XIII Legislatura - I governo Prodi
XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
1997-03-20
Albania
Il ministro degli Esteri olandese Van Mierlo annuncia che l’Unione Europea annuncia potrebbe decidere l’invio di una missione militare in Albania a guida italiana. Per il ministro della Difesa, Beniamino Andreatta, l’Italia parteciperà solo se insieme ad altri Paesi. Previsto per il 24 marzo un vertice dell’Unione Europea sulla questione albanese e per assumere decisioni conseguenti.
«l'Unità»
«l’Unità», 21 marzo 1997 [p.7]
Toni Fontana, L’olandese van Mierlo annuncia che la UE prepara una spedizione con pochi soldati a guida italiana. Missione Albania, Andreatta frena: Intervento solo insieme agli europei. Lunedì a Bruxelles il summit dei ministri degli Esteri europei che dovrà prendere le decisioni. Fino atteso a Roma martedì. Atterra a Tirana un Hercules italiano con 50 indesiderati. Alle 21,30 di ieri una sparatoria di cinque minuti nella capitale; M.M. (Mauro Montali), Respinte due leggi. Scontro fra premier deputati e Berisha; La Baviera teme l’arrivo dei profughi
«l’Unità», 22 marzo 1997 [p.6]
Mauro Montali, È scaduto, senza conseguenza alcuna, l’ultimatum dei ribelli per l’allontanamento del presidente albanese. Il sud chiede la testa di Berisha. Tutta l’Albania è preda di banditi. Per effetto del caos governativo Tirana reclama contemporaneamente l’aiuto di Turchia e Grecia. Si continua a sparare. Ieri a Valona sono morti due giovani. Il paese è alla fame, le riserve di cibo basteranno solo per altri dieci giorni; Gli aiuti saranno recapitati dai militari. Dini decide l’invio
di medicine per 300mila persone all’aeroporto di Tirana
1997-03-21
Il Consiglio dei ministri approva il decreto sull’occupazione. Il decreto punta alla riapertura dei cantieri delle opere pubbliche e sblocca 10 mila miliardi da investire nelle aree depresse. Inoltre viene prorogata la Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori del Sud. I cantieri dovrebbero essere riaperti entro 6-8 mesi e i fondi assegnati riguardano fra l’altro l’autostrada Salerno- Reggio Calabria e la salvaguardia della laguna di Venezia. I sindacati giudicano positivamente il decreto ma non rinunciano alla programmata manifestazione del giorno dopo.
1997-03-21
Tel Aviv
Attentato nel centro della città. Salta un bar frequentato da giovani. Oltre al palestinese che portava la bomba, restano uccise tre donne che accompagnavano i ragazzi in maschera per la festività ebraica del Purim. Sei bimbi versano in gravissime condizioni. Il premier israeliano Netanyahu torna ad accusare Arafat di non bloccare il terrorismo di Hamas.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 1997 [p.5]
Umberto De Giovannangeli, Attentato nel centro della città, 47 feriti tra i quali molti bambini in festa, Netanyahu accusa Arafat Kamikaze di Hamas nel carnevale. Salta un bar a Tel Aviv, 4 morti
Le vittime, oltre al palestinese che portava la bomba, sono tre donne che accompagnavano i ragazzi in maschera per la festività ebraica del Purim. Sei bimbi versano in gravissime condizioni. Un anno fa la strage di via Dizingoff; Cos’è la festa del Purim; U.D.G., L’obiettivo di Hamas è lo Stato islamico; Incidenti a Hebron, Gaza inneggia a Hamas. Arafat condanna. Ma Clinton chiede fatti contro il terrorismo; U.D.G., Lo scrittore invita i palestinesi e gli israeliani ad unirsi contro il terrorismo. Yehoshua: «Basta rinvii, subito l’accordo di pace». «Non possiamo farci imporre questa logica di morte. Bisogna accelerare la discussione sullo status finale dei Territori, altrimenti è la fine [intervista a Alef Bet Yehoshua]; U.D.G., La politica degli insediamenti di Bibi. Agevolazioni e incentivi per i «pionieri di Israele»
1997-03-22
I tre sindacati confederali manifestano a Roma per stimolare il Governo sul lavoro. Sfilano per le vie della capitale oltre 400 mila persone. Al corteo partecipa anche il segretario del PDS Massimo D’Alema.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 1997 [p.2]
Roberto Carollo, All’Università di Torino un infuocato botta e risposta con un gruppo di estremisti tra gli applausi degli studenti. Faccia a faccia D’Alema-studenti. «Sarò in piazza, non temo i fischi».
Uno show inatteso dopo l’accusa di fare il «gioco dei padroni». Il leader del PDS accetta lo scambio di battute. Si alza un cartello: «Servi della Confindustria. D’Alema nella Fossa». Il segretario della Quercia: «Diciamo che è una domanda scritta»; Ritanna Armeni, Il segretario della CGIL spiega le ragioni della manifestazione che contesta un governo amico. Cofferati: «Oggi difendiamo la nostra autonomia dopo dieci mesi di rapporti difficili con Prodi». La prima occasione di conflitto al Congresso di Rimini, poi sulla Finanziaria e la tassa per l’Europa. «Si accordavano con noi, poi cambiavano idea dopo gli incontri con Rifondazione». La discussione col PDS? «Non accettiamo un ruolo di rappresentanza corporativa»; Il programma della manifestazione sindacale di oggi. Conclusione a San Giovanni. Tre cortei, obiettivo 300mila. Treni speciali e pullman a Roma da tutta Italia. Il via alle 10 dall’Ostiense, dalla Tiburtina e da piazza Esedra; La marcia per il lavoro (mappa)
«l’Unità», 23 marzo 1997 [pp.2-3]
p.2- Bruno Ugolini, Roma invasa dai manifestanti giunti da tutta Italia. Cofferati: «Ci attendiamo coerenza da questo esecutivo». 400mila in piazza per il lavoro. «Governo dell’Ulivo, sveglia...»
Piazza San Giovanni ricolma, con tante bandiere e striscioni. Il nemico? Non c’è o perlomeno non appare. Prodi preso di mira da slogan ironici. Dal palco critiche agli industriali che riducono gli investimenti. «Il sindacato non farà sconti»; Berlusconi: «I cortei non creano occupazione»; Il leader del PDS al corteo in giaccone e con una superscorta che suscita polemiche. D’Alema: questa sfida sarà raccolta. «Governo e maggioranza accentueranno il loro impegno». Giornalisti tenuti lontani. Cofferati: un eccesso; Incontro a Catanzaro con i disoccupati e gli studenti. E il ministro Treu risponde dalla Calabria. «Sì, ci sono ritardi, ma abbiamo corretto»;
p.3- Rachele Gonnelli, Dalla stazione romana della Tiburtina a San Giovanni il corteo del Mezzogiorno. «Facite largo...», arriva il Sud tra tamburi e storie disperate. Slogan scanzonati e non, e un grido ritmato: «Socialmente utile, non è assistenza, vogliamo lavoro e previdenza». Un cartello: «Grazie governo amico». Pochi attimi di tensione sotto il palco; Pasquale Cascella, Ma il Cavaliere
smentisce ritorsioni alla Bicamerale ; R. Go., Due delegati di Vilvoorde alla manifestazione di San Giovanni. Nel corteo irrompe il caso Renault. Operai belgi: «È una vertenza europea»; Angelo Faccinetto, In viaggio con chi il lavoro c’è l’ha, con chi l’ha perso e con chi non l’ha mai avuto. E sul treno da Torino non salgono gli operai FIAT. Lo «straordinario» affollato da studenti e disoccupati;
«La Stampa»
«La Stampa», 23 marzo 1997[pp.1-4]
p.1- Titolo: è polemica per la presenza di D’Alema al corteo. Dini avverte: un errore il prelievo sul TRF. Lavoro, la marcia dei 400 mila a Roma. Fini e Berlusconi: Polo in piazza se Prodi tocca le liquidazioni;
p.1-p.4- Editoriale, Barbara Spinelli, La sinistra si specchia nelle parole;
pp.1-2-Gad Lerner, Passeggiata di lotta e di Governo;
p.3- Paolo Patruno, Hanno sfilato 350-400 mila persone (150 mila per la Questura): «Prodi, troppi ritardi». In marcia per chiedere lavoro vero. I leader sindacali: «Non battiamo le mani al Governo»; Fabio Martini, D’Alema, muto e «blindato». A una compagna dice: la manovra mi preoccupa; «Osservatore»: «Ambiguo l’atteggiamento del leader PDS»; Raffaella Silipo, «Scelta degna di Peppone». Il Polo ironico: ci mancava solo Prodi
1997-03-22
Albania
Il 24 marzo a Bruxelles i quindici ministri degli Esteri dell’Unione Europea approvano la realizzazione di una «missione di assistenza» in Albania ma restano divisi sulla «forza multilaterale di protezione» che dovrà garantire la sicurezza. Decisamente contrari Germania e Inghilterra. Comunque la missione non sarà sotto l’egida dell’Unione Europea ma dell’OCSE e sarà composta dall’Italia, che ne avrà la guida, e da Grecia, Spagna, Francia e Portogallo.
