XIV Legislatura - II governo Berlusconi
XIV Legislatura - 2001-2006
II Governo Berlusconi
10 giugno 2001-23 aprile 2005
2002-11-21
NATO
A Praga entrano nell’Alleanza Atlantica 7 paesi dell’ex Patto di Varsavia: Lituania, Estonia, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia, Repubblica Ceca. I Paesi della NATO passano così a 26. Restano in attesa di aderire Albania, Macedonia e Croazia.
2002-11-24
Austria
Le elezioni premiano i popolari (OEVP) con il 42,3% a scapito degli alleati della coalizione di Governo, liberalnazionali (FPOE) di Jorg Haider al secondo posto i socialdemocratici di Alfred Gusenbauer che ottengono il 36,9%.
2002-11-26
Senato
Senato della Repubblica: inizia il dibattito sul disegno di legge costituzionale Bossi- La Loggia (Devolution) che prevede competenza esclusiva su scuola, sanità e polizia locale alle Regioni. Contrario il centrosinistra.
2002-11-26
Processo dell’Utri
Il presidente del Consiglio, convocato dal Tribunale di Palermo come testimone al processo a Marcello Dell’Utri accusato di concorso esterno in associazione mafiosa si avvale della facoltà di non rispondere. L’incontro con i magistrati, su richiesta del premier, si svolge a Palazzo Chigi a porte chiuse.
2002-11-28
Israele Palestina
Si svolgono le primarie nel Likud, lo stesso giorno Al Qaeda colpisce in un albergo di Mombasa in Kenia affollato di turisti israeliani muoiono 16 persone fra cui alcuni dipendenti kenioti e 3 kamikaze. Sempre a Mombasa due razzi sono sparati contro un aereo della compagnia israeliani ma mancano il velivolo a bordo del quale viaggiavano 200 passeggeri. A Beit Shean in Israele, due palestinesi assaltano una sede del Likud, mentre si volgono le primarie: muoiono sei israeliani e due palestinesi. Gli attentati non influenzano l’esito delle primarie vinte da Sharon con il 56% dei voti contro il 40% di Netanyahu.
2002-12-01
Palermo: affonda una nave di profughi diretta in Italia, 12 morti e 56 dispersi.
2002-12-01
Iraq
1° dicembre: quarto giorno di ispezioni ONU. Cacciabombardieri anglo-americani colpiscono, secondo gli USA, alcune strutture della contraerea irachena vicino a Bassora. Per Iraq, invece, è stato bombardato un obiettivo civile, la sede della società petrolifera «Southern Oil Company» causando 4 vittime civili e 27 feriti.
Intanto gli USA, pregiudizialmente scettici sull’esito delle ispezioni, preparano le grandi manovre militari «Internal look 2003» in Qatar guidate dal generale Franks. Dal 3 al 5 dicembre il numero due del Pentagono Paul Wolfowitz e il sottosegretario di Stato per gli Affari Politici Marc Grossmann sono in missione per consultare i partner europei sulla loro posizione sull’Iraq.
«La Stampa»
«La Stampa», 2 dicembre 2002 [p.3]
Baghdad ritiene «imminente» la crisi; Oggi un dossier di Londra sui crimini di Saddam; La Lega Araba propone suoi esperti da affiancare alle ispezioni atomiche; m.mo., «Colpita la sede di una società petrolifera». Gli USA: «Nessun obiettivo civile». Bombe anglo- americane a Bassora: morti e feriti. In Iraq controllo a sorpresa degli ispettori ONU in un impianto agricolo; Imminente inizio delle esercitazioni militari «Internal look 2003» (scheda); Maurizio Molinari, Le grandi manovre USA per «avvertire» Saddam. Già 40 mila militari americani nella zona. Fra sei giorni il generale Franks dalla base del Qatar darà il via a cruciali «giochi di guerra»
«La Stampa», 2 dicembre 2002 [p.2]
Nonostante la risoluzione ONU continuano i preparativi al conflitto; Trattamento «speciale» contro i terroristi: Gli USA verso una giustizia parallela; Francesca Sforza, Da Domani il numero due del Pentagono in visita nel vecchio continente. Gli inviati USA cercano aiuto in un’Europa divisa. Sull’Iraq nessuna politica comune; Maurizio Molinari, L’ex capo della CIA e del Pentagono dopo il duplice attacco contro i turisti israeliani. «L’Italia come gli USA nel mirino di Bin Laden». Schlesinger; quando Osama parla dell’Occidente come di un unico Satana usa un concetto politico vago, ma fa riferimenti concreti [intervista a James Schlesinger]; Strage di Mombasa. Una pista praghese
«La Stampa», 3 dicembre 2002 [p.8]
Gli ispettori al lavoro per evitare una nuova Guerra del Golfo; Paolo Mastrolilli, Domenica prossima il regime dovrà consegnare il rapporto sulle proprie capacità belliche. Bush: da Baghdad nessun segnale incoraggiante. «Aspettiamo l’elenco delle armi, se non sarà credibile partirà l’intervento»; Maria Chiara Bonazzi, Il Governo Britannico pubblica un dossier sulle violazioni dei diritti umani. Londra: così finisce in Iraq chi si mette contro il Raíss. Mani trafitte con il trapano elettrico, occhi cavati, uomini immersi nell’acido, appesi per ora al soffitto, chiusi in contenitori d’acciaio
3 dicembre: gli ispettori ONU compiono una visita a sorpresa in uno dei palazzi di Saddam. Proteste del Governo iracheno. Il Governo Turco, rivedendo le sue precedenti affermazioni, si dichiara disponibile a concedere le basi per l’attacco all’Iraq. Intervistato da «La Stampa» il generale americano Tommy Franks è molto chiaro sul significato delle manovre militari che si accinge a guidare in Qatar: «Un avvertimento a Saddam»
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 4 dicembre 2002 [pp.12-13]
p.12- Dagli USA al Medio Oriente l’allarme terrorismo resta altissimo; Paolo Mastrolilli, La marina irachena spara contro la guardia costiera del Kuwait. Ankara ci ripensa: daremo le basi per l’attacco. A Baghdad gli ispettori ONU visitano per la prima volta un palazzo di Saddam; [Agi-Ansa], Muore anche un quindicenne, fatto saltare deposito alimentare delle nazioni unite. Palestinese di 95 anni uccisa a un posto di blocco;
p.13- Maurizio Molinari, Il comandante supremo di «Enduring freedom»: Le nostre manovre in Qatar mirate all’Iraq. Franks: «Avvertimento a Saddam» [intervista a Tommy Franks]
2002-12-01
Crisi FIAT
1° dicembre: manifestazione dell’Ulivo a Torino a sostegno della lotta dei lavoratori FIAT. A termini Imerese e Arese cresce la mobilitazione operaia.
2 dicembre: dopo la vendita del 20% alla General Motors il presidente Paolo Fresco e l’amministratore delegato Gabriele Galateri si recano negli USA per convincere l’agenzia di rating Moody’s a non declassare la casa automobilistica italiana.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 dicembre 2002 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: FIAT abbandonata al suo destino. Ancora parole, il governo non muove un dito, domani incontro al buio. Manifestazione dell’Ulivo a Torino. Fassino accusa: fanno solo i notai;
p.3- Ninni Andriolo, A Torino manifestazione dell’Ulivo a sostegno della lotta dei lavoratori mentre per domani è previsto il vertice col Governo. Cresce la mobilitazione: gli operai di Termini Imerese bloccheranno Melfi, si muovono Arese e Mirafiori. Il 5 dicembre l’azienda avvia la cassa integrazione. La FIAT cambi strada, prima che sia tardi. Fassino: nuove risorse, garanzia per l’occupazione e Berlusconi faccia qualcosa; Gli esuberi della FIAT (scheda); Felicia Masocco, Gianni Rinaldini Segretario generale FIOM. Non condivido l’ottimismo di Maroni, non vedo novità nella posizione dell’azienda. Mirafiori rischia molto. Senza accordo si estende il conflitto sociale [intervista]
3 dicembre: incontri separati di sindacati e FIAT con il Governo. Si cerca un accordo, prevista la riunione conclusiva il 5 dicembre.
Silvio Berlusconi in occasione della presentazione del libro di Bruno Vespa «La Grande Muraglia» attacca i giudici accusandoli di essere politicizzati e suggerisce di affidare la presidenza della FIAT a Luca Cordero di Montezemolo e di sostituire il marchio FIAT con quelli di Ferrari e Alfa Romeo. La risposta della FIAT è durissima: «frasi fuori luogo».
La FIAT lancia il suo ultimatum: alla mezzanotte del 5 dicembre partiranno le procedure per il licenziamento come previsto dal piano presentato il 9 ottobre. Proteste operaie, cortei e blocchi dell’attività a Roma, Cassino, Melfi, Milano, Termini Imerese dove a 28 lavoratori non è rinnovato
contratto biennale di formazione-lavoro, 15 dei quali inscenano una drammatica protesta.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 dicembre 2002 [p.7]
Felicia Masocco, Riprende stamane il negoziato con tavoli separati in un clima di grande pessimismo. Vertice serale di Letta con i leader sindacali. La General Motors applaude la linea dura: il piano è solido. La Borsa e le banche brindano mentre gli operai di tutti gli stabilimenti non rinunciano alla lotta. FIAT, ultime speranze per l’accordo. Il Lingotto non cambia il piano e va alla rottura. Epifani: questo è un grave errore; Solidarietà. Da Termini a Melfi per bloccare la fabbrica; Massimo Burzio, A Mirafiori allarme sopravvivenza. Oggi sciopero e manifestazioni a Torino. In città gli esuberi arrivano a 6mila; Giovanni Laccabò, Cosmano Spagnolo. Segretario generale FIM-CISL. «È una prova che abbiamo iniziato insieme e insieme la concluderemo». La posizione del gruppo e l’assenza del governo pregiudicano un’intesa. «Questa volta il sindacato non si dividerà» [intervista]
«l’Unità», 4 dicembre 2002 [p.1-p.4]
p.1- Titolo: Berlusconi scherza con il dramma della FIAT. Dice: io metterei il marchio Ferrari alle auto. L’azienda: parole fuori luogo. Trattativa in un vicolo cieco;
p.4- Marcella Ciarnelli, «Quando vedo le difficoltà che abbiamo, un lavoro disumano da fare, penso che mi stia venendo il complesso di superiorità. L’azienda Agnelli? Nessun intervento pubblico. Fossi libero la prenderei in mano. Via il vecchio marchio, avanti il Cavallino rosso: “Una Ferrari per tutti”»; L’affondo: no al dialogo e giudici più deboli. Berlusconi: da soli anche sul presidenzialismo. «La Fiat? Chiamiamola Ferrari». Il Lingotto: siamo sorpresi; Piero Sansonetti, Quel che conta è vendere (con l’imbroglio è meglio); Simone Collini, Giustizia, la destra ha più di una polpetta avvelenata
La commissione sull’«uso politico della giustizia». E Nitto Palma, FI, propone: giudici neutralizzati, intoccabili gli onorevoli; Valter Bielli, Mitrokhin, E vogliono usare anche la Mitrokhin come una clava; La commissione su Telekom Serbia
«l’Unità», 4 dicembre 2002 [p.7]
Felicia Masocco, Sulla difficile trattativa scende il «gelo» delle parole irresponsabili di Berlusconi. L’azienda getta fumo negli occhi, ma non cede su nulla. Alla mezzanotte di domani partono le procedure di cassa integrazione. Ieri notte vertice del premier con Marzano e Tremonti. Divisioni sullo Stato nel capitale. La Fiat scrive le lettere di licenziamento. Il Lingotto non cambia linea e pone ultimatum, il governo gioca mentre si consuma il dramma; Alfa Romeo, Sant’Ambrogio ad Arese
per il miracolo del lavoro; Massimo Burzio, Torino, lotta più dura le donne in testa ai cortei; Termini arriva a Melfi. Ferma la fabbrica modello
5 dicembre: accordo FIAT- Governo. Concesso all’azienda lo stato di crisi, rifiutate le proposte dei sindacati confederali. Fallito il tentativo di divide il sindacato. L’intesa prevede la cassa integrazione a zero ore per 5600 dipendenti. Secco rifiuto dei sindacati. Scioperi e manifestazioni in tutto il Paese. Programmato per il 6 dicembre lo sciopero generale degli stabilimenti del gruppo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 dicembre 2002 [p.8]
Felicia Masocco, Sul vertice di oggi il peso delle irresponsabili parole di Berlusconi che hanno
profondamente irritato il vertice dell’azienda. Ipotesi di cassa integrazione a rotazione, di contratti d’area di «riconversione» degli operai. I Ds: ci vuole più tempo I sindacati vogliono cambiare
il piano industriale. Fiat, ultime speranze per salvare i lavoratori Incontro a Palazzo Chigi. Senza rinvio domani partono le lettere di cassa integrazione; La verità. L’uomo di Arcore ha copiato Benni; Per protesta salgono sulle due torri e minacciano di buttarsi. Manifestazioni a Roma, Cassino, Melfi e Milano. 28 licenziati a Termini: così non viviamo; Massimo Burzio, In novembre le nuove immatricolazioni sono aumentate di poco più dell’1%. La casa torinese accusa una pesante flessione nelle vendite, pari a circa il 20%. Un brodino per il mercato dell’auto, ma il Lingotto cade ancora; Il mercato dell’auto a novembre
«l’Unità», 6 dicembre 2002 [pp.1-3-p.31]
p.1- Titolo: FIAT, il Governo inutile scatena la crisi. Fallisce la trattativa, da lunedì 5.600 in cassa integrazione. Sindacati uniti: sciopero. Berlusconi e Fini attaccano la CGIL. Epifani all’Unità: volevano dividerci, hanno fallito;
p.1-p.31- Rinaldo Gianola, Imbroglio a Palazzo Chigi;
p.2- Giovanni Laccabò, Il segretario generale della CGIL: sconcertante il tentativo dell’Esecutivo e dell’azienda di tagliare fuori proprio noi dalla trattativa. Fini è un bugiardo con una gran voglia di ripicca: una provocazione l’accusa di massimalismo e nessuno ha abbandonato il tavolo del confronto. Epifani: piano pericoloso per il Paese. Il Governo ha tentato di «statalizzare» gli accordi sindacali per giungere all’intesa separata [intervista a Guglielmo Epifani]; Rossella Dallò, Lingotto. «Dobbiamo tener duro per sei mesi poi nuovi modelli e il pareggio»; Roberto Rossi, Negli stabilimenti del gruppo sono stati proclamati scioperi. Cortei a Torino mentre a Milano i lavoratori dell’Alfa presidieranno Piazza Duomo. Blocchi stradali a Cassino. Dopo la speranza la rabbia, oggi si fermano tutte le fabbriche;
p.3- Bianca Di Giovanni, L’Esecutivo concede lo stato di crisi e respinge tutte le richieste di CGIL, CISL E UIL Berlusconi attacca Epifani con ripetute falsità. Il contratto di programma non garantisce il mantenimento in attività degli impianti e i tempi di rientro dei dipendenti. Dai DS piena solidarietà
agli operai. Governo e FIAT scelgono la rottura. 5.600 lavoratori da lunedì in cassa integrazione. La risposta unitaria dei sindacati; Gli ammortizzatori sociali (scheda); Maria Zegarelli, «Buffoni, fascisti, ci rubate il futuro». La rabbia e il coraggio delle donne siciliane davanti a Palazzo Chigi; Oreste Pivetta, Sergio Chiamparino, sindaco di Torino. Sarebbe un errore considerare chiusa la partita: tante volte le trattative sono saltate, tante volte sono riprese. Mirafiori o Termini: comunque nessuna certezza [intervista]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 6 dicembre 2002 [p.1]
La giornata in Italia. Sì della FIAT al piano del Governo, ma i sindacati lo bocciano; Accordo e Rottura. La Fiat dice sì al governo. Perché sulla crisi ha prevalso la FIOM che vent’anni fa prendeva legnate
2002-12-05
Riccardo Chieppa, giudice costituzionale, è eletto Presidente della Corte costituzionale.
