XIII Legislatura - I governo Prodi
XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
1997-11-25
In tutta Italia manifestazioni organizzata dalla Coldiretti per sollecitare il Governo ad una maggiore attenzione ai problemi dell’agricoltura. Le iniziative vedono complessivamente la presenza di oltre 500 mila persone che nelle varie città del Paese bloccano il traffico con l’ausilio dei trattori. I manifestanti consegnano ai prefetti dei capoluoghi di Provincia un documento in cui chiedono 20 mila miliardi in tre anni per l’agricoltura, un fisco più equo e una politica di sostegno e tutela della Unione Europea per i prodotti italiani di qualità.
«l'Unità»
«l’Unità», 26 novembre 1997 [p.15]
Nedo Canetti, Le manifestazioni della Coldiretti in cento città: «Rilanciamo l’agricoltura». Mezzo milione di contadini. hanno invaso la penisola. Quote latte: arrivano 700 miliardi di rimborsi; Bloccata per diverse ore l’autostrada nei pressi di Vicenza. Ma i Cobas non mollano. Blocchi e liquame sulla A4. Le proteste non si fermano anche dopo le assicurazioni del governo. «Non abbiamo più nulla da perdere, quindi andiamo avanti»; D’Alema «Apriamo un dialogo»
1997-11-28
Il Consiglio dei ministri vara il decreto legge che prevede un parziale rimborso per le multe pagate dagli allevatori per le «quote latte» gli eccessi di produzione del latte nel biennio 1996-1997.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 29 novembre 1997 [p.3]
Vanni Cernero, L’Unione Europea chiede chiarimenti: «Se è un aiuto di Stato va contro le regole di concorrenza». Quote latte, il decreto non porta pace. I Cobas rifiutano gli 830 miliardi offerti dal Governo; Fabio Poletti, «I trattori restano qui». Ma parte dei produttori vuole evitare altri scontri; Francesco Grignetti, Lo sfogo del ministro. «Basta accuse alla polizia». Napolitano: inammissibili quei blocchi; a.m., Un arresto. Per la guerriglia con la polizia; a.m., Ex deputato. Aggredito a badilate
1997-11-28
Il presidente di Telecom Italia, Guido Rossi, si dimette.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 29 novembre 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: È scontro dopo la privatizzazione. Rossi lascia la Telecom;
p.1-p.5- Editoriale, Massimo Giannini, La lotta fra Stato e mercato;
p.5- Francesco Manacorda, I soci privati appoggiano la linea di Tommasi. Due Comitati consultivi guideranno il gruppo. Telecom, Rossi lascia la presidenza. In tempi brevi il nuovo vertice, Jaeger vicepresidente; Chi siede in Consiglio (grafico); Valeria Sacchi, Il personaggio. Uomo scomodo senza rimpianti. La terza uscita del professore. Prima aveva lasciato Consob e Ferruzzi
«La Stampa», 30 novembre 1997 [p.5]
Valeria Sacchi, L’ex numero uno del gruppo si confessa. Umberto Agnelli: meglio un presidente non operativo. Rossi: «Non vado all’Antitrust». Telecom, resta alto lo scontro sulle dimissioni; r. e. s., «Torno in Bocconi» «Molti meno contrasti di quanto appaia»; Massimo Giannini, Il day after di Palazzo Chigi. L’amara autodifesa di Micheli. «Nessuno ha fatto pressioni»; Ugo Bertone, Le nomine e il PDS. «È tutta colpa dei privati». Turci nega un contrasto Prodi- D’Alema [intervista a Lanfranco Turci]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 29 novembre 1997 [p.3]
Editoriali, I Rossi e il capitalismo
1997-11-29
La Camera approva il decreto sull’IVA
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 30 novembre 1997 [p.3]
Maria Teresa Meli, La Camera approva (312 voti) il decreto sull’IVA: la svolta per la Finanziaria dopo un vertice con Veltroni e Prodi. Fini offre la pace al Governo. «Meno emendamenti, ma basta voti di fiducia»; I numeri della maratona a Montecitorio (scheda); L’Iva pesante. Così le nuove aliquote. Gli altri provvedimenti (scheda)
1997-11-29
Crisi politica nella Repubblica Ceca.
1997-11-30
Elezioni amministrative. Secondo turno Ballottaggi
- Elezioni amministrative. Secondo turno Ballottaggi
1997-11-30
Elezioni amministrative secondo turno. Ballottaggi in 43 città e in 4 Province, Como, Genova, Varese e Vicenza. Più di sei milioni di elettori. In Sicilia si vota per il primo turno: 195 comuni, di cui 55 con popolazione sopra i 10 mila abitanti. Due milioni e mezzo di elettori. Si registra un successo dell’Ulivo che conquista 21 sindaci mentre il Polo si aggiudica 13 sindaci e la Lega 8. In Sicilia vince al primo turno a Palermo e a Catania.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 30 novembre 1997 [p.6]
r.i., Si vota anche in Sicilia: Leoluca Orlando ed Enzo Bianco cercano la riconferma al primo turno. Centro- destra all’esame di riparazione. Oggi i ballottaggi per i sindaci; I ballottaggi di oggi (scheda); Piero Bottino, Un duello al fotofinish. La disfida dei quattro voti. Alessandria, due candidati sul filo di lana; La maratona in televisione
1997-12-01
Dopo la sconfitta subita alle elezioni comunali, il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini decide di commissariare la federazione provinciale di Roma, diretta fino allora da Teodoro Buontempo, e nomica commissario Francesco Storace. Annunciati nuovi provvedimenti.
1997-12-01
L’ENEL dà vita a una nuova società di telefonia la Wind, vi partecipano la Deutsche Bank e la France Telecom che si dividono il 49% del capitale mentre l’ENEL ne detiene il 51%.
1997-12-01
Quote latte
Gli allevatori occupano per protesta la via Aurelia. Elaborato un documento da presentare al Governo per il ritiro del decreto approvato dal Governo il 28 novembre. Il documento chiede la restituzione delle multe pagate per le ultime tre annualità di produzione del latte, la cancellazione delle irregolarità nei bollettini pubblicati dall’Agenzia per gli interventi nei mercati agricoli (AIMA), una campagna che assegni i quantitativi di latte a coloro che lo producono davvero e la negazione di questi diritti a chi non possiede animali. Il giorno successivo gli allevatori dichiarano che uccideranno le mucche se non verranno esaudite tutte le loro richieste. Il 3 dicembre a Mantova e a Modena quintali di latte sono versati sulle strade e sui binari dei treni. Si minaccia di interrompere la distribuzione del latte nei negozi. Il 4 dicembre è organizzata una fiaccolata di protesta davanti alla Camera dei deputati.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 2 dicembre 1997 [p.2]
r.cri., Pinto: «Non incontrerò gli allevatori, il decreto sulla restituzione delle multe non si tocca». I Cobas: «Dai negozi sparirà il latte». Cresce la protesta, quintali di latte rovesciati sulle strade; (Ansa), Bruxelles, Presto il decreto all’esame dell’UE; I numeri del latte (tabella); Gabriele Beccaria, Il politico. Pecoraro: il ministro sbaglia. «Trattare non significa cedere ma non rimborsiamo i disonesti» [intervista a Alfonso Pecorare Scanio]; g. bec., Il ribelle. Marchioron: ci non divideranno. «Anche chi è in quota ci appoggia. Scateneremo una crisi tremenda» [intervista a Ruggero Marchioron]; r. cri., I distributori. «Consumatori state tranquilli». Torino i dirigenti della Centrale «Il blocco? Progetto impossibile» [intervista]
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [p.16]
r.cri., I produttori di latte manifestano davanti alle scuole, oggi una delegazione al Senato. Roma entra nel mirino dei Cobas. «Potremo invadere la capitale con i trattori»; Ferdinando Camon, Un giorno nella fattoria. «Dodici ore nella stalla. Così vive un allevatore»
«La Stampa», 5 dicembre 1997 [p.13]
Tonio Attino, Strade bloccate dai trattori, scontri: i produttori chiedono controlli di guerra. Olio, la Puglia apre la guerra. «Basta con le importazioni, no alle continue sofisticazioni»; r. r., Per il latte. Un presidio a Palazzo Chigi; Edoardo Raspelli, È da anni che si vende, giocando sull’equivoco, uno scadente prodotto che arriva da Paesi lontani. Quel gioiello tradito a tavola
1997-12-02
Mario Cervi è nominato direttore del quotidiano «Il Giornale»
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 dicembre 1997 [p.3]
R.C., La nomina dopo il rifiuto di Bettiza. Condirettore Belpietro. Cervi alla guida del Giornale. In realtà sarà il «numero due» a comandare. Nuova condanna: diffamate le coop
1997-12-02
Si svolge a Ottawa (Canada) la Conferenza anti-mine. 150 Paesi firmano il trattato che mette al bando le mine antiuomo. Non aderiscono al trattato Stati Uniti, Russia e Cina, tre Paesi dei cinque che compongono il Consiglio di sicurezza dell’ONU. Per l’Italia presente alla Conferenza il ministro degli Esteri Lanfranco Dini.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 3 dicembre 1997 [p.9]
