XIV Legislatura - II governo Berlusconi
XIV Legislatura - 2001-2006
II Governo Berlusconi
10 giugno 2001-23 aprile 2005
2002-09-15
Agrigento strage di immigrati
2002-09-15
Svezia
La coalizione formata dal Partito socialdemocratico (39,9%) , Sinistra (8,3%) e Verdi (4,3%), guidata dal premier uscente Goran Persson alle elezioni politiche ottiene il 52% dei voti. Il 22 settembre Persson annuncia la formazione del suo nuovo Governo, composto al 505 da donne.
2002-09-15
Macedonia
L’Unione sociale democratica, principale forza di opposizione di sinistra vince le elezioni con il 40% dei consensi e la maggioranza assoluta in Parlamento. Sconfitto il partito nazionalista del premier uscente Georgevski. Nuovo primo ministro Branco Crvenkovski di un Governo formato dall’Unione sociale democratica (SDSM) e i rappresentanti dell’UDI che raccogli il voto della minoranza albanese.
2002-09-16
Iraq
Saddam Hussein accetta una nuova missione degli ispettori Onu nei siti sospettati di produzione di armi di distruzione di massa.
2002-09-17
Bilbao: il Parlamento Basco non scioglie i Batasuna, braccio dell’ETA, sconfessando così l’ordinanza del giudice Garzon.
2002-09-18
Letizia Moratti, ministro dell’Educazione, annuncia che il «crocefisso» sarà esposto in tutte le aule scolastiche in quanto «simbolo di civiltà». Critiche dall’opposizione e dai rappresentanti delle altre religioni.
2002-09-18
Israele Palestina
18 settembre Hebron: un ordigno esplode in una scuola araba. La polizia ritiene che sia opera di coloni ebrei
19 settembre: a Tel Aviv un kamikaze si fa saltare in aria su un autobus, nell’esplosione perdono la vita 5 persone. Per rappresaglia Israele attacca con tank il quartier generale di Arafat a Ramallah. Il Governo israeliano pretende la consegna di una ventina di terroristi che si sarebbero rifugiati nella residenza del presidente dell’ANP. A poche ore di distanza a Gaza numerosi carri armati israeliani appoggiati da elicotteri ingaggiano scontri con miliziani palestinesi.
Nei giorni successivi i militari israeliani tagliano luce, acqua, telefono al residenza, assediata, di Arafat in risposta scontri e manifestazioni a Ramallah, Tulkarem, Gaza e in altre città della Cisgiordania
2002-09-19
Processo IMI-Sir
Tribunale di Milano: il presidente del Collegio giudicante, Paolo Carfì, annuncia che non ci sarà nessuna sentenza prima della decisione della Corte costituzionale in merito alla legge Cirami e la sua applicazione. Il 20 la Procura solleva una eccezione di legittimità costituzionale sulla legge sul falso in bilancio.
2002-09-20
Palermo: scontro nel pool antimafia per il pentito Pino Giuffrè
2002-09-20
CGIL: Sergio Cofferati lascia la CGIL e il Comitato centrale della CGIL elegge Guglielmo Epifani nuovo segretario con 141 voti a favore, 3 contrari e 5 astenuti.
«l'Unità»
«l’Unità», 20 dicembre 2002 [pp.4-5]
p.4- Oreste Pivetta, Alle spalle trent’anni di attività sindacale nati dopo una tesi di laurea su Anna Kuliscioff e un libro di raccolta degli scritti di Bruno Buozzi. Le prime esperienze con Agostino Marianetti all’Ufficio industria, la lotta per una sinistra unita e l’opposizione nel PSI dopo il Midas. Epifani, debutto con sciopero generale. Il nuovo segretario della CGIL di fronte all’attacco del governo e della Confindustria; Felicia Masocco, Passaggio di consegne, nella continuità. Oggi il direttivo, domani l’assemblea coi delegati. In Corso d’Italia si scherza e ci si commuove; La lettera di Fassino. «Caro Sergio, un abbraccio dai DS. Ci attendono battaglie comuni»;
p.5- Bruno Ugolini, La lunga, coerente esperienza di un uomo di sinistra che conquista la fiducia della gente nella difesa radicale dei diritti del lavoro e della solidarietà. La fermezza contro Berlusconi
ha allargato enormemente la sua popolarità. La dialettica con i DS e il futuro: non sarò Tosca, non mi lascerò cadere nel vuoto. Pirelli Bicocca, andata e ritorno. Cofferati e 26 anni alla CGIL. Bilancio di un riformista, senza cedimenti
«l’Unità», 21 dicembre 2002 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Il giorno della staffetta. La CGIL ha un nuovo segretario «Ora lo sciopero generale»;
p.1-p.6- Piero Sansonetti, La scelta di Cofferati;
p.1-p.7-Bruno Ugolini, La scommessa di Epifani;
p.6- La telefonata di Ciampi; Giovanni Laccabò, La signora Dotti aspetta il «Cinese». Alla Bicocca, ufficio al primo piano, con i vecchi amici a preparare la festa;
p.7- Felicia Masocco, La linea del più grande sindacato italiano viene confermata dal nuovo leader. Non cambiamo idea da un giorno all’altro. L’abbraccio con Cofferati la commozione la responsabilità, e la convinzione di rappresentare un bel pezzo dell’Italia perbene. Epifani: «Lo sciopero è giusto e doveroso». Il segretario ribadisce la strategia: difesa dell’articolo 18, no al Patto per l’Italia; Auguri di Fassino «Per te un’eredità straordinaria»; Giuseppe Vittori, Il presidente della Quercia contrariato da alcune fantasiose ricostruzioni giornalistiche sul suo intervento alla festa dell’Unità. D’Alema: «Non c’è polemica tra DS e CGIL»
«l’Unità», 22 dicembre 2002 [p.7]
Felicia Masocco, Tremila per salutare i due segretari. Tra entusiasmo e commozione uno spazio per la politica e uno per la poesia: Caproni, Neruda e Bertolt Brecht. Accanto a Trentin, Pizzinato
Boni, Del Turco, il sindaco Walter Veltroni, Pancho Pardi e Flores D’Arcais. E uno slogan: «Non
perdiamoci di vista». Nell’addio di Cofferati l’invito all’unità. Epifani ricorda a CISL e UIL: «Insieme siamo stati protagonisti del risanamento del Paese»; A Modena. Primo appuntamento da segretario
bagno di folla tra la gente della Festa; Bruno Ugolini, La ricca eredità del Cinese. Il «sindacato dei diritti e delle solidarietà» come soggetto di cambiamento; Piero Sansonetti, L’anti-leader che torna in fabbrica
2002-09-22
Ragusa: 14 immigrati vengono gettati in mare dagli scafisti
2002-09-22
Berlino:
Elezioni politiche. Il cancelliere uscente Schroeder vince le elezioni. Il leader socialdemocratico sconfigge lo sfidante bavarese dell’Unione cristiano democratiche (UCD) Stoiber. La SPD ottiene il 38,5%, stessa percentuale della CDU-CSU, ma Schoeder potrà continuare a governare grazie all’appoggio dei Verdi che ottengono l’8,6% mentre i liberali alleati della CDU-CSU ottengono il 7,4%.
2002-09-24
Il Governo Britannico un rapporto in cui Saddam avrebbe la capacità di dispiegare armi chimiche e biologiche in 45 minuti.
2002-09-24
24 settembre: L’esercito israeliano lancia un pesante offensiva militare in un quartiere periferico di Gaza uccidendo 9 palestinesi alcuni dei quali appartenenti ad Hamas e alle «Brigate dei martiri di Al Aqsa»
26 settembre: a Hebron gli scontri fra israeliani e palestinesi provocano la morte di 11 persone fra cui una bambina di 14 mesi.
Nel corso di un’operazione israeliano che punta ad eliminare il nuovo capo militare di Hamas, Mohamed Deif, in un quartiere settentrionale di Gaza perdono la vita 6 palestinesi e una trentina rimangono feriti.
2002-09-25
La FIAT taglia la produzione di auto del 20%. I sindacati respingono ogni ipotesi di tagli occupazionali e produttivi.
