XIII Legislatura - I governo Prodi
XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
1997-08-29
Libano
«La Stampa»
«La Stampa», 30 agosto 1997 [p.10]
Aldo Baquis, Gerusalemme. Ostacolati i soccorsi. «I nostri soldati morti per colpa dei Caschi blu». Cannonate israeliane sui soldati ONU che recuperavano gli sciiti caduti
1997-08-29
Algeria
Trecento persone uccise dalla GIA nel villaggio di Sidi Moussa. Le vittime sono sgozzate e decapitate, i corpi bruciati. Il commando integralista rapisce 20 giovani donne. Lo stesso giorno assalto a Maalba. Azione che provoca 40 morti. La brutalità e la violenza di questa ultima ondata di stragi
suscita forte sdegno e maggiore attenzione nella comunità internazionale al dramma algerino.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 30 agosto 1997 [p.5]
Umberto De Giovannangeli, Potrebbero essere trecento secondo fonti non ufficiali i morti dell’ennesimo attacco degli integralisti. Carneficina in un villaggio dell’Algeria. Cinque ore di mattanza con asce e coltelli, decine di donne e bambini sgozzati vivi a Sidi Moussa, venti km a sud della capitale
«La Stampa»
«La Stampa», 30 agosto 1997 [p.10]
(Agi-Ansa), Novantotto morti (c’è chi dice 300) in un villaggio, sgozzati donne e bambini. Algeria la strage più atroce. Una notte di massacri: ferite 120 persone. Il Governo rompe il silenzio e condanna l’eccidio
1997-08-31
Parigi: muore a soli 36 anni in un incidente automobilistico la principessa del Galles Diana Spencer, moglie divorziata del principe Carlo. Nell’incidente perdono la vita anche il suo compagno il miliardario egiziano Dodi Al Fayed e l’autista Henry Paul, gravemente ferita la guardia del corpo Trevor Ree-Jones. L’auto sulla quale viaggiavano si schianta a forte velocità contro un pilone del tunnel dell’Alma intorno alla mezzanotte. Secondo le ricostruzioni causa dell’incidente la volontà della principessa e del suo compagno di sfuggire ai fotografi che li inseguivamo a caccia di scoop.
1997-09-03
La Procura della Repubblica di Milano, guidata da Francesco Saverio Borrelli, invia alla Camera dei deputati la richiesta di autorizzazione di custodia cautelare nei confronti di Cesare Previti, deputato di Forza Italia ed ex ministro della Difesa nel Governo Berlusconi, accusato di corruzione. Secondo il pool di Milano per conto del costruttore Nino Rovelli Previti, alla fine degli anni Ottanta, avrebbe corrotto alcuni magistrati per ottenere una pronuncia favorevole a Rovelli nel processo che lo contrapponeva all’IMI (Istituto Mobiliare Italiano). Il processo si concluse con la condanna dell’IMI a pagare 980 miliardi agli eredi di Rovelli, deceduto nel frattempo. Aggiustamento della causa per cui Previti, secondo i magistrati milanesi, avrebbe ricevuto 21 miliardi. La richiesta di arresto del pool è motivata dal rischio di inquinamento delle prove e di fuga dell’accusato che respinge tutte le accuse. La Giunta per le autorizzazioni a procedere esaminerà la richiesta l’11 settembre.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1997 [pp.1-2]
p.1- Titolo: La Procura chiede il via libera alla Camera per la presunta tangente del caso IMI-Rovelli
Il pool di Milano all’attacco: autorizzate l’arresto di Previti. Il Polo insorge, il deputato accusa:
«Persecuzioni»; Editoriale, Gianfranco Pasquino, Perché il Polo scopre il conflitto d’interessi;
p.2- Susanna Ripamonti, La richiesta è già giunta alla Camera. Un’accelerazione all’inchiesta dopo l’acquisizione delle carte svizzere. Il pool chiede di arrestare Previti per i 21 miliardi intascati dai Rovelli. L’accusa è corruzione, i pm temono possa inquinare le prove; s.r., Tutte le tappe
dell’inchiesta. Le rivelazioni della Ariosto; Le reazioni politiche. Polo furioso «Colpi di coda del pool»; Rosanna Lampugnani, La difesa a tutto campo di «Cesarone» Previti: «Non ho commesso alcun reato». «È un’evidente strategia per demolire la mia immagine». Storia del «fascista» cresciuto al fianco di Berlusconi. Il lento tramonto del «falco dei falchi» dopo una breve stagione da leader del Polo, da braccio destro del Cavaliere e da ministro della Difesa, anche se il suo vero obiettivo era il Viminale. Avvocato all’ombra dei potenti, con una predilezione per quelli di area socialista; Alessandra Baduel, L’esponente di AN: «Dobbiamo solo verificare che non ci sia persecuzione»
La Russa: ero il suo legale, ma non sono incompatibile. Il presidente della Giunta rinunciò appena eletto alla difesa di Previti. Pochi giorni prima aveva ridotto la Ariosto in lacrime con le sue domande [intervista a Ignazio La Russa]; Ecco qual è la proceduta alla Camera (scheda); Dispiaciuti i soci del Circolo Canottieri
«l’Unità», 5 settembre 1997 [p.4]
Susanna Ripamonti, I legali dell’esponente di Forza Italia ritengono le motivazioni deboli e proceduralmente inaccettabili. «Previti può corrompere ancora e fuggire». In arrivo altri arresti di giudici coinvolti. Nella richiesta il pool spiega il sistema di tangenti e insabbiamenti; I verbali. Nella richiesta di autorizzazione la vicenda della «sparizione» della procura IMI. «Con somme enormi di denaro spiava e pilotava inchieste». Messa a nudo la rete di ricatti e connivenze del deputato
Dopo la scoperta delle microspie nel bar Tombini di Roma, Previti insieme a Squillante e Pacifico tentò di acquisire notizie sull’inchiesta. Lo studio dell’avvocato di F I. era la base per coordinare le attività illecite. Le telefonate con Sergio Berlinguer e quelle con Pacini Battaglia; Polemiche sulle procedure
«La Stampa»
«La Stampa», 4 settembre 1997 [p.1-pp.3-4]
p.1-Titolo: È coinvolto nel caso IMI-SIR per una presunta tangente da 21 miliardi. Forza Italia protesta. Il pool chiede l’arresto di Previti. L’accusa: corruzione. Il deputato: mi perseguitano;
p.1-p.4- Editoriale, Gad Lerner, La necessità di rompere con il passato;
p.1-p.3- Paolo Guzzanti, Un Rugantino tosto;
p.3- Paolo Colonnello, L’accusa di corruzione già alla Camera: entro 30 giorni la decisione con voto segreto. Il pool di Milano: arrestate Previti. Avrebbe preso 21 miliardi per «aggiustare» la causa IMI- SIR; u. m., Le reazioni. Polo tra rabbia e solidarietà; Come si arresta un parlamentare (scheda); Chiara Beria di Argentine, Quei 66 miliardi degli eredi Rovelli. Una montagna di soldi sulla battaglia con l’IMI
«La Stampa», 5 settembre 1997 [p.7]
gio. bia. (Giovanni Bianconi), Ecco perché il pool chiede alla Camera di arrestare l’ex ministro della Difesa del Polo. «Previti può inquinare le prove e fuggire». L’accusato: tutte congetture; r. r., I leader. Sì alla giustizia no alle manette; Perché il pool vuole arrestarlo (scheda); Giovanni Bianconi, Corrotti e corruttori. Intrecci e miliardi. «Così comprava le sentenze»; I soldi distribuiti dai Rovelli . Pacifico. Previti. Acampora (scheda); p. col. (Paolo Colonnello), Chi sono i protagonisti della maxi-tangente IMI-SIR
«Il Foglio»
«Il Foglio», 4 settembre 1997 [p.3]
Editoriali, Il caso Previti (e dintorni)
1997-09-03
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, definisce anticostituzionali le elezioni padane promosse per il 26 ottobre dalla Lega e minaccia di ricorrere alla magistratura.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1997 [p.1-p.3]
p.1-Titolo: Sale la tensione sulle iniziative leghiste. Il premier: non si può violare la Costituzione
Prodi dà l’alt a Bossi sulle elezioni padane. «Siamo pronti a ricorrere alla magistratura». Il Senatur dice che «la forza fisica non servirà a nulla» ma fa anche una piccola frenata: sabato non sarà al rogo delle tessere sindacali. Maroni: Prodi è come Mussolini. Cofferati e D’Antoni d’accordo con il Governo;
p.3- Roberto Carollo, Il presidente del Consiglio: pronti a ricorrere alla magistratura. Il Senatùr: «Il popolo ci difenderebbe». Prodi a Bossi: «Le elezioni padane sono fuori dalla Costituzione». I dirigenti leghisti paragonano il premier a Mussolini, ma intanto abbassano il tiro sul sindacato. Bossi non andrà alla manifestazione di sabato contro «la triplice». Nel Polo minimizzano e, adesso, accusano il governo di reazioni esagerate; Angelo Faccinetto, E la CGIL aumenta gli iscritti soprattutto a Nord; Sindacati, passaporto anti-Lega
«La Stampa»
«La Stampa», 4 settembre 1997 [p.5]
r.r., Il premier: le elezioni del 26 ottobre non hanno alcun valore. Mancino: fatti eversivi da perseguire. Arriva l’ultimatum di Prodi alla Lega. «Siamo pronti a intervenire»; Il Governo sabato nel Nord-Est (iniziative); Fabio Poletti, Reazioni. Il «Governo Padano». «Ma le minacce di Roma ci fanno solo sorridere»; r. i., Sindacati. Opportuno l’intervento di Palazzo Chigi; Carroccio flash
1997-09-03
A Palazzo Chigi incontro fra Romano Prodi e Walter Veltroni e Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione Comunista, accompagnato da Nerio Nesi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1997 [p.3]
P.C. (Pasquale Cascella), Il leader di Rifondazione, insieme a Nesi, incontra Prodi e Veltroni: «Ma le posizioni restano distanti». Bertinotti va a cena a Palazzo Chigi. «Il Governo rischia sempre, ma sono ottimista al 50%». Nell’agenda i temi spinosi del welfare state e delle pensioni. Della delegazione di PRC non faceva parte il più «possibilista» Cossutta. Cofferati: «Una intesa all’interno della maggioranza sarebbe un elemento positivo». Nel pomeriggio incontro tra il premier e Marini
«La Stampa», 4 settembre 1997 [p.5]
f.mar. (Fabio Martini), Il leader di Rifondazione: è stato un incontro utile, ci saranno altri approfondimenti. Prodi-Bertinotti, la cena del disgelo. «Ma le distanze restano»; Massimo Giannini, Il ministro delle Telecomunicazioni. «Pensioni, il nostro Capo Horn». Maccanico: ma Rifondazione non ci affonderà [intervista a Antonio Maccanico]; r. r., Mezzo Polo dice sì al premier. E Fini lancia l’idea del governo-ombra; Il «Controgoverno» del Polo (scheda)
1997-09-03
Antonio Di Pietro alla Festa dell’Unità di Firenze apre la sua campagna elettorale da candidato nelle liste dell’Ulivo nel collegio senatoriale del Mugello. Sul palco insieme all’ex magistrato il segretario del PDS Massimo D’Alema.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1997 [p.5]
Vittorio Ragone, Gran folla e applausi alla festa dell’Unità di Firenze per la presentazione del «candidato» del Mugello. In 15mila per D’Alema e Di Pietro. Il leader PDS: l’Ulivo non è solo sinistra.
L’ex pm: «Voglio essere l’apripista dei moderati»; V. F., Cena toscana prima del dibattito pubblico; V. Frulletti, E. Risso, Giornata di incontri per l’ex pm che annuncia: «Ora inizia la mia campagna elettorale». «Non sono un altro Bossi, un arruffapopolo». E Tonino conquista il sì dei Verdi toscani. Lungo faccia a faccia coi responsabili locali del Sole che ride che lo «promuovono» all’unanimità, anche se per il via ufficiale bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Positiva riunione con la Federcasalinghe; Stefano Di Michele, Al segretario romano del PDS non piace l’idea di azioni disciplinari promosse dal responsabile della sezione centro. «Curzi espulso? No, è solo un parere personale». E «Kojak» replica: «Non ci ho dormito la notte, ho ripensato agli anni del mio impegno politico. Io le tessere non le restituisco certo»
«La Stampa»
«La Stampa», 4 settembre 1997 [p.2]
Titolo: Mugello: l’ex pm ha aperto la campagna elettorale ieri sera con il segretario PDS a Firenze; Guido Tiberga, Ciclone Di Pietro alla Festa dell’Unità. E D’Alema: i salotti di sinistra non l’hanno capito; r.i., Forza Italia. Sabato la candidatura; Augusto Minzolini, L’ex pm cambia pelle. Massimo «normalizza» Tonino. «Non sono l’uomo della provvidenza»; Maria Grazia Bruzzone, Nessun processo a «Kojak». Contrordine del PDS: non sarà espulso
1997-09-03
PDS: alla Festa nazionale dell’Unità che si svolge a Reggio Emilia dibattito sulla «Cosa 2», la nuova formazione politica della sinistra che sarà al centro degli «Stati Generali» della sinistra che si svolgerà dopo le elezioni amministrative di novembre. Al dibattito partecipano: Marco Minniti, segretario organizzativo del PDS, Claudio Petruccioli (ulivisti), Marco Fumagalli (sinistra PDS), Famiano Crucianelli (Comunisti unitari), Paolo Cabras (Cristiano sociali), Giorgio Bogi (area laico-repubblica), Valdo Spini (laburisti)
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1997 [p.4]
Walter Dondi, In vista degli Stati generali confronto ravvicinato a sinistra sulla nuova formazione politica. Minniti: «La Cosa 2 ora è una realtà». Petruccioli: «Troppo continuismo». Non solo leader, sarà un partito di massa di tipo nuovo; L’ambasciatore Ruggiero: «D’Alema serio interlocutore»; Oggi D’Alema presenta il suo libro
1997-09-04
Inizia la fase 2 della Bicamerale, quella dedicata agli emendamenti
1997-09-04
Gerusalemme
Tre Kamikaze si fanno esplodere nell’affollata isola pedonale di Ben Yehuda nel centro di Gerusalemme. L’attentato rivendicato da Hamas, contraria al processo di pace provoca 7 morti e oltre 170 feriti. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu annuncia una dura reazione fra le misure il blocco del ritiro dai territori occupati, ritiro stabilito dagli accordi di pace. Il presidente USA; Bill Clinton, invita il leader palestinese Arafat a una maggiore fermezza contro il terrorismo e conferma la missione in Israele della segretaria di Stato Madeleine Albright in calendario per la settimana successiva.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 settembre 1997 [p.2]
Umberto De Giovannangeli, Tre kamikaze si lasciano esplodere nell’affollata isola pedonale di Ben Yehuda, duecento persone ferite. Gerusalemme colpita al cuore, 7 morti. Israele accusa Arafat: «Sei il mandante». Hamas rivendica la strage, Clinton conferma la missione di Albright; U.D. G., Un’italiana testimone: «Era un campo di battaglia»; Marcella Emiliani, Finalmente si muove l’America; Il dolore del Papa e di Annan; U. D. G., Per lo scrittore israeliano Arafat e Netanyahu non riescono più a fare politica. Grossman: «Due popoli in ostaggio dei terroristi». Il leader di Gerusalemme e quello palestinese sono prigionieri delle loro debolezze e si lasciano condizionare dalle frange più oltranziste [intervista a David Grossman]
«La Stampa»
«La Stampa», 5 settembre 1997 [pp.1-3-p.5-p.18]
p.1- Titolo: Tre kamikaze nella via dei turisti: 7 morti, 192 feriti. Netanyahu accusa Arafat. Congelo il processo di pace. Strage di Hamas a Gerusalemme. Cuba: bomba all’Avana, ucciso un italiano;
p.1-p.18- Editoriale, Igor Man, La speranza viene dagli USA;
p.1-p.3- Fiamma Nirenstein, Sangue tra gli scolari;
pp.2-3- Titolo: Gli ordigni riempiti di viti e chiodi. Netanyahu impedisce il decollo dell’elicottero di Arafat e minaccia di far entrare l’esercito nel territorio dell’Autonomia; Bruno Ventavoli, Lo scrittore pacifista. «Separiamo i due popoli». Yehoshua ripete: ci vuole un Muro [intervista a Avraham Yehoshua];
p.2- Aldo Baquis, L’estate delle stragi a Gerusalemme. Tre uomini nell’isola pedonale, 7 morti; a.b., OLP, l’ambiguo abbraccio con i «fratelli islamici»;
p.3- Il luogo dell’attentato (mappa);
p.5- Andrea di Robilant, Per alcune ore si è discusso se annullare il viaggio del segretario di Stato in Medio Oriente. L’ira di Clinton: Arafat rompa con i Killer. E la Albright non rinuncia; Maria Grazia Bruzzone, «Ma la pace vada avanti» Tullia Zevi: non c’è alternativa [intervista a Tullia Zevi]
1997-09-07
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, parlando a Novara attacca la Lega Nord per la convocazione delle «elezioni padane» previste per il 26 ottobre, elezioni che afferma: «sono contro e fuori dalla Costituzione» e qualora avvengano sarà inevitabile l’intervento della Magistratura.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 settembre 1997 [p.1-p.5-p.9]
p.1- Titolo: Romiti al Governo: va bene il rigore, ma è ora di puntare sullo sviluppo. Scalfaro: no al voto padano. Gli ex DC del Polo: Berlusconi non basta più;
p.1-p.9- Gian Enrico Rusconi, Federalismo presunto;
p.5- Gianfranco Quaglia, Il presidente: giusto l’appello di Prodi, spero non sia necessario l’intervento dei giudici. Anche Scalfaro dà l’ultimatum a Bossi. «Il 26 ottobre non mettetevi contro la Costituzione»
1997-09-11
Camera dei deputati. La Giunta per le autorizzazioni a procedere, presieduta da Ignazio La Russa (AN), esamina la richiesta di arresto del deputato Cesare Previti avanzata dalla Procura di Milano.