Andrea di Robilant, Ma tra i centoventuno aderenti non ci sono USA, Russia e Cina. Si realizza il sogno di Lady D. A Ottawa la firma del trattato anti-mine
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [p.11]
Andrea di Robilant, Ma pesano le assenze di USA, Russia e Cina oltre a quelle di molti Paesi mediorientali. Un mondo (quasi) senza mine. Ottawa, firmano il trattato 125 Paesi; 110 milioni di ordigni in giro per il mondo (mappa); Carmelo Sommaruga ( Il N.1 della Croce Rossa), Gli altri seguiranno
1997-12-03
Rimpatrio albanesi
Secondo la «direttiva Prodi» i 4.700 profughi albanesi che si trovano irregolarmente in Italia debbono essere rimpatriati al più presto. Sono previsti benefici per coloro che accetteranno volontariamente il rimpatrio. Nei giorni successivi inizia l’operazione rimpatrio. A Cassano delle Murge (Bari) 90 albanesi attuano per tre giorni lo sciopero della fame e dovranno intervenire i carabinieri per costringerli a salire nei pullman per il rimpatrio. Il bilancio dell’operazione è la chiusura di 51 centri di accoglienza, 544 rimpatri e 273 permessi di soggiorno concessi. L’operazione è contestata da Rifondazione, Verdi e da alcuni settori del PDS. Critiche al Governo Prodi anche da parte del presidente albanese Rexhep Meidani.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Già partiti oltre 300 immigrati. Prodi: «Applichiamo la legge». Albanesi, rimpatrio forzato. Blitz della polizia, chiusi sette centri;
p.1-p.3- Pierangelo Sapegno, Il sogno perduto;
pp.2-3- Titolo pagine: Carabinieri e polizia hanno cominciato le irruzioni all’alba, poi l’imbarco su aerei e navi. Prodi: applicata la legge con saggezza e umanità. Ma il vescovo di Lecce: la forza non serve;
p.2- Gabriele Beccaria, Un blitz dà il via al rimpatrio. Chiusi sette centri, tornano a casa 300 albanesi; I numeri dell’operazione (scheda); Maurizio Molinari, L’accordo tra Roma e Tirana. «Rimandateceli o facciamo un regalo all’opposizione»; m. mo., «Scelta cinica e sleale». Rifondazione contro il Governo [intervista a Ramon Mantovani];
pp.2-3- pie. sap., Il sogno svanito. «Curate voi la bimba». Ma il trucco del papà fallisce;
p.3- Massimo Gramellini, Annuncio trionfale: «In 38 vedono Mixer e scelgono il rimpatrio». Il potere ipnotico della TV
«La Stampa», 5 dicembre 1997 [p.1-p.9]
p.1- Titolo: Critiche al rimpatrio forzoso, Dini: ma non possiamo tollerare immigrati clandestini. Albanesi, tiro incrociato sul Governo. Napolitano replica: nessuna violenza sui profughi;
p.9- fra. gri. (Francesco Grignetti), Proteste da destra e sinistra. Tremaglia: spettacolo indegno. Ma Dini: non possiamo tollerare i clandestini. Albanesi, bufera sui rimpatri. Fuoco incrociato sul Governo: metodi brutali; I numeri dell’operazione (scheda); Francesco Grignetti, «Basta ipocrisie». Achille Serra: era giusto far rispettare la legge [intervista a Achille Serra]; Cesare Martinetti, La replica del ministro. Napolitano: sui profughi non c’è stata violenza [intervista a Giorgio Napolitano]; Pierangelo Sapegno, L’altra faccia del blitz. «Noi, miracolati nel Paese dei sogni». Speranze e progetti degli immigrati che sono rimasti
1997-12-03
Silvio Berlusconi e il presidente di Reteitalia (holding televisiva del gruppo Fininvest) Carlo Bernasconi sono condannati dal Tribunale di Milano a 1 anno e 4 mesi di reclusione per falso in bilancio per 10 miliardi di fondi neri ottenuti gonfiando il prezzo d’acquisto della «Medusa cinematografica». I fatti risalgono al 1987 e la pena è totalmente coperta dal condono varato nel 1990 dal Governo Andreotti.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [p.5]
Paolo Colonnello, Per l’accusa Reteitalia aveva creato fondi neri per 10 miliardi: assolti Galliani e Foscale. Prima condanna e condono per Berlusconi. Sedici mesi per falso in bilancio nella vicenda Medusa; Claudio Tito, «Un problema in più». Mastella: ora nel Polo serve uno come Amato [intervista a Clemente Mastella]; d. c.d., Lo sfogo del Cavaliere. «Vogliono sfregiare la mia immagine». «è la dimostrazione dell’odio ideologico del Pool» [intervista a Silvio Berlusconi]; r. m., Ritratto del magistrato che ha emesso la sentenza: due passioni, bridge e Juve. D’Avossa, il giudice non schierato
1997-12-05
Il Consiglio dei ministri nomina all’unanimità il costituzionalista Enzo Cheli alla presidenza dell’Authority per le telecomunicazioni e ufficializza la scelta di Napoli come sede della nuova autorità. Gli altri otto membri dell’Authority saranno scelti dal Parlamento.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 dicembre 1997 [p.3]
Marcella Ciarnelli, Il Consiglio dei ministri unanime sulla designazione, il Parlamento eleggerà gli altri otto membri. Authority per le telecomunicazioni alla presidenza passa il nome di Cheli. Confermata Napoli come sede, Torino protesta per la scelta; Un garante tra «Alice» e pandette; Vito Faenza, Plaude anche il Polo. Bassolino: un premio per tutto il Sud
1997-12-05
Massimo D’Alema visita ufficiale in Messico. Il segretario del PDS svolge alcune conferenze sulla situazione italiana, sulla costituenda Cosa 2 e sulla scelta dell’Ulivo. Incontra Cuauhtemoc Cardenas, sindaco di Città del Messico e il presidente Ernesto Zedillo, che dal 1994 guida repubblica centramericana.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 dicembre 1997 [p.4]
Vittorio Ragone, Il segretario del PDS racconta la politica italiana agli intellettuali di Città del Messico. D’Alema: «La Cosa 2 sarà un partito di tipo nuovo». «La scelta dell’Ulivo non è reversibile». Sulla Lega: «Non c’è un pericolo effettivo di divisione del paese, ma combattiamo la filosofia secessionista». Sinistra innovatrice e sinistra conservatrice; Il leader PDS incontra Cardenas e Zedillo
1997-12-06
Si svolge all’Hotel Plaza di Roma la Direzione di Alleanza Nazionale (AN). Gianfranco Fini presenta gli obiettivi che assegna al partito: un risultato positivo alle elezioni europee del 1999 e la creazione di una Nuova Destra ispirandosi a quella del presidente francese Jacques Chirac e dell’ex premier inglese Margaret Thatcher. Rispetto alla vita interna del partito vuole porre fine allo scontro fra la destra «sociale» e quella «liberista». L’8 dicembre Fini nominerà due coordinatori nazionali: per il Nord Tommaso Foti, dirigente d’azienda, e Alfredo Mantovano, magistrato leccese, per il Sud.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 dicembre 1997 [p.3]
Paola Sacchi, Stamane all’hotel Plaza di Roma convocata una decisiva riunione della Direzione del partito. Fini prepara la stangata per i colonnelli di AN. Ma lo scontro tra le correnti si fa sempre più forte. Ieri il presidente ha passato la giornata da solo a lavorare a una relazione che tutti prevedono durissima. Potrebbe annunciare che se perderà di nuovo le elezioni si ritirerà nel ‘99. Lo scontro tra l’anima liberista e la destra sociale. «Sono quattro anni che non si fa un Congresso
«l’Unità», 7 dicembre 1997 [p.3]
Paola Sacchi, Il leader di AN liquida i contrasti tra «liberisti» e «sociali» come puro scontro di potere
Fini parla di grave sconfitta. «Colonnelli, siete dorotei». Berlusconi si guadagni la leadership, no alla Lega; Enzo Roggi, E il Cavaliere intanto affoga nelle lacrime; Il Cavaliere. Hai idee? Daccele...; Stefano Di Michele, Al fianco di Fini, l’eterno Tatarella è tra i pochi vincitori dello scontro in AN. Gasparri il grande sconfitto. Gianfra’ è inamovibile, Pinuccio indispensabile: e così la strana coppia sopravvive alla tempesta. «Catarsi, catarsi», grida La Russa, e Maceratini aspetta che rotolino le teste. «Io vi amo», dice Fiori e Maurizio, l’ex enfant prodige, la prende con (apparente) filosofia. Armaroli: «Non possiamo non dirci tatarelliani». Buontempo, er Pecora, ce l’ha con chi vuole «affogare Berlusconi; S.D.M., Parla il capo della corrente liberista che pareva spacciato. Urso: «Tornare indietro? Sarebbe follia». «Fini ha indicato la strada di una moderna destra europea». «Non si tratta di gridare di più, ma di pensare di più» [intervista a Adolfo Urso]
1997-12-09
< Sedute precedenti Legge n. 453/1997 Senato della Repubblica 20-21 novembre 1997
Camera dei deputati: discussione della Finanziaria approvata dal Senato nelle sedute del 20-21 novembre 1997. Il testo sarà approvato con modificazioni nelle sedute della Camera del 18-19 dicembre 1997.