Il Governo italiano, d’intesa con il premer albanese Fino, decide di «bloccare» le coste italiane per fermare l’esodo dall’Albania.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 marzo 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Centinaia di profughi sbarcano a Brindisi. La missione italiana attende l’ok della UE. Nuovo esodo, cinque muoiono in mare. Tirana manifesta contro la guerra civile. Sono partiti i primi aiuti, comprese attrezzature chirurgiche, plasma e sangue. Il ministro Dini avverte: «Attenti, c’è il rischio che finiscano nelle mani di gruppi criminali. È necessaria una forza di protezione»;
p.5- Enrico Fierro, Donna incinta soccorsa sulla nave che a sera è giunta a Brindisi. Primi aiuti sanitari negli ospedali di Valona. Non si ferma l’esodo dall’Albania. Altre centinaia di profughi in Puglia. Cinque annegati a Valona nel tentativo di imbarcarsi per l’Italia; Oggi la UE discute un intervento umanitario; Mauro Montali, Intervista al nuovo ministro della giustizia: «Italia, dacci tempo contro i criminali». In cinquemila a Tirana marciano per la pace. «Vogliamo sentirci ancora un popolo unito». La capitale albanese vive una giornata di riconciliazione. Lasciata in piazza Skanderbeg una garitta per una ideale sentinella contro la violenza. Ancora duri scontri con morti nei distretti meridionali del paese; Oggi Prodi riceve Bashkim Fino; Crollo del turismo in Puglia. Gli operatori: psicosi assurda; Jenner Meletti, Il difficile colloquio a distanza con 180 profughi «blindati» da una settimana a San Mauro Pascoli. «Guardiamo l’Italia dal cortile di una caserma». Tutti maschi tra i 14 e i 52 anni. Si teme ci siano evasi. Allarme dei sindacati: possono cadere nel mercato del lavoro illegale
«l’Unità», 25 marzo 1997 [p.6]
Marina Mastroluca, Il Governo italiano sceglie la linea dura dopo che ieri altre imbarcazioni hanno raggiunto Brindisi. Profughi, scatta il blocco delle coste. Accordo con Fino per fermare l’esodo. Nuova giornata di tensione. Spari su una motovedetta italiana; Il premier albanese a Roma per gli aiuti; Sergio Sergi, La Germania ed il Regno Unito si schierano apertamente contro un coinvolgimento. L’Europa si divide sulla missione in Albania. Ma l’Italia guiderà una forza di paesi volontari. All’operazione, sotto l’egida dell’OSCE e non della UE. Dovrebbero prendere parte Grecia, Spagna, Francia e Portogallo. Si parla dell’invio di 3000 soldati di cui 1900 italiani. I Quindici mandano due delegazioni esplorative; Umberto De Giovannangeli, Per il sindaco-filosofo di Venezia la crisi albanese dimostra che l’Europa, come entità politica, non esiste. Cacciari: Italia sei miope, non erigere barriere. «Nulla era più annunciato di questa catastrofe, nessun uomo di governo può dire, senza coprirsi di ridicolo, che fosse inimmaginabile» [intervista a Massimo Cacciari]; Sant’Egidio: «Dal Governo risposte deboli»
«La Stampa»
«La Stampa», 23 marzo 1997[p.1-pp.6-7]
p.1-Titolo: La «San Giusto» carica i blindati, reparti speciali in allerta. Domani l’UE decide. Albania, l’Italia chiede «via libera». Riprende l’esodo, è di nuovo allarme in Puglia;
p.6-Maria Corbi, La richiesta discussa domani a Bruxelles. Napolitano: l’Europa collabori o sarà la catastrofe. L’Italia pungola i Quindici: partiamo. «Una missione in Albania protetta dai militari, subito»; (Ansa), Criminalità. Il CSM: a rischio l’intera Europa; (Ansa), Primo incontro Governo-insorti;
p.7- Vincenzo Tessandori, Il presidente: l’opposizione sobillava la gente contro la polizia per cercare il bagno di sangue. «Vi racconto la congiura contro di me». Intervista con Berisha: macché ribellione spontanea [intervista a Sali Berisha]; (Ansa), Gli 007 di Tirana. «Un ruolo del nuovo capo CIA nella rivolta»; José Maria Gil- Robles, L’Europa non aspetti che sia un’altra Bosnia; Angelo Conti, Tregua finita, tornano i boat- people. Sono sbarcati in cento. A Valona rubati 120 motoscafi
«La Stampa», 25 marzo 1997[pp.1-3]
p.1- Titolo: Via libera dell’UE al piano di aiuti. Il giro di vite dopo gli spari contro un guardiacoste. Arrestati i comandanti delle navi. La marina italiana blocca le coste dell’Albania. Stop all’esodo, intesa Prodi- Fino. Roma guiderà la missione europea;
pp.1-2- Lamberto Dini, Hervé De Charette, I 40 anni del trattato. L’Europa non può fermarsi;
p.2- Maria Grazia Bruzzone, Il comando all’Italia, dovrebbero partecipare Francia, Spagna, Portogallo e Grecia. Partenza fra i litigi per l’armata europea. Composta da Paesi «volontari» e con mandato limitato; v. tess. (Vincenzo Tessandori), L’operazione Pellicano bis. Atterra a Tirana il primo C-130. Agente ucciso in pieno centro; (AdnKronos), «Milano respingerà qualsiasi albanese». Annuncio di Formentini, e scattano le ronde padane;
p.3- Francesco Grignetti, Una squadra con quattro unità e una task force con i reparti d’élite dell’esercito. Prodi: «Sigillate i porti dell’esodo». Accordo con Tirana per «blindare» le coste albanesi; Francesco La Licata, Blocco fantasma a Brindisi. Scatta la linea dura ma tutti negano; Giuseppe Zaccaria, Sul molo degli imbianchini. Tra i mercanti di uomini. A Valona assassinati tre poliziotti
1997-03-23
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 marzo 1997 [pp.1-2]
p.1- Titolo: «La maggioranza trovi l’intesa su manovra, Welfare e Finanziaria, poi tratti col sindacato». Cofferati: «Il Governo rischia se non risponde sul lavoro». Dopo la manifestazione dei 400mila, il segretario della CGIL chiede una linea unitaria e chiara ai partiti che sostengono l’esecutivo. «Ulivo e Rifondazione si decidano, serve un accordo su tutto»;
p.2- Ritanna Armeni, Parla il segretario della CGIL il giorno dopo la manifestazione dei quattrocentomila a Roma. Cofferati: «Ora la maggioranza trovi l’intesa su manovra e Welfare». «Nel corteo, assieme ai sentimenti d’imbarazzo e amarezza di tanti, c’è stata la ripresa di autonomia del sindacato». «Governo e coalizione ci sottopongano scelte comuni su manovrina aggiuntiva, riforma dello stato sociale e legge finanziaria» [intervista a Sergio Cofferati]; Urbani (FI): «Un patto per entrare in Europa»; Roberto Carollo, Il leader di Rifondazione sulla manovra aggiuntiva: «Fosse per noi non si farebbe. Comunque niente tagli». Bertinotti: «Col Governo solo accordi circoscritti
Sul programma restiamo a distanze siderali». «La manifestazione di sabato? C’era più disagio che combattività, iniziative come questa rischiano di essere impotenti se non si riprende in mano la bandiera della riduzione dell’orario». Attacco a D’Alema e all’Ulivo per la rottura a sinistra nel voto amministrativo; Paola Sacchi, Affollata assemblea a Botteghe Oscure alla vigilia dell’elezione dei nuovi organismi. Sinistra PDS: no a riforme dimezzate. Buffo: assieme al Welfare bisogna cambiare il modello di sviluppo. Iotti: dimenticata questione femminile
1997-03-25
Albania
25 marzo- a Valona presi in ostaggio per 18 ore da una banda quattro medici italiani, presenti in Albania per prestare soccorso. Sono rilasciati solo dopo che sono accettate le condizioni dei sequestratori: il trasferimento in Italia del loro capo ferito in uno scontro con la polizia in cui erano stati uccisi tre agenti. Rispetto alla missione militare dell’UE restano contrarie la Germania e l’Inghilterra, ancora perplessi, nonostante le prime disponibilità, Francia e Spagna. L’Italia si dichiara pronta con un contingente di 2000 uomini.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 26 marzo 1997 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: L’equipe in mano a una banda: costretti a portare a Bari il capo ferito in uno scontro a fuoco con la polizia. Valona, 18 ore di paura per i medici italiani. Il Governo: siamo pronti, ma anche l’Europa si muova per l’Albania;
p.4- Francesco Grignetti, Il contingente italiano di 2000 uomini, altri 3000 forse da Francia, Portogallo e Spagna. «In Albania con la bandiera d’Europa». Prodi cerca gli «alleati»; (Ansa), Il cardinale Martini. «La diocesi di Milano aiuterà i profughi»; fra.gri., Il premier. Fino: con Roma ottime intese [intervista a Bashkin Fino];
p.5- Vincenzo Tessandori, L’uomo colpito durante uno scontro con la polizia in cui sono stati uccisi tre agenti. Valona, un ricatto riuscito all’Italia. «Portate via un ferito o uccidiamo i vostri medici»; Francesco La Licata, Il «Blocco» visto dal cielo. In volo di pattugliamento sul mare del grande esodo; La Lega. Ronde padane a Vercelli; Giuseppe Zaccaria, L’arrivo a Fiumicino tra gli albanesi: soprusi e disprezzo. Da Tirana sbarca l’appestato
26 marzo: l’OCSE, riunita a Vienna, dopo 12 ore di riunione non dà ancora via libera alla missione di una forza multinazionale. La partenza rinviata a dopo la Pasqua. A Tirana un attentato a un Bus provoca 4 morti. In tutto il Paese crescono rapine e agguati.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 marzo 1997 [p.6]
A Vienna, dopo 12 ore di riunione, non si raggiunge un accordo per l’invio della forza multinazionale.