2002-09-25
< Sedute precedenti L. 248/2002 Senato 1° agosto 2002
Camera dei deputati: dopo l’esame nelle Commissioni, discussione della proposta di legge già approvata dal Senato «Modifica degli articoli 45, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale» (legge Cirami). La discussione e l’approvazione nella seduta del 10 ottobre ottobre 2002.
«Gazzetta Ufficiale», 7 novembre 2002, n. 261 [pp.4-8]
pp.4-6- Legge 7 novembre 2002, n. 248. Modifica degli articoli 45, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale;
p.6- Lavori preparatori;
pp.6-8- Note
XIV Legislatura Camera dei deputati sedute del 25 e 26 settembre 2002
Seduta n.192 - 25 settembre 2002 [video della seduta]
Proposta di legge: Modifica degli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale (approvata dal Senato) ed abbinate. Discussione
Sedute successive L. 248/2002 Camera 10 ottobre 2002 >
2002-09-26
Camera dei deputati-la Commissione giustizia approva il 41 bis, la legge che stabilisce il «carcere duro», anche per terroristi e scafisti. Il provvedimento passa all’esame del Senato.
2002-09-26
Marocco- i socialisti vincono le elezioni
2002-09-28
Processo Imi-SIR
Milano: si svolge l’interrogatorio di Cesare Previti condotto dal pm Ilda Boccassini. Previsti ricostruisce i movimenti bancari sui suoi conti correnti a partire dal 1991.
2002-09-28
Israele Palestina
Il presidente americano Bush invia un messaggio al premier israeliano Sharon sollecitando a porre fine all’assedio al quartier generale di Arafat a Rammallah. Il giorno dopo Arafat portato a spalle dai suoi fedelissimi può uscire dal palazzo.
2002-09-29
Serbia
Il primo turno delle elezioni presidenziali vede il presidente Jugoslavo Vojislav Kostunica attestarsi al 30,9 % e il vice premier federale Miroljiub Labus al 27,4%. Buon risultato per l’ultranazionalista Vojislav Seselj che ottiene il 23,2% dei voti e afferma l’intenzione di voler boicottare il ballottaggio in quanto si è registrata una bassa affluenza alle urne (55%).
2002-09-30
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, presentano la finanziaria 2003. Una manovra di 20 miliardi senza alcuna riforma delle pensioni di anzianità. Fra le questioni principali l’avvio della riforma fiscale con sgravi delle imposte sui redditi delle famiglie per 5,5 miliardi di euro.
2002-10-01
ONU
1 ottobre: Blix, capo degli ispettori ONU, annuncia la disponibilità di Saddam Hussein per i controlli sui siti sospetti esclusi 8 siti presidenziali. Perplessi gli Stati Uniti.
4 ottobre: la CIA denuncia che l’Iraq starebbe continuando a costruire armi di distruzione di massa
2002-10-02
A Roma nella sala del refettorio presso Palazzo San Macuto si svolge la commemorazione del deputato socialista Sergio Moroni morto suicida nel settembre del 2002 in seguito ad un avviso di garanzia per corruzione inviatogli dal pool Mani Pulite di Milano. Partecipano alla cerimonia: il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l’ex deputato e dirigente del PSI Francesco Colucci, Chiara Moroni capogruppo alla Camera del NPSI che unisce liberali democratici, repubblicani e Nuovo PSI. Berlusconi coglie l’occasione per un duro attacco a Mani pulite accusando il pool di essere di parte e agire politicamente. Intervento aspramente criticato dai Democratici di sinistra, dai girotondi e da ampi settori della magistratura.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 ottobre 2002 [pp.1-3]
p.1- Titolo: «Attacco ai giudici per interesse personale». Il procuratore D’Ambrosio risponde alle minacce del premier ai magistrati di Mani Pulite. Ieri ha detto: hanno commissariato la democrazia. Fassino: pensi a sottoporsi ai processi;
pp.1-2- Editoriale, Furio Colombo, Governare con rabbia;
p.2- Susanna Ripamonti, Il Pool ha applicato la legge la corruzione era diffusa e riguardava tutti i partiti. Anche le pietre sanno che abbiamo indagato su tutti. Boselli (Sdi): metà dei giustizialisti di allora sono nella sua maggioranza compresa Lega e AN che esponevano cappi e manette Parlamento. D’Ambrosio: «Attacca per assolversi» Il procuratore: delegittima le toghe, ma le prove restano. Fassino: farebbe bene a presentarsi ai processi; Luana Benini, Previti evasore? Il governo non lo censura. Al question time chiesto dall’Ulivo, un imbarazzato Giovanardi promette accertamenti. I DS protestano;
p.3- Marcella Ciarnelli, Il premier commemora Sergio Moroni morto suicida dieci anni fa e trasforma San Macuto in un’aula di tribunale. «Una certa giustizia si è sostituita al popolo per scegliere chi avrebbe dovuto governare il paese. Tutto cominciò coi soldi dell’ex Urss all’ex PCI». Tangentopoli, Berlusconi difende se stesso. Torna il tormentone anticomunista e l’affondo contro i giudici: tentarono un golpe; Marco Travaglio, Hanno la faccia come il Polo/3; Aldo Varano, Guido Calvi senatore DS. «Una vergogna, specula su una persona che non c’è più e merita rispetto: un uomo che si tolse la vita per dimostrare la sua estraneità alle accuse «Dice bugie, il PCI-PDS fu inquisito ma anche prosciolto» [intervista]
«La Stampa»
«La Stampa», 3 ottobre 2002 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Il capo del Governo commemora il socialista Sergio Moroni, Fassino: giudizio indecente, si sottoponga ai processi. Berlusconi: Mani pulite fu giustizia di parte. «I giudici si sostituirono al popolo», «l’ex PCI fu salvato dall’amnistia»; Pierluigi Battista, L’impossibile pacificazione;
p.2- La cronologia di Tangentopoli; Paolo Colonnello, D’Ambrosio: la corruzione era diventata un sistema. Il procuratore di Milano al premier: è ancora in campagna elettorale? Su quegli anni: «Se anziché un solo esponente politico, a rubare è un intero sistema è chiaro che i risvolti politici ci sono, eccome» [intervista a Gerardo D’Ambrosio];
p.3- Il bilancio provvisorio di Tangentopoli ( scheda); Ugo Magri, Il premier ricorda il parlamentare Moroni, morto suicida: mai più consentiremo storie simili. Berlusconi: Mani pulite fu giustizia di parte. «Stagione inquisitoria e buia, tutto cominciò con i soldi di Mosca al PCI»; a.r., Fassino: parole inaccettabili e indecenti; Augusto Minzolini, De Michelis: è un cambio di strategia vero. Il Cavaliere ha aperto la campagna d’autunno. Il primo ministro ai suoi: «L’Ulivo non ha margine di manovra perché è controllato a vista dai girotondini». E allora è stata decisa la svolta
2002-10-02
Operazione Enduring Freedom
Senato della Repubblica e Camera dei deputati: dopo il dibattito sulle comunicazioni rese dal ministro degli Esteri Antonio Martino a nome del Governo sull’invio di un contingente italiano, circa 1000 alpini in Afghanistan (Operazione Enduring Freedom), sono presentate la mozione di maggioranza e le risoluzioni delle opposizioni. L’Ulivo si divide: UDEUR, Margherita e SDI si pronunciano a favore insieme alla maggioranza a favore, mentre votano contro DS, Verdi, PCDI e Rifondazione. Un voto che mette in discussione la leadership di Francesco Rutelli alla guida dell’Ulivo.
