervento non può escludere rischi; Manifestazioni anti -NATO nelle capitali europee
«L’Unità», 29 marzo 1999 [p.7]
Umberto De Giovannangeli, Governo, il PDCI alza i toni ma prende tempo. «Pronte le lettere di dimissioni». D’Alema: «Rispetterò gli impegni assunti in aula»; Paola Sacchi, «Sciopero generale contro le bombe» [intervista a Armando Cossutta]; M.D.G. (Massimiliano Di Giorgio), E anche nella sinistra DS le posizioni divergono; V.R., I due fronti aperti di Palazzo Chigi
1999-03-29
Kosovo- Operazione Arcobaleno
29 marzo: si diffonde la notizia dell’uccisione da parte dei serbi di Fehmi Agani del vice presidente della Lega democratica del Kosovo (LDK), di Baton Haxhiu, direttore del giornale «Koha Ditore», di Alush Gushi consigliere politico di Ibrahim Rugova, e del poeta Mehemeti. Notizie che si dimostreranno infondate. Prende il via l’ «Operazione Arcobaleno» il ponte aereonavale fra l’Italia e il confine kosovaro- albanese dove si affollano oltre centomila profughi.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 30 marzo 1999 [pp.1-7]
p.1- Titolo: «Operazione Arcobaleno», ponte aereo e navale per il disastro umanitario in Albania. Salvare i profughi, via alla missione. Oggi il premier russo Primakov a Belgrado. Incontro D’Alema- Jospin: stop ai massacri. Scalfaro dal Papa. Il ministro Scognamiglio: aerei italiani sono entrati in azione per proteggere navi e soldati; Enzo Bettiza, Come ai tempi di Tito; Giovanni Maria Flick, Il silenzio dell’Europa; Nico Orengo, In morte di un poeta;
p.2- Maurizio Molinari, Grande riservatezza sull’incontro in Vaticano, D’Alema sente il francese Jospin e il russo Primakov. Diplomazia italiana al lavoro: fermate le armi. Scalfaro a sorpresa dal Papa, Mosca preme su Roma; r.r., Il Vaticano «Un tenue filo di speranza»; Maria Teresa Meli, Acque agitate a sinistra. Palazzo Chigi spera in Primakov. Veltroni ricompatta la maggioranza; Roberto Ippolito, Il sindacato in piazza. D’Antoni: il 7 aprile protesa a Bari [intervista a Sergio D’Antoni];
p.3- Francesco Grignetti, È partita l’operazione Arcobaleno: tende, cibo medicinali, pullman, autobotti. «Uno sforzo immenso». Palazzo Chigi: li assisteremo sul territorio albanese; La fuga dal Kosovo e l’Operazione Arcobaleno (mappa); Vincenzo Tessandori, Tra i disperati in Albania. «Era tutto un rogo, siamo scappati». «Chiediamo solo che ci lascino seppellire i morti»; Sandro Tarantino, In Puglia pronti 10 mila posti letto;
p.4- r.i., Il ministro della Difesa a «Porta a porta»: atrocità in Kosovo paragonabili al nazismo. «Anche i nostri piloti pronti a colpire i serbi». Scognamiglio: ma per difendere aerei NATO in missione; Francesco Manacorda, «Profughi, ci aiuti la NATO». Bruxelles, la richiesta italiana non ha l’appoggio degli alleati; r.i., Pristina è in fiamme. Si combatte sotto i bombardamenti;
p.5- Giuseppe Zaccaria, Massacro sistematico di tutti coloro che potevano costituire la classe dirigente di uno Stato. I serbi hanno decapitato il Kosovo. Uccisi politici e intellettuali; Monica Forti, «Vogliono fare di noi un’altra Bosnia». L’ultima intervista con Fehmi Agani, trucidato [intervista a Fehmi Agani ]; Mario Baduino, Da Andrea Chenier a Rushdie bersaglio dei totalitarismi. Fate tacere i poeti;
p.6- Anna Zafesova, Mosca: nostro il missile che ha abbattuto l’F-117. Bruxelles scettica sull’esito della mediazione. Primakov tenta il miracolo a Belgrado. Il premier oggi da Milosevic con un piano top secret; Giulietto Chiesa, Il mediatore alleato. La rivincita del Cremlino dopo lo schiaffo di Gore; Enrico Benedetto, «La Francia lavora per la pace». Chirac: tregua se si ferma la repressione; Antonella Rampino, «C’è una sinistra guerrafondaia». Bertinotti: Governo colpevole delle bombe [intervista a Fausto Bertinotti];
p.7- Fernando Mezzetti, I nuovi raid non piegano Belgrado, divieto di lasciare il Paese per gli uomini abili alle armi. Milosevic: non ci faremo mai asservire. Ignorata la delegazione russa: è la feccia di Mosca; f. man., Il comandante della NATO «Questo è solo l’inizio»; m.mo., Operazione truppe, Pentagono al lavoro. Nonostante le smentite si predispongono già i piani operativi
1999-03-30
Kosovo
30 marzo: fallisce la missione del primo ministro russo Evgheny Primakov a Belgrado. Milosevic si dichiara disponibile a ritirare le truppe dal Kosovo solo se la NATO cessa i bombardamenti. Per gli USA condizioni inaccettabili. La NATO denuncia che in Kosovo è in atto un «genocidio».
Il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, in TV esalta il ruolo dell’Operazione Arcobaleno e afferma che l’Italia vuole la pace ma deve terminare la inumana violenza contro le popolazioni del Kosovo. Tensioni nella maggioranza di Governo.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 31 marzo 1999 [pp.1-8]
p.1-Titolo: Niente tregua, fallisce la missione di Primakov. Clinton rifiuta le condizioni di Milosevic. La guerra non si ferma. Gli USA: «bombardamenti ancora più duri e se Belgrado non si piega rischia di perdere anche il Kosovo». D’Alema in TV: «La pace è impossibile di fronte al genocidio, ci saranno ancora ore difficili. Siate forti»; Massimo Gramellini, Non è ancora tempo di sperare; Igor Man, Il dolore di sentirsi complici; Andrea Camilleri, Il dolore d’un conflitto necessario;
p.2- Fernando Mezzetti, Il presidente: fermate l’aggressione, ridurremo le truppe. Draskovic ammette: «atrocità». Primakov da Milosevic, missione fallita. Clinton: avanti coi raid, serbi attenti o perderete il Kosovo; Andrea di Robilant, Un no anche da Shroeder. «Il piano russo non funziona». L’UCK: no a tutti i compromessi; Giuseppe Zaccaria, La solidarietà dei popoli slavi. L’ambiguo aiuto del fratello russo. Belgrado e Mosca, una storia di odio-amore; (Ansa), Eltsin «La Russia è ancora potente»;
p.3- Paolo Guzzanti, Esaltato il ponte umanitario attraverso l’Adriatico: l’Italia è lì dove arrivano quei profughi disperati. «Vi chiedo di essere forti e solidali». D’Alema in TV: purtroppo: ci saranno ancora ore difficili; Guido Tiberga, Fini discorso responsabile. Bertinotti un boomerang; Slavenka Drakulic, Devono capire che è stato lui a trascinarli in questo incubo. Tocca ai serbi abbattere Milosevic;
p.4- Marco Tosatti, La Santa Sede ha convocato ieri tutti gli ambasciatori dei Paesi interessati al conflitto. «Basta bombe, e coinvolgete l’ONU». La strategia del Vaticano: subito aiuti ai profughi; Maurizio Molinari, «La mia Skopje a rischio». Il ministro macedone Dimitrov «Anche lì può succedere di tutto»;
p.5- Maria Teresa Meli, Oggi il ministro in Commissione, Palazzo Chigi conferma «le azioni di difesa» dei nostri aerei. Torna alta la tensione nel Governo. Cossiga: via dal Governo se non difende Scognamiglio; Paolo Passarini, Turbolenze e fermezza; Augusto Minzolini, La giornata a Palazzo Chigi: colloqui con tutti i leader. Primakov, la grande illusione. E Palazzo Chigi cambia il discorso in extremis;
p.6- Francesco Manacorda, Nessuna tregua a Pasqua. L’UCK: rastrellamenti a Pristina, 20 mila uomini radunati allo stadio. La NATO: più raid per fermare la strage. «Inattesa tanta ferocia»; (Agi, Ap. Ansa), Da bombe alleate «Colpiti i campi profughi: 15 morti»;
p.7- v. tess., Sono più di centomila. La Macedonia chiude le frontiere. Parigi per un vertice umanitario europeo. Tirana: ospiteremo noi i profughi. Operazione Arcobaleno, a Durazzo la prima nave italiana; Vincenzo Tessandori, La disperazione dei rifugiati in Albania. I soldati serbi: avete 5 minuti per andarvene; Fiamma Ninerstein, Ebrei serbi. «Bibi, guai per noi se stai con la NATO»; Ingrid Badurina, Il Montenegro: traditi dalla NATO. Sotto le bombe il Paese si riavvicina a Milosevic;
p.8- Henry A. Kissinger, «Un eccessivo indebolimento della Serbia sarebbe un ostacolo alla pace nei Balcani». Kissinger: Clinton bocciato in storia. «Milosevic è un dittatore criminale ma non è Hitler»; (Agi), Casa Bianca «Hacker» russi bloccano il sito
31 marzo: Bill Clinton respinge l’ipotesi di concedere una tregua nei bombardamenti in coincidenza della Pasqua ortodossa che cade il 4 aprile. La NATO attacca i palazzi del potere a Belgrado. Continua l’esodo dei profughi. Ricompaiono i leader moderati kosovari che erano stati dati nei giorni precedenti per morti. Rugova dalla sua abitazione di Pristina lancia un appello per la fine dei bombardamenti
Armando Cossutta lancia un ultimatum a D’Alema: il PDCI uscirà dal Governo se non chiederà e otterrà una tregua nei bombardamenti e nelle azioni militari in occasione della Pasqua ortodossa. Anche i Verdi minacciano la crisi. Rocco Buttiglione (UDR), intervistato da «La Stampa», suggerisce un cambio di maggioranza: via Cossutta (PCDI) dentro Berlusconi (FI).