XIII Legislatura Camera dei Deputati
Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 settembre 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo, L’ex ministro accusa i pm di calunnia e persecuzione. Polemiche Borrelli-Parlamento
Previti, giudizio rimandato. La Camera rispedisce gli atti. «Chiedere l’arresto spetta al gip, non al pool di Milano»;
p.1-p.3- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Previti e il pool. Si entri nel merito senza pregiudizi;
p.2- Enrico Fierro, La Giunta per le autorizzazioni ha deciso con la sola astensione della Lega: «La domanda è improcedibile». Arresto di Previti, la parola è al Gip. La Camera rinvia gli atti a Milano. Polemiche su La Russa presidente e avvocato dell’ex ministro; Identikit di Rossato primo Gip in paternità; In un’intervista il Procuratore chiedeva alla Camera un «segnale morale» sul caso Previti
Il mondo politico insorge contro Borrelli. Ulivo e Polo parlano di sfida al Parlamento. Violante: «Assolutamente inopportuno». Mussi: «Non capisco perché ci si debba reciprocamente sfidare».
Forza Italia: definisce la sortita «agghiacciante». Flick: «Non dichiaro sulle cose di cui mi sto occupando»; Susanna Ripamonti, Borrelli respinge le critiche e approva la procedura del rinvio al Gip della decisione sull’arresto di Previti. Il capo del pool: corretta la scelta della Giunta. «Rifiuto ogni interpretazione politica dei nostri provvedimenti». «Il Parlamento non si lascia certo influenzare da un mio aggettivo [intervista a Francesco Saverio Borrelli];
p.3- Marco Brando, «Panorama» vende col giornale «stralci» della drammatica testimonianza resa nell’incidente probatorio. I giudici: bloccate la cassetta sulla Ariosto. Ma Ferrara non rinuncia al suo gadget. E Previti presenta denuncia contro il pool di Milano; Dotti: complotto? Non col mio aiuto; Stefano Di Michele, Dopo le polemiche parla la grande accusatrice dell’ex ministro. La teste Omega: «Giorni di interrogatorio ridotti a un film, mi vogliono linciare». «In fondo me l’aspettavo, mi perseguitano da tempo, eppure ormai le mie dichiarazioni sono state tutte provate. Mi era stata assicurato che quel filmato sarebbe rimasto solo a fini processuali, ma invece...» [intervista a Stefania Ariosto]; Susanna Ripamonti, Fu lui che nel 1994, dopo la vertenza IMI-SIR versò la cifra da capogiro agli avvocati Previti, Pacifico e Acampora. Rovelli jr. in Italia, pagò 67 miliardi di «parcella». Erede di mille miliardi, era stato arrestato nella primavera scorsa negli USA con l’accusa di concorso in corruzione; In 50 anni 5 rinvii di atti alle Procure
«La Stampa»
«La Stampa», 12 settembre 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Il capo del pool sollecitava un segnale morale al Parlamento. Coro di critiche: un’ingerenza indebita. Caso Previti, Borelli rischia di finire sotto inchiesta. La Camera rinvia gli atti, toccherà al giudice decidere se chiedere l’arresto;
p.2- Susanna Marzolla, Violante: su Previti parole inopportune. I legali del senatore: l’inchiesta va trasferita. Bufera su Borrelli, interviene il ministro. Probabile un’azione disciplinare; Fabio Poletti, «Procuratore, stia zitto». Gli avvocati protestano e fischiano anche Flick; Rovelli entra in carcere in Italia. A Opera, «ma spero negli arresti domiciliari»;
p.3- gio.bia. (Giovanni Bianconi), La Giunta per le autorizzazioni ha stabilito che dovrà essere il gip a chiedere l’arresto. Previti, la Camera rinvia la decisione. L’ex ministro: corruttore? Sono il perseguitato del secolo; Massimo Gramellini, Il video sequestrato. Lady S, una diva da tribunale. Stefania Ariosto, scene da un interrogatorio; (Agi), Il pool di Milano. «Ora il problema è del gip»; Giovanni Bianconi, «Ecco come gli prestai 400 milioni». Pacini Battaglia: ma non so a che gli servivano
1997-09-12
Cina
Si svolge a Pechino il XV Congresso del Partito comunista cinese. Vi partecipano 2.048 delegati in rappresentanza di 58 milioni di iscritti. Si rafforza la posizione di Jiang Zemin che ricopre insieme alla carica di segretario del partito quella di capo dello Stato e di presidente della Commissione militare centrale. Il presidente del Parlamento, Qiao Shi, considerato il principale antagonista di Jang Zemin è esonerato. Ufficialmente per ragioni di salute, da tutte le cariche di partito. Il Congresso decide di proseguire nella strada delle riforme economiche e dell’apertura al mercato. Nessun mutamento per quanto riguarda l’assetto democratico del Paese.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 settembre 1997 [p.6]
Lina Tamburrino, Al Congresso del PC i delegati approvano le proposte del segretario ma si rischiano grossi contraccolpi sociali. L’amaro prezzo delle riforme di Jiang. Milioni di cinesi saranno licenziati
I futuri disoccupati potrebbero essere addirittura 130 milioni ma non c’era altra via per rendere l’industria cinese competitiva sul mercato mondiale. Presto il paese dovrà affrontare la pressione concorrenziale dei prodotti occidentali
«l’Unità», 19 settembre 1997 [p.6]
Lina Tamburrino, Il Congresso del PC cinese si è concluso con un colpo di scena che rafforza il potere assoluto del primo segretario. Jiang Zemin liquida l’ultimo nemico. Epurato Qiao Shi, ex numero tre.
Il presidente dell’Assemblea Nazionale è stato estromesso dal Comitato centrale del partito senza nessuna spiegazione pubblica ma era da tempo tra gli avversari del segretario. Rinnovato il 60% dei membri del CC. Oggi i nomi dell’Ufficio politico
«La Stampa»
«La Stampa», 19 settembre 1997 [p.14]
Fernando Mezzetti, Chiude il Congresso, Qiao Shi fuori dal Comitato centrale. Jiang Zemin e Li Peng senza rivali. In Cina il primo golpe del dopo-Deng. Silurato il numero tre del partito, un «duo» al potere; Stefano Lepri, «Un abisso tra ricchi e poveri». Comunismo troppo capitalista, dice il FMI
1997-09-13
Unione Europea
Mondrf Les Bains (Lussemburgo): riunione dei ministri finanziari dei Paesi dell’Unione Europea. Si decide di anticipare la fissazione dei tassi di cambio bilaterali tra le valute nazionali e l’Euro. I tassi saranno stabiliti dal Consiglio Europeo nel maggio 1998 insieme all’indicazione dei Paesi ammessi a far parte sin dalla prima fase della moneta unica. La riunione conferma le scadenze dell’unificazione: i tassi entreranno in vigore il 1°gennaio del 1999 contestualmente all’entrata in funzione della Banca Centrale Europea (BCE). L’Euro sarà messo in circolazione a partire dal 1°gennaio del 2002 e entro sei mesi dovrà sostituire le singole monete.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 settembre 1997 [p.13-Economia&Lavoro]
Sergio Sergi, Accordo sull’armonizzazione fiscale. La Germania chiede revisione del contributo. «Paghiamo troppo». UEM, si decideranno a maggio ’98 tassi di cambio e Paesi «promossi». Lussemburgo, i Quindici accelerano sulla strada dell’Euro
«La Stampa»
«La Stampa», 14 settembre 1997 [p.5]
Cesare Martinetti, Per De Silguy è un «segnale forte». Ciampi: abbiamo le stesse possibilità di Francia e Germania. I Quindici accelerano la corsa verso l’Euro. Saranno fissati in primavera i cambi per la moneta unica; La roulette di Maastricht (scheda); Stefano Lepri, Per un marco 990 lire. Otto mesi di tassi stabili prima del gennaio ’99; Emanuele Novazio, Il banchiere di Francoforte. «L’Italia ha fatto progressi. Non indebolirete l’Unione» [intervista a Rolf-Ernst Breuer]; Polemica. Lussemburgo contro l’Aia; e. n., Bonn fa retromarcia sul 3 per cento. Il delfino di Kohl: «Basta avvicinarsi ai criteri»
1997-09-13
Bosnia
Con un anno di ritardo rispetto a quanto definito nell’ accordo di Dayton (stipulato tra il 1 e il 21 novembre del 1995) si svolgono le elezioni comunali. Il voto avviene sotto il controllo delle forze militari della NATO e di 2000 osservatori dell’OCSE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). I risultati segnano una sconfitta della strategia della pulizia etnica in quanto l’89% degli elettori sceglie di votare nei comuni dove risiedeva prima della guerra.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 settembre 1997 [p.7]
Ieri e oggi le prime amministrative del dopo-guerra, oltre due milioni e mezzo di elettori chiamati alle urne. Bosnia al voto senza troppe illusioni. Accordo all’ultimo minuto su Mostar. Compromesso tra musulmani e croati, evitato il boicottaggio nella città contesa. Protestano i serbi di Brcko: «violati gli accordi pre-elettorali con l’OSCE». Qualche incidente, ma non c’è stata nessuna vittima
«La Stampa»
«La Stampa», 15 settembre 1997 [p.10]
Giuseppe Zaccaria, L’89% degli elettori ha spedito la scheda nei Comuni dove risiedevano prima della spartizione etnica. La Bosnia contro Dayton. Il voto ripropone il Paese anteguerra
1997-09-14
Lega Nord: si concludono a Venezia le manifestazioni del movimento indette in occasione del primo anniversario della proclamazione d’indipendenza della Padania avvenuta il 15 settembre del 1996. Bossi, nel suo intervento, dichiara ormai effettiva la secessione della Padania e che inizia per il movimento la fase della cosiddetta «doppia legalità», quella padana e quella italiana). Durissimo nei confronti del Governo e della Chiesa, chiede la liberazione dei responsabili dell’assalto a Piazza San Marco, definiti «patrioti», lancia parole oltraggiose nei confronti della bandiera italiana.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 settembre 1997 [p.4]
Michele Sartori, Senza incidenti la manifestazione che ha scatenato le ire del Carroccio contro il sindaco Cacciari. A Venezia pacifico «no» alla secessione con Rifondazione, centri sociali, Verdi.
Bertinotti parla di crisi: prosciughiamo l’acqua dove nuota la Lega; Michele Ruggero, Violante sul Senatùr: «Se ne parla troppo»; Arbore: Bossi canta con me; Carlo Brambilla, Arrogante discorso durante il viaggio sul Po. Il capo della Lega dà del «provocatore» al ministro dell’Interno. Bossi minaccia scontri di piazza: «Attento Napolitano se succede qualcosa a Venezia ci vendicheremo a Milano». Il leader del Carroccio afferma che se oggi avverranno «provocazioni o fatti» al raduno leghista in Laguna, ci sarà una «reazione» il 20 alla manifestazione dei sindacati. Insulti anche contro Andreatta: «Da domani non gli sarà più concesso di parlare a vanvera...
«l’Unità», 15 settembre 1997 [p.3]
Carlo Brambilla, Venezia, meno presenze di quelle che prevedevano gli organizzatori per lo «storico» parto della «repubblica». I leghisti mancano l’appuntamento. Bossi proclama: con Roma è scontro
Napolitano: niente incidenti, ridicole le insinuazioni del Carroccio; Michele Sartori, Molte imposte chiuse, il centro al lavoro come al solito, qualche striscione: «Secessione? Grazie no». Venezia assiste con distacco al raduno del Senatùr. Nel palazzo del «Governo padano» spunta il Tricolore.
Mentre sul palco il poeta Archimede Bontempi recita la sua ultima lirica «Padania» («tra le camicie verdi riconosco volti vissuti di guerrieri celti...»), il movimento studentesco «Giovani Leoni» distribuisce il suo programma: «cessi il valore legale del titolo di studio»; Jenner Meletti, Con le camicie verdi sul treno che da Padova corre verso Venezia. «Il nostro ultimo giorno da italiani? Sì, però...». Giuseppe: i nostri vecchi sono stati umiliati, è un grande giorno anche per loro. Paolo: vogliamo risposte, così non può andare; D’Alema «Fermezza contro la Lega»; Fini «Il Senatùr? Da internare»; Violante «L’organismo di un partito»; D’Antoni «Forte risposta sindacale»
«La Stampa»
«La Stampa», 14 settembre 1997 [p.7]
Guido Tiberga, Poca gente ai comizi di ieri, oggi il gran finale con il «giuramento» della Repubblica padana a Venezia. «Da lunedì basta tasse a Roma». Bossi alza il tiro, ma la festa è un fallimento; (Adnkronos), Violante «Troppo spazio alla Lega»; Così l’«assalto» leghista a Venezia (scheda); Questo il giuramento padano (testo); Giovanni Cerruti, In piazza contro la secessione. Bertinotti, l’anti-Senatùr. Con il solito motto: crisi con questo welfare
«La Stampa», 15 settembre 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo: In 15 mila a Venezia per il rito leghista. Maccanico contestato al raduno degli esuli istriani. Bossi: via dall’Italia, ora siamo padani. Il caso Previti riaccende la guerra Polo-Ulivo;
pp.1-2- Edmondo Berselli, I numeri e le parole;
p.2- Filippo Ceccarelli, Bossi, da Senatùr a «consacretor»;
p.3- Il segretario battezza la Repubblica Federale del Nord, ma gli altri padani lo isolano. Bossi: da oggi doppia nazionalità. Venezia in 15 mila giurano fedeltà alla Padania; Feste padane a confronto (scheda); ale. mon. Fini attacca. «Siamo alla camicia di forza»; Fabio Poletti, I riti leghisti. Tutte le liturgie del Carroccio. Cantando Và pensiero fra i turisti giapponesi
1997-09-14
Giuliano Ferrara lascia la direzione del settimanale «Panorama» che aveva assunto da un anno.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 settembre 1997 [p.2]
Ugo Magri, Dopo un anno ritorna a dirigere «Il Foglio» a tempo pieno: «Ormai non riesco più a dividermi in due». Ferrara, addio a «Panorama». E spiega: era previsto, nessuna polemica; m. g. b., Rinaldi («L’Espresso) «È sempre stato un politico»; Le copertine choc (scheda); Maria Grazia Bruzzone, Graffiante con Mondadori. Feltri: un gran direttore. «Ha restituito verve al settimanale» [intervista a Vittorio Feltri]
1997-09-18
Camera dei deputati: l’Assemblea approva, con il voto contrario della sola Rifondazione Comunista, la proposta della Giunta delle autorizzazioni a procedere di rinviare gli Atti relativi all’arresto del deputato Cesare Previti al gip milanese.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 18 settembre 1997 [p.5]
m.g. b. (Maria Grazia Bruzzone), Tutti d’accordo tranne Rifondazione. Si asterrà la Lega: «Faccende italiane, non interferiamo». Previti, oggi la Camera vota il rinvio. Mussi se lo chiede il gip, il PDS approva l’arresto; Giovanni Bianconi, Il racconto del magistrato. «Così fui estromesso dal processo». IMI-SIR, parla il «presidente mancato»; gio. bia., Squillante- Berlinguer. Il giudice al telefono cerca notizie sul Pool
1997-09-22
Camera dei deputati: inizia la discussione della Delega al Governo per l’introduzione dell’Euro.