XIII Legislatura Camera dei deputati sedute del 9 e del 10 ottobre
Seduta n. 282 - 9 dicembre 1997 [video della seduta]
Discussione sulle linee generali. Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica. Legge di Bilancio. Legge Finanziaria (approvate dal Senato)
Seduta n. 283 - 10 dicembre 1997 [video della seduta]
Sedute successive Legge n. 453/1997 Camera dei deputati 18-19 dicembre 1997>
1997-12-09
Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale (AN), è intervista da Enzo Biagi a «Il Fatto» la trasmissione televisiva condotta da Enzo Biagi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«L’Unità», 11 dicembre 1997 [p.6]
Paola Sacchi, Il leader di AN intervistato da Biagi a «Il Fatto» sfugge al giudizio sull’eredità dell’ultimo fascismo. Fini: «Vado avanti col rinnovamento. Ma Salò è un dato storico, non politico». Bacchettate a La Russa sulla Lega. Scontro con Tatarella per il Sud; Roberto Roscani, Lo storico Mario Isnenghi sul dibattito nelle file di AN. «Sì, c’erano anche ragazzi in buona fede ma la RSI fu strumento degli orrori nazisti». Le dinamiche individuali sono legittimamente oggetto di riflessione, ma alla destra postfascista manca una ricerca storiografica sulle proprie radici. Si è solo cercato uno spazio nella «vulgata» degli studi di De Felice [intervista a Mario Isneghi]
1997-12-10
Silvio Berlusconi, nel corso di una Conferenza stampa annuncia che non si presenterà davanti al pool di Milano che gli ha recapitato l’invito a comparire sul «caso Squillante», le cosiddette toghe sporche e le varie mazzette circolate all’ombra della Fininvest alla fine degli anni Ottanta inizio anni Novanta. negli anni del craxismo. Il leader di Forza Italia coglie l’occasione per lanciarsi in un duro attacco al pool di Milano e alla Magistratura.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«L’Unità», 11 dicembre 1997 [p.6]
Marco Brando, Il leader di FI non accoglie l’invito a comparire per il caso Squillante e sferra un duro attacco al pool. Berlusconi: «Mai dai pm milanesi. Vogliono eliminarmi dalla politica». Secondo il Cavaliere davanti a quei magistrati «è impossibile una difesa reale e mancano i requisiti dell’imparzialità». Disponibilità a essere interrogato in un’altra città. Ci saranno conseguenze politiche? «No, anche se farebbe comodo»; «Arrestare l’on. Cito». Sì della Giunta della Camera
1997-12-11
Conferenza di Kyoto sull’inquinamento atmosferico
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 1° dicembre 1997 [p.10]
Gabriele Beccaria, Europa, USA e terzo Mondo divisi alla Conferenza di Kyoto sull’inquinamento atmosferico. L’effetto serra spacca il mondo in tre. L’UE: misure drastiche. Clinton frena. E i Paesi poveri non accettano vincoli; Coste, isole, delta e città che sono in pericolo a causa dell’innalzarsi dei mari (mappa)
«La Stampa», 2 dicembre 1997 [p.9]
a.d.r., Il Giappone è ottimista, ma gli USA frenano l’Europa che vorrebbe regole più severe. «Dieci giorni per cambiare il mondo». Via al vertice sull’effetto serra; Come funziona l’effetto serra (grafico); I gas incriminati (scheda)
«La Stampa», 3 dicembre 1997 [p.9]
e.st., «Volete ridurre i gas serra? Cominciate voi, che avete sempre disatteso gli impegni, non noi». «L’Occidente faccia penitenza ecologica». Terzo Mondo all’attacco alla Conferenza di Kyoto; Il decalogo dell’auto protezione (scheda); Emma Haughton, La salute in trincea. Le metropoli del Pianeta malate di cuore e polmoni; (Agi-Ap), Australia in fiamme. Minacciata una centrale nucleare
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [p.11]
(Ansa- Agi), L’UE ribadisce: rifiutiamo di assumere impegni più restrittivi di quelli di Washington. Chiesta la grazia per 3 Killer del clima. Kyoto: «tagliati» alcuni gas, difesa a oltranza per altri
«La Stampa», 5 dicembre 1997 [p.7]
(Agi-Ap-Efe), Anche Canada e Nuova Zelanda propongono il rimboschimento totale. «Meno gas? No, meglio più alberi». Proposta USA per sbloccare l’impasse a Kyoto
«La Stampa», 9 dicembre 1997 [p.10]
(Ansa- Agi), Il vicepresidente americano assicura una vaga «flessibilità nelle trattative». Kyoto, Al Gore attacca l’Europa. «Sulla riduzione dei gas promette l’impossibile»
«La Stampa», 10 dicembre 1997 [p.8]
Andrea di Robilant, Il premier giapponese chiama Clinton, Prodi e Kohl per cercare un’intesa in extremis. Un giorno per salvare la terra. A Kyoto il rischio di fallimento
«La Stampa», 11 dicembre 1997 [p.8]
Andrea di Robilant, Intesa su un taglio del 6% ma America e Terzo Mondo subito polemizzano. Kyoto, i dannati dell’Ambiente. Lavori prolungati di un giorno
«La Stampa», 12 dicembre 1997 [p.8]
Andrea di Robilant, Limiti differenziati per USA, UE e Giappone, niente impegni dal Terzo Mondo. Greenpeace: è una farsa. A Kyoto accordo per sfinimento. Taglio del 5% ai gas serra, ma non piace a nessuno; Emissioni di anidride carbonica nel 1990 (scheda)
1997-12-12
Quote latte
12 dicembre: il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, intervenendo alla Scuola di Polizia di Nettuno critica duramente le modalità in cui si stanno svolgendo le manifestazioni degli allevatori per le «quote latte» e definisce reato i «blocchi stradali».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 dicembre 1997 [p.4]
Michele Sartori, Il pidiessino Pietro Folena concorda con il presidente. Bossi attacca: «Farneticazioni di un ottuagenario». L’ira di Scalfaro contro i Cobas latte. «I blocchi stradali sono un reato». Gli allevatori: «Siamo sgomenti, si istiga a usare il manganello»; Jenner Meletti, In viaggio con gli allevatori modenesi. Sono pochi, ma basta che c’è la TV... La «marcetta» di trenta trattori, dall’Emilia a Roma. Alla partenza ci sono più telecamere che mezzi. «I veneti hanno tirato il letame - dice il leader - e noi non possiamo andare davanti palazzo Chigi?»; Olio. In Puglia ancora proteste
13 dicembre: su richiesta del questore il prefetto di Roma vieta fino al 18 dicembre la circolazione dei mezzi agricoli in tutto il territorio della capitale. Alle porte di Roma già sono presenti una quindicina di trattori. Altri sono in arrivo. Il divieto non blocca i Cobas degli allevatori che domenica 14 vogliono essere in Piazza San Pietro e il 15 davanti Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio annuncia che nei giorni successivi incontrerà il mondo dell’agricoltura.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 dicembre 1997 [p.16]
Jenner Meletti, Fino a giovedì prossimo vietata la circolazione dei mezzi agricoli per le strade della capitale. Il prefetto di Roma: stop ai trattori. «Ma noi andiamo avanti lo stesso». La decisione presa su richiesta del questore. Ma i Cobas sono intenzionati ad essere questa mattina in piazza San Pietro e domani davanti ai palazzi del potere politico. Alle porte della città giunti solo 15 trattori: «Ma vedrete, altri arriveranno»; Ma il premier annuncia: nei prossimi giorni incontrerò il mondo dell’agricoltura. Prodi: «Da Scalfaro parole meditate». L’ex Guardasigilli Mancuso insulta il Capo dello Stato. Il presidente veneto Galan: «Mancino è un lacchè».
