XIV Legislatura - II governo Berlusconi
XIV Legislatura - 2001-2006
II Governo Berlusconi
10 giugno 2001-23 aprile 2005
2003-01-22
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, incontra a Washington Colin Powell e gli assicura che l’Italia è pronta a fare la sua parte nell’attacco all’Iraq.
A Roma il ministro della Difesa, Antonio Martino, afferma che gli aerei americani impegnati contro l’Iraq potranno sorvolare l’Italia senza alcuna autorizzazione.
2003-01-22
Milano: la presentazione del libro di Alberto Asor Rosa «La guerra» edito da Einaudi, relatori Paolo Mieli e Sergio Cofferati, è contestata dalla Comunità ebraica che accusa l’autore di «antisemitismo» per aver sostenuto che lo Stato Ebraico si è trasformato in Stato oppressore.
2003-01-22
Rovigo: tratti in arresto 5 marocchini, fra i quali un predicatore. Sono accusati di terrorismo in seguito al ritrovamento nel casolare dove abitano di una mappa di Verona e del materiale esplosivo.
2003-01-23
Olanda
Elezioni politiche: i democristiani (CDA) vincono ottenendo 44 seggi contro i 42 dei socialdemocratici. Il movimento xenofobo ottiene solo 8 deputati contro i 26 eletti del maggio 2002.
2003-01-23
Russia e Cina, come già Francia e Germania, si dichiarano contro l’attacco USA all’Iraq. Il governo americano annuncia che l’America è pronta a guidare una «coalizione di volenterosi» fra cui menziona l’Italia.
2003-01-23
World Economic Forum, Davos 23-28 gennaio 2003
- World Economic Forum, Davos 23-28 gennaio 2003
2003-01-23
Davos (Svizzera)- vertice del World Economic Forum vi partecipano i rappresentanti politici ed economici delle istituzioni globali.
«l'Unità»
«l’Unità», 23 gennaio 2003 [p.10]
Rinaldo Gianola, Il World Economic Forum torna in Svizzera dopo la parentesi dello scorso anno a New York tra la minaccia di guerra e la paura della recessione. Il modello neoliberista segna il passo, il no global Lula guida il Brasile e parlerà ai padroni del mondo isolati in una fortezza inespugnabile. Nessuno vola più sui cieli di Davos. Oggi inizia l’incontro dei potenti dell’economia, presidiato da militari e agenti segreti; Misure di sicurezza a Davos (scheda); Anche aziende italiane tra i finanziatori; Sognatori, filosofi e contestatori. Bill Gates. Bono. Lula; Glossario per un vertice economico. Le parole dalla parte dei globalizzatori
«l’Unità», 24 gennaio 2003 [p.6]
Davos fa i conti con la crisi. L’economia non va, la guerra fa paura, e anche i potenti marcano visita
«l’Unità», 26 gennaio 2003 [p.15]
r. c., Un corteo di tremila dimostranti ha protestato nella cittadina elvetica. Altri manifestanti sono
stati fermati con lacrimogeni in una stazione vicina. Il neoministro della Cultura brasiliano Gil: mi sembra che qui ci sia un feeling sul quale potersi confrontare. La Svizzera si candida a ospitare
colloqui USA-Iraq. Lula sbarca al vertice del mondo che conta. A Davos i No-Global sfilano a marcia indietro, a Berna si scontrano con la polizia
«l’Unità», 27 gennaio 2003 [p.8]
Marina Mastroluca, Il capo di Stato sollecita una nuova etica nell’ordine economico mondiale: «Non si possono lasciare disattese le domande di miliardi di esclusi». Sua la proposta di un fondo internazionale per combattere la denutrizione e la denuncia delle «inutili spese» nel riarmo «Il social forum e questo summit devono parlarsi». Lula a Davos: abbattiamo il muro della fame. Appello del presidente brasiliano, un Patto mondiale per la pace e contro la miseria
2003-01-23
III Forum Sociale Mondiale Porto Alegre 23-28 gennaio 2003
- III Forum Sociale Mondiale Porto Alegre 23-28 gennaio 2003
2003-01-23
Porto Alegre (Brasile): Forum internazionale dei New Global contro la guerra e il liberismo. 100mila partecipanti. 30mila delegati iscritti in rappresentanza di 5.480 organizzazioni. 126 Paesi rappresentati. 5 aree tematiche: sviluppo sostenibile, diritti umani, media e globalizzazione: potere politico, società civile, promozione della pace. 1.500 tra tavole rotonde, seminari, conferenze 4.500 giornalisti accreditati in rappresentanza di 1.800 organi di informazione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 23 gennaio 2003 [p.1-p.35]
Gianni Vattimo, Diario di Porto Alegre. Le voci del Forum
«l’Unità», 23 gennaio 2003 [p.11]
Piero Sansonetti, L’Università gremita di giovani Ufficialmente i lavori prenderanno il via domani
Nei quattro giorni di dibattito previste circa duemila riunioni. Si aspettano Chomsky e il presidente brasiliano Lula. Massiccia la presenza degli americani, risultato del movimento contro la guerra
cresciuto negli ultimi mesi. Il sogno di Porto Alegre: povertà zero. Il popolo No Global si conta e si scopre più grande e pacifista. Attese centomila persone; Il Forum sociale (scheda); a. mar., I protagonisti. Filosofi e attivisti per migliore il mondo; a. mar., Uno sviluppo diverso, il vocabolario per dirlo
«l’Unità», 24 gennaio 2003 [p.1-p.6]
p.1-p.6- Piero Sansonetti, Forum mondiale. Centomila a Porto Alegre dicono in corteo: «Pace»;
p.6- Pietro Folena, Diario da Porto Alegre;
«l’Unità», 26 gennaio 2003 [p.15]
Piero Sansonetti, Porto Alegre, il movimento diventa adulto. Casarini a Epifani: contro la guerra protesteremo con l’illegalità ma senza violenza; Gianni Vattimo, Diario da Porto Alegre. Quando l’utopia è responsabile
«l’Unità», 27 gennaio 2003 [p.8]
Piero Sansonetti, Chavez si schiera con i No-Global. Il leader venezuelano a Porto Alegre: contro la povertà farò un uso antiliberista del petrolio; Pietro Folena, Diario da Porto Alegre
«l’Unità», 28 gennaio 2003 [p.4]
Piero Sansonetti, L’idea è stata annunciata da Vittorio Agnoletto. La delegazione partirà a febbraio e comprenderà tecnici politici e intellettuali. Al forum dei movimenti sociali ha parlato anche il filosofo Noam Chomsky che ha avuto parole durissime contro la politica estera di Washington. Porto Alegre, ispettori no-global da Bush. Una provocazione contro la guerra: «Invieremo scienziati e Nobel nei siti chimici americani»; Silvia Boschero, Musica, informazione e moneta; p.sa., Chavez supera l’esame del Forum. Lunghi applausi al discorso del presidente venezuelano
«l’Unità», 29 gennaio 2003 [p.10]
Piero Sansonetti, La strada del pacifismo dopo Porto Alegre. Otto mesi decisivi davanti al movimento no-global. Si gioca la credibilità anche su commercio e privatizzazioni
«Rassegna sindacale»
«Rassegna sindacale», n.3, 28 gennaio 2003 [pp.1-2]
Titti Di Salvo, Social Forum ma non solo. La politica internazionale della CGIL. A Porto Alegre per ribadire il legame tra pace e diritti
Bibliografia
Jampaglia C. (cur.) Bendinelli T. (cur.) «Porto Alegre. Il Forum sociale mondiale», Feltrinelli, 2002
2003-01-24
DS: il presidente Massimo D’Alema sul «Corriere della Sera» critica la subalternità del governo Berlusconi agli USA sulla questione Iraq, mentre avrebbe dovuto appoggiare «chi più saggiamente propone di allungare i tempi della ricerca, attraverso le ispezioni, di una soluzione pacifica.
2003-01-24
Muore a Torino Gianni Agnelli.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 gennaio 2003 [pp.11-p.35]
p.1- Muore Agnelli, lascia una piccola Italia. Il presidente della FIAT è scomparso ieri mattina a Torino. Lutto in tutto il mondo. Gli succede il fratello Umberto. Ciampi: ha rappresentato la parte migliore del Paese;
p.1-p.35- Editoriale, Furio Colombo, Finisce un’epoca. Che epoca è?;
pp.1-2- Rinaldo Gianola, La stagione dell’incertezza;
p.2- Massimo Burzio, Nel giorno più triste, tutti i poteri a Umberto. La famiglia Agnelli lo designa alla presidenza della Fiat: salveremo l’azienda; Roberto Rossi, Una nuova squadra avanza al Lingotto. Jaki Elkann e Luca di Montezemolo destinati ad assumere posizioni di rilievo nei prossimi mesi;
p.3- Oreste Pivetta, È morto Agnelli, fine di un’epoca. In uno dei momenti più difficili per Torino scompare il protagonista dell’industria; a.f., Il silenzio di Mirafiori: l’Avvocato se n’è andato
Un minuto di raccoglimento, alle portinerie i lavoratori si interrogano: perché non abbiamo sospeso il lavoro?; Lutto cittadino. Domani alle 10,30 i funerali in Duomo;
p.4- Oreste Pivetti, Il secolo breve di Gianni Agnelli. La sua vita attraverso i successi, le tragedie, la metamorfosi del nostro Paese;
p.5-v. va. (Vincenzo Vasile), «Fu capace di essere profondamente italiano». Ciampi ripercorre il suo intenso dialogo con Giovanni Agnelli, durato trent’anni; Hanno detto; Il capo del Governo. «Era il campione degli imprenditori»; Ninni Andriolo, Fassino: «Ricordo quel pranzo, venti anni fa...». Il segretario DS: «Appena eletto segretario del PCI a Torino volle conoscermi. Era l’uomo del confronto, rispettava l’avversario»;
p.6- Bruno Ugolini, «Cari lavoratori, la festa è finita». Da «Agnelli-Pirelli ladri gemelli» all’accordo con Lama sul punto unico di contingenza; Bruno Ugolini, Io, operaio Bonaventura vi dico chi era l’Avvocato. L’anziano Fiat ricorda il padrone, la fabbrica: adesso ci mancherà;
p.7- Bianca Di Giovanni, I sindacati: se ne va un avversario leale. Epifani: un senso di tristezza e di vuoto, che cosa sarà della FIAT? Pezzotta: salvare l’auto; Sergio Cofferati, Quella sera a parlare di Lama; Bruno Ugolini, Trentin: quando stracciò l’accordo separato. «Agnelli smentì i suoi colleghi e trattò con la CGIL». «Era il rappresentante del Paese, per il Lingotto sarà dura [intervista a Bruno Trentin]; Muore anche Violante, cognata di Umberto;
p.8- Roberto Rossi, L’eredità di Agnelli: energia e finanza. La FIAT opera in 61 paesi, ha 220mila dipendenti. L’evoluzione e le difficoltà degli ultimi anni; La dinastia familiare (scheda); Diego Novelli, Non pagava la tassa di famiglia. Ricordo di Novelli, cronista de l’Unità, sindaco comunista e tifoso del Toro;
p.9- Piero Pessa, L’ultima speranza, l’ultima illusione. «Non venderò mai l’Auto». Ma la storia potrebbe riservare un epilogo diverso; Massimo Burzio, «Adesso chissà se la FIAT resterà ancora italiana». A Torino le preoccupazioni del mondo del lavoro sul futuro del gruppo;
p.10- Bruno Gravagnuolo, Quell’ambigua attenzione per la politica. Dalla monarchia agli antifascisti torinesi, dall’affidabile DC al mai amato Berlusconi; Giornali e TV. Edizioni straordinarie per ricordare l’Avvocato; Roberto Rezzo, La sua immensa America: da Kennedy a Central Park. Il suo medico racconta: mi ha avvertito Sofia Loren alle 3 del mattino;
p.11- Massimo De Marzi, La Juve nel cuore, il cuore della Juve. Da tifoso a presidente: per 70 anni l’anima del club. Lo stadio Delle Alpi prenderà il suo nome; Darwin Pastorin, Stile e competenza
vestite di bianconero; m.d. m., Gentile: «Al campo portava buon umore»; Lodovico Basalù, La passione di Agnelli per i motori. Nel 1969 l’investimento nella casa di Maranello strappata alla Ford. Poi i successi targati Montezemolo e l’epopea del pilota tedesco. Con la Ferrari vide lungo: «Prendiamo Schumi, è come Fangio»
2003-01-24
Iraq
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente spagnolo José Maria Aznar a differenza di Francia e Germania vedono favorevolmente le posizioni USA rispetto alla necessità di un intervento in Iraq. In Italia le opposizioni, criticando i pronunciamenti di Berlusconi, chiedono che si pronunci il Parlamento, posizione condivisa all’interno della maggioranza dall’UDC. Per gli USA solo due mesi per le ispezioni ONU in Iraq. Intanto allertano i cittadini americani in tutto il mondo contro il rischio di attentati terroristici.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 giugno 2003 [p.1-pp.12-15-p.34]
p.1- Titolo: Iraq, Berlusconi e Aznar contro l’Europa. Scelta di guerra illegale senza il Parlamento. Gli USA allertano i cittadini americani in tutto il mondo;
p.1-p.34- Pino Arlacchi, Il ruolo dell’Aja; Strobe Talbott, Il Rubicone di Bush;
p.12- Simone Collini, Casini: non dividete l’Unione europea. «Francia e Germania hanno sostenuto cose che vengono condivise anche dall’opinione pubblica italiana»; Vincenzo Vasile, Ciampi lontano dal premier: «Europa, esempio di pace». Il Presidente nell’anniversario di Auschwitz: lo sterminio fu reso possibile anche dalle vergognose leggi razziali del 1938; Luana Benini, Alfredo Biondi vicepresidente della Camera. «Liberal saddamita a chi? Il nostro appello è liberal-garantista». La replica seccata al Foglio «Siamo alleati, non sudditi di Bush» [intervista];