1997-09-26
Caltanisetta: si conclude il processo di primo grado per la strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morbillo e tre agenti di scorta.
1997-09-28
È presentata la legge finanziaria
1997-09-30
Rifondazione comunista apre la crisi sulla finanziaria 1998
- Rifondazione comunista apre la crisi sulla finanziaria 1998
1997-09-30
30 settembre - L’Assemblea dei deputati e senatori dei gruppi di Rifondazione comunista approva un documento in cui si afferma che dopo il risanamento economico operato dal Governo nel 1996 con il consenso del PRC sarebbe stata auspicabile una svolta della politica economica in chiave riformatrice, ma non si è voluto nessun compromesso tra il programma dell'Ulivo e quello di Rifondazione. Un giudizio dal quale si fa derivare che il gruppo parlamentare voterà contro la finanziaria per il 1998.
1° ottobre - si svolge il vertice dei quattro partiti del Centro destra per valutare la situazione politica. Il Presidente del Consiglio si reca al Quirinale per un colloquio con il Presidente della Repubblica. Intervenendo alla Camera sull' ordine dei lavori Berlusconi chiede, a nome dei gruppi del Polo, che il Presidente del Consiglio riferisca in Parlamento sulla situazione determinatasi a causa della decisione dei gruppi parlamentari di Rifondazione comunista di votare contro i documenti di bilancio. Il ministro per i rapporti con il Parlamento Bogi, replicando a nome del Governo, conviene sulla necessità di procedere ad un confronto parlamentare tra le componenti della maggioranza per verificare l'esistenza dei presupposti per la continuazione del lavoro del Governo. La Conferenza dei capigruppo della Camera fissa al 7 ottobre la seduta per lo svolgimento delle comunicazioni del Presidente del Consiglio.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 1° ottobre 1997 [pp.2-3]
p.2- Pasquale Cascella, Il presidente del Consiglio chiede un chiarimento definitivo al leader di Rifondazione. Prodi avverte Bertinotti: «Non ci sto con questo gioco al massacro». Il premier: con la crisi si va ad elezioni, ma senza accordi con RC; Così il voto del 21 aprile (grafici); Marcella Ciarnelli, Le previsioni dei responsabili di Abacus e Directa. «Il Polo è in grande difficoltà». E se si vota? I sondaggi premiano l’Ulivo. Gli esperti: RC rischia di pagare la rottura. Calò: «Centro-sinistra e PRC attualmente in crescita, ma se Bertinotti fa cadere il governo potrebbe perdere il suo vantaggio». Pagnoncelli: «Il voto neocomunista è spaccato tra chi vuole l’unità e chi l’opposizione»; Vincenzo Vasile, A Mestre il presidente indica i rischi della crisi di governo citando i passi verso l’Euro e le intese in Bicamerale. Scalfaro: «Non sciupiamo i grandi risultati ottenuti». Diecimila persone in piazza applaudono i richiami all’unità d’Italia. Gelida battuta a Galan: «Sono stato disubbidiente...»;
p.3- Rosanna Lampugnani, Riunione fino a tarda notte dei gruppi parlamentari di RC. Ersilia Salvato: «È sbagliato fare la crisi». Rifondazione insiste per la rottura. «La Finanziaria non è emendabile»
Cossutta: il Governo prenda atto che non ha più la maggioranza; Minniti: la Finanziaria si può migliorare. Zani: l’elettorato di Rifondazione non vuole la rottura. La Quercia cerca margini d’accordo ma si prepara al voto. Salvi: «Situazione molto difficile, spero che non precipiti». Per i dirigenti del Pds o si sanziona pubblicamente una ritrovata armonia nella maggioranza, o si va ad una crisi alla luce del sole, nelle aule parlamentari, e quindi alle elezioni anticipate. In tal caso: niente patti di desistenza con Rifondazione e alleanze con i «dipietristi»; Paola Sacchi, Dagli scongiuri di Ciampi all’insolita prudenza del centro-destra. E il Polo non gioca la carta della sfiducia. Fini: «Dobbiamo stanare la maggioranza». Casini: «Non credo proprio che si andrà alle elezioni». Il «valzer» delle telefonate
«l’Unità», 2 ottobre 1997 [pp.2-3]
p.2- Roberto Roscani, Giornata di consultazioni del presidente del Consiglio che conferma: non governo con altre maggioranze. Prodi: «La crisi più pazza del mondo. Dialogo sì, ma difendo la Finanziaria». Il premier sale al Quirinale. Martedì si presenterà alla Camera; Vincenzo Vasile, La visita in Carnia. Scalfaro condivide critiche ai guastatori; P. C. (Pasquale Cascella), Una convulsa serie di incontri alla ricerca di spiragli per trovare un accordo con Rifondazione. La macchina delle trattative cammina al rallentatore ma l’Ulivo è unito: se si rompe si andrà alle elezioni. Da D’Alema a Prodi, da Marini ai Verdi una convergenza di fondo. Manconi: il pericolo di un voto anticipato può indurre Bertinotti a una correzione di rotta. Ipotesi sulla carta: l’appoggio del Polo alla Finanziaria senza contropartite o un «governo del presidente»; Roberto Carollo, Il sindaco di Venezia: un regalo a chi punta allo sfascio, alla Lega nell’angolo. Cacciari: «Fausto, giocare alla crisi è un delirio»
«Prima si sconfiggono i Galli, poi si fa la guerra civile...». Più consensi a Rifondazione? «Non vedo tumulti contro la Finanziaria [intervista a Massimo Cacciari];
p.3- Vittorio Ragone, Appello di Botteghe Oscure a Rifondazione: una «offensiva di pace» caldeggiata anche dal Quirinale. D’Alema: «Faremo tutto il possibile per evitare la crisi, ma no ai pasticci». Diplomazie al lavoro per un incontro tra il leader PDS e Bertinotti; Marco Ferrari, Bindi: «PRC? Non hanno neanche letto la Finanziaria»; Bruno Miserendino, Il dirigente PDS: riannodare il dialogo con Rifondazione. Folena: «Torniamo a discutere, la Finanziaria si può modificare anche in modo consistente». «Ripartiamo dai contenuti. Bisogna far di tutto per evitare il rischio di una crisi pericolosissima». Deficit di confronto? «Se c’è stato troviamo il modo di superarlo, la sopravvivenza del PRC è fuori discussione» [intervista a Pietro Folena]; Paola Sacchi, Il leader di AN: così si rischia di uccidere il bipolarismo, la Bicamerale dovrà lavorare anche in caso di crisi. Fini: «Voto anticipato? Un evento traumatico». Berlusconi: «In un paese normale Prodi si sarebbe dimesso...». Il Polo tra attendismo e preoccupazione. Colletti: «Noi che stiamo a fare?»; La mobilitazione del «popolo dei fax». Dalla casalinga al medico: «Fausto, devi ripensarci»
«l’Unità», 2 ottobre 1997 [p.4]
Rosanna Lampugnani, Bocciata dall’assemblea dei gruppi una proposta di Pisapia che chiedeva modifiche alla Finanziaria. Rifondazione chiude alle mediazioni. «Non rinunciamo a essere antagonisti». No al tetto delle 39 ore di lavoro. «Gli iscritti sono con noi»; L’allenatore Ulivieri: «Fausto socio del Cavaliere?»; Sergio Sergi, Da Bruxelles il segretario di RC non lascia spazi al dialogo. Bertinotti: «La Finanziaria? Come un lager. E il PDS sta andando ben oltre la Bolognina». «Se si vuole riaprire la trattativa si tolga di mezzo la legge di bilancio». «La responsabilità primaria è del Governo che non ha voluto imboccare una strada riformatrice ma anche della svolta moderata della Quercia» [intervista a Fausto Bertinotti]; Carlo Brambilla, Il vice di Bossi: «Ma è solo un bluff»
Maroni: «Elezioni? Magari...». «Bertinotti sta solo cercando di riconquistare gli spazi occupati dai sindacati [intervista a Roberto Maroni]; L’ex pm: «Rifondazione irresponsabile, la crisi danneggia soprattutto i lavoratori». Di Pietro: con l’Ulivo senza desistenze. I cosiddetti «dipietristi» annunciano che la formazione nascerà in tempo per l’eventuale voto anticipato
«l’Unità», 2 ottobre 1997 [p.5]
Roberto Giovannini, Il ministro del Tesoro disegna scenari cupi nel caso in cui l’Italia fallisse l’aggancio all’Euro. «Possiamo precipitare indietro». Monito di Ciampi in Parlamento. La Finanziaria presentata in Senato. «Bisogna completare il risanamento per non compromettere anni di sacrifici». L’appello del ministro applaudito anche dai parlamentari del Polo; Raul Wittenberg, Chi rompe si prende grandi responsabilità». Cofferati: «La crisi un atto gravissimo». Stato sociale, sospesa
la trattativa; Antonio Pollio Salimbeni, L’indice Mibtel perde quasi il 3%. Bankitalia preoccupata, Fazio a Palazzo Chigi. Il «ciclone Bertinotti» travolge la Borsa. In un giorno polverizzati 17mila miliardi. E dalla Germania: «Non fate pazzie, siate responsabili»; Gli stipendi pubblici tirano la volata. Ad agosto i salari ancora in crescita. In un anno +4,6%; Walter Dondi, Guidalberto Guidi, consigliere del Centro studi di Confindustria. «Senza un vero accordo, meglio andare a votare».
«Guardando al futuro dico: arriviamo allo show down, alla resa dei conti. L’Italia è molto più matura di quello che si creda» [intervista a Guidalberto Guidi]
«l’Unità», 3 ottobre 1997 [pp.2-3]
p.2- P. C. (Pasquale Cascella), Respinte tutte le aperture del PDS e dell’Ulivo. Veltroni: la verifica deve essere seria, no ai rattoppi. Bertinotti resta ancora in trincea. «Non rispondo ai segnali di fumo». Mussi: Rifondazione al Governo. No di Diliberto, Nesi possibilista; Vi. Va. (Vincenzo Vasile), Fazio dal Presidente. Economia, effetto crisi preoccupa Scalfaro; Roberto Roscani, Cronaca altalenante tra aperture di dialogo e irrigidimenti improvvisi. Dall’ottimismo del mattino alle chiusure della sera
Per la crisi un giorno di navigazione al buio. Nessun incontro a due D’Alema-Bertinotti in vista, e l’ipotesi di un vertice dei leader della maggioranza si concretizzerà solo se c’è qualche possibilità di successo. Qualche mugugno nel PPI ma Marini replica: «Dobbiamo cercare un accordo, se non c’è si va al voto»; Raffaele Capitani, Dal minisondaggio quasi un plebiscito contro la rottura della maggioranza. L’Italia al telefono non vuole né crisi né elezioni. Anche gli elettori del centro-destra invitano Bertinotti a un ripensamento: «Altrimenti buttiamo amare tutti i miliardi per l’Europa»;
p.3- Gianni Marsilli, Il presidente del Consiglio a Chambery per il vertice con Chirac e il premier socialista Jospin. Prodi: «Senza questa maggioranza non si va da nessuna parte». Un’iniziativa italo-francese su occupazione e orario di lavoro; «Killer di Cossutta». RC insulta l’Unità. Caldarola: sono alterati; «Financial»: sgambetto di Rifondazione; Paola Sacchi, Conferenza stampa del centrodestra che presenta il candidato a Palermo: Miccichè di Forza Italia. «Non faremo da stampella al Governo, pronti al voto». Il Polo serra le file ma teme la crisi e le elezioni anticipate. Berlusconi e Fini: aspettiamo ciò che dirà martedì il presidente del Consiglio. Il Cavaliere: «Se si ricompattano l’Italia perderà la faccia per un ulteriore sbilanciamento a sinistra». Casini: D’Alema non vuole larghe intese. Colletti: meglio stare fermi, così non ci sbagliamo; Vito Faenza, Il sindaco di Napoli annuncia la sua ricandidatura e parla dei rischi di crisi. Bassolino: se fossi Prodi mi appellerei ai deputati
«Bisogna lavorare per ricucire lo strappo. È stato fatto un grande cammino in questi anni e non possiamo fallire a un passo dall’Europa
«l’Unità», 3 ottobre 1997 [p.4]
Roberto Giovannini, I tecnici dell’Ulivo all’opera. Prodi e Ciampi perplessi: ma comunque la Finanziaria non sarà riscritta. Pensioni, 35 ore, piano lavoro, IRI. Poker di offerte per Rifondazione
Tra le proposte anche la rinuncia a «quota 90» sulle pensioni di anzianità. In cambio, un’accelerazione della riforma Dini. Torna in scena il contributo di solidarietà. Il nodo dei tassi: un rialzo costerebbe più di un indebolimento della manovra; Sergio Sergi, UE preoccupata. De Silguy
«La crisi? Non ci posso credere»; Michele Urbano, Cipolletta: «Bertinotti vuole ricalcare le orme della vecchia Democrazia cristiana». Cofferati e Confindustria concordi. «Se il governo cade meglio votare subito». Gli imprenditori: no alla riduzione dell’orario di lavoro; L’orario di lavoro nella UE (Tabella); Mibtel in altalena (-0,56%) tra aperture e irrigidimenti politici. Nesi: «La Borsa crolla? Chi se ne frega». Visco: attenti a non sprecare tutto
«Il Foglio»
«Il Foglio», 1° ottobre 1997 [p.3]
La guerra PDS-PRC tra minacce di crisi e di voto anticipato
«Il Foglio», 2 ottobre 1997 [p.1-p.3]
p.1- La partita di D’Alema. Dietro la crisi sulla Finanziaria, lo scontro vero è sul bipolarismo. Da Scalfaro a Cossutta molti cercano di annacquare i risultati della Bicamerale. L’asse PDS- Prodi. I lavoratori con Cofferati;
p.3-Editoriali, Subito un Governo oppure il voto
«Il Foglio», 3 ottobre 1997 [p.1-p.3]
p.1- Opposizione in surplace. Il Polo assiste alla crisi del Governo (e anche di quella del bipolarismo?). Rifondazione pone la questione del proporzionalismo. La sponda degli ex DC e le incertezze tra AN e FI. Le procure incombono;
p.3- Nel day after di Rifondazione si parla di entrata al Governo; Editoriali, Crisi per errore
1997-10-02
CGIL Direttivo
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 ottobre 1997 [p.17]
Raul Wittenberg, Nel Comitato direttivo della Confederazione solo il 5% dei consensi al segretario della FIOM, Sabattini. Cofferati alla fine convince la CGIL. «Ma il governo non ci chieda altro»
Superate le perplessità dei rappresentanti delle aree industriali più forti. Agostinelli (Lombardia): «Il documento conclusivo l’ho votato perché spostava le posizioni della relazione». Ma c’è chi protesta: «È sempre il solito teatrino»; Il cuore politico del documento approvato dal Direttivo CGIL. Pensioni, rallentare l’anzianità salvo il lavoro operaio e manuale. Riconosciuto lo scostamento tra crescita della spesa pensionistica rispetto al PIL. Non si esclude il contributo di solidarietà da parte dei baby-pensionati
1997-10-03
Il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Affari esteri Lamberto Dini incontrano a Napoli il presidente della Repubblica francese Jacques Chirac per discutere dell’eventuale rientro della lira nel SME e dell'Euro.