XIV Legislatura Senato della Repubblica sedute del 2 e del 3 ottobre 2002
Seduta antimeridiana n. 247 - 2 ottobre 2002
Antonio Martino, ministro degli Esteri. Comunicazioni del Governo sull’impegno italiano in Afghanistan
Seduta antimeridiana n. 248 - 3 ottobre 2002
Discussione sulle comunicazioni del Governo sull’impegno italiano in Afghanistan e votazione delle risoluzioni
XIV Legislatura Camera dei deputati sedute del 2 e del 3 ottobre 2002
Seduta n. 196 - 2 ottobre 2002 [video della seduta]
Testo delle comunicazioni del Governo sull’impegno italiano in Afghanistan [p.97]
Seduta n. 197 - 3 ottobre 2002 [video della seduta]
Comunicazioni del Governo sull’impegno italiano in Afghanistan Discussione e votazione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 ottobre 2002 [p.1-pp.8-9]
p.1- Titolo: Ulivo diviso sugli alpini in Afghanistan. I DS confermano il loro no all’intervento, Margherita spaccata, assemblea nella notte;
p.8- Simone Collini, La Quercia favorevole alla prosecuzione della missione di pace in Afghanistan, non al suo snaturamento. Doppio no di Verdi e PDCI. Rutelli chiede una consultazione, altrimenti «si
mette in discussione la stessa esistenza dell’Ulivo». Angius: lo scenario è cambiato per questo diciamo no. L’Ulivo va diviso al voto sugli alpini. Assemblea nella notte per trovare una mediazione. DS per il no, la Margherita spaccata sceglie il sì; Scalfaro: «Il Governo non sostiene la dignità italiana»; Pasquale Cascella, Una occasione sprecata per l’alternativa;
p.9- Toni Fontana, Il titolare della Difesa non nasconde che in Afghanistan vi è uno scenario disastroso e che il terrorismo non è stato sconfitto. Mille uomini andranno da marzo sulle montagne. Dovranno intercettare i guerriglieri che filtrano dal Pakistan. Parziale ritiro dai Balcani. Martino ammette: missione a rischio. Il ministro conferma che i soldati dovranno combattere, ma sorvola su obiettivi e costi; t. fon., Enduring Freedom è guerra sui monti; Lina Tamburrino, Liberi dai Taleban
ma schiavi del caos. Il nuovo Stato democratico in Afghanistan fatica a nascere
«l’Unità», 4 ottobre 2002 [pp.1-4-p.6]
p.1- Titolo: La guerra di Bush colpisce l’Ulivo. Gli alpini partono non si sa dove e perché. Opposizione divisa in cinque mozioni. I DS votano no, Rutelli guida il sì. Fassino: per l’alleanza è il momento più critico;
p.1-p.3- Piero Sansonetti, Il day after dell’Ulivo; Pasquale Cascella, E adesso povero Ulivo?;
p.2- Toni Fontana, Gli alpini partono, l’Ulivo va in pezzi. Il Parlamento approva la missione in Afghanistan. I DS contro, la Margherita a favore; Sei mozioni, sei schieramenti. Il centrodestra approva i documenti presentati da UDEUR, SDI, Margherita; Più di 800 professionisti contro i taleban; Luana Benini, Franco Marini. Per il responsabile dell’organizzazione della Margherita era impossibile avvicinare posizioni troppo distanti «Una lacerazione che forse si rivelerà salutare» [intervista];
p.3- g. m., Rutelli: «Parlo per la Margherita e dico sì». Alla Camera spiega: «Per la prima volta non intervengo come leader della coalizione»;
p.4- Ninni Andriolo, «Per l’alleanza il momento più critico» Fassino: ora serve un chiarimento politico per aprire davvero una nuova stagione [intervista a Piero Fassino]; Virginia Levi, La città ospiterà un raduno nazionale organizzato dai Democratici di sinistra. Iniziative anche della CGIL e dei Social Forum. Firenze capitale della pace, sabato grande manifestazione DS;
p.6- m.ci., Il Polo esulta: opposizione allo sbando. Dalla maggioranza toni da requiem: con loro non ci può essere dialettica parlamentare; Natalia Lombardo, Il segretario del PDCI: sulla guerra le posizioni sono diverse, ma la sintesi è possibile. Diliberto: «C’è chi ha tentato d’imporre l’egemonia di una linea sull’altra» [intervista a Oliviero Diliberto]; Simone Collini, Il senatore DS: il mio dissenso non è dettato dalla coscienza, ma da considerazioni politiche. Debenedetti: «Un sì senza pentimenti
Più liberi quando si deciderà sull’Iraq» [intervista a Franco Debenedetti]
«La Stampa»
«La Stampa», 3 ottobre 2002 [pp.4-5]
p.4- Venti di guerra: le reazioni italiane; Emanuele Novazio, Martino: per gli alpini missione non simbolica. Oggi il voto finale, il ministro al Senato chiede il sì all’opposizione «Una scelta doverosa, guai a rompere il fronte anti-terrorismo»; Lettera di Macaluso dopo l’editoriale di Rusconi. DS, un Congresso straordinario per rimettere in rotta la nave;
p.5- I militari italiani in missione; Alfredo La Mattina, Sì della Margherita, no dei DS, Verdi e comunisti con una mozione alternativa. Ulivo in pezzi: divisioni e polemiche sulla guerra. Fallisce la mediazione, scambi di accuse tra i leader, oggi in aula divisi; Maria Teresa Meli, La convocazione dell’Assemblea per discutere dell’invio degli alpini incrina la coalizione. Ora è in bilico il ruolo di Rutelli. Amato: il no è una follia. Minniti: più facile riunire l’ONU; a. l.m., L’ex sottosegretario: «Sbagliato dire di no». Ranieri: agiamo come una forza di governo [intervista a Umberto Ranieri]
«La Stampa», 4 ottobre 2002 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Il Parlamento approva l’invio di un contingente in Afghanistan. Il ministro Martino: «Sarà una missione pericolosa». Via libera agli alpini, l’Ulivo a pezzi. Centrosinistra diviso in quattro. Rutelli: spinte disastrose; Editoriale, Luigi La Spina, L’Alleanza che divora i suoi capi;
p.2- Le reazioni. Berlusconi. Gasparri. Angius. Fassino; Amedeo La Mattina, Martino «Nessun legame con la guerra in Iraq che non è né imminente né inevitabile». Alpini a marzo in Afghanistan, sì del Parlamento. Drammatica spaccatura nell’Ulivo, in aula con quattro mozioni diverse; Fabio Martini, Il capogruppo DS: è stata una scelta di politica internazionale non interna. Violante: fare chiarezza nel centrosinistra. Basta distinzioni, siamo stati eletti insieme. «Non siamo contro l’invio di soldati italiani. Dovrebbero andare a rafforzare la sicurezza nelle città, non a vigilare sui confini» [intervista a Luciano Violante]; Al Senato. Sette i DS dissidenti; Antonella Rampino, L’ex azzurrro ha parlato come portavoce dei Comunisti italiani. Vertone, da Berlusconi a Cossutta;
p.3- Federico Geremicca, Personaggio. Il leader della Margherita dopol’intervento in aula: «Per la prima volta non parlo a nome di tutto il centrosinistra». Rutelli «Non sarò l’ennesimo caduto dell’Ulivo» [intervista a Francesco Rutelli]; Maria Teresa Meli, All’ex premier non va l’abbandono della linea riformista. Bertinotti: non è morto l’Ulivo, ma la Quercia. Il no alla guerra fa infuriare anche D’Alema. Duro coi DS: «Posso esprimere il mio disprezzo solo tacendo»; L’appello dopo aver votato no al Senato: decisione anticostituzionale. Cossiga: Ciampi blocchi l’invio dei nostri soldati;
p.4- Le operazioni italiane dalla Guerra del Golfo; Guido Novaria, Lo Stato maggiore: è Più rischioso di quello in Somalia. Sarà la brigata Taurinese a gestire l’intervento sulle montagne afghane. Vigilia di preparativi anche per altri militari del Terzo alpini, destinazione Macedonia. E il secondo reggimento è in partenza per la Bosnia nell’ambito dell’intervento NATO; Michael Steiner, Il rappresentante di Annan nella regione: fondamentale la vostra guardia di finanza per combattere la corruzione. «Nessuno più dell’Italia aiuta il Kosovo»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 4 ottobre 2002 [p.1]
La giornata in Italia. Alpini in Afghanistan: via libera dalle Camere, Ulivo a pezzi; «Ok, mister Rutelli». Ha retto l’urto antiamericano dei DS ed è diventato un leader (ma sulle macerie dell’Ulivo)
2002-10-02
Sergio Cofferati ormai ex segretario della CGIL, respinte le proposte di un impegno attivo nei Democratici di sinistra (DS), torna al suo precedente lavoro alla Pirelli. Per gran parte dell’opinionisti
politici e per il popolo del centrosinistra Cofferati si sta preparando a guidare il Nuovo Ulivo attraverso la ricerca e le attività della Fondazione Di Vittorio a cui ha dato vita.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 dicembre 2002 [p.8]
Giovanni Laccabò, «Caro Sergio, bentornato». L’affetto della vecchia Pirelli. Il rientro di Cofferati alla Bicocca, fra ricordi e novità
«La Stampa»
«La Stampa», 3 dicembre 2002 [p.10]
Brunella Giovara, L’ex segretario della CGIL ha incontrato i vecchi colleghi. Cofferati emozione e ricordi alla Bicocca. Orario lungo (dieci ore) per il suo primo giorno di lavoro; Roberto Giovannini, Il futuro: ribadito il no a Fassino, «Per ora niente politica attiva». Intorno a lui lavora un pool di «cervelli». La Fondazione elaborerà le strategie economiche della sinistra
2002-10-03
Iraq
Hans Blix, capo degli ispettori dell'Onu, riferisce al Consiglio di sicurezza sugli accordi
presi a Vienna e su come intende procedere con i sopralluoghi negli arsenali di Saddam Hussein. Ma Stati Uniti e Gran Bretagna, che non vogliono il ritorno degli ispettori in Iraq senza prima
aver ottenuto l'approvazione di un documento che affermi che nel caso di una mancata collaborazione da parte del regime di Bagdad, ci sarà il via libera all'intervento militare.