Raffiche a Tirana contro un bus L’OSCE non decide sulla missione. Ieri sera una persona è morta e sette sono rimaste ferite in un attentato contro un autobus di linea nel centro della capitale. La UE stanzia un programma di aiuti economici. Prosegue l’espulsione degli indesiderati: partiti dalla Puglia altri Hercules
«La Stampa»
«La Stampa», 27 marzo 1997 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: L’OCSE non dà ancora il via libera alla missione, la partenza slitta a dopo Pasqua. Guerra per bande, strage in Albania. Assaltato un bus a Tirana, in un giorno 23 morti;
p.6- v. tess., Si moltiplicano rapine e agguati. Il vicepremier raccoglie le firme contro il presidente. Debutta il terrorismo a Tirana: 4 morti. Agguato con i mitra a un autobus pieno di gente; Vincenzo Tessandori, Il leader socialista «Io braccato dai killer». L’anti- Berisha: ma il popolo è con me;
p.7- Francesco Grignetti, L’operazione costerebbe all’Italia 60 miliardi al mese, necessari anche volontari di leva. Missione Albania, dubbi e veleni. L’OCSE non dà ancora il via libera; (Ansa), La Commissione antimafia. «Controllare la costa anche dopo la crisi»; Flavia Amabile, Il generale Caligaris, «Attenti, c’è il rischio di una seconda Somalia [intervista a Luigi Caligaris]; Fulvio Milone, Operazione sicurezza. Caccia all’indesiderabile. L’indagine impossibile della polizia
1997-03-27
Il Consiglio dei ministri approva una manovra finanziaria di 15.500 miliardi, cifra necessaria per ridurre il deficit per il 1997 e rientrare nei parametri fissati dal Trattato di Maastricht. La manovra riguarda lo slittamento per 6 mesi del pagamento delle liquidazioni dei lavoratori pubblici, misura necessaria per evitare il tracollo dell’INPS tenendo conto dell’alto numero di richieste di pensionamento. Inoltre le imprese con più di 15 dipendenti dovranno pagare nel 1997-1998 un anticipo dell’imposta sul trattamento di fine rapporto dei loro dipendenti. Altri interventi riguardano l’aumento delle tariffe postali del 10%, la riscissione anticipata di alcuni tributi, il versamento immediato delle tasse di successione e tagli ai bilanci dei ministeri.
La manovra suscita le reazioni critiche della Confindustria che annuncia la convocazione a Roma di una manifestazione di protesta dei suoi iscitti
1997-03-27
Caltanisetta: al processo per la strage di Capaci il boss Giovanni Brusca ammette di essere stato l’esecutore materiale dell’attentato del 23 maggio 1992 in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti di scorta. Brusca afferma che i progetti, pronti già nel 1983, per uccidere il magistrato erano decisi da Salvatore Riina. Ricorda anche il fallito attentato del 1989 quando gli agenti della scorta trovarono dell’esplosivo davanti all’abitazione di vacanza di Falcone
1997-03-28
La «Tragedia del venerdì Santo»
- La «Tragedia del venerdì Santo»
1997-03-28
Una collisione nel Canale di Otranto tra una nave carica di clandestini e una corvetta della Marina provoca 89 morti. Il drammatico episodio scatena forti tensioni anche a livello politico: Verdi e Rifondazione che attaccano il ministro della Difesa Andreatta per l'istituzione del blocco navale.
1997-03-29
ONU- allarme per il reclutamento dei mercenari.
1997-03-31
Il giudice per le indagini preliminari, Gioacchino Scaduto, decide l’archiviazione dell’inchiesta su Silvio Berlusconi per concorso esterno in associazione mafiosa in quanto le indagini iniziate sulla base delle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia si sono dimostrate inattendibili. I collabora tori di giustizia avevano accusato Berlusconi di aver intrattenuto rapporti con alcuni boss mafiosi fra cui lo stesso Salvatore Riina.
1997-04-06
Algeria
Attentati in alcuni villaggi a ovest di Algeri. Terroristi islamici uccidono 90 persone. Si ritiene che gli eccidi siano avvertimenti al Governo del Gruppo Islamico Armato (GIA) in vista delle elezioni fissate per il 5 giugno. Altri attentati nel corso del mese.
1997-04-08
La missione in Albania. Prima crisi del Governo Prodi
- La missione in Albania. Prima crisi del Governo Prodi
1997-04-08
Verifica della maggioranza: missione in Albania
8 aprile: Senato della Repubblica il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, svolge comunicazioni sulla questione albanese e sull'invio in Albania di una forza multinazionale di protezione sotto la guida dell'Italia, in adempimento della risoluzione n. 1101 dell'ONU. Sono presentate quattro risoluzioni, due favorevoli all'intervento italiano (risoluzioni della maggioranza e del Centro-destra) e due contrarie (Lega Nord e Rifondazione comunista). Netta l’opposizione di Rifondazione comunista che vota contro la risoluzione della maggioranza. Sono respinte le risoluzioni del Centro-destra (su cui la maggioranza si astiene in segno di dialogo), della Lega Nord e di Rifondazione comunista, approvata con 154 voti a favore 119 contrari e due astenuti la risoluzione n.4 della maggioranza.