1997-10-06
Prodi in Parlamento
- Prodi in Parlamento
1997-10-06
Il 6 ottobre 1997 Prodi incontra la delegazione di Rifondazione comunista nel tentativo di trovare un accordo sulle modifiche da apportare alla manovra finanziaria. Le contro proposte del Governo vengono giudicate inadeguate.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 6 ottobre 1997 [pp.1-3-p.12]
p.1-Titolo: Violante accusa la Lega: non solo predica la secessione, fa propaganda razzista. Accordo o crisi, oggi si decide. Prodi-Bertinotti, notte di trattative al telefono;
p.1-p.12- Editoriale, Luciano Gallino, I limiti per l’intesa possibile;
pp.1-2- Mario Deaglio, I fatti e gli slogan;
p.2- Ugo Bertone, Tra una sgambata e la messa, il presidente a Bologna «scalda i muscoli» in attesa del summit. Prodi in bici: pedalando vado forte. Ma confessa: «Questa non sarà una giornata normale»; Filippo Ceccarelli, Il «signor Nessuno» dalla DC al Cavaliere; ant. ram. (Antonella Rampini), La critica di Manconi. «Pensioni, niente stop a chi lavora da giovane» [intervista a Luigi Manconi];
p.3- Maria Grazia Bruzzone, La trattativa potrebbe durare alcuni giorni mentre la Finanziaria viene discussa in Parlamento. Oggi il vertice, accordo o elezioni. Il Governo tende la mano, Rifondazione rincara; Oggi in campo. Le ragioni di Prodi. Le ragioni di Bertinotti; Maria Teresa Meli, Una vigilia movimentata. Pensioni e orario, posizioni più vicine. Domenica calda per D’Alema e Bertinotti al telefono; Pierluigi Battista, Una settimana fa era solo un demagogo, adesso il Governo tratta sull’«utopia». La rivincita del compagno Fausto
«La Stampa», 7 ottobre 1997 [pp.1-3-p.5-p.8]
p.1- Titolo: «Dal Governo risposte del tutto inadeguate, ma c’è tempo ancora oggi». Prodi: «Ho fatto proposte nuove». Bertinotti insoddisfatto, ma non rompe. Altolà di Scalfaro: elezioni? Non basta che lo dica l’Ulivo;
p.1-p.8- Editoriale, Gad Lerner, Incompatibili e indispensabili l’uno all’altro;
p.1-p.3- Augusto Minzolini, La ragnatela del Colle;
p.2- Maurizio Tropeano, Da Torino «messaggio» del presidente: l’incontro di Palazzo Chigi è un fatto estremamente positivo. «Elezioni? Non basta che le chieda l’Ulivo». Scalfaro: sciolgo il Parlamento solo se non può più lavorare; PDS e AN in minoranza. E la Lega vuole che l’aula voti dopo l’intervento del premier; Ugo Bertone, «Comunque vada, la maggioranza è morta». Berlusconi: se cede ai comunisti, Prodi perde la faccia;
p.3- Fabio Martini, Dopo 5 ore Governo e Rifondazione non raggiungono un’intesa: oggi alle 15,15 (e in TV) il dibattito in aula. «Inadeguate le proposte del Governo». Ma Bertinotti rinvia a oggi la decisione sulla crisi; L’altalena della crisi. Ieri. Oggi (crono); Guido Tiberga, Anche la San Vincenzo scrive al «ribelle»: la crisi sarebbe un disastro per quelli che dici di voler proteggere. «Caro Fausto, pensa ai poveri»;
p.5- r. e. s., Ma la lira resta stabile sul marco (e guadagna sul dollaro). Resistono anche i titoli di Stato. La Borsa in balia dei no di Bertinotti. Piazza Affari teme la crisi, l’indice perde mezzo punto; Maria Teresa Meli, Le ore più difficili. «Inusitata la grinta del premier». Ma Fausto non dispera: ci sono dei margini; ant. ram. (Antonella Rampini), Nesi: vertice di approfondimento. «D’Alema è il convitato di pietra della trattativa» [intervista a Nerio Nesi]
«La Stampa», 7 ottobre 1997 [p.6]
Roberto Ippolito, Le imprese alzano le barricate e Dini si schiera con loro: «Non si può intervenire per legge». «Le 35 ore sono una follia». Fossa suona la carica contro la riduzione; a. z., L’industria e la crisi. Monti: non frenate le riforme. «In Italia servono più flessibilità e trasparenza»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 7 ottobre 1997 [p.1-p.3]
p.1- Lo strappo con l’Ulivo. L’arte di farsi una ragione del siluro di Bertinotti. Marini ha due parole sole: a D’Alema dice sì al voto, ai popolari invece…;
p.3- Editoriali, La situazione è grave
7 ottobre 1997- Camera dei deputati: Prodi riferisce sulla situazione politica chiedendo alle forze di maggioranza di concorrere unitariamente all’approvazione della legge Finanziaria 1998. Il segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti nel suo intervento chiede cambiamenti di fondo della legge finanziaria che nella sua attuale formulazione considera non accettabile. Il Presidente del Consiglio comunica all'Assemblea che si recherà l'indomani, dopo aver partecipato al dibattito già programmato al Senato, al Quirinale per riferire al Capo dello Stato per poi tornare alla Camera per concludere il dibattito. Vittorio Sgarbi presenta una risoluzione che approva le comunicazioni del Presidente del Consiglio.
XIII Legislatura Camera dei deputati seduta del 7 ottobre 1997
Seduta n. 253 - 7 ottobre 1997 [video della seduta]
Comunicazioni del Governo e discussione
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 ottobre 1997 [pp.1-3-p.5-p.14]
p.1-Titolo: Salta fra le polemiche il voto alla Camera. Oggi il dibattito al Senato, poi il premier da Scalfaro. Domani la replica. Crisi di Governo congelata, il Polo insorge. Prodi ha 48 ore per rispondere all’ultimatum di Bertinotti;
p.1-p.14- Editoriale, Luigi La Spina, L’eterno paradosso italiano;
p.1-p.3- Gad Lerner, Il fattore Cofferati;
p.1-p.5- Augusto Minzolini, Le urne e i pasticci;
p.2- Alberto Rapisarda, Il dibattito alla Camera, Bertinotti non cede: «Non votiamo la Finanziaria». Prodi, 48 ore per evitare la crisi. Oggi il premier va da Scalfaro, domani il voto; L’altalena della crisi (crono); Paolo Guzzanti, Il duello. Lo scontro a sinistra. Cronaca di un dialogo tra sordi. Non c’è lite, ma la frattura è definitiva; L’intervento del premier a Montecitorio;
p.3- Titolo: Il Polo insorge contro lo slittamento proposto da Violante e minaccia l’Aventino; L’altalena della crisi (crono); Massimo Gramellini, La RAI, dopo una diretta non-stop, spegne la replica del premier. Il dibattito? Un talk show;
p.5- Maria Teresa Meli, Frenetico dibattito interno al partito di Bertinotti: «Prodi ha detto anche qualcosa di buono». Rifondazione prima accelera, poi frena. Alla fine torna la voglia di trattare;
«Il Foglio»
«Il Foglio», 8 ottobre 1997 [p.1-p.3]
p.1- Italia cubana. Cosa succede se almeno qualche richiesta di PRC diventa realtà. Il rilancio dell’IRI, 35 ore pagate 40, la difesa della pensione a 50 anni, l’aumento dell’oppressione fiscale. La crisi della maggioranza;
p.3- Editoriali, Elezioni o grande coalizione; Editoriali, L’eurorivincita sindacale; A Rifondazione resta solo la sponda di Scalfaro ma non basta; Etat-providence, altro che lo Stato sociale italiano. Da noi c’è il diritto alla pensione a Cinquanta anni, in Europa si punta su famiglia e salario minimo
8 ottobre 1997: Senato della Repubblica: comunicazioni di Prodi al termine delle quali il Presidente del Senato rinvia il dibattito alla seduta pomeridiana del giorno successivo. Il Presidente del Consiglio si reca al Quirinale per riferire al Capo dello Stato.
9 ottobre 1997: Il Presidente del Consiglio torna alla Camera per la replica a conclusione del dibattito sulle proprie comunicazioni e per illustrare le proposte correttive della manovra finanziaria elaborate dal Governo per superare il dissenso di Rifondazione comunista. In conclusione annuncia che il voto sulle risoluzioni presentate sarà interpretato dal Governo come un voto di fiducia e «in caso di voto contrario, il Governo trarrà immediatamente le proprie conclusioni». Si passa alle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni Sgarbi e Mussi, entrambe approvano le comunicazioni del Governo. Oliviero Diliberto, presidente del gruppo di Rifondazione, annuncia il voto contrario. Le risoluzioni non vengono poste in votazione. Romano Prodi comunica che avendo Rifondazione con la presentazione della sua risoluzione formalizzato il suo ritiro dalla maggioranza si recherà dal capo dello Stato per rassegnare le dimissioni. Quindi il presidente del Consiglio si reca al Quirinale. Il capo dello Stato si riserva di decidere e invita Prodi a rimanere in carica per gli affari correnti. Alla ripresa della seduta il presidente della Camera legge la lettera di dimissioni di Prodi e convoca la Camera a domicilio, analoga comunicazione viene data al Senato.
XIII Legislatura Senato della Repubblica sedute dell’8 e 9 ottobre 1997
Seduta antimeridiana n. 251 - 8 ottobre 1997
Comunicazioni del Governo, discussione
Seduta pomeridiana n. 254 - 9 ottobre 1997
Governo: annuncio di dimissioni
XIII Legislatura Camera dei deputati seduta del 9 ottobre 1997
Seduta n. 254 - 9 ottobre 1997 [video della seduta]
Comunicazioni del Governo seguito della discussione
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 9 ottobre 1997 [pp.1-7]
p.1- Titolo: Romiti: con Rifondazione non fare pastrocchi. Greenspan (FED) gela i mercati: «Wall Street è gonfiata». Prodi in bilico, Bertinotti attacca Cofferati. Pensioni, ticket e occupazione: oggi accordo o crisi;
p.1-p.7- Editoriale, Sergio Romano, Le fragili regole del gioco;
p.1-p.6- Massimo Giannini, La posta è la CGIL;
p.2- Alberto Rapisarda, Il PDS: «L’accordo bisogna cercarlo senza umiliare nessuno, né i sindacati né Ciampi». Ore 12: la sfida arriva all’ultimo atto. Ma se la maggioranza chiede la fiducia si vota domani; «Il solito inciucio». Offensiva del Polo. «Intesa di facciata»; Augusto Minzolini, La strategia del leader PDS. La promessa di D’Alema «Io non tradirò il sindacato»; r.int., Andreotti «Romano vada avanti»;
p.3-Maria Teresa Meli, Il leader neocomunista mette in difficoltà Cofferati e lancia un referendum tra gli iscritti al PRC. Pensioni, Bertinotti attacca il sindacato. «Alla fine dovranno riconoscere di aver sbagliato»; L’altalena della crisi (crono); r.i., Agnelli «Prodi merita fiducia»; Fabio Martini, Lo scontro a sinistra. Cofferati difende la CGIL «Da Fausto solo volgarità»; Filippo Ceccarelli, L’arte della politica tra «spiragli» e «inciuci». Il pasticcio è servito;
p.4- Stefano Lepri, Sul tavolo anche l’ipotesi di escludere gli operai dai tagli. Orario, 35 ore entro il 2002. Ticket, pensioni, lavoro, ultime offerte. Ma Ciampi dice no alla retromarcia sull’anzianità; Pino Corrias, Cosa pensano le tute blu. «Niente crisi, né elezioni». «Qui finisce che paghiamo sempre noi»; f. a., I sindaci «Votare un danno gravissimo»; Pierluigi Battista, Fausto e la gran ribellione al «pensiero unico» liberista. Chi si rivede, lo statalismo;
p.5- r. mas., Gli industriali dicono no a una «disastrosa» trattativa al ribasso: «Ma niente elezioni». Romiti: Finanziaria senza «pastrocchi». «Subito un chiarimento con Bertinotti»; Cesare Martinetti, Verso l’Euro. Parla l’ex presidente. «Crisi? Non ne vale la pena». Delors: attenti a non giocarvi l’Europa
«La Stampa», 10 ottobre 1997 [pp.1-3-pp.5-8]
p.1-Titolo: Rifondazione affonda l’esecutivo e spacca la sinistra. Preoccupazioni nell’UE. Ulivo e sindacati in piazza. Prodi si è dimesso, paura sui mercati. Scalfaro verifica: o «Governo per l’Europa» o elezioni;
p.1-p.8- Editoriale, Barbara Spinelli, Dopo il naufragio;
pp.1-2- Augusto Minzolini, Ora spunta Napolitano;
p.1-p.5- Guido Tiberga, Intervista a Bobbio. «Che regalo alla destra»;
p.2- Alberto Rapisarda, A mezzogiorno un discorso conciliante, tre ore dopo la doccia fredda: si esaurisce così dopo 514 giorni la prima esperienza di governo della sinistra. Bertinotti dice no, Prodi si dimette. E oggi Scalfaro comincia le consultazioni; L’ultimo intervento del premier. Pensioni e sanità: ecco le offerte del centrosinistra che non hanno evitato la crisi con i neocomunisti;
p.3- Le consultazioni al Quirinale (crono); Chi dopo il professore?; La risoluzione di Rifondazione contro il Governo Prodi; L’altalena della crisi (crono); Paolo Guzzanti, Il giorno più lungo del professore. Al premier anche gli applausi del Polo. «Non sono pronto per altre maggioranze»; Filippo Ceccarelli, E in Parlamento dicono: chi se ne va bene, è già tornato. Romano? Cade in piedi;
p.5- Fabio Martini, Ministri e deputati che piangono, scambi di accuse. D’Alema: oggi è un giorno di dolore. In diretta TV lo strappo della sinistra. Veltroni: è una frattura storica, sarà difficile sanarla;
p.6- Raffaello Masci, «Se però non trionfa il buonsenso, andiamo alle urne. Posso garantire sull’unità del Polo». Berlusconi: facciamo una grande coalizione. «Ma deve essere a tempo determinato e su punti chiarissimi»; (Ansa), Bossi. «Noi, ago della bilancia»;
p.7- Maria Teresa Meli, Nesi: non ho condiviso nulla del discorso di Diliberto. Salvato: deficit di democrazia interna. Rifondazione sull’orlo di una crisi di nervi. Bertinotti: dal Governo solo parole. Ma c’è chi vuole ricucire; (Agi), «Sacrifici? Fateli prima voi». Diliberto al Governo: qualcuno di voi guadagna 40 milioni al mese; Giovanni Cerruti, Nel paese del leader. «Bravo Fausto, solo tu parli ancora di operai»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 9 ottobre 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata. Proseguono le trattative per evitare la crisi; Il martirio di Cofferati. Quella mediazione con i neocomunisti che può scassare il sindacato. Se sulle pensioni a 50 anni il Governo darà al PRC più che a CGIL, CISL e UIL ci sarà una crisi di rappresentanza. Così Lama egli anni 70; Contrordine compagni. In Europa i lavoratori si accorgono che l’orario ridotto non funziona. In Germania l’IG Metall, portabandiera storico delle 35 ore, fa marcia indietro. E a Bruxelles si pensa alla flessibilità. La Francia va alla trattativa;
p.3- Un PPI schizofrenico tra diritti e Di Pietro, moderati e PRC
«Il Foglio», 10 ottobre 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata. Romano Prodi ha rassegnato le dimissioni; L’incertezza di D’Alema. Lo scontro sugli esiti della crisi si gioca innanzitutto nel PDS. Ministerialisti, scalfariani, amici di PRC. Più di una corrente nel partito cerniera della maggioranza sconfitta. Un calendario contro il voto;
p.3- Editoriali, Il voto subito o governissimo; Con Prodi va in crisi anche il metodo della concertazione
1997-10-10
Le consultazioni del presidente della Repubblica
- Le consultazioni del presidente della Repubblica
1997-10-10
10 ottobre 1997, Il Capo dello Stato inizia le consultazioni ricevendo al Quirinale i Presidenti della Camera. Luciano Violante e del Senato, Nicola Mancino.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 1997 [pp.2-4]
p.2- Marcella Ciarnelli, Cossutta: pronti a entrare nell’esecutivo, poi rettifica. Il PDS per una manifestazione nazionale pro Governo. Bertinotti il giorno dopo la crisi: «Governo di programma con l’Ulivo». Prodi: «Ho detto tutto in Parlamento, sono loro che hanno rotto»; Angelo Faccinetto, «Riaprire il dialogo». Minoranza. CGIL contro la scissione; Ro. La. (Rosanna Lampugnani), Parlato: «Compagni di RC, questa nuova apertura non dev’essere un bluff» [intervista a Valentino Parlato]; Rosanna Lampugnani, La carta del Governo di programma era già pronta dalla vigilia della rottura.