2002-12-05
Senato della Repubblica approvato in prima lettura il disegno di legge costituzionale Modifiche dell’articolo 117 della Costituzione (devolution) il testo passa all’esame della Camera che lo approva il 14 aprile del 2003.
Seduta antimeridiana n. 291 - 4 dicembre 2002
Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Modifiche dell’articolo 117 della Costituzione
Seduta pomeridiana n. 292 - 4 dicembre 2002
Seguito della discussione
Seduta antimeridiana n. 293 - 5 dicembre 2002
Seguito della discussione
Seduta pomeridiana n. 294 - 5 dicembre 2002
Seguito della discussione e approvazione
2002-12-06
Unione dei democristiani e Unione dei democratici di centro (UDC) Congresso costitutivo
- Unione dei democristiani e Unione dei democratici di centro (UDC) Congresso costitutivo
2002-12-06
Si svolge a Roma il Congresso Costitutivo ( I Congresso) dell’UDC che raggruppa il Centro cristiano democratico ( CCD), i Cristiani democratici uniti (CDU) e Democrazia Europea (DE). Si conclude il processo di unificazione avviato nell’autunno. Marco Follini è eletto segretario e Rocco Buttiglione presidente del partito.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 6 dicembre 2002 [p. 9]
Filippo Ceccarelli, All’Auditorium della Fiera di Roma si apre il Primo Congresso nazionale. L’importanza di queste assise, sottolineate dalle paginate di giornali e dai titoli dei TG, si basa in larga parte sulla possibilità che i centristi facciano davvero sul serio dopo il braccio di ferro sulla RAI si delinea insomma l’ipotesi di un ribaltone. Ma c’è anche chi pensa che sia una manfrina, una finta per occupare la scena politica: piantare grane, resistere, abbarbicarsi, tirare la corda «alla democristiana». E Berlusconi non sottovaluti questa seconda opzione che potrebbe rivelarsi addirittura più insidiosa. UDC il ritorno dei democristoidi. Dietro i Casini, i Follini, i Buttiglione e i D’Antoni c’è una scuola rigorosa e una consuetudine che in origine portò i democristiani a vergognarsene o a viverlo come una colpa. Anche quelli di oggi non si lasciano impressionare né dal lusso né dal caos; f. m. (Fabio Martini), Al Congresso oggi ci saranno anche Berlusconi e Rutelli. L’ultimo giallo: chi verrà per la Lega Nord?; Fabio Martini, Il leader dell’UDEUR: pentito di non far parte del nuovo partito? No, sono orgoglioso della mia storia. «A Casini dico: prepariamo il dopo Berlusconi». Mastella: sta per tornare il tempo dei moderati, nessuno parla più male di noi. «Forza Italia avrà una caduta di consensi già al voto di primavera, Berlusconi si sta isolando in una forma quasi luciferina. Dice che fa tutto lui ma la gente si chiede “ma cosa ha fatto?”. Quando lui non sarà della partita, magari perché salito al Colle, per tutti noi centristi si aprirà una nuova stagione» [intervista a Clemente Mastella]
«La Stampa», 7 dicembre 2002 [pp. 8-9]
p. 8 - Filippo Ceccarelli, Il difficile rapporto tra il premier «Padre di famiglia» e il leader UDC visto in chiave psicanalitica. Nella mitologia il re dei Titani si cibò dei figli per assimilarli. Buttiglione ha evocato le cene di Arcore: siamo noi i vitelli grassi? Follini rivolto ai giornalisti «Ma cosa ci venite a fare qui per un partito dell’uno e rotti per cento?». Il professor Cesare Musatti spiega il primo motivo del complesso: la voglia di indipendenza verso il genitore. Berlus-crono e gli ex democristiani; r. i., «No all’uscita dal Governo». Sondaggio tra gli elettori centristi: solo il 22% si dice favorevole all’ipotesi Volontè; r. i., Marini: possibili convergenze. L’esponente della Margherita: Ma noi stiamo nel centrosinistra e non cambiamo”;
p. 9- La relazione che ha aperto il «Congresso fondativo» dell’UDC. Casini. Al suo ingresso alla Fiera con accanto Andreotti è stato accolto dall’unica vera ovazione dei duemila delegati con il coretto «Giulio, Giulio», Tabacci. «La sortita di Berlusconi sulla riforma presidenzialista è una provocazione nei confronti del capo dello Stato», Cirino Pomicino. «Caro Bossi, non ci hanno intimorito i brigatisti che ci toglievano la vita o i magistrati che ci toglievano l’onore, figuriamoci se ci fa paura un piccolo partito», Di Pietro. Il leader dell’Italia dei Valori ha lasciato platealmente la sala, sentendo la critica agli eccessi della magistratura durante Tangentopoli; Fabio Martini, Il ministro delle politiche comunitarie difende il Quirinale: colpito da critiche ingiuste. Buttiglione: «Raccogliamo l’eredità della DC». «Fedeli al Polo, ma non accetteremo una “svolta radicale” nella coalizione».; a. l. m., Maggioranza, idilio agrodolce. Giudizi positivi dal premier, da Fini e persino da Bossi. Il senatur è salito sul palco per abbracciare l’«amico» Rocco dopo l’intervento. «Ha parlato bene». Apprezzamento anche da parre del vicepremier: «Questa relazione rafforza le ragioni della Casa delle libertà, pensare oggi a un governo più debole è pura fantasia»
«La Stampa», 8 dicembre 2002 [p. 3]
Fabio Martini, Sul presidenzialismo l’altolà del presidente della Camera. Casini: la maggioranza non imponga le riforme. L’intervento al Congresso UDC: «Il centrosinistra ha sbagliato, il centrodestra non deve ripetere lo stesso errore». «In Ciampi si identifica l’Italia indipendentemente dalle appartenenze politiche»; f. mart. (Fabio Martini), Baccini: «Ora un ministero di peso» [intervista a Mario Baccini]; Filippo Ceccarelli, Protagonisti grandi e piccoli, votazioni e contestazioni alla Fiera di Roma. I vecchi riti della «quasi DC». Accordi, trabocchetti, urli come ai bei tempi. I capi sanno (e dicono) che la Balena Bianca non risorgerà mai. Ma il partito ha sempre quel modello nel cuore. Non si rende conto di esser stato contaminato dalle suggestioni di Forza Italia
«La Stampa», 9 dicembre 2002 [p. 1-p. 3]
p.1- Follini acclamato segretario dell’UDC «Stiamo e staremo nell’esecutivo se saremo utili e ascoltati». «il governo aggiusti la rotta». I centristi: siamo fedeli al Polo, ma non succubi;
p. 3- Un politico che non ama i colpi di scena. Chi è il neo eletto. Le sue citazioni; Amedeo La Mattina, La conclusione del Congresso. «Siamo e staremo nel governo se saremo utili e ascoltati». UDC, Follini acclamato segretario «la maggioranza aggiusti la rotta». A Berlusconi chiede anche di ridimensionare «le posizioni più estreme, certe derive che ci allontanano dal grande cuore di quella Italia di mezzo, moderata, solidale e ragionevole». Parla della devolution: un impegno preso dal centrodestra, ma non «un ukase di tipo zarista». Sulla RAI: «Casini adempie con scrupolo ai suoi doveri». «La TV di Stato non è una giungla»; Fabio Martini, L’impegno del nuovo leader raccoglie l’eredità dello scudo crociato senza fermarsi a una DC-Bonsai. Un «democristiano freddo». «Non sono l’uomo giusto per chi pensa di tornare indietro»; Filippo Ceccarelli, Quella difficile arte di mantenersi sereni nel gioco del potere
2002-12-06
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in Conferenza stampa pone la questione della riforma in senso presidenziale dello Stato che, a suo avviso, insieme alla devolution dovrebbe essere varata anche con la semplice maggioranza entro il 2004. Indicazione dei tempi che implicitamente suona come la fine anticipata della presidenza per il presidente Ciampi il cui mandato scade nel 2006 e un’autocandidatura. A difesa di Ciampi l’UDC che in quei giorni celebra il suo Congresso. Per i DS, da sempre contrari al presidenzialismo, una fuga in avanti per coprire i fallimenti del governo. di un Governo incapace.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 dicembre 2002 [pp.1-3-p.5-p.35]
p.1- Titolo: Ecco il piano: via Ciampi, comando io. Berlusconi dà 12 mesi al capo dello Stato: entro il 2003 faremo il presidenzialismo. Il premier pensa anche a un referendum. L’opposizione: crede di essere in Sudamerica;
p.1-p.35- Editoriale, Antonio Padellaro, Tecniche di un colpo di Stato;
p.1-p.5- Ninni Andriolo, «Questo è il governo degli incapaci sono bravi soltanto a distruggere» [intervista a Piero Fassino];
p.2- Vincenzo Vasile, Al Colle si era fatto appena in tempo ad incassare la retromarcia del governo, quando è arrivata con effetto deflagrante l’eco della sparata bonapartista. Una riforma costituzionale che toccasse i poteri e il ruolo del presidente della Repubblica avrebbe l’effetto di trasformare in un orpello l’istituzione Quirinale. Servito lo sfratto al capo dello Stato. Il mandato di Ciampi ridotto a 5 anni. Quirinale in fibrillazione, basteranno stavolta le semplici scuse? Stampa estera; Federica Fantozzi, Gli UDC si ergono a scudo del Colle. «Ciampi non si tocca...». Da Pomicino a Tabacci, gli ex dc vanno di traverso al premier; Maria Novella Oppo, Veste male, non ha charme, è basso: dovrebbe curarsi. La diagnosi insolita del professor Mancia all’«Infedele». Contestata dai soliti fedelissimi scudieri. Autoritario e megalomane. Ma è un premier piccolo piccolo;
p.3- Marcella Ciarnelli, Dalla giustizia alla Camera delle Regioni, dalla Consulta al presidenzialismo. Tra Natale e Capodanno un vertice per mettere a punto il piano. Un unicum di modifiche costituzionali da portare avanti magari a colpi di maggioranza E per il 2004 già pensa ai referendum. Berlusconi s’incorona Presidente. Il premier annuncia: entro il 2003 faremo tutte le riforme, mai pensato ad elezioni anticipate; Un anno fa l’accelerazione presidenzialista; Simone Collini, Passigli: «Così lega le mani al Parlamento». Il senatore DS: stiamo parlando di questioni che non hanno nulla a che vedere con i problemi reali dell’Italia [intervista a Stefano Passigli]; Pasquale Cascella, Un colpo di mano sull’alleanza slabbrata;
p.5- Il leader DS scrive a Frattini «Cancellate il debito estero»; Chiti: no alle scorciatoie plebiscitarie e presidenzialiste;
«La Stampa»
«La Stampa», 7 dicembre 2002 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: Nell’agenda del premier anche la giustizia. L’opposizione: fuga in avanti per coprire i fallimenti del Governo. Berlusconi accelera: il presidenzialismo nel 2003. «Vorrei avere i poteri di Chirac». I centristi a Congresso: Ciampi non si tocca; Augusto Minzolini, Ritorno al futuro;
p.7- Come funziona il modello in Francia; Amedeo La Mattina, Il «modello francese» per il Quirinale. Nel centrosinistra scatta l’allarme elezioni. Berlusconi: adesso facciamo il presidenzialismo. «Subito la giustizia, altre riforme entro il 2003». UDC: pensiamo al proporzionale; Aldo Cazzullo, Tra i due presidenti rispetto a simpatia, ma opinioni diverse. Un coro dai centristi «Ciampi deve rimanere». Lo stesso presidente del Consiglio tronca le polemiche e precisa che non intende mettersi in rotta di collisione con il capo dello Stato; Renato Rizzo, Il guardasigilli: «Per dividere le funzioni è possibile invece una certa rapidità». «Separazione delle carriere? Non subito». Castelli: siamo d’accordo, ma bisogna rivedere la Costituzione [intervista a Roberto Castelli]