p.13- Marcella Ciarnelli, Berlusconi liquida Parigi e Berlino. «Inutile incontrarsi, bisogna evitare la frattura con gli USA». Così facendo però spezza l’Europa; Federica Fantozzi, D’Alema: Francia e Germania, il vero punto di vista europeo. «Da loro è venuto il rifiuto della politica di potenza USA. Rumsfeld non può darci lezioni di etica: da giovane sosteneva Saddam e gli portava le armi...»; Rutelli-Foglio, polemica per un’intervista;
p.14- Mosca si schiera con la «vecchia Europa». Putin d’accordo con Schröder sul no all’attacco. L’Europa in cerca di una posizione comune; Franco Mimmi, Il premier spagnolo non si accontenta di sostenere le posizioni bellicose di Bush, ma vuole essere il capocordata Aznar, l’anti-europeista convinto che mira a fare il proconsole USA; Alfio Bernabei, Il quotidiano inglese stampa una pagina con la scritta «No war» e invita i lettori a spedirla al premier Blair. Intanto a Londra si preparano nuove manifestazioni pacifiste. Un manifesto del Daily Mirror contro la guerra: attaccatelo alle finestre;
p.15- Bruno Marolo, Allarme ai cittadini USA nel mondo: pronti a rientrare. Bush verso la guerra: rinvio solo a tempo determinato. Agli ispettori ONU concede solo altri due mesi; Toni Fontana, «Saddam prepara l’attacco chimico». Lo sostiene l’opposizione irachena, ma l’AIEA assolverà il regime di Baghdad; Artisti francesi e tedeschi dicono no all’intervento; ma. m., L’ex presidente critica Bush e la tendenza a trascurare economia e sicurezza sociale in nome della guerra al terrorismo. «Saremo sconfitti se compromettiamo il futuro dei nostri figli». Clinton: «Più tempo agli ispettori per finire il loro lavoro»
Il presidente USA George W. Bush telefona al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per ringraziarlo di essere fra i «volenterosi» che saranno a fianco dell’America dell’ormai imminente guerra all’Iraq. il Pentagono fa filtrare informazioni sul piano denominato «Choc e terrore», che prevede l’abbattimento sull’Iraq di 800 Cruise nelle prime quarantotto ore.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 26 giugno 2003 [p.1-pp.12-13]
p.1- Titolo: Il presidente USA chiama Palazzo Chigi, ma non Chirac e Schröder. Iraq, Berlusconi con Bush l’Europa per la sua strada;
p.12- Marcella Ciarnelli, Nel colloquio il presidente del Consiglio si sarebbe offerto di mediare con Putin per evitare che si consolidi un asse contro l’intervento in Iraq. Dalla Casa Bianca filo diretto
anche con Blair. Domani riunione a Bruxelles dei ministri degli Esteri, ma la presidenza greca lavorerebbe per un vertice europeo al più alto livello. Bush telefona al fedele Berlusconi. Mentre la UE cerca una posizione comune il premier promette aiuto per rompere il fronte antiguerra; Gianni Marsilli, Il Foglio insulta Chirac. L 'ambasciatore francese Hennekinne a Roma: «volgarità e insinuazioni»; Toni Fontana, Marcelle Padovani giornalista. La Francia non è antiamericana, ma sostiene la necessità di una politica estera autonoma rispetto agli Stati Uniti. «Parigi ha difeso l’onore dell’Europa»;
p.13- Bruno Marolo, Bush prepara il discorso sulla guerra che farà martedì agli americani. Alla radio ieri ha ripetuto: difenderò gli Stati Uniti dai regimi terroristici. Secondo fonti della difesa
l’operazione in Iraq si chiamerà «orrore e sgomento» Più tempo agli ispettori serve anche agli
USA per completare il dispiegamento delle truppe. Powell: con gli USA una dozzina di alleati.
I piani militari: attacco a marzo con un diluvio di missili, non escluse mini-bombe nucleari; L’opinione pubblica mondiale sempre più decisa contro l’intervento; Toni Fontana, Uomo armato nel fortino degli ispettori. L’attentatore aveva due coltelli: arrestato. Sospesi gli interrogatori degli scienziati
2003-01-25
La Corte di Cassazione deposita una sentenza sulla legge Bossi-Fini in cui scrive che la legge sul tema dell’immigrazione ha accentuato gli aspetti di ordine pubblico e di sicurezza pubblica «capovolgendo in parte la visione solidaristica in una elusivamente repressiva». Dura replica di Umberto Bossi che commenta: solo nelle dittature la magistratura prevale su rappresentanti del popolo».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 26 giugno 2003 [p.1-p.17]
p.1- Titolo: La Cassazione condanna Bossi-Fini. «Legge repressiva, lontana dalle norme europee, nega la solidarietà prevista dalla Costituzione». Il capo della Lega: siamo alla dittatura dei giudici. Estesa la caccia anche alla Suprema Corte;
p.17- Maristella Iervasi, «La Turco-Napolitano più equa». Lega e An attaccano i giudici: «Prima di tutto si deve combattere l’invasione dei clandestini». Cassazione: la Bossi-Fini è solo repressione. «Anche l’Europa chiede solidarietà oltre che fermezza». Il capo della Lega: dittatura dei giudici; Davide Madeddu, Rimpatrio forzato dopo la violenza; e. f., Padre Giancarlo Perego Caritas Immigrazione. La politica sull’immigrazione non può basarsi solo sulla sicurezza, ci vuole capacità d’accoglienza. «È una cultura politica cieca e intollerante» [intervista]
«l’Unità», 27 giugno 2003 [p.14]
Maristella Iervasi, Bossi-Fini, Giovanardi attacca la Cassazione. Il ministro contro le critiche della Suprema corte alla legge: «Un’opinione da bar»; Regolarizzazioni bloccate. An: ci vorranno 7mesi. DS e Caritas: sono bugie
2003-01-26
Afghanistan: gli USA sferrano un attacco nella zona sud del paese. Impiegati aerei da guerra F16, B1 ed elicotteri Apache. Uccise 18 persone.
2003-01-26
Israele: nell’imminenza delle elezioni politiche è lanciata un’offensiva contro la popolazione palestinese. Sono uccise 14 persone fra cui un bambino di 7 anni. Oltre 60 feriti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 giugno 2003 [p.1-p.9-p.32]
p.1- p.9 – Umberto De Giovannangeli, Israele, fuoco e fiamme contro Gaza. Alla vigilia del voto, violento attacco delle truppe di Sharon: 12 palestinesi uccisi;
p.1-p.32- Arthur Hertzerg, Amram Mitzna. io lo conosco bene;
p.9- u. d. g., Powell: uno Stato palestinese possibile nel 2005; u. d.g., Hanan Ashrawi portavoce della Lega Araba. Per l’ex ministra dell’ANP bisogna porre fine alla violenza dei kamikaze e ritornare alla rivolta popolare. «Confermare Sharon non porterà alla pace» [intervista]
2003-01-27
Iraq
27 gennaio: il rapporto degli ispettori ONU accusa l’Iraq di non cooperare nell’opera di smantellamento del proprio armamento mentre l’ispettore capo per le armi atomiche afferma che la sua squadra non ha ancora trovato prove della ripresa da parte del Governo iracheno del programma per le armi nucleari.
30 gennaio i leader di Gran Bretagna, Danimarca, Portogallo, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca, Italia, Ungheria scrivono una lettera aperta al Wall Street Journal per chiedere alla comunità internazionale di prendere una posizione comune contro l’Iraq.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 28 gennaio 2003 [pp.1-3]
p.1-p.3- Bruno Marolo, L’ONU per la prima volta vede guerra. Gli ispettori: Saddam ci ostacola, non disarma. Ma chiedono altro tempo. Gli USA scalpitano, l’Europa vuole proseguire le ispezioni. Le Borse crollano;
pp.1-2- Siegmund Ginzberg, Il conflitto s’avvicina. E ora resta solo da decidere quando;
p.2- Sergio Sergi, In un documento di venti righe l’UE sostiene all’unanimità gli sforzi dell’ONU affinché la risoluzione sia applicata e chiede più tempo per i controllori. Il ministro degli Esteri tedesco Fischer: le ispezioni sono «lo strumento migliore». Il capo della diplomazia francese Villepin: confermato il ruolo centrale del Palazzo di Vetro. Iraq, l’Europa prova a parlare con una voce sola. Accordo tra i Quindici per lasciare lavorare le Nazioni Unite. Prodi: è un passo in avanti; Le posizioni nel Consiglio di sicurezza; Le donne dell’Ulivo si mobilitano contro la guerra; Vincenzo Vasile, Il presidente della Repubblica, in visita di Stato in Algeria, esalta il ruolo dell’ONU nella soluzione delle contese. Ciampi corregge Berlusconi: Ue protagonista di pace;
p.3- Le Borse europee bruciano 148 miliardi. Giù anche Wall Street; Roberto Rezzo, Bush prepara la requisitoria e vedrà Berlusconi. Oggi leggerà il discorso sullo stato dell’Unione. Mai così tanti gli americani contrari all’attacco; Toni Fontana, Giandomenico Picco ex sottosegretario ONU. Dalla relazione di Blix emergono le contraddizioni del regime ma sarà decisivo il prossimo rapporto previsto per il 14 febbraio. «Voto negativo su Baghdad ma gli esami non sono finiti» [intervista]
28 gennaio: Nel discorso sullo stato dell’Unione, Bush afferma di aver ricevuto informazioni dal governo britannico secondo le quali Saddam Hussein, violando l’embargo, avrebbe acquistato dal Niger consistenti quantità di uranio impoverito. Per il presidente USA la prova che l’Iraq sta tentando di realizzare l’atomica. Negli anni le affermazioni di Bush si riveleranno false.
Appello contro la guerra in Iraq dei sindaci di Berlino, Bruxelles, Londra, Parigi, Vienna, Mosca e Roma. L’appello sarà consegnato alla Commissione UE, a Prodi, Solana e all’ONU. Nel documento si denuncia il rischio che un attacco possa allargare il fossato tra Occidente e mondo islamico e allontanare le prospettive di pace in Medio Oriente.
George W. Bush: discorso sullo Stato dell’Unione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 29 gennaio 2003 [p.6]
Marina Mastroluca, La capitale guida l’iniziativa. Veltroni: «Diamo voce a 35 milioni di cittadini». L’appello sarà consegnato alla Commissione UE, a Prodi, Solana e all’ONU. Nel documento si denuncia il rischio che un attacco possa allargare il fossato tra Occidente e mondo islamico e allontanare le prospettive di pace in Medio Oriente. Il no alla guerra dei sindaci d’Europa.
Da Roma a Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Vienna e Mosca: «Dobbiamo evitare il conflitto; Roberto Monteforte, CEI: l’ONU non legittima l’intervento preventivo; Vincenzo Vasile, Ciampi insiste: lasciamo lavorare gli ispettori. Da Algeri il capo dello Stato ribadisce il no all’intervento ed esorta le Nazioni Unite a lavorare per la pace; Mariagrazia Gerina, Durante una cerimonia all’Università romana di Tor Vergata scoperta una lapide che riporta le parole della Carta sul ripudio della guerra. Scalfaro: resto fedele all’articolo 11 della Costituzione
«La Stampa»
«La Stampa», 29 gennaio 2003 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Il discorso sullo Stato dell’Unione. Bush: «Daremo le prove sugli arsenali di Saddam»; Enzo Bettiza, La guerra a tavolino;
p.6- La politica italiana di fronte alla crisi irachena; Il ministro della Sanità Sirchia allerta contro l’allarme bioterrorismo. Al Qaeda dispone di strutture e mezzi: «Occorre prepararsi»; Da Roma, Berlino, Bruxelles, Londra, Mosca, Parigi e Vienna appello dei sindaci europei contro l’attacco a Saddam; Ugo Magri, Oggi a Londra, domani a Washington, domenica a Mosca. In pochi giorni tre colloqui cruciali, poi ci sarà il dibattito in Parlamento; Aldo Cazzullo, Ciampi conclude la visita ad Algeri. «Fiducia nel lavoro degli ispettori»; Enrico Singer, «L’ONU non può cercare un ago nel pagliaio». Frattini: questa è l’ultima ppportunità per un disarmo pacifico, l’Iraq deve saperlo;
p.7- Il presidente deciso a dimostrare i legami tra il raiss e Al Qaeda, oltre alla sua volontà di riarmo; Schwarzkopf critica il conflitto. Sul fronte del no anche 41 premi Nobel; Maurizio Molinari, Nella tribuna degli ospeti una sedia vuota per ricordare le vittime dell’11 settembre. «Le prove contro Saddam bugiardo e terrorista». Nella notte il discorso di Bush sullo stato dell’Unione, presagio dell’attacco; Paolo Mastrolilli, Verso una nuova risoluzione. Per gli USA deve prevedere un ultimatum «È desiderabile, ma non obbligatoria»; Marco Tosatti, Il Vaticano convoca l’ambasciatore USA. Un documento dei vescovi: una guerra preventiva non può essere giusta
30 gennaio i leader di Gran Bretagna, Danimarca, Portogallo, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca, Italia, Ungheria scrivono una lettera aperta al Wall Street Journal per chiedere alla comunità internazionale di prendere una posizione comune contro l’Iraq.