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 1° aprile 1999 [pp.1-3-pp.6-9]
p.1- Titolo: Oggi l’inviato del Papa a Belgrado. Una flotta da guerra russa alla volta del Mediterraneo. La NATO: raid anche a Pasqua. Cossutta e Verdi, se non c’è tregua è crisi; Editoriale, Paolo Guzzanti, Diaspora italiana; Aldo Rizzo, Guerra di lunga durata;
p.2- Francesco Grignetti, Gli intellettuali per il piano umanitario: «Italia, aiuta la missione Arcobaleno». Appello di Bobbio, Montanelli e Scalfari; Vincenzo Tessandori, Esodo biblico: il drammatico salvataggio dei kosovari in Albania. Jervolino: «Un altro Olocausto». In soccorso volontari e poliziotti italiani; (Ansa), Mihajlovic. Il calciatore a Palazzo Chigi; (Ansa), D’Alema in TV venti milioni di spettatori; r. m., A Milano. Lega in piazza contro la NATO;
p.3- Francesco Manacorda, Il generale Clark: dobbiamo convincere Milosevic a fermare le atrocità sui civili kosovari. La NATO: da oggi azioni a tappeto. «Nessuna tregua, non ci sono obiettivi vietati»; Carlo Rossella, Lo stato maggiore USA di fronte all’evoluzione del conflitto. Mandare i marines? Mai, forse, probabile. I dubbi del Pentagono dopo una settimana di raid aerei; Una settimana di guerra (mappa); e.st. Londra: avanti con le truppe. Blair chiede un’operazione di terra;
p.6- Maurizio Molinari, I ministri degli Esteri e Difesa: la guerra si intensificherà, la tregua non dipende solo da noi. Dini trovare un accordo ora è più difficile. «Rambouillet non basta, la tragedia ha aumentato l’odio»; Paolo Passarini, Le vittime italiane; Marco Tosatti, Il ministro del Papa da Milosevic. L’obiettivo, chiedere la tregua di Pasqua; Renato Rizzo, I Top Gun: la nazione ci lascia soli. «Certo che abbiamo sparato». I piloti italiani: non siamo di serie B;
p.7- Andrea di Robilant, «Le nuove brutalità di Milosevic rendono impossibile la convivenza tra le due comunità». «Ci vuole un protettorato per il Kosovo». Washington ormai ha archiviato Rambouillet; (Ansa), Fernando Mezzetti, All’Aia. Incriminato Arkan; Un «colpo chirurgico» di missili e aerei alleati. A Cacak, tra le macerie degli elettrodomestici. Lo stabilimento demolito dalle bombe, intatta la palazzina degli uffici;
p.8- e.st., «Sto bene, sono nella mia abitazione di Pristina e da oggi la polizia serba mi protegge» Rugova: basta con i bombardamenti. Il leader moderato kosovaro è vivo e lancia un appello; Il «padre della patria» e la Comunità internazionale. La profezia del filosofo di Pristina. Dieci anni fa disse: sarà un terribile massacro [interviste a Ibrahim Rugova fatte all’inizio degli anni 90];
p.9- Anna Zafesova, Washington: la decisione «non aiuta». Primakov è la NATO a commettere un genocidio. Eltsin alla Marina: rotta sull’Adriatico. Salpano dal Mar Nero otto navi da guerra, Giulietto Chiesa, È malata, ma fa paura la flotta di zar Boris; Giuseppe Zaccaria, Un giorno davanti a Telemilosevic. Danni delle bombe, insulti alla NATO, share alle stelle; e. st., Gli hackers attaccano i computer della NATO; (Ansa), L’ONU: non ci sono prove di genocidio
«La Stampa», 1° aprile 1999 [pp.4-5]
p.4- Paolo Guzzanti, «Cambiamo maggioranza». Buttiglione: via Cossutta dentro Berlusconi. «La sventura italiana è che abbiamo una destra e una sinistra nostalgiche, entrambe con sentimenti anti-NATO» [intervista a Rocco Buttiglione]; r.i., Il reporter Antonio Russo «scomparso» nel Kosovo;
p.5- Guido Tiberga, Il presidente del Consiglio alla CNN: impegno per una soluzione pacifica ma non si lasciano soli gli alleati. «Colpiremo finché Milosevic non si fermerà». D’Alema poi discuteremo sulla NATO; Antonella Rampino, L’ultimatum di Cossutta «Tregua per Pasqua o ci ritiriamo»; Augusto Minzolini, Lo strappo di Cossutta e dei Verdi. E il Governo balla sul filo. Il premier: non facciano la fine della Grecia
1999-03-30
Giancarlo Caselli lascia la Procura di Palermo, su proposta del ministro della Giustizi andrà a dirigere le carceri italiane.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 31 marzo 1999 [p.1-p.9]
p.1- Titolo: Caselli lascia la Procura di Palermo. Andrà a dirigere le carceri italiane; Alessandro Galante Garrone, Prima di tutto grazie;
p.9- Antonio Ravidà, Conferma del ministero: il procuratore ha manifestato interesse per la proposta di Diliberto. Caselli, addio alla Procura di Palermo. A fine processo Andreotti, dirigerà le carceri italiane; Francesco La Licata, Gli eredi di «Penna Bianca». Tinebra e Piero Grasso, una gara tra l’imperturbabile e il moderato; Lirio Abbate, Il suo esordio: l’arresto di Riina. Una carriera tra grandi blitz e violente polemiche
1999-03-31
< Sedute precedenti L.n.91/1999 Senato 24-25 marzo
Senato della Repubblica: approvato in via definitiva il disegno di legge Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti. Legge 1° aprile 1999, n.91
«Gazzetta Ufficiale», 15 aprile 1999, n.87 [pp.3-24]
pp.1-15- Legge 1°aprile 1999, n.91. Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti;
p.15- Lavori preparatori;
pp.16-24- Note
XIII Legislatura Senato della Repubblica seduta del 31 marzo 1999
Seduta antimeridiana n. 586 - 31 marzo 1999
Votazione finale e approvazione: Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 1° aprile 1999 [p.1-p.11]
p.1- Titolo: Approvata la legge sui trapianti. Donare gli organi? Ogni cittadino dovrà decidere; Leonardo Zega, Non si può imporre la generosità;
p.11- Maria Corbi, Approvata dopo 20 anni di attesa: tutti donatori. Per i minorenni la decisione spetta ai genitori. «Tre mesi per dire no all’espianto». Trapianti: c’è la nuova legge, chi tace acconsente; La nuova legge (scheda); Quando si può fare (scheda); m. cor., Le reazioni. «Legge liberticida». «Più solidarietà»; Daniela Daniele, Girolamo Sirchia e la paura dell’espianto. «Oltre il confine della morte la sofferenza non esiste più» [intervista]
1999-04-01
Kosovo
1° aprile: Fallisce la mediazione tentata dal pontefice che il 31 ha inviato a Belgrado monsignor Jean Luis Tauran. Il presidente USA insiste sulla sua posizione: Milosevic non può continuare ad uccidere civili innocenti. Nessuna tregua per la Pasqua ortodossa. Tre militari americani di stanza in Macedonia sono catturati al confine con la Serbia. Sono mostrati in TV. Il leader kosovaro Rugova si incontra con Milosevic e dichiara di essere favorevole ad una soluzione politica del conflitto in Kosovo. A Belgrado un gruppo di manifestanti prende a sassate l’ambasciata italiana, l’unica rimasta aperta insieme a quella Greca.
In Italia cresce il rischio di una crisi.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 2 aprile 1999 [pp.1-6]
p.1- Titolo: Intesa sospetta tra Rugova e Milosevic, il dissidente chiamato a Bonn. Montenegro, forse abbattuta una top gun. No di Clinton al Papa: guerra anche a Pasqua. Belgrado: corte marziale per i tre soldati USA catturati; Editoriale, Fiamma Nirenstein, Il giorno più difficile;
p.2- Maurizio Molinari, Convocato l’ambasciatore dopo le polemiche sul ruolo dei nostri piloti nelle strategie della NATO. Avvertimento di Belgrado all’Italia «Siamo amici, ma sappiamo che contribuite ai raid»; (Ansa), Contestazione. Sassate contro la nostra rappresentanza; Francesco Manacorda, La nuova strategia NATO «Un golpe in Jugoslavia»; Veran Matic, Duro atto d’accusa da un nemico del regime. «Ingannati dall’Occidente». Il direttore della radio anti-Milosevic;
p.3- Marco Tosatti, Lettere al leader jugoslavo, a Solana e a Clinton: immediato rifiuto del presidente USA. Un no anche alla tregua del Papa. Fallisce la missione di mons. Tauran da Milosevic; (Ansa), Il nunzio da Kofi Annan. Il segretario ONU: sono pronto a mediare, ma non vedo spiragli; Carlo Rossella, Sondaggi sono ancora favorevoli ma si comincia a parlare di errori. I primi dubbi dell’America. La Casa Bianca non può sbagliare mosse; Andrea di Robilant, «Ignorato l’avvertimento CIA» Sul rischio profughi: ma Clinton ha fatto di testa sua;
p.4- Fernando Mezzetti, Il comunicato: sono giunti a un reciproco e comune impegno per una soluzione politica. Milosevic e Rugova, una pace sospetta. L’UCK accusa il leader: è un traditore, lo puniremo; Domenico Quirico, Il carnefice e la sua vittima. Replay di immagini già viste ai tempi di Stalin; (Ansa), Cina- Stati Uniti. In forse il viaggio del primo ministro Zhu;
p.5- Giuseppe Zaccaria, La TV serba li ha mostrati coi volti tumefatti, oggi compariranno davanti alla Corte marziale. «Abbiamo catturato tre invasori USA». Washington: è stato un agguato in territorio macedone; Gabriele Romagnoli, Quando l’uniforme serve per non sentirsi stranieri. Una pattuglia di ragazzi figli del sogno americano; g.z., Italiani in allerta. Il contingente in Macedonia;
p.6- Anna Zafesova, Mosca (smentita) continua ad annunciare successi di Belgrado: «Colpito un altro Stealth». Eltsin non desiste: tentiamo la pace col G-8. Dopo il fallimento di Primakov, ma gli USA bocciano l’idea; John Keegan, Guerra aerea il bilancio di un esperto. «Una strategia militare basata sulla speranza»; Fernando Mezzetti, Colpiti due ponti sul Danubio. A Novi Sad mezza città senza acqua
«La Stampa», 2 aprile 1999 [pp.7-10]
p.7- Antonella Rampino, Torna l’ipotesi di esecutivo di larghe intese: Fini e Casini potrebbero soccorrere il premier. L’ultimatum di Cossutta a D’Alema. «Tregua, o via da Palazzo Chigi». I comunisti decideranno domani mattina. Il dibattito nei DS: la sinistra protesta e Aldo Tortorella lascia la Direzione; fra. gri., Polemiche sulla solidarietà- I gruppi laici contro Arcobaleno «Una missione contraddittoria»; Augusto Minzolini, La strategia per affrontare la crisi. È pronto il soccorso del Polo. Ma al Governo basta la maggioranza che non c’è; r.i. Pasqua a Tirana. D’Alema andrà in Albania; Raffaella Silipo, «Vado via, la guerra è troppo». Tortorella: sul Kosovo errore gravissimo [intervista a Aldo Tortorella]; Bruxelles. Vertice europeo dei sindacati;
p.8- Aldo Cazzullo, «Cossutta? Le crisi non si minacciano, si fanno». Ma per Paissan i ministri dovrebbero lasciare. «Noi Verdi, al Governo per evitare il peggio». Manconi: dall’interno possiamo spingere verso al tregua; Paolo Passarini, Tre strade per D’Alema; r. riz., Brutti. «Solidarietà ai piloti, ma state zitti»; Francesco Grignetti, Costo del conflitto. Quanto spende l’America. Per un mese di attacchi 15 miliardi di dollari;
p.9- Maria Laura Rodotà, Domani a Roma la manifestazione dell’ARCI e dell’ICS, con Ingrao, don Ciotti e Bertinotti. Contro i raid un «sacco appello». Volontari, sindacati e comunisti in piazza; Guido Tiberga, Il leader dell’Asinello «sostegno pieno al Governo». Di Pietro: no ai pacifismi strumentali «Non potevamo fare come Ponzio Pilato» [intervista a Antonio Di Pietro];
p.10- Maria Grazia Bruzzone, È inarrestabile l’esodo dei profughi dai territori in guerra: sarebbero ormai 170 mila. «Io, sul treno dei dannati di Pristina». Riappare il giornalista italiano: in 10 mila su 21 vagoni; Vincenzo Tessandori, Durazzo. «Ma voi italiani non correte rischi»; r.i., Emma Bonino. A Bonn rapporto choc sul Kosovo
2 aprile: Nuovi violenti bombardamenti NATO su Belgrado, colpito il ministero dell’Interno e lo Stato maggiore delle Forze armate. Clinton non esclude la possibilità di un intervento di terra. Gli alleati scelgono l’Italia come guida per tutti gli aiuti umanitari. Massimo D’Alema rilancia l’iniziativa diplomatica. Il PCDI frena sulla minaccia di dimissioni. Secondo i dati già 600 mila kosovari hanno lasciato la provincia. Nei DS dopo Tortorella lascia la Direzione anche Giuseppe Chiarante.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 3 aprile 1999 [pp.1-6-pp.8-9]
p.1- Titoli: Violento raid sul centro di Belgrado. La NATO: zona protetta in Kosovo per i profughi. Clinton non esclude truppe di terra. D’Alema: sì alle mediazioni. E intanto bombardamenti anche in Iraq; L’Italia scelta dagli alleati come guida per tutti gli aiuti. Oggi il corteo pacifista a Roma. In fuga 600 mila, Balcani nel Caos. Già dieci morti in Albania per gli stenti e la fatica; Editoriale, Gianni Riotta, Strada senza ritorno; Paolo Guzzanti, La fine del mondo;