XIII Legislatura Senato della Repubblica seduta dell’8 aprile 1997
Seduta n. 164 - 8 aprile 1997
Comunicazioni del Governo sulla questione albanese;
Discussione e approvazione della proposta di risoluzione n. 4. Reiezione delle proposte di risoluzione nn. 1, 2, 3 e 5
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 aprile 1997 [pp.2-5]
p.2- Ritanna Armeni, Il presidente del Consiglio andrà al Quirinale dopo il voto sull’Albania. Nessun accordo tra i Poli. Prodi oggi va da Scalfaro. Dopo il no di Rifondazione e la risposta negativa del centro destra il premier prenderà atto che il governo non ha più la maggioranza. Darà le dimissioni o tornerà alle Camere per la fiducia?; De Martino Cossiga: mediazione abortita; Pasquale Cascella, E Rifondazione si avventura in un controribaltone; G. F. M. (Giuseppe F. Mennella), La maggioranza si è astenuta sul documento del Polo come segno di dialogo. Senza esito l’apertura al centro- destra
E il Senato approva la mozione dell’Ulivo. Cesare Salvi (SD): «Torneremo a proporre alla Camera l’ipotesi di un dispositivo comune sulla missione». FI, AN, CCD, CDU, Rifondazione e Lega votano contro. Respinte le altre tre risoluzioni presentate ieri in aula; Vincenzo Vasile, Alle 11.30 inizia il vertice del Polo, alle 12.10 la Direzione PDS dà inizio al dibattito e poi parla Fassino. Cronaca di una giornata nera, minuto per minuto «Troveremo una soluzione» dicono in mattinata dal Centro-Destra, poi la situazione precipita. In serata il Senato vota la mozione dell’Ulivo;
p.3- Vittorio Ragone, L’intervento del sottosegretario agli Esteri durante una riunione della Direzione del PDS. Fassino: «Berisha? Se ne deve andare». E il Polo insorge contro il Governo. Una discussione interna ma aperta alla stampa crea un clamoroso incidente politico. Mussi: è stato interpretato male. Le conclusioni di D’Alema: «Non possiamo consumare il nostro destino nella ricerca di un accordo con Bertinotti»; Mussi: «C’è ancora tempo per un’intesa con il Polo...»; Critiche a Ronchi
D’Alema «Sbagliato il corteo di Brindisi»; Stefano Di Michele, Intervista a Fassino: «Le frasi su Berisha? Quelle parole vanno inserite in un contesto più ampio». «Sono affranto, tutti sanno come lavoro». «Non mi aspettavo queste reazioni. Non volevo dire quello che è stato equivocato. Spiegavo anzi che l’Italia deve restare neutrale» [intervista a Piero Fassino];
p.4- Rosanna Lampugnani, Il Polo alza il tiro dopo una giornata convulsa di riunioni. Oggi nuovo vertice. «Prodi voti la nostra mozione faccia un atto di umiltà...». Fini la spunta, passa la linea dura. Mastella e Casini infuriati: «Lo stavamo convincendo ma Fassino ha rovinato tutto». E Berlusconi accusa la maggioranza e rilancia il governo di larghe intese; La mozione dell’Ulivo: «Missione umanitaria»; Marcella Ciarnelli, Riunita la segreteria su richiesta di Cossutta ma Rifondazione non cambia idea. Bertinotti fa muro contro la missione ma tra i peones serpeggia il malumore. Il segretario del PRC: «Manteniamo la nostra fermezza». Diliberto: «Non vogliamo la crisi, il nostro dissenso è circoscritto». Nessun ripensamento? Ersilia Salvato: «Cosa succederà oggi? È più facile vincere al lotto; Paola Sacchi, Il prof azzurro mette sotto accusa governo e opposizione: l’Europa ci guarda... Marcello Pera: «Stiamo dando un brutto spettacolo ora serve uno scatto di orgoglio da parte di tutti» [intervista a Marcello Pera]
p.5- Il capo del governo al presidente albanese: «Nessuna ingerenza, decideranno le elezioni». Tirana protesta con l’Italia. Poi Prodi ricuce lo strappo. Il ministero degli Esteri albanese definisce le parole di Fassino un’ingerenza negli affari interni. Ma in serata il presidente del partito di Berisha, Tritan Shehu, si dice soddisfatto dei chiarimenti avuti; Sergio Sergi, Fatos Nano a Strasburgo. «Fassino ha detto ciò che pensa il popolo albanese» [intervista a Fatos Nano]; Mauro Montali, Nel nord del paese i ragazzi offrono proiettili per 5 dollari. Il difficile compito della polizia di Scutari. Difendere la città senza avere una pistola. Il commissario Ivzu Bushati: «Fino non è stato fermato da gente organizzata, credo sia stata la dimostrazione di un gruppo di spontanei. Il Nord non scenderà in piazza con le armi per difendere il presidente Berisha»
«La Stampa»
«La Stampa», 9 aprile 1997[pp.1-4-p.6]
p.1- Titolo: Il premier oggi chiederà «ampia convergenza» su una risoluzione unitaria, per poi salire al Colle. Albania, Prodi a un passo dalle dimissioni. Il Polo: alla Camera votino la nostra mozione. No dell’Ulivo;
p.1-p.6- Editoriale, Sergio Romano, Governare senza maggioranza;
p.1-p.3- Augusto Minzolini, Sull’orlo dell’abisso;
p.2- Maria Grazia Bruzzone, D’Alema: «Nessuna ingerenza, frase strumentalizzata». Il sottosegretario: «Sono stato frainteso». «È chiaro, Berisha deve andarsene». Battuta di Fassino in Direzione PDS, scoppia la bagarre; I vertici per l’Albania (scheda); Andreatta e Dini. Berlusconi: «Ritardi colpevoli»; Filippo Ceccarelli, Il microfono traditore. L’incidente di un uomo preciso.
Giornata nera per «grissino di ferro»; p. cor. (Pino Corrias), De Martino e Cossiga in campo per una super- mozione, Andreotti speaker del Partito popolare. L’ora dei Grandi Vecchi;
p.3- Maria Teresa Meli, Al Senato passa la mozione dell’Ulivo, ma a Montecitorio non c’è più una maggioranza. Albania, oggi alla Camera resa dei conti. Il premier: «Deludere l’ONU sarebbe un disonore»; I leader hanno detto; Le mozioni a confronto (scheda);
p.4- Pierangelo Sapegno, Il Governo: «Intervento inaccettabile». Il partito di Berisha: «Dichiarazione destabilizzante». Tirana, proteste ufficiali contro Fassino. Ma c’è anche chi dice: lo abbiamo ascoltato con sollievo; I Partiti albanesi (scheda); Vincenzo Tessandori, Scutari, paese della violenza. Dopo la sommossa si spara ancora
«Il Foglio»
«Il Foglio», 9 aprile 1997 [p.1-p.3]
p.1- Intrighi albanesi. Così una politica estera incerta porta Prodi sull’orlo delle dimissioni. Dopo l’opposizione di Rifondazione, l’inaudita gaffe di Fassino mette in luce la fragilità dell’esecutivo. La credibilità internazionale;
p.3- Editoriali, Lo squaglio
9 aprile 1997: Camera dei deputati si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo e sulle mozioni presentate dal Polo, dalla Lega Nord e da Rifondazione comunista sulla missione multinazionale di pace in Albania. Il presidente del Consiglio Prodi, riferendosi al voto espresso al Senato dal gruppo di Rifondazione comunista afferma che se il dissenso permarrà, si recherà dal Capo dello Stato rimettendosi alle sue valutazioni. A conclusione del dibattito è presentata una risoluzione sottoscritta dai presidenti di gruppo dell'Ulivo e del Polo, su cui il Governo esprime parere favorevole. La risoluzione Mussi ed altri n. 6-00017 è approvata con il voto favorevole dei gruppi del Polo e il voto contrario del gruppo di Rifondazione comunista e della Lega. Dopo il voto Prodi si reca al Quirinale per riferire sulla situazione politica, ma non rassegna le dimissioni. Il Presidente della Repubblica invita il Governo a presentarsi di nuovo alle Camere.