2003-01-28
Israele: il Likud guidato da Ariel Sharon vince le elezioni politiche battendo i laburisti che nel corso della campagna elettorale avevano sostenuto la necessità di riprendere il dialogo con i palestinesi.
2003-01-29
E’ ripristinata l’immunità parlamentare abrogata nel 1993.
2003-01-29
Iraq
Silvio Berlusconi si reca in visita a Londra, dove incontra Tony Blair, quindi a Washington per un colloquio col presidente americano George W. Bush.
Sette premier europei, l’inglese Tony Blair, l’italiano Silvio Berlusconi, lo spagnolo Josè Maria Aznar, il portoghese Josè Barroso, il danese Anders Fogh Rasmussen, il polacco Leszek Miller, l’ungherese Peter Medgyyessy a cui si aggiunge Vaclav Havel, presidente uscente della Repubblica Ceca, sottoscrivono un documento di appoggio agli USA e quindi contraria alle posizioni franco-tedesche sulla imminente guerra all’Iraq.
Bruxelles: il Parlamento europeo approva a larga maggioranza (287 a favore, 209 contrari e 26 astenuti) la risoluzione che ribadisce il ruolo centrale dell’ONU e del Consiglio di sicurezza. Criticata la lettera di sostegno a Bush. Nel Consiglio di sicurezza i Paesi disposti a seguire gli americani nella guerra sono in minoranza, quattro contro undici. Gli ispettori chiedono tempo. Gli USA esigono una nuova risoluzione ONU.
XIV Legislatura Parlamento Europeo sedute del 29 e 30 gennaio 2003
Dichiarazione dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune sulla situazione in Iraq. Presentazione di risoluzioni
Votazione sulla risoluzione comune sull’Iraq
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 30 gennaio 2003 [p.1-pp.7-10]
p.1- Titolo: Iraq. Powell comunica: Italia in prima linea. Altri sei leader europei con Bush a costo di spaccare la UE;
p.1-p.8- Toni Fontana, Prove di guerra nei cieli turchi;
p.1-p.10- Roberto Rezzo, USA, il tramonto dell’opposizione;
p.7- Marcella Ciarnelli, Berlusconi firma per la guerra con Blair. Documento pro Usa siglato con altri cinque paesi. E oggi va a fare l’inchino da Bush; Strasburgo. Pannella: Governo provvisorio in Iraq; Luana Benini, La litania di Frattini: consulteremo il Parlamento. Seduta sospesa al Senato per la protesta dei pacifisti. Martino: non mandiamo né soldati, né navi, né aerei;
p.8- Gabriel Bertinetto, Powell: Italia con noi anche senza l’ONU. Il segretario di Stato: «Porteremo prove schiaccianti». Militari USA già nel nord dell’Iraq; Missione. Oggi partono i mille alpini
Minniti: rappresentano l’Italia; Toni Fontana, Caccia italiani in Turchia sotto bandiera NATO?
Si affaccia l’ipotesi di un impegno dell’aviazione per proteggere Ankara da eventuali ritorsioni degli iracheni; Le Basi in Italia (mappa); Aviano e Sigonella retrovie del fronte;
p.9- Bruno Marolo, Bush: Saddam ha perso la sua ultima occasione. Dopo il discorso sullo stato dell’Unione il presidente USA si avvia alla fase finale della crisi irachena; Gli altri punti del discorso; Sergio Sergi, Solana crede ancora nella pace, Schröder inizia a temere. Oggi vota l’Europarlamento. Alla Nato nuova spaccatura sull’aiuto chiesto da Washington: Berlino e Parigi puntano i piedi;
p.10- Roberto Rezzo, «Mi chiedo dove sia finita l’opposizione USA» Parla Katrina vanden Heuvel, direttrice della rivista Nation, volto simbolo del no alla guerra [intervista]; La grande differenza. Armi chimiche VX (gas nervino). Armi biologiche
«l’Unità», 31 gennaio 2003 [pp.1-6]
p.1- p.3- Piero Sansonetti, Berlusconi annuncia una strage. Il premier va da Bush e stupisce il mondo parlando di un imminente attentato terroristico. Poi minaccia: se mi condannano si va al voto. Il Parlamento europeo dice no alla guerra; Toni Fontana, Oggi la partenza. Alpini italiani in Afghanistan missione verso l’ignoto;
p.1-p.5- Roberto Monteforte, Pace. Il Vaticano prepara intervento drammatico;
p.2- Sergio Sergi, Il Parlamento Europeo: ingiustificata l’azione militare. L’ira della Grecia, presidente di turno UE, contro il documento degli 8. Parigi e Berlino contro l’attacco; L’appello pro USA ispirato dal WSJ; Gianni Marsilli, Fermare la logica di guerra, l’assillo di Chirac. La Francia minimizza la lettera dei premier a sostegno degli Stati Uniti: si tratta di «un contributo al dialogo»; New York Times. Un’invasione in Iraq ci renderà più sicuri?;
p.3- Ulivo. Rutelli: siamo pronti al voto e a vincere; Stati Uniti. Ergastolo per Reid il terrorista delle scarpe;
p.4- Bruno Marolo, L’ONU resiste alla guerra di Bush. Nel Consiglio di sicurezza 11 contrari su 15. La Casa Bianca: settimane non mesi per una mediazione; Roberto Rizzo, Laura Bush, Annulla incontro con poeti. Teme versi pacifisti; La guerra divide l’Europa (scheda); Flaminia Lubin, Iraq, la stampa USA schiera le sue «truppe». Bush dice che vincerà. Sul campo mediatico TV e giornali promettono di fare altrettanto;
p.5- Appello dei vescovi della Toscana contro l’intervento; Famiglia Cristiana. Un referendum per scegliere fra Giovanni Paolo II e Bush;
p.6- Marcella Ciarnelli, «Il premier vuole spaccare l’Europa». D’Alema: con il club degli 8 si stravolge la politica estera italiana. Giovedì Berlusconi riferisce alla Camera; Ninni Andriolo, Giovanni Berlinguer leader della minoranza DS. «La maggioranza del paese e la maggioranza degli Stati europei vogliono la pace. Lo dimostreranno le manifestazioni del 15 febbraio». «Una scelta che va contro il popolo italiano» [intervista]; Duecentomila bandiere di pace; «Fermare la guerra è possibile»
«La Stampa»
«La Stampa», 31 gennaio 2003 [pp.1-4]
p.1- Titolo: «Temiamo altri attentati». La Casa Bianca: «La guerra ultima risorsa, meglio l’esilio di Saddam». Nell’UE divisa è polemica. A Torino 21 indagati di Al Qaeda, 28 fermati a Napoli; Editoriale, Gian Enrico Rusconi, L’Europa dei Governi è a pezzi;
p.2- Gli alleati in ordine sparso davanti al conflitto iracheno; Enrico Singer, L’Europarlamento si spacca su una mozione della sinistra che chiede più tempo per gli ispettori e denuncia ogni «intervento unilaterale». Europa divisa, Schroeder insiste: niente guerra. Prodi non commenta la lettera degli Otto, Parigi e Berlini smorzano; Condanna del centro sinistra «Iniziativa che divide l’UE e apre un fossato con gli USA»; Max Kohnstamm, Meglio che gli ispettori stiano per 25 anni a Baghdad che non un esercito per 25 giorni «È più economico evitare il conflitto»;
p.3- Si stringono i tempi per la crisi nel Golfo; m. mo., Due ore di colloquio con il presidente USA che lancia l’ultimo monito a Baghdad. Berlusconi alla Casa Bianca «L’Italia appoggerà gli USA». «Prima dell’intervento necessaria una nuova risoluzione ONU». «Non ci hanno chiesto truppe, sarebbero solo d’impaccio». «Auspicabile l’esilio volontario di Saddam»; Maurizio Molinari, L’amichevole incontro nello studio ovale. Al pranzo anche Collin Powell e Condoleezza Rice. «Silvio, aiutami a convincere l’Europa». Affidata al Cavaliere la mediazione con Parigi e Berlino; Previsioni impossibili se venissero distrutti i pozzi sauditi. L’ISAE: la guerra può costare lo 0,8% del PIL;
p.4- L’ombra del terrorismo cala sugli scenari bellici; Massimo Numa, Indagini avviate subito dopo le Torri Gemelle. Trovato materiale e mappe. Ventuno uomini di Al Qaeda individuati a Torino. Altri 28 clandestini fermati a Napoli. L’accusa: terrorismo internazionale; Marco Tosatti, Una missione papale a Baghdad. La Santa Sede non esclude un grande gesto contro la guerra; Paolo Mastrolilli, Baghdad risponde invitando i capi degli ispettori Blix e Baradei a tornare nel Paese. «A Saddam restano poche settimane, non mesi». La data limite sarebbe il 14 febbraio, seguirebbero un ultimatum e l’attacco
2003-01-30
Legge 30/2003 (Legge Biagi)
<precedente Camera 28-30 ottobre 2002
Senato della Repubblica: discussione del disegno di legge Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, già votato dalla Camera, che liberalizza il collocamento, introduce nuove forme di lavoro precario (lavoro in affitto, lavoro in coppia, lavoro intermittente), e rende ancora più flessibile il part time. Provvedimento che ha visto e vede una dura opposizione della CGIL. La discussione e l’approvazione definitiva nelle sedute del 4 e del 5 febbraio.