Rifondazione tenta di uscire dall’isolamento e spera nella sponda del Quirinale. La decisione di Bertinotti viene apprezzata da Nesi e Vendola, mentre Ersilia Salvato si mostra perplessa: se
è una soluzione pasticciata, meglio le elezioni. Rizzo: «Sulla finanziaria ora bisogna discutere sul serio...»; Stefano Bocconetti, Internet, la discussione sulla crisi nell’area telematica dedicata a Rifondazione. Un modem per «incalzare» Fausto. «Evitiamo il suicidio politico». «Non so chi abbia ragione, non mi va di parlare: ho solo tanta amarezza»
p.3- Vittorio Ragone, Il leader del PDS: «Non gridiamo al voto, al voto, come fece Berlusconi, ma non ci sono facili alternative». D’Alema: «Il Polo ha giocato alla crisi ora non vedo coalizioni per l’Europa». «Ricontrattare la Finanziaria non ci fa guadagnare tempo» [intervista a Massimo D’Alema]; Raffaele Capitani, È stata la serata dell’«orgoglio ulivista»: rabbia sì, ma tanta voglia di continuare. Bologna, 50mila in piazza con Prodi e Veltroni. La nuova sortita di Bertinotti suscita sorpresa e qualche diffidenza, ma c’è chi spera in un ripensamento. «Fausto, ora solo Dio può salvarti»
p.4- Vincenzo Vasile, Il capo dello Stato dà l’avvio alle consultazioni dopo una manifestazione nel Casertano. Scalfaro: «Deciderò sotto la dettatura del Parlamento». Consultati Mancino e Violante, oggi Bertinotti; Pasquale Cascella, L’inciucio non c’è e Bertinotti resta con la palla al piede della mozione contro; Umberto Eco. Con la crisi tutti più poveri; Paola Sacchi, Il Cavaliere insiste sulle larghe intese, AN sembra puntare ad un governo tecnico che prepari le elezioni. Il Polo innervosito dal «ripensamento» di Rifondazione. Berlusconi: «Un paese di giullari premiati con il Nobel». Il leader di FI giudica «una pagliacciata» la proposta di Bertinotti. Ma alla domanda se si candiderà a Palazzo Chigi risponde: «Vedremo». Fini continua a tacere ma sarebbe convinto che senza una scelta del PDS è impraticabile qualsiasi soluzione diversa dal voto anticipato; Roberto Carollo, Salvi: conseguenze sulle amministrative. Cacciari: non fracassino gli enti locali. Ulivo-PRC, a Roma vacilla l’alleanza pro Rutelli. Viaggio tra i comuni che vanno al voto: a Genova l’intesa si è rotta; a Palermo e Catania si tratta; a Venezia e Napoli gli accordi tengono
11 ottobre 1997 Proseguono le consultazioni: vengono ricevute al Quirinale le rappresentanze del Gruppo misto del Senato e della Camera, della Sudtiroler Volkspartei, della Vallee d'Aoste, di Rifondazione comunista e della Lega Nord. Bertinotti nell’incontro si pronuncia per un Patto di programma con l’attuale Governo Prodi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 ottobre 1997 [pp.2-4]
p.2- Roberto Roscani, Il leader di Rifondazione da Scalfaro si pronuncia per un patto di programma con «questo governo». Bertinotti: «Pronti al compromesso». Salvi: «È giusto fare l’ultimo tentativo». Ma ora lo scoglio è la Finanziaria, l’Ulivo fermo: «Non si cambia»; Roberta Sangiorgi, Il cardinale Tonini: la crisi uccide una speranza; Rosanna Lampugnani, A Roma l’Assemblea con i rappresentanti di Rifondazione nei luoghi di lavoro. «La concertazione, un metodo da scardinare». Il leader RC rilancia la polemica col sindacato. Bertinotti cerca di fronteggiare il dissenso di Cossutta, ma difende le sue scelte: «La proposta di governo di programma non è una furbizia tattica». Voci allarmate dalle fabbriche: «Dopo la rottura siamo isolati»;
p.3- Raffaele Capitani, Il presidente del Consiglio riceve i responsabili dei Comitati: «Nei confronti di Rifondazione serve calma». Di Pietro a sorpresa incontra Prodi. «Subito al lavoro per l’Ulivo». Un’ora di colloquio a casa del premier: «D’accordo su tutto»; Il Nobel Fo: «Bertinotti ha un po’ esagerato»; Vincenzo Vasile, Il segretario di PRC insieme a Cossutta e Diliberto da Scalfaro. Resta l’incognita del voto sulla Finanziaria. Al Quirinale cresce la speranza di una soluzione. Già martedì Prodi tornerà alla Camera per riprovare? Dopo l’incontro col capo dello Stato, il leader neocomunista dice che le 35 ore potrebbero essere un «viatico» per l’accordo. Ma avverte anche che vuole «disponibilità da parte degli altri» e «che non rientra in questo spirito chiedere di approvare la Finanziaria così com’è»; Aldo Varano, Il presidente del PPI Gerardo Bianco: «Si può entrare in Europa soltanto con questo Governo». I Popolari: i due paletti sono Prodi e la Finanziaria. Dalla riunione della Direzione un messaggio a Rifondazione: «Faccia un atto concreto accettando la legge di bilancio»; Il sindaco ricandidato critica i comunisti. Cacciari: «PRC inaffidabile. E lo è anche per Venezia»;
p.4- Antonio Pollio Salimbeni, Contrari alla proposta Jospin, Paolo Sylos Labini, Mario Baldassarri, Augusto Graziani. Economisti freddi sulle 35 ore. «Crescerà il costo del lavoro». E le imprese chiederanno la «flessibilità totale»; Le affinità dei progetti di Roma e Parigi. Ma Italia e Francia sull’orario di lavoro stanno percorrendo la stessa strada; A.P.S., Dalla Germania i primi segnali
Salari, la corsa verso l’alto pronta a ripartire in tutta Europa. Il leader dei metalmeccanici tedeschi, Klaus Zwickel, ha dichiarato «la fine della moderazione salariale». Kohl propone più ore di lavoro senza compensazioni; L’orario di lavoro nella UE (tabella)
12 ottobre 1997: Scalfaro riceve le delegazioni della coalizione dell'Ulivo (i cui esponenti si dichiarano disponibili a riprendere la trattativa con Rifondazione, fermi restando i contenuti della manovra finanziaria, così come illustrati da Prodi alla Camera), di Rinnovamento italiano e della coalizione del Polo. Incontro tra il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Micheli per mettere a punto un accordo di programma tra Rifondazione e Governo destinato a durare per tutto il 1998. Il Presidente del Consiglio dimissionario si reca al Quirinale per esporre le intese raggiunte con Rifondazione comunista che dovrebbero consentire il superamento della crisi. Lo stesso giorno si svolge la Marcia della pace Perugia-Assisi. Gelo fra i due leader della sinistra, D’Alema e Bertinotti, contestato a Perugia per la scelta di aprire la crisi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 ottobre 1997 [p.1-3]
p.1- Titolo: Diecimila alla Perugia-Assisi. Ieri nuove forti scosse e crolli, in pericolo la torre campanaria di Foligno. Il terremoto non dà tregua. Solidarietà alla marcia per la pace. Sfilano D’Alema e Bertinotti, fischi al leader di Rifondazione;
p.2- Franco Arcuti, I partecipanti sono almeno tre volte di più dei 5mila previsti dalle 900 organizzazioni promotrici. Il popolo dei pacifisti vince la sfida della paura. Sul palco anche un gruppo di «ninos de rua», i ragazzi di strada del Brasile, venuto a rivendicare un’«economia di giustizia»; Veltroni: «Grande mobilitazione internazionale per Assisi»;
p.3- Vittorio Ragone, Il segretario del PDS con Visco e Veltroni, a distanza quello del PRC. Applausi per Sergio Cofferati. La marcia non porta la pace a sinistra. Tra D’Alema e Bertinotti resta il gelo.
Fischi a Perugia per il leader di Rifondazione: «Basta coi giochini»; Il segretario PDS nelle zone terremotate. «Non sarete voi a pagare questa crisi»
«l’Unità», 13 ottobre 1997 [p.1-pp.3-5]
p.1-p.4- Gianni Rocca, Berlusconi perché molla;
p.3- Roberto Roscani, Aveva chiesto ai due partiti di evitare la rottura. «Sarà una frattura difficile da risanare». Ingrao, la paura di un’unità impossibile. «Su questa crisi ha pesato la tendenza delle diverse forze all’autosufficienza». È stato un errore l’attacco mosso da Bertinotti a Cofferati, ma anche il sindacato ha tardato a coinvolgere la sua base [intervista a Pietro Ingrao];
p.4- L’alleanza con la Lega, in caso di elezioni, viene avversata fortemente dal CCD, mentre AN tace.
Il Polo punta al governo tecnico. FI propone la desistenza con Bossi. Berlusconi: «Ho già il nome del nostro candidato premier»; Letizia Paolozzi, Gnutti: «Un patto col centrodestra? Sì, se ci lasciano fare la nostra Padania» [intervista a Vito Gnutti]; Montanelli va da Prodi «In bocca al lupo…»;
p.5- Paola Sacchi, Vertice a palazzo Chigi presieduto da Prodi e Veltroni. Il PRC: «Ma il confronto deve essere su tutto». L’Ulivo legge le carte di Rifondazione. «Ma la Finanziaria non si tocca». I leader del centrosinistra: pronti a discutere del programma; Turco: «Evitiamo la rottura»; Si riuniscono i vertici di RC. La sinistra: no al Governo; Antonio Pollio Salimbeni, Riunione dell’ECOFIN su fisco e Gran Bretagna, ma sarà il caso italiano al centro dell’attenzione dei ministri. Lussemburgo, primo vertice amaro per Ciampi e Visco. Fazio da Scalfaro: Bankitalia teme una lunga crisi politica
Il ministro delle finanze olandesi: «Siamo preoccupati, chi non lo è?». La situazione indebolisce la campagna di Kohl a favore dell’Euro. Rialzano la testa i settori tedeschi contrari all’Italia nella moneta unica dal ‘99 e favorevoli al rinvio. Il vero timore di Jospin
«La Stampa»
«La Stampa», 13 ottobre 1997 [pp.1-4-p.6]
p.1- Titolo: Scalfaro a colloquio con il governatore Fazio, oggi riceve maggioranza e Polo. L’Ulivo: vedere le carte di Bertinotti. Tempo 48 ore per rilanciare il Governo Prodi;
p.1-p.6- Editoriale, Edmondo Berselli, Rifondazione all’ultima spiaggia;
p.1-p.4- Gianni Vattimo, La lezione della crisi;
p.2- Flavia Amabile, D’Alema non gli rivolge la parola. Il leader di Rifondazione: «Noi siamo pronti al compromesso». Bertinotti isolato alla marcia di Assisi. Urla e fischi sul «ribelle»; Filippo Ceccarelli, Il trasformismo evolve ora è neo-spudoratezza; Fabio Martini, Un padre della sinistra. Giolitti: ma Rifondazione mi ricorda il PSIUP, non il PCI [intervista a Antonio Giolitti];
p.3- Alberto Rapisarda, Summit a Palazzo Chigi: la finanziaria deve essere approvata, poi si tratterà sulle 35 ore. L’alternativa è il voto. L’Ulivo dà 48 ore a Rifondazione. E Scalfaro convoca Fazio; L’offerta dell’Ulivo a Rifondazione (scheda); Massimo Giannini, Lo spettro del rialzo dei prezzi; Maria Teresa Meli, Dietro le quinte del vertice. Via al «patto di consultazione» Prodi dice no a Rifondazione nel Governo; Guido Tiberga, Il vice ministro Fassino. «L’Europa non ci capisce». «E i partner ci invitano a fare presto» [intervista a Piero Fassino];
p.4- Ma il leader di Forza Italia, che oggi va da Scalfaro, cambierà idea «se l’Ulivo schiera D’Alema». Berlusconi: ho già il candidato premier. «Grande coalizione subito»; Fabio Poletti, «Non rinuncio alla secessione». Pagliarini: intese col Polo, che male ci sarebbe [intervista a Giancarlo Pagliarini]
13 ottobre: Scalfaro consulta i due Poli. Si svolge un vertice fra Prodi e Rifondazione. In serata, dopo aver lasciato il Quirinale, il presidente del Consiglio dimissionario annuncia che si è vicini ad un’intesa. Aggiornata al 14 ottobre la riunione conclusiva. Da Brescia una delegazione di metalmeccanici guidata dal segretario FIOM della città, Maurizio Zipponi, arriva a Roma per chiedere ai due partiti di sinistra e allo stesso Prodi di risolvere positivamente la crisi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 ottobre 1997 [pp.2-4]
p.2- Roberto Roscani, La conclusione di una trattativa lampo annunciata dal presidente del Consiglio e confermata da Bertinotti. Si chiude la «crisi più pazza del mondo». Rilancio di Prodi con un patto sul ’98. D’Alema: vince l’unità, nessun accordo sottobanco sulle riforme; Crisi di governo. Donne. Ulivo e RC: «Ritessere il filo...»; I giorni «caldi» della crisi (crono); Raul Wittenberg, La soluzione della crisi sarebbe in una proposta sulla riduzione dell’orario di lavoro allegata alla Finanziaria. Entro il 2002 le 35 ore in cambio di un freno ai salari. E le «tute blu» di Brescia benedicono la mediazione. La novità nell’indicazione della data, ma il primato resta alla contrattazione. Per le imprese la contropartita della maggiore produttività. Metalmeccanici bresciani da PDS, PRC, VERDI e Prodi: trovate l’intesa. Cesare Damiano (FIOM): decisive le proposte CGIL sulle pensioni; Rosanna Lampugnani, A vuoto l’ultimo colpo di Bertinotti ai sindacati: resta la «concertazione». E dopo la resa in RC si apre la questione leadership. Il segretario finito in minoranza nell’esecutivo nega le divergenze con i cossuttiani. Oggi si riunisce la direzione del partito; Le diverse «anime» di Rifondazione;
p.3- Vincenzo Vasile, Il Quirinale soddisfatto per la soluzione della crisi che evita il voto anticipato. Scalfaro sigla la conciliazione «Senza vincitori, né vinti». Già domani il premier sarà rinviato alle Camere; Pasquale Cascella, La soluzione della crisi sposta i termini della sfida bipolare; P. Sac. (Paola Sacchi), Per la «premiership» del centro-destra spunta anche il nome di Romiti. Il Polo deluso ora pensa al suo candidato. Fini frena le ritorsioni sulla Bicamerale. Mastella e Rebuffa «minacciano» la Commissione, ma per il presidente di AN l’accordo tra Ulivo e Rifondazione non mette in discussione il lavoro fatto nei mesi scorsi: «A meno che non comprenda le riforme»; Bicamerale da stamane riprendono i lavori; «Una febbre che può portare al delirio». Padre Sorge: la secessione
inaccettabile per i cristiani;
p.4- Gianni Marsilli, Jean Gandois si era detto «ingannato» dal governo di Parigi. Un ultraconservatore prenderà il suo posto? Bufera in Francia sull’orario ridotto. Si dimette il capo degli industriali. Jospin: «Mai parlato di 35 ore pagate 39, non è il mio slogan»; Francia: 35 ore verso il 2000 (tabella); Casadio (CGIL): vediamo l’impatto sul mercato del lavoro. I sindacati aspettano la legge. «Ma conta di più la trattativa». Le Confederazioni auspicano soprattutto una normativa-quadro. Forlani (CISL): «Attenti al dirigismo». Pirani (UIL): «Stabilire il sistema di incentivi»; Angelo Faccinetto, Fuoco di fila contro la riduzione d’orario. Fossa: «La disoccupazione non si batte così».