p.2- Guido Tiberga, Il presidente in serata rilancia l’iniziativa diplomatica. Oggi vertice decisivo dei Comunisti. D’Alema riaggancia Cossutta in extremis. Berlusconi: servono truppe di terra, sinistra senza coraggio; Paolo Guzzanti, Abbasso lo sbarco in Normandia; Augusto Minzolini, Palazzo Chigi sulla linea del Vaticano. Il difficile equilibrio fra Clinton e i comunisti; r.i., Veltroni «Ora un vertice dei ministri UE»;
p.3- Andrea di Robilant, Fonti della Casa Bianca: il presidente cerca di coinvolgere Mosca nel suo piano di pace. Clinton: i soldati proteggeranno i kosovari. «Serve una forza internazionale»; Maurizio Molinari, L’Alleanza si prepara al protettorato. Trentamila militari per un «cordone sanitario»; Basi potenziali; Una battaglia difficile; Prima ipotesi: corridoi umanitari; Seconda ipotesi: protettorato; Terza ipotesi: l’occupazione (mappe);
p.4- Francesco Manacorda, All’Italia il ruolo guida per gli interventi. La NATO studia l’ipotesi di utilizzare le truppe. «Aiuti ai profughi, anche con le armi». Bonino: servirà una protezione militare a terra; r.i., D’Alema. Pasqua a Durazzo con i disperati;
p.5- Vincenzo Tessandori, Solo ipotesi sulle cifre, secondo la NATO quasi 700 mila sono in fuga dalle case incendiate. Un fiume di profughi travolge i soccorsi. Un «incubo logistico»: mancano perfino pane e acqua; Giuseppe Zaccaria, Tra i disperati nella terra di nessuno. Stretti nella morsa tra le guardie serbe e i macedoni;
p.6- Mario Tortello, Intasate le linee telefoniche delle organizzazioni umanitarie. E c’è chi contesta la missione Arcobaleno. «Niente ferie, aiuto i profughi» Kosovo boom di adozioni a distanza; Paolo Passarini, Una scelta difficile; Gian Enrico Rusconi, Bisogna evitare che nei Balcani si ripeta una scena già vista. Il «rischio» Palestina; Roberto Condio, I calciatori con il lutto ma soltanto in Italia; m. g. b., Roma, corteo contro «l’inutile conflitto»;
p.8- Francesco Pantarelli, Belgrado rischiano vent’anni di carcere. Ma poi vengono autorizzati a telefonare a casa. Il giallo dei 3 prigionieri americani. Portati a Pristina, forse li stanno già processando; Esautorato Rugova. L’UCK: è manipolato; Anna Zafesova, Il grande fratello russo spia per Belgrado. Ai serbi tutti i dati NATO intercettati dall’ex KGB; (Ansa), Soffocata la voce libera. Il regime chiude radio B92; (Ansa), Bombe anche sull’Iraq. Colpito un terminal petrolifero;
p.9- Fernando Mezzetti, Come contropartita i resti dell’aereo «invisibile» abbattuto, forse già arrivati in Russia. Milosevic ai russi: dateci armi. Mosca possibilista: «Non lo escludiamo»; Fernando Mezzetti, Il vicepremier jugoslavo: speriamo in una soluzione pacifica. «Qui non ci sono traditori». Draskovic: siamo uniti contro l’aggressore [intervista a Vuk Draskovic]; Ingrid Badurina, Solana: pronti a intervenire in Montenegro. Londra ha avvertito: Milosevic prepara un golpe a Podgorica
3 aprile: la NATO decide di inviare in Albania ottomila uomini da impiegare a protezione e aiuto ai profughi, l’Italia concorre con duemila militari. Ad Aviano una bomba esplode sotto l’auto di un dirigente della base americana. Il ministro degli Esteri, Lamberto Dini, propone in alternativa ai bombardamenti il blocco totale della Serbia. A Roma manifestazione pacifista promossa dall’ARCI e dal Consorzio italiano di solidarietà (ICS) a cui hanno aderito numerose associazioni, al corteo Pietro Ingrao, Don Ciotti dell’Associazione Libera e Fausto Bertinotti segretario di Rifondazione.
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«La Stampa»
«La Stampa», 4 aprile 1999 [p.8]
Aldo Cazzullo, A Roma il corteo pacifista riunisce anarchici e volontari, neo comunisti e femministe. E gli USA ritornano «boia». «No alla guerra» e Ingrao si commuove
1999-04-05
Roma: muore colpito da infarto all’età di 87 anni l’editore Giulio Einaudi.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 6 aprile 1999 [p.1-pp.21-23]
p.1- Titolo: Colpito da infarto a Roma, aveva 87 anni. I suoi libri hanno seguito e stimolato la crescita del Paese. Addio a Giulio Einaudi editore delle nuove idee; Marcello Sorgi, Torino e un grande italiano;
p.21- Alberto Papuzzi, È morto, a 87 anni, l’editore che rese più moderna la cultura italiana da Pavese a Calvino, intorno a lui un grande gruppo di intellettuali. Einaudi. Una vita felice nel mondo delle idee; Lorenzo Mondo, Le lacrime dell’uomo di ghiaccio; Alain Elkann, Le ultime parole «Adesso voglio stare disteso»; a. p., Il ricordo di Norberto Bobbio: «Ci sentivamo spesso, sono sconvolto». «Costruì la casa dell’antifascismo»;
p.22- Guido Davico Bonino, Re Giulio e i cavalieri della Tavola rotonda. Regole minute e scabre per chi era ammesso a corte; Gli amici. Inge Feltrinelli «L’ultimo dei grandi»; Carlo Fruttero, Franco Lucentini, Amava raccogliere intorno a sé voci libere e dissonanti. Il primo dei radical-chic; Pierluigi Battista, Un catalogo nella tempesta. Così replicò alle accuse di «egemonia culturale»;
p.23- Giulio Einaudi, Ho creato lo Struzzo sotto gli occhi dell’OVRA. «Nella Torino degli anni 30 gli spazi di libertà erano nulli»; Nico Orengo, I capricci di un genio curioso; r.c., Romilda Bollati «Volubile fascinoso»; Fabrizio Rondolino, Ho trovato in lui il piacere del libro
1999-04-18
Referendum elezione Camera dei deputati abolizione del premio di lista
- Referendum elezione Camera dei deputati abolizione del premio di lista
1999-04-18
Si svolge il referendum per abolire la quota proporzionale del 25% nella elezione per la Camera. Il quorum del 50,1% non è raggiunto, vota il 49,58% degli aventi diritto.
Elezione Camera dei deputati abolizione del premio di lista
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«l'Unità»
«l’Unità», 19 aprile 1999 [pp.1-5]
p.1- Referendum, il sì sul filo del quorum. Proiezioni Abacus: alle urne il 50,9% degli elettori. Favorevoli oltre il 90%. Veltroni: ha vinto il bipolarismo. Berlusconi: e ora le elezioni politiche; Editoriale, Roberto Roscani, Un sistema da cambiare;
p.2- Stefano Di Michele, Nella notte doccia fredda sui referendari. La lunga attesa tra alti e bassi al comitato per il Sì; Luana Benini, «Una brutta giornata per la democrazia» [intervista a Augusto Barbera]; Raffaele Capitani, Prodi, un voto con la mente al Kosovo. Il Professore va presto al seggio e si informa sulle affluenze;
p.3- Marcella Ciarnelli, Referendum senza quorum, Viminale in tilt. Nella notte il colpo di scena: votanti sotto il 50 per cento; Gigi Marcucci, «Gli italiani chiedono semplicità» [intervista a Roberto Weber];
p.4- Paola Sacchi, Berlusconi cavalca la vittoria del Sì. «Un sistema a turno unico, è questa la legge votata dagli italiani»; Letizia Paolozzi, «Si paga il ricorso smodato ai referendum» [intervista a Anna Chimenti]; Silvia Fabbri, Radio Radicale fra invettive e Inti Illimani. I messaggi degli ascoltatori mentre Pannella dice: «Spegneteci e votate»;
p.5- Natalia Lombardo, L’attesa nelle stanze del No. «Ma è un match nullo». Marini: «Dovevano travolgere i partiti, invece...»; I flussi elettorali (tabella); Pier Francesco Bellini, Il popolo della Quercia vota ma senza entusiasmo. L’Emilia rossa in testa alla partecipazione. «Ora la riforma si faccia in Parlamento»; Rosanna Lampugnani, Ma adesso si fanno più lontane le strade del Colle e delle riforme
1999-04-18
Kosovo
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 19 aprile 1999 [p.1-pp.6-10]
p.1- Titolo: La guerra si allarga, Belgrado rompe con Tirana. La Serbia più dura anche con il Montenegro: chiesto l’arresto del vicepremier anti-Milosevic. Una famiglia di profughi salta su una mina alla frontiera. La Nato: distrutto il potenziale contraereo yugoslavo;
p.1-p.9- Marina Mastroluca, Nube all’ammoniaca su Pancevo. Colpito il petrolchimico del quartiere industriale belgradese; Umberto De Giovannangeli, Gallo: «Ma questi raid sono leciti» [intervista a Ettore Gallo];
p.1-p.10- Luigi Cancrini, Il confine della ragione; Mario Centorrino, L’economia delle bombe;
p.6- Sergio Sergi, NATO: Belgrado non ha più difese aeree. Foto di 43 nuove fosse comuni. «Le donne costrette a scavare le tombe»; Belgrado: 3 aerei colpiti. La NATO: falsità; Se. Ser., Troppe verità per la strage di Meja; Clinton: «Vi chiedo di appoggiare i raid». Il presidente Usa invita al vertice di Washington Ungheria, Albania e Romania;
p.7- Enrico Fierro, Milosevic rompe con Tirana. La grande fuga continua. Auto di profughi salta in aria su una mina; Toni Fontana, «Scavavamo trincee». Sfollati ai lavori forzati. I giovani pronti a unirsi all’UCK; Denuncia NATO «Le Tigri di Arkan massacrano i civili a Pec»;
p.8- Michele Sartori, Montenegro, arresto per il vicepremier? Aveva invitato i riservisti alla diserzione: «Questa non è la nostra guerra»; Il «tesoro» di Milosevic. 6 miliardi in Svizzera; Susanna Ripamonti, Belgrado: sì agli aiuti di Atene al Kosovo. Oggi un inviato greco a Pristina per coordinare l’operazione; I serbi: danni per 100 miliardi di dollari;
p.9- U.D.G., «I serbi chiudono gli spiragli di dialogo». Ranieri: gravissimo il pugno di ferro contro i riformisti di Podgorica;
p.10- Alceste Santini, Il cardinale Martini: «I diritti umani prevalgono sul concetto di Nazione». Messaggio dell’arcivescovo: «Rivedere la Carta ONU. Ma ora vanno disarmati gli animi e armata la ragione»; AL.S., Il Papa: «Il dialogo sconfigga le bombe e la pulizia etnica»; Campi profughi, accordo tra l’Italia e l’ONU. Barberi: «Consegneremo aree già allestite». Arcobaleno supera i 47 miliardi; Aiuti umanitari. Ponte aereo dall’Albania a Milano per due piccoli pazienti kosovari
1999-04-20
Editoriale di Eugenio Scalfari, «Bloccare il ritorno al passato». Il 22 sullo stesso quotidiano un articolo di Alberto Asor Rosa dal titolo «Via il partito trasversale»
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 22 aprile 1999 [p.14]
Alberto Asor Rosa, «Via il partito trasversale»
1999-04-23
Vertice NATO
Il vertice NATO che si svolge a Washington approva una dichiarazione in 17 punti che ribadisce l'intenzione di continuare gli attacchi aerei sulla Repubblica Federale di Jugoslavia e la volontà di non accettare alcun compromesso sulle irrinunciabili condizioni poste dalla comunità internazionale
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 aprile 1999 [pp.1-8]
p.1- Titolo: «Stop ai raid solo se Milosevic inizia il ritiro». Nel giorno del Cinquantesimo anniversario la Nato ribadisce le sue condizioni ma apre per la prima volta uno spazio per il cessate il fuoco. A Belgrado bombardata la TV serba, 10 morti. Proteste da tutto il mondo. Dini: disapprovo, non era nei piani; Roberto Roscani, Non chiudete quella porta;
p.1-pp.6-7- Giovanni De Luna, Né obbedire né sabotare?;
p.1-p.22- Paolo Serventi Longhi, Il giorno più buio dell’informazione;
p.2- Marcella Ciarnelli, D’Alema: la NATO dovrà rinnovarsi. Il premier al summit di Washington. «L’Italia è un partner fedele»; Cofferati: «Utile l’iniziativa di Palazzo Chigi»; Umberto De Giovannangeli, Stefano Silvestri, analista di strategia militare. «Ma non sia il gendarme dei Balcani» [intervista a Stefano Silvestri]; Cronologia. Dalla firma di Washington
i primi 50 anni del Patto;
p.3- Siegmund Ginzberg, «Inizio del ritiro in cambio di tregua». Washington, uno spiraglio per la pace nel documento del vertice NATO; Paolo Soldini, Ritorna d’attualità il piano di pace tedesco. Tre fasi per raggiungere il cessate il fuoco; Massimo Cavallini, Brindisi cupo per i cinquant’anni dell’Alleanza. Clark apre il party con un discorso patriottico. Una «non festa» di celebrazione al National Building Museum; Paese e data di entrata (tabella);
p.4- Marina Mastroluca, I serbi: accoglieremo l’ONU ma disarmata. Il ministro degli Esteri jugoslavo smentisce l’inviato di Eltsin; Sergio Sergi, Giallo sulla missione russa da Milosevic.
