XIV Legislatura - II governo Berlusconi
XIV Legislatura - 2001-2006
II Governo Berlusconi
10 giugno 2001-23 aprile 2005
2003-03-08
Israele Palestina
A Gaza City, cinque missili sparati dagli elicotteri israeliani colpiscono l’auto di Al Maqadme, leader fondatore di Hamas e capo di «Ezzedin al-Qassam», il braccio armato del movimento integralista palestinese. Uccisi insieme a Al Madadme gli altri tre passeggeri dell’auto. Hamas reagisce all’uccisione del suo capo promettendo vendetta. Lo stesso giorno si riunisce il Comitato centrale dell’OLP per approvare la nomina a primo ministro di Abu Mazen. Arafat ed invita i palestinesi a cessare gli attacchi contro lo stato ebraico per spezzare la spirale di violenza.
«l'Unità»
«l’Unità», 9 marzo 2003 [p.12]
Umberto De Giovannangeli, L’auto di Al Maqadme centrata da 5 missili. Riunione del Consiglio centrale dell’Olp per il via libera alla nomina di Abu Mazen a primo ministro. «Uccideremo politici e ministri di Sharon». Hamas promette vendetta dopo l’assassinio di uno dei suoi capi. Arafat: basta con gli attentati; Gerusalemme. Il capo della CIA Tenet incontra il premier Sharon; L'intelligence americana sulle tracce di Osama. Mistero sull’arresto dei figli
«La Stampa»
«La Stampa», 9 marzo 2003 [p.12]
Torna esplosiva la situazione in Medio Oriente; Il premier candidato, da sempre un «canale» con lo Stato ebraico; Aldo Baquis, Dopo l’«esecuzione mirata» di uno dei fondatori dell’organizzazione. Hamas: da oggi uccideremo ministri e politici di Israele. Ibrahim Maqadmeh è stato colpito in auto con razzi lanciati da elicotteri. Arafat candida Abu Mazen a primo ministro e chiede ai suoi una tregua
2003-03-08
Iraq
Washington, il Pentagono ribadisce la volontà americana di attaccare l’Iraq, anche al di fuori delle risoluzioni dell’Onu. Parte una intensa campagna di pressione anglo- americana sui Paesi membri non permanenti del Consiglio di sicurezza (Angola, Camerun, Guinea, Messico, Cile, Pakistan, Siria, Bulgaria) nel tentativo di ottenere l’appoggio alle posizioni oltranzistiche. Contemporaneamente gli USA intensificano i raid aerei nel sud dell’Iraq.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 marzo 2003 [pp.1-4-p.35]
p.1- Titolo: Ultime ore, si può ancora salvare la pace? Il personale ONU lascia il confine iracheno. Il Vaticano: la guerra unilaterale uccide le Nazioni Unite. D’Alema chiede dove sia finito il governo che «dà del tu al mondo». 50mila in corteo a Camp Darby;
p.1-p.35- Editoriale, Furio Colombo, Il timer batte sempre più in fretta; Walter Veltroni, Guerra e pace. E venne il giorno di dire no;
p.2- Toni Fontana, Il raìs chiede la fine dell’embargo. Distrutti altri sei missili proibiti. Personale Onu via dal confine Iraq-Kuwait; Alfio Bernabei, Blair spera nell’ONU per fermare la fronda laburista. I deputati ribelli chiedono al premier un nuovo voto in parlamento. I pacifisti ancora in piazza; Umberto De Giovannangeli, Valerie Lucznikowska. È una delle fondatrici americane dell’«Associazione dei familiari delle vittime dell’11 settembre per un domani di pace». «No alla guerra in nome dei morti delle Torri» [intervista];
p.3- Roberto Rezzo, USA e Francia, doppio pressing sull’ONU. Forse martedì il voto. Bush pronto alla guerra da solo. Mosca: attenti a violare la carta delle Nazioni Unite; Le divisioni al Consiglio di Sicurezza (scheda); Roberto Rezzo, Armi nucleari in Iraq, false le prove di Bush. Gli ispettori accusano gli USA. Washington: avete nascosto i loro aerei proibiti; Giancesare Flesca, Blix, un defilato mandato in prima linea;
p.4- Siegmund Ginzberg, La battaglia di Baghdad; Attacco americano rapido e massiccio all’Iraq (mappa); Le forze in campo. Un’armata di 250mila uomini in attesa dell’ordine di attacco; Bruno Marolo, «Saddam ha comprato false divise USA». Washington accusa ma non mostra prove: l’Iraq tenterà di incolpare i marine di atrocità di guerra;
p.6- Gabriel Bertinetto, Esilio via maestra per evitare la guerra. stremi tentativi della diplomazia araba per convincere il raìs a lasciare il paese; Lettera a Bush. Paulo Coelho: grazie. Hai unito i pacifisti;
«l’Unità», 9 marzo 2003 [pp.7-8]
p.7- Ninni Andriolo, «Ora Berlusconi deve dire con chi sta». D’Alema e Fassino: sulla guerra venga in Parlamento e si assuma le sue responsabilità; s.c., Continua il silenzio di Palazzo Chigi; Roberto Monteforte, «Con l’intervento USA finirà l’ONU». L’arcivescovo Martino: rischio gravissimo, sappiamo come fallì la Società delle Nazioni; Andrea Carugati, Il presidente della Commissione presenta a Bologna il nuovo libro di Napolitano: rispondiamo alla gente che espone le bandiere della pace, ci chiede una parola comune. Prodi: finché l’Europa resta divisa è destinata a non contare nulla;