«Gazzetta Ufficiale», 26 febbraio 2002, n.47 [pp.5-20]
pp.5-15- Legge 14 febbraio 2003, n. 30. Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro;
p.15- Lavori preparatori;
pp.15-20- Note
XIV Legislatura Senato della Repubblica seduta del 30 gennaio 2000
Seduta antimeridiana n. 320 - 30 gennaio 2000 sintesi della seduta
Seguito della discussione. Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Collegato alla manovra finanziaria
successivo Senato 4-5 febbraio 2000>
2003-01-31
Iraq
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 1° febbraio 2003 [pp.4-5]
p.4- Si stringono i tempi della crisi del Golfo; Gran Bretagna, brusco calo del consenso ai laburisti. L’84 per cento contro la corsa alla guerra del premier; Jospin rompe il silenzio e attacca Chirac «Occorre maggiore determinazione contro l’intervento»; Maurizio Molinari, Diplomazia e scenari militari hanno tenuto banco nel vertice di Washington. Bush e Blair: l’ONU dia un ultimatum a Saddam. Nel summit alla Casa Bianca i die leader concordano la prossima mossa; m. mo., Un bio-scudo. L’America agli alleati «Costruiamolo insieme»; Rémy Ourdan, Paure segrete, incubi e rischio di nuovi traumi: così i piccoli iracheni vivono le tensioni del possibile conflitto. Crescere a Baghdad aspettando le bombe. I genitori sono i primi a essere depressi e non riescono più a rassicurare i figli;
p.5- La diplomazia internazionale di fronte al conflitto iracheno; L’ambasciatore USA in Italia Mel Sembler «Ottime le relazioni tra Roma e Washington»; Sull’Iraq 360 mila volantini anti-Saddam; La Turchia sposta 10 mila soldati nel Sud; Ugo Magri, Il premier sull’Europa, con Francia e Germania non siamo alla rottura. Io lavoro per la pace. Berlusconi: spetta a Saddam l’onere della prova. «Quando spariscono chili di antrace nessun governante può girare la testa»; Cesare Martinetti, Su giornali e TV Bush diventa il bersaglio di vignette e caricature. Il sociologo Philippe Roger: una «malattia» che dura 100 anni. «Ecco perché i francesi odiano gli Stati Uniti». «È un odio automatico, pavloviano, che si nutre di stereotipi». «La responsabilità è degli intellettuali, da Baudelaire a Sartre»; Enrico Singer, Europa, un vertice per ricucire gli strappi. La presidenza greca propone un incontro «allargato» dei ministri degli Esteri
«Il Foglio»
«Il Foglio», 1° febbraio 2003 [p.1-p.3]
p.1- La Giornata in Italia. Berlusconi: «Lavoriamo per la pace e una posizione comune UE sull’Iraq. l’uso delle armi è l’ultima soluzione»; La finestra diplomatica. Condizioni e tempi di Bush per una nuova risoluzione ONU. Blair porta le sue prove e non ha dubbi: Saddam non disarma. Tra Al Qaida
e Iraq ci sono tracce di bombe sporche. Al Cav. il messaggio per Putin;
p.3- Editoriale, I maoisti di Chirac. Il ritorno delle nazioni si vede dallo stile dei loro giornali. Il caso Libé; Il team degli otto amici di Bush nasce da una strana coppia
2003-01-31
Virginio Rognoni, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), con un documento difende i giudici e l’organismo che rappresenta dagli attacchi del presidente del Consiglio e dei partiti del centrodestra
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 1° febbraio 2003 [p.1-p. 3 - p.11-pp.33-34]
p.1-p.3- Ninni Andriolo, Rognoni difende i giudici a nome di Ciampi. «Tutti devono rispettare la Costituzione e la separazione dei poteri». La destra insorge contro il CSM. Fassino condanna l’attacco ai magistrati;
p.1-p.33- Virginio Rognoni, La giustizia da difendere;
p.1-p.11- Nando Dalla Chiesa, Un po’ Ceausescu un po’ Peron;
p.3- Vincenzo Vasile, Guerra aperta al Quirinale. L’affondo contro il vice presidente del CSM ha un altro obiettivo: Ciampi; Aldo Varano, Leopoldo Elia costituzionalista. Attenta alla Carta costituzionale chi contrappone il potere politico a quello giudiziario, che hanno funzioni e strutture diverse «E la prescrizione è doppiamente incostituzionale» [intervista];
p.34- Paolo Flores d’Arcais, Golpe contro Montesquieu. Le reazioni di parte berlusconiana alla sentenza della Cassazione sono, più o meno, un rosario di violenze alla logica, ai fatti, alla verità, al puro e semplice buonsenso
«La Stampa»
«La Stampa», 1° febbraio 2003 [p.8]
Il videotape registrato ad Arcore e inviato alle TV. Il premier: «La cassetta? Falsa polemica. Equivale a un comunicato per i giornali»; Fabio Poletti, Continua lo scontro. Calderoli: i magistrati che sbagliano ai lavori forzati. Il CSM a Berlusconi: nessun governo dei giudici. Forza Italia attacca Rognoni, cautela di AN; «Il premier vuole condizionare il processo». Fassino: giustizia senza ricatti; Mara Montanari, Schifani: «Fra i magistrati sta nascendo un partito che si sostituisce al Parlamento» [intervista a Renato Schifani]; Pierluigi Battista, I timori delle due coalizioni ritornano ogni volta che si parla di voto prima della scadenza naturale. Elezioni anticipate e ribaltoni. Le paure segrete dei due Poli. Nel ’94 Berlusconi lasciò Palazzo Chigi per la «defezione» della Lega. Quattro anni dopo fu la volta di Prodi «disarcionato» da D’Alema
2003-01-31
Seminario della Casa delle Libertà a Todi. L’iniziativa organizzata da Ferdinando Adornato alla ricerca di radici e valori comuni in realtà si concentra sulla questione giustizia e sulla minaccia di lezioni anticipate in seguito ad una condanna di Silvio Berlusconi. Echeggia la possibilità di una riedizione del 1994 la caduta del primo Governo Berlusconi. Timori espressi anche nel messaggio che il presidente del Consiglio invia al Convegno: un duro attacco alla sinistra che accusa di usare la piazza contro di lui e alla Magistratura.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 febbraio 2003 [p.1-p7]
p.1- Berlusconi attacca: useranno la piazza contro di me. L’Ulivo: ancora intimidazioni. Le loro riforme: schiacciare i magistrati e la sinistra;
p.7- n. l. (Natalia Lombardo), Offensiva senza quartiere del capo del Governo. Dall’editto di Arcore alla dichiarazione di guerra di Todi il tono sale ancora: nel mirino pm e opposizione. Invoca riforme, a partire da quelle sulla giustizia. Pera si mette dalla sua parte Franceschini, Margherita: «Siamo ormai oltre il comune senso del pudore». «La sinistra usa giudici e piazze per farmi cadere». Berlusconi attacca, Pecorella spiega: separazione delle carriere, per spaccare i magistrati; v. va. (Vincenzo Vasile), Ciampi vigila sul premier. E stavolta lo fa sapere; Susanna Ripamonti, Gli avvocati allarmati: «Parole gravi». Camere penali: vogliono delegittimare l’ordine giudiziario. UNICOST: intervenga il capo dello Stato; Bruno Miserendino, Fini&Bossi, l’altra faccia del giustizialismo
«La Stampa»
«La Stampa», 1° febbraio 2003 [p.9]
Amedeo La Mattina, Il presidente della Camera al seminario della Casa delle Libertà a Todi. Casini: più poteri al premier, i ribaltoni sono un cancro. Al vertice del Polo tiene banco la giustizia. Berlusconi: accelerare la riforma; r. i., Fissate le tappe del cambiamento. Rispunta un’idea legista: pm eletti; Augusto Minzolini, Il presidente della Camera discute con Antonione: giornali d’opposizione e piazza ci proveranno. Il Polo mette nel conto l’eventualità: però il ’94 non si ripeterà
2003-01-31
Afghanistan
Una bomba fa saltare in aria un ponte nei pressi di una postazione militare uccidendo 18 passeggeri di un autobus in transito. Le autorità accusano i talebani e i terroristi di Al Qaeda.
2003-02-01
DS: il segretario Piero Fassino intervenendo a Milano al Convegno di due giorni organizzato dai diessini lombardi replica duramente contro il messaggio inviato da Berlusconi al Convegno della Casa delle libertà a Todi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 febbraio 2003 [p.8]
Carlo Brambilla, Il segretario dei DS parlando a Milano, avverte: l’Italia è di fronte al rischio di declino. Dobbiamo dimostrare che un altro modo di governare è possibile. «La firma dell'Italia su un documento pro-Usa è un errore. Dimostra anche la scarsa consapevolezza che il governo Berlusconi ha dei problemi che il mondo deve affrontare. «Fermiamo il bipolarismo selvaggio». Fassino: siamo per il bipolarismo mite, la Destra vuole il dominio della maggioranza; Ferri ed Elia: il primo ministro attenta alla Costituzione; Calderoli reclama gli attributi; Federica Fantozzi, Gavino Angius capogruppo DS al Senato. L’attacco alla magistratura è un macigno sulla strada delle riforme. Berlusconi non cerca il confronto, vuole fare tutto da solo. «Stonato l’appello di Pera, lo rivolga al premier» [intervista]
2003-02-01
Milano: il sostituto procuratore Laura Bertolè Viale, presenta ricorso contro la sentenza che ha assolto gli imputati dell’eccidio alla Questura di Milano del 17 maggio 1973. Secondo il ricorso i giudici hanno ignorato numerose prove consentendo così di assolvere da ogni responsabilità gli apparati dello Stato e di considerare l’attentato opera solitaria dell’anarchico Bertoli.
2003-02-01
Il pontefice, Giovanni Paolo II, nel suo discorso domenicale condanna la fecondazione artificiale e chiede leggi organiche e chiare sulla materia. Nella Piazza San Pietro aderenti al Movimento per la vita manifestano con striscioni e palloncini.
2003-02-01
Entra in vigore il Trattato di Nizza firmato il 26 febbraio 2001
2003-02-01
Cape Canaveral (Florida- USA)
Lo Space Shuttle «Columbia», la navicella lanciata nello spazio per studiare gli effetti del viaggio spaziale sugli organismi viventi, al momento dell’atterraggio si disintegra nello spazio. Muoiono tutti i sette astronauti dell’equipaggio, fra cui una donna e il primo astronauta israeliano. I rottami della navicella si disperdono tra il Texas e la Louisiana.
2003-02-03
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si reca in visita ufficiale a Mosca.
2003-02-03
DS: Sergio Cofferati il giorno in cui si riunisce la Direzione DS intervistato da «la Repubblica» sollecita la coalizione del Nuovo Ulivo a dotarsi di un ufficio per il programma elettorale a cui partecipino i rappresentanti di tutti i partiti, ma non i leader che debbono fare altro, gli amministratori, i rappresentanti dei movimenti, le associazioni, gli intellettuali e personalità di prestigio. Si dichiara pronto a fare la sua parte in questo organismo , partecipandovi o se gli venisse richiesto a presiederlo.
Netto il suo giudizio critico sul governo Berlusconi e sul rischio di un imminente conflitto rispetto al quale afferma che l’eventuale pronunciamento dell’ONU non rappresenterebbe più una garanzia sufficiente per l’aggressione all’Iraq in quanto le forti e inaccettabili pressioni americane sugli ispettori rendono ormai poco credibili le Nazioni unite. Cofferati rivendica per l’Europa e per l’Italia un autonomo ruolo di pacificazione. Posizione del tutto opposta a quella sostenuta da Giorgio Napolitano e dalla maggioranza del partito che vorrebbe uniformarsi alle scelte dell’ONU.
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 3 febbraio 2003
Massimo Giannini, L'ex leader della CGIL: «Berlusconi? Se lo condannano avrebbe il dovere morale di dimettersi». Cofferati scende in campo: «Ulivo, farò la mia parte». Subito un ufficio per il programma elettorale
2003-02-03
La rivista «MicroMega» pubblica un numero monografico dal titolo «Un’altra Italia è possibile» in cui compaiono 24 saggi che prefigurano un vero e proprio programma di governo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 febbraio 2003 [p.7]
Bruno Gravagnuolo, Un programma per l’altra Italia. Sorpresa, Micromega non dice solo no
«La Stampa»
«La Stampa», 4 gennaio 2003 [p.8]
Fabio Martini, «Rischiosissimo sedersi attorno a un tavolo, innumerevoli i trabocchetti». Da Borelli un programma- giustizia per l’opposizione. il saggio dell’ex procuratore di Milano tra le 24 proposte di «Micromega». Il piano «per le forze dell’ordine» è firmato da Davigo. Quello «per le carceri» da Caselli. Di cinema parla Angelo Barbagallo, produttore di Nanni Moretti
2003-02-04
DS – Direzione: il segretario, aprendo a Sergio Cofferati , prospetta una guida unitaria del partito. Restano le diffidenze e le divergenze sulle questioni economiche e sociali e sulla guerra. Il «correntone» e Cofferati sono per il No alla guerra, posizione sostenuta anche da D’Alema nonostante il presidente DS, non ascrivibile ai sostenitori del correntone o delle posizioni di Cofferati.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 febbraio 2003 [p.1-pp. 6-7]
p.1- Fassino e Cofferati, insieme per il nuovo Ulivo. L’ex segretario della CGIL dice sì: si occuperà del programma. I DS verso la gestione unitaria;
p.6- Simone Collini, Fassino: sono lieto che s’impegni con noi, siamo in piena sintonia. L’opposizione deve trovare l’unità. Rutelli: una disponibilità che fa piacere. L’ex segretario CGIL: sarei già
contento se si mettesse in piedi un gruppo allargato che elabori il programma. Soddisfatti Comunisti italiani. VERDI, PRC, SDI. «Facciamo il programma insieme». Sergio Cofferati scioglie le riserve. D’Alema: lavoriamo fianco a fianco, partiti e movimenti;
p.7. n.a., Il segretario rompe gli indugi: «Mi faccio carico io di associare, da domani, le due minoranze congressuali con forme di consultazione permanente». Il correntone chiede un impegno maggiore al fianco della CGIL. Anche sulla guerra le posizioni sembrano ancora distanti. «Consulterò la minoranza su tutte le questioni decisive». Fassino apre di fatto la gestione unitaria dei DS. Sorpresi sinistra e berlingueriani; Ninni Andriolo, Il correntone si divide. Sinistra spiazzata, Berlinguer-Mussi-Folena vanno «a vedere»
«La Stampa»
«La Stampa», 4 febbraio 2003 [p.1-pp. 8-9]
p.1- Apertura a Cofferati, ma restano le divisioni sull’Iraq. DS, Fassino rilancia la «guida unitaria»;
p. 8- Maria Teresa Meli, Prove di disgelo alla Direzione del partito. DS , Fassino propone una «guida unitaria». Sull’«apertura» del segretario incombono però le divisioni riguardo alla guerra. Il Correntone e Cofferati ( ma anche D’Alema) sono per il No in ogni caso. Napolitano vuole adeguarsi alle decisioni ONU;
p. 9- Pierluigi Battista, Il riferimento bellico fatto dal segretario della Quercia per descrivere i rapporti tra i Poli ha acceso gli animi. Quando, nel 1990 lo storico Claudio Pavone applicò quel concetto alla Resistenza, emerse più di un malumore. Guerra civile. quando è la sinistra a infrangere il tabù. È il più feroce tra tutti i conflitti perché semina l’odio negli affetti primari, mette fratelli contro altri fratelli, attizza rancori infiniti, conduce infine alla teorizzazione di terribili bagni di sangue; Jacopo Iacoboni, Nella seconda metà di febbraio summit nella sede di «ItalianiEuropei»: da una parte Amato, Bersani e Visco, dall’altra Bernocchi, Casarini e Agnoletto. Riformismo- movimenti, la tela di D’Alema. Il presidente DS chiama a un meeting No-global e cofferatiani. Ambientalisti, Cobas, Disobbedienti, Arci, Lila, pacifisti, in tanti hanno già detto Sì. «Non è affatto detto che il leader DS ci piaccia meno del Cinese». Nessuna piattaforma base, si discuterà di pace, guerra, economia. L’arrivo dei cofferatiani? «Siamo qui tra tanti altri». Ma, adesso, «piazza» e «politica» si parlano
2003-02-04
Legge 1°agosto 2003, n.207 (indultino)
<precedente Camera 21-22 gennaio 2003
Camera dei deputati: dopo una lunga discussione prima nella Commissione Giustizia poi in numerose sedute d’aula è approvato a larga maggioranza il cosiddetto «indultino» che abbassa di 3 anni la pena a chi abbia scontato almeno un quarto della condanna definitiva per una serie di reati, compresi quelli di corruzione. Votano contro Lega e AN. In segno di protesta i deputati dei due gruppi si presentano in aula con i colori del lutto.