E anche in Italia la Confindustria si ribella. Sul contratto chimici il primo braccio di ferro. Il presidente di Federchimica, Squinzi: «Ci batteremo perché non avvenga». Ma la riduzione è al centro della
piattaforma sindacale di categoria. Chiriaco (FILCEA-CGIL): «Le 35 ore sono un obiettivo irrinunciabile»; Il lavoro nell’UE (tabella); Antonio Pollio Salimbeni, Oggi e domani i ministri del Lavoro discutono sulle strategie per l’occupazione. Lo «strappo» di Parigi arriva al vertice dell’OCSE.
La sterzata sulle 35 ore utilizzata nelle sedi internazionali per spostare il baricentro delle politiche economiche. Non solo frustate fiscali
«La Stampa»
«La Stampa», 14 ottobre 1997 [pp.1-3-pp.5-6-p.8]
p.1- Titolo: Sull’orario di lavoro no di Confindustria. Il Polo: Bicamerale a rischio. Bene la Borsa: +2,8. Prodi: c’è l’accordo con Rifondazione. Bertinotti: voto la Finanziaria. Compromesso su 35 ore e pensioni;
p.1-p.6- Editoriale, Gad Lerner, La svolta del compagno Zipponi;
p.1-p.3- Augusto Minzolini, Il preambolo due;
p.1-p.8- Mario Deaglio, Buone intenzioni;
p.2- Stefano Lepri, I punti del confronto. Orario calcolato su media annuale, per le pensioni salvi i lavori manuali. Lavoro, verso le 35 ore ma dal 2001. Fossa: non seguiamo la Francia; Raffaello Masci, «Jospin è ambiguo». Confindustria, coro di no. Sindacato con molte riserve; Cesare Martinetti, La strada per Maastricht. Ciampi: l’Europa è più vicina. Oggi le previsioni UE. Deficit al 2,7% nel ’98; Enrico Molinari, Parigi, l’industria non ci sta. Contro le 35 ore si dimette il presidente;
p.3- Alberto Rapisarda, L’annuncio di Prodi ieri sera dopo aver lasciato il Quirinale: la Finanziaria non cambierà. Crisi risolta, riprende la marcia per l’Europa. Determinante la mediazione del presidente Scalfaro; v. cor., Piazza Affari. Borsa torna la fiducia;
p.5- Maria Teresa Meli, Resta il dissenso di fondo tra segretario e presidente: seguire i francesi o sognare l’alternativa? Cossutta: usciamo a testa alta. Ma nel PRC la resa dei conti è solo rimandata; Ugo Bertone, La diplomazia delle tute blu. È Cipputi a far firmare la pace. «Marcia su Roma» della Fiom di Brescia; Antonella Rampino, Salvato: è una svolta. «Ora bisogna impegnarsi per superare la frattura» [intervista a Ersilia Salvato]; Giovanni Cerruti, Bossi: «Ha vinto la paura del voto». «Ma per noi le vere elezioni sono quelle del 26 ottobre» [intervista a Umberto Bossi]
p.6- Maria Grazia Bruzzone, Ma Fini e Berlusconi frenano gli alleati. Salvi rassicura: «Fantasie, oggi riprendono i lavori». Polo spiazzato: «Bicamerale a rischio». Casini: D’Alema ha svenduto le riforme a Rifondazione; Fabio Martini, Il ministro degli Esteri. «Siamo i guardiani dell’Ulivo». Dini: non diventerà mai un Governo di sinistra [intervista a Lamberto Dini]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 14 ottobre 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata in Italia. «Siamo vicini ad un’intesa». Annuncia Prodi che fissa a stamattina il termine delle trattative con PRC; Minori e maggioritario. Così la disinformatija di Cossutta ha guidato le diverse fasi della trattativa. Già nel 1994 una spregiudicata tattica di Bossi aveva conquistato il centro della scena politica. I frutti del «Mattarellum». I rischi per la Bicamerale; Mai dire mai. Bertinotti contro Bertinotti e la trattativa riparte. Le giravolte del segretario del PRC per evitare le trappole di D’Alema;
p.3- Editoriali, Berlusconi dopo Berlusconi; Editoriali, L’Italia piccola delle due sinistre
14 ottobre 1997: si concludono le consultazioni con l'incontro al Quirinale di Scalfaro con gli ex Presidenti della Repubblica Leone e Cossiga. La Presidenza del Consiglio emana un comunicato con il quale si annuncia il superamento del dissenso con Rifondazione comunista. Il Presidente Scalfaro convoca al Quirinale il Presidente del Consiglio, respinge le dimissioni e lo invita a presentarsi alle Camere.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 15 ottobre 1997 [p.1-pp.4-6]
p.1- Titolo: Sindacati: accordo pasticciato. Il Polo pronto a bocciare le riforme, ma Fini frena. Il Governo va, ma è scontro sulle 35 ore. Fossa minaccia di congelare i contratti. Via alla rivoluzione dell’Irpef, cambiano aliquote e detrazioni;
p.1-p.6- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Adesso voltiamo pagina senza rancori;
p.4- Roberto Roscani, Il premier in contatto con Jospin, Chirac, Khol, Blair e Aznar: «Tutti felici per la soluzione della crisi italiana». Prodi sigla l’accordo con Bertinotti. Oggi il governo torna alla Camera.
D’Alema: «Nessuno spirito di rivalsa con Rifondazione»; I punti dell’accordo tra Governo e RC; Ro. Ca., Critiche ai Popolari. RI: ora si riorganizzi il centro dell’Ulivo; Vincenzo Vasile, Il capo dello Stato rompe il riserbo a conclusione delle consultazioni sulla crisi di governo. Scalfaro rivendica il suo ruolo: «Mi sono mosso per difendere la legislatura e gli interessi del Paese». Il presidente indica tre conseguenze negative che lo scioglimento delle Camere comportava: avrebbe interrotto la strada per l’Europa, inceppato le riforme istituzionali, rallentato gli sforzi per l’occupazione.
Riconoscimento al Polo per l’impegno nella Bicamerale; Pasquale Cascella, Il ministro dell’Interno spiega le sue preoccupazioni sull’alternativa del voto. Napolitano: «È finita bene, si è evitato un trauma». «Evitare scontri frontali a sinistra». «Penose le battute che hanno potuto accreditare miei coinvolgimenti per una candidatura» [intervista a Giorgio Napolitano];
p.5- Rosanna Lampugnani, Il segretario: «Aggrediti dalla stampa di regime». Cossutta smentisce le divisioni, critiche ai dissidenti. Rifondazione rinvia la resa dei conti ma si apre lo scontro sul governo
Contro Bertinotti minoranza e Salvato. Due dirigenti lasciano RC; Silvio lascia? Prodi: «Resta il conflitto d’interesse»; Nedo Canetti, Lavori sospesi per il dibattito parlamentare: riprenderanno il 22
Bicamerale prorogata a fine mese. Berlusconi: se fallisce, Costituente. D’Alema e Salvi smentiscono i sospetti del Polo: nell’accordo di governo con RC non c’è alcuna riforma istituzionale. D’Onofrio: entro un anno il voto definitivo; Paola Sacchi, I leader di PDS e AN alla presentazione del libro di Domenico Fisichella. D’Alema e Fini: subito riforme sui valori condivisi. Il presidente della Bicamerale: per tornare centrale la politica deve decidere. Mancino: decisionismo non a scapito del Parlamento;
p.6- Roberto Giovannini, CGIL CISL e UIL chiedono chiarimenti su 35 ore e welfare. Domani Consiglio straordinario di Confindustria. Orario, i sindacati temono il pasticcio. Fossa minaccia di congelare i contratti. Cofferati: «Giusto evitare la crisi, ma la concertazione va difesa»; Ciocca, Bankitalia: «Riduzioni forzate garantiscono chi è già occupato»; Michele Urbano, Guidalberto Guidi, del Centro studi Confindustria. «Questa è una vera eurosciocchezza». La riduzione di orario è «un provvedimento demagogico che non porterà alcun posto di lavoro» [intervista a Guidalberto Guidi]; Angelo Faccinetto, Il segretario della FILCEA seriamente preoccupato dalle posizioni di Confindustria
Ad alto rischio ora l’intesa per i chimici. Sul tappeto una proposta di contratto innovativa: riduzione di orario e salario per favorire l’occupazione
«La Stampa»
«La Stampa», 15 ottobre 1997 [p.1-pp.6-7-p.14]
p.1- Titolo: Fossa: decideremo se congelare i negoziati in corso. L’UEM promuove l’Italia. Prodi domani alla Camera per la fiducia. Confindustria: no alle 35 ore, contratti a rischio. Fisco, rivoluzionate le aliquote Irpef. Veltroni: restituiremo l’Eurotassa;
p.1-p.14- Massimo Giannini, Il regno di armonia;
pp.6-7- Titolo, Il premier e Bertinotti trovano un’ampia intesa mentre Scalfaro non aveva finito le consultazioni: domani la fiducia. Il professore telefona a Chirac, Jospin e Blair;
p.6- Alberto Rapisarda, Prodi, un Governo per il Duemila. Berlusconi: adesso l’esecutivo è in mano ai comunisti; L’accordo Governo- Rifondazione (Testo); Augusto Minzolini, La strategia dell’Ulivo. Il premier: Rifondazione? Potrebbe anche estinguersi;
p.7- I precedenti Governi rimandati alle Camere (scheda); Maria Teresa Meli, Il segretario dei neocomunisti. «Questa è la vittoria di tutti». Bertinotti: ma adesso non ci escluderanno più [intervista a Fausto Bertinotti]; Massimo Gramellini, D’Alema ai fornelli, quasi uno sketch a «Porta a porta»da Vespa. Il risotto del capoclasse Max
«Il Foglio»
«Il Foglio», 15 ottobre 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata in Italia. Scalfaro rinvia Prodi alle Camere dopo che il premier gli ha comunicato la ricomposizione della maggioranza; Quanto peserà Bertinotti. Come la Bicamerale cerca di sopravvivere all’accordo con il PRC. La chiusura dei lavori in Commissione spostata di due settimane. Al vaglio gli accordi su giustizia e presidenzialismo. Ferito lo spirito costituente;
p.3-Editoriali, La Confindustria smarrita; Editoriali, La strategia del pianto; Come ha navigato nella crisi il partito del Quirinale; Così i sindacati sono diventati un ambiguo potere parallelo. Le Organizzazioni dei lavoratori hanno mantenuto le prerogative assegnate dallo Stato corporativo
1997-10-12
Muore a Roma, stroncato da un infarto, monsignor Luigi Di Liegro direttore della Caritas romana.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 ottobre 1997 [p.1-p.11]
p.1- Editoriale, Francesco Rutelli, Addio Di Liegro prete scomodo paladino dei poveri;
p.11- Alessandra Baduel, Il direttore della Caritas romana è morto ieri all’ospedale San Raffaele di Milano. Da tempo soffriva di cuore. Addio monsignore dei clandestini. Luigi Di Liegro stroncato da un infarto. Un prete scomodo che combatteva al fianco degli immigrati e dei poveri; Reazioni. L’omaggio di Scalfaro e di tutti i politici; Mercoledì i funerali a San Giovanni in Laterano; A. B., L’ultima battaglia per gli extracomunitari. Una legge per farli vivere meglio in Italia; Ruini: «Ha saputo servire Cristo»; Alceste Santini, Prendeva sul serio la «santità», come don Milani o padre Ernesto Balducci. Quel giorno che invitò il Papa a pranzo con i poveri. Le incomprensioni, le battaglie al fianco dei dimenticati, il suo impegno politico. Ma era sicuro del sostegno del pontefice.
1997-10-12
Marco Pannella, ancora una provocazione, a piazza Navona a Roma distribuisce bustine di haschish. È denunciato a piede libero. Con lui sono fermati e poi rilasciati altri quattro antiproibiszionisti.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 ottobre 1997 [p.4]
Raffaello Masci, L’ ennesima provocazione. Distribuzione pubblica a piazza Navona. Fermati e poi rilasciati altri 4 antiproibizionisti. Hashish, Pannella ci riprova. Offre bustine agli agenti, denunciato a piede libero
1997-10-13
Belfast (Irlanda): il premier britannico Tony Blair incontra Gerry Adams, leader nazionalista repubblicano. Era dal 1921 che un premier inglese non incontrava un esponente nazionalista irlandese.
1997-10-14
È arrestato il pentito Balduccio Di Maggio, che nel 1993 aveva concorso all’arresto di Totò Riina, ed è teste d’accusa in molti processi fra cui quello a Giulio Andreotti. Di Maggio è accusato di continuare a capeggiare il suo clan mafioso nonostante il suo essere collaboratore di giustizia. Fra le accuse l’aver commissionato, nello scorso settembre, l’assassinio di Vincenzo Arata, vicino a Giovanni Brusca. Messo di fronte alle prove Di Maggio confessa. Si riapre la polemica sui pentiti e il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) apre una inchiesta.
1997-10-15
Governo Prodi: fiducia rinnovata
- Governo Prodi: fiducia rinnovata
1997-10-15
Prodi si presenta alla Camera e al Senato.
XIII Legislatura Camera dei deputati sedute del 15 e del 16 ottobre
Seduta n. 255 - 15 ottobre 1997 [video della seduta]
Dimissioni del Governo. Annuncio reiezione.
Comunicazioni del Governo e discussione.
Seduta n. 256 - 16 ottobre 1997 [video della seduta]
Replica del Governo.
Dichiarazioni di voto.
Votazione per appello nominale.
XIII Legislatura Senato della Repubblica seduta pomeridiana del 16 ottobre 1997
Seduta pomeridiana n. 258 - 16 ottobre 1997
Discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri.
Approvazione di proposta di risoluzione.
Approvazione di questione di fiducia.
15 ottobre 1997: il presidente del Consiglio si presenta alla Camera per rendere comunicazioni e consegna il testo delle stesse alla Presidenza del Senato. Viene presentata la risoluzione presentata da Mussi, Mattarella, Diliberto, Manca, Paissan, Bressa, Crema e La Malfa che approva le comunicazioni del Governo. sull'approvazione della quale il Presidente del Consiglio pone la fiducia. Segue la discussione sulle comunicazioni del Governo, che si conclude in serata.
16 ottobre 1997: Camera dei deputati: dopo la replica del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto, viene posta in votazione per appello nominale e approvata la risoluzione sulla quale il Governo ha posto la fiducia. Nel pomeriggio si svolge al Senato il dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, al termine e dopo la replica del Presidente del Consiglio, viene presentata la risoluzione Salvi, Elia, Marino, Pieroni, Fumagalli Carulli, De Carolis che approva le comunicazioni del Governo sulla quale Prodi ha chiesto la fiducia. La risoluzione viene approvata.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 ottobre 1997 [pp.1-3-p.15]
p.1- Titolo: Abbraccio di fine crisi tra Bertinotti e il premier che dice: ci sarà concertazione sull’orario.