2002-12-06
FIAT
Sono consegnate le prime lettere di licenziamento. CGIL, CISL, UIL organizzano scioperi, cortei e proteste operaie contro il Governo e la FIAT per l’accordo raggiunto il 5 dicembre che consente l’avvio della cassa integrazione per 5.600 lavoratori. 4 stabilimenti fermi, bloccati treni e strade a Torino, Lombardia e Cassino. La CGIL si pronuncia per lo sciopero generale, il Governo attacca direttamente il suo segretario, Guglielmo Epifani, che considera responsabile del rigetto dell’accordo e di una politicizzazione della vertenza.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 dicembre 2002 [p.1-pp.6-7]
p.1-p.7- Oreste Pivetta, La crisi della FIAT infiamma l’Italia. Cortei, blocchi stradali, proteste in tutte le città. I sindacati uniti: difenderemo il lavoro;
p.6- Bianca Di Giovanni, Marzano e Maroni ripetono le vergognose bugie di Fini e attaccano ancora Epifani che viene difeso con forza dalla sinistra. Pezzotta: il premier ci ha mancato di rispetto, visto che c’era già l’accordo ci poteva mandare un fax. Dura polemica di Salvi: chi paga la mobilità lunga? Sciopero generale contro FIAT e Governo. I sindacati uniti: la responsabilità del fallimento del negoziato è dell’azienda e di Berlusconi; Grande industria. In un anno persi 27.100 occupati; Gli occupati nelle grandi imprese. Industria. Servizi (grafici); Promesse. Galateri: l’auto resterà italiana; Giovanni Laccabò, Luigi Angeletti segretario generale UIL. L’unica iniziativa seria è l’ingresso del capitale pubblico, non ci possiamo fidare di questo gruppo dirigente. Obiettivo: cambiare il padrone del Lingotto [intervista];
p.7- C’è posta per te. Caro signore, lei è fuori; Giovanni Laccabò, Ieri la TNT, azienda dell’indotto FIAT, ha annunciato la cassa integrazione per 660 dipendenti. In Piemonte è prevista la perdita di migliaia di occupati Effetto domino: la crisi di Torino moltiplica i licenziamenti; Crisi FIAT: gli impegni del Governo e dell’azienda (scheda)
«La Stampa»
«La Stampa», 7 dicembre 2002 [pp.3-p.5]
p.1- Titolo: Consegnate le prime lettere. Fermi 4 stabilimenti, bloccati treni e strade, in Lombardia e a Cassino. FIAT, il giorno della protesta. Intervista a Galateri: nessuno resterà disoccupato;
p.2- La crisi dell’auto; Gli operai dell’Alfa di Arese manifestano in Duomo; Marina Cessi, Ieri quattro ore di fermata per contestare il via libera alla cassa integrazione. Partono le lettere, Mirafiori si ferma. Cortei per le vie di Torino e treni bloccati; Roberto Giovannini, Confederazioni alla prova. L’Unità sindacale regge al pressing. La CGIL rilancia: sciopero generale; Pierangelo Sapegno, In Sicilia tra i falò della protesa continua il presidio e la rabbia vince sulla rassegnazione. «Faremo salire il livello dello scontro». Gli operai di Termini: un accordo quello? Ci sentiamo presi in giro; «Un passo utile al rilancio del gruppo». I quadri promuovono il patto azienda-Governo;
p.3- Marco Zatterin, L’amministratore delegato del gruppo del Lingotto. «Un passo indietro per farne due avanti. Così riparte FIAT Auto». Galateri: era necessario avviare la riduzione dei costi e il recupero della competitività. L’accordo col Governo ci offre la certezza di centrare gli obiettivi senza che alcun lavoratore resti disoccupato [intervista a Gabriele Galateri]; I punti dell’accordo di programma; Novembre record per il gruppo del Lingotto: + 48,3%. Veicoli commerciali, il boom continua;
p.5- La crisi dell’auto; Epifani. Rutelli. Fassino; Roberto Ippolito, Marzano e Maroni: situazione grave, serve più ragionevolezza. Il Governo: l’accordo FIAT era il migliore possibile. Berlusconi soddisfatto: abbiamo fatto un bel passo in avanti. L’intervento è efficace. L’azienda si saprà riprendere alla grande. L’opposizione critica l’esecutivo, i sindacati risentiti col premier; r. e. s., Grandi imprese, occupati ancora giù. A settembre persi altri 33.600 posti, retribuzioni in calo del 2,4%; Michele Fenu, La nuova Alfa 156 sarà firmata Giugiaro. Il designer: essere di nuovo col Biscione mi fa tornare giovane [Giorgietto Giugiaro]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 7 dicembre 2002 [p.1]
Forme di lotta alla Fiat. Tutti a bloccare i binari, ma tra i sindacati c’è chi dubita dell’arrembaggio. Ora ci sono l’unità, la caccia al disertore. Però CISL e UIL hanno un’altra linea. FIOM politicizza e radicalizza lo scontro. Il caso di Melfi, la virtuosa
2002-12-06
Muore a Firenze Antonino Caponnetto. Dopo la morte del giudice Rocco Chinnici ( 29 luglio 1983) si trasferì volontariamente, nel 1984, dalla Toscana alla direzione della Procura di Palermo e sulla base del lavoro già avviato da Chinnici rafforzò ulteriormente il pool Antimafia, il gruppo di magistrati formato da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Gioacchino Natoli, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta che istruirono il «maxiprocesso» contro la mafia utilizzando le dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno. Nel 1990 lascia per raggiunti limiti di età la Procura di Palermo e indica come suo successore alla Procura Giovanni Falcone, ma il Consiglio superiore della magistratura (CSM) preferirà Antonino Meli. Al momento della morte di Caponnetto è in corso una raccolta di firme per farlo nominare senatore a vita
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 dicembre 2002 [p.9]
Saverio Lodato, Un uomo mite e rigoroso, tenace e duro nella lotta al crimine. Ha diviso anni difficili a Palermo insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ci lascia nel decimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Da cinque anni era l’anima dei vertici sulla legalità di Firenze. Se ne va il capo del pool Antimafia. È morto Antonino Caponnetto, protagonista e simbolo della lotta contro Cosa Nostra; s.l., Giancarlo Caselli procuratore generale a Torino. «I problemi, per il pool cominciarono quando le indagini si estesero all’intreccio tra mafia e politica». Vi racconto la storia di un uomo coraggioso
«La Stampa»
«La Stampa», 7 dicembre 2002 [p.10]
Francesco La Licata, È morto a Firenze all’età di 82 anni, domani i funerali. Addio A Caponnetto, fragile giudice di ferro. Padre del pool Antimafia considerava figli Falcone e Borsellino; Fulvio Milone, Napoli: le rivelazioni di un ex capo clan ora pentito. «Cupola, camorra e ‘ndrangheta accordo per cancellare il 41 bis». Giuliano: pressioni sui politici, ma in carcere i politici possono comunicare lo stesso; Chi è «’O rre»
Maxiprocesso: il processo di primo grado inizia l’11 febbraio 1986 e si conclude il 16 dicembre 1987; il processo d’appello inizia il 28 febbraio 1989 e si conclude il 12 novembre 1987. La sentenza finale della Corte di Cassazione è del 30 gennaio 1992.
Bibliografia
Antonino Caponnetto, «I miei giorni a Palermo. Storie di mafia e di giustizia raccontate a Saverio Lodato», Milano, Garzanti, 1992.
Antonino Caponnetto, «Una vita, una speranza». Intervista a Pierluigi Diaco e Roberto Pavone, Acireale, Bonanno, 1993
2002-12-07
Iraq
7 dicembre: in osservanza alla risoluzione ONU di novembre il Governo iracheno presenta alla Commissione di ispezione dell’ONU, alla International Atomic Energy Agengy (IAEA) eai cinque membri del Consiglio di sicurezza ONU un rapporto di 12 mila pagine sui suoi programmi collegati alla produzione di armi di distruzioni di massa. I documento consegnati negati l’esistenza di armi di distruzione di massa negli arsenali iracheni.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 dicembre 2002 [pp.8-9]
p.8- Nuovo capitolo della crisi del Golfo mentre il terrorismo non smette di colpire; Bangladesh, bombe in quattro cinema. Venti morti e decine di feriti; Maurizio Molinari, La traduzione delle oltre 11 mila pagine di documenti richiederà settimane. Saddam consegna il dossier e si scusa col Kuwait. «Fu uno sbaglio invadervi, ora unitevi a noi contro gli USA infedeli»; Mimmo Cándito, Personaggio. Il leader di Baghdad, un campione di trasformismo. L’ultimo salto mortale del Raíss assediato dall’ira di Bush figlio. L’ennesimo tentativo di sopravvivere al potere anche in caso di guerra; Renato Rizzo, Il sostituto procuratore Stefano Dambruoso che segue le più importanti inchieste sul terrorismo internazionale. «Le cellule di Al Qaeda hanno messo radici nel nostro Paese». «Molti ultrà islamici hanno combattuto in Afghanistan e ora sono tornati come clandestini in Italia [intervista];
p.9- Lotta internazionale al terrorismo. I Paesi del G7 simuleranno un attacco col virus del vaiolo; La crisi mediorientale. La Germania non darà ad Israele i carri armati «anti Iraq»; Paolo Mastrollili, Dopo il rapporto sulle armi irachene di distruzione di massa. Bush se Saddam ha mentito attaccheremo. Dubbi sulla documentazione che il regime di Baghdad ha consegnato all’ONU; Fiamma Nirenstein, Le incredibili «avances» del dittatore; Aldo Cazzullo, Il leader di Rifondazione comunista: PRC, Correntone DS e Movimenti insieme avrebbero il 15-20 %. Bertinotti: contro la guerra nasce la sinistra alternativa. «Prodi è tra quelli che hanno fallito. Le politiche neoliberiste di cui decreta la fine, chi le ha fatte? Anche lui dovrebbe lasciare la scena» [intervista a Fausto Bertinotti]; «Basta col dialogo». Cofferati: i DS troppo morbidi
«La Stampa»», 9 dicembre 2002 [p.8]
La crisi tra preparativi di guerra e diplomazia; m.mo., Nuovi contrasti tra Washington e Berlino dopo il no tedesco a fornire equipaggi per gli aerei radar. Baghdad ammette: eravamo vicini all’atomica. «Nel progetto erano coinvolte anche aziende americane ed europee»; Renato Rizzo, Un esperto ONU «Dall’Arabia donazioni a Osama» [intervista a Michael Chandler]; Maurizio Molinari, Nuove minacce: faremo operazioni sempre più letali. Al Qaeda: «Erano nostri i due attentati di Mombasa»
«La Stampa»», 10 dicembre 2002 [p.6]
A un passo dalla guerra; Carter a Oslo ritira il Nobel per la pace «Sembra che Saddam rispetti gli impegni»; Paolo Mastrolillo, La versione integrale solo ai cinque membri permanenti, protestano gli altri dieci. Il dossier iracheno apre nuove crepe nel Consiglio ONU. Gli USA forzano le procedure e ottengono subito i documenti di Baghdad; Fiamma Nirenstein, Rivelazioni dei servizi segreti. L’allarme di Israele «Al Qaeda è a Gaza»; (Agi- Ansa), Irruzione dei conservatori all’Università di Teheran. Bastonate e spray irritanti contro gli studenti iraniani che manifestano; Anna Zafesova, Il fondamentalismo musulmano figura soltanto quarto in graduatoria. «La Chiesa di Roma più pericolosa degli ultrà islamici». Scandalo a Mosca per un rapporto ministeriale: i cattolici al primo posto come minaccia alla sicurezza
12 dicembre: 98 ispettori vengono incaricati di visitare le installazioni irachene.