XIII Legislatura Camera dei deputati seduta del 9 aprile 1997
Seduta n. 177 - 9 aprile 1997 [video della seduta]
Comunicazioni del Governo e mozioni Pisanu ed altri, Cornino ed altri e Bertinotti ed altri sulla mozione multinazionale di pace in Albania
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 aprile 1997 [pp.2-4]
p.2- Giorgio Frasca Polara, Il presidente Prodi incassa il sì dell’Ulivo e del Polo poi sale al Quirinale
Via libera alla missione. Resta il nodo Rifondazione. Mussi avverte: «Non si può più navigare a vista»; P. C. (Pasquale Cascella), Il ministro: grandi intese? Non fattibili. Dini: «Una verifica seria. Far finta di nulla non è possibile. L’ho detto a Romano»; La mozione approvata da Polo e Ulivo [testo]; Ritanna Armeni, Saranno affrontati i punti programmatici sui quali sarà chiesta la fiducia. Stamane il Consiglio dei ministri discute la linea che Prodi porterà in Parlamento. Il capo del governo si presenta alle 12.30 al Senato che voterà a tarda sera. Veltroni: «Nel discorso parlerà del Welfare, ma Bertinotti non è contrario alla riforma». I gruppi dell’Ulivo chiedono impegni precisi; Vincenzo Vasile, Per il capo dello Stato occorre effettuare un «chiarimento politico» in Parlamento. Scalfaro chiede un testo impegnativo. Il presidente a Prodi: preparate un documento chiaro «con le cose da fare sulle quali siete d’accordo»;
p.3- Rosanna Lampugnani, Divergenze nel centro destra sugli sviluppi del dopo Albania. Il leader azzurro pensa al dopo Bicamerale. Fini ora teme il grande centro una DC a cavallo dei due Poli. E Berlusconi rilancia a D’Alema l’idea di un esecutivo diverso; Giovanni Laccabò, Il cardinale Martini
«Albania, evitare giochi politici»; I mercati tengono e puntano sulla stabilità; Ro. La., Per l’esponente di FI il quadro politico muterà dopo la Bicamerale. Urbani: «Vedrei bene Ciampi alla guida di un governo neutrale». Il parlamentare azzurro spiega la polemica con Fini: «Nel Polo ha prevalso la tesi di AN, ma è un regalo a Prodi che si ribecca la fiducia di Ulivo e Rifondazione» [intervista a Giuliano Urbani]; L’intellettuale scrive dal carcere sulla missione in Albania. Sofri: Caro Fausto, che errore. La lezione della Bosnia? Bertinotti replica: «Certo, per questo diciamo no...»;
p.4- Vittorio Ragone, Si stringe il confronto nella maggioranza. Quercia e PPI: nessuna sponda ai giochi di Rifondazione. Il PDS esige un «chiarimento serio». In ballo Welfare e Bicamerale. Ma gli uomini vicini a Prodi: attenti a non tirare troppo la corda; Bertinotti, un lungo elenco di no al Governo; Marcella Ciarnelli, Il leader di Rifondazione isolato sull’Albania auspica una ripresa della maggioranza. Ora Bertinotti parla di «slancio riformatore». Cossutta: ma meglio non scendere nei dettagli. Immediate profferte di dialogo: «Mussi però ci ha dichiarato la guerra». Il presidente di RC: «Prodi non aggiunga nulla al suo programma iniziale. D’Alema? Ha superato i limiti, noi siamo fatti di un’altra pasta...»; Fabrizio Roncone, Ai microfoni di «Italia radio» parole di fuoco contro le scelte del leader di Rifondazione. Un anno dopo, rabbia e amarezza sotto l’Ulivo. Piccolo viaggio nella capitale tra gli elettori del centro sinistra. Le due sinistre nelle parole dei militanti del PDS e del PRC
«La Stampa»
«La Stampa», 10 aprile 1997[pp.1-6]
p.1- Titolo: Il centrodestra: il Governo è un vaso rotto. PDS: verifica seria con Rifondazione. Industriali: la giornata di protesta. Prodi da Scalfaro, già oggi dibattito sulla fiducia al Senato;
p.1-p.6- Editoriale, Edmondo Berselli, Bertinotti ieri, oggi e domani;
p.1-p.5- Augusto Minzolini, La crisi infinita;
p.2- Maria Teresa Meli, Visi scuri nell’Ulivo. Marini: questa partita l’ha vinta Fausto. Veltroni: «Verifica seria». Adesso tocca alla riforma del Welfare; (AdnKronos), Sartori «Politici allucinanti»; Fabio Martini, Il presidente di Rifondazione. Cossutta: siamo pronti a entrare nel Governo [intervista a Armando Cossutta]; I vertici per l’Albania (Scheda);
p.3- Alberto Rapisarda, Larga maggioranza alla mozione unitaria Polo-Ulivo, si oppongono solo Rifondazione e Lega. Sì alla missione, ma Prodi è alle corde. Scalfaro «congela» la crisi, stasera fiducia al Senato; Il testo della mozione Polo-Ulivo; Il voto a Montecitorio; Pino Corrias, Il giorno più lungo del presidente. «Non intendo vivacchiare». Prodi: non ne posso più di Fausto;
p.4- Vincenzo Tessandori, Mentre proseguono i preparativi per l’arrivo della forza di pace. Gli italiani in due campi base. L’inutile pressing dei comunisti albanesi. «Fausto, i soldati ci servono»; r. i. «Inadatta la forza di pace. L’Herald Tribune: la missione rischia un rapido fallimento; Fabio Galvano, L’esperto militare. «Attenti, senza chiarezza per voi sarà un disastro»;
p.5- Francesco Grignetti, Il Governo spagnolo ritarda l’invio delle truppe, perplessi anche i ministri greci e francesi. L’Europa non si fida più dell’Italia. Allarme a Brindisi: in arrivo altri 500 profughi; (AdnKronos), Card. Martini «Troppe speculazioni»; Filippo Ceccarelli, La Lega e la missione. E il senatur si riscopre italiano. Bossi usa il plurale nazionale: «Noi, il Paese»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 10 aprile 1997 [p.1-p.3]
p.1- Una fragile governabilità. Come (e se) Prodi potrà rifare una maggioranza dopo il voto sull’Albania. Berlusconi invita il centrosinistra a non lasciare il Paese allo sbando. Dini non vuole coprire situazioni incerte. Il grande imbarazzo del PDS;
p.3- Editoriali, Un caso di pazzia politica
10 aprile 1997: la crisi rientra. Il presidente del Consiglio interviene al Senato per verificare se il Governo ha ancora la fiducia delle Camere. Il dibattito si conclude lo stesso giorno con l'approvazione della risoluzione di fiducia presentata dai partiti dell’Ulivo e dalla stessa Rifondazione Comunista che nel dibattito e in sede di dichiarazione di voto afferma che la sua contrarietà alla missione non implica la crisi del Governo Prodi che continuerà a sostenere a condizione che non procederà a tagli alla spesa sociale e perseguirà un organico disegno riformatore.
XIII Legislatura Senato della Repubblica seduta del 10 aprile 1967
Seduta n. 167 - 10 aprile 1997
Discussione sulle comunicazioni del Governo. Approvazione di proposta di risoluzione. Discussione e approvazione della questione di fiducia
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 aprile 1997 [pp.2-3]
p.2- Stefano Di Michele, Il presidente del Consiglio chiede la fiducia al Senato: solo noi possiamo portare il paese in Europa. Prodi difende il suo governo. «Se ci sono altri si facciano avanti». Dura polemica con Fini: «Non accetto lezioni di dignità, sono disposto a fare da parafulmine per condurre il paese verso i suoi obiettivi». Lazzi del centro-destra, facce scure nell’Ulivo. Il gruppo di Rinnovamento: un sì con «connotati tecnici»; Critica del ministro degli Esteri dopo il discorso del premier. Dini: abbiamo votato sì solo perché c’è la missione. «La nostra è una fiducia tecnica finalizzata al nostro impegno per l’Albania». «Prodi ci aveva assicurato che avrebbe messo in chiaro i punti della verifica»; Il Senatore a vita si astiene e polemizza ironico con Prodi. E Cossiga organizza i cori del Polo. «Romano, li hai presi per i fondelli»; Pannella attacca Scalfaro; Giuseppe F. Mennella, Manconi ed Elia chiedono un’intesa programmatica. Salvi: «Adesso occorre una svolta nel modo di lavorare e stare insieme»; L’Osservatore: bene il sì alla missione;
p.3- Vittorio Ragone, Piccolo giallo sul veto della Quercia a un vertice di maggioranza convocato a Palazzo Madama. PDS deluso dal discorso del premier. E oggi alla Camera parla D’Alema. Al presidente del Consiglio si rimprovera di aver lasciato tra parentesi la crisi provocata da Rifondazione sull’Albania. La Sinistra democratica a Montecitorio annuncia la fiducia: «Ma metteremo le carte in tavola sulle scelte programmatiche»; Marini (PPI): «Ora serve una verifica seria...»; Sondaggio CIRM. Un italiano su due: «Fassino ha ragione»; Sondaggio: Prodi rimanga per 49 per 100; Angelo Faccinetto, Il leader della CGIL afferma che nessuno capirebbe la ricostruzione della maggioranza su basi vaghe. Cofferati: «Patto di legislatura oppure alle urne. Non si può andare avanti con disinvoltura». Un secco giudizio sulla condotta di Rifondazione e le vicende che ne sono seguite «È un colpo alla credibilità del governo». Sul Welfare «Al sindacato serve un interlocutore solido, ma tutto va chiarito in queste ore. Discuteremo solo proposte comuni della coalizione; Berlusconi: «Mi auguro un asse tra PDS e FI»; Sergio Sergi, Solo 6 eurodeputati su 22 presenti hanno votato come Rifondazione. E sull’Albania cade nel vuoto l’appello di Manisco alla solidarietà tra partiti comunisti europei; Lo studioso spiega la strategia di Bertinotti. Sartori: «L’obiettivo di RC è erodere i voti del PDS»
«La Stampa»
«La Stampa», 11 aprile 1997[p.1-pp.3-6]
p.1- Titolo: Sì del Senato. Polo e Lega: una farsa. Missione Albania, partiti i primi soldati. Fiducia avvelenata per Prodi. Il PDS: non ha affrontato il nodo di Rifondazione;
p.1-p.6- Editoriale, Mario Deaglio, Imprese e lupi cattivi;
p.1-p.5- Augusto Minzolini, Pur di sopravvivere;
p.4- Alberto Rapisarda, Berlusconi: l’amante infedele (Bertinotti) è uscito dalla finestra per rientrare dalla porta. Prodi, una fiducia a denti stretti. Scontenti PDS, PPI e Dini: troppo tenero con Rifondazione; (Ansa), Osservatore Romano. «La situazione è difficile; Fabio Martini, Gli alleati nemici. I dispetti di Lamberto e Romano. Freddezza e battute al vetriolo in Consiglio; (AdnKronos), Sartori. Rifondazione erode il PDS; E Cossiga «piccona» ancora. «Bravo Prodi, li hai presi per il…»;
p.5- Pino Corrias, Il presidente del Consiglio: volevo fare in fretta, i soldati partono lunedì. «Cari industriali, non vi capisco». Prodi: una guerra per 300 miliardi di TFR? [intervista a Romano Prodi]; (Ansa), «Buuh» in aula. Polo esplode la protesta; Maria Teresa Meli, «Quel discorso, che delusione». Angius (PDS): ha ignorato i problemi veri [intervista a Gavino Angius]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 11 aprile 1997 [p.3]
Editoriali, Grigiore di un premier; La crisi politica dà spazio al Centro, ma (forse) troppo tardi
11-12 aprile 1997: Camera dei deputati dibattito sulle comunicazioni del Governo. Romano Prodi ricostruisce la crisi determinatasi nelle forze politiche che sostengono il Governo e chiede, come al Senato, una rinnovata fiducia al suo Esecutivo, quindi una conferma della maggioranza. Nel corso del dibattito Bertinotti afferma che le dichiarazioni rese da Prodi portano il PRC a rinnovare la fiducia al suo Governo pur restando il dissenso sulla missione. A conclusione del dibattito è approvata, 321 a favore, 262 contrari, 1 astenuto, la risoluzione di fiducia firmata dai partiti del centrosinistra e da Rifondazione (Mussi, Mattarella, Diliberto, D'Amico, Paissan, Crema, Masi, Piscitello, Sbarbati).