La Cina ritiene necessario il ritorno degli ispettori in Iraq e insiste per una soluzione politica alla crisi irachena
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 ottobre 2002 [pp.7-8]
p.7- Roberto Rizzo, Il segretario di Stato Powell: «Dobbiamo disarmare Saddam a ogni costo, la situazione al Consiglio di sicurezza è intricata ma sono ottimista». L’aviazione americana ha
bombardato la zona di non volo e lanciato migliaia di volantini: tolleranza zero contro ogni iniziativa della contraerea irachena. Iraq, la relazione degli ispettori spacca l’ONU. Blix: pronti a partire. Cina, Russia e Francia d’accordo. Bush e Blair dicono di no; Incontro a Parigi. Chirac e Schröder d’accordo
No ad avventure militari; Risoluzione. Pressing della Casa Bianca sui democratici al Senato; Giancesare Flesca, Kofi, l’amico-nemico degli USA;
p.8- Lina Tamburrino, Pechino: prioritario il ritorno degli ispettori. Improbabile un baratto fra il sì alla guerra di Bush e un via libera USA all’annessione di Taiwan. Jiang Zemin vuole avere voce
nelle vicende mediorientali per non essere tagliata fuori dal controllo delle risorse energetiche in quell’area. La Cina insiste: soluzione politica alla crisi irachena;
2002-10-04
Nel corso del Congresso dei penalisti che si svolge a Sirmione duramente contestato il ministro della Giustizia Roberto Castelli. Gli avvocati contestato nel tono e nei contenti le argomentazioni del ministro sull’articolo 41 bis e la sua estensione a terroristi.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 5 ottobre 2002 [p.15]
Renato Rizzo, Infuocata assemblea dell’Unione Camere penali. Il guardasigilli replica: «Dalla mia parte 57 milioni di italiani». Fischi e urla contro Castelli che parla del 41-bis: «Razzista»
2002-10-04
Si svolge a Capri il Convegno dei giovani industriali. Il presidente del Senato Marcello Pera intervenendo pone il problema dell’urgenza delle Riforme istituzionali. Il quotidiano «Il Foglio» pubblica il testo dell’intervento definendolo «il manifesto di un Governo liberale». Il governatore di Bankitalia sollecita il Governo per uno Stato più snello e per una maggiore flessibilità nel mondo del lavoro. Il presidente della Confindustria chiudendo il Convegno critica duramente la proposta di Finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri, una significativa presa di distanza da un Governo che ha sinora apertamente sostenuto.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 ottobre 2002 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: «La più brutta finanziaria mai vista». D’Amato guida la rivolta degli industriali contro Berlusconi: non vogliamo toppe a colori. Tremonti sostiene invano che non conoscono la manovra. Il governo sempre più isolato;
p.7- Bianca Di Giovanni, La mossa obbligata del leader degli industriali che dopo aver scommesso sul centrodestra oggi si ritrova con niente in mano. Il controcanto del governatore che chiede uno Stato
più snello, una pubblica amministrazione più efficiente e maggiore flessibilità nel mercato del lavoro. D’Amato: è la Finanziaria peggiore. Affondo di Confindustria contro il governo. Fazio si appella al Parlamento: le lobby non condizionino le riforme
«Il Foglio»
«Il Foglio», 5 ottobre 2002 [p. III]
Marcello Pera discorso pronunciato ai Giovani industriali, Capri 4 ottobre 2002, Qui si fa la riforma o si muore Pera espone il suo manifesto per un governo liberale; Una Confindustria «di lotta» e l’ipotesi di un’eccezione FIAT per la Dit
2002-10-05
Manifestazioni della pace a Milano, Torino, Firenze, Roma, Napoli, Venezia e in numerose altre città. Nelle piazze e nei cortei, con modalità diverse e diverse composizioni, il popolo della pace, i girotondi, le associazioni, con loro i DS, i Verdi, il PCDI, la CGIL. Dopo il voto sulla missione in Afghanistan l’Ulivo cerca di ritrovare l’unità. I partiti discutono la proposta avanzata dal segretario DS di un’Assemblea di tutti i parlamentari della coalizione. Sulle alleanze, un nuovo Ulivo, i rapporti fra i partiti e la società civile, Francesco Rutelli discute in una partecipata assemblea insieme a Massimo Cacciari e Paolo Flores d’Arcais direttore della rivista «MicroMega».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 ottobre 2002 [pp.1-4-pp.30-31]
p.1-p.3- Piero Sansonetti, Manifestazioni. Cento città sfilano in corteo. Una bella giornata di pace;
p.1-p.4- Ninni Andriolo, Trentamila a Firenze con il leader Ds. Rutelli a Milano: ognuno deve rinunciare al proprio egoismo. Voci dell’Ulivo, voci della piazza. Fassino dice: nessuno può fare da solo;
p.1-p.31- Editoriale, Furio Colombo, Afghanistan il giorno del voto nel buio; Livia Turco, Dai partiti alla strada;
p.1-p.30- Francesco Pardi, Dalla strada ai partiti;
p.2- Marco Tedeschi, Milano invasa da un corteo allegro, variopinto e rumoroso. Giovani, extracomunitari, associazioni umanitarie dicono no alla guerra di Bush. «I conflitti non servono a niente». Davanti al consolato degli Stati Uniti bruciata una bandiera con la parola pace che qualcuno vuole mandare in fumo. «Vogliamo una pace senza se e senza ma», Il leghista Calderoli non gradisce e non capisce: il pacifismo nasconde il terrorismo; Marco Bucciantini, A Firenze sfilano Ds e Social Forum. Trentamila in corteo con Fassino. Al mattino corteo di No Global e Verdi; Federica Fantozzi, Tiziano Terzani scrittore e giornalista. Lo scrittore ha manifestato con il Social Forum e i DS. «Uniti o rischiamo di buttare la nostra civiltà». «Dalle divisioni nasce la violenza» [intervista];
p.3- Napoli. I cartelli militari usati come pacifico scudo; Venezia. Occupato per due ore il consolato di Blair; Torino. Sermig e Social Forum uniti nel no al conflitto;
p.4- Simboli politici e piante: soprattutto curare la base; p.c. (Pasquale Cascella), DS, i liberal riaprono i giochi. Morando ai «riformisti più coerenti» della maggioranza: «Lavoriamo insieme»
«l’Unità», 6 ottobre 2002 [p.6]
Gianni Laccabò, Il leader della Margherita parla a Milano: no all’antiamericanismo e al riformismo inteso come inciucio con l’avversario. Cacciari: crisi salutare, quando si tocca il fondo di solito si rimbalza Flores d’Arcais: decidano anche i politici del tempo libero. Rutelli: senza egoismi possiamo rinascere. Ulivo, un nuovo patto tra la classe dirigente che non deve ignorare le richieste della base; Aldo Varano, Gavino Angius capogruppo DS al Senato. Noi DS non vogliamo restare fermi. Dobbiamo fare di tutto per ricostruire l’alleanza, il governo è isolato e in grande difficoltà
«Non rinunciamo all’Ulivo, è la nostra speranza» [intervista]
2002-10-06
Bosnia.