Cernomyrdin insiste: ho ottenuto il sì sulla presenza di soldati; Michele Sartori, Montenegro, soldi per neutralità. Il premier Vujanovic fa i conti e batte cassa; Dall’Europa è via libera
all’embargo; Inviato ONU nei Balcani. Tre i candidati;
p.5- Marina Mastroluca, Belgrado, distrutta la TV di Milosevic. Almeno 10 morti e 18 feriti. «La NATO vuol toglierci la libertà di parola»; Massimo Cavallini, Il portavoce Shea «Per noi
era un bersaglio militare»; J. b., Dini: «Quei missili non erano nei piani». Londra: «Una macchina propagandistica al servizio della guerra; Jolanda Bufalini, «Una fonte di odio, ma come si informa sul serio?». Fra i giornalisti opinioni opposte a proposito dei bombardamenti su RTS;
pp.6-7- Bernard Féron, Repubbliche riunite quasi per caso grazie al fiuto di un uomo. C’era una volta la Jugoslavia. Storia di un Paese dai mille colori e dai pochi leader;
p.8- Enrico Fierro, «Il Kosovo è un deserto. Da lunedì un nuovo esodo». De Mistura: attendiamo 170mila profughi; «Arcobaleno». Raccolti 67 miliardi; Toni Fontana, L’incubo di Skopje: ci vogliono divorare. Crisi economica e odi etnici: i «vicini» fanno sempre più paura; T.F., In Macedonia i bersaglieri si preparano all’azione. Le esercitazioni congiunte dei nostri soldati con truppe inglesi e tedesche
1999-05-01
Kosovo
1-2- maggio: sono rilasciati i tre soldati americani catturati il 31 marzo. Sono consegnati al reverendo Jesse Jackson, amico personale di Bill Clinton, in missione non ufficiale nella Repubblica Jugoslava. La NATO ammette di aver colpito sul ponte di Luzane un pullman partito da Pristina e diretto a Nis causando 47 morti.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 3 maggio 1999 [p.1-pp.6-8]
p.1- Titolo: La NATO perde due caccia e ammette la strage del bus. Belgrado ora trattiene le donne alla frontiera. Milosevic libera i tre marines. Un segnale a Clinton che riceve Cernomyrdin;
p.1-p.6- Editoriale, Barbara Spinelli, La nemesi e la vergogna contro i Serbi;
p.6- Francesco Manacorda, Colpito mentre passava sul ponte di Luzane. Caduti due jet dell’Alleanza, salvi i piloti. Missili NATO su un autobus: 47 morti. Bruxelles: uno sfortunato incidente il bus era su un obiettivo militare; Un appello «Basta con la guerra»;
7- Andrea di Robilant, Milosevic accetterebbe una forza ONU con «armi leggere». Washington anticipa: troppo poco. Cernomyrdin non molla: oggi da Clinton. L’inviato di Eltsin illustrerà il suo piano di pace; Lietta Tornabuoni, Il taccuino della disinformazione. Poteva stare più attento; Giovanni Cerruti, Belgrado libera i tre marines. Il «dono» del presidente al Jesse Jackson; a. d.r., Da confessore a inviato del presidente. Una coppia anti-crisi. Il legame di ferro tra il reverendo e Bill; Vincenzo Tessandori, L’ambasciatore ONU De Mistura: mai visto tanto cinismo e lucida crudeltà. Alt al confine a donne e bambini. Cambia la tattica dei serbi; (Ansa), Manconi da Belgrado. «L’opposizione serba esiste»; v. tess., Giallo su 8 marines. Kukes, allontanati dagli italiani; Pierluigi Battista, Taccuino pacifista. Un appello reticente
Il 3 maggio: l’inviato di Mosca, Victor Stepanovic Cernomyrdin, incontra a Washington il presidente Bill Clinton a cui consegna una lettera del presidente russo Eltsin con concrete proposte per porre fine alla guerra nel Kosovo. I serbi denunciano un’altra strage di civili, un missile NATO a Pec ha colpito un pullman: 17 morti e 43 feriti.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 4 maggio 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Il presidente USA: «Non cerchiamo la vittoria totale, fermiamo i raid se Milosevic inizia il ritiro dal Kosovo». Clinton: Forza di pace con russi e ucraini. La NATO centra un altro autobus di civili: 17 morti e 43 feriti; Enzo Bettiza, Il Badoglio dei Balcani;
p.2- Andrea di Robilant, Il presidente apre uno spiraglio: sì a una forza ONU con russi e ucraini. Cernomyrdin: resto speranzoso. Washington dà alla pace una chance. Clinton ci sono margini per trattare; Tony Blair in Macedonia. Nella terra di nessuno applaudito dai profughi; Pierluigi Battista, Gli integralisti dell’interventismo; e. st., «Così facevamo pulizia etnica». Al TG3 un soldato serbo catturato dall’UCK; (Ansa), Scalfaro. «L’Europa politica ha fallito»; Francesco Manacorda, Nuove strategie per piegare Belgrado. «Assalto politico a Milosevic». La Bonino: è ora di aiutare l’opposizione [intervista a Emma Bonino];
p.3- e. st., Il portavoce Shea dopo il grande black- out: abbiamo il dito sull’interruttore della luce. La NATO spegneremo ancora la Serbia. Un’altra strage di civili. Colpito un bus, 17 morti, 43 feriti; e. st., Bombe di grafite Killer dei circuiti; Maurizio Molinari, Le missioni sileziose degli aerei italiani; Giovanni Cerruti, Viaggio nella capitale paralizzata. A Belgrado, aspettando la morte al buio. Gli ospedali in tilt, nei negozi le poche merci marciscono;
p.4- Flavia Amabile, La Jervolino in Puglia: le connivenze tra criminali italiani e albanesi sono un dato di fatto.«Caccia a mercanti d’armi e scafisti». «Cercheremo di distribuire i profughi anche in tutte le altre regioni»; Filippo Ceccarelli, Una Sigonella nei Balcani; Vincenzo Tessandori, I tre camion del diavolo. La Caritas: chiaro che è una truffa;
p.5- John Keegan, Il sì di Bratislava al passaggio delle truppe NATO regala un ponte terrestre con l’Ungheria. «Slovacchia e Albania, le vie per Belgrado». L’esperto militare: così si accerchia Milosevic su più fronti; Lietta Tornabuoni, Staccare la spina; Alberto Sinigaglia, Parla l’abbadessa Anna Maria Canopi. «La preghiera arriva prima del braccio». «Anche dalla clausura si possono aiutare le vittime»[intervista]
4 maggio: Cernomyrdin incontra a New York il segretario generale dell’ONU, Annan, che gli annuncia l’accordo di massima per una forza militare internazionale in Kosovo. In Italia il Consiglio dei ministri decide di accogliere altri 10 mila profughi kosovari, circa la metà sarà ospitata nell’ex base militare di Comiso in Sicilia. Arriveranno in virtù di un ponte aereo con la Macedonia, più di 800 al giorno. Lo stesso ponte aereo servirà per gli aiuti, un ospedale, otto cucine da campo e materiale vario per fronteggiare l’emergenza in Macedonia. Su queste decisioni e sul complesso degli impegni assunti la comunicazione svolta dal presidente del Consiglio alla Camera.
XIII Legislatura Camera dei deputati seduta del 4 maggio 1999
Seduta n. 531 - 4 maggio 1999 [video della seduta]
Sulla situazione dei Balcani e sulla questione delle deleghe legislative
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 5 maggio 1999 [pp.1-6]
p.1- Titolo: Metà nell’ex base di Comiso. Aerei tricolore a fianco degli Apache. Cernomyrdin non va a Belgrado. Arrivano in Italia 10 mila kosovari. Bombe su una caserma serba, morte anche venti donne; Filippo Ceccarelli, Il simbolo rovesciato;
p.2- Maurizio Molinari, I nostri «AMX» saranno impiegati con elicotteri Apache, «A10» USA, e Jaguar inglesi e francesi. Pronti i caccia italiani nel Kosovo. Obiettivo: proteggere i profughi dai serbi; Gianni Bisio, Ecco il ricognitore che appoggerà gli elicotteri apache. Gli AMX, una guida precisa per le bombe intelligenti; m. mo., Speranze dal vertice G-8. D’Alema: «Soluzione politica? Qualcosa si sta muovendo»; Francesco Manacorda, «Per l’Europa difesa comune». Prodi rilancia la Conferenza sui Balcani; r.i., Scalfaro. Oggi fra i soldati a Sarajevo;
p.3- Daniela Danieli, Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, alameno la metà nell’ex base militare in Sicilia. L’Italia: sì ad altri diecimila profughi. Ponte aereo con la Macedonia, 830 arrivi al giorno; La diaspora dei profughi (mappa); Filippo Ceccarelli, La guerra, abisso tra le generazioni; Lirio Abate, Accolto l’invito della NATO in arrivo i rifugiati. Jervolino: «Gli USA devono aiutarci» «A Clinton chiederemo di poter utilizzare Comiso» [intervista a Rosa Russo Jervolino];
p.4- Ismaïl Kadaré, Lo scrittore albanese sul passato, il presente e il futuro della regione. «Stanare il Bene e il male nei Balcani». Ismaïl Kadarè: è la missione dell’Europa; Ingrid Badurina, Il silenzio dei leader del Kosovo. Voci inquietanti in USA: l’UCK addestrato da Bin Laden;
p.5- Andrea di Robilant, L’inviato russo: non ho intenzione di tornare subito a Belgrado. Clinton oggi a Bruxelles. Cernomyrdin, la svolta non arriva. A New York vede Annan: c’è ancora molto lavoro da fare; Lietta Tornabuoni, Solo vip e masse; Giovanni Cerruti, Le bombe unica certezza a Belgrado. Milosevic: abbiamo annientato l’UCK. Discorso ai militari: centinaia di criminali in carcere; e. st., Caserma bombardata dalla NATO: tutti morti. Tra le vittime anche venti donne rapite dai serbi;
p.6- Vincenzo Tessandori, Gli psichiatri dell’Unicef al lavoro per evitare danni irreversibili alle vittime più deboli dell’esodo. Gli incubi dei puccoli kosovari. Massacri, stupri e armi nelle notti dei bambini; Pierluigi Battista, La «soluzione Goldhagen»
1999-05-06
Camera dei deputati: in sede di discussione del disegno di legge Procreazione medicalmente assistita sono definite le sanzioni per il medico che pratica l’inseminazione eterologa: da tre a dieci anni di carcere e multe da 100 a 300 milioni di lire. Pesanti sanzioni per chi pratica la clonazione. Introdotte norme che consentono alla sola madre di riconoscere il figlio in provetta e che vietano al padre di disconoscere il figlio nato con il seme di un donatore. Resta tuttavia negata la fecondazione eterologa. La discussione continua il 26 maggio quando la Camera approverà il testo unificato.