XIII Legislatura Camera dei deputati sedute dell’11 e 12 aprile 1997
Seduta n. 178 - 11 aprile 1997 [video della seduta]
Comunicazioni del Governo
Seduta n. 179 - 12 aprile 1997 [video della seduta]
Seguito della discussione e votazione sulla fiducia
1997-04-08
Si registrano interferenze via radio sulle frequenze dell’aeroporto di Milano-Linate. Di pochi secondi il messaggio captato: «Viva la Padania e abbasso lo Stato centralista». La Procura di Milano apre un’inchiesta per il reato di interruzione di pubblico servizio e attentato alla sicurezza dei trasporti.
1997-04-09
Il Tribunale di Torino condanna in primo grado il presidente della FIAT Cesare Romiti a un anno e 6 mesi di reclusione, a un anno e 4 mesi Paolo Mattioli direttore finanziario dell’azienda torinese. Per il giudice per l’udienza preliminare Francesco Saluzzo sono colpevoli di finanziamento illecito, falso in bilancio e frode fiscale per aver costituito, negli anni 1990 -1992, circa 30 miliardi di fondi neri.
1997-04-11
Incendio al duomo di Torino, salva la Sindone.
1997-04-12
Sarajevo
Alla vigilia della visita del Pontefice la polizia scopre 23 mine anticarro poste sotto un ponte su cui dovrebbe viaggiare il convoglio papale. Sventato così un attentato che è attribuito a un’organizzazione terroristica turca «Il ritorno del Profeta»
1997-04-13
Cecenia
I guerriglieri ceceni rilasciano il fotografo italiano Mauro Galligani rapito il 23 febbraio 1997. Le trattative per il rilascio sono state lunghe e difficili ( sospetti di pagamento di riscatto)
1997-04-14
Croazia
Si svolgono le elezioni amministrative, si vota per il rinnovo dei consigli comunali e regionali e per la nuova Camera delle Contee. In quasi tutte le circoscrizioni, esclusa l’Istria, Il partito del presidente Franjo Tudjman ( HDZ ?) ottiene la maggioranza relativa. Per Tudjman un test importante in vista delle elezioni presidenziali che si svolgeranno a giugno.
1997-04-15
Albania
Sbarcano a Durazzo i militari della missione umanitaria «Alba» a cui partecipano truppe italiane, francesi e spagnole. Il comando operativo del contingente europeo, formato da circa seimila uomini è affidato all’ammiraglio Guido Venturoni, capo di Stato maggiore del Mistero della Difesa italiano. Compito della missione controllare l’aeroporto di Tirana, i porti di Durazzo e Valona, procedere al controllo generale del territorio albanese e riportare l’ordine nel Paese.
1997-04-19
L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) boccia la proposta di riforma della Giustizia proposta dalla Commissione Bicamerale, in particolare dalla sottocommissione guidata dal deputato verde Marco Boato. I magistrati si dichiarano contro la separazione delle carriere per i magistrati giudicanti e i pubblici ministeri, la modifica del Consigli superiore della Magistratura (CSM) diviso in due sezioni: una per i magistrati giudicanti e l’altra per i magistrati inquirenti.
1997-04-21
A un anno dalla vittoria dell'Ulivo il quotidiano «il manifesto» titola «Maledetto compleanno». Nonostante la riduzione dell'inflazione, sotto il 2%, la situazione economica resta stagnante, la disoccupazione è ferma al 12%.
1997-04-22
Albania: missione Alba
L’incrociatore italiano Vittorio Veneto si arena sui fondali sabbiosi della baia di Valona.
1997-04-22
Algeria
Nella notte gli integralisti islamici nel villaggio di Bouglef Khemisi a 30 chilometri da Algeri uccidono 93 persone. Gli integralisti minano le strade attorno al villaggio per impedire l’arrivo delle forze di sicurezza governative e rapiscono 5 ragazze. Sale a 2 mila il numero delle persone scomparse in Algeria dall’inizio della crisi politica del 1991. Intanto il Fronte Islamico di salvezza decide di boicottare le elezioni del 5 giugno ma i gruppi islamici collegati, fra cui la GIA, continuano negli attentati. Il 25 aprile nuovo attentato a Oued el Kerma.
1997-04-23
Ferruccio De Bortoli, già vicedirettore del «Corriere della Sera», è nominato direttore. Sostituisce Paolo Mieli che assume la direzione editoriale della RCS.
1997-04-25
Algeria
Ancora un attentato. Una bomba posta sui binari della stazione ferroviaria di Oued el Kerma, villaggio a 15 chilometri da Algeri, fa saltare in aria un treno di pendolari. 21 le vittime.
1997-04-25
Milano: a due giorni dalle elezioni amministrative, un ordigno rudimentale esplode sotto le finestre di Palazzo Marino, sede del Consiglio comunale. L’esplosione non provoca vittime ma solo danni all’edificio. L’attentato è rivendicato con una telefonata all’ANSA di Bologna dal gruppo anarchico «Azione Rivoluzionaria», sospettato degli attentati compiuti alla Questura di Milano il 14 agosto 1988 e alla Caserma di Predieri di Firenze il 7 marzo 1996.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 aprile 1997 [p.4]
Susanna Ripamonti, Non si trascura nessuna pista, da quella delle rivendicazioni anarchiche, al terrorismo islamico e alla mafia. Bomba a Milano, l’accusa è strage. Un super pool seguirà l’inchiesta. Gli investigatori sono in contatto con i colleghi bolognesi dove è giunta la telefonata di «AR» e la procura di Firenze ha rilevato similitudini con attentati firmati da sigle anarchiche. Indagano Boccassini, Pradella, Meroni e D’Ambruoso; Gli anarchici di «AR». Attentati e rapine; Su. Ri., Parla l’anarchico che ora ha anche simpatie leghiste. Valpreda: «Ma col ‘69 non c’è confronto
Né clima di scontro né caccia alle streghe». L’ex ballerino, che fu sospettato e poi discolpato per la strage di piazza Fontana, ritiene che i messaggi di rivendicazione «ripetano vecchi slogan ormai deboli anche dal punto di vista ideologico» [intervista a Pietro Valpreda]
1997-04-26
Il ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi è a Washington per il vertice dei 7 Grandi. Nel suo intervento ottimismo per la situazione economica italiana.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 aprile 1997 [p.13]
Edoardo Gardumi, Il ministro del Tesoro a Washington per il vertice dei 7 grandi sfodera ottimismo: le prospettive sono favorevoli. Ciampi in USA: mai l’Italia così forte. L’ISCO vede la ripresa dietro l’angolo. Confortanti segnali nella produzione industriale. Gli imprenditori si attendono un più intenso flusso di commesse estere. Bilancia commerciale sempre in attivo e inflazione in leggera ripresa con l’estate. Le famiglie ancora pessimiste; Antonio Pollio Salimbeni, Riunione di ministri finanziari e banchieri centrali dei paesi più industrializzati del mondo. Superdollaro o no? A Washington il G7 ci riprova. Gli USA temono un’Europa dall’economia debole. In febbraio il precedente vertice dichiarò che il biglietto verde si era apprezzato in misura sufficiente rispetto a yen e marco. Peccato che i mercati se ne infischiarono. Il gioco degli interessi dietro le relazioni tra le valute. Rubin: l’Unione monetaria serva alla crescita
1997-04-26
Albania
Assalto ad una fabbrica italiana a Valona, un morto. Il proprietario aveva rifiutato di pagare il «pizzo». Nell’assalto ucciso il cognato.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 aprile 1997 [p.1-p.7]
p.1-Titolo: Una banda criminale pretendeva tangenti dall’imprenditore che non voleva pagare.