2002-12-09
FIAT
Inizia la Cassa integrazione per 5600 lavoratori. Torino: 1000 lavoratori di FIAT auto, 350 Cornau e Magneti Marelli; Arese: 1000 lavoratori di FIAT Auto; Cassino: 1200 lavoratori di FIAT Auto; Termini Imerese: 1800 lavoratori di FIAT Auto, Cornau e Magneti Marelli; Altre sedi: 250 lavoratori
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 9 dicembre 2002 [p.6]
Crisi dell’auto; La CIG. Fabbrica per fabbrica; Gli ammortizzatori sociali; Roberto Ippolito, Diventa operativo il piano di riorganizzazione messo a punto dal gruppo del Lingotto. FIAT, da oggi 560 dipendenti in CIG. Nuove proteste a Torino e Cassino. Altre 4 ore di fermata degli impianti, a Mirafiori il sindacato torna davanti ai cancelli. Su iniziativa della sola FIOM incroceranno le braccia anche i dipendenti della Ferrari; Marina Cassi, Il Piemonte si prepara allo sciopero generale; r.e.s., Mercoledì fermi 4 ore i piloti Alitalia. Venerdì i ferrovieri dell’Orsa. Settimana difficile per i trasporti. Poi scatta la tregua natalizia che si concluderà il 6 gennaio; Il calendario delle proteste
2002-12-10
77 rettori delle Università italiane si dimettono per protesta contro i tagli ai fondi per l’Università previsti dalla Legge Finanziaria 2003
2002-12-10
Senato della Repubblica
XIV Legislatura Senato della Repubblica sedute dal 10 al 21 dicembre 2002
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 dicembre 2002 [p.5]
Bianca Di Giovanni, La decisione dopo una riunione di maggioranza col ministro e il Ragioniere dello Stato. Sospesi i lavori in Senato tutto rinviato a lunedì. Angius: «Un fatto inedito che evidenzia la crisi politica della gestione dell’economia». La manovra mostra una volta di più di non garantire l’equilibrio dei conti. Finanziaria, Tremonti fa regali ai disonesti. Via libera al condono fiscale e previdenziale. Il centrodestra litiga sul maxiemendamento; BCE. Rapporto deficit-pil. Italia verso il 3%; Nedo Canetti, Maroni attacca le pensioni. Il ministro si rimangia la parola: «Come dice Bossi la riforma nel 2003»
«l’Unità», 14 dicembre 2002 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Finanziaria Tremonti, più evasione per tutti. Arriva il condono omnibus: Ici, bollo auto, canone TV, manifesti abusivi, fondi neri delle imprese;
p.5- Nedo Canetti, Oltre alla sanatoria fiscale e a quella previdenziale, Tremonti regala la scappatoia per Ici, Iva, Irap, canone RAI, tassa sui rifiuti e fondi neri delle imprese. Nell’emendamento ci sono i
fondi per l’auto: 51 milioni di euro destinati agli ammortizzatori per la crisi della Fiat e 60 milioni per l’indotto nel 2003. Un condono per tutti i tipi di evasione. Angius (Ds): questo è lo stravolgimento del diritto, i cittadini onesti trattati come cretini; Raul Wittenberg, Contro la manovra ancora contestazioni e proteste. Pensioni, attacco di D’Amato
«l’Unità», 15 dicembre 2002 [p.1-p.7-p.31]
p.1- Titolo: Finanziaria, la rivolta degli onesti. Sindacati, commercianti, artigiani, Comuni contro il condono dell’illegalità. L’Ulivo annuncia battaglia in Parlamento: è una beffa, si premiano gli evasori;
p.1-p.31- Vincenzo Visco, Il fai da te dei furbi d’Italia;
p.7- Bianca Di Giovanni, Fassino: chi ha sempre rispettato le leggi si trova a essere offeso e deriso. E ora c’è il pericolo che rispunti la sanatoria edilizia. Turci: visto che viene assicurato l’anonimato, lo Stato non potrà nemmeno conoscere i nomi di chi ha commesso i reati. Chi paga le tasse è proprio un cretino. Lo scandaloso condono tombale di Tremonti è un premio all’illegalità e all’evasione; Le sanatorie nel maxi-emendamento (scheda); Luigina Venturelli, La rivolta degli onesti. Protestano tutti: cittadini, commercianti, sindacati, comuni; b. d. g., Pierluigi Bersani. Responsabile economico DS. Con questa scelta viene azzerato il lungo e proficuo sforzo di un patto tra contribuenti e Fisco. Si torna indietro, con rischi enormi. Un’istigazione a delinquere firmata dal Governo [intervista]
2002-12-12
Continua nei DS e fra i partiti del centrosinistra la discussione sul futuro e sulla leadership della coalizione.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 dicembre 2002 [p.7]
Ninni Andriolo, Il presidente dei DS rilancia: «I riformisti non si limitino a polemizzare con la sinistra settaria, ma guidino l’opposizione». «L’ipotesi di una scissione non credo che abbia troppi seguaci e non mi risulta alcun seguace nel mio partito». «Dicendo solo no continueremo a perdere». D’Alema: noi siamo pieni di monaci neri che non contano molto ma che lanciano invettive...; Luana Benini, «E se Cofferati guidasse l’Ulivo?». Oliviero Diliberto ha una proposta: una confederazione allargata ai movimenti [intervista a Oliviero Diliberto]; Simone Collini, L’attività dell’Associazione è diventata febbrile nelle ultime settimane. A febbraio conferenza programmatica. Cofferati nel futuro? Aprile: «Niente scissioni, ma la sinistra va oltre i DS»
2002-12-12
Crisi FIAT
12 dicembre: La FIAT stipula un nuovo accordo con le banche che prevede la nomina a amministratore delegato dell’ex direttore generale Alessandro Barberis, accanto a Fresco che resta presidente. Il 13 dicembre è approvato il nuovo vertice con il consenso del partner General Motors
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 dicembre 2002 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Gli operai gli danno un gran fastidio. Berlusconi attacca ancora scioperi e manifestazioni alla FIAT. Ciampi: sto con chi non ha lavoro. Respinto l’assalto di Mediobanca: Fresco resta presidente, Barberis amministratore delegato;
pp.1-2- Pasquale Cascella, Incivile chi ha distrutto la concertazione;
p.2- Marcella Ciarnelli, Le lotte operaie infastidiscono Berlusconi. Le proteste sono «inaccettabili». Manderà la Celere? Ciampi: sono con i disoccupati; Dalle promesse agli insulti. Un presidente operaio per cambiare l’Italia; Felicia Masocco, Reazioni di sindacati e politici del centrosinistra alle affermazioni del presidente del Consiglio. Epifani: il premier dovrebbe favorire l’unità del paese, invece... «Parole in libertà, gli italiani sono solidali coi lavoratori»;
p.3- Massimo Burzio, FIAT: Fresco rimane, sale Barberis. Oggi il Consiglio di amministrazione vara il nuovo vertice. Galateri torna all’IFI; Identikit. L’ingegnere un po' operaio; Il mercato dell’auto (tabella); r. g., «Agnelli, rispettate i patti». Masera e Bazoli premono sulla famiglia e respingono l’attacco di Maranghi; Bruno Ugolini, Stanno perdendo il posto e non hanno di fronte alcuna certezza. Se bloccano il traffico è solo per disperazione. Irresponsabile è chi, come Berlusconi, fa a pezzi la coesione sociale. Quei lavoratori «maleducati» che salvano la democrazia;
p.4- Oreste De Biasi, Prove di lotta e solidarietà lungo l’Italia. Oggi tocca a Torino: sciopero generale, cortei e una visita conclusiva al Lingotto; f. fan. (Federica Fantozzi), «Al Sud il lavoro nero è un ricatto». Le donne di Termini: abbiamo sacrificato tutto alla fabbrica, non ci resta nulla; Laura Matteucci, La manifestazione aperta dagli operai dell’Alfa Romeo. I «disobbedienti» cercano di entrare alla Rinascente. Milano in piazza per salvare l’industria
«l’Unità», 14 dicembre 2002 [p.4]
Roberto Rossi, Nessun terremoto solo un aggiustamento per la guida del primo gruppo italiano
dopo una serie interminabile di errori clamorosi e di litigi. Sono soddisfatte le banche creditrici, GM apprezza. I due manager del Lingotto difendono il piano industriale ma c’è la certezza che non faranno miracoli. FIAT, un nuovo vertice fino a primavera. Fresco presidente e Barberis amministratore delegato: tra cinque mesi lasceranno; Felicia Masocco, Ora l’azienda cambi strada, se vuole vivere. Epifani: i problemi sono tutti lì, via il piano. Fassino: alla fine ha prevalso il buon senso; Vittorio Locatelli, Sciopero a Torino, la città attende il Natale con le vetrine illuminate e con i negozi vuoti. La solidarietà del sindaco. I pensionati pagano lo striscione di Mirafiori
2002-12-12
Corea del Nord riprende i suoi programmi nucleari.
Il Governo nordcoreano dichiara di voler riattivare, dopo sei anni circa, un reattore nucleare a Yongbyon che secondo gli esperti potrebbe produrre una quantità di plutonio sufficiente a fabbricare una o due bombe atomiche l’anno. Decisione che si colloca nel quadro del programma di produzione di armi nucleari portato avanti in aperto contrasto con l’accordo stipulato con gli USA nel 1994 che prevedeva il blocco dei reattori in cambio di aiuti. Per la Casa Bianca una grave decisione, un atto di sfida.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 dicembre 2002 [p.12]
Gabriel Bertinetto, Per Seul e Tokyo forse si tratta solo di un espediente per costringere Washington a trattare e firmare un patto di non-aggressione. Sfida a Bush, la Corea del Nord torna al nucleare. Pyongyang riprende il programma atomico. Insorge la Casa Bianca: decisione grave; L’accordo del 1994. Reattori bloccati in cambio di aiuti;
2002-12-12
Unione Europea
Copenaghen: il Consiglio Europeo stabilisce che i dieci candidati Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria aderiranno all’Unione Europea il 1°maggio 2004. Rinviata al 2007 l’adesione della Bulgaria e della Romania. Respinta per l’immediato la richiesta di ammissione della Turchia, l’Unione Europea si impegna ad assisterla nel suo processo di riforme e finanziariamente e ad operare una verifica alla fine del 2004 senza alcuna garanzia sui tempi di un’eventuale adesione.
Consiglio Europeo, Copenaghen 12-13 dicembre 2002
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 dicembre 2002 [p.1-p.9]
p.1-p.9- Gianni Marsilli, Berlusconi «avvocato» della Turchia (e di Bush);
p.9- Sergio Sergi, «Basta liti, allargamento solo per chi è d’accordo». Il premier danese ai 10 candidati che contestano i bilanci: più flessibilità; m. ma., Una commissione di saggi ha escluso che il capo dello Stato possa essere perseguito legalmente durante il suo mandato per reati commessi in precedenza. Niente processi al presidente, immunità per Chirac; Cipro, trent’anni di divisione nell’isola contesa da Grecia e Turchia
«La Stampa»
«La Stampa», 12 dicembre 2002 [p.10]
Un summit storico che potrebbe anche richiedere un giorno in più; Prodi: «L’Euro in alcuni Paesi ha portato ad aumenti ingiustificati»; Enrico Singer, I capi di Governo chiamati a sancire il passaggio dell’UE da Quindici a Venticinque. Il nodo della Turchi alla festa della Nuova Europa. Al vertice di Copenaghen continua oggi il braccio di ferro sul negoziato; Helmut Bünder e Hajo Friedrich, Il presidente della Commissione sul futuro della Comunità. Prodi: l’Unione non può espandersi all’infinito. «Non è una zona di libero scambio cui può aderire qualsiasi Paese ma uno spazio omogeneo di nazioni e popoli con valori comuni» [intervista a Romano Prodi]; Francesca Sforza, La «provincia turca» di Germania. Due milioni e mezzo di immigrati: dove l’integrazione è già realtà
«La Stampa», 13 dicembre 2002 [p.7]
Decolla l’Unione a Venticinque; La Turchia in cifre (scheda); Emanuele Novazio, Intesa sofferta a Copenaghen, Berlusconi: sarò l’avvocato di Ankara. L’Europa non cede alla Turchia. Verifica solo alla fine del 2004. Una trattativa difficile, poi il compromesso tra i due schieramenti all’interno del Consiglio. Rasmussen respinge le pressioni degli Stati Uniti: «La decisione è nostra»; La Nuova Europa (scheda e mappa); È suspense sul sì polacco. Varsavia chiede più aiuti per l’agricoltura; Fabio Martini, «Bozza comune italo-francese alla Convenzione». Fini a Parigi: un importante contributo al futuro dell’Unione. Presto la visita in Israele
«La Stampa», 14 dicembre 2002 [pp.8-9]
p.8- L’apertura a quello che sarà il primo Paese islamico della Comunità; Cipro. Estonia. Lettonia. Lituania. Malta (schede); Emanuele Novazio, Sanciti di fatto i tempi lunghi della proposta Franco-Tedesca. Turchia, il sì dell’UE non soddisfa Ankara. Il primo ministro Gül ha parlato di «discriminazione» e «pregiudizio» ma ha poi adottato toni più concilianti, ammettendo che l’Unione «non è un club cristiano». Garanzia dei 25: «Processo irreversibile»; Forze Europee per le missioni in Bosnia e in Macedonia; e. n., Casarini non mostra i documenti alla polizia: arrestato. Con lui fermati altri 5 no global italiani per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale; Giacomo Galeazzi, La Lega: se lo tengano. I Verdi: un’intimidazione. Manifestazioni di protesta in tutta Italia, davanti ai consolati e all’ambasciata;
p.9- Il prossimo aprile ad Atene la firma dei Trattati di adesione; Polonia. Repubblica Ceca. Slovacchia. Slovenia. Ungheria (schede); Enrico Singer, Nel 2004 l’ingresso a pieno titolo dei dieci nuovi Paesi membri. A Copenaghen la festa della Grande Europa. Un compromesso abbatte gli ultimi ostacoli, nata l’Unione dei Venticinque; Augusto Minzolini, «Un’Unione più potente potrà avere un ruolo diverso negli equilibri mondiali». Per Berlusconi un vertice dal sapore agro-dolce. Vede avvicinarsi la grande federazione che lui teorizza da anni. Ma su Turchia e quote latte non riesce ad imporre le sue ragioni
2002-12-14
Iraq
14 dicembre. 330 componenti di circa 50 gruppi di opposizione iracheni si incontrano a Londra per pianificare la costituzione di un nuovo Governo in vista della caduta del regime di Saddam.