Cofferati contro Confindustria. «Niente minacce ai contratti». Romiti critica le 35 ore ma media tra Fossa e Prodi;
p.1-p.4- Bruno Ugolini, Fossa ora scelga di trattare;
p.1-p.15- Nicola Cacace, Le 35 ore non fanno danni;
p.2- Roberto Roscani, Il presidente dopo il discorso alla Camera abbracciato da Bertinotti. Oggi voto di fiducia. «Non è un Governo a tempo». Prodi guarda già oltre il ’98. «La concertazione è ciò che ci distingue da Jospin»; Pasquale Cascella, Se Rifondazione cambia anche il centro non sta fermo; De Martino: il mio consenso al Governo; Paola Sacchi, Il Cavaliere innervosito dalle voci (non confermate) su nuovi guai giudiziari: «Vogliono distruggermi». Berlusconi ci ripensa: per ora torno in campo io. Ma Fini e il CCD «stoppano» il corteo anti-Finanziaria. Il leader di Forza Italia: non si vota più, non serve un altro candidato premier. E dice che l’opposizione deve reagire in modo visibile allo
sbilanciamento del Governo a sinistra. Per AN invece è inopportuno manifestare contro la Finanziaria che ci porterà in Europa; Giorgio Frasca Polara, I perché della fiducia in Parlamento
La crisi? Nasce e muore in aula. Era stato Scalfaro, da presidente della Camera, a indicare la strada parlamentare; Terzo mese consecutivo di rialzo per la produzione economica. Ad agosto +0,8%
Ciampi: «La ripresa è ormai arrivata». A fare da traino ancora gli incentivi auto. Confindustria frena: «È ancora una crescita moderata; Gli alti e bassi dell’industria (grafico);
p.3- Angelo Faccinetto, Pininfarina: disdettiamo l’accordo del luglio ‘93. Prodi si appella al «contributo delle parti sociali». Orario, Cofferati contro Confindustria. «Non accettiamo minacce sui contratti». Imprenditori sul piede di guerra, Romiti raffredda la polemica; Sergio Sergi, La riduzione d’orario al Parlamento europeo; Raul Wittenberg, Massimo Antichi, consigliere di Treu. «Le 35 ore? Sì, ma senza rigidità se vogliamo che creino lavoro». Bisogna evitare, spiega l’esperto del Lavoro, che la riduzione d’orario incida negativamente sulle aziende. 100mila nuovi posti l’anno, ma soltanto nell’industria [intervista a Massimo Antichi];
d’orario. Problemi anche per i bancari. Meno ore più lavoro (tabella); Rachele Giannelli, Quelli di chimici, cartai e addetti alle imprese di pulizia, che attendono aumenti da 3 anni. Ecco tutti gli accordi a rischio. Al centro dei tavoli di trattativa soprattutto le questioni d’orario. Problemi anche per i bancari; I contratti sotto tiro (tabella);
p.15- Letizia Paolozzi, Governo. E nella politica fa irruzione l’operaio; Gianni Rocca, Dopo la crisi. Destra di governo? No, sull’Europa non ha idee e proposte
«l’Unità», 17 ottobre 1997 [p.2]
Roberto Roscani, Voto di fiducia del Parlamento. Al Senato Cossiga a sorpresa: «Un sì politico e patriottico». Il governo a gonfie vele. Prodi punta sulla Legislatura. Bertinotti d’accordo. D’Alema: Bicamerale senza vincoli; P. C. (Pasquale Cascella), Il capogruppo dei popolari conferma le intese già raggiunte per le riforme. Mattarella: «Polo senza alibi, la Bicamerale vada avanti. Rifondazione nel governo? Sono loro a dirsi incompatibili». «Nessuno nell’Ulivo mette in discussione l’accordo sulla forma di governo, e il voto dimostrerà che gli accordi sottobanco con Cossutta sono solo fantasie». Sulla giustizia la nuova proposta di Boato offre una soluzione equilibrata per le riforme. «Berlusconi non si tiri indietro» [intervista a Sergio Mattarella]; E.F. (Enrico Fierro), Secondo la Kronos Andreotti l’avrebbe ricevuto da Cossiga. Nel voto di fiducia spunta dossier su Moro. «Il Presidente ha detto di farlo sparire», si legge nella copia. Pellegrino riunisce la Commissione Stragi; Critiche trasversali al servizio pubblico nel dibattito sulla fiducia. La Rai «faziosa» sul banco degli imputati. Il verde Paissan: troppi bollori militanti
«l’Unità», 17 ottobre 1997 [p.3]
Michele Urbano, Fossa: niente rotture con CGIL CISL e UIL, l’obiettivo è il Governo. «Le 35 ore? Nessuna preclusione ideologica». «Contratti in salvo, ma Prodi ci ascolti». La tregua armata di Confindustria. «Senza garanzie sulla concertazione non si torna a parlare di welfare»; Veleno di Romiti per De Benedetti. «Scriva sul foglio del Canavese...»; Gianni Marsilli, Stoccata del presidente della Repubblica al progetto del capo del Governo. Chirac bacchetta Jospin: «Alla Francia serve competitività, non le 35 ore». Per il capo dell’Eliseo «la riduzione del tempo di lavoro non può essere imposta. Non può farsi che nel dialogo tra le parti sociali». Una tirata d’orecchi alla politica socialista in perfetto stile «coabitativo»; Rachele Giannelli, Malentacchi, segretario dell’Internazionale metalmeccanici. «Un aiuto alle tute blu di tutto il mondo». Positiva l’apertura di Italia e Francia sulle 35 ore, la riduzione è un obiettivo mondiale. Ma attenti al salario [intervista a Marcello Malentacchi]
«La Stampa»
«La Stampa», 17 ottobre 1997 [pp.1-3-p.14]
p.1- Titolo: Fossa: ma chiediamo garanzie al Governo. Plauso dei sindacati. Tregua armata sulle 35 ore. Confindustria non blocca i contratti; Titolo: Doppia fiducia, e Prodi va. Il Polo: un Governo di sinistra. I leghisti «pagliacci» al Senato;
p.1-p.14- Editoriale, Edmondo Berselli, È regime se manca l’opposizione;
p.2- Alberto Rapisarda, Dopo la crisi i Poli si riassestano. La senatrice ex CCD «madrina» del nuovo centro. Doppia fiducia, Prodi riparte. Anche Cossiga e la Fumagalli votano sì; r. i., L’ex presidente. «Un voto patriottico»;
p.3- Armando Zeni, Confindustria non rompe sui contratti, deciderà dopo gli incontri con Governo e Confederazioni. Fossa: sulle 35 ore vogliamo garanzie. E Prodi assicura: non tradiremo la concertazione; r.r., Cofferati applaude. Martedì CGIL, CISL e UIL vedono gli industriali; Francesco Manacorda, Il presidente Federmeccanica. «Ora tocca ai sindacati». Pininfarina: serve una posizione comune [intervista a Andrea Pininfarina]; Franco Debenedetti, Mancano ancora i conti con l’Europa. Un patto bifronte; Enrico Benedetto, Da Chirac altolà a Jospin. «Non può imporre l’orario per legge»
1997-10-20
Dalla dichiarazione pubblica dei redditi dei parlamentari risulta che il parlamentare più ricco è Silvio Berlusconi che dichiara 1 miliardo, 842 milioni e 136 mila lire, segue Lamberto Dini con 821 milioni e 114 mila lire.
1997-10-25
Giovanni Paolo II considera penalizzata la scuola cattolica nella legge in discussione in Parlamento per l’equiparazione della scuola pubblica e quella privata. Chiede, quindi, il pieno riconoscimento dei diritti sul piano giuridico e finanziario della scuola cattolica.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 26 ottobre 1997 [p.1-p.16]
p.1- Titolo: Il ministro insiste: no a maggioranze variabili. Il Polo. Così la riforma è di parte. Il Papa penalizzata la scuola cattolica. Berlinguer: se non passa la nostra legge si rischia la crisi;
p.16- m. tos., Giovanni Paolo II chiede un’approvazione in tempi rapidi della riforma: «Molte famiglie nell’incertezza». SOS per la scuola cattolica. Il Papa: troppi ritardi per la parità; Il disegno di legge (scheda); Gabriele Beccaria, La difesa del ministro. «Il Governo ha fatto la sua parte». Berlinguer: chiedo saggezza ai partiti [intervista a Luigi Berlinguer]
1997-10-25
PRC: manifestazione nazionale a Roma. Per le vie della capitale sfilano oltre 100 mila persone. L’iniziativa era stata prevista contro la Finanziaria nei giorni della crisi, la sua risoluzione ne cambia solo in parte le caratteristiche. Resta l’obiettivo delle 35 ore e della riforma del Welfare, partita aperta con la CGIL.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 26 ottobre 1997 [p.4]
Rosanna Lampugnani, A Roma la manifestazione convocata in origine sulla Finanziaria. Cori contro D’Alema e il sindacato. Oltre 100 mila in piazza con Bertinotti. «Le 35 ore, il nostro grimaldello». Ma tra i militanti: «Meno dell’anno scorso, troppo avventurismo»; Roberto Giovannini, Parla Benini (CGIL) «Concedere più diritti al popolo del 10%». Per il sindacalista solo così si possono aumentare i carichi previdenziali per i «nuovi lavori» [intervista a Romano Benini]; Raul Wittenberg, Ma Minelli (SPI CGIL): «Così ai pensionati non resterebbe che trattare al ribasso». Pensioni, ecco la carta di D’Antoni. «Via la scala mobile, aumenti contrattati». Ciampi: tempo fino al 3 novembre per trovare l’intesa
1997-10-25
Roma: durante lo svolgimento di una manifestazione antiproibizionista in via del Corso Marco Pannella, leader dei Radicali, è fermato dalla polizia mentre distribuisce 120 bustine contenenti ciascuna 120 grammi di hascisc. Otto mesi di arresti domiciliari per Pannella e altri sei manifestanti.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 26 ottobre 1997 [p.8]
L’accusa: concorso in detenzione di sostanza stupefacente. La Bonino: applicata una legge ingiusta. Regala haschish, manette a Pannella. Dalla Questura agli arresti domiciliari con altri sei
1997-10-25
Entra in vigore anche per l’Italia l’Accordo di Schengen, che prevede la libera circolazione dei cittadini degli Stati membri all'interno dell'Unione europea e l'abolizione dei controlli alle frontiere. Ciò rende possibile per viaggiare verso i Paesi della UE.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 26 ottobre 1997 [p.2]
Alessandro Galiani, Sono entrate in vigore a mezzanotte le norme del trattato di Schengen. Si viaggia senza controlli in 13 paesi. Da oggi in Europa senza documenti. Scatta l’operazione «frontiere libere». All’aeroporto di Fiumicino targhe ricordo per i primi passeggeri; L’Europa di Schengen (mappa); Le principali tappe dell’accordo che ha «abolito» code e controlli; I giornali britannici accusano il Belpaese di inefficienza. Ma Dini replica: siamo pronti, faremo bene la nostra parte; Critiche da Forza Italia e Verdi; Se. Se., Si deciderà l’ingresso dei paesi nell’Euro. Il D-Day sulla moneta unica dal 1° al 3maggio 1998
1997-10-26
Lega: le elezioni del Parlamento del Nord
- Lega: le elezioni del Parlamento del Nord
1997-10-26
Si presentano anche liste estranee all’elettorato leghista ma comunque legate all’autonomismo e al padanismo. La Lega Nord affermerà che hanno votato 6.032.406 persone nei 21.901 seggi-gazebo distribuiti nelle regioni del Nord. Cifra smentita da Arturo Parisi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, secondo cui hanno votato solo tra le 500.000 e 600.000 persone nei soli 6.000 gazebo. Dopo l’insediamento degli eletti sede ufficiale delle riunioni plenarie sarà la Villa Riva Berni a Bagnolo in provincia di Mantova. Presiederà la riunione di insediamento l’ex sindaco di Milano Marco Formentini.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 26 ottobre 1997 [p.3]
Palazzo Chigi ribadisce: Le «elezioni» organizzate nel nord sono soltanto «una iniziativa di partito». Il governo ammonisce la Lega: «Non mettetevi contro la Costituzione». Napolitano: «Massima vigilanza per il rispetto della legalità»; La ripartizione del Parlamento Padano (grafico); Carlo Brambilla, Il leader del Carroccio alterna minacce a offerte di dialogo con le forze politiche. Bossi alla vigilia non tira troppo la corda: «È un primo vagito, non è l’ultimo passo». Tentativo di sdrammatizzare la contrapposizione col governo: «Anche Prodi è un padano, pure lui verrà a votare al gazebo». Rivendicata la «Costituente padana», ma l’«ondata travolgente» è rinviata al ’98; I numeri della Lega (scheda); Oreste Pivetta, I «parlamentari» eletti domani si riuniranno in un castello sul Po preso in affitto (ma solo per un giorno). E il finale si recita sulla scena del «grand guignol». Da qui, da Chignolo, emigrarono i guitti che dettero vita a Parigi al teatro farsesco e sanguinolento. Il proprietario però è un «terùn» irpino; I «serenissimi»: la secessione? Non ci piace
«l’Unità», 27 ottobre 1997 [p.2]
Carlo Brambilla, Bossi e Maroni cantano vittoria dopo le «elezioni padane», che si sono tenute nel Nord quasi senza incidenti. La Lega spara 5milioni di voti. Tanto nessuno li può contare. E il Senatùr si vanta: «Ora Roma qui non conta un fico secco»; Michele Sartori, L’accordo «etnico» tra le liste venetiste. I Leoni padani del Veneto, contro l’Italia e contro i «lumbard»; Napolitano: non si tratta
di elezioni democratiche; Delia Vaccarello, Organizzata dal PDS, la manifestazione itinerante ha toccato anche i centri di Busto Arsizio, Gallarate, Luino. A Varese il treno per l’Europa fa il pienone
Duecento i viaggiatori, migliaia i partecipanti, comizio e banda ad ogni sosta. A Bergamo raccolte 3.500 firme anti-secessione; Chignolo Po, comune antisecessione. Nel paese del «parlamento» si parla di unità d’Italia
«La Stampa»
«La Stampa», 26 ottobre 1997 [p.1-p.6]
p.1- Titolo: «Elezioni padane non valide». Prodi e Napolitano avvertono Bossi. Oggi 22 mila gazebo per i leghisti;
p.6- Giovanni Cerruti, Ma da Palazzo Chigi arriva l’altolà: «Vigileremo, e se andrete contro la Costituzione …». Bossi sfida Prodi: venga a votare. «Sotto i gazebo la rivoluzione del sorriso»; Carroccio e dintorni. Anche Mondovì verso la crisi. In Veneto inchiesta archiviata. Fisichella: anticostituzionali. Violante: votazioni interne
«La Stampa», 27 ottobre 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Elezioni nei gazebi, la Lega canta vittoria. Maroni, 5 milioni di voti. Napolitano: non valgono;
p.5- Giovanni Cerruti, Maroni canta vittoria: il voto per il Parlamento del Nord meglio ancora del referendum. «Cinque milioni di padani alle urne». Ma Napolitano: nulla a che vedere con elezioni democratiche; Maurizio Tropeano, Le alleanze nei comuni. PPI- Lega, duello nel Nord-Ovest. Giunte in crisi e ritorsioni nel Cuneese; Cuneo: dove il Carroccio comanda (scheda); Carroccio e dintorni. Sono nulle. Buttiglione: virtuale. Fini: carnevale fuori tempo. Comencini, nate nuove forze padane. Bologna, contusi due leghisti. Danni a Monza e Cremona. S. Carlo imbandierato
1997-11-01
L’accordo sullo Stato sociale
- L’accordo sullo Stato sociale
1997-11-01