Iter parlamentare
XIII Legislatura Camera dei deputati seduta del 6 maggio 1999
Seduta n. 533- 6 maggio 1999 [video della seduta]
Proposte di legge: Procreazione medicalmente assistita. Seguito della discussione del testo unificato
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 7 maggio 1999 [p.9]
Daniela Daniele, Fecondazione assistita: modifiche alla Camera. Anche la sola madre potrà riconoscere il figlio. Clonazione: c’è il carcere. Ma sulla nuova legge è già polemica; Fecondazione assistita; ecco le nuove norme (scheda)
1999-05-06
Kosovo
Il vertice dei ministri degli Esteri del G7 e della Russia mette a punto un piano di pace i per il Kosovo. Il documento, in otto punti, prevede una presenza di civili e militari appoggiata dall’ONU, la fine delle violenze e delle repressioni, il ritiro delle truppe dalla provincia, il rientro dei profughi e un’amministrazione provvisoria sotto il controllo dell’ONU. Per il presidente USA Bill Clinton un buon accordo. Continuano i bombardamenti della NATO.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 7 maggio 1999 [pp.1-6]
p.1- Titolo: Previsto un mandato dell’ONU- La NATO: ma per ora i raid continuano. Milosevic: possibile una soluzione pacifica. Kosovo, pronto un accordo per la pace. Intesa tra G7 e Russia per inviare una forza internazionale; Editoriale, Boris Bianchieri, Un patto all’italiana; Gli otto punti del documento (scheda);
p.2- e. n., «La soluzione per la fine del conflitto dovrà essere quella che ha funzionato in Bosnia». Clinton: un passo avanti verso la pace. Verdetto positivo della Casa Bianca sul G8; Lilli Gruber, Lilli Gruber ha intervistato il presidente USA. «Eppure è affascinante»; Andrea di Robilant, Mezzo Congresso in rivolta. Dole guida i duri: «È la resa della NATO non di Milosevic»; Vincenzo Tessandori, L’UCK: «Consegnare le nostre armi? Mai». «Nel Kosovo accetteremo soltanto militari dell’Alleanza»;
p.3- Emanuele Novazio, Le novità: nel Kosovo «una presenza internazionale» dell’ONU mista, con militari e civili. I Grandi dettano il catalogo della pace. Gli 8 punti che il presidente jugoslavo deve accettare; Il Papa. Voci (smentite) «Scalo a Belgrado»; Lietta Tornabuoni, L’ipocrisia del ritorno; Gianni Cerruti, La capitale azzarda una data per la fine dell’incubo il 15 maggio. La svolta del Gran Serbo. Milosevic: sì a una missione, anche armata;
p.4- Maurizio Molinari, Il sì di Clinton e Schoeder. E si delinea un’altra possibilità: l’incontro a Roma di tutta la resistenza kosovara. «Così abbiamo portato Rugova a Roma». Dini racconta la serrata trattativa con Milosevic; Pierluigi Battista, È moralmente possibile trattare con l’Intoccabile?; Giovanni Bianconi, Un mese fa il primo contatto fra la comunità e il leader. Chiamato dall’«ONU di Trastevere». Tutto iniziò con una telefonata a Sant’Egidio;
p.5- m. mo., Il leader Kosovaro lancia la sua proposta: «Una forza di protezione e ritiro dei militari serbi». «Aiutateci a tornare nelle nostre case». D’Alema a Rugova «Pace più vicina»; Filippo Ceccarelli, Villa Doria Pamphili e la «Foresteria» della presidenza del Consiglio. Una reggia per il re dei profughi. Qui vennero ospitati anche Carlo e Diana; Aldo Cazzullo, «In Kosovo ero prigioniero»;
p.6- Francesco Grignetti, Oggi nel campo di Stenkovec i funzionari dell’ambasciata inizieranno il censimento. Macedonia, parte l’operazione Italia. Da domani il ponte aereo; Pino Corrias, Gli intellettuali e la tragedia balcanica. «La prima guerra altruista». Steiner: l’Occidente non vuole più Olocausti [intervista a George Steiner]
1999-05-11
Kosovo
Continuano i raid sul Kosovo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 maggio 1999 [p.1-pp.6-9]
p.1- Titolo: NATO: non c’è il ritiro serbo, i raid continuano. La Cina insiste: prima stop agli attacchi aerei e poi si negozia;
p.6- Gabriel Bertinetto, Pechino e Mosca d’accordo. «Prima di tutto stop ai raid». Ma la Russia assicura: nessuna alleanza contro la NATO; Enzo Amendola, Belgrado, il mondo senza voce degli oppositori a Milosevic; Francia, prime crepe sul fronte della fermezza; Umberto De Giovannangeli, Arjan Konomi, analista dei Balcani. «Indipendenza, scelta obbligata per Rugova» [intervista a Arjan Konomi];
p.7- Siegmund Ginzberg, Gli USA gelano la Cina: non ci fermiamo. La tensione resta alta. Clinton spera nella mediazione della Russia; Appello ACNUR: «Senza fondi per i profughi»; Enrico Fierro, Il piccolo Tahir salvato dall’inferno. Morini, la storia di un bimbo kosovaro ferito dalle milizie serbe. Prosegue lento ma inarrestabile il flusso dei profughi; Toni Fontana, Kumanovo, guerriglia anti-francese. In Macedonia granate, razzi e bazooka contro le truppe NATO. Velickovic, capo del partito democratico: situazione esplosiva;
p.8- Gianni Marsilli, La NATO smentisce la Serbia. «Non c’è nessun ritiro». Shea: l’UCK non è ancora stata sconfitta; Convegno a Roma, Balcani: «guerra di internet» giornalisti a confronto; P. Sol., Scognamiglio: possibili nuove misure. Vertice europeo a fine mese. Più aerei italiani per le operazioni; Paolo Soldini, La UEO si scioglie, nasce la struttura militare europea. Tra 20 giorni a Colonia i Quindici manderanno in pensione la vecchia organizzazione;
p.9- Jolanda Bufalini, Veltroni: «Basta bombe sui civili». Per il segretario DS serve una più forte guida politica dell’Alleanza; J.B., Sondaggio SWG -Diario pacifisti e dalemiani
1999-05-11
Elezione presidente della Repubblica – Riunione della maggioranza, incontro DS -centrodestra
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 maggio 1999 [pp.1-5-p.10]
p.1- Titolo: Quirinale, un vertice per ricucire la maggioranza. Il centrosinistra sceglierà il candidato da proporre al Polo. Ma Marini punta tutto su un popolare. Veltroni: Ciampi e Jervolino vanno bene. Per garantire l’unità della coalizione serve la responsabilità di tutti;
p.1-p.10- Roberto Roscani, Non può essere un gioco di parte;
p.1-p.4- Piero Sansonetti, Con il sette per cento non si decide per tutti;
p.2- Paola Sacchi, Il centrodestra aspetta e spera nel «terzo nome». AN teme che torni l’ipotesi Scalfaro. Berlusconi insiste: candidato «istituzionale»; Tutti i numeri del voto (scheda); Maroni (Lega): «Auspichiamo un solo nome»; P. Sac., E il Cavaliere disse a Fini: «Non tagliamoci fuori»; Stefano Di Michele, Per tutti gli inquilini del palazzo rapporti contrastati con i propri partiti. Liti e intoppi, la «maledizione» del Colle;
p.3- Bruno Miserendino, Jervolino-Ciampi, oggi la maggioranza sceglie. Anche D’Alema al vertice, nulla di fatto nell’incontro tra Veltroni e Polo; V. R., Una riunione lampo, «il candidato non c’è ancora»; Niente impegni in agenda, Scalfaro aspetta Seguirà gli scrutini in TV: pronto ad andar via come a restare;
p.4- Rosanna Lampugnani, Marini: «Ciampi non sarebbe una sconfitta». Ma ai suoi confessa: se voto quel nome, io mi devo dimettere; Giorgio Frasca Polara, Si formalizzano le votazioni, per ora fino a sabato;
p.5- Gigi Marcucci, Pressing di donne sul nome di Rosa. Contatti informali tra destra e sinistra per sostenere l’ipotesi Jervolino; N.L. (Natalia Lombardo), Anselmi: «Meglio una di noi
perché siamo più concrete» [intervista a Tina Anselmi]
«l’Unità», 13 maggio 1999 [pp.1-6]
p.1- Titolo: «Al Quirinale subito Ciampi». Sì di maggioranza e Polo. La soluzione unitaria sul nome del presidente arriva dopo una giornata convulsa di incontri con D’Alema grande tessitore. Il tormento di Marini che fino all’ultimo ha puntato sul candidato popolare. Stamane il primo (e decisivo) scrutinio;
p.1-p.6- Editoriale, Giuseppe Caldarola, La scelta migliore;
p.2- Roberto Giovannini, L’emozione del ministro. «Non l’avrei mai creduto». E commenta: «Sarà un settennato davvero difficile» [intervista a Carlo Azeglio Ciampi]; L’insediamento del neo-eletto solo dopo l’addio di Scalfaro; I numeri sulla carta (scheda); Alceste Santini, Quel cristiano che colpì Wojtyla. Il Papa disse: ha stile sobrio e una grande cultura; Stefano Di Michele, Undici piccoli candidati in corsa: «È pazzesco, ma eleggeteci»;
p.3- Bruno Miserendino, Quirinale, accordo sul nome di Ciampi. D’Alema convince maggioranza e Polo. Ma è strappo coi Popolari; Marcella Ciarnelli, Il lungo giorno del premier mediatore. «Responsabile sacrificio del PPI». E invita Lega e PRC: votate il ministro; Ciriaco De Mita da tessitore a spettatore: «Ma quanta irragionevole allegria...»; Porte chiuse e il presidente s’infuria. Montecitorio replica: un incidente;
p.4- Paola Sacchi, «È un uomo super partes. Sarà capace di ricordare». Berlusconi: votiamo Ciampi, siamo responsabili; Luana Benini, Bossi: giochiamo da soli, poi si vedrà. Bertinotti chiude: scelta consociativa; Gigi Marcucci, Ciampi nell’urna, Amato nel cuore. I delegati regionali: «Voteremo per l’impegno federalista»; Monarchici. «Il presidente? I partiti in realtà
vogliono un re»; Di Pietro. «Grazie a Dio non ho 50 anni...»; Industriali veneti. Nicola Tognana: «Un presidente per le riforme»; Vittorio Sgarbi e i liberal. «Noi voteremo per Pannella. La Bonino è solo una maschera»;
p.5- Rosanna Lampugnani, Il tormento di Marini. Nel PPI venti di rivolta. «Ma per Palazzo Chigi è una vittoria di Pirro»; Gli auguri di Jervolino «Non mi sento sconfitta»; Stefano Bocconetti, La Quercia esulta ma con giudizio. «Il PPI paga i suoi errori. D’Alema-Veltroni, un buon tandem»; Cossiga malato dopo la caduta non potrà andare a votare; Tra gli elettori
tre esordienti; I radicali denunciano «Porta a Porta»; Mack Smith. «Ciampi? Ottimo»;
p.6- Natalia Lombardo, Stampa estera. «Triste politica». Ma Ciampi piace; Tutti i numeri del voto (scheda); Giorgio Frasca Polara, Grandi Elettori, 1010 per il decimo Presidente
La giornata di scrutini inizia questa mattina alle 9, per l’elezione servono 674 voti
1999-05-12
Kosovo