14 dicembre: una rappresentanza dei Cobas è in Piazza San Pietro. Due trattori, trasportati su un camion, sono arrivati sulla piazza insieme alla mucca «Ercolina». Al momento dell’Angelus la benedizione di Giovanni Paolo II. Previsto per il giorno il presidio davanti a Palazzo Chigi. Al Nord intanto proseguono proteste e presidi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 15 dicembre 1997 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Il Pontefice saluta alcuni allevatori a San Pietro: «Più attenzione ai loro gravi problemi». Il Papa benedice i Cobas del latte. Il governo: non si cambia linea. Fino a Roma coi trattori, alcuni hanno assistito all’Angelus. Wojtyla: vicino alla benemerita gente dell’agricoltura. Oggi a Palazzo Chigi. Il ministero: più di quello che abbiamo fatto non si può;
p.3- Jenner Meletti, Nella capitale con i trattori caricati su un camion per aggirare il divieto. E la mucca Ercolina diventa una star. Gli allevatori «sbarcano» a San Pietro Woityla: «Sono vicino ai vostri problemi». Successo a sorpresa della marcia. «Ora vogliamo vedere Prodi»; I modenesi a Roma, mentre gli allevatori veneti e lombardi puntano su Bruxelles. Oggi la protesta davanti a Palazzo Chigi. Ma il governo non concederà di più. Dopo la presentazione del decreto sulle restituzioni, è in Parlamento che si gioca la partita. Le regole, però, sono fissate dall’UE. Il ministro dell’Agricoltura, Pinto, incontrerà oggi a Lussemburgo i colleghi europei; Al Nord proseguono proteste e presidi
15 dicembre: la protesta si sposta davanti a Palazzo Chigi. Una delegazione è ricevuta dal vicesegretario generale alla presidenza del Consiglio Battini. Nessun passo avanti. Il presidente del Consiglio nel corso di una iniziativa a Bologna afferma che si incontrerà con gli allevatori ma precisa «con tutti», quindi non solo con i Cobas. Il ministro dell’Agricoltura da Bruxelles, dove si è svolta la prima giornata del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura europei, ribadisce che il decreto del Governo non si tocca e chi risulterà in regola sarà rimborsato secondo quanto dovuto. Considerato deludente l’incontro con Battini gli allevatori minacciano una marcia sulla capitale con i 100 trattori schierati al km. 29 dell’Aurelia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 dicembre 1997 [p.2]
Angelo Faccinetto, Chiesto faccia a faccia con il premier. Il governo avverte: «Le manifestazioni rispettino la legge e la collettività». Latte, blocchi Cobas da sud a nord. Prodi: «Trattativa, ma con tutti». Gli allevatori non mollano, domani in udienza dal Papa; I focolai della protesta (mappa); Michele Sartori, Il capo degli allevatori del Veneto. «Siamo i truffati, l’Italia l’ha capito». Parla il «generale» Marchioron. «Vogliamo delle risposte, ma la lotta non è contro questo governo: hanno più responsabilità la Poli Bortone e le organizzazioni vicine al ministro Pinto» [intervista a Ruggero Marchioron]; Sergio Sergi, Il ministro a Bruxelles: «Non facciamo barricate ma il decreto non si tocca; con la UE trattative concluse». Pinto: rimborso totale per chi ha fatto il suo dovere
Il commissario Fischler apprezza la determinazione del governo di Roma. Emma Bonino: «Chi ha sbagliato deve pagare»
1997-12-12
Unione Europea
Lussemburgo: vertice dei ministri finanziari
12 dicembre: si discute dell’istituzione di un Consiglio dei ministri delle Finanze che aderiranno all’Euro a partire dal 1999 e per Inghilterra, Svezia, Danimarca e Grecia, paesi che non aderiranno subito alla moneta unica, la possibilità di intervenire sulle decisioni finanziarie comunitarie. A conclusione di una lunga e tesa discussione sì raggiunge un compromesso. Le decisioni comunitarie saranno assunte da tutti i 15 ministri dell’Eco-Fin mentre le questioni specifiche deciderà un Consiglio «informale» costituito dai Paesi a moneta unica. Incerta la distinzione fra decisioni comunitarie e quelle specifiche.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 dicembre 1997 [p.7]
Il compromesso prevede che le questioni di economia generale vengano discusse ancora da tutti e 15 i paesi. La UE trova un accordo sull’Euro X. Consiglio a 11 per la moneta unica. Il nuovo organismo avrà un potere informale e non decisionale. L’accordo riconosce ai membri dell’Euro il diritto di riunirsi per discutere dei problemi a loro specifici ma le decisioni saranno prese dai 15. Prodi: un compromesso salomonico; Sergio Sergi, Oggi il via ufficiale ai negoziati con i primi sei paesi. Nessun accordo sul caso-Ankara. Allargamento, la Turchia divide l’Unione. Yilmaz sbatte la porta: «Torniamo a casa». Il presidente di turno della UE, Jean Claude Juncker, alla BBC: «In Turchia si torturano ancora i cittadini». La Francia e l’Italia vogliono che il paese sia incluso nella Conferenza Europea ma Bonn e Grecia si oppongono
13 dicembre: seconda giornata di discussione. Si decide sul processo per l’allargamento dell’Unione a Polonia, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia e Cipro. I negoziati inizieranno ad aprile del 1999 e sarà monitorato negli anni il processo di ogni Paese. Dibattuta anche l’allargamento alla Turchia, per la quale prevale un’ «Ammissione col condizionale» subordinata cioè al suo rispetto delle regole che riguardano i rapporti con Cipro, di cui occupa un terzo del territorio.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 dicembre 1997 [p.12]
Sergio Sergi, Passa a Lussemburgo l’ipotesi dell’allargamento dell’Unione a undici nuovi paesi. Trattative già nel ‘98. L’Europa rompe il Muro verso Est e tende la mano anche alla Turchia. Polonia, Ungheria, repubblica Ceka, Slovenia, Estonia e Cipro inizieranno i negoziati tra pochi mesi, gli altri seguiranno a ruota. Prime adesioni previste per il 2004. Il nodo di Ankara. I leaders: «Una pietra miliare, cambieremo faccia al continente»; (Ansa), La lenta marcia dei paesi ex comunisti. Undici candidati sulla porta ma i loro standard sono lontani. Oltre cento milioni di persone con un reddito medio pari appena al 30% di quello comunitario. Inizia il quinto allargamento in 40 anni di storia europea
14 dicembre: le conclusioni sull’allargamento alla Turchia provocano la dura reazione del ministro turco degli Esteri Mesut Yilmaz che minaccia di chiudere ogni rapporto con l’Unione Europea e di procedere all’integrazione del settore turco di Cipro se dovessero iniziare i negoziati per l’adesione della Repubblica greco- cipriota all’Unione Europea.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 15 dicembre 1997 [p.7]
Sergio Sergi, Il Governo di Ankara rifiuta l’invito alla Conferenza di Londra che raggrupperà i candidati all’adesione. La Turchia sbatte la porta all’Europa. «Non accettiamo nessuna condizione». Respinto il documento stilato dalla Ue a Lussemburgo dove si elencano «criteri e principi» da onorare. Polemica sui diritti umani. La Turchia annuncia che interrompe i colloqui sullo status di Cipro, l’isola divisa in due dal contenzioso con la Grecia; Gabriel Bertinetto, Il nodo di Cipro
è il vero ostacolo per l’avvicinamento di Ankara alla UE
1997-12-13
Silvio Berlusconi, in un incontro con i giornalisti prende posizione sul caso di Cesare Previti e la richiesta di arresto formulata alla Camera dai magistrati di Milano. Afferma che i deputati di Forza Italia voteranno secondo coscienza e minaccia l’ostruzionismo parlamentare se il testo della Commissione Bicamerale non subirà dei mutamenti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 dicembre 1997 [p.7]
Raffaele Capitani, Il Cavaliere: processo politico all’ex ministro, ma FI lascia ai parlamentari libertà di voto. Berlusconi difende Previti e minaccia la Bicamerale. Mussi: surreale annunciare l’ostruzionismo, ci ripensi; Polemica con Gaiotti su giustizia e politica. Borrelli: «L’arresto? Era doveroso chiederlo». E sulle riforme dice sì a «più referendum»; S.D.M., L’esponente di AN non sarà in giunta. La Russa: «L’accusa è dettagliata. Ma a che servirebbe l’arresto?». Quella del gip non è «un’ordinanza impressionistica, è concreta e tecnica», ma suscita «perplessità» il rischio dell’inquinamento delle prove dopo tanto tempo [intervista a Ignazio La Russa]; R. Rosc., Bielli (PDS): il dossier aggrava la posizione dell’ex ministro [intervista a Walter Bielli]; Enrico Fierro, Il gip: «Non esistono alternative al carcere, altre misure sono inidonee». Quel prestanome nella guerra di Segrate... Conti segreti e carte fatti letteralmente sparire, come quelli custoditi in una banca ginevrina che alla fine del ’96 recuperò in tutta fretta.