Dopo cinque mesi di trattativa è raggiunto un accordo tra Governo e sindacati sulle pensioni. L’intesa prevede l’abolizione delle cosiddette «pensioni baby» che permettevano ai dipendenti statali di andare in pensione con meno di 35 anni di contributi. Si realizza così la parità fra dipendenti pubblici e privati, infatti dal 2004 le norme saranno uguali per pubblico e privato. Per i dipendenti pubblici dal 1° gennaio 1998 per andare in pensione con 35 anni di contributi bisogna aver compiuto 54 anni, età che crescerà fino al 2004 quando occorreranno 57 anni. Esclusi dalle nuove regole chi ha iniziato a lavorare prima dei 18 anni, i lavoratori in cassa integrazione e quelli in mobilità in attesa della pensione. Eliminato per gli ex lavoratori dipendenti il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro autonomo ma continuando a lavorare perdono metà della pensione. L’accordo prevede l’eliminazione di molti privilegi per alcune categorie fra cui i piloti, i lavoratori della Banca d’Italia, i magistrati, i dipendenti dell’università e del settore elettrico le cui aliquote contributive dei rispettivi fondi sono equiparate al fondo dei lavoratori dipendenti dell’INPS. Soddisfatti dell’accordo i sindacati che lo considerano una giusta soluzione che difende i lavoratori più deboli e dà stabilità al sistema contributivo. Positivo il giudizio del Governo, contraria la Confindustria che critica il Governo per non aver affrontato radicalmente la riforma pensionistica.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 novembre 1997 [pp.2-3]
p.2- R.W. (Raul Wittenberg), Conclusa la maratona tra Governo e CGIL CISL e UIL per i lavoratori dipendenti. Domani tocca agli autonomi. Pensioni, l’accordo di Ognissanti. Sull’anzianità salvi i 35 anni. Cofferati: «È stata utile l’intesa raggiunta dalla maggioranza; I contenuti dell’accordo (scheda); La lunga marcia (crono); A. F., Per 16mila insegnanti torna al ’99 l’uscita; Raul Wittenberg, Punto per punto. Per il pubblico impiego una rivoluzione. E tagli ai più «ricchi»; Protesta il Polo. Marzano (Fi): «Non è un accordo, e tantomeno è storico». PDS e Rifondazione benedicono il patto. Soddisfazione nella maggioranza. Bertinotti: «Abbiamo favorito la soluzione». Grandi: «Misure graduali»;
p.3- Rachele Giannelli, Accordo senza vincitori né vinti, per il Premier. Gli imprenditori: il patto con Bertinotti ha annacquato tutto. Prodi: in discesa la strada per l’Europa «E ci arriviamo senza tensioni sociali». Confindustria protesta: «Stravolta l’impostazione della Finanziaria»; Cofferati, da «cinese» a «martello pneumatico»; Positivo anche il giudizio della FIOM; Le novità del collegato (scheda); R. W., Il ministro del Lavoro: regole uguali per pubblici e privati. Treu: «Bisognava accelerare la riforma Dini. E siamo riusciti a far quadrare il cerchio». «Era importante rispettare l’accordo con Rifondazione e ottenere il consenso del sindacato». Restano le pensioni di anzianità? «Sì, ma è la transizione dal sistema retributivo a quello contributivo» [intervista a Tiziano Treu]; Venerdì sfiorata
la rottura; Pronta per l’aula del Senato. Sigarette più care di 100 lire. E in attesa dell’emendamento sul welfare la Finanziaria trova i soldi per il terremoto
«l’Unità», 3 novembre 1997 [pp.4-5]
p.4- Raffaele Capitani, Il presidente del Consiglio replica alle critiche: «Il paese ci capisce, la riforma nasce senza un’ora di sciopero». «Sulle pensioni progressi enormi». Prodi risponde alla Confindustria. «L’accordo non è perfetto ma è buono. E ci porterà in Europa»;
p.5- Riccardo Liguori, Per il ministro decisiva la ripresa economica. Confindustria conferma il suo no. Polemica sulle cifre dell’accordo. «Speravo di più, ma può bastare». E Ciampi alla fine dette il via libera. Mercoledì a Bruxelles l’intesa sul tavolo dei partner dell’UE; I conti del negoziato (scheda); Gli altri interventi sul welfare (scheda); D.V., L’appuntamento è fissato per oggi alle 15 a Palazzo Chigi. E adesso il governo affronta. le categorie degli autonomi. Commercianti, artigiani e agricoltori a confronto con l’esecutivo. Lo scoglio dei contributi previdenziali. Larizza: «Nessuna verifica prevista per il 2002»; G. C., Il segretario della Confesercenti Venturi: nessuna tassa in più. «Gli autonomi non devono pagare i mancati tagli alle pensioni anticipate» [intervista a Marco Venturi]; G. C., Il segretario generale della CNA. Sangalli: confronto su tutto. «Più contributi sul lavoro autonomo? Discutiamo del reddito complessivo» [intervista a Giancarlo Sangalli]
1997-11-09
L’ex magistrato Antonio Di Pietro candidato dell’Ulivo vince le elezioni suppletive nel collegio per il Senato nel Mugello (Toscana). Il collegio era stato lasciato libero da Pino Arlacchi (PDS) nominato vice segretario generale delle Nazioni Unite. Di Pietro con il 67,75% dei voti batte il giornalista Giuliano Ferrara candidato del Polo che si aggiudica il 16, 14% dei voti. Sandro Curzi candidato di Rifondazione si ferma al 13,0%. Di Pietro al Senato non si iscriverà al gruppo della Sinistra democratica ma al gruppo Misto con l’obiettivo di riorganizzare l’area di centro dell’Ulivo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 novembre 1997 [pp.2-3]
p.2- P.C: (Pasquale Cascella), Il segretario del PPI ridimensiona l’ex pm: rappresenta solo una forza in più. Di Pietro riparte dal centro. Marini: mail leader è Prodi. Il premier: «Io devo occuparmi ancora del governo»;
p.3- Rosanna Lampugnani, Oltre le previsioni il successo del candidato dell’Ulivo che senza Rifondazione supera i suffragi di Arlacchi. Trionfo per Di Pietro nel Mugello. Frana il Polo, a Curzi solo i voti di RC. L’ex pm vicino al 70%. Il centro-destra scende dal 29 al 16%; E adesso nel centrodestra si apre la resa dei conti; Matteo Tonelli, Il candidato del Polo fa gli auguri di «buona fortuna al senatore di Pietro». Ferrara ammette la responsabilità della disfatta. «Ho fatto una campagna troppo aggressiva». «Dai primi risultati è stata una sconfitta di vastissime proporzioni. Evidentemente ho sbagliato a scegliere una linea troppo d’attacco, anche per l’appeal che il mio avversario esercita verso l’elettorato moderato»; Vladimiro Frulletti, Hanno votato il 70,3 per cento contro il 90,9 del ’96. In un anno persi due elettori su dieci. Anche la pioggia ha fatto la sua parte; F. Dardanelli, V. Frulletti, Il primo giudizio del candidato neo-comunista dopo un colloquio con Bertinotti. Curzi si consola: almeno ho impedito il plebiscito. E si dice preoccupato per la diserzione dalle urne
«l’Unità», 11 novembre 1997 [pp.1-3]
p.1-Titolo: Berlusconi: falce, martello e manette. Il centrodestra rinvia a lunedì la resa dei conti. Di Pietro apre la crisi del Polo. «E ora la sfida dei sindaci». Prodi si congratula: l’Ulivo ormai è una forza enorme;
p.1-p.3- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Per il centrodestra è cominciato il dopo Berlusconi;
p.2- Roberto Carollo, Dopo il Mugello, il leader di FI appare rassegnato a perdere anche alle amministrative. Berlusconi: «Adesso la sinistra ha falce, martello e manette». Il Cavaliere fa muro contro le critiche dei suoi alleati; Vladimiro Frulletti, L’analisi dei flussi elettorali nel Mugello. I sondaggisti: Di Pietro scompagina il Polo ma il test non si può generalizzare; Marco Brando, D’Ambrosio: «La gente non vota chi denigra»; Rosanna Lampugnani, Dopo il disastro elettorale nel centro-destra tira già aria di resa dei conti. Ora il Polo teme l’ora della verità numero 2. Domenica potrebbe andare ancora peggio. La candidatura di Ferrara non è che l’ultimo di una serie di errori attribuiti a Berlusconi. Per Lucio Colletti la coalizione è «una informe poltiglia». L’esponente mugellese del CDU: «Chi ha sbagliato si faccia da parte; Paola Sacchi, Amareggiato ma sereno il candidato del Polo analizza la sconfitta. Ferrara: tutta colpa mia, ero il Male contro il Bene. E però...certi «piccoli episodi», tipo lo scherzetto del Giornale e l’assenza di Fini, qualche danno l’hanno prodotto. «Sono nemico dell’ipocrisia» [intervista a Giuliano Ferrara];
p.3- Roberto Roscani, Il segretario del PDS e Antonio Di Pietro oggi festeggiano a Roma con Rutelli la vittoria nel Mugello. D’Alema: sfondamento al centro? Aspettiamo il voto nelle grandi città. Cossiga ironico: «Il Polo non si spappola, semplicemente non c’è; Nuccio Ciconte, Si accende il dibattito sul futuro politico del neo-senatore. Marini: «Al Quirinale? Non corriamo troppo...». Variabile Di Pietro, i moderati dell’Ulivo si interrogano. Dini: «Da garzone a candidato leader il passo è lungo». Maccanico: «Ha sempre detto che vuole svolgere una funzione aggregante e non disaggregante, nell’Ulivo». E il prodiano Bressa: «Non basta la vittoria in un collegio», il suo è «un apporto importante ma non decisivo». E nel Polo si attende il risultato amministrativo; Stefano Bocconetti, I risultati definitivi dànno Curzi al 13%. Bertinotti e Cossutta attaccano: «Ha vinto la cattiva politica»; Enzo Risso, Le congratulazioni di Prodi e D’Alema, poi il pranzo con i sindaci. Il primo giorno da senatore del Mugello. «Non abbandono il collegio che mi ha eletto»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 11 novembre 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata in Italia. «Falce, martello e manette» dice Silvio Berlusconi; Quo vadis? Il centro dell’Ulivo attende (un po' timoroso) il senatore Di Pietro. C’è chi cerca di ridimensionare il suo contributo. Ressa nel gruppo misto. I fans tentano di rassicurare tutti. Già si parla del Quirinale;
p.3- Editoriali, Echi di una malandrinata; Come si muove Rifondazione dopo il voto del Mugello
1997-11-10
La Città del Vaticano e lo Stato di Israele firmano un accordo secondo il quale gli Enti cattolici sono riconosciuti dallo Stato di Israele condizioni giuridiche non inferiori alle istituzioni statali. Firmano l’accordo il Nunzio apostolico monsignor Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e il ministro degli Esteri israeliano David Levy.
1997-11-16
Elezioni amministrative. Primo turno
- Elezioni amministrative. Primo turno
1997-11-16
Si svolge il primo turno dele elezioni amministrative che interessano 421 consigli comunali e 5 consigli provinciali. L’Ulivo conquista al primo turno: Roma, Napoli e Venezia, dove sono riconfermati i sindaci Francesco Rutelli, Antonio Bassolino e Massimo Cacciari, inoltre La Spezia, Cosenza e Salerno. Il Polo per le libertà si aggiudica: Chieti, Latina, Brindisi e Macerata.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 novembre 1997 [p.1-pp.6-7]
p.1-Titolo: Oggi si vota in cinque Province e in 427 Comuni. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 22
Dieci milioni alle urne per scegliere i sindaci. Favorito l’Ulivo, maggioranze a rischio. La legge elettorale non assegna al primo turno premi di maggioranza. I sindaci del centrosinistra: date un
doppio voto, al candidato e alle liste. Preoccupazioni nel Polo. Da stasera i primi exit poll in TV;
p.1- p.6- Editoriale, Franco Cazzola, Per le città inizia da domani la sfida più dura;
p.6 - La consultazione interessa 427 comuni, di cui 15 capoluoghi di provincia. Exit poll alle 22. Rischio astensione. Primo test per i sindaci dell’Ulivo. Alle urne dieci milioni di italiani. Centro sinistra favorito. Si vota anche in cinque province; Come si vota (grafico); Napoli. Bassolino prova a vincere al primo turno; Genova. Sfida Pericu-Eva. Con le incognite Sansa e Lega; Roma. Rutelli favorito. In salita la strada di Fini e Borghini; Venezia. Cacciari punta al bis e pensa al federalismo; V. F. (Vladimiro Frulletti) , A Caserta campagna segnata dalle minacce. Centrosinistra diviso punta al ballottaggio;
p.7- Stefano Di Michele, Gli «argomenti» usati sui giornali della destra e nei comizi dei candidati di AN e FI. Così Roma divenne bolscevica e l’Ulivo rovinò pure gli Alpini. Assurdità e trovate bizzarre nella campagna del Polo; Marco Ferrari, La presidente Vincenzi «A Genova la Provincia punta sulla formazione e sul piano lavoro» [intervista a Marta Vincenzi]
«l’Unità», 18 novembre 1997 [pp.4-5]
p.4- Vittorio Ragone, Il leader della Quercia: se il Polo reagirà in modo nevrotico peggiorerà la sconfitta. Il PDS si conferma primo partito. «E ora rilanciamo la coalizione». Per l’Ulivo D’Alema punta a una leadership collettiva; Roberto Roscani, Gli esiti delle elezioni sugli schieramenti. Voto dinamico col Polo alle corde e l’effetto sindaci sul centrosinistra vincente; NY Times: «Dal voto forte spinta per Prodi»; Come sono cambiati i dati del non voto. In astensionismo adesso il Nord «raggiunge» il Sud; Occhetto «È l’onda lunga del ‘93»;
p.5- Rosanna Lampugnani, Conferenza stampa (sotto tono) del leader forzista, che riesce a non pronunciare mai la parola «sconfitta». E ora si apre la diaspora nel Polo. Qualcuno in FI pensa già alla Lega. Berlusconi: «Ma dove andrà mai il centrodestra senza di me?»; Il segretario del PPI. Marini: avanziamo e nessun lupo ci mangia; Stefano Di Michele, AN corre ai ripari: presenterà agli alleati un «programma nazionale». Monta l’insofferenza verso il Cavaliere. Fini non cerca attenuanti: «Abbiamo più sindaci ma politicamente il centrodestra è stato sconfitto». Due ore di riunione del vertice di Alleanza Nazionale, alle prese con il problema di rilanciare la credibilità della coalizione di centrodestra. Il partito accelera i tempi della «Fiuggi due», e si prepara a tagliare qualche testa. E anche il segretario non è indenne da critiche; Raffaele Capitani, L’Abacus sugli spostamenti del voto: dal Polo travaso per i sindaci dell’Ulivo. Forza Italia fa i conti con l’elettore «infedele». L’istituto Cattaneo sottolinea: premiati i primi cittadini che hanno governato bene, ha pesato l’«effetto carica»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 18 novembre 1997 [p.1]
La giornata in Italia. L’Ulivo si afferma in 3 delle grandi città al primo turno delle amministrative; Bicamerale sotto tiro. Si consolida il partito dei sindaci ed è più ulivista che dalemiano. Contano meno le identità e più il potere, i primi cittadini lo usano intelligentemente e fanno il pieno. Quanto pesa Rutelli (da solo)
1997-11-16
Pechino: dopo 18 anni di carcere torna in libertà, ufficialmente per ragioni di salute, Wei Jing-sheng, considerato il padre del dissenso cinese.
1997-11-17
Deir el- Bahari (Egitto): un commando di 6 persone assalta il tempio della regina Hatshepsut e spara sulla folla dei turisti, per la maggioranza europei, causando 60 morti e circa 80 feriti. I terroristi sono raggiunti dalle forze di polizia e dopo uno scontro a fuoco sono tutti uccisi. In serata l’attentato è rivendicato dalla Jamaa Islamiya, gruppo terrorista mussulmano si prefigge di imporre in Egitto la legge del Corano.
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