Albania, assalto mafioso alla fabbrica italiana. Ucciso il cognato del proprietario. Il titolare e la moglie avevano chiesto la protezione dei marò;
p.2-I criminali sarebbero legati a Zani Caushi, uno dei più temuti capo-clan del porto albanese. Il proprietario rifiuta un «pizzo» di 100 milioni. Assalto ad una fabbrica italiana a Valona, un morto
Due attacchi in poche ore, i banditi aprono il fuoco con i mitra
1997-04-26
Turchia
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 aprile 1997 [p.7]
Umberto De Giovannangeli, Braccio di ferro al Consiglio per la sicurezza, due ministri del partito della Ciller minacciano le dimissioni. Turchia, scontro militari-Erbakan. Vacilla il governo a guida islamica. Salva in extremis la coalizione scaturita dalle elezioni del ‘95, fra il movimento islamico Refah e il partito dell’ex premier. I generali accusano Erbakan di voler islamizzare il paese. Compromesso tra laici e religiosi sull’istruzione; U. D. G., Gambino: attenti anche ad Ankara c’è il rischio di uno scenario algerino [intervista a Antonio Gambino]; Il Parlamento turco (composizione scheda)
1997-04-27
Elezioni amministrative, primo turno
- Elezioni amministrative, primo turno
1997-04-27
Si vota per il rinnovo di 1.115 consigli comunali di cui 15 capoluoghi di provincia fra cui Milano, Torino e Trieste, e 6 Consigli provinciali. Il centro-sinistra conquista al primo turno Belluno, Ravenna, Siena e Reggio Calabria, il centro- destra Grosseto. In 10 capoluoghi di provincia si va al ballottaggio. Pesante sconfitta per la Lega che non riesce a portare al ballottaggio Marco Formentini, sindaco uscente di Milano, e resta esclusa in quasi tutti i comuni salvo Lecco e Pordenone.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 aprile 1997 [pp.1-3]
p.1-Titolo: Si vota per più di mille Comuni (15 capoluoghi) e 6 province: 66mila candidati in lizza. Parte la corsa dei sindaci oggi nove milioni alle urne. Seggi aperti dalle 7 alle 22. Eventuale ballottaggio l’11 maggio. Lo spoglio comincerà domani, ma già stasera ci saranno gli exit-poll. Prodi: «Mi auguro che sia una giornata tranquilla»; Editoriale, Franco Cazzola, Nessun legame fra questo voto e il Governo;
p.2- Interessati al voto oltre nove milioni di elettori. I test più importanti a Milano, Torino, Trieste e in 6 province. Urne aperte in mille e 100 comuni. Gli esperti: rischio astensionismo; Giorgio Napolitano, Nel voto la risposta democratica; Pier Giorgio Betti, Il sindaco uscente punta al raddoppio. Castellani: «Torino avrà presto il Forum per lo sviluppo». «Il Polo ha preferito fare un uso politico della campagna elettorale senza avanzare proposte. La città viene dipinta come se fosse in mano alla delinquenza» [intervista a Valentino Castellani]; Claudio Galli, La città da mezzo secolo è amministrata da giunte «rosse», ma alle ultime politiche vinse la Parenti. Grosseto, il Polo punta a ripetere il voto del ’96. Il centro sinistra ricandida il sindaco uscente Loriano Valentini, il centro destra Alessandro Antichi. Rifondazione corre da sola;
p.3-Roberto Carollo, Il capolista del PDS a Milano: si vota per il sindaco, non per buttar giù Prodi.
Bassanini: «Il Polo sbanda tra colpi bassi e larghe intese». «C’è un’incoerenza che non sfuggirà agli elettori» [intervista a Franco Bassanini]; Pasquale Cascella, Alle urne tra paure e speranze di larghe intese; Prodi: «Al voto in un clima tranquillo»; Carlo Brambilla, Il sindaco uscente: sì, sono ottimista
Formentini: «Sarà una sorpresa perché entro io al ballottaggio». «Ho apprezzato la visita di Prodi e la telefonata di Scalfaro dopo l’attentato». Il secessionismo? «Bisogna trovare una soluzione che salvi lo Stato unitario» [intervista a Marco Formentini]; Così il voto in ogni Regione (mappa); La «battaglia» Ulivo-Polo nel centrosud. I riflettori degli «exit» anche su Catanzaro Ancona e Reggio C.
1997-04-30
Albania
Esplosione nell’arsenale miliare di Qafe Shatme. 27 morti.
1997-05-01
Inghilterra
Il Partito Laburista guidato da Tony Blair, dopo 18 anni di governi conservatori, a larghissima maggioranza vince le elezioni conquistando 419 seggi alla Camera dei Comuni, risultato mai raggiunto nella storia del partito. I conservatori del premier uscente John Mayor ottengono solo 165 seggi. I liberal-democratici di Paddy Ashodown ottengono 49 seggi. Significativo il risultato del Sinn Fein, il movimento nazionalista irlandese, considerato il braccio politico dell’IRA, che conquista 2 seggi e il suo leader Gerry Adams è eletto nel distretto di Belfast Ovest.
1997-05-02
Milano: il Tribunale condanna alcuni dei principali stilisti italiani: Kritia, Gianfranco Ferrè e Santo Versace a un anno e due mesi di reclusione per corruzione. Sono riconosciuti colpevoli di aver distribuito nel 1990 tangenti per circa 750 milioni di lire alla SECIT e alla Guardia di Finanza. Gli stilisti non debbono scontare la detenzione in quanto gli sono riconosciute le attenuanti generiche e i benefici della condizionale. Tra gli imputati manca Giorgio Armani che, alcuni mesi prima del processo, ha scelto il patteggiamento pagando un risarcimento di 100 milioni e concordato una pena di 9 mesi.
1997-05-03
Consiglio dei ministri: su proposta del ministro dell’Agricoltura Michele Pinto è approvato il disegno di legge per favorire il ricambio generazionale nel mondo dell’agricoltura.
1997-05-05
Camera dei deputati: il Governo pone la questione di fiducia sull'approvazione del decreto contenente la manovra correttiva di fine marzo. Il 6 maggio approvata la fiducia con 318 voti a favore e 260 contrari. Il decreto è approvato con 287 sì e 214 no. la manovra correttiva di fine marzo. L'Aula approva poi il decreto con 287 sì e 214 no.
1997-05-06
Algeria
Un’autobomba esplode davanti al liceo più prestigioso della capitale, il Franz Fanon situato nel quartiere di Bad El-Qued, frequentato in gran parte dai figli dei funzionari del regime militare del generale Liamine Zeroual e dei diplomatici accreditati nel Paese. L’esplosione provoca la morte di 4 persone e il ferimento di 24, per lo più si tratta di ragazzi fra i 12 e i 18 anni.
1997-05-07
Entra in vigore la legge sulla «Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali», Legge 31 dicembre 1996, n. 675. La nuova normativa istituisce la figura del Garante che ha il compito di controllare e coordinare la raccolta e la diffusione dei dati personali. Garante sarà nominato il giurista Stefano Rodotà.
1997-05-07
Il Governo tedesco ammette di pagare la pensione a ex membri delle SS.
1997-05-07
Il Tribunale internazionale dell’Aja per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia, dopo 6 mesi dalla fine del processo, condanna il serbo-bosniaco Dusan Tadic per crimini contro l’umanità e tortura. Tadic, è noto come il «boia» di Omarska, il campo di pulizia etnica dove aveva effettuate aberranti torture. La pena sarà decisa a luglio. Intanto i difensori preannunciano il ricorso in appello.