1997-12-17
Quote latte
17 dicembre: a Palazzo Chigi si avviano i lavori del cosiddetto «Tavolo verde», gli incontri del Governo con le associazioni del mondo contadino. Non sono invitati i Cobas che per protesta, forzando ogni divieto, minacciano di entrare a Roma con i loro 100 trattori che sostano sull’Aurelia. Manifestazione davanti al Senato mentre una delegazione di 200 allevatori è a Piazza San Pietro all’Udienza del Pontefice con loro la mucca «Ercolina» che intendono regalare al Pontefice che ringrazia ma non accetta.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 17 dicembre 1997 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: Latte, summit a Palazzo Chigi. I Cobas al premier: guai se ci escludi. E donano la mucca Ercolina al Papa;
p.7- r. cri., I Cobas manifestano al Senato e protestano per l’esclusione dal vertice. Di Pietro: sbaglia chi lancia letame. Latte, una sfida a tre a Palazzo Chigi. Incontro Governo- associazioni agricole; Francesco Grignetti, Nel presidio alle porte di Roma. «Regaliamo al Papa la mucca Ercolina». Gli allevatori: o Prodi ci riceve o non molliamo; e. d. m., Assedio alla Borsa risi. Vercelli, via alla protesta contro le importazioni
18 dicembre: l’ordinanza prefettizia che proibisce l’ingresso dei trattori a Roma è prorogata per altri 4 giorni. La capitale e sotto assedio da parte dei Cobas che nonostante il divieto marciano verso la capitale con i loro trattori. Bloccato il raccordo anulare e tutte le vie consolari. Una folta delegazione dei leader dei Comitati spontanei è ricevuta al Senato da una rappresentanza dei gruppi della Sinistra Democratica e dei Verdi guidata da Cesare Salvi. I senatori prendono l’impegno di promuovere nuovi incontri prima della ripresa della discussione al Senato del decreto sul rimborso delle multe. L’incontro giudicato da entrambe le parti soddisfacente consente la fine dell’assedio romano. Una tregua natalizia. Il giorno dopo i Cobas ripartono per il Nord.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 19 dicembre 1997 [p.2]
Fabrizio Roncone, Solo in serata situazione più tranquilla. «Le promesse di Prodi ci fanno star meglio, però non bastano». Roma per ore sotto l’assedio dei trattori. Consolari bloccate, traffico nel caos. Oggi il summit degli allevatori: «Ma forse a Natale si torna a casa»; Vincenzo Vasile, Critiche a chi cavalca ogni protesta. Scalfaro insiste. «Le aggressioni sono da codice penale»; Angelo Faccinetto, Per il segretario della CISL ha fatto bene Prodi a non ricevere i loro leader. D’Antoni: «Si deve trattare, ma non con i Cobas». Il dialogo, per il sindacalista, va condotto solo con organizzazioni rappresentative in grado di assumersi anche le loro responsabilità [intervista a Sergio D’Antoni]; E Cofferati: giornalisti troppo indulgenti
«l’Unità», 20 dicembre 1997 [p.4]
Nedo Canetti, La decisione dopo l’incontro con i senatori della Sinistra democratica. Soddisfatti Robusti e Carandini. Latte, i Cobas del Nord lasciano Roma. Salvi: «Ragionevoli alcune richieste»
Gli atti della commissione d’inchiesta al tribunale dei ministri; Manifestazioni in tutte le città. Coldiretti torna in piazza. Dopo i trattori offre un maxi pic-nic; Michele Ruggiero, Riccardo Greppi, presidente della Borsa merci di Vercelli accusa la politica UE. «La guerra del riso? È tutta colpa del Gatt...». I prodotti europei presi in una morsa. «E l’Italia non può più essere rappresentata a Bruxelles da tecnici incompetenti [intervista a Riccardo Greppi]
1997-12-18
< Sedute precedenti Legge n. 453/1997 Camera dei deputati 9-10 dicembre 1997
Camera dei deputati: discussione e approvazione con modificazione della Finanziaria. Il testo passa per l’approvazione definitiva al Senato sedute del 22-23-dicembre 1997.
Legge 27 dicembre 1997, n.453
Bilancio di previsione per l’anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per il triennio 1998-2000
XIII Legislatura Camera dei deputati sedute del 15 e del 16 ottobre 1997
Seduta n. 290 - 18 dicembre 1997 [video della seduta]
Seguito della discussione e approvazione con modificazioni
Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica. Legge di Bilancio. Legge Finanziaria
Seduta n. 291 - 19 dicembre 1997 [video della seduta]
Seguito della discussione e approvazione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 dicembre 1997 [p.2]
R. Wittenberg, Violante: positivo non ricorrere alla fiducia. Applausi per il ministro dell’Economia, stretta di mano con Bertinotti. Deficit dimezzato, inflazione domata. Ciampi alla Camera: missione compiuta. Entro Natale la legge finanziaria sarà approvata anche dal Senato; Prometeia. «Sarà l’anno della ripresa»; Angelo Faccinetto, Secondo l’Istat: ad ottobre il tasso è salito al 12,4%. Due milioni e ottocentomila a caccia di un posto. Ma adesso è emergenza disoccupazione. Si fa drammatica la «forbice» tra il Nord e il Sud. I sindacati: «Il Mezzogiorno è ora la priorità assoluta della politica economica»
Sedute successive Legge n. 453/1997 Senato della Repubblica 22-23 dicembre 1997>
1997-12-19
Bosnia
A Ahmici, nella zona di Vitez, un reparto di militari olandesi appoggiato da incursori americani dopo uno scontro a fuoco arresta i croati Anto Furundzija e Vlatko Kupreskie ricercati dal Tribunale dell’Aja. Sono accusati di crimini di guerra per il massacro di civili mussulmani avvenuto nella valle di Lasva nell’aprile del 1993
1997-12-22
Serbia
Il ministro degli Esteri Milan Milutinovic, candidato della coalizione di sinistra, è eletto nuovo presidente Vince al ballottaggio con poco meno del 60% rispetto a Vojislav Seselj, l’ultranazionalista candidato del Partito radicale. Secondo al Commissione elettorale ha votato solo il 50,53%. La vigilia delle elezioni è stata contrassegnata da aspri scontri fra i sostenitori dei due candidati. L’elezione di Milutinovic è contestata, gli oppositori denunciano brogli. Anche per l’OCSE l’elezione risulta viziata
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 23 dicembre 1997 [p.11]
«Alla fine passa il candidato di regime. Quorum per un soffio. La Serbia elegge Milutinovic fra accuse di brogli e proteste. L’ultranazionalista Seselj annuncia ricorsi contestando il dato sulla partecipazione al voto: il 50,53 secondo la Commissione elettorale. L’OCSE: elezione viziata.