Un iter molto travagliato. Il Senato il 25 giugno approverà con modificazioni il provvedimento che torna alla Camera per nuova approvazione con modificazioni il 10 luglio. Passa al Senato che lo liquiderà il 31 luglio e infine il 1° agosto 2003 sarà approvato definitivamente dalla II Commissione Giustizia della Camera.
«Gazzetta Ufficiale» 7 agosto 2003, n.182 [pp.4-10]
pp.4-6- Legge 1°agosto 2003, n.207. Sospensione condizionata dell’esecuzione della pena detentiva nel limite massimo di due anni;
p.6- Lavori preparatori;
pp.6-10- Note
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 4 febbraio 2003
Seduta n. 258 - 4 febbraio video della seduta
Sospensione condizionata dell’esecuzione della pena detentiva. Seguito della discussione e approvazione del testo unificato.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 febbraio 2003 [p.1-p.7]
p.1-p.7- Federica Fantozzi, Indultino. La Camera approva, no di AN e Lega. Dopo il cappio, il lutto al braccio;
p.7- Pasquale Cascella, Lotta&Lutto; La scheda. La buona condotta fa sospendere la pena; va.pe., Tra i condannati dietro le sbarre, moltissimi gli immigrati, ma per piccoli reati. Un’indagine Eures. Più povero sei, più resti in carcere; Davide Madeddu, È il quarto suicidio in carcere negli ultimi quattro mesi in Sardegna. Il secondo negli ultimi 15 giorni. Is Arenas, s’impicca con un lenzuolo
«La Stampa»
«La Stampa», 5 febbraio 2003 [p.3]
p.1- Titolo: Gli uomini di Bossi in aula con il lutto al braccio. Un beneficio per ottomila detenuti. Sconto di tre anni anche per Tangentopoli. Camera, alla fine passa l’indultino. Si pacca la maggioranza, AN e Lega votano contro; Federico Geremicca, Un’altra scorciatoia;
p.3- Ad usufruirne dovrebbero essere circa ottomila detenuti (scheda); Mara Montanari, Forza Italia e UDC hanno votato con il centrosinistra. Bocciato anche l’emendamento che voleva ridurre lo sconto di pena a due anni. Primo sì all’indultino, la maggioranza si spacca. La Lega alla Camera con il lutto al braccio. La Russa: questo è un «indultone»; Marco Tosatti, Parla il ministro della giustizia vaticana. «Ascoltata la parola del Papa. Forse certi muri sono caduti» [intervista a Monsignor Giampaolo Crepaldi]; Amedeo La Mattina, L’approvazione del provvedimento fa esplodere i contrasti nella Casa delle Libertà. AN e Carroccio: «Tradito il mandato del popolo». L’azzurro Pecorella cerca di calmare le acque: «Noi abbiamo un atteggiamento di clemenza e comprensione diverso da altri»
Successivo Senato 7-8 maggio 2003 >
2003-02-04
Legge n.30/2003
<precedente Senato 30 gennaio 2000
Senato della Repubblica: approvato in via definita, con 143 voti a favore, 2 contrari e 3 astenuti, il disegno di legge Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, presentato dal governo a novembre del 2001[Legge Biagi], che liberalizza il collocamento, introduce nuove forme di lavoro precario (lavoro in affitto, lavoro in coppia, lavoro intermittente), e rende ancora più flessibile ancora il part time.
Soddisfatto il ministro del lavoro Roberto Maroni che definisce «storica» l’approvazione. Analoga soddisfazione è espressa dalla Confindustria che nell’occasione chiede la ripresa del dibattito sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, stralciato dalla legge per l’opposizione dei sindacati.
«Gazzetta Ufficiale», 26 febbraio 2002, n.47 [pp.5-20]
pp.5-15- Legge 14 febbraio 2003, n. 30. Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro;
p.15- Lavori preparatori;
pp.15-20- Note
Seduta antimeridiana n. 322 - 4 febbraio sintesi della seduta
Seguito della discussione. Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro. Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Collegato alla manovra finanziaria
Seduta pomeridiana n. 323 - 4 febbraio sintesi della seduta
Seguito della discussione
Seduta antimeridiana n. 324 - 5 febbraio sintesi della seduta
Seguito della discussione
Seduta pomeridiana n. 325 - 5 febbraio sintesi della seduta
Seguito della discussione e approvazione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 febbraio 2003 [p.1-p.15]
p.1- Titolo: Le loro riforme: tutto il lavoro è precario. Sì del Senato alla legge: solo flessibilità, diritti al minimo. CGIL: sarà scontro. DS: tutti più deboli;
p.15- Felicia Masocco. Il lavoro diventa precario per legge. Approvata la delega: più flessibilità, meno diritti. La CGIL: si apre una nuova fase di scontro; Nasce la manodopera da prendere in affitto (Scheda)
2003-02-04
DS- riunione della segreteria
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 febbraio 2003 [p.10]
Simone Collini, Prima prova del Nuovo Ulivo: la questione irachena la subalternità agli Stati Uniti, i temi della guerra e della pace. Vannino Chiti: il patto di consultazione troverà l’equilibrio tra pluralismo e tensione unitaria. Nei prossimi giorni incontri tra segreteria correntone e liberal. L’Ulivo si ricompatta. Anche con Cofferati. La minoranza DS: nell’ufficio di programma entrino tutte le opposizioni; Tesseramento DS, festa a Roma con Veltroni e Fassino; Aldo Varano, Fabio Mussi vicepresidente della Camera. «Ora c’è il riconoscimento pieno del pluralismo interno ai Ds e un’ispirazione che dice: civilizziamo i nostri rapporti». «Si è chiusa la stagione del reciproco rinfaccio» [intervista]
2003-02-05
Iraq
Consiglio di sicurezza dell’ONU. Colin Powell esibisce le cosiddette prove (foto satellitari ed intercettazioni telefoniche) del riarmo dell’Iraq e dei suoi legami con la rete di Al Qaeda. Powell dimostra inoltre che l’Iraq non ha cooperato con gli ispettori, non ha fornito prove credibili sull’avvenuta eliminazione delle armi di distruzione di massa né dato assicurazioni sul blocco del suo programma nucleare. Restano le contrarietà all’intervento da parte di Francia, Cina e Russia.
Nonostante una giornata di intensa discussione, l’Ulivo non riesce a definire una posizione comune sulla guerra contro l’Iraq. La divisione è trasversale e riguarda sia Margherita che i DS in cui si scontrano la linea della maggioranza, favorevole ad un intervento coperto dall’ONU, e quella contraria all’intervento sostenuta dal «Correntone».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 febbraio 2003 [p.1-5-p.30]
p.1- Titolo: Le prove di Powell, nessuno cambia idea. All’ONU tante accuse ma pochi riscontri. Russia, Cina, Francia: gli ispettori vadano avanti Il Vaticano annuncia: il 14 febbraio il Papa riceverà il vice di Saddam. Blair smentito in casa;
p.1-p.3- Siegmund Ginzberg, Non c’è ancora la pistola fumante;
p.1-p.30- Robert J. Samuelson, La guerra è un pessimo affare;
p.2- Gabriel Bertinetto, «Più tempo e mezzi agli ispettori». Le prove esibite da Powell non smuovono Russia, Francia e Cina. Annan: il conflitto non è inevitabile; se. ser., UE, Atene tenta di ricompattare l’Europa e pensa ad un vertice straordinario; Turchia: basi agli Usa ma solo da metà febbraio; Franco Mimmi, Il cinema spagnolo contro Aznar e la sua guerra. Dopo le contestazioni durante la consegna dei premi Goya, attori e registi in Parlamento mentre parla il premier;
p.3- Bruno Marolo, Requisitoria di Powell contro Saddam «Non possiamo aspettare: Baghdad potrebbe fornire armi di sterminio ai terroristi»; Le prove. Intercettazioni telefoniche. Laboratori mobili con armi chimiche. Foto satellitari di impianti sospetti. Zarqawi, il legame tra Osama e il rais; Autocensura al Palazzo di Vetro: velata la Guernica di Picasso;
p.4- Alfio Bernabei, Blair smentito dai servizi segreti britannici. «Nessun legame tra Saddam e Al Qaeda». Ma il premier insiste e attacca Chirac; Australia. Senato sfiducia il premier: è troppo interventista; I venti di guerra spingono le Borse. In rialzo Wall Street e i mercati europei nella «convinzione» di un conflitto di breve durata; Tra le vittime tre soldati e cinque presunti taleban. Filippo Grandi dell’UNHCR: in caso di intervento in Iraq la situazione potrebbe peggiorare Afghanistan, ancora scontri tra esercito e ribelli: 8 morti; Il Kuwait chiuderà anche lo spazio aereo;
p.5- Roberto Monteforte, Il Papa vedrà il numero due di Baghdad. Nel tentativo di scongiurare il conflitto, Tareq Aziz sarà ricevuto in Vaticano il 14 febbraio; Roberto Rezzo, Inchiesta su Franks, comandante in capo. Rumsfeld soccorre il generale inquisito
«l’Unità», 6 febbraio 2003 [p.1- pp.6-7]
p.1- Italia. Berlusconi ci crede: «Le prove ci sono» Cosa dirà oggi alla Camera?;
p.1-p.6- Agazio Loiero, Il senso di Berlusconi per la democrazia;
p.6- m. ci., Il capo del governo oggi dovrà affrontare il dibattito parlamentare. In serata è stato ricevuto da Ciampi. Poi un vertice a Palazzo Chigi. Nel pomeriggio ha definito la guerra l’ultima soluzione possibile. Più tardi si è scagliato di nuovo contro Saddam. Oggi spiegherà. Berlusconi ora non sa se tenere l’elmetto. Ondivago dopo Powell, poi esclama: «La comunità internazionale deve essere risoluta»; Marcella Ciarnelli, La collega Kazaka;
p.7- p.sa., La discussione ieri si è chiusa senza una decisione. Se ne riparla dopo le comunicazioni di Berlusconi di oggi alla Camera. Esclusa la possibilità che oggi alla Camera si voti Boselli e l’UDEUR contrari ad un testo che, a loro dire metterebbe l’Italia fuori dalla NATO. Iraq, non c’è accordo nell’Ulivo. Uniti sul no alla guerra. Sull’uso delle basi e il sorvolo degli aerei USA è braccio di ferro; Merloni «Se sia conflitto sia breve»; Trecentoventi associazioni ci saranno il 15; Sondaggio SWG -ApiBiscom. Il 72% degli italiani contro la guerra preventiva; Natalia Lombardo, A Bruxelles al posto di Badaloni, Pagliara o Cantore, più fedeli al Polo. Di Mare o Landi in pole position in Medio Oriente. A Belgrado esautorato Remondino, la sede resta vacante. Corrispondenti RAI, si prepara un rimpasto di guerra
«La Stampa»
«La Stampa», 6 febbraio 2003 [pp.1-3-p.5]
p.1- All’ONU foto e intercettazioni «è a un passo falso dall’atomica». «Forse in Italia una cellula di Al Qaeda». Berlusconi: discorso convincente. Powell: così Saddam nasconde armi e veleni. Baghdad: solo menzogne. Annan: l’Iraq deve piegarsi; Editoriale, Pierluigi Battista, Gli scettici e la pistola fumante;
p.2- Lo scontro al Consiglio di sicurezza; Le foto; Le intercettazioni; L’atto d’accusa (1-5); Paolo Mastrolilli, L’ambasciatore iracheno: confuteremo il rapporto parola per parola. Baghdad: sono menzogne di terza classe. «Non abbiamo quelle armi». Kofi Annan: «La guerra è evitabile»;
p.3- L’Atteso intervento del segretario di Stato americano; Le foto; Le intercettazioni; L’atto d’accusa (6-10); Maurizio Molinari, Novanta minuti per illustrare le prove contro il raíss. L’arringa di Powell «Su questo schermo le trame di Saddam». Alla comunità internazionale ha illustrato l’avvenuta violazione della risoluzione 1441. Al pubblico americano ha riservato la «sorpresa» che aveva in serbo: i legami tra Baghdad e Al Qaeda
p.5- L’Unione vuole definire una posizione comune di fronte al precipitare della crisi del Golfo; Ennrico Singer, A livello di capi di Stato e di Governo o di ministri degli Esteri. L’Europa divisa tenta un vertice sul «dopo Powell». E dieci Paesi dell’ex Est firmano una lettera di appoggio all’America; Donald Rumsfeld «La Germania come Cuba e Libia»; e. st., Gli 007 inglesi. «Nessun legame Iraq-Al Qaeda»; Paolo Mastrolilli, Khidhir Hamza, ex capo del piano di riarmo iracheno. «Washington dice la verità». «Saddam può costruire due atomiche l’anno» [intervista]; Maurizio Molinari, L’esperto di difesa americano Charles Peňa. «Non ha dimostrato nulla».«Doveva provare che il raíss minaccia gli USA» [intervista]
«La Stampa», 6 febbraio 2003 [pp.6-7]
p.6- Il dilemma sul conflitto; Ugo Magri, Il premier sull’eventualità di un’azione militare. Berlusconi: Powell convincente. Serve un atteggiamenti risoluto. Il segretraio di Stato ha dimostrato che l’Iraq ha ostacolato la missione ONU e continua a intrattenere rapporti con il terrorismo internazionale». «La guerra? È l’ultima soluzione»; Washington: da voi possibile cellula di Al Qaeda; Emanuele Novazio, Frattini, appello bipartisan. «L’opposizione privilegi l’interesse dell’Italia»;
p.7- Dopo il discorso di Colin Powell all’ONU; Maria Teresa Meli, Salta in extremis anche la mediazione di Minniti sull’utilizzazione delle Basi. Fumata nera, sull’Iraq l’Ulivo non trova un’intesa. Tutto rinviato a un nuovo vertice oggi, dopo che il premier avrà parlato; Esposto dagli studenti di un liceo, espulsi. Un cartello al Senato: «Pace»; Marco Tosatti, Il ministro degli Esteri iracheno sarà ricevuto il 14 febbraio. Aziz dal Papa, Vaticano sempre più anti-guerra. Domani da Woityla un leader pacifista, il tedesco Fischer; Giacomo Galeazzi, Olivero a Baghdad, missione di pace. Dopo la Bsilica della Natività, la nuova mediazione per «convincere» Saddam
2003-02-06
Iraq
Camera dei deputati: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, informa sugli sviluppi della crisi irachena ed espone la linea del governo italiano di sostanzialmente di appoggio alle scelte USA. Chiede solidarietà per gli Alpini impegnati in Afghanistan.