Il presidente russo Boris Eltsin liquida il primo ministro Primakov e al suo posto nomina il fedelissimo Stepashin Ziuganov. Rispetto al Kosovo minaccia di interrompere ogni collaborazione con la NATO se continuano i raid. Il premier britannico, Toni Blair, insiste nel difendere il piano dei G8 per la pace nel Kosovo e sulla necessità di coinvolgere la Russia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 maggio 1999 [p.1-pp.8-11]
p.1- Titolo: Balcani in fiamme. Eltsin caccia il premier Primakov. E gela i negoziati sulla guerra
Bombe a tappeto su Nis e Pristina. La NATO apre alla Cina;
p.1-p.11- Krönig Perger, Tony Blair: «Difendo il piano G8. La Russia va coinvolta fino in fondo» [intervista a Tony Blair];
p.7- Rossella Ripert, Eltsin caccia Primakov, insorge la Duma. Nominato il fedelissimo Stepashin. Ziuganov: si prepara il golpe; In 2 anni silurati tre primi ministri; Il ritratto. Il falco della Cecenia; R.R., La scure dell’impeachment su zar Boris. Cernomyrdin chiede elezioni anticipate. Oggi vota la Camera bassa, si rischia la paralisi istituzionale; R.R., Latsis: «Mosca è al collasso, l’Occidente deve azzerare i suoi debiti» [intervista a Otto Latsis];
p.8- Jolanda Bufalini, La minaccia di Mosca «La NATO ci ascolti o non negoziamo più». L’Occidente sottolinea il ruolo della Russia «Siamo sicuri che continuerà a svolgerlo; Adriano Guerra, Eliminato un concorrente scomodo per le presidenziali del duemila; Il futuro dei Balcani dopo un decennio di orrori etnici. Una grande sfida per la politica della nuova Europa;
p.9- Primi dubbi in Europa: Londra, Tony Blair in cerca di consensi, Roma, lettera aperta contro la guerra, Parigi, ora vacilla fronte della fermezza; Paolo Soldini, Germania, Fischer minaccia le dimissioni. I Verdi a Congresso potrebbero chiedere una sospensione dei bombardamenti; Gabriel Bertinetti, Talbott e Cernomyrdin ottimisti: «Più vicini ad una soluzione»; Toni Fontana, Solana rassicura la Macedonia. Il segretario NATO promette aiuti al governo di Skopje; Rugova e famiglia trasferiti a Bonn. Il saluto ai parenti;
p.10- Gianni Marsilli, La NATO alza il tiro. Una pioggia di bombe. Solana: «Presto la risoluzione delle Nazioni Unite»; Lanci aerei per aiutare gli sfollati rimasti in Kosovo; Umberto De Giovannangeli, Carlo Jean, analista militare. «Sbagliata una forza sotto comando ONU» [intervista a Carlo Jean];
p.11- Enrico Fierro, I serbi all’assalto dei villaggi al confine. Notte di fuoco, incursioni contro gli avamposti dell’UCK in Albania
1999-05-13
Carlo Azeglio Ciampi presidente della Repubblica
- Carlo Azeglio Ciampi presidente della Repubblica
1999-05-13
Il Parlamento in seduta comune, integrato dai rappresentanti delle regioni, elegge, al primo scrutinio con 707 voti su 990 votanti, Carlo Azeglio Ciampi Presidente della Repubblica.
1999-05-18
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi presta giuramento e rivolge un messaggio al Parlamento riunito in seduta comune
1999-05-20
Le BR uccidono Massimo D’Antona
- Le BR uccidono Massimo D’Antona
1999-05-20
Il professor Massimo D’Antona, consulente del ministero del Lavoro, è assassinato a colpi di pistola da due killer che lo aspettano davanti alla sua abitazione in via Salaria a Roma. L’attentato è rivendicato dalle BR-PCC con un documento di 28 pagine con riferimenti alla guerra nel Kosovo, il nuovo imperialismo americano e la critica alla linea dei Democratici di sinistra. D’Antona è indicato come un protagonista della linea economica e sociale del Governo D’Alema.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 21 maggio 1999 [pp.1-11]
p.1- Titoli: Agguato a Roma, tornano le BR. Un commando uccide Massimo D’Antona, consulente di Bassolino. Il governo in allarme. D’Alema: non riporteranno indietro l’Italia;
p.1-6- Editoriale, Paolo Gambescia, Questo Paese è più forte; Antonio Lettieri, Le passioni di un amico;
p.1-7- Roberto Giovannini, Bassolino: «Hanno colpito un uomo simbolo del dialogo tra le parti sociali» [intervista a Antonio Bassolino];
p.1-p.10- Vincenzo Vasile, Un tragico film di vent’anni fa;
p.1-11- Giuseppe Caldarola, La nuova sfida del partito armato;
p.2- Alessandra Baduel, Esecuzione terrorista, ammazzato D’Antona. Due killer in agguato sotto casa. Era il consigliere di Bassolino per il Patto sociale; A.B., «Assassini giovani e tranquilli». Il testimone: «Ho sentito spari attutiti come miccette»; Felicia Masocco, Il silenzio della moglie al Policlinico. Camera mortuaria, pellegrinaggio di politici e di sindacalisti;
p.3- Gianni Cipriani, L’agguato firmato dalle Brigate Rosse. In un documento di 28 pagine la rivendicazione con la sigla BR-PCC; G. Cip., «Spezzeremo la mediazione neocorporativa»
Il comunicato terrorista, dalla «borghesia imperialista» all’«aggressione NATO»; Wladimiro Settimelli, Gli aggettivi sono nuovi, lo stile è proprio quello di una volta;
p.4- Centri sociali. Tensione al Leoncavallo «Per ora stiamo zitti»; G. Ma., Scatta l’allarme, Quercia nel mirino. Il Viminale protegge gli «obiettivi sensibili», sotto osservazione le sedi DS; Giampiero Rossi, Gerardo D’Ambrosio, magistrato «Una rivendicazione che lascia perplessi» [intervista]; Brutti: «Colpito un uomo inerme» «Per il “debutto” hanno scelto un bersaglio facile»;
p.5- Marcella Ciarnelli, D’Alema: l’Italia non tornerà indietro. A Napoli i DS con Jospin. Veltroni: «Vogliono uccidere il riformismo»; E Bertinotti ammette: «Temo che sia terrorismo»; Aldo Varano, Fabio Mussi «O è un remake BR o ce lo vogliono far credere» [intervista];
p.6- Luana Benini, «Una vita tra politica lavoro e solidarietà». Amici e compagni piangono D’Antona; Oggi al ministero la camera ardente; Uno studioso con un forte ruolo politico; Quegli articoli appassionati per l’Unità;
p.8- Paola Sacchi, «Era un uomo dalla parte dei lavoratori». CGIL-CISL-UIL sul luogo del delitto. Cofferati: l’obiettivo la politica delle riforme; Alessandro Galiani, Gino Giugni
«Ricordo quei giorni, ma oggi è diverso» [intervista]; Elio Spada, E gli operai del Nord dissero di nuovo no. Scioperi spontanei a Milano, Genova e Torino dopo il delitto; Ibio Paolucci, Tarantelli e Ruffilli, i professori uccisi dalle BR. Molte analogie fra l’assassinio di ieri e gli agguati compiuti nell’85 e nell’88;
p.9- Rosanna Lampugnani, La conferma del Governo «La matrice è terroristica». Rosa Jervolino: riaffiorano terribili ricordi; Luciano Violante «È il momento di restare uniti»; Cinzia Romano, Ciampi come Scalfaro: avvio nell’emergenza; Stefano Di Michele, In Parlamento lo spettro degli anni di piombo. I deputati impietriti: «È come precipitare in un incubo antico»;
p.10- «Ricompare l’eversione». Così i servizi, tre mesi fa. La relazione in Parlamento nel febbraio scorso; Ninni Andriolo, Inquirenti alla ricerca della «mente politica». Il salto di qualità terroristico era stato previsto
1999-05-31
Milosevic accetta il piano di pace
- Milosevic accetta il piano di pace
1999-05-31
Kosovo
Giorni decisivi per la pace. Il 31 maggio: un comunicato della presidenza jugoslava conferma l’accettazione di Milosevic al piano di pace proposto dal G8. Scettico Bill Clinton. Il 1° giugno a Bonn, alla presenza del cancelliere tedesco Schoeder, inizia la 48 ore diplomatica fra l’ex premier russo Victor Stepanovic Cernomyrdin, il sottosegretario USA Strobe Talbott e il presidente finlandese Martti Ahtisaari per trovare una linea comune per una soluzione pacifica al conflitto. Colloqui che si svolgono mentre continuano senza tregua i raid con nuove stragi di civili.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 1° giugno 1999 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Vertice a Bonn, poi Cernomyrdin a Belgrado. Bombardamenti senza tregua, nuove stragi. Guerra del Kosovo due giorni decisivi. Milosevic: «Sì al piano G8 e all’ONU». Clinton scettico;
p.6- Ingrid Badurina, La NATO: attaccati solo obiettivi militari. Cook: Milosevic ha fatto ben più vittime di noi. Belgrado denuncia altre due stragi colpiti un sanatorio, un ospizio e abitazioni civili, 30 morti; Fabio Albanese, Rugova. Trionfo a Comiso tra i rifugiati; Vincenzo Tessandori, Nel porto dei clandestini. Basta un passaporto falso per aprire la via d’Italia;
p.7- Francesco Manacorda, Cernomyrdin e Ahtisaari vedono Talbott e Schoeder, poi tornano a Belgrado. Clinton scettico. Pace o guerra, a Bonn vertice decisivo. La Jugoslavia: accettiamo i principi del G8; Gli otto punti del documento (scheda); Maurizio Molinari, D’Alema protesta con Solana. «La NATO colpisca solo obiettivi militari»; Michael Emerson, Un progetto in dieci punti per la ricostruzione postbellica. «L’Europa prepari il suo Piano Marshall». L’Economist: solo così ci saranno pace e stabilità nei Balcani
«La Stampa», 2 giugno 1999 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: L’inviato europeo a Belgrado con Cernomyrdin. Gli USA duri: «Condizioni non negoziabili». Pace o escalation, si decide. Ahtisaari: Milosevic prenda al volo questa occasione; Editoriale, Enzo Bettiza, Il bivio dei Balcani;
p.4- Ingrid Badurina, La Jugoslavia torna al buio. La NATO ammette un errore a Novi Pazar, ventitré morti. Ucciso da una bomba un generale serbo. Era il vicecapo di Stato Maggiore; Daniela Cotto, Parla il capodelegazione del PAM. «La ricostruzione durerà decenni» [intervista a Ramiro da Silva]; Vincenzo Tessandori, Raid sul «confine dei profughi». A Morini, l’Albania: è stato un aereo NATO; m.mo., «Prima guardiano le carte». D’Alema prudente sul sì di Belgrado;
p.5- Emanuele Novazio, Un piano concordato nei minimi dettagli. Schoeder: non c’è motivo di euforia, ma ho fiducia. Il giorno del giudizio per Milosevic. Gli inviati dell’UE e di Mosca a Belgrado per la pace; La lettera del ministro degli Esteri jugoslavo a Fischer: fate finire gli attacchi. «Ecco le nostre condizioni di pace»; (Agi-Api), Schwarzkopf. «Stupido dire no alle truppe»; Andrea di Robilant, «La guerra finirà solo con la vittoria». Toni duri della Albright dopo il vertice con Dini