Elezioni politiche. Vincono le tre formazioni nazionaliste (SDA per i musulmani, SDS per i serbi e HDZ per i croati, a cui spetta esprimere i membri della presidenza collegiale, sconfitto il principale partito multietnico
2002-10-07
FIAT
Dopo il rilevamento dell’immatricolazione che fanno segnare una perdita del 7,5% rispetto all’anno precedente la FIAT ipotizza tagli strutturali a Termini Imerese e Arese e interventi marginali a Mirafiori. Come reazione i sindacati confederali disdettano il contratto, avviando la vertenza per il rinnovo. L’8 ottobre i tagli sono confermati: 8000 posti. Il 9 sciopero generale a Terminio Imerese, un corteo di lavoratori attraversa la città. Il 10 ottobre l’annuncio ufficiale che coinvolgerà il 215 dei lavoratori FIAT. L’11 sciopero generale di 4 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo.
2002-10-08
Nobel per fisica a Riccardo Giacconi, nato in Italia ma dal 1977 cittadino americano, direttore dell’istituto di Baltimora che gestisce il telescopio spaziale Hubble
2002-10-09
EU- Prodi annuncia allargamento dell’Europa, 10 Paesi candidati: Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia. L’adesione avverrà nel 2004.
2002-10-10
< Sedute successive L. 261/2002 Camera dei deputati 25-26 settembre 2002
Camera dei deputati: seguito della discussione e approvazione con 307 voti a favore e 253 contrari la proposta di legge già approvata dal Senato «Modifica degli articoli 45, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale» (legge Cirami). Il testo passa al Senato che dopo la discussione nelle Commissioni inizia la discussione nelle sedute del 15-22 ottobre 2002.
«Gazzetta Ufficiale», 7 novembre 2002, n. 261 [pp.4-8]
pp.4-6- Legge 7 novembre 2002, n. 248. Modifica degli articoli 45, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale;
p.6- Lavori preparatori;
pp.6-8- Note
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 10 ottobre 2002
Seduta n. 2002- 10 ottobre 2002 [video della seduta]
Proposta di legge: Modifica degli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale (approvata dal Senato) ed abbinate. Seguito della discussione e approvazione.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 2002 [pp.1-3]
pp.1-2- Vincenzo Vasile, La maledizione Cirami: destra spaccata. Camera, il legittimo sospetto passa per un pugno di voti. Rissa tra AN e gli ex DC della maggioranza. L’UDC chiede un chiarimento. Un’opposizione durissima manda in frantumi la Casa delle libertà;
p.1- A.P: (Antonio Padellaro), La forza delle buone ragioni;
p.2- Rognoni: premio Caraceni per leggi su misura; Sondaggio Rcf: premio Pinocchio al premier; Pasquale Cascella, La seconda abiura di Casini;
p.3- Luana Benini, Il testo ottiene 307 sì e 253 no la maggioranza in pratica incassa una quarantina di voti in meno rispetto al suo potenziale. L’Ulivo affida la dichiarazione di voto allo speaker Franceschini: «Per salvare Previti si apre una ferita nella democrazia». La legge Cirami c’è, restano legittimi sospetti. Passa alla Camera, pressioni del Quirinale sul maxiemendamento. Ora l’ultimo atto al Senato; Cosa dice il nuovo testo (scheda); lu. b., L’Ulivo manca il colpo grosso. Sul terzo emendamento assenti molti deputati e finisce pari. Errore tecnico di Fassino; Marcella Ciarnelli, Il premier usa il fondatore di San Patrignano per difendere la sua legge e aggiunge: «Nessun problema con il capo dello Stato». Berlusconi: «Muccioli non avrebbe subito alcun processo...»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 11 ottobre 2002 [p.3]
Fassino sbaglia a votare e la barca della legge Cirami va
Sedute successive L. 261/2002 Senato della Repubblica 23 e 24 ottobre 2002 >
2002-10-10
Crisi occupazionale alla FIAT e in altri settori industriali. A rischio quasi 200 mila posti di lavoro. Manifestazioni e scioperi. Il giorno dopo il segretario del DS, Piero Fassino, guida una delegazione del partito a Termini Imerese e parla ai cancelli della fabbrica.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 2002 [p.1-pp.5-7]
p.1- Titolo: Il miracolo economico: 200mila posti a rischio. Non solo FIAT, tagli anche in altri settori. Proteste a Termini Imerese e Arese, oggi lo sciopero;
p.5- Giovanni Laccabò, Non solo FIAT, la crisi morde l’occupazione. Costruzioni, chimica, banche, grande industria: circa 200mila posti in pericolo; Occupazione a rischio (tabella); Bianca Di Giovanni, Sulla Finanziaria, dopo l’invito di Casini a cambiare, i centristi della maggioranza preparano un’ondata di emendamenti. C’è un buco di 22 miliardi nei conti di Tremonti;
p.6- Aldo Varano, Termini Imerese resiste: «Dobbiamo farcela». «Se perdiamo il posto è la fine». Oggi Fassino porta la solidarietà dei DS agli operai in lotta; gi. ca., Arese. Alfa Romeo, la protesta
blocca l’autostrada; Vincenzo Consolo scrittore. «Adesso risponda Forza Italia che ha fatto con le sue promesse il pieno dei voti». L’ultima rapina alla mia Sicilia lasciata tra il deserto e la mafia [intervista];
p.7- Marcella Ciarnelli, «Nemmeno una lira per salvare la Fiat». Berlusconi: sto riflettendo, è un problema difficile. Marzano: deve pagare l’azienda; Felicia Masocco, Oggi lo sciopero unitario
si fermano le fabbriche. Rinaldini (FIOM): gli ecoincentivi non servono, ci vuole un piano; Angelo Faccinetto, Pierluigi Bersani responsabile economico DS. Prima di andare a negoziare con General Motors garantire la presenza italiana. Rafforzare il Lingotto con nuovi partner finanziari [intervista];
Appello a Ciampi dei vescovi siciliani: una chiusura inaccettabile
«l’Unità», 12 ottobre 2002 [p.1-p.6]
p.1-p.6- Aldo Varano, Scioperi. Migliaia in tutta Italia. Fassino: «Questa fabbrica deve vivere»
Il leader Ds dice no alla cassa integrazione a zero ore. Violante: siamo con voi;
p.6- Protesta. Io sindaco a digiuno non lascio gli operai [intervista a Luigi Purpi]; Claudio Pappaianni, Riuscito lo sciopero nello stabilimento napoletano dove si producono le vetture di successo Alfa 147 e 156. Pomigliano: «Abbiamo paura anche noi»; Lunedì per quattro ore si ferma Arese
2002-10-10
DS: alla vigilia di una Direzione, prevista per il 14 ottobre e che si preannuncia molto accesa, il settimanale «Panorama» pubblica un’intervista di Pietro Folena della minoranza DS che accusa il presidente Massimo D’Alema di considerare la sinistra interna un «virus» e di volerla fuori del partito e che polemiche e scontri interni mettono sempre più in discussione le ragioni dell’unità. Per rasserenare il clima, in vista della Direzione, il segretario Piero Fassino incontra il gruppo dirigente dell’Associazione «Aprile» guidato da Giovanni Berlinguer.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 2002 [p.8]