Nel corso dell’intervento del presidente del Consiglio numerosi parlamentari delle sinistre e dei Verdi espongono cartelli inneggianti alla pace. Espulsi diversi parlamentari.
Negli USA il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld approva l’invio della 101ᵃ Divisione aviotrasportata e della portaerei Kitty Hawk nella regione del Golfo Persico.
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 6 febbraio 2003
Seduta n.260 - 6 febbraio 2003 [video della seduta]
Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio. Informativa urgente del Governo sugli sviluppi della crisi irachena
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 febbraio 2003 [pp.1-4-p.31]
p.1- Titolo: La crisi più grande, il premier più piccolo. Invece di parlare dei rischi per il mondo, Berlusconi si dedica ad attaccare l’opposizione D’Alema: lei ha spaccato l’Europa. Bush, ultimatum all’ONU: autorizzate l’uso della forza;
p.1-p.31- Adriano Sofri, Perché l’Iraq sia padrone di sé;
p.2- Marcella Ciarnelli, Berlusconi sfodera «retorica bellica». Sono previste tremila bombe su Baghdad, ma lui sicuro dice: «Sarà un uso limitato della forza»; lu. b., Debenedetti. «Ma dove ha preso i dati sulle armi di Saddam?»; Pasquale Cascella, Il personaggio. Casini corregge il premier in nome di Santa dorotea; E se gli USA attaccassero da soli? Bobo Craxi: un’aggressione unilaterale; Bandiere a Montecitorio. A Cento e Bulgarelli cartellino rosso; Senato: uno studente alza il cartello «Pace». Calderoli caccia lui e tutta la sua classe;
p.3-Vincenzo Vasile, D’Alema: «Lei ha minato l’unità europea». «Signor presidente, per questo non le diamo la nostra solidarietà». L’opposizione affonda contro il premier; p. sa., Ulivo, c’è un documento unitario. Condanna la guerra, spariscono le questioni basi e sorvolo. Tutti lo firmano, ma le divergenze restano; Natalia Lombardo, Discorso forte del presidente dell’Udc, critiche cortesi ma le più profonde dalla sua maggioranza al premier: «È necessario ritessere una posizione comune dell’Unione Europea». E Follini rompe gli indugi: «Non ci riconosciamo nell’unilateralismo USA»;
p.4- Giuseppe Vitturi, Le «prove» Usa non convincono il Vaticano. Contro l’intervento in Iraq il 94% dei lettori di Famiglia Cristiana: «È un’avventura senza ritorno; Manifestazione del 15 La RAI non dà la diretta; Natalia Lombardo, Discorso forte del presidente dell’Udc, critiche cortesi ma le più profonde dalla sua maggioranza al premier: «È necessario ritessere una posizione comune dell’Unione Europea». E Follini rompe gli indugi: «Non ci riconosciamo nell’unilateralismo USA»
«l’Unità», 7 febbraio 2003 [p.1-pp.6-7]
p.1- pp.6-7- Simone Collini (a cura), Il Forum. Fassino: «Tutte le nostre energie per impedire una guerra catastrofica»;
p.6- Il ministro tedesco Fischer incontra Ciampi, Rutelli e il leader della Quercia;
p.7- A Bologna stasera manifestazione pacifista con il segretario DS
«l’Unità», 7 febbraio 2003 [p.9-10]
p.9- Bruno Marolo, Il presidente: «Non possiamo aspettare ancora. Le Nazioni Unite devono dimostrare che le loro decisioni non sono parole a vuoto». Blix e Baradei l’8 febbraio saranno di nuovo in Iraq. Il 14 dovranno riferire ancora una volta al Palazzo di Vetro Baghdad: ribatteremo alle accuse punto per punto. Bush detta le condizioni all’ONU. Gli Stati Uniti pronti ad accettare una seconda risoluzione, ma che preveda l’uso della forza; Le posizioni dentro il Consiglio; Toni Fontana, La grande abbuffata degli armamenti. Washington vende a Re ed Emiri del Golfo caccia, missili e cannoni per miliardi di dollari; Roberto Rezzo, La Casa Bianca ha chiesto agli attori di fare la loro parte. Ma da artisti e celebrità di Hollywood si moltiplicano gli appelli alla pace. George Clooney: «Il governo si comporta come la mafia». Dustin Hoffman: «Potere e petrolio le vere ragioni dell’attacco»;
p.10- r. e., Colloquio telefonico tra il presidente francese e il capo del Cremlino. L’Eliseo insiste:
rifiutiamo di considerare che la guerra sia inevitabile. Blair invia una quarantina di aerei da combattimento nel Golfo. L’Alleanza atlantica rinvia alla prossima settimana la decisione sull’aiuto militare chiesto dalla Turchia. Parigi resiste, Londra muove altre truppe. Chirac e Putin per una soluzione politica. Ankara concede le basi agli Usa. La NATO prende tempo; Le posizioni nel Consiglio di Sicurezza (Scheda); La Stampa internazionale. Sul discorso di Powell prevale lo scetticismo; Leonardo Casalino, La maggioranza dell’opinione pubblica contraria a un intervento in Iraq. Molti però si chiedono: quale sarà la decisione finale di Chirac e quali conseguenze avrà sul piano internazionale? Ai francesi l’11 settembre non basta più per giustificare l’attacco
«La Stampa»
«La Stampa», 7 febbraio 2003 [pp.1-3-p.5]
p.1- Il presidente americano: «Il raiss ha utilizzato l’uso delle armi chimiche». Disordine alla Camera prima dell’intervento del capo del Governo. Bush: il gioco è finito, l’ONU fermi Saddam. Berlusconi chiede il sostegno del Parlamento, scontro con l’opposizione; Editoriale, Luigi La Spina, Due domande rimaste senza risposta;
p.2- Le reazioni al dibattito sulla crisi con l’Iraq; Maria Teresa Meli, Mastella non firma il documento, che non dice «no» all’intervento e chiede più tempo per l’ONU. L’Ulivo si ritrova su una mozione ma non sul voto. L’Ulivo si ritrova su una mozione ma non sul voto. Verdi, comunisti e «correntone» DS vogliono contarsi prima dal corteo; Aldo Cazzullo, L’ansia di visibilità accende i litigi e accentua le distanze fra esponenti dell’opposizione. Falchi e colombe non trovano un terreno comune. Sinistra divisa su tutto tra basi NATO, citazioni di Geremia e tubi di Saddam. E soltanto Rutelli applaude per la solidarietà del premier agli alpini; Niente diretta RAI per la manifestazione. Protesta l’opposizione per la scelta del CdA, Ferrara annuncia: «La faremo su La7»;
p.3- I passi principali del discorso; Ugo Magri, L’intervento del premier alle Camere: c’è ancora spazio per evitare la guerra. «L’ONU autorizzi un uso misurato della forza». Berlusconi: serve un’altra risoluzione. L’Europa? Io lavoro per tenerla unita; Pierluigi Battista, L’approccio è stato bipartisan e chi si aspettava di vedere il falco è rimasto deluso. Il clima tra i Poli, però, resta teso. Il Cavaliere fa la colomba poi alla fine ripiega le ali. Un discorso aperturista per chiedere «responsabilità» all’Ulivo. Poi, davanti a qualche risposta puntuta, rispuntano gli accenti acri;
p.5- Intervista del vicepremier sui principali nodi del momento politico; Antonella Rampino, Compatte e dure le reazioni della sinistra al discorso del presidente del Consiglio. D’Alema: «Il premier mina l’unità dell’Europa». Bertinotti: la guerra contro l’Iraq scatenerà un conflitto fra civiltà;
Augusto Minzolini, Il presidente del Consiglio: «Questa sinistra fa discorsi da anni 50». La delusione di Berlusconi «Sembrano tutti alieni». Il confronto in Parlamento che avrebbe dovuto avvicinare le posizioni si è trasformato in un momento di scontro tra i Poli; Guido Ruotolo, Terrorismo, timori anche per gli italiani all’estero. Relazione degli 007 a Pisanu: vigilanza sui turisti in alcune aree ritenute a rischio
«La Stampa», 7 febbraio 2003 [pp.6-8]
p.6- Difficoltà per il «Fronte del no» europeo; Emanuele Novazio, Il ministro degli Esteri tedesco sembra prendere le distanze dal cancelliere. Fisher a Roma: Berlino non può chiamarsi fuori. «La Germania costretta a rivedere la sua posizione se lo farà la Francia»; Cesare Martinetti, Giorno dopo giorno il suo attaccamento scivola verso il sì all’attacco. Chirac, la difficile danza sul filo di un pacifista per acclamazione. Il capo dell’Eliseo stretto fra l’alleanza con Schroeder e la Realpolitik; Francesco Sisci, Pyongyang: pronti a un raid atomico preventivo. Nuove minacce all’America dalla Corea del Nord, che attiva il reattore nucleare;
p.7- L’America lascia intendere che la pazienza è finita; Maurizio Molinari, «Saddam ha dato via libera all’uso dei gas in caso di attacco». Bush: «Sì a una seconda risoluzione dell’ONU». «Purché autorizzi l’uso della forza contro l’Iraq»; Ragda Drgam, Il capo degli ispettori delle Nazioni Unite. «Nel rapporto americano ci sono soltanto indizi». Blix: noi cerchiamo prove ma Baghdad ce le nega [intervista a Hans Blix]; m. mo., Una «guerra civile» tra 007 dietro le rivelazioni all’ONU sulla Bill Laden connection;
p.8- Svolta nelle indagini sui reporter uccisi il 19 novembre 2001, per gli 007 del Paese fu un delitto politico; Paolo Mastrolilli, Una campagna lampo non avrebbe ripercussioni negative sui mercati. L’economia USA tifa per la guerra «Purché sia rapida e vittoriosa». Dal marzo 2001 sono stati persi due milioni di posti e circa un milione di americani ha ormai rinunciato a cercare lavoro. Il New York Times: non accadeva da venti anni; Anna Zafesova, Il ministro della Difesa russo, che domenica sarà in Italia: «Non bisogna fare fretta agli ispettori in Iraq». «Non più in sintonia con gli USA ma gli obiettivi sono gli stessi». Sergej Ivanov: l’Occidente oggi è un alleato sulla strada della sicurezza globale. «L’unica trattativa con i banditi ceceni sarà fatta dai tribunali» [intervista]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 7 febbraio 2003 [pp.1-3]
p.1- La Giornata in Italia. Berlusconi: «se necessario, sì all’uso misurato della forza» contro il regime di Bagdad; Blix all’Iraq: «collaborate o il nostro rapporto sarà negativo»; Le ruggini. Le ragioni che convincono Chirac a fare azioni di disturbo contro Bush (almeno a parole); La conjecture. Tra gli umori neri che spingono Chirac c’è forse anche l’invadenza «moralizzatrice» degli americani; El Botafuego. Il tempo di dire «buonasera» e scoppia il finimondo. Ecco perché i discorsi si fanno dai balconi; Immaginifico Marini. «La petroliera dell’Ulivo sbatterà contro l’ONU e la sua seconda risoluzione». «Ma quale signore della guerra, serve un po’ di razionalità». «Bindi e Cofferati
preparano cinque secoli di Berlusconi». Balliamo come sul Titanic;
p.2- MGM, Le reazioni dei giornali USA al discorso all’ONU. 1. Powell, la colomba che sa mostrare i muscoli (e far politica); Un giudizio dagli esperti di intelligence.2. Rispetto alle prove su Saddam le foto di Cuba erano poca roba;
p.3- Editoriali: Frastornati dal Cav. D’Alema & C. hanno cancellato tutto il loro spazio politico, e straparlano; Schroeder va a Canossa. Alle prese con una disoccupazione record, cerca l’appoggio di Blair; Ma quelli dell’Est si fidano di Bush. Sono i paesi che vogliono entrare nella Ue, ma senza tutela franco-tedesca
2003-02-06
Unione Europea
Bruxelles: sono presentati i primi 16 articoli della Carta che definisce valori e principi di riferimento dell’Unione allargata a 25. Ampi riferimenti al tema della pace. Critica la Santa Sede che condanna la bozza Costituzione europea, che porta il nome di Valery Giscard d’Estaing, per non aver citato il cristianesimo come pilastro fondante della cultura europea.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 febbraio 2003 [p.11]
Sergio Sergi, Presentati a Bruxelles i primi 16 articoli della Carta che definisce valori e princìpi di riferimento dell’Unione allargata a 25 paesi. La pace irrompe nella costituzione europea. Per la prima volta entra nel dna della UE. Nessun richiamo alle radici religiose. Il Vaticano protesta