1997-12-22
<Sedute precedenti Legge n. 453/1997 Camera dei deputati 18-19 dicembre 1997
Senato della Repubblica: discussione della Finanziaria 1998 come approvata dalla Camera nelle sedute del 18 e 19 dicembre e approvazione definitiva
Legge 27 dicembre 1997, n.453
Bilancio di previsione per l’anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per il triennio 1998-2000
XIII Legislatura Senato della Repubblica sedute del 22 e 23 dicembre 1997
Seduta n. 295 - 22 dicembre 1997
Discussione congiunta dei disegni di legge: 1. Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica (Collegato alla manovra finanziaria) (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) 2. Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per il triennio 1998-2000 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) 3. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1998) (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati)
Seduta n. 296 - 23 dicembre 1997
Seguito discussione e approvazione definitiva (voto finale con la presenza del numero legale)
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 24 dicembre 1997 [p.2]
v.cor., Ora è legge. Ciampi: ci porta in Europa. Il boom delle entrate traina il rapporto debito-pil sotto il 3%. Finanziaria, la rivoluzione del ’98. Per le pensioni di reversibilità vale anche la convivenza; Chi guadagna e chi perde. Come è cambiata la Finanziaria (scheda); La Cassazione. «Conta il tempo passato insieme»
1997-12-23
Luciano Violante (PDS), presidente della Camera, in un’intervista al quotidiano «Il Foglio» riferendosi ai reati di Tangentopoli dichiara che nel 1999 conclusa la stagione delle riforme istituzionali si porrà la questione dell’amnistia. Seguono polemiche e consensi più o meno prudenti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 dicembre 1997 [p.1-pp.4-5]
p.1-Titolo: Polemiche dopo l’intervista del presidente della Camera sulla fuoriuscita da Tangentopoli
Una raffica di no all’ipotesi di amnistia. D’Alema: «Nessun baratto sulle riforme». Violante replica: «Non ho mai fatto quella proposta»;
p.4- Vincenzo Vasile, Il presidente della Camera: «Il tema della soluzione politica di Tangentopoli fu posto dal pool di Milano». Violante: «Non ho proposto l’amnistia, ma bisogna superare la voglia di scontro». «Respingo le critiche di chi identifica la politica con baratti e complotti»; Marco Brando, Critiche dalla magistratura. D’Ambrosio: «L’amnistia è sempre una sconfitta per lo stato di diritto»
Borrelli: «C’è il rischio di demotivare i magistrati». Paciotti: «La corruzione non è finita, lo dicono le inchieste». Il procuratore capo di Milano: «Rispetto lo slancio ecumenico di Violante, ma i cittadini comuni sarebbero danneggiati. Quale senso avrebbe continuare a lavorare ai processi?». La presidente dell’ANM: «La legge costringerebbe i giudici a compiere un’ingiustizia»;
p.5- Roberto Roscani, Reazioni negative nel PDS all’amnistia: fax e telefonate. Veltroni: governo contrario. D’Alema: «Ipotesi prematura evitiamo inutili polemiche». Mussi: «Prudenza su Previti? Sì, ma non impunità»; Roberto Carollo, Il neosenatore ieri ha incontrato D’Alema. Di Pietro: «Fare i processi. La bufera non è passata. Parlare di amnistia oggi non è possibile»; Valutazioni positive di azzurri e CCD, problematica AN. Pisanu dichiara: «Forza Italia è pronta a parlarne». Berlusconi: «Non commento, ma basta con i veleni». Casini: «Bisogna chiudere la stagione di Tangentopoli». L’ex ministro di Giustizia del centrodestra, Alfredo Biondi, che firmò il decreto delle polemiche, si augura adesso che «non ci siano colpi di spugna». E Mantovano (coordinatore di Alleanza nazionale) chiede: «Come sfuggire a possibili rilievi di costituzionalità?»; Stefano Di Michele, Il direttore del Foglio racconta la conversazione con il presidente della Camera. Ferrara: «Un’intervista tra cronaca, politica e storia». La crisi del Polo? «È rimasto il vecchio MSI ristrutturato e battezzato, qualche spezzone DC, un fenomeno legato a un’azienda lombarda» [intervista a Giuliano Ferrara]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 23 dicembre 1997 [p.3]
Per Violante (nel ’99) si può scambiare l’amnistia con la confisca. Il presidente della Camera sollecita «Enorme prudenza» nell’uso delle autorizzazioni agli arresti [intervista a Luciano Violante]; Editoriali, Borelli maestro di Borelli
1997-12-25
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, concede la grazia a 5 ex brigatisti, Claudio Cerica, Manuele Villimburgo, Carlo Giomni, Paola Mauri, Marinella Ventura, e al terrorista nero Giovanni di Lellio, nessuno di loro si è macchiato di reati di sangue.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 dicembre 1997 [p.3]
Vincenzo Vasile, «Niente omicidi o stragisti» ha raccomandato il Capo dello Stato al ministro Flick che ha istruito la pratica. Sei ex terroristi graziati da Scalfaro. Non si sono macchiati di reati di sangue. Per Lisa Foa, del Comitato che si occupa del caso Sofri, il Presidente ha aperto una strada. Proteste dell’Associazione vittime del terrorismo. Manconi: atto dovuto. Commenti positivi dal PPI. Buttiglione: clemenza ma non per chi ha ucciso. Critiche da AN; I personaggi. Un ruolo da «fiancheggiatori» cinque erano BR e uno fascista; Cerica, ex BR: ecco come ho saputo che ero libero; Roberto Carollo, In discussione da 3 legislature la proposta di scontare le pene senza cancellare il reato. Anni di piombo, si torna a parlare d’indulto. Pisapia: dal Presidente un messaggio politico.
Siniscalchi (PDS): «Non si tratta di ribaltare una valutazione storica, ma di intervenire su uno squilibrio». La Russa (AN): «Annullare la legislazione d’emergenza risponde a criteri d’equità». Maiolo: nel Polo non c’è accordo; Marco Brando, Il sottosegretario alla Giustizia: l’intervento di Scalfaro è serio e responsabile. Ayala: l’emergenza è finita ma ci sono ferite aperte. «Un provvedimento generalizzato va affrontato coinvolgendo i parenti delle vittime. Amnistia per Tangentopoli? Pare non ne parli nessuno» [intervista a Giuseppe Ayala]
«La Stampa»
«La Stampa», 27 dicembre 1997 [p.1-p.3-p.10]
p.1-Titolo: Prodi boccia l’amnistia: nessun baratto, per ora non se ne parla. Graziati sei ex terroristi. Ma è polemica sul «sì» di Scalfaro;
p.1-p.10- Gad Lerner, La rottura di un tabù;
p.3- Francesco Grignetti, Il Quirinale ribadisce: nessuno di loro è stato coinvolto direttamente in fatti di sangue. Scalfaro grazia 6 terroristi, è polemica. Le vittime: se è una prova per l’indulto ci prendono in giro; Questi i principali condannati (elenco); fra. gri, Critiche a Flick. Puddu: non ci ha voluto ricevere (intervista a Maurizio Puddu); Giovanni Bianconi, Il «brigatista gentiluomo». Cerica: «Adesso pensiamo a quelli di Tangentopoli» [intervista a Claudio Cerica]; r.i., «Così si insulta la memoria dei caduti». I famigliari delle vittime: siamo sempre ignorati»
1997-12-26
Prodi in una intervista al TG3 traccia il bilancio del Governo nel 1997.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 dicembre 1997 [p.2]
Edoardo Gardumi, Il presidente del Consiglio fa il punto dei risultati del governo. Il vicepremier: «Ulivo, obiettivo strategico». Prodi: «Bisogna far durare la ripresa per creare nuova occupazione».
Veltroni: occorre rimuovere cattive abitudini e molti privilegi
1997-12-26
PRC: il presidente del partito, Armando Cossutta, in un’intervista all’Ansa attacca il lavoro della Bicamerale e si dichiara pronto a trovare un accordo anche con il centro e la destra per «ribaltare» il testo sulla Riforma istituzionale. Un segnale subito raccolto da Forza Italia, mentre Alleanza Nazionale, attraverso il portavoce Adolfo Urso, invita a un atteggiamento realistico.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 dicembre 1997 [p.2]
P. Sac. (Paola Sacchi), Cossutta pronto ad allearsi anche con il centro e con la destra per «ribaltare» il testo prodotto dalla Bicamerale. Riforme nel mirino del PRC e Forza Italia. Per Rebuffa, di Fi, il testo è tutto da rifare. Adolfo Urso, portavoce di Alleanza nazionale, invita ad un atteggiamento più «realistico».