Giuseppe Vittori, L’esponente della minoranza DS su «Panorama» a testa bassa contro il presidente della Quercia: «Non si vedono più le ragioni per stare insieme». Replica Vannino Chiti «Non diffondiamo veleni». Il segretario incontra esponenti del correntone e invita a smorzare i
toni polemici. «Nessuna resa dei conti nella Quercia». Fassino rassicura la minoranza. Ma Folena attacca D’Alema: «Ci considera un virus, ci vuole fuori dal partito»; Simone Collini, «Un invito troppo unilaterale, per questo non l’ho firmato». Caldarola: «Un errore politico il documento sullo sciopero CGIL» [intervista a Giuseppe Caldarola]; f. fan. (Federica Fantozzi), «L’idea era di richiamare tutti i sindacati ad uno spirito unitario». Benvenuto: «Quell’appello era rivolto a tutti, non solo ad Epifani» [intervista a Giorgio Benvenuto]
2002-10-10
USA- Iraq
La Camera dei deputati USA approva una risoluzione che consente al presidente Bush di usare la forza militare contri l’Iraq anche senza il consenso delle Nazioni Unite. La risoluzione ha ottenuto 296 voti a favore e 133 voti contrari. I Democratici si sono divisi, 81 parlamentari hanno votano contro nonostante il loro capogruppo avesse partecipato alla scrittura del testo. Fra i repubblicani 6 voti contro. Il giorno dopo la stessa risoluzione è votata al Senato: 77 voti a favore e 23 contrari.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 2002 [p.1-p.12-pp.30-31]
p.1- Titolo: Iraq. Camera USA primo sì alla guerra;
p.1-p.30- Robert Byrd, Perché dico no a Bush;
p.1-p.31- Mario Soares, Il potere non è la forza;
p.12- Roberto Rezzo, Sei repubblicani votano no. Anche il Senato è in dirittura d’arrivo. Daschle: sono convinto che in questo momento l'America debba parlare con una voce sola. Iraq, la Camera USA dice sì a Bush. I democratici si dividono. 81 si schierano con la Casa Bianca, 126 contro l’attacco preventivo; Gianni Marsilli, Guerra a Saddam, la virata di Blair. Da fedelissimo di Bush a tessitore. La missione a Mosca decisiva per trovare un’intesa all’ONU
«l’Unità», 12 ottobre 2002 [p.12]
Roberto Rezza, Ted Kennedy ha votato contro. L’ex first lady Hillary Clinton ha detto sì: «È stata la decisione più sofferta della mia vita».Putin a Blair: voteremmo una nuova risoluzione ONU solo se
favorisse le ispezioni. Baghdad si dice pronta per la visita di Blix ma tace sulle modalità dei controlli. Iraq, Bush incassa anche il sì del Senato. La risoluzione che autorizza l’uso della forza passa con 77 voti a favore e 23 contrari; ro.re., Protettorato USA per il dopo Saddam. Secondo il New York Times sarebbe allo studio una soluzione simile a quella del Giappone nel ’45; c.z., Ha perso un figlio nell’attentato in Kuwait, chiede che l’altro torni a casa. Una madre implora Bush: salvate il marine Sledd; L’importatore della Zam Zam Cola, bibita alternativa al marchio USA. «Bevete la Coca islamica aiuterete i bimbi palestinesi»
2002-10-10
Israele Palestina
Attentato suicida su un autobus alla periferia sud est di Tel Aviv. La prontezza dell’autista evita una strage. Tuttavia l’esplosione del Kamikaze provoca la morte di un’anziana palestinese e dello stesso attentatore.
Continuano gli scontri a sud della striscia di Gaza. A Rafah un bambino di 12 anni e un ragazzo di 18 sono uccisi dai soldati israeliani
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 2002 [p.13]
Umberto De Giovannangeli, L’attentato rivendicato da Hamas. Incursione dell’esercito israeliano nel campo profughi di Rafah: uccisi due ragazzi palestinesi. Tel Aviv, autista eroe evita la strage. All’uomo bomba è stato impedito di salire sull’autobus. Due morti e decine di feriti; Il padre di un kamikaze: sacrifici vani; u.d.g., Sangue donato in nome della pace
2002-10-11
I girotondi in piazza contro la legge Cirami. A Roma corteo con fiaccolata da piazza Santi Apostoli fino a vicino al Quirinale. I girotondi chiedono al presidente della Repubblica di non firmare la legge che approvata il giorno prima alla Camera ora passa all’esame del Senato. Pochi i politici dell’Ulivo presenti fra questi Giovanni Berlinguer, Giovanna Melandri dei DS, Antonio Di Pietro (Italia dei Valori), Rosi Bindi (Margherita), Paolo Cento (Verdi) e Marco Rizzo (PDCI). Sit-in e proteste anche a Milano e Napoli.
Nel centro destra si cerca di superare i dissensi e i contrasti che si sono manifestate in occasione del voto alla Cirami. Il presidente del Senato, Marcello Pera cerca di abbreviare i tempi per il voto sulla legge.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 2002 [p.4]
Simone Collini, Nella capitale l’appuntamento è per le 19 in piazza Santi Apostoli. Anche a Milano e a Napoli manifestazioni contro la legge salva Previti. All’appello l’adesione della Margherita e dei Verdi: «Confermata l’arroganza della destra, vuole piegare la giustizia ai propri interessi». «Intervenga Ciampi», Girotondi in tutt’Italia. In corteo a Roma vicino al Quirinale. «Cirami iniqua, il capo dello Stato non la firmi»; Marco Travaglio, Criminal Day; Susanna Ripamonti, I processi non si fermano. Ma manovre dilatorie possono ostacolare la requisitoria della Boccassini
«l’Unità», 12 ottobre 2002 [pp.1-4-p.30]
p.1- Titolo: «Chiediamo a Ciampi di non firmare la Cirami». Fiaccolate dei girotondi a Roma e Milano. Ma Pera ha fretta e al Senato è già scontro;
p.1- p.30 Editoriale, Antonio Padellaro, L’opposizione non fa sconto;
p.2- Nedo Canetti, Pera ha fretta, sulla Cirami è già scontro. In Senato si va in commissione Giustizia per fare presto. Angius: «Perché non possiamo fare come alla Camera?»; Bruno Miserendino, Stefano Passigli senatore DS. «Il testo in discussione è peggiorato. Non servono i girotondi, i leader del centrosinistra devono salire al Quirinale con un passo formale». «L’Ulivo dovrà chiedere a Ciampi di non firmare, se la legge non cambierà» [intervista]; Susanna Ripamonti, Il giorno dopo l’approvazione della legge Cirami, al processo Sme scintille tra l’avvocato Perroni e la pm. Tra obiezioni e repliche offensive l’udienza viene sospesa. Il teste ritratta e la difesa di Previti s’innervosisce: Boccassini, stia zitta;
p.3- p. s., Moretti: «Ciampi può dire di no». In diecimila a due passi dal Colle. Il regista: «Se la sinistra saprà essere riformista, sarà come fare la rivoluzione»; Sylos e Veltri ai movimenti
«C’è un eccesso di verticismo»; Vincenzo Vasile, Ma il capo dello Stato non ha mai dato assensi.