2002-12-19
Iraq
19 dicembre: il segretario di Stato americano, Colin Powell, dichiara che l’Iraq continua a violare le risoluzioni ONU e rischia la guerra se non decide di cooperare.
23 dicembre: l’aviazione irachena in azione nella zona di non sorvolo nel sud del Paese abbatte un «predator» americano teleguidato senza pilota.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 23 dicembre 2002 [p.6]
L’ex presidente USA contrario all’intervento. Clinton bacchetta Bush: «La guerra non risolve nulla»;
Maurizio Molinari, Il «Daily Telegraph» l’invasione potrebbe cominciare dal mare per evitare attacchi con i gas. «Uno sbarco come in Iraq come quello in Normandia». Baghdad riprende l’offensiva sulle ispezioni. Mandate la CIA se volete; Ipotesi di attacco (mappe); Jacopo Iacoboni, I combattimenti sul fronte dell’informazione. Tutte le bugie di Saddam raccontate dagli 007. Pubblicati su Internet i documenti che smentiscono il rapporto sulle armi; Anna Zafesova, Mosca ripete: nessun conflitto unilaterale. Per il ministro degli Esteri Ivanov solo l’ONU può decidere e «per ora non c’è motivo»
«La Stampa», 24 dicembre 2002 [p.12]
Lenta ma inesorabile escalation in un conflitto non dichiarato; Rumsfeld possiamo combattere anche sul fronte coreano; 50 deputati del Polo a Berlusconi «No all’attacco preventivo»; m. mo., Caccia di Baghdad in azione nella zona di non sorvolo nel sud del Paese. L’Iraq abbatte un aereo senza pilota americano. Washington sprezzante: ci provano tutti i giorni, oggi gli è andata bene; Il «predator» teleguidato senza pilota: otto metri di sofisticata tecnologia (scheda); Maurizio Molinari, Le previsioni: un Paese al collasso, senza elettricità, comunicazioni né cibo. Novecentomila profughi dopo le prime bombe. L’ONU si prepara all’emergenza umanitaria e chiede fondi all’Europa; (Agi), Il ministro delle Finanze Eichel. Berlino: neppure un euro per la guerra
26 dicembre: come risposta all’abbattimento del predator avvenuto il 23 dicembre da parte dell’aviazione irachena, caccia anglo-americani bombardano un comando miliare a sud est di Bagdad.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 dicembre 2002 [p.11]
t. fon., Robertson sostiene che la Casa Bianca non prepara un’azione unilaterale, ma dice fin da ora
che gli alleati debbono essere pronti a sostenere gli USA. Saddam addestra i civili a combattere casa per casa ed aumenta le razioni di cibo che saranno sufficienti «per tre mesi». Nuovi raid nella «no fly zone». «La Nato ha l’obbligo morale di aiutare gli USA». Iraq, il segretario dell’Alleanza si schiera con Bush se falliranno le ispezioni ONU; Toni Fontana, Lorenzo Forcieri senatore DS. Il capo della delegazione parlamentare alla Nato esclude che si possa appoggiare un’azione unilaterale di Washington. «L’Alleanza non può sostenere un attacco preventivo» [intervista]; Roberto Monteforte, Nel messaggio di Natale, Wojtyla rinnova il suo appello per la pace. Contro l’intervento si schiera anche il capo della Chiesa d’Inghilterra in polemica con Blair. Il Papa e il primate anglicano uniti contro la guerra; Diritti umani. Il Washington Post accusa la CIA «Torturati terroristi di Al Qaeda»
«La Stampa»
«La Stampa», 27 dicembre 2002 [p.3-p.5]
p.3- Gli ispettori continuano la loro missione ma la decisione di attaccare sembra già presa; Incursione anglo-americana nel Sud del Paese. Baghdad: sono rimaste uccise tre persone, 16 feriti; Il «Washington Post»: Stati Uniti e alleati torturano i detenuti di Al Qaeda catturati in Afghanistan; Paolo Mastrolilli, Nel Paese corsa alle scorte alimentari in previsione dell’intervento americano. Saddam ordina esercitazioni di guerriglia urbana e rurale. Il primo ministro israeliano a una televisione britannica: armi di sterminio irachene sono state mandate in Siria, che intende passarle agli Hezbollah per colpire lo Stato ebraico; Il segretario generale: così abbiamo deciso al vertice di Praga. «La NATO ha l’obbligo morale di dare aiuto agli Stati Uniti». Lord Robertson: «Washington ha suggerito un certo numero di opzioni di intervento invitando i 19 Paesi membri ad esaminarle» [intervista]; Maurizio Molinari, Parole nuove nell’arsenale USA 11 anni dopo Desert Storm. Bombe «intelligenti» Jdam, missili Jsow, aerei spia Shadow, caccia Super Hornet della Marina;
p.5- Le preoccupazioni della Chiesa per la violenza nel mondo; Prodi: «Gli spazi utili si sono ristretti ma fino all’ultimo lo scontro può essere rinviato; Raffarin: «Combattere è l’ultima cosa che rimane e noi vogliamo tentare tutto per impedirlo»; Marco Tosatti, L’appello del pontefice alla tolleranza in occasione delle Feste Natalizie. Il Papa: con l’impegno di tutti la guerra in Iraq si può evitare. Giovanni Paolo II invita a spegnere «i sinistri bagliori del conflitto» che si profila. E ricorda le persecuzioni dei cristiani: «Anche oggi tanti credenti sono sottoposti a prove e sofferenze»; Giacomo Galeazzi, La crisi esaminata dal «ministro» vaticano ai diritti civili. «Sosteniamo la lobby della pace». Crepaldi: il Pontefice vuole evitare un conflitto nel Golfo [intervista a Gianpaolo Crepaldi]; (Ansa- Agi), «Gli strateghi creano solo danni e sofferenze». Nell’omelia di Natale Williams, nuovo arcivescovo di Canterbury, attacca Blair e Bush
2002-12-21
21 dicembre: la FIAT per ridurre il proprio debito vende la sua quota (5,1%) di azioni della General Motors alla Banca Merrill Lynch. Le banche creditrici approvano.
2002-12-22
< Sedute precedenti L. 305/2002 Senato 10-20 dicembre 2002
Camera dei deputati: dopo una lunga battaglia parlamentare durata 84 giorni di polemiche e scontri non solo fra maggioranza e opposizione ma anche all’interno delle forze della stessa coalizione di Governo è approvata la Legge Finanziaria 2003. Tra le questioni più contrastate i numerosi condoni fiscali (tra cui per l’IRPEF, IRPEG, IVA, tasse di successione e imposte catastali, canone RAI e manifesti elettorali) Previsti: sgravi IRPEF tagli alla scuola (ridotta del 15% la spesa per il personale), aumento delle sigarette, sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie (36%), IVA ridotta al 10% per i materiali edili. Delusa la Confindustria. Aspre critiche dalle opposizioni e dai sindacati che la ritengono del tutto inadeguata alla situazione economica e sociale in cui versa il Paese.
«Gazzetta Ufficiale», 31 dicembre 2002, n. 305 supplemento [pp.5-217]
pp.5-123- Legge 27 dicembre 2002, n. 289. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge Finanziaria 2003);
pp. 124-128- Norme finali;
pp.129-137- Allegati;
p.138-140- Progetto di copertura;
pp.141- 216- Tabelle;
p. 217- Lavori preparatori;
p.27- Avvertenza
XIV Legislatura Camera dei deputati sedute del 22 e 23 dicembre 2002
Seduta n. 244 - 22 dicembre 2002 [video della seduta]
Disegni di legge: Legge finanziaria 2003 (approvato dalla Camera e modificato dal Senato); Bilancio di previsione dello Stato per il 2003 e bilancio pluriennale 2003-2005 (approvato dalla Camera e modificato dal Senato); Seconda nota di variazioni. Discussione congiunta
Seduta n. 245 - 23 dicembre 2002 [video della seduta]
Disegno di legge: Legge finanziaria 2003 (approvato dalla Camera e modificato dal Senato) Seguito della discussione e approvazione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 23 dicembre 2002 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Finanziaria caos, la rivolta di Casini. Il presidente della Camera: «Così com’è non può andare, si incrinano i rapporti tra le istituzioni». Si vota nella notte: il Governo richiama i suoi all’ordine, l’Ulivo presenta 700 emendamenti;
p.2- Bianca Di Giovanni, Il Governo sollecita i centristi a ritirare le proposte di modifica ma l’insoddisfazione dell’UDC rimane e può offrire sorprese. La Finanziaria si perde nella notte
La maggioranza litiga sugli emendamenti. Ultima provocazione: Tremonti prepara il decreto di Natale; b.d.g., Il relatore dell’Ulivo. «Violate le prerogative del Parlamento. Il centrodestra opera a colpi di mano»; Aldo Varano, Niente luci, sull’albero le lettere della cassa integrazione. Cancellati i segni di festa a Termini Imerese. Le speranze e le paure dei lavoratori FIAT davanti alla fabbrica; Messa in Duomo a Torino e un corteo verso casa Agnelli;
p.3- lu.b. , L’UDC ha presentato emendamenti. Rutelli denuncia quali mostruosità di articoli siano usciti dal sovrapporsi di modifiche. Per la terza carica dello Stato il meccanismo deve essere modificato. «C’è irritazione ma non arriveremo all’esercizio provvisorio. L’ira di Casini: «Così non si può più andare avanti». Il presidente della Camera: «C’è un problema tra Governo e Parlamento»; Passa l’indultino in Commissione; Luana Benini, Giuseppe Drago capogruppo UDC in commissione Bilancio alla Camera. «Ma come si fa ad accettare 15 condoni che non sono passati nemmeno per le commissioni?», «È stata fatta una legge con fini incomprensibili» [intervista]; Federica Fantozzi, Vannino Chiti coordinatore della segreteria DS. «Tremonti è responsabile di una gestione fallimentare dell’economia. Ma la Finanziaria è responsabilità di tutta la maggioranza
«Aiutano i furbi, ma stanno perdendo nel Paese» [intervista]
«La Stampa»
«La Stampa», 23 dicembre 2002 [pp.1-3]
p.1- Titolo: L’UDC ritira in extremis le sue proposte di modifica. Casini: meccanismi da cambiare. Forse già oggi il decreto fiscale. Scontro finale sulla Finanziaria. Alla Camera 800 emendamenti, tensione nella maggioranza; Editoriale, Pierluigi Battista, Il gioco al rialzo;
p.2- La nuova legge di Bilancio. Casini. Buttiglione. Rutelli; Maria Tersa Meli, Un’altra giornata di tensione tra maggioranza e opposizione e all’interno della stessa CDL. Casini: così non si va più avanti la legge è diventata ingestibile. Forte disagio nel centrodestra: tempi troppo stretti per esaminare i provvedimenti. In molti insistevano per nuove modifiche anche rischiando l’esercizio provvisorio; Le ultime novità della Finanziaria (scheda); Raffaele Costa (FI) «Governatori basta lamenti»; Federico Monga, L’ex direttore generale di Confindustria: comunque nel 2003 non cambierà. «Impedire le riforme all’interno della manovra». Cipolletta: non è più un libro contabile ma un libro delle promesse [intervista a Innocenzo Cipolletta]; r. e.s., «Il 12% aspettando il condono non pagherà l’ICI». L’intesa dei consumatori: autogol per le casse pubbliche. No all’aumento del canone RAI;
p.3- La nuova legge di Bilancio; Roberto Giovannini, Il decretone di fine anno per correggere le sbavature forse già pronto questa sera. Alla Camera ultima battaglia sulla Finanziari. Presentati altri 800 emendamenti. L’UDC ritira nella notte le sue richieste; Antonella Rampino, Il ministro per i rapporti col Parlamento: il Governo deve poter fare le sue proposte. Giovanardi: basta discutere dei dettagli sulle norme di bilancio serve più ordine. «La manovra non può essere un treno che alla fine tira 100 vagoni» [intervista a Carlo Giovanardi]; Giacomo Galeazzi, Le proposte di modifica girano come mulini a vento, dalla porno-Tax alla tassa medici. E in extremis l’aula votò il recupero del sedime ferroviario
«La Stampa», 24 dicembre 2002 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: La manovra 2003 approvata dalla Camera. A Fini sfugge un insulto nel microfono aperto. Poi il viceministro si scusa con l’aula. Finanziaria, via libera con polemiche. Berlusconi: «Dall’anno prossimo la legge sarà blindata»;
p.6- Tutte le sanatorie (schede); Raffaele Masci, Il premier pensa al modello inglese: il Parlamento accetta o boccia il documento di bilancio. Approvata la Finanziaria, pronto il decreto fiscale. Berlusconi: «Nel 2003 si cambia. La legge sarà immodificabile dalle Camere»; Le misure della Finanziaria (scheda); Federico Monga, L’economista e rettore dell’Università di Tor Vergata: troppe esitazioni. «La manovra per lo sviluppo non c’è più». Paganetto: il quadro è cambiato, mancano segnali forti [intervista a Luigi Paganetto];
2002-12-22
Autorità Nazionale Palestinese
La direzione politica dell'ANP annuncia la temporanea rinuncia a far svolgere le elezioni presidenziali e legislative palestinesi, previste per il 20 gennaio 2003. Una decisione motivata dalla occupazione israeliana di ampie zone dei Territori formalmente sotto il proprio controllo.