2 giugno: a Belgrado l’inviato russo Cernomyrdin e l’inviato europeo Martti Ahtisaari consegnano a Milosevic la bozza di accordo definita nella riunione a Bonn dei giorni precedenti. A Roma, un gruppo di pacifisti cerca di collocare un suo striscione all’Altare della Patria mentre è in corso la cerimonia commemorativa della Festa della Repubblica.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 3 giugno 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Oggi la risposta dei serbi. Ciampi: Europa garante dei diritti umani. Milosevic l’ora della scelta. NATO e Mosca: ecco l’ultima offerta di pace; Editoriale, Boris Biancheri, Spallata finale a Belgrado; La bozza d’accordo (scheda);
p.2- Maurizio Molinari, Per il presidente, «giustizia e democrazia vanno oltre le prerogative dello Stato sovrano». Ciampi: pax europea tra le nazioni libere. «La pulizia etnica è la negazione della nuova Europa»; a. d. r. (Andrea di Robilant), Clinton. Truppe di terra summit militare; Francesco Manacorda, Quattromila italiani in Kosovo. Definita la forza di pace: 48 mila uomini; Ancona, arrivati i dragamine alleati. S’inizia la caccia alle bombe scaricate in mare; Corteo a Aviano. Roma valuta una pausa nei voli;
p.5- Emanuele Novazio, Il Parlamento serbo convocato per oggi: è la prima vota dagli attacchi aerei. «Milosevic deve accettare il nostro piano». I mediatori di Russia e UE a Belgrado tra le sirene d’allarme; Sfregio all’Altare della Patria. La corona al Vittoriale poi l’assalto pacifista; Giuseppe Zaccaria, Il messaggio del potere al popolo: di più non possiamo offrire. La città esausta spera nella pace, senza crederci. La televisione di Stato: da oggi la vita del Paese potrebbe cambiare
3 giugno: Milosevic accetta il piano di pace presentatogli da Cernomyrdin e da Ahtisaari. Il piano è approvato anche dal Parlamento serbo, riunito per la prima volta dai primi attacchi aerei NATO. L’accordo, definito nel negoziato al Castello di Petersberg a Bonn e ulteriormente discusso nelle ultime 48 ore diplomatiche, prevede: la cessazione dei raid NATO e in contemporanea il ritiro delle truppe serbe dal Kosovo, una forza internazionale di pace a cui parteciperanno NATO e Russia, una risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU sui principi del piano di pace e il controllo sulla sua osservanza da parte dell’ONU. Restano da definire la composizione e il comando della forza internazionale di Pace.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 4 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Accettato l’accordo per il ritiro dal Kosovo. Ancora da chiarire il comando della forza multinazionale. La resa di Milosevic: sì al piano di pace. Il mediatore UE: pochi giorni per la fine dei raid. Clinton prudente; Editoriale, Gianni Riotta, I 72 giorni che cambiarono il mondo;
p.2- Andrea di Robilant, Il presidente aspetta «i fatti concreti» e discute con i generali le nuove mosse militari. Clinton si ferma al «cauto ottimismo». «Le esperienze del passato ci hanno insegnato la cautela»; Augusto Minzolini, La soddisfazione di D’Alema. «È la pace giusta che abbiamo cercato»; Maurizio Molinari, Il ministro degli Esteri e le aspettative dell’Italia. Dini: da oggi non ha più senso bombardare fuori dal Kosovo [intervista a Lamberto Dini]; f. man. (Francesco Manacorda), Debutta l’Armata europea. Limitata a missioni umanitarie e di mantenimento della pace; Luca Tomasi, Ciampi ad Annan: una pace durevole. Il Papa: negoziati nel rispetto della storia e del diritto;
p.3- Emanuele Novazio, Il mediatore finlandese porta al vertice europeo di Colonia il sì di Milosevic all’accordo NATO. «Belgrado ha fatto il passo decisivo». Schroeder: il merito è di Eltsin; L’accordo di Belgrado (scheda); r. est., «Per ora la guerra continua». NATO: già uccisi cinquemila soldati; Giuseppe Zaccaria, Il giorno della svolta vissuto nella capitale jugoslava. Proclami trionfali dei serbi. «Abbiamo difeso eroicamente libertà e onore»;
p.4- Politici, generali, mediatori: successi, errori e strategie di due mesi di bombe e diplomazia. Vincitori e vinti nel poker dei Balcani. Tredici protagonisti dell’ultima guerra europea;
p.5- Enzo Bettiza, Personaggio, La volpe dei Balcani divenuta sciacallo del suo popolo. Milosevic, il signore delle macerie. L’ultima impresa del grande distruttore della Serbia; g. c. (Giulietto Chiesa), Viceministro. «Cernomyrdin ci ha traditi»; Vincenzo Tessandori, «L’UCK non consegnerà le armi». Un leader dei guerriglieri: la NATO ha bisogno di noi [intervista a Xhavit Haliti]
1999-06-05
Kosovo
5 giugno: a Blace, una località al confine con la Macedonia, iniziano le trattative fra la delegazione della NATO e quella jugoslava per concordare tempi e modalità dell’applicazione dell’accordo di pace. Continuano i raid NATO. Le delegazioni non riescono a trovare l’accordo sui tempi dell’uscita dal Kosovo delle truppe serbe e sulla presenza di una forza internazionale in Jugoslavia. Il 7 la trattativa è interrotta Intanto i serbi bombardano il confine albanese e la NATO continua i raid.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 5 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Tra domani e martedì tregua e ingresso della forza di sicurezza. Clinton «ansioso di porre fine ai raid». Kosovo, primo passo nel dopoguerra. Vertice militare NATO-serbi per concordare il ritiro; Editoriale, Lietta Tornabuoni, Il disagio della pace;
p.2- Andrea di Robilant, Gli esperti militari setacciano il documento di Belgrado alla ricerca di trucchi e scorciatoie. Clinton: sono ansioso di fermare i raid. Forse già domani la tregua nei bombardamenti; Giulietto Chiesa, «Mai sotto la NATO». Viceministro degli Esteri si ribella a Cernomyrdin; John Keegan, «L’Aviazione, regina delle battaglie». Per la prima volta una vittoria ottenuta solo dal cielo; (Ansa), «Non spareremo sui serbi in ritirata». L’UCK: ma non ci fidiamo delle promesse di Belgrado;
p.3- Emanuele Novazio, Mentre proseguono i raid aerei, le delegazioni si incontrano al confine con la Macedonia. Kosovo, conto alla rovescia per la pace. Primo vertice tra un generale della NATO e uno serbo; Maria Grazia Bruzzone, D’Alema: attenti, resta il rischio di nuove stragi; Giuseppe Zaccaria, A Belgrado tra raid e speranze. «Basta Milosevic, vogliamo elezioni». In attesa della pace l’opposizione rialza la testa;
p.4- f. man., La sua elezione è stata proposta da Schroeder: tredici sì e due voti contrari, Italia e Grecia. Solana, il superministro d’Europa. Guiderà Esteri e Sicurezza; Francesco Manacorda, Personaggio. Uno spagnolo uomo chiave dell’Unione. Le metamorfosi di un ribelle. Da contestatore a signore della guerra;
p.5- Emanuele Novazio, Prodi valuta che per rimettere in sesto la Jugoslavia serviranno 10 mila miliardi all’anno per 5 anni. Milosevic, primo problema del dopoguerra. Chirac: se resta nessuna ricostruzione; Il bilancio dei danni alle industrie e alle infrastrutture jugoslave dopo 72 giorni di bombardamento NATO (scheda); Pierluigi Battista, Gli schieramenti degli intellettuali. La guerra senza etichette. Raid o pace, destra e sinistra in ordine sparso; (Ansa), «Nessuna immunità». Arbour: arresteremo Milosevic; (Adn-Kronos), I raid continuano. Ma la NATO risparmia Belgrado
«La Stampa», 6 giugno 1999 [p.1-pp.7-8]
p.1- Titolo: Manca l’intesa sui tempi dell’uscita dal Kosovo, oggi nuovi colloqui. I raid continuano. Pace, la Serbia non firma l’accordo. A vuoto il primo vertice tra i generali NATO e di Belgrado;
p.1-p.8- Editoriale, Barbara Spinelli, Generazione dei diritti umani;
p.7- Giuseppe Zaccaria, Le delegazioni si rivedono stamattina al confine macedone. I serbi bombardano il confine albanese. Dal vertice dei generali non esce la pace. Tra serbi e NATO 10 ore di colloqui, i raid continuano; Le istruzioni alleate a Belgrado (scheda); (Ansa), Tregua sotto il tricolore; Francesco Manacorda, «I russi sono benvenuti, ma comandiamo noi». L’Alleanza ammonisce anche l’UCK: non tolleriamo interferenze
«La Stampa», 7 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Trattative interrotte. L’Observer: forni crematori per la pulizia etnica. I generali serbi si impuntano. «Non vogliamo truppe NATO in Kosovo»; Editoriale, Mario Deaglio, Il salvadanaio Europa per i Balcani;
p.2- Vincenzo Tessandori, Colpita un’ambulanza, cinque morti. Belgrado: abbiamo eliminato 500 terroristi dell’UCK. Albania, la grande battaglia del confine. I serbi bombardano, la NATO replica con centinaia di raid; Aldo Rizzo, L’Europa ne esce più forte di prima; (Ansa), I pacifisti fermano la guerra. Da Aviano per sette ore nessun decollo; (Ansa), L’esodo dei serbi. Il Pentagono: via dal Kosovo; e. st., D’Alema tra i profughi. «Dobbiamo aiutarli a tornare»;
p.3- Giuseppe Zaccaria, Belgrado respinge la presenza NATO e chiede che la firma sia preceduta dalla risoluzione ONU. I serbi abbandonano il tavolo di pace. Interrotte dopo 12 ore le trattative al confine macedone; I duellanti. L’uomo della NATO «Macho» Jackson. L’uomo di Slobo. Kovacevic il duro; Fabio Galvano, «Forni crematori a Trepca». «Bruciati cadaveri albanesi»; Francesco Manacorda, «Milosevic, restiamo pronti a colpire». La NATO minaccia: non tollereremo saccheggi e uccisioni;
p.4- f.sq., Ma Blair chiede che sia processato. Fonti tedesche: l’Alleanza vuole che vada in esilio in Russia. «Noi non inseguiremo Milosevic». Solana: non è compito della NATO; Gian Antonio Orighi, «Ecco le prove contro i capi serbi». I dossier che hanno portato all’incriminazione;
p.5- John Keegan, Ma il trionfo dell’arma aerea è una svolta nell’arte della guerra. «Bravo Blair, ma non provarci più»; Maurizio Assalto, Il filosofo e la tragedia balcanica. Severino: è in gioco il destino dell’Europa [intervista a Emanuele Severino]
1999-06-07
Kosovo: riprendono le trattative.