Quirinale in attesa sulla Cirami. Non gradita la chiamata in causa del Polo sul maxiemendamento;
p.4- Natalia Lombardo, Fare pace con la commissione su Tangentopoli. Fini si scusa con Follini e ammalia Bobo Craxi con la proposta. L’irritazione dei centristi resta; Marco Travaglio, Dite qualcosa di destra; Pasquale Cascella, La partita aperta tra gli ex DC. L’UDC, spiazzata, teme l’annientamento dell’ala moderata della Destra; f. fan. (Federica Fantozzi), La Corte di Giustizia sarà chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità della normativa con il diritto comunitario su richiesta del tribunale di Lecce. Il falso in bilancio al vaglio dell’Unione europea
2002-10-11
Il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, e il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, in audizione alla Commissione Bilancio della Camera criticano la legge Finanziaria. Per il presidente della Confindustria una legge che colpisce le imprese e penalizza il Sud. Il governatore della Banca d’Italia critica l’aumento della pressione fiscale e il condono, torna sulla richiesta di tagliare le pensioni.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 ottobre 2002 [p.8]
Bianca Di Giovanni, Il presidente della Confindustria attacca la Finanziaria con toni inusuali: è immorale, colpisce le imprese, penalizza il Sud. Via Nazionale, al solito chiede di tagliare le pensioni
ma critica duramente l’esecutivo: la pressione fiscale aumenta e il condono non va. Fazio e D’Amato affondano Tremonti. Il Governatore: se non fossero intervenute le banche la FIAT non ci sarebbe più; b. d.g., Privatizzazione. Prodi: ciclo finito ora liberalizzare;
2002-10-11
Nelle fabbriche FIAT cresce la protesta operaia. Il segretario della FIOM, Rinaldini, lancia la proposta dello sciopero generale.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 ottobre 2002 [p.7]
Massimo Burzio, L’annuncio del presidente al Wall Street Journal. Chiamparino: allora il management. non conta più nulla. Grande partecipazione alla protesta di ieri nelle fabbriche. Rinaldini: sciopero generale. dei metalmeccanici per difendere i posti di lavoro. Fresco: «Venderemo la Fiat Auto». È solo un problema di prezzo e di tempi la cessione a General Motors. Vola il titolo in Borsa; FIOM di Melfi: riduciamo l’orario contro la crisi; Angelo Faccinetto, E Termini? Il premier racconta barzellette. Berlusconi: lo Stato farà la sua parte, incontro con il Lingotto nel week end. Fallisce il vertice sul Sud; Bruno Marolo, Nel 1980 la casa automobilistica sembrava ormai morta. Il presidente Carter concesse un prestito di 1,5 miliardi di dollari che Iacocca rimborsò poi a Reagan
Quando la Casa Bianca salvò la Chrysler dal fallimento
2002-10-11
A Oslo il Nobel per la pace viene assegnato a Jimmy Carter, presidente degli Stati Uniti dal 1977 al 1981. Illustrando le motivazioni del riconoscimento, il presidente della giuria afferma senza mezzi termini che: «vista la posizione che Carter ha assunto sulla questione irachena, il premio può e deve essere visto come una critica alla linea presa dall’attuale amministrazione statunitense».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 ottobre 2002 [p.1-p.13-p.30]
p.1-p.13- Siegmund Ginzberg, A Jimmy Carter il Nobel contro la guerra. La giuria: è anche un premio contro Bush. L’ex presidente: sull’Iraq avrei votato no;
p.1-p.30- Jimmy Carter, Senza l’ONU non c’è soluzione;
p.13- Marcella Ciarnelli, E perché a Silvio no? [corsivo]; Soddisfatti Cuba, Onu, Karzai, Prodi; Le motivazioni del presidente della giuria
2002-10-12
Bali (Indonesia)
Nella zona di Kata Beach dell’isola di Bali un gruppo di Kamikaze fa esplodere un’autobomba davanti a due discoteche affollate di turisti. L’esplosione provoca un grande incendio che devasta l’intero quartiere. Terribile il bilancio: 190 morti, per la maggioranza turisti fra cui un italiano. In contemporanea una bomba esplode senza provocare vittime nei pressi del consolato americano. Le indagini portano a identificare come autore degli attentati il gruppo integralista islamico «Jemaah Islamiyah» guidato dal leader religioso Baashir. Il 16 ottobre un ex ufficiale indonesiano confessa di aver fabbricato la bomba usata nell’attentato e il 19 ottobre viene arrestato Baashir e successivamente è arrestato Abdul Azis capo del commando terrorista.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 ottobre 2002 [p.9]
m. ver., L’episodio più grave alle 23 in un night club di Kuta Beach il fuoco ha invaso anche i locali vicini, provocando un massacro. Bomba in discoteca, strage fra i turisti a Bali. Oltre cinquanta i morti, una seconda esplosione vicino al consolato USA; Fabio Galvano, L’arcipelago di mille conflitti
«La Stampa», 14 ottobre 2002 [p.1-pp.4-6]
p.1- Titolo: Trecento feriti, tra gli italiani solo 6 contusi. Allarme tra i tour operator. Il Governo indonesiano manda in campo l’esercito. Bali, c’è Al Qaeda dietro la strage. Nell’attentato 187 morti. Bush: «terrorismo codardo»; Editoriale, Fiamma Nirenstein, L’odio ogni giorno;
p.4- Il premier Berlusconi: più forte la nostra determinazione a combattere il terrorismo; Il presidente Ciampi: «Un atto gravissimo che lacera le nostre coscienze»; e. st., Per gli italiani tanta paura ma nessun ferito grave. I sei ricoverati già dimessi dall’ospedale; Dopo l’esplosione nel locale scomparsi 11 giocatori su 16. Dispersa la squadra di rugby di Hong Kong; Flavia Amabile, «La terra tremava sotto i piedi». Un ragazzo: dopo le esplosioni buio e urla; Fiamma Nirenstein, Dopo la fuga della leadership di Al Qaeda dall’Afghanistan un attentato vuol dire mostrare potenza e ubiquità. Il messaggio è chiaro: possiamo colpire ovunque;
p.5-Un paese nel mirino del terrore. L’arcipelago più turbolento del mondo; m. ver., Sotto accusa il gruppo integralista indonesiano Jemaah Islamiya. Sull’autobomba di Bali lo spettro di Al Qaeda. La strage nel night ha fatto 187 morti e 281 feriti; L’isola in cifre (scheda); Francesco Sisci, L’arcipelago è il terreno più fertile dell’Asia per le trame di Osama Bin Laden. Miccia islamica nella polveriera Indonesia. Tredicimila isole in ebollizione fra scontri etnici e religiosi;
p.6- La Casa Bianca il dito puntato contro Al Qaeda; m.mo., Contatti telefonici fra Casa Bianca e presidente indonesiano. Bush: uniamoci per sconfiggere questi assassini. «Ho pregato per le vittime». Ha assicurato il «pieno sostegno degli Stati Uniti» nel fronteggiare l’emergenza. Dal Dipartimento di Stato avviso agli americani di Giakarta: «Minaccia crescente»; Maurizio Molinari, William Liddle, docente all’Università dell’Ohio e maggior esperto americano di questioni indonesiane. «La sfida politica della Jamaa Islamiya», Colpire i turisti per screditare il Governo di Sukarnoputri [intervista]; Aldo Cazzullo, L’isola dove etnie e culture si mescolavano e l’odio non attecchiva. Gli dei della tolleranza non abitano più qui
2002-10-13
FIAT
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, incontra ad Arcore nella sua residenza il vertice della FIAT che presenta il piano di rilancio che confermando l’impegno nell’auto considera necessari i tagli all’occupazione. A conclusione dell’incontro è approvata la costituzione di un «tavolo tecnico» che dovrebbe studiare e definire entro la fine di ottobre ipotesi strategiche di risoluzione della crisi dell’azienda. Continua la mobilitazione a Termini Imerese in programma altre 12 ore di sciopero.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 ottobre 2002 [pp.4-5]