2002-12-26
Israele- Palestina
Betlemme: dopo l’allarme lanciato dai servizi segreti israeliani per la preparazione di un eventuale attentato incursione dell’esercito israeliano. Muoiono 10 palestinesi, 16 arrestati e 3 soldati israeliani vengono feriti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
L’Unità», 27 dicembre 2002 [p.12]
Umberto De Giovannangeli, Feriti negli scontri cinque soldati israeliani. Vittima di un’esecuzione mirata a Tulkarem un responsabile locale delle Brigate Al-Aqsa. Nella città della Natività i bimbi
hanno festeggiato la fine del coprifuoco giocando in strada, felici anche senza doni. Durante la Messa vuota la sedia destinata ad Arafat. Betlemme, finito il Natale tornano i carri armati
La città rioccupata dopo un giorno di respiro. Violenza nei Territori: uccisi 9 palestinesi; Pakistan. Attentato in una chiesa. Tre bambine uccise; u.d.g., Saeb Erekat capo dei negoziatori dell’ANP. Il ministro palestinese: sfido chiunque a parlare di libero esercizio del voto con città e villaggi occupati militarmente. «I tank di Sharon hanno affossato le nostre elezioni» [intervista]
2002-12-27
Cecenia
Grozny: attentato degli indipendentisti ceceni. Esplodono due camion bomba contro gli uffici del Governo filorusso. 50 morti
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 28 dicembre 2002 [p.7]
Le tappe della crisi (crono); Anna Zafesova, Si riapre per il Cremlino il sanguinoso capitolo della campagna cecena. Attacco suicida a Grozny: 48 morti, 100 feriti. Due automezzi imbottiti di tritolo si lanciano contro la sede del Governo; Giulietto Chiesa, A quasi due mesi dalla tragedia del Teatro
Dubrovke un altro duro colpo al prestigio del presidente. La guerra che Putin non potrà vincere mai.I servizi segreti non sono riusciti a impedire un attentato nella capitale in rovina e il resto del Paese è sempre più incontrollabile; Tra Afghanistan, Pakistan e Turkmenistan. Firmato un accordo per il gasdotto
2003-01-01
Unione Europa
Inizia il semestre di presidenza greca dell’UE che è assunta da Kostas Simitīs, primo ministro della Repubblica ellenica e leader del Pasok (Movimento socialista panellenico).
Commenti e resoconti
«Rassegna sindacale»
«Rassegna sindacale», n.1, 14 gennaio 2003 [p.5]
Antonio Giacché, Unione Europea. Inizia il semestre di presidenza greca. Se una rondine fa primavera; Il calendario. Sei mesi decisivi per il Continente
2003-01-01
I commenti e le reazioni al messaggio di fine anno del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 gennaio 2003 [p.1-pp.3-4]
p.1- Titolo: «C’è una sola Italia, informazione libera». Ciampi: il buon governo nasce dalle garanzie democratiche, il federalismo deve essere solidale;
p.3- Vincenzo Vasile, «L’Italia resti unita, libera e pluralista». Il Capo dello Stato: il buon governo nasce dai contrappesi e dalle garanzie democratiche; A Napoli. Il lavoro la croce del Sud; m.ci., Tutti «Fratelli d’Italia», a mezzanotte. Intorno a Ciampi. Un grande coro in piazza del Quirinale, insieme al presidente del Consiglio. Nonostante la pioggia; Marcella Ciarnelli, Berlusconi commenta le reazioni alle sue dichiarazioni di fine d’anno: «Reazioni agrodolci», dice. Ma la sinistra torna ad essere la sua «bestia nera». «L’opposizione? È irresponsabile e pessimista...»; Audience: così il TG3 scavalcò il premier;
p.4- Luana Benini, Applausi per Ciampi. Ma anche critiche. L’Ulivo: ben altro stile rispetto a Berlusconi. Irritata la Lega per il richiamo all’unità d’Itali; Paolo Soldini, Il TG1. Chi commenta il discorso del premier? sé stesso, naturalmente; E nelle carceri si attende l’«atto di clemenza» chiesto dal Papa; Pasquale Cascella, Una stonata sintonia
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 2003 [pp.1-3-p.27]
p.1- Titolo: «Non viviamo tempi tranquilli, occorre maggiore coesione». Il Papa possibile e doveroso trovare una soluzione ai conflitti. Guerra e riforme, l’appello di Ciampi. «L’Italia difenda la pace», «Servono istituzioni neutrali»; Editoriale, Marcello Sorgi, Il patto che manca;
p.2- I messaggi di fine anno degli altri leader europei; Maria Corbi, I primi a congratularsi con Ciampi sono stati Giovanni Paolo II e Berlusconi. Le parole del presidente mettono d’accordo quasi tutti. Verdi e comunisti dissentono: serviva più coraggio su pace e clemenza; r.i., La stanza del Quirinale con la scrivania Luigi XIV. L’arazzo con la Danza delle Driadi e la Costituzione; r. r., Bertinotti e Pecoraro «Non si è schierato contro la guerra»; a. l.m., Il portavoce di Forza Italia. Bondi: «Discutiamo, ma basta attribuirci terribili intenzioni» [intervista a Sandro Bondi]; Amedeo La Mattina, Il capogruppo della Margherita alla Camera. Castagnetti: «Pronti al dialogo se non blindano i provvedimenti»;
p.3- Il messaggio di fine anno e l’audience in TV; r. i., «Ripudiamo il conflitto, ma dobbiamo difenderci». Ciampi «frena» sul presidenzialismo. «Abbiamo dato vita alla democrazia dell’alternanza con il maggioritario ma non sono state adeguate le garanzie istituzionali: urge provvedere»; Aldo Cazzullo, Dal capo dello Stato si alza forte la richiesta di «un nuovo scatto di orgoglio». Guerra e riforme, il Quirinale ha messo i paletti. Intervsento solo con le bandiere ONU, in democrazia servono i pesi e i contrappesi; Dopo la notte il capo dello Stato e la moglie a Napoli, per una giornata di relax. Capodanno al Colle finisce «nel blu dipinto di blu»;
p.27- Maurizio Viroli, Ciampi e i fondamenti del buongoverno. Passione di Patria
«Il Foglio»
«Il Foglio», 2 gennaio 2003 [p.1-p.3]
p.1- La Giornata in Italia. Ciampi agli italiani: «Siate uniti, rispettate le istituzioni»;
p.3- Editoriale, Ciampi e Bossi pace fatta. È piaciuta al leader della Lega la devolution disegnata dal Quirinale
2003-01-01
Muore a 63 anni il cantante e autore milanese Giorgio Gaber.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 2003 [pp.23-24]
p.23- Osvaldo Guerrieri, La scomparsa a 63 anni del cantante e attore che è stato protagonista della scena italiana, fra musica leggera, cabaret, TV e grandi show. Ma lo chiamavan Gaber; Alberto Papuzzi, L’Italiano vero della contestazione. La parabola di un folletto anarchico che non amava scendere in campo; Immagini di una vita;
p.24- Marinella Venegoni, La canzone passione mai abbandonata: un album di inediti è atteso nelle prossime settimane con il titolo: «Io non mi sento italiano». Quel sorridente chansonnier nascosto nel signor G. L’anno scorso «La mia generazione ha perso», sofferto e difficile ritratto di un’epoca, ha scalato a sorpresa le classifiche musicali; Maurizio Cucchi, Nei testi una lezione di poesia; Brunella Giovara, La città e i suoi artisti simbolo piangono l’amico e una stagione musicale e teatrale indimenticabile. Una Milano di Barbera e Champagne. Nebbie, balere e un gruppo di ragazzi dal grande futuro
«Il Foglio»
«Il Foglio», 2 gennaio 2003 [p.1]
Giorgio Gaber raccontato con le parole dei tanti sfottò rivolti al suo pubblico (e a sé stesso)
2003-01-01
Brasile
Si insedia alla presidenza della Repubblica Luiz Inacio Lula Da Silva, leader del partito dei lavoratori, eletto a maggioranza nell’ottobre del 2002.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 gennaio 2003 [p.5]
Emiliano Guanella, Al Congresso Lula ha parlato per 42 minuti durante i quali è stato interrotto da continue ovazioni del pubblico. Ha ricordato il suo progetto di sradicare la fame e la sua scommessa di assicurare ai brasiliani tre pasti al giorno Alla cerimonia presenti anche Castro e Chavez. Un carnevale carioca per Lula presidente. Centinaia di migliaia di persone al giuramento dell’ex operaio. Concerto del ministro Gilberto Gil; Un «calamaro» a Brasilia;
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 2003 [p.11]
Una festa di piazza per il capo del Partito dei lavoratori, votato da 52 milioni di persone. Il Brasile acclama Lula, il presidente «operaio». Oggi i Chavez
«Il Foglio»
«Il Foglio», 2 gennaio 2003 [p.1]
No quattrini, no party. Alla festa di Lula si vende il kit del presidente operaio
2003-01-02
«l’Unità» denuncia un forte aumento del costo della vita.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 gennaio 2003 [p.1-p.6]
p.1-Titolo: Italia più povera, paghi due prendi uno. In un anno i prezzi nei negozi aumentati del 30%, adesso prendono il volo le tariffe. Calano i consumi, a Natale ridotte le spese. Metà delle tredicesime per bollette e mutui;
p. 6- Vittorio Locatelli, Guerra delle cifre. Alla stima dell’istituto di statistica se ne contrappone un’altra che con identico metodo dà un risultato ben più pesante. Il record dei rincari spetta ai prodotti alimentari In un anno frutta e verdura cresciute del 50,8%. Grandi (DS): commissione d’indagine. Spesa alle stelle, mangiare costa il 29% in più. Le rilevazioni dell’Eurispes contro quelle dell’Istat: l’inflazione sarebbe a quota 13%; Variazione dei prezzi dei prodotti alimentari [scheda]; Variazione dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli [scheda]; l.v. ( Luigina Venturelli ), Confesercenti: dati inattendibili e fantasiosi; vi. Lo. (Vittorio Locatelli), Maulucci (CGIL): faremo
battaglia per adeguare i salari [intervista a Marigia Maulucci]; Luigina Venturelli, Secondo i commercianti vendite in calo del tre per cento rispetto all’anno scorso. Quattordici miliardi, cioè la metà delle tredicesime, se ne sono andati per pagare mutui, debiti e bollette. Bilancio in rosso delle feste: gli italiani consumano meno
«l’Unità», 4 gennaio 2003 [p.4]
Vittorio Locatelli, Secondo l’istituto di statistica, che ha confermato i rilevamenti delle città campione, nel 2002 il carovita sarà del 2,5% invece del 2% previsto nel Dpef. Il dato è in netto contrasto con quello diffuso l’altro giorno dall’altra società di ricerca che aveva denunciato rincari dei generi alimentari del 29%. L’inflazione ha mangiato 750 euro a famiglia. In dicembre è cresciuta del 2,8% contro il 2,2 dell’Europa. Scontro tra i protagonisti delle rilevazioni; Dieci anni d’inflazione [grafico]; Prezzi in euro a confronto [tabella]; Coop: da noi aumenti dell’1,5%; f. d’a., Qui Istat. Biggeri: la nostra metodologia è l’unica scientificamente corretta; vi. lo. (Vittorio Locatelli), Qui Eurispes. Fara: i nostri dati sono attendibili. Siamo pronti a metterli a disposizione [intervista a Gian Maria Fara]; Raul Wittenberg, Non solo è mancata una iniziativa organica: il governo ha anche demolito quanto il centrosinistra aveva messo in piedi. La storia dell’Eurologo, “marchio di garanzia”. La campagna “controlla prezzi” buttata via dal centrodestra
2003-01-02
Le forze politiche si attrezzano per l’inizio della discussione al Senato della Riforma costituzionale.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 gennaio 2003 [p. 2]
n. a. (Ninni Andriolo), Buttiglione: senza il ruolo di Ciampi cosa sarebbe l’Italia di questi anni? Forza Italia tace, AN invece preme: il Colle non è l’unica garanzia possibile. L’Ulivo presenterà la sue proposte mercoledì prossimo. Angius: più poteri al premier. Ma il Quirinale resti istituzione garante per tutti. Riforme, è allarme sul presidenzialismo. Ulivo e centristi si schierano a difesa di una presidenza della Repubblica super partes; Dice Cossutta: “Cofferati sarà il nostro leader”; Pasquale Cascella, “Il confronto sulle riforme è sempre utile, il problema è che sia finalmente produttivo”. La Costituzione non è della maggioranza [intervista a Nicola Mancino]
«l’Unità», 3 gennaio 2003 [p. 3]
Marcella Ciarnelli, Nonostante la legge Frattini sia stata confezionata su misura per lui Berlusconi si è impegnato a rinviarne la discussione in tutti i modi. Dice il premier: quella legge è considerata interessante da appena il 7 per cento degli italiani. Chissà se in quel 7 per cento ha contato anche se stesso. Il conflitto di interessi resiste. Venti mesi. Doveva essere varato nei primi 100 giorni. Rinvio dopo rinvio, sarà alla Camera a febbraio; Federica Fantozzi, Parla il capogruppo UDC alla Camera: più rispetto e attenzione tra i Poli. Volonté: Ciampi ha ragione
c’è bisogno di pluralismo. La legge che risolve il conflitto di interessi è tra le priorità del governo. La voteremo entro luglio, prima del semestre UE [intervista a Luca Volontè]; Luana Benini, Parla il senatore DS: opposizione e maggioranza devono confrontarsi. Passigli: quella legge vìola il principio di uguaglianza. Una convenzione sulle leggi Frattini, l’autority, la Gasparri, la legge elettorale, quella sulla forma dello Stato [intervista a Stefano Passigli]; f. me, Nella Finanziaria, una sanatoria per il sisma del ’90. Tra i maggiori beneficiari, le aziende di famiglia del ministro delle Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo. Un altro conflitto di interessi: il condono siciliano
2003-01-02
Medio Oriente: territori occupati.