2003-02-07
Iraq
Per gli inviati dell’ONU esiste ancora un margine di trattativa con il rais. L’Iraq autorizza il volo degli arei spia U2. Il capo degli ispettori ONU, Hans Blix, l’8 febbraio è di nuovo in Iraq.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 febbraio 2003 [pp.2-3]
p.2- Toni Fontana, Per gli inviati di Kofi Annan esiste ancora un margine di trattativa con il rais: «Questa volta vogliamo vedere molto di più». La prima intervista in privato di uno scienziato iracheno salutata con favore dal team dell’ONU. Baghdad autorizza il volo degli aerei spia U2. Blix: le ispezioni sono l’alternativa all’attacco. Il capo della missione oggi a Baghdad. L’Iraq minaccia gli USA: avrete la vostra Stalingrado; Atene deciderà lunedì. L’Europarlamento chiede vertice straordinario UE; Alfio Bernabei, Le prove di Londra copiate da una tesi di laurea. Imbarazzo nel Governo Blair. Il dossier, citato da Powell, denunciava sabotaggi di Baghdad al lavoro degli ispettori; Terrorismo. Israele, cintura esplosiva nascosta in una moschea;
p.3- Bruno Marolo, Il presidente americano chiede alle Nazioni Unite di decidere in fretta. Con gli Usa 7 dei 15 membri del Consiglio di sicurezza. Dietro le quinte si tratta per arrivare a un compromesso. Una delle proposte sarebbe un ultimatum di 48 ore per il dittatore iracheno. Bush si aspetta il sì dell’ONU, la Francia resiste. Chirac: disarmiamo Saddam senza guerra. Anche Mosca e Berlino contrarie a una nuova risoluzione; Berlino. Parigi. Mosca; Roberto Rezzo, Al Qaeda può colpire, negli USA allarme arancione. Scattata un’allerta superiore. La Casa Bianca dà il via alla guerra cibernetica per colpire i network informatici nemici; Preoccupato anche di Pyongyang. Clinton: spero nell’ONU ma non è determinante
8 febbraio: Francia e Germania presentano il loro piano antiguerra: la proposta prevede l’invio di truppe dell’ONU in Iraq per garantire ispezioni e disarmo. Hans Blix parla di segnali di disponibilità da parte di Saddam Hussein. Il Segretario dell’ONU, Kofi Annan, esprime un netto no all’attacco USA. Continuano gli appelli alla pace del Pontefice. Gli USA dichiarano che cresce la coalizione dei Paesi che sostengono la loro posizione.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 febbraio 2003 [pp.1-4-p.6-p.33-p.35]
p.1- Titolo: Francia-Germania, piano antiguerra. La proposta prevede l’invio di caschi blu in Iraq per garantire ispezioni e disarmo. Annan dice no all’attacco USA, il Papa invita a non arrendersi. Berlusconi isolato;
p.1-p.35- Furio Colombo, Piccolo dizionario della pace e della guerra;
p.1-p.33- Gianni Vattimo, Il premier del conflitto;
p.2- Bruno Marolo, Blix apre uno spiraglio, Annan contro la guerra di Bush. Il capo degli ispettori: a Baghdad colloqui utili. Gli USA: con noi una coalizione crescente; Londra. Dossier copiato: coinvolto
uomo-immagine di Blair; b. m., La Casa Bianca tratta con l’Iran. Patto con un Paese dell’«asse del male» per coprirsi le spalle durante l’attacco; Umberto De Giovannangeli, Donald Sassoon storico. L’analista politico britannico: Downing Street preferisce condizionare le scelte della Casa Bianca, ammorbidendone la linea. «Blair filo-Usa perché l’Europa non è una potenza» [intervista];
p.3- Gianni Marsilli, Piano franco-tedesco per fermare l’attacco. Chirac e Schröder puntano sui caschi blu dell’ONU: missione in Iraq per disarmare Saddam; I punti. Protettorato ONU. La No fly zone. Gli Ispettori. Le sanzioni; Diplomazia. Putin incontra il cancelliere poi avrà colloqui all’Eliseo; Toni Fontana, Giandomenico Picco ex sottosegretario ONU. Parigi e Berlino non chiariscono il ruolo dei militari che propongono di inviare in Iraq e si preparano alla battaglia al Palazzo di Vetro. «Ma l’ONU potrà imporre i suoi uomini senza usare la forza?» [intervista];
p.4- Toni Fontana, Rumsfeld infuriato con Francia e Germania. Il capo del Pentagono chiede spiegazioni sul piano e attacca la Vecchia Europa sulla NATO; Denuncia USA. «Pyongyang avrà presto materiale per 8 atomiche»; Paola Colombo, A Monaco blindata sfilano i pacifisti. Trentamila in piazza per chiedere di fermare il conflitto; Gabriel Bertinetto, Amletica Turchia: esserci o non esserci?;
p.6- Siegmund Ginzberg, Il falso mito della guerra lampo. Il Pentagono rassicura che tutto finirà in poche settimane ma la Storia ci racconta il contrario; Le Forze Americane nel Golfo (scheda e mappa); Afghanistan. Agguato a Kandahar Uccisi 5 soldati, due rapiti
«l’Unità», 9 febbraio 2003 [pp.7-10]
p.7- Davide Madeddu, Incostituzionale inviare truppe senza l’ONU. Massimo D’Alema attacca la politica estera del Governo, senza bussola e succube degli alleati; Pacifisti in piazza a Sigonella. Nella base militare sale l’allerta; Simone Collini, Il premier al telefono con il presidente USA. Palazzo Chigi: d’accordo per evitare il conflitto. La Casa Bianca: apprezziamo il vostro appoggio. Berlusconi a Roma parla di pace, a Washington no; L’appello dei radicali. Casini riceve Bonino e Pannella; Marcella Ciarnelli, Attacco preventivo, De Bortoli dice no;
p.8- Roberto Arduini, Gabriel Bertinetto (a cura), «C’è un’altra via: cacciare Saddam». Emma Bonino: lavoriamo per esiliare il dittatore, ma se l’ONU decide io sono per la guerra [Forum con Emma Bonino];
p.9- Roberto Monteforte, «Mai rassegnarsi, la guerra non è inevitabile». Nuovo, pressante appello del Papa alla pace. In Vaticano disagio per le scelte di Berlusconi; Festa per il compleanno di Sant’Egidio. Che ha già 35 anni; In piazza. Gesti di pace in tutt’Italia; Cristiani uniti in cerca di pace; Sabato la manifestazione. Follini: sì alla diretta RAI; r. m., Giuseppe Chiaretti arcivescovo di Perugia. «Se l’intervento scatterà senza chiare e giuste motivazioni, allora bisognerà ricorrere a una provocazione capace di far riflettere». «Obiezione di coscienza contro l’attacco militare» [intervista]
p.10- Wladimiro Settimelli, L’era d’oro dell’Islam sotto l’incubo di migliaia di bombe. Viaggio nel Paese delle mille e una meraviglie
2003-02-07
Il giorno dopo il dibattito parlamentare sulla crisi Irachena, Silvio Berlusconi incontra il capo del Pentagono Rumsfeld, di passaggio a Roma nel suo viaggio nelle capitali europee.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 febbraio 2003 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: Berlusconi offende il 93% degli italiani e il Papa. Il premier accoglie così Rumsfeld: «La sinistra ha perso la testa, i pacifisti non l’hanno mai avuta». La Francia resiste a Bush. Rapporto ONU: «Con la guerra 500mila vittime e 2 milioni di profughi;
p.1-p.5- Antonio Padellaro, Interesse nazionale interessi del premier;
p.4- Toni Fontana, Il capo del Pentagono fa tappa a Roma e ribadisce che la diplomazia ha già fallito: «Non agire oggi sarebbe più devastante del non agire». Berlusconi arruolato tra i fedelissimi del conflitto preventivo. Il ministro italiano: è in gioco la credibilità delle Nazioni Unite. Rumsfeld: guerra di settimane non di mesi. Il ministro della Difesa USA ringrazia l’Italia. Martino: tra noi identiche posizioni; Vaticano. Fischer dal Papa parla della diplomazia della pace; Umberto De Giovannangeli, Lamberto Dini ex ministro degli Esteri. L’esponente dell’Ulivo critica le aperture del governo ad una eventuale guerra preventiva e rilancia la centralità dell’ONU. «Alleati di Washington non vuol dire vassalli» [intervista];
p.5- Marcella Ciarnelli, Il presidente del Consiglio ripete come il presidente USA: «Per Saddam è finita. Bisogna arrivare a una soluzione entro due settimane». Oggi vorrebbe un vertice dell’UE, lavora per una mediazione di Gheddafi. Ma ignora completamente i segnali che vengono dall’Italia. Berlusconi parla già come Bush. «La sinistra ha perso la testa». Fassino: la guerra si deve evitare. Così pensano il Papa e gli italiani; Violante: entro il 13 si voti la mozione dell’Ulivo; Giuseppe Vittori,
Andreotti: essere alleati non significa stare sull’attenti. Berlino e il Vaticano dicono le stesse cose contro il conflitto. Fischer: «Il Pontefice ha grande preoccupazione»
2003-02-07
Convegno promosso dalla Fondazione Di Vittorio: Democrazia, diritti: il nodo dell’informazione. Vi partecipano Sergio Cofferati, Alberto Asor Rosa, Umberto Eco, Gad Lerner e Eugenio Scalfari.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 febbraio 2003 [p.7]
Ninni Andriolo, Dibattito al teatro Argentina promosso dalla Fondazione Di Vittorio. Tra gli altri hanno partecipato Asor Rosa, Scalfari, Umberto Eco. L’ex segretario CGIL: «C’è uno svuotamento
della Costituzione davvero preoccupante nella scuola nella cultura, nella giustizia, nella tutela delle persone». Cofferati: «Le TV ci impongono la guerra». Lerner: «C’è un duopolio collusivo». Internet, il passaparola, l’alternativa all’omologazione; f. fan. «Uniti, ma con dirigenti che parlano a noi, non tra loro». Confronto alla sezione Mazzini della Quercia con Colombo e Caldarola. «l’Unità», il giornale, sullo sfondo
2003-02-07
NATO: a Monaco si svolge la Conferenza sulla sicurezza. Francia e Germania presentano un piano alternativo al conflitto. Il piano sollecita più tempo per l’azione degli ispettori e la mobilitazione dell’Onu per garantire il disarmo dell’Iraq.
2003-02-08
Forza Italia: si svolgono a Modena gli Stati generali.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 febbraio 2003 [p.11]
Natalia Lombardo, Agli Stati generali degli azzurri a Modena il portavoce del premier Bonaiuti tuona: riforme, con o senza l’opposizione. Il ricatto di Bossi spacca Forza Italia È guerra sulla candidata della Lega in Friuli. Berlusconi incerto, decideranno i leader?; Egemonie. «Attenti, la cultura è in mano alla sinistra». E Schifani vuole il turn over nelle Procure; Marzio Tristano, Il pentito Giuffrè: nel 2001 il boss avallò la presentazione nelle liste di FI del vicepresidente della commissione giustizia. «Provenzano volle Mormino candidato»
2003-02-08
La CGIL denuncia la crescente crisi occupazionale. Si prepara lo sciopero generale dell’industria del 21 febbraio.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 febbraio 2003 [p.19]
Laura Matteucci, Il metalmeccanico e l’edilizia sono i settori più esposti. I problemi di un apparato
produttivo fragile che corre solo se la congiuntura è favorevole. Serve recuperare competitività, ma questa va di pari passo con la tutela dei diritti. Il governo ha deciso di affrontare il declino tagliando
il costo del lavoro. Italia in crisi, 300mila posti a rischio. L’allarme della CGIL che per il 21 ha proclamato lo sciopero nazionale dell’industria; I numeri della crisi (tabella); Felicia Masocco, L’Aquila, incubo licenziamento per 1.500 lavoratori. In forse il futuro del polo elettronico. Lares Tecno e Flextronics: già 700 in cassa integrazione; Martedì a Roma convegno con Epifani; Massimo Burzio, Particolarmente colpito l’hinterland torinese. La FIOM: la situazione va aggravandosi molto più velocemente di quanto si pensi. Non solo FIAT, nell’indotto auto in difficoltà un centinaio di aziende
2003-02-08
Democratici di sinistra (DS): a Bologna presentazione dell’inchiesta sul lavoro che cambia. Alla presentazione, introdotta dal segretario Piero Fassino, partecipano anche Guglielmo Epifani (CGIL), Savino Pezzotta (CISL) e Luigi Angeletti (UIL).