p.4- I commenti dei sindacati e dei governatori; Pezzotta: voglio vedere le strategie operative. La CGIL: seguiamo l’esempio del caso Volkswagen; Ghigo: bisogna superare le difficoltà. Storace: Regioni coinvolte nella vertenza; Flavia Podestà, L’obiettivo è eliminare l’eccesso di produzione si studiano le diverse soluzioni. Il Lingotto: i tagli necessari per il rilancio. Fresco dal premier col piano industriale che conferma l’impegno nell’auto; Severino Poletto, Il presule di Torino esorta alla massima responsabilità. «Lo sforzo di tutti, senza cedere al pessimismo». Il cardinale: sono disponibile a coordinare un incontro ad alto livello; L’arcivescovo di Milano Tettamanzi «Non lasciate nulla d’intentato»; Prodi preoccupato «Vedremo quali mosse fare»;
p.5- Maggioranza e opposizione. Il premier. Alemanno. Violante. Fassino; m. sen. (Mario Sensini), Maroni: la nostra prima preoccupazione è quella di salvare i posti di lavoro. Crisi dell’auto, oggi l’incontro fra Governo e FIAT. Berlusconi: siamo impegnati a risolvere il caso e abbiamo qualche idea; Francesco Manacorda, Parla il commissario tedesco per gli investimenti esteri. «Problemi che non dipendono solamente dall’azienda». Kopper: il gruppo merita la comprensione di chi per tanto tempo ha tratto beneficio dalla sua esistenza, dall’indotto ai sindacati [intervista a Hilmar Kopper]; «Garanzie per Termini o niente Finanziaria». I parlamentari siciliani della maggioranza difendono l’impianto
«La Stampa», 14 ottobre 2002 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Incontro ad Arcore tra Berlusconi e i vertici dell’azienda. «Valuteremo soluzioni di mercato». Ancora scioperi a Termini Imerese. IL Governo: «La FIAT sarà rafforzata». Subito un tavolo tecnico per risolvere i nodi e salvare i centri produttivi;
p.2- Sotto la lente di Bruxelles. Ogni intervento dovrà passare al vaglio della Commissione UE; r. r., Fassino: la FIAT deve fare accordi con un altro grande gruppo per poter competere con gli altri produttori. «Impegni da chiarire, bene il riferimento al mercato». L’opposizione incalza il Governo. Micciché: Sud salvo; Maurizio Molinari, Il docente dell’Università di California: serve un’inversione di tendenza per aumentare le vendite. «È colpa della domanda globale che non c’è». Lichtenstein: un New Deal per rilanciare i paesi in via di sviluppo [intervista a Nelson Lichtenstein]; La protesta a Termini Imerese: altre 12 ore di sciopero. Il presidente della Regione Cuffaro: pronti a investire. Messa dell’arcivescovo di Palermo davanti allo stabilimento;
p.3- Il piano del Lingotto; Francesco Manacorda, Palazzo Chigi conferma: bisogna trovare un sentiero di innovazione per salvaguardare i centri produttivi. «Subito un tavolo per risolvere la crisi dell’auto». Berlusconi incontra i vertici FIAT: stiamo studiando un rafforzamento strategico; Flavia Podestà, Si cerca una ricetta per rilanciare l’industria motoristica e proteggere l’occupazione. Il premier: soluzione entro la fine del mese. Clima cordiale di cooperazione nell’incontro a villa San Martino. Il Cavaliere sprona ministri e azienda: due settimane per chiudere; Fulvia Caprara, Il cantante porta le difficoltà dell’industria sulla prima rete TV. Morandi canta: la FIAT siamo noi
2002-10-14
DS Direzione nazionale: si cerca una difficile unità. Fra maggioranza e minoranza di sinistra restano i punti di maggiore divisione: l’atteggiamento di fronte alla guerra, le prospettive dell’Ulivo, il principio di decisione a maggioranza.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 ottobre 2002 [p.6]
red. pol., Oggi la riunione della Direzione Ds dopo le concitate giornate del voto sugli alpini e della crisi dell’Ulivo. La minoranza ds attende dal discorso del leader un accenno sul confronto interno
Liberal e dalemiani invece la sottolineatura dello schieramento riformista. Quercia, Fassino prova la difficile unità. Il segretario DS deciso alla riaffermazione della sua maggioranza. Ma senza strappi; Federica Fantozzi, «Sulla Cirami l’autonomia di valutazione di Ciampi va rispettata». Chiti: «Diamo priorità ai problemi dell’Ulivo» [intervista a Vannino Chiti]; Natalia Lombardo, «Partiamo dalle questioni concrete, a cominciare dalla crisi FIAT». Berlinguer: «Chiediamo solo di aggiornare la linea di Pesaro» [intervista a Giovanni Berlinguer]
«l’Unità», 15 ottobre 2002 [p.1-pp.6-7]
p.1-p.7- Ninni Andriolo, Fassino: questa destra non regge. La Direzione DS dà via libera alla linea del segretario: rafforzare subito l’Ulivo;
p.1-3- Piero Sansonetti, Due idee di sinistra;
p.6- g.v., Il presidente dei DS lancia una proposta sui temi del governo mondiale: sui conflitti maggiore responsabilizzazione di ONU ed Europa. Un segnale alla minoranza: «Le differenze? «Sono una ricchezza, nel contesto di un rilancio del progetto dell’Ulivo. Se invece lo paralizzano sono un disastro». D’Alema: sulla guerra il richiamo all’articolo 11 non basta più. Berlusconi? «Tratta sulla FIAT, calcolando se può manomettere l’indipendenza di Corriere e Stampa»; La relazione di Fassino (stralci);
p.7- Hanno detto: Cesare Salvi, Massimo D’Alema, Fulvia Bandoli, Luciano Violante; p. s., Napolitano: «Quello dei girotondi un corteo chiaramente polemico» [intervista a Giorgio Napolitano]; Simone Collini, I fronti del dissenso: guerra all’Iraq, l’Ulivo e il principio di decisione a maggioranza. Mussi: si sta reintroducendo il centralismo democratico. La minoranza DS dice no, è separazione consensuale
«La Stampa»
«La Stampa», 14 ottobre 2002 [p.10]
Antonella Rampino, Si riunisce oggi la Direzione della Quercia. Sulla guerra all’Iraq i DS avanti divisi. Il correntone aprirà la discussione con un documento proprio ma per evitare ulteriori spaccature non chiederà di votarlo. Fassino: «Il tempo della radicalizzazione dello scontro è finito»
«La Stampa», 15 ottobre 2002 [pp.8-9]
p.8- Maria Teresa Meli, A differenza di Pesaro stavolta c’è anche il sì dei liberal. DS, segretario e presidente impongono la linea riformista. D’Alema: «Prendiamo nelle nostre mani la bandiera dell’Ulivo». Il Correntone polemico: «Vogliono fare il governo Fazio», Il prossimo banco di prova è atteso sull’attacco a Saddam; r.r., Vita: la distanza fra noi è aumentata. «Sull’Iraq accordo impossibile»;
p.9- Aldo Cazzullo, Parla il segretario della Quercia. «Scissione? No, siamo nella situazione di molti altri progressisti europei. Anche nell’SPD c’è una sinistra interna, e dentro il Labour ci sono i sindacalisti conservatori alla Scargill e pure i trotzkisti». Fassino: «Dopo i giorni difficili ora siamo più forti». «È un mito che il popolo dei girotondi sia diverso dal popolo dei partiti. In quella piazza c’erano moltissimi dei nostri, e abbiamo lavorato noi per riempirla» [intervista a Piero Fassino]; r.i., Boselli «L’Ulivo stia in guardia sui blitz del Cavaliere
2002-10-14
Iraq
Elezione per il presidente irakeno. Candidato unico Saddam Hussein, confermato per i prossimi sette anni.
2002-10-15
Forum a «La Stampa» con Romano Prodi, presidente della Commissione Europea.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 ottobre 2002 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Forum a «La Stampa» con il presidente della Commissione Europea. «Ci sono strumenti su cui riflettere». Prodi: l’Italia senza industria non esiste. Monti sulla FIAT: l’UE deve approvare ogni intervento;
p.1- Il Forum a «La Stampa» con il presidente della Commissione Europea. La FIAT. Le nostre aziende. Il continente. Il patto di stabilità. Prodi: «Non ci può essere un’Italia senza industria»;
p.2- Il Forum a «La Stampa» con il presidente della Commissione Europea. La Russia. L’allargamento. L’Irlanda. La scuola; «Europa e America insieme per la pace». Il presidente UE: i dissensi attuali non sono irreversibili
2002-10-15
FIAT
Secondo il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, il Governo può intervenire sulla crisi FIAT a condizione che l’azienda presenti un piano industriale. Il leader della CGIL. Guglielmo Epifani afferma che senza modifiche al progetto Fiat non è possibile alcun confronto.
2002-10-16
Nord Coreani ammettono di avere l’atomica.
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Commenti e resoconti