Continuano le morti. Un commando di Arafat uccide un ebreo settantenne e ne brucia il cadavere, una vendetta contro le uccisioni di palestinesi. Uccisi 5 palestinesi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 gennaio 2003 [p. 7]
Umberto De Giovannangeli, Le atroci morti di un ebreo settantenne ucciso e poi bruciato da un commando di Al Fatah e di un neonato palestinese di dieci giorni. Cala il consenso alla politica del premier che vede diminuire nei sondaggi il numero dei seggi rispetto ai precedenti rilevamenti a causa del «Likudgate». Territori, l’anno inizia con altro sangue. Uccisi 5 palestinesi. Sharon punito nei sondaggi per lo scandalo dei voti comprati. Incursioni di Tsahal in Cisgiordania e Gaza. La notte d’angoscia degli abitanti di Maor. A Tel Aviv movimentata udienza del processo a Marwan Barguthi: il leader dell’Intifada percosso dagli agenti; Emirati arabi. Denuncia uno stupro di gruppo e va in carcere come adultera; u.d.g. (Umberto De Giovannangeli), Il capolista del partito Hadash Ta’al escluso dalle prossime elezioni politiche: non mi fermeranno
«Un insulto la Knesset vietata agli arabi» [intervista a Ahmed Tibi]
«La Stampa»
«La Stampa», 3 gennaio 2003 [p. 11]
Aldo Baquis, Incursione dell’esercito a Gaza e a Rafah, centinaia di intossicati in un campo militare. Medio Oriente, una lunga giornata di orrori. Assedio di tre ore a un palestinese asserragliato a casa di una coppia di coloni: ucciso. Un anziano ebreo ammazzato e arso vivo da un commando di Al Fatah. Un bimbo di dieci giorni muore sull’ambulanza dopo una lunga sosta a un posto di blocco
2003-01-02
Iraq:
Il vice premier iracheno accusa Washington di volersi impadronire del petrolio e afferma che nessuno ha trovato armi proibite nascoste in Iraq. Il capo degli ispettori ONU, Hans Blix, sarà nella capitale irachena tra il 18 e il 20 gennaio.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 gennaio 2003 [p. 8]
Toni Fontana, Il vice premier iracheno ha accusato Washington di volersi impadronire del petrolio: nessuno ha trovato armi proibite nascoste nel nostro paese. Tra il 18 e il 20 gennaio Blix nella capitale irachena. Il ministro degli Esteri tedesco smentisce di aver mai parlato di un piano russo-americano per rovesciare il rais. L’Iraq accusa: gli USA vogliono invaderci. Il capo degli ispettori ONU prepara il viaggio a Baghdad. Voci e smentite sulla fuga di Saddam. A metà gennaio l’opposizione al rais si riunirà per la prima volta all’interno del paese. Secondo il Times Blair si appresta ad inviare 12.000 soldati, sette navi da guerra e una portaerei nel Golfo; Crisi nordcoreana. Seul punta su Mosca per costruire un fronte diplomatico; La lettera. Appello alla pace Ciampi ringrazia il Papa; Alfio Bernabei, Cresce la sfiducia nel primo ministro inglese, in calo nei sondaggi. La stampa: perché Downing Street invece di pensare all’Iraq non risolve i problemi interni? Preso dalla guerra, Blair perde smalto in casa sua
«l’Unità», 4 gennaio 2003 [p.2]
Toni Fontana, Secondo il Financial Times l’Arabia Saudita potrebbe tentare di convincere il rais a lasciare la guida del paese per evitare un attacco. Il presidente americano arringa le truppe nella base di Fort Hood in Texas: «se saremo costretti a farlo, agiremo». Nuovi raid angloamericani sulla No fly zone. «Pressing dei paesi arabi per esiliare Saddam». Il presidente Bush parla ai soldati americani: noi siamo pronti. Ci attendono ore cruciali. Il vice di Saddam attacca gli ispettori: usano i metodi delle spie. Blix: stiamo analizzando i materiali trovati. I caccia americani lanciano 480mila volantini sulle città del sud: iracheni ribellatevi al rais; Da New York a Baghdad. Parenti delle vittime dell’11 settembre visiteranno l’Iraq; Roberto Monteforte, «Niente messa per l’Epifania». I padri Comboniani contro la guerra. In Puglia i missionari cancellano la cerimonia: fermiamo un nuovo conflitto
«l’Unità», 4 gennaio 2003 [p.30]
Marina Sereni, Tutto il possibile per avere la pace. Le settimane che verranno saranno cruciali per la situazione internazionale, in particolare per lo scenario irakeno. L’Italia può e deve fare la sua parte in tutte le occasioni
2003-01-02
Venezuela
2 gennaio: Il paese è paralizzato dallo sciopero generale. Il presidente, Hugo Chavez, lancia un appello affinché la diplomazia internazionale raggiunga un accordo con l’industria i sindacati e con i militari contrari al suo regime.
3 gennaio: due persone uccise e decine rimangono ferite negli scontri tra sostenitori del Governo e oppositori. Minacciato lo stato d’emergenza.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 5 gennaio 2003 [p.8]
La crisi a Caracas si aggiunge all’agenda nera LatinoAmericana; Francesca Ambrogetti, Dopo i morti di venerdì il presidente prospetta la linea dura. Venezuela, minacciato lo stato d’emergenza. Il Governo chiede all’Algeria tecnici petroliferi per fare funzionare gli impianti. Un ufficiale fuggito a Miami: «Chàvez legato ad Al Qaeda»; Mimmo Càndito, Gli Stati Uniti di fronte alla nuova geografia politica del subcontinente. Un secondo «Asse del male», nel cortile di casa, Washington sospetta una pericolosa alleanza tra Chávez, Lula e Castro
2003-01-03
L’ Associazione nazionale magistrati (ANM) invita tutti i suoi iscritti a presentarsi il 13 gennaio all’inaugurazione dell’anno giudiziario, il 18 alle inaugurazioni locali e il 25 nelle sedi della Corte d’Appello esibendo una copia della Costituzione. Le manifestazioni per difendere l’autonomia della magistratura, per protestare contro l’offensiva anti giudici dei partiti della maggioranza di governo e la minacciata controriforma della giustizia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 gennaio 2003 [p. 6]
Luana Benini, Temono che il richiamo di Ciampi sull’autonomia della magistratura resti lettera
morta. Calvi: un gesto opportuno di civile protesta. Chiti: un gesto che conferma il disagio che c’è nella magistratura. Castelli (MD): se passasse il progetto della destra sarebbero stravolti gli assetti attuali. La Costituzione della Repubblica in mano. Una protesta forte e simbolica. Perché le riforme annunciate preoccupano i magistrati; Susanna Ripamonti, Bisognerebbe velocizzare i processi: nulla è stato fatto. Troppi problemi irrisolti rischiano di far naufragare il sistema giudiziario. «Giustizia, è stato l’anno delle riforme mancate» [intervista a Edmondo Bruti Liberati]; Simone Collini, Politica e movimenti», un incontro condotto da Nanni Moretti con Cofferati, Mussi, Bindi, Ginsborg, Vendola. E i Social Forum, CGIL, Aprile, ARCI... Firenze, venerdì un girotondo molto particolare
«l’Unità», 5 gennaio 2003 [p.1-p.2-p.31]
p.1-Titolo: Costituzione: come l’aglio per Dracula. Fini e la destra condannano i giudici che vogliono tenere in mano la Carta. Gerardo D’Ambrosio: il progetto del governo è di sottomettere la giustizia;
p.1-p.31-Editoriale, Furio Colombo, Riforme insieme esserci o non esserci;
p.1-p.3- Simone Collini, Il vicepremier: usano come alibi il presidente della Repubblica. È un atteggiamento pretestuoso, istituzionalmente inaccettabile. L’ANM: difendiamo in modo intransigente l’indipendenza della magistratura, che è una garanzia non per i giudici ma per i cittadini. L’ira della destra sulle toghe con la Costituzione. Come Ciampi, esibiranno una copia della Carta. Fini: è una provocazione; Susanna Ripamonti, Un errore legare la riforma dell’esecutivo a quella sulla magistratura. «E ho sempre avuto la Costituzione in mano, nel cuore o nella mente». «L’indipendenza dei giudici non è negoziabile» [intervista a Gerardo D’Ambrosio]
p.3- s. r. (Susanna Ripamonti), Parla il presidente di Magistratura Democratica: temiamo una riforma che intende cambiare il ruolo dei magistrati nell’ordinamento istituzionale Pepino: perché tanto fastidio? La fedeltà alla Costituzione va condivisa; Carceri. Disobbedienti a Poggio Reale
2003-01-03
Ulivo: si discute delle proposte di riforma costituzionale. Differenze di accenti fra i vari partiti, confronto aperto anche sull’eventuale dialogo con la maggioranza.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 gennaio 2003 [p. 8]
Ninni Andriolo, Urbani e Bonaiuti tendono una mano all’opposizione: discutiamo. Ma il presidente del Consiglio già pensa al «grande balzo» da Palazzo Chigi al Quirinale. Nel centrosinistra ancora posizioni diverse: accettare o no il dialogo con la destra guidata da un premier che ha accentrato nelle sue mani un enorme potere. L’Ulivo cesella la proposta per le riforme. E la destra marcia sul doppio binario: qui Berlusconi offre il dialogo, là i leghisti minacciano; s. c. (Simone Collini), Antonello Falomi (DS): le condizioni per il dialogo ancora non ci sono [intervista a Antonello Falomi]
«l’Unità», 5 gennaio 2003 [p. 2]
Ninni Andriolo, Urbani, ministro e consigliere di Berlusconi, aveva riproposto il presidenzialismo. Il segretario di AN: trattiamo sull’elezione diretta del premier. Il sogno quirinalizio di Berlusconi perde un alleato. Angius: una novità. Ma bisogna discutere su forma di Stato e di governo, garanzie e conflitto di interessi. La destra si divide sui poteri del Colle. Fini dice sì al premierato, Bossi lo stoppa. Cauto apprezzamento dal centrosinistra; Pasquale Cascella, Quel voto sul Federalismo, fu errore vero?