1997-05-09
Parigi: all’età di 68 anni muore il regista Marco Ferreri
1997-05-09
Venezia
Nella notte un commando di 8 uomini si impossessa, minacciando il comandante, del traghetto che collega l’isola del Tronchetto con il lido di Venezia. Sbarcati a Piazza San Marco gli uomini del commando si dividono: sei di loro salgono sul campanile e due restano a terra a bordo di un rudimentale mezzo blindato. Unica arma in possesso al commando un mitra Mab. Dal campanile sventolano la bandiera della «Venezia Serenissima Repubblica». Alle 6,30 gli incursori riescono a interrompere per tre volte i telegiornali RAI. Alle 8,30 l’occupazione cessa per l’intervento dei carabinieri. Il 10 maggio il processo
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 10 maggio 1997 [pp.1-4-p.8]
p.1-Titolo: Commando del «Veneto Serenissimo Governo» occupa il campanile: catturati dai GIS. Un altro arresto a Padova. Assalto a San Marco, presi 8 terroristi. Napolitano a Bossi: basta con gli appelli alla secessione;
p.1-p.8- Editoriale, Rodolfo Brancoli, Buffonate da prendere sul serio;
pp.1-3- Ferdinando Camon, Quel fucile sparerà;
pp.2-3- Titolo: Venezia, sono i responsabili delle ripetute incursione sul TG1. I carabinieri del GIS hanno impiegato otto minuti per espugnare il campanile e la piazza. Fermato anche l’ideologo;
pp.2-3- Dall’assalto all’arresto (crono);
p.2- Cesare Martinetti, Un blitz blocca i pirati di San Marco. In cella gli 8 uomini del commando uno è grave; Giovanni Bianconi, «Li ha traditi un parcheggio». Gli inquirenti: volevamo coglierli sul fatto;
p.3- Giovanni Cerruti, «Tutti bravi figlioli, senza vizi». La Bassa perdona i terroristi; Il commando (scheda); Paolo Barbaro, Rabbia tra i veneziani per l’incursione al luogo-simbolo. La vedetta dell’Adriatico violata;
p.4- Francesco Grignetti, Da destra e sinistra raffiche di accuse: ecco i risultati della predicazione secessionista. Napolitano: la Lega ha delle responsabilità. «Per Bossi è messinscena? Delira»; Guido Tiberga, L’ex procuratore di Venezia «Rischiano l’ergastolo» [intervista a Ennio Fortuna]; Del Vecchio: «Mi sembra una bambinata»
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.5]
Titolo: L’assalto a Venezia; Fabio Poletti, Reazioni in via Bellerio. Speroni: roba da indipendentisti del Texas, non si fa così la secessione. Bossi alza il tiro: sono stati i Servizi. «Così i romani vogliono dividerci»; (Ansa), Miglio «Li considero miei allievi»; c. m. (Cesare Martinetti), Cacciari: clima barbaro può sfuggire il controllo [intervista a Massimo Cacciari]; Flavio Corazza, Comencini: attenzione c’è un Grande Fratello [intervista a Fabrizio Comencini]
«La Stampa», 11 maggio 1997 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Venti indagati dopo l’assalto in San Marco. L’ «armata veneta»: colpiremo uno dei GIS. La sfida di Bossi: corteo a Venezia. Scalfaro: «Chi semina divisioni e violenza non ama l’Italia»;
p.1-p.6- Gian Enrico Rusconi, Rilancio del Leghismo;
p.2- r. r., Bossi annuncia un raduno a Venezia «per lanciare un monito a Roma». Fini: sbagliato ridicolizzare l’assolto. «Davanti a 30 mila giovani Scalfaro condanna le divisioni; Lorenzo Mondo, I vizi e le virtù del Veneto profondo; Chiara Beria di Argentine, Il padre del terrorismo rosso. Franceschini: analogie con la nascita delle BR [Alberto Franceschini]; r. cri., Nordio scatena la bufera in RAI. Viale Mazzini replica al magistrato «Mai ironizzato sulle intrusioni nei TG»; (Ansa), La Procura. «Escluse percosse all’assaltatore»;
p.3-Cesare Martinetti, Gli uomini di piazza San Marco farebbero capo a una struttura organizzata per cellule. Minacce contro i GIS. Una rete secessionista dietro l’Armata. Più di venti gli indagati; Giovanni Cerruti, I sostenitori del commando. «Una colletta per i nostri eroi». Applausi e lacrime fra i membri della Life; r. cri., «L’orgoglio di essere veneti». In sei capitoli la «rivoluzione» dell’ideologo della Serenissima; r. cri., Il blitz visto dall’estero. Dall’Herald al Financial Times «È il sintomo di un malessere»
1997-05-09
Il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge sul ritorno dei Savoia in Italia ma non potranno votare.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.15]
a.tor., Il Governo ha approvato il disegno di legge che modifica solo in parte la norma sull’esilio. «Porte aperte per i Savoia ma non potranno votare»; Pierangelo Sapegno, Il giudizio di Vittorio Emanuele, «Spero nei diritti civili». «L’Italia è il Paese degli imprevisti» [intervista a Vittorio Emanuele]
1997-05-09
Roma: Mentre passeggia con un’amica nei viali dell’Università la Sapienza è uccisa la studentessa Marta Russo.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.1-p.13]
p.1-Titolo: La ragazza passeggiava con un’amica: è in coma. Non escluso il movente politico. Colpita a morte all’Università di Roma. Misterioso Killer spara a una studentessa di 21 anni;
p.13- Titolo: Mistero alla Sapienza: il sicario avrebbe sparato da un bagno; La città universitaria (mappa); Flavia Amabile, Un Killer insanguina l’Università. Colpita una studentessa a Roma: è in fin di vita; Maria Corbi, «Ho visto Marta accasciarsi e ho pensato a un malore»
«La Stampa», 11 maggio 1997 [p.15]
Flavia Amabile, Il giallo alla «Sapienza»: la ragazza, ancora in coma, potrebbe essere stata colpita per errore. Il Killer ha sbagliato bersaglio. Continua la caccia al cecchino dell’Università; Una mattinata finita in tragedia; f. ama., «Agguato politico? Fantascienza». I familiari di Marta: nessuno la odiava
1997-05-10
Giovanni Paolo II, per la prima volta, visita il Libano che sta faticosamente tornando alla normalità dopo una guerra durata 15 anni e ha causato 150 mila vittime.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.11]
Giuseppe Zaccaria, La Messa su un palco tra le rovine della guerra, con eccezionali misure di sicurezza. A Beirut un pellegrino scomodo. Per il Papa timori di attentati e polemiche; Marco Tosatti, L’ex ministro degli Esteri Vaticano. «è la prova della tolleranza». Silvestrini: le fedi possono convivere [intervista a Achille Silvestrini]
«La Stampa», 11 maggio 1997 [p.8]
Marco Tosatti, Protetto da carri armati e da elicotteri, ha invitato la gente a «non innalzare nuovi Muri». Il Papa: vengo in un Libano sovrano. Trionfale visita a Beirut ancora ferita dalla guerra; Da otto a dieci milioni di cristiani d’Oriente (mappa); Giuseppe Zaccaria, Nel covo del «Partito di Dio». Tra gli Hezbollah in festa. Bandiere vaticane nella baraccopoli sciita; Henri Tincq, «Perché questo non è un Paese libero». Parla monsignor Nasrallah Sfeir, il patriarca maronita [intervista a Nasrallah Sfeir]
«La Stampa», 12 maggio 1997 [p.13]
Marco Tosatti, Beirut, messa in Piazza dei Martiri, simbolo della guerra civile: prego per le sofferenze del Sud. Il Papa: il Libano sia dei libanesi. Il messaggio di Wojtyla a Damasco e Gerusalemme; m.tos.,
Una guida per il Paese. «Uniti per rinascere». Enciclica ai maroniti: più dialogo
1997-05-10
Albania
Con il concorso di Franz Vranitzky, capo della delegazione dell’OCSE, è raggiunto un accordo per la data delle elezioni: il 29 giugno.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.9]
Vincenzo Tessandori, Intervista al presidente: i sondaggi dicono che il 77,3 per cento è contro gli insorti. Tutti d’accordo, l’Albania vota a giugno. Berisha raggiante: «La gente non vuole i Comitati» [intervista a Sali Berisha]; e. st., L’intesa. Successo di Vranitzky; Paolo Guzzanti, Dietro le quinte di «Alba». Tirana, la dolce trappola. Mitra e caffè, miseria e moschee vuote
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