1997-12-26
Il ministro del Lavoro, Tiziano Treu, conferma la volontà di avviare a gennaio del prossimo anno una trattativa sulle 35 ore e considera positivo lo schema francese. Pronta, il giorno dopo, la risposta della Confindustria che insiste nella sua decisa contrarietà.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 27 dicembre 1997 [p.18]
fr. bu. (Francesco Bullo), Cofferati chiede un vero negoziato. E Turco sperimenta il «reddito minimo». «A gennaio il tavolo sulle 35 ore». Treu: buono lo schema francese; Prometeia. «Più occupati nel ‘98»
«La Stampa», 28 dicembre 1997 [p.17]
Francesco Bullo, Il costo sarebbe di oltre 31 miliardi. Confindustria all’attacco sull’orario ridotto a «35». Gli imprenditori al ministro del Lavoro «Parliamone per evitare guai peggiori»
1997-12-26
Israele
La polizia israeliana rende noto di aver arrestato due estremisti di destra che erano pronti a gettare nella settimana prossima una testa di maiale mozza nella Spianata delle Moschee a Gerusalemme, una provocazione in uno dei luoghi più sacri dell’Islam per bloccare il processo di pace che Israele e Autorità Nazionale Palestinese (AN) stanno tentando di riprendere.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 27 dicembre 1997 [p.7]
Aldo Baquis, Presi prima che potessero lanciare una testa di maiale in uno dei luoghi più sacri dell’Islam. Israele, un piano per uccidere la pace. Ultrà ebrei volevano profanare la Spianata delle Moschee; Fiamma Nirenstein, L’ultima minaccia. Kamikaze dall’Europa. Preso un tedesco a Tel Aviv. Hamas avrebbe messo insieme un gruppo di occidentali pronti a immolarsi per l’Islam
1997-12-27
Sbarca sulle coste calabresi un barcone con a bordo 825 clandestini curdi in fuga dalla Turchia dove è in atto la guerra contro la popolazione curda.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 27 dicembre 1997 [pp.1-3-p.6]
p.1- Titolo: Per il viaggio incassati dai banditi 4 miliardi. Napolitano: la Turchia freni l’esodo. Ondata di profughi curdi al Sud. Calabria: sbarcati in 825, fuggito l’equipaggio;
p.1-p.6- Edmondo Berselli, La fine delle illusioni;
pp.2-3- Titolo: Sbarco record di 825 persone, ma l’equipaggio di trafficanti riesce a fuggire. Creati tre centri di accoglienza: solo una minoranza potrà ottenere asilo politico;
p.2- Diego Minuti, Il dramma curdo approda in Calabria. Napolitano: «La Turchia deve fermare l’invasione»; Maria Corbi, Un giorno di polemiche. «Quella nave era annunciata». La Lega Antirazzista: il Viminale sapeva da giorni;
pp.2-3- Pierangelo Sapegno, La frontiera «calda». Al crocevia del popolo della notte. In treno a Ventimiglia e poi l’esodo in Nord Europa;
p.3- r. cri., Ankara continua il blitz. Bombardati i villaggi, 6 mila morti nel ’97; Le rotte della disperazione (mappa); Dieci sbarchi in un anno (crono); Flavia Amabile, La lunga catena dei disperati. Dollari e fatica per il miraggio- Europa; r. cri., «Mirsada presto in Italia». Per la bimba sordocieca si mobilita Dini
1997-12-30
Partinico (Palermo): muore all’età di 73 anni il sociologo e scrittore Danilo Dolci da sempre impegnato contro la Mafia e a difesa dei contadini.
Commenti e resoconti
«l'Unitàdue»
«l’Unitàdue», 31 dicembre 1997 [pp.1-2]
pp.1-2- Salvatore Lupo, È morto a 73 anni l’intellettuale che combatté sempre contro mafia e banditismo. Danilo Dolci, il pensiero come arma civile;
p.2- Gabriella Mecucci, Una vita di impegno e azione, una morte nel silenzio. Si è spento ieri Danilo Dolci. Un intellettuale non allineato che unì rivoluzione e poesia. Pacifista, non violento, scrittore: digiunò per richiamare l’attenzione sulla miseria della sua Sicilia, fu al fianco dei contadini e dei terremotati, combatté contro la mafia e si occupò di pedagogia
«La Stampa»
«La Stampa», 31 dicembre 1997 [p.12]
Antonio Rovidà, Il sociologo triestino era diventato celebre per le sue campagne non violente contro la mafia e la povertà. Addio al Gandhi di Sicilia. È morto Danilo Dolci, aveva 73 anni; Giorgio Calcagno, Ascesa e caduta di un profeta. Eroismi tra contadini e pescatori. «Cosa nostra si vince con l’istruzione»
1997-12-31
Messaggio di fine anno del presidente della Repubblica. Oscar luigi Scalfaro pronuncia una dura critica all’uso eccessivo della carcerazione preventiva e dell’avviso di garanzia da parte dei magistrati
1998-01-01
Ricorre il 50°anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica italiana.
1998-01-01
Quasi quattrocento persone, di cui 230 di nazionalità curda, sbarcano a Capo d’Otranto. Il barcone, il «Cometa», che li trasportava è stato lasciato andare alla deriva dagli scafisti che, secondo quanto raccontano i profughi, li hanno anche derubati. Il ministro degli Interni Giorgio Napolitano dichiara la disponibilità del Governo italiano di accogliere le richieste d’asilo politico purché sia dimostrato che il richiedente sia stato vittima di persecuzioni o negazione di diritti civili. Affermazioni che provocano difficoltà diplomatiche con la Turchia.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 1998 [p.1-3]
p.1- Titolo: Quasi quattrocento a bordo, in maggioranza curdi. Polemica con la Turchia che contesta l’asilo politico. Nuova ondata di profughi sulle coste pugliesi. Il drammatico sbarco a Otranto dopo la fuga dell’equipaggio;
pp.2-3- Titolo: La nave stava per finire sugli scogli: l’equipaggio era fuggito dopo aver derubato profughi. Un viaggio allucinante dalla Turchia: stipati nella stiva per 10 giorni a pane e acqua;
p.2- Chiesa e partiti di fronte all’emergenza; f. ama., Salvati a 500 metri dal disastro. Sbarcano in Puglia 386 disperati, in gran parte curdi; m. mo., Una crisi annunciata. Ankara ai ferri corti con Roma «Un errore concedere l’asilo»;
pp.2-3- Maurizio Molinari, il responsabile Esteri del PDS. «Ora integriamo i musulmani». «Un concordato per la comunità italiana» [intervista a Umberto Ranieri];
p.3- Marco Tosatti, «Non c’è pace senza giustizia» Appello del papa sulla globalizzazione; Flavia Amabile, Il numero uno delle capitanerie di porto. «è impossibile sigillare le coste contro gli sbarchi» [intervista a Renato Ferraro]; Tullio Giannetti, I fuggiaschi spaventano Parigi. «Sulle frontiere Costituzione da rivedere»
1998-01-01
Antonio Di Pietro critica il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 1998 [p.1-pp.5-6-p.10]
p.1- Titolo: Nel discorso il presidente aveva detto: giustizia non è tintinnar di manette. Di Pietro contro Scalfaro: parli chiaro. L’ira dell’ex pm per il messaggio di Capodanno;
p.1-p.10- Edmondo Berselli, Un regista per la politica;
p.5- Polemica dopo il discorso di fine anno. Il capo dello Stato: sull’amnistia decida il Parlamento. Scalfaro-Di Pietro, guerra sulla giustizia. Il presidente: no a un uso rozzo della carcerazione; I discorsi del presidente (scheda); ale. mon. (Alessandro Mondo), L’ex pm all’attacco. «Presidente, sia chiaro a chi si sta riferendo?»; (Ansa), Ayala. «Troppo cauto sull’amnistia»; Massimo Gramellini, Per la prima volta messaggio in poltrona e senza bandiera. Nel salotto di nonno Oscar;
p.6- Alberto Rapisarda, Ma c’è chi vede nel messaggio un invito a bloccare l’arresto di Previti per salvare le riforme. Destra e sinistra: bravo presidente. Senza tricolore, contenti pure i leghisti; Antonella Rampino, Guerra sulla giustizia. «Di Pietro doveva tacere». Gargani: torni la normalità giudiziaria [intervista a Giuseppe Gargani]; Maria Teresa Meli, Frattini: inchiesta su Tangentopoli. «Prima di parlare di amnistia facciamo chiarezza» [intervista a Franco Frattini]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 2 gennaio 1998 [p.1]
La giornata in Italia. Di Pietro critica Scalfaro sul «tintinnio delle manette» di cui secondo il presidente si è fatto uso con troppa leggerezza; Scalfaro 1998. Dal Quirinale una buona parola per l’opposizione e le riforme. Come mai? Un osservatore della maggioranza e uno del Polo analizzano il messaggio. Duro e chiaro su giustizia e caso Previti. Berlusconi auto, ma positivo
1998-01-01
Algeria
Si diffonde la notizia dei massacri perpetrati dagli integralisti islamici del GIA nella notte tra il 30-31 dicembre, l’inizio del ramadan.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 1998 [p.9]
(Ansa- AdnKronos), Uccise a colpi di ascia o bruciate vive 78 persone in tre villaggi, molte donne e bambini. Ramadan di orrore e morte in Algeria. Gli integralisti islamici del GIA costringono la gente a uscire di casa sotto la minaccia delle bombe. Molte le vittime sgozzate con coltelli, altre eliminare dopo essere state cosparse di benzina
1998-01-02
Diventa operativa la legge sulla tutela della privacy approvata dal Parlamento nel maggio 1997.