2003-01-03
Il ministro di Grazia e giustizia, Roberto Castelli (Lega), trasmette al governo francese la richiesta di estradizione per tre terroristi italiani residenti in Francia: Cesare Battisti, condannato a 2 ergastoli per 4 omicidi; il brigatista rosso Enrico Villimburgo condannato per partecipazione al sequestro Moro e varie uccisioni fra cui quelle del colonnello dei carabinieri Varisco e del vicepresidente del Vittorio Bachelet; Roberta Cappelli accusata per l’uccisione del generale Enrico Galvanigi e al rapimento D’Urso. L’estradizione sarà negata in forza della cosiddetta dottrina Mitterand.
2003-01-03
Michele Pegna, arrestato il 17 dicembre 2002 sospettato di appartenenza alle nuove BR, è scarcerato per un vizio di procedura relativo al mandato di arresto. Tuttavia Pregna è inviato a Sulmona in una casa di lavoro.
2003-01-04
Gianfranco Fini, vicepresidente del Consiglio, intervistato dal «Corriere della sera» polemizza con l’Associazione nazionale dei magistrati che ha annunciato l’intenzione di protestare in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario contro la riforma della giustizia che il governo sta elaborando. Aperture invece sulla riforma istituzionale. Il leader di Alleanza Nazionale (AN) modificando l’impostazione presidenzialistica propone l’elezione diretta del capo del Governo (premierato) su cui chiama al confronto l’opposizione. Cauti apprezzamenti dall’Ulivo, decisamente contrari Verdi, PDCI, Sinistra DS e Rifondazione. Dubbiosa la Margherita.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 gennaio 2003 [pp.1-3-p.31]
p.1-p.3- Simone Collini, Susanna Ripamonti, Costituzione: come l’aglio per Dracula. Fini e la destra condannano i giudici che vogliono tenere in mano la Carta. Gerardo D’Ambrosio: il progetto del Governo è di sottomettere la giustizia;
p.1-p.31- Editoriale, Furio Colombo, Riforme insieme. Esserci o non esserci;
p.2- Ninni Andriolo, Urbani, ministro e consigliere di Berlusconi, aveva riproposto il presidenzialismo. Il segretario di AN: trattiamo sull’elezione diretta del premier. Il sogno quirinalizio di Berlusconi perde un alleato. Angius: una novità. Ma bisogna discutere su forma di Stato e di governo, garanzie e conflitto di interessi. La destra si divide sui poteri del Colle. Fini dice sì al premierato, Bossi lo stoppa. Cauto apprezzamento dal centrosinistra; Pasquale Cascella, Quel voto sul Federalismo, fu vero errore?;
p.3- Simone Collini, Il vicepremier: usano come alibi il presidente della Repubblica. È un atteggiamento pretestuoso, istituzionalmente inaccettabile. L’Anm: difendiamo in modo intransigente l’indipendenza della magistratura, che è una garanzia non per i giudici ma per i cittadini. L’ira della destra sulle toghe con la Costituzione. Come Ciampi, esibiranno una copia della Carta. Fini: è una provocazione; Carceri. Disobbedienti a Poggio Reale; Susanna Ripamonti, Gerardo D’Ambrosio ex procuratore di Milano. Un errore legare la riforma dell’esecutivo a quella sulla magistratura. «E ho sempre avuto la Costituzione in mano, nel cuore o nella mente»
«L’indipendenza dei giudici non è negoziabile» [intervista]
«La Stampa»
«La Stampa», 5 gennaio 2003 [p.3]
Il modello proposto dal vicepremier è già in vigore in altri Paesi: Cos’è. Il voto su progetto della Bicamerale nel ’97. Così all’estero. Israele. Gran Bretagna; Amedeo La Mattina, No da Verdi, PDCI, Sinistra DS, il centrosinistra chiede un’«intesa anche su conflitto di interessi e informazione». Riforme: l’Ulivo apprezza Fini, Bossi frena, Il vicepresidente del Consiglio apre al premierato. Il ministro sono per il presidenzialismo; Antonella Rampino, Il vicepresidente del Senato: buona base di discussione, io la pensavo così già nel ’97. Fisichella: bene Gianfranco ma i poteri del Colle restino. «Il presidente resti super partes e non sia eletto a suffragio universale». «Il quadro, anche da noi, è complesso: non penso porterà a qualcosa [intervista a Domenico Fisichella]; a.l. m., «Il leader di AN parla di premierato, ma in realtà vuole l’uomo forte». «Nel merito non c’è nessun passo in avanti». Franceschini: presenteremo il nostro piano e discuteremo, non sarà un inciucio [intervista a Dario Franceschini]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 7 gennaio 2003 [pp.1-2]
p.1-L’Ulivo e le riforme. Il partito del No martella, Fassino e Rutelli vacillano. I verdi e Cossutta accendono la miccia dell’indulto. Correntone inquieto;
p. 2-Pialuisa Bianco, L’Ulivo alla prova del fuoco. Perché sulle grandi riforme le due sinistre non riescono a dialogare. L’ala moderata vorrebbe andare avanti ma gli incendiari del “NO” temono di perdere il controllo della piazza
2003-01-04
Palestina- Israele
Il presidente dell’ANP Arafat denuncia il progetto, voluto dal premier israeliano Sharon, della costruzione di un muro di 350 chilometri attorno a Gerusalemme. Invita l’opinione pubblica mondiale a prendere coscienza della gravità dell’iniziativa. Denuncia, inoltre, la confisca della terra dei palestinesi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 gennaio 2003 [p. 12]
Umberto De Giovannangeli, Arafat: abbattete il muro di Israele. Il presidente dell’ANP accusa Sharon e denuncia la confisca delle terre ai palestinesi; u. d.g. (Umberto De Giovannangeli), L’autore del libro «Gerusalemme allo specchio» denuncia gli opposti nazionalismi: l’obiettivo è una capitale di due Stati. «La Città Santa può essere una città aperta». Come spesso nel suo passato Gerusalemme è ancora oggi una città in guerra con se stessa. Ritengo che sia inevitabile ricercare un compromesso che porti a una sovranità condivisa e senza muri divisori [intervista a Amos Elon]
«La Stampa»
«La Stampa», 5 gennaio 2003 [p. 8]
Aldo Baquis, Agricoltori palestinesi espropriati per la nuova linea di 364 km. Arafat: ci rubano le terre per fare il Muro. «La barriera tra Israele e i Territori circonderà anche Gerusalemme»
2003-01-04
Iraq
Sempre più stretti i rapporti fra Francia e Germania per evitare il conflitto. Mosca ribadisce che l’ultima parola spetta all’ONU. A Londra il premier manifesta più prudenza anche se annuncia che invierà altri 20.000 soldati nel Golfo Persico. Gino Strada da Kabul si pronuncia per la pace.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 gennaio 2003 [p. 11]
Toni Fontana, Secondo un anonimo ministro il conflitto si allontana ma la stampa britannica sostiene che Blair invierà presto altri 20.000 soldati. Il premier turco a Damasco: evitare la guerra Chirac contatta Schröder. Mosca: l’ultima parola spetta all’ONU. Nuovi raid e volantini USA nel sud del paese. «Un po’ meno vicina la guerra all’Iraq». Per Londra la possibilità di un conflitto scende al 40%. Ma la macchina bellica non si ferma; Lo spiegamento militare in Medio Oriente (mappa); Gino Strada a Kabul e Baghdad per dire no al conflitto; Gianni Marsilli, La Realpolitik della sinistra europea
2003-01-05
Israele- Palestina
Israele: a Tel Aviv due militanti palestinesi compiono un attentato suicida. 23 morti e più di 100 feriti. Il governo Sharon annuncia una durissima rappresaglia contro la popolazione palestinese.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 6 gennaio 2003 [pp.1-3]
p.1-Uno dei più sanguinosi attentati dall’inizio della seconda Intifada. Nella notte rappresaglia ei Israele: missili su Gaza. Tornano i kamikaze, massacro a Tel Aviv. Ventitré morti e oltre cento feriti alla stazione degli autobus; Editoriale, Igor Man, Credere ancora nella pace;
p. 2- Fervono in Medio Oriente i preparativi per un possibile conflitto; Algeria, Capodanno di sangue con 56 civili e militari massacrati; Al Qaeda voleva vendere diamanti ad alcuni gioiellieri londinesi; Paolo Mastrolilli, Forze speciali e agenti CIA sarebbero già infiltrati per dare la caccia alle rampe del rais. Israele, nuovi missili per difendersi da Saddam. Riuscito il test per evitare i danni che gli Scud inflissero nella guerra del ’91; e.st., Altri controlli a sorpresa a Baghdad; Giulietto Chiesa, Nel caso di un’escalation militare tra Stati Uniti e Iraq. Due navi di Mosca nel Golfo «a tutela dei nostri interessi». La «Maresciallo Shaposhnikov» e la «Ammiraglio Panteleev» unità sommergibili, sono partite dal porto di Vladivostok;
p. 3- Titolo: Strategia del terrore a tre settimane dalle elezioni politiche; Aldo Baquis, Centodieci feriti, molti sono clandestini dell’Est europeo e dell’Asia. Rappresaglia israeliana: 10 missili su Gaza. Due kamikaze a Tel Aviv, 23 morti. Attentato di Hamas e Jihad nel quartiere degli immigrati; Mimmo Càndito, Stillicidio in attesa del Golfo; Paolo Mastrolilli, L’esperto di intelligence e strategia non esclude però l’azione di «cani sciolti». «Sono attacchi elettorali a nome della Siria». Luttwak: Bashar Assad non vuole la pace e ogni bomba serve ad allontanarla [intervista a Edward Luttwak]
«La Stampa», 7 gennaio 2003 [p.2]
Titolo: Le ripercussioni dell’attentato di domenica; Ciampi: così si fa retrocedere la causa della pace. La solidarietà di Pera e Casini allo Stato ebraico; Washington: «Gerusalemme ha il diritto di difendersi consapevole delle conseguenze che questo comporta»; Aldo Baquis, Dopo la strage nel centro di Tel Aviv in cui sono morte ventidue persone e 120 sono rimaste ferite. Israele replica con un raid e blocca i dirigenti ANP. Londra protesta: gli inviati di Arafat dovevano illustrarci il piano di riforme; A Gaza dai palestinesi: ha taciuto la fonte della rivendicazione. Arrestato l’inviato di Al Jazeera; Fiamma Nirenstein, Gli psicologi avevano dettagliatamente disegnato il profilo dell’attentatore suicida singolo. I kamikaze in coppia, la nuova «arma letale». Cade la figura tradizionale dell’uomo-bomba che cerca solitario il martirio
«Il Foglio»
«Il Foglio», 7 gennaio 2003 [pp.1-2]
p.1- La strage di Tel Aviv. Sharon accusa Arafat, s’infuria con Blair e aspetta che cada Saddam. Israele blocca la delegazione ANP in viaggio verso Londra: volete fare la pace? Fatela qui. Le mosse britanniche. Chiuse tre Università arabe;
p. 2- Amud Rishon. Israele riflette sulla legge che esclude dalle elezioni chi non riconosce lo Stato ebraico; Marina Valensise, Parla il portavoce del governo Sharon. Per fermare i kamikaze è necessario a la guerra all’Iraq (e ad Arafat)
2003-01-06
Confindustria: il presidente Antonio D’Amato, nella tradizionale lettera di inizio anno agli associati, scrive che le riforme istituzionali pur essendo necessarie non debbono rappresentare un alibi rispetto alle riforme economiche e sociali.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 7 gennaio 2003 [p.6]
Confronto sui sistemi di governo: Casa delle libertà. Cancellierato. Premierato. Ulivo. Cancellierato. Premierato; r. gi., Il presidente di Confindustria: “Muoversi con tempestività”. Marzano: ”D’accordo. Ma la stabilità politica aiuta gli investimenti”. D’Amato: riforme? Pensiamo prima all’economia”. “Rilanciare occupazione e sviluppo senza preoccuparsi dei temi istituzionali”; Roberto Ippolito, “È molto importante un tentativo di dialogo fra tutti i partiti”. “La priorità, una democrazia efficiente”. L’industriale Divella: regole migliori possono aiutare la ripresa [intervista a Francesco Divella]; u. l. r. , Il ministro centrista: avanti col dialogo, faremo da soli se l’Ulivo ci costringerà a fare così. “Bossi stia tranquillo, la strada è quella giusta”. Buttiglione: accettiamo il suo invito alla prudenza, ma non s’illuda a farci cambiare idea [intervista a Rocco Buttiglione]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 8 gennaio 2003 [p.3]
Editoriali, L’avvertimento di Confindustria. Riforme istituzionali? No, prima quelle economiche. Ecco il perché
2003-01-06
Sanremo (Imperia): un ordigno incendiario è lanciato da ignoti contro la sede del Centro culturale islamico.
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