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 febbraio 2003 [p.19]
Andrea Carugati, Cambia il lavoro, non il bisogno di unità sindacale. Prove di dialogo tra CGIL, CISL e UIL. Epifani: culture diverse non ci hanno impedito di dare risposte uguali; Contratti. I sindacati d’accordo: niente riforma Biagi nella trattativa dei metalmeccanici; Michele Sartori, In settimana dovrebbe cominciare l’operazione-stop. I lavoratori chiedono risposte precise (e positive) sul futuro dello stabilimento. Il 24 febbraio a Roma nuovo incontro. Marghera, il Petrolchimico verso il blocco totale degli impianti
2003-02-08
Israele- Palestina
Dopo più di un anno di attentati e raid, riparte il dialogo fra Israele e Palestina. Il 10 febbraio riprendono i colloqui fra il premier israeliano Sharon e il presidente dell’Autorità palestinese Arafat.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 febbraio 2003 [p.13]
Umberto De Giovannangeli, Sharon e Arafat in cerca di tregua, riparte il dialogo. Domani i primi colloqui tra israeliani e palestinesi dopo più di un anno di attentati e raid; Reazioni al documento di 11 professori. L’ateneo di Ca’ Foscari boicotta Israele. «Ma così penalizzate i docenti pacifisti»
2003-02-08
Nella notte esplodono due bombe all’esterno di due chiese nel padovano: la prima a Reschigliano e la seconda a Villanova di Camposanpietro, dove rimane ferita ad un occhio una suora di 88 anni. Gli attentati non sono rivendicati
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 febbraio 2003 [p.10]
Michele Sartori, Incertezza sulla matrice, escluso solo Unabomber. Il procuratore di Verona: «Il terrorismo eversivo non ha edifici di culto tra gli obiettivi». Bombe contro due chiese a Padova
Due ordigni esplosi a venti minuti di distanza a Reschigliano e Villanova. Una suora ferita a un occhio; La provocazione. Adesso Forza Nuova presidia i luoghi di culto; Paolo Odelio, Accusati di «deturpamento di luogo pubblico aggravato da finalità razziste». Sono studenti tra i 16 e i 17 anni
Imperia, denunciati quattro minorenni per le svastiche alla Camera del Lavoro
2003-02-09
Il direttore del «Corriere della Sera», Ferruccio De Bortoli, nell’editoriale Le ragioni per dire no alla guerra pur confermano l’amicizia agli USA scrive che la cosiddetta guerra preventiva «è il prodotto, pur comprensibile, ma pericoloso, dell’unilateralismo americano e soprattutto non è iscritta nel sistema condiviso delle regole internazionali». Il 29 maggio 2003 De Bortoli lascerà la direzione del «Corriere».
2003-02-09
Iraq
9 febbraio: Hans Blix, ispettore ONU, dichiara di registrare una maggiore disponibilità dell’Iraq a collaborare. Saddam Hussein consegna documenti sulla distruzione di scorte di antrace gas nervini. Tuttavia chiede nuove prove. Il presidente USA vuole stringere i tempi e sollecita ancora una volta una decisione ONU. La Russia condivide il piano franco-tedesco che punta ad evitare un conflitto di cui non vedono la ragione. Il mediatore del Vaticano è a Baghdad.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ribadisce la vicinanza dell’Italia alle posizioni USA, quindi sulla opportunità di un attacco preventivo all’Iraq, e attacca i pacifisti che definisce amici di Saddam.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 febbraio 2003 [pp.1-5-p.26]
p.1- Titolo: Guerra, c’è un’Europa che non si piega. Il piano franco-tedesco all’ONU, la Russia dice sì. Oggi missione vaticana a Baghdad. Il Belgio porrà il veto alla Nato. Bush irritato: basta, ripeto, il tempo ormai è scaduto;
p.1-26- Pino Arlacchi, Francia e Germania l’ultima speranza; Gian Giacomo Migone, Se l’ONU ci salverà dalla catastrofe;
p.2- Roberto Rezzo, Offensiva USA contro il piano franco-tedesco. Powell: inutili più ispettori. Bush: disarmeremo Saddam, l’ONU deciderà se esserci; Toni Fontana, Blix soddisfatto: Baghdad collabora
Ma il capo degli ispettori chiede nuove prove. Il rais consegna documenti sulle armi proibite; Umberto De Giovannangeli, Amram Mitzna. Il leader laburista spiega il suo no all’unità nazionale: «Pace e giustizia sociale ci dividono». Sull’Iraq: «Quel regime è un pericolo per tutti». «Non andremo al governo ma sull’Iraq sosterremo Sharon» [intervista]; Incarico al capo del Likud che apre ai laburisti
p.3- Gianni Marsilli, Disarmo pacifico: Putin con Schröder e Chirac. Il leader del Cremlino: «Non c’è nessuna ragione per un’azione militare in Iraq»; Sergio Sergi, Spaccatura alla NATO per il veto del Belgio. Appoggiato da Parigi e Berlino si schiera contro l’aiuto chiesto dagli USA per la Turchia. Powell furioso: ingiustificabile; Vertice Egitto- Siria- Libia. Mubarak: una speranza dalla missione degli ispettori;
p.4- r. m., Oggi l’inviato del Vaticano a Baghdad. Il cardinale Etchegaray consegnerà una lettera di Giovanni Paolo II a Saddam; r.m., Il personaggio. Il porporato francese delle missioni impossibili; Roberto Monteforte, Monsignore Achille Silvestrini.Il Cardinale: il Pontefice cerca il dialogo internazionale dando forza alle istituzioni esistenti, soprattutto l’ONU. «Il Papa, l’Europa, tanti modi per fermare la guerra» [intervista];
p.5- Siegmund Ginzberg, Un grido alla Mecca: Allah difenda l’Islam. Oggi la giornata culminante del pellegrinaggio di due milioni di musulmani nella città santa; Pakistan: esplosione in un impianto nucleare
«l’Unità», 10 febbraio 2003 [pp.6-9]
p.6- Natalia Lombardo, «Marciano per la pace? Sono amici di Saddam». Berlusconi annuncia che la guerra è inevitabile. E poi insulta chi lotta per evitarla; p.c. (Pasquale Cascella), A destra s’odono settanta no alla guerra. E quello di Casini. Spuntano i parlamentari di maggioranza contrari all’intervento in Iraq: «L’America dia ascolto alle Nazioni Unite»; Sergio Sergi, Febbraio 2000, un secolo fa. Quando Buttiglione incontrava Aziz a Baghdad;
p.7- Rutelli racconta una barzelletta. Bondi (Fi) non gradisce; Pannella: il Parlamento accoglierà la nostra proposta; Simone Collini, «L’Italia non sia sorda e cieca». Il piano franco-tedesco va accolto, dice Fassino a Perugia. Ed è un lungo applauso; Toni Fontana, Roberto Formigoni presidente Lombardia. Quando incontrerò Tareq Aziz a Roma gli dirò che l’Iraq deve collaborare di più. Gli ispettori devono avere più tempo. «La guerra sarebbe una catastrofe, fermiamola» [intervista];
p.8- Bianca Di Giovanni, «Diamo una possibilità alla pace». Slogan e organizzazione per la grande manifestazione di sabato contro l’intervento in Iraq; a. m., Nicola Frantoianni, Disobbedienti e FSE.
«Tantissime le adesioni. Sarà un corteo enorme» [intervista]; a.m., Lisa Clark, Beati costruttori di pace «E dopo? Un campeggio a Camp Darby o Aviano» [intervista]; a.m., Piero Maestri, rete Bastaguerra dei Social Forum. «Sciopero generale e mobilitazione continua» [intervista]
10 febbraio: L’Iraq autorizza il sorvolo del proprio spazio aereo ad aerei americani, francesi e russi.
Gli Usa annunciano un messaggio di Bin Laden. Sarà trasmesso dalla TV in serata. Il terrorista si schiera ancora una volta a fianco di Saddam e invita gli iracheni a compiere attacchi suicidi contro gli USA. Per Bush e i suoi consiglieri una ulteriore conferma dei legami fra al Qaeda e Saddam Hussein.
In Italia prosegue il dibattito politico. Anche nella maggioranza divisioni sulla condotta da seguire nei confronti degli USA, della guerra e delle posizioni dell’UE.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 febbraio 2003 [pp.1-5-p.33]
p.1- p.3- Bruno Marolo, Puntuale torna Bin Laden: sto con Saddam. Ore 17,22: Powell annuncia il messaggio. Ore 17,55: Al Jazira smentisce. Ore 21,10: la Tv lo manda in onda. «Iracheni, attacchi suicidi contro gli USA»;
p.1-p.33- Nicola Tranfaglia, Uno scenario tragico;
p.1-p.6- Radicali. Da due giorni l’emittente tace: «Oscurata la proposta sull’esilio di Saddam»; Bucciantini, Ordine di Palazzo Chigi: la pace è un reato. Informativa ai sindaci di Firenze, Torino, Belluno: se esponete la bandiera arcobaleno sarete perseguibili;
p.2- Sergio Sergi, Aiuto ad Ankara, la NATO non ricuce lo strappo. Oggi nuova riunione ma l’Alleanza attende il rapporto di Blix per uscire dallo stallo; Afghanistan, Marines USA sotto il fuoco. I caccia bombardano le caverne; Toni Fontana, Saddam respinge l’invio dei caschi blu. Da domani a Roma il vice del raìs Tareq Aziz. Voci su un incontro con Kofi Annan in Italia; Umberto De Giovannangeli, Vittorio Strada storico. Per l’esperto del mondo russo l’adesione di Mosca al piano franco-tedesco non rappresenta una posizione cristallizzata. «Putin non può voltare le spalle all’ONU» [intervista];
p.3- Ha detto; Alfio Bernabei, I sondaggi puniscono l’interventismo di Blair
I laburisti scendono al 35%. Allarme attentati a Londra: militari e carri armati circondano l’aeroporto di Heathrow; Cina. Jiang Zemin: appoggiamo Parigi, Berlino e Mosca; Terrorismo. Americani allertati: fate scorta di cibo;
p.4- Roberto Monteforte, «Lotteremo per la pace fino allo sfinimento». Il cardinale Etchegaray a Baghdad con un messaggio del Papa. Oggi incontra il vicepremier Aziz; Dialogo interreligioso. Domani udienza dal Papa per il rabbino capo di Roma; Gabriel Bertinetto, Andrea Riccardi, Per il fondatore della comunità religiosa romana, Etchegaray non ha molte carte in mano. «Vaticano armato di speranze» [intervista]; Lo Shin Bet: in preparazione 50 attacchi. In Cisgiordania ucciso un bimbo palestinese. Allarme attentati, Israele sigilla i Territori; Islam, con la «festa del sacrificio»
si chiude il pellegrinaggio alla Mecca;
p.5- Gianni Marsilli, Dalla francofobìa all’eurofobìa. Per gli americani il fastidio verso Parigi si allarga a macchia d’olio agli europei;
«l’Unità», 11 febbraio 2003 [pp.6-8]
p.6- Da Veltroni diplomazia di pace venerdì a Mosca incontra Ivanov; Costruiamo insieme l’album delle immagini del 15 febbraio; Marco Bucciantini, Palazzo Chigi: via l’Arcobaleno. Ordine ai sindaci: è vilipendio al Tricolore. Ma Firenze e molti altri comuni disubbidiscono, m. buc., Passigli: è un segno di pace assurdo considerarlo reato; Antonella Marrone, Il Chi è chi del pacifismo. ONG, Social Forum e terzo settore;
7- Simone Collini, Venticinque treni speciali, centinaia di pullman. Si moltiplicano le iniziative in preparazione della manifestazione di sabato contro l’intervento in Iraq. Il corteo partirà alle 14 da piazzale Ostiense e, passando per il cuore di Roma, arriverà in piazza san Giovanni. I megaschermi mostreranno in diretta i cortei del mondo. «Fermiamo la guerra», anche nell’etere. Oggi sit in a viale Mazzini per chiedere la diretta RAI della manifestazione per la pace; Il percorso ( mappa); L’ appello di Micromega. Non un uomo non un euro...;
p.8- Marcella Ciarnelli, Il presidente del Consiglio torna a parlare dopo una telefonata con Bush. Ma c’è diffidenza dentro la sua stessa maggioranza. L’Udc contraria ad avventure militari. Fini non si tira
indietro, Pera le teorizza. Il presidente di Confindustria accredita la tesi: Saddam è come Hitler. Berlusconi ora vuole la «soluzione pacifica». Governo spaccato, il voto in Parlamento sarebbe un incubo per la Destra. D’Amato: sì alla guerra preventiva; Domande cruciali; Diplomazie; Luana Benini, Casini punta a far votare la Camera dopo l’ONU. Possibile un pronunciamento fra sette giorni. L’Ulivo spinge, ma senza porre degli aut aut al presidente; n. a. (Ninni Andriolo), Il leader DS al «Maurizio Costanzo Show» invita a partecipare alla manifestazione di sabato: sarà imponente, un dovere non dare per scontata la guerra. Fassino: il Governo chieda più tempo per gli ispettori; v. va. (Vincenzo Vasile), Il monito di Ciampi. «Iraq, nessun intervento senza l’ONU. Davanti alla crisi l’Europa resti unita»
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