7 giugno: a Bonn dove è riunito il G8 (G7 e Russia) e attraverso la diplomazia delle principali realtà coinvolte nel conflitto, Washington, Bruxelles, Belgrado, Mosca, si tenta di riprendere i fili della trattativa interrotta. Nuovi colloqui anche al caffè «Roma- Parigi» a Blace al confine con la Macedonia. Russia e USA cercano l’intesa sul testo di risoluzione ONU, si smussano i vari punti controversi: la fascia smilitarizzata all’interno della Serbia, il numero dei poliziotti ammessi in Kosovo, il disarmo dell’UCK.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Slitta il voto ONU per mettere fine ai raid. Trattative difficili anche fra i generali. Kosovo, la pace al rallentatore. Tra NATO e Russia ancora contrasti sulla risoluzione; Editoriale, Boris Biancheri, Milosevic veleno nella coda;
p.2- Emanuele Novazio, Dopo otto ore di trattativa il ministro Ivanov chiede ulteriori consultazioni con Eltsin. Risoluzione ONU, Mosca blocca l’intesa. A un passo dal traguardo il G8 aggiornato a stamane; I punti caldi (scheda); Francesco Manacorda, La NATO: trattiamo ma senza sconti. E il ritmo dei bombardamenti sale nella notte; Alessandra Comazzi, Il giornalista che ha sostituito l’Amanpour. Vinci, un italiano alla CNN. Inviato di guerra per la TV di Atlanta [intervista a Luigi Vinci];
p.3- fra. gri., Ufficiali serbi e dell’Alleanza continuano a discutere e «rompere» sulle modalità del ritiro. Trattativa a singhiozzo fra i generali. Nuovo incontro in Macedonia, al caffè «Roma-Parigi»; Francesco Grignetti, Le 24 ore che non hanno portato il lieto fine. Dal tendone alla veranda. Inseguendo le delegazioni nemiche;
p.4- Giuseppe Zaccaria, Il Paese non ha più nulla da perdere con la ripresa dei raid sulla capitale e cerca di ottenere il massimo. Il gioco di Belgrado. Dietro le difficoltà dell’ultima ora; Giulietto Chiesa, Clinton telefona a Eltsin; cooperate;
p.5- Vincenzo Tessandori, «Belgrado prolunga i negoziati per avere più tempo di cancellare le prove dei massacri». «I serbi usano i gas per liquidare l’UCK». Accusa di Tirana, e al confine la battaglia continua; Christophe Châtelot, I profughi fuggono dai combattimenti alla frontiera Kosovo-Albania. L’ennesima odissea del popolo perduto; Marco Tosatti, «Quanto sangue innocente» Dalla Polonia nuovo appello del Papa
8 giugno: dopo una lunga maratona negoziale, a Colonia, si raggiunge l’accordo fra i Paesi del G7 e la Russia sulla risoluzione ONU che autorizza la presenza di una forza internazionale in Kosovo per mantenere la pace e consentire il rientro dei profughi. In base alla risoluzione Belgrado deve ritirare le sue truppe e per la provincia del Kosovo sarà nominato un responsabile ONU. L’accordo sarà firmato il 9 giugno.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 9 giugno 1999 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Il disarmo dell’UCK nodo cruciale nei colloqui militari in Macedonia. Passo decisivo per la pace. L’Intesa tra G7 e Russia all’esame dell’ONU; I punti dell’accordo (scheda);
p.2- Andrea di Robilant, Il presidente sul problema dei rapporti con i russi: in Bosnia abbiamo collaborato bene. Washington vede i primi segni di ritiro. Clinton. Al Consiglio di sicurezza non ci saranno veti; e. st., «A casa entro 3 mesi» Si sta già pianificando il ritorno dei profughi; Maurizio Molinari, «Ecco la nostra pace». D’Alema: giuste le nostre scelte; Giulietto Chiesa, Ultimi colpi di coda dal Cremlino. Eltsin cede, Ivanov: firmeremo solo dopo la fine dei raid;
p.3- Emanuele Novazio, Ma restano ambiguità e differenze di interpretazione tra gli occidentali e la Russia. Gli otto Grandi firmano la carta della pace. La bozza di risoluzione per l’ONU; La Risoluzione (scheda); Fasi di intervento in Kosovo (mappa e scheda); Francesco Grignetti, Una vigilia attesa a lungo da migliaia di uomini. Aspettando l’ordine: varcate il confine. Le forze internazionali in Macedonia pronte all’ora X;
p.5- Giuseppe Zaccaria, Guerra, faide e vendette: una regione distrutta. Ritorno nel Kosovo in macerie. Che cosa aspetta le truppe NATO e i profughi; Francesco Manacorda, «Uccisi centinaia di soldati serbi». L’Alleanza: bombe a grappolo dai b-52 su due battaglioni
1999-06-09
Kosovo: il trattato di pace
- Kosovo: il trattato di pace
1999-06-09
Kosovo
9 giugno: a Kumanovo, alla frontiera macedone, alle ore 21, 49 dopo quattro giorni di trattative è firmato l’accordo tecnico-militare per il ritiro delle truppe serbe dal Kosovo e l’ingresso della forza internazionale di pace. L’annuncio ufficiale è dato dal generale inglese Michael Jackson, capo della KFOR. I serbi dovranno lasciare il Kosovo in 11 giorni. Sono trascorsi 78 giorni di guerra, morti, feriti, migliaia di profughi, città distrutte.
A New York il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approva la risoluzione del G8 sul ritiro dei serbi, il rientro dei profughi e l’ingresso della forza di pace.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 10 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Accordo fra i generali sul ritiro dei serbi dal Kosovo, via libera alla forza multinazionale. Firmata la pace, stop alle bombe. Spari di gioia a Belgrado. Ma la NATO: «Vogliamo accertare subito il ripiegamento o i raid riprenderanno». L’ONU discute la risoluzione finale, ultime resistenze della Cina. Clinton, Blair e D’Alema soddisfatti; Editoriale, Aldo Rizzo, Ora attenti a Milosevic;
p.2- Francesco Manacorda, Forse già nella notte il voto del Consiglio di Sicurezza ONU sulla risoluzione di pace. Solana: un grande giorno per la giustizia. «Le nostre truppe pronte a entrare subito in Kosovo»; Lietta Tornabuoni, L’effetto che fa; Emanuele Novazio, Una riga su una frase sblocca la pace. Fischer al G8: l’abbiamo tolta su richiesta dei serbi; e. st., Wiesel: il popolo serbo non va punito. «La storia insegna che è un errore fatale. Il trattato di Versailles ha portato Hitler»; e. st., Un assegno dal Sermig per il Kosovo. Olivero consegna a D’Alema 300 milioni raccolti con la sua Marcia per la pace;
p.3- Francesco Grignetti, Tensione e interruzioni fino all’ultimo. Decisa una fascia di sicurezza e una zona di non volo. I generali firmano: la guerra è finita. Ritirata serba in 11 giorni, la NATO ferma i raid; Giuseppe Zaccaria, Nella capitale della regione dilaga la paura tra gli ex carnefici. «Fratelli serbi, restate in Kosovo». L’arcivescovo Artemje in piazza a Pristina;
p.4- e. st., Il regime parla di aggressione sventata ma la gente si sisntonizza sulle radio che trasmettono il rock. Tutta Belgrado in strada: l’incubo è finito; (Ansa), Un duro per la pace. La firma del generale Jackson; La forza di pace (scheda);
p.5- Per Fini, «il merito è anche del centrodestra». Bertinotti: «L’Europa dissolta nell’impero NATO». D’Alema: è la pace che abbiamo cercato. «Chiederemo una conferenza sui Balcani a Roma»; (Ansa), Clinton: gioia e cautela. Blair: ora andiamo avanti senza abbassare la guardia; L’ultima guerra nel cuore dell’Europa
10 giugno: alle 15,23 il segretario generale della NATO, Javier Solana, annuncia la sospensione dei raid aerei contro la Federazione Jugoslava. È la fine di quella che è considerata la prima vera guerra in Europa dopo 50 anni. A Colonia, i ministri degli Esteri del G8 firmano il «Patto di stabilità per i Balcani» un programma di aiuti e di ricostruzione del Paese. Dal Patto è esclusa la Serbia in attesa di una svolta democratica.
In Italia, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi annuncia la pace parlando a reti unificate alla nazione.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 11 giugno 1999 [pp.1-7]
p.1- Titolo: Parte lo sbarco. I serbi si ritirano, la NATO sospende i raid e l’ONU approva la forza multinazionale di Pace. «Senza democrazia niente pace». Discorso di Ciampi alla nazione: «Grazie all’impegno di Governo, maggioranza e opposizione». Stanotte intervengono i primi soldati italiani. Gli 8 Grandi varano il piano di aiuti nella regione; Il lungo dopoguerra (scheda);
p.1-p.6- Editoriale, Barbara Spinelli, Il prezzo della ricostruzione;
p.2- Aldo Cazzullo, Il primo discorso a reti unificate. Oggi sarà in Albania. Ciampi: la pace europea alla prova. «È la fine di un dramma che ci ha angosciato per lunghe settimane»; Massimo Gramellini, Per il capo dello Stato il compito di dare un lieto annuncio. Un esordio e due fortune; Guido Tiberga, Una telefonata di Clinton per D’Alema tra i piloti; (Agi-Api), Un assegno per l’Arcobaleno. Dal principe ereditario saudita un milione di dollari; (Agi), Tirana. In piazza per l’UCK; e. st., Il Papa «Finalmente vince la ragione»;
p.3- Il segretario NATO ferma i raid e annuncia l’ingresso della KFOR nella regione «tra poche ore». Solana: ora Milosevic sta ai patti. «Nel Kosovo difenderemo anche i diritti civili dei serbi»; Le cinque zone. Le scadenze previste (mappa); Giuseppe Zaccaria, Rotta verso Nord per uomini, carri armati e camion. Se ne va «l’Armata degli eroi». L’esercito di Milosevic furente per il ritiro;
p.4- Emanuele Novazio, Gran Bretagna e Germania: le democrazie non possono puntellare la dittatura di Milosevic. Niente aiuti per la ricostruzione della Serbia. A Colonia il G8 vara il «Patto di stabilità» per i Balcani; Decalogo del G8 (scheda); Vincenzo Tessandori, La mezza festa dei profughi. Nei campi temono un’altra delusione;
p.5- Andrea di Robilant, «I serbi si sono ritirati, l’Alleanza è rimasta compatta, il rapporto con Mosca si è rafforzato». Clinton: tre vittorie, ma non è finita. «Ora dobbiamo far ritornare tutti i profughi nel Kosovo»; e. st., Ma Milosevic in TV rivendica il Kosovo; Giulietto Chiesa, Notte di trattative a Mosca. Con l’inviato USA sul contingente russo; e. st., «Jackson sparò sui cattolici». Nel «Bloody Sunday» dell’Ulster. Ma il Governo Blair smentisce;
p.7- Francesco Grignetti, Al confine macedone 18 mila uomini in allerta. Arriva l’ora della liberazione. Intervento imminente, italiani tra i primi; L’armata tricolore (scheda); Maurizio Molinari, «Non colpiremo i serbi in ritirata». Il leader dei guerriglieri a Roma da Dini
1999-06-17
< Sedute precedenti L.265/99 Camera 6-14 aprile 1999
Camera dei deputati: approvato il disegno di legge Disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1990, n.142 che sarà approvato definitivamente dal Senato il 22 luglio (L. n. 265/99 del 3 agosto 1999).
«Gazzetta Ufficiale» 6 agosto 1999, n.185 [pp.1-39]
pp.1-26- Legge 3 agosto 1999, n.265 Diposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1999;
p.26- Lavori preparatori;
pp.26-39- Note
Sedute successive L.265/99 Senato 21-22 luglio 1999>
1999-07-13
Silvio Berlusconi incontra Romano Prodi per sollecitare un accordo in vista della fiducia alla nuova Commissione Europea.
Commenti e resoconti
«Il Foglio»
«Il Foglio», 14 luglio 1999 [p.3]
Editoriali, Berlusconi fa il continentale
1999-07-14
L’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, deluso dal Governo D’Alema e dalla attuale maggioranza ipotizza la costruzione di un Centro che vada da Prodi a Berlusconi.
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 16 luglio 1999 [p.10]
L’ex presidente: «Non servono né Ulivi né Margherite». Cossiga: un centro con Prodi e Berlusconi
«Corriere della Sera»
«Corriere della Sera», 15 luglio 1999 [p.2]
Cossiga deluso da Palazzo Chigi apre al Cavaliere
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