1998-01-02
«la Repubblica» pubblica una lunga lettera di Antonio Di Pietro. L’ex magistrato riferendosi al messaggio di fine anno del presidente della Repubblica chiede perché Scalfaro non intervenga a difesa dei magistrati che vengono offesi diffamati solo perché fanno il loro lavoro.
1998-01-03
Immigrazione
Altri diecimila curdi pronti a sbarcare sulle coste italiane. Per la maggioranza la loro destinazione finale è la Germania che chiede all’Italia misure più severe nei confronti degli sbarchi. La Francia bocca le frontiere. Nuovi attacchi della Turchia al Governo italiano, l’accusa: concedere l’asilo politico significa incoraggiare l’esodo
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 4 gennaio 1998 [pp.1-3-p.8]
p.1- Titolo: Venti navi pronte a salpare dalla Turchia. La Germania destinazione finale dei profughi. Curdi, altri diecimila in arrivo. Monito di Bonn: l’Italia rafforzi i controlli;
p.1-p.8- Editoriale, Barbara Spinelli, L’Europa sotto vetro;
pp.2-3- Titolo: Il Governo nega il rischio- invasione ma ammette aspettiamoci altri sbarchi. Fermati due marinai della Cometa. La Turchia attacca ancora l’Italia: concedere l’asilo politico incoraggia l’esodo;
p.2- r. r., «Diecimila curdi verso l’Italia». Allarme dalla Germania: pronte a salpare 20 navi; Emanuele Novazio, La rabbia tedesca. «Un complotto contro Bonn». Accuse per l’esodo ai Paesi del Mediterraneo;
pp.2-3-Vincenzo Tessandori, Allarme rosso al valico. La Francia blinda le frontiere. Parigi manda a Mentone gli agenti antisommossa;
p.3- (Ansa), Porte aperte per 20 mila. È la quota di immigrati ammessi in Italia nel ’98; (Ansa), «Deve mediare l’UE». Vienna un solo Paese non può risolvere il problema; Flavia Amabile, E in mare si scatena la caccia. Otranto, navi e aerei cercano i clandestini; Guido Tiberga, «Bisogna cambiare le norme». Migone: una Conferenza europea per distribuire il costo dei profughi [intervista a Giangiacomo Migone]; Gabriele Beccaria, «Niente guerra a Prodi». Costa (UDC): stavolta è l’Europa che non deve voltarci le spalle [intervista a Raffaele Costa]
1998-01-03
Algeria
Ancora notizie di massacri compiuti dal Gruppo Islamico Armato (GIA): uccise 412 persone. I militanti del gruppo hanno fatto irruzione nelle case di quattro frazioni isolate di Relizane e ucciso a colpi di spada e di ascia. Colpito indiscriminatamente donne e bambini.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 4 gennaio 1998 [p.1-pp.7-8]
p.1- Titolo: La furia degli ultrà contro donne e bambini. Algeria, 400 massacrati nel Ramadan dell’orrore. È la strage più orribile in 7 anni di guerra. Condanna anche dall’Iran: atto disgustoso;
p.1-p.8- Igor Man, Genocidio a rate;
p.7- (Ansa- Agi- Adnkronos), Il Paese sprofonda nell’orrore: la furia degli ultrà colpisce donne e bambini durante il Ramadan. Algeria, il giorno del grande massacro. Sgozzate, decapitate e mutilate oltre 400 persone; I killer islamici (scheda); I patrioti (scheda); Il potere militare (scheda); (Adnkronos), L’Iran: «Un atto disgustoso»; Domenico Quirico, Sangue, petrolio e burattinai. I misteri di un genocidio incomprensibile
«La Stampa», 5 gennaio 1998 [p.7]
(Agi-Ansa), Non si ferma la mattanza del Ramadan sparatorie e sgozzamenti alla periferia della capitale: almeno 12 morti. Per l’Algeria scende in campo l’Europa. La Germania chiede un’immediata riunione UE
«La Stampa», 6 gennaio 1998 [p.9]
e. st., Parigi sostiene l’invio di una trojka. Algeri rifiuta «ingerenze». Continua il Ramadan di sangue, altri 22 massacrati. Santer gela Bonn: l’Europa non può aiutare l’Algeria. Bruxelles respinge l’appello tedesco, «Zeroual non vuole il nostro intervento»
1998-01-05
Quote latte
Nel Nord riprendono le manifestazioni dei coltivatori per le «quote latte». 340 mezzi agricoli bloccano il traffico da Vancimuglio a Padova. Annunciate alte manifestazioni entro il fine settimana.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 6 gennaio 1998 [p.13]
Fabio Poletti, La rivolta per le quote: ieri 340 mezzi agricoli hanno bloccato il traffico da Vancimuglio a Padova. I trattori riaprono la guerra. E da Verona annunciano una marcia su Roma
1998-01-06
Israele
Visita ufficiale dell’inviato speciale della Casa Bianca Dennis Ross. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu gli chiede di impegnarsi per lo scioglimento di Hamas e si oppone al congelamento degli insediamenti nei territori occupati. Anzi il ministro Harel Sheron, per ragioni strategiche, prevede una loro ulteriore espansione fino a coprire circa l’85% del territorio della Cisgiordania.
1998-01-06
Algeria
Non si fermano i massacri degli integralisti. Cresce lo sdegno internazionale. L’8 gennaio la Commissione Europea, riunita a Londra essendo la presidenza della Gran Bretagna, esamina la questione algerina. Si decide di inviare tre «esploratori» europei in Algeria.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 gennaio 1998 [p.6]
Nuove stragi mentre il governo rifiuta qualsiasi aiuto dall’esterno. Interviene Dini. Algeria, il massacro continua. L’Europa si riunisce a Londra. Oggi la Commissione europea esamina la situazione algerina. Il ministro degli esteri italiano ipotizza un’opera di «persuasione» sulle autorità da attuare attraverso gli altri paesi islamici; 140mila firme all’appello di Zapping
«La Stampa»
«La Stampa», 7 gennaio 1998 [p.8]
(Agi-Efe- Ansa), Centinaia di persone arse vive, interi villaggi sterminati con asce nel Ramadan del terrore. In Algeria un grande rogo di «infedeli». Il mondo vuole intervenire, il Governo: fatevi i fatti vostri; e. st., Le ragioni del Palazzo. Gli scheletri del nazionalismo. Perché il potere rifiuta le «ingerenze»
«La Stampa», 8 gennaio 1998 [p.11]
e.st., Cinque stragi nella notte tra lunedì e martedì. Bon insiste, oggi consulto europeo a Londra. La mattanza d’Algeria: 100 morti. Dini telefona a Teheran per chiedere aiuto; Bernard- Henry Lévy, Dalla trincea del terrore. Un filosofo nell’inferno d’Algeri. Bernard-Henry Lévy reporter nella Casbah; (Ansa), Veltroni. «Non ripetiamo l’errore di Sarajevo»
«La Stampa», 9 gennaio 1998 [p.8]
(Ansa- Agi), La trojka UE partirà tra una settimana. Fuga in massa dalla regione del grande massacro. Tre esploratori europei in Algeria. Il Governo: vengano, ma parleremo solo di terrorismo; (Adnkronos), Pannella. «Difendo Zeroual»
1998-01-07
Il Governo italiano, nonostante le riserve manifestate dalla Germania, conferma la sua linea sull’asilo politico ai profughi curdi. Una linea condivisa anche dal leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. L’8 al Senato riprende la discussione della legge sull’immigrazione approvata dalla Camera nel novembre.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 gennaio 1998 [p.4]
L’Esecutivo conferma la sua linea di condotta. Oggi a Roma vertice dei capi delle polizie europee. Prodi e Veltroni: «Saremo rigorosi ma è giusto l’asilo politico ai curdi». Fini: «È un popolo oppresso, condivido la decisione del Governo»; Roberto Carollo, A Bruxelles i partner europei mettono la sordina alle polemiche sulla politica italiana. I dirigenti del Kurdistan accusano la Turchia. «Ankara sta praticando la pulizia etnica». Nuovi arresti di aspiranti profughi (non solo curdi) a Istanbul. Minacce di ritorsioni contro gli esuli accolti dal nostro paese. Oggi la questione dell’esodo sarà discussa a Londra. La SPD: «Niente ultimatum all’Italia»; G. F. Mennella, Il Senato approva senza modifiche. Legge immigrazione. Via libera a 30 articoli. Oggi voto definitivo?; Aldo Varano, Il ministro della Solidarietà incontra i profughi curdi e gli amministratori. La Turco a Badolato: «Siete un esempio per l’Italia». «La sensibilità umana e l’efficienza della comunità locale sono un modello da esportare». I racconti e le speranze degli immigrati
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