p.8- Vincenzo Vasile, Camp Darby, in 50.000 per la pace. Il corteo aperto dalle donne con un grande striscione: «Fuori la guerra dalla storia»; L’area militare. Pisa. Camp Darby. La Navicella. Livorno (scheda); Roberto Monteforte, Mario Agnes direttore Osservatore Romano. Il nostro «Mai alla guerra» serviva per parlare al cuore di tutti. Ringrazio L’Unità per averlo riprodotto. «Tracotante l’ultimatum di Bush» [intervista]; Massimo Solani, All’insegna della difesa della pace la giornata della donna, celebrata ieri in tutta Italia con manifestazioni e convegni. Una fiaccolata a Roma
8 marzo, le mimose tra i colori dell’arcobaleno
«La Stampa»
«La Stampa», 9 marzo 2003 [pp.1-3-pp.5-6]
p.1- Titolo: Martedì al Consiglio di sicurezza dell’ONU il voto sulla risoluzione. In migliaia alla marcia pacifista di Camp Darby. Mosca: sanzioni agli USA se attaccano da soli. Washington cerca appoggi per l’ultimatum. Saddam: via l’embargo;
p.1-p.6- Editoriale, Barbara Spinelli, Bush e il destino manifesto;
p.2- A due giorni dal voto le posizioni si radicalizzano; Anna Zafesova, Per Ivanov la guerra unilaterale violerebbe la carta dell’organizzazione. Mosca: sanzioni ONU agli USA in caso di un attacco solitario. «Non faremo passare la nuova risoluzione, il modo non è un problema: è soltanto una questione tecnica». I toni sempre più duri forse sono un segnale di una frattura al Cremlino; Maurizio Molinari, Amministrazione militare in attesa del passaggio alle Nazioni Unite. Il dopo Saddam secondo Bush. Tre zone divise tra americani, inglesi e russi; Paolo Mastrolilli, Continua il giallo sui figli di Bin Laden. Il Pentagono si rivolge a un esperto di profezie per prendere Osama;
p.3- Continua la sfida delle diplomazie sulla crisi del Golfo; p. m., La bozza americana prevede un ultimatum che scadrà il 17 marzo. Bush ha fretta: la risoluzione ai voti martedì- Saddam prepara un nuovo rapporto sulle armi: ora toglieteci le sanzioni; La forza USA nel Golfo ( mappa); Paolo Mastrolilli, William Cohen, capo del Pentagono nell’amministrazione Clinton. «Solo il raíss può fermare il conflitto». «Il dittatore è stato avvertito, l’ONU ormai è fuori dai giochi» [intervista];
p.5- Henry Kissinger, L’ex segretario di Stato americano sulla crisi in estremo oriente. Coree il ritorno della Guerra fredda;
p.6- Ancora speranze di evitare il conflitto; Renato Rizzo, La solita guerra di cifre: 40 mila per gli organizzatori, poco più della metà per la Questura. «Raid» pacifista a Camp Darby. Bandiere colorate nella base USA. Tafferugli con i carabinieri quando i dimostranti hanno tagliato e superato le recinzioni. I portuali: entro domani decideremo le azioni di lotta contro le «navi della guerra»; Francesca Paci, Lettera dei pacifisti alle autorità di Baghdad. Scudi umani: dateci garanzie. «Vogliamo presidiare solo obiettivi civili»
«La Stampa», 10 marzo 2003 [pp.1-3- pp.5-6]
p.1- Titolo: Martino: il tempo è scaduto, imminente l’attacco a Saddam. La stampa inglese: Baghdad sarà conquistata in tre giorni. Powell: avremo il sostegno dell’ONU. Gli USA minacciano la Francia: «conseguenze» se userete il veto; Editoriale, Boris Biancheri, L’agonia delle regole;
p.2- La crisi del Golfo alla svolta finale; Raffaello Masci, Il ministro: «Le porte del tempio di Giano sono aperte». Martino: il tempo è ormai scaduto la guerra incombe». Fassino insiste: «L’Italia lavori per la pace e il Governo si schieri chiaramente con l’ONU». Anche il ministro Alemanno contrario a un conflitto: «Concordiamo una mediazione con i Paesi arabi»; La strategia dell’attacco (mappa); e. st., Carter attacca Bush: «Viola tutte le regole»; Maurizio Molinari, Anche i suoi più stretti collaboratori, come prevede la Costituzione, lo hanno lasciato con i suoi pensieri. Bush, una domenica solo con i Salmi. Alla Casa Bianca in raccoglimento prima di dare il via all’azione;
p.3- Gli ultimi fuochi della battaglia diplomatica per scongiurare un conflitto nel Golfo; Maurizio Molinari, Il segretario di Stato fiducioso di ottenere la maggioranza per l’approvazione della seconda rivoluzione sull’Iraq. Powell fa i conti: all’ONU avremo nove- dieci voti. Washington avverte la Francia: «Gravi conseguenze se porrà il veto»; Gli schieramenti al Palazzo di Vetro (scheda); Bob Schieffer, Tom Friedmann, Il consigliere per la Sicurezza nazionale. Da dodici anni il raíss si prende gioco dell’ONU. «Non c’è più spazio per i compromessi». Condoleezza Rice: un rinvio di due-tre mesi sarebbe inutile [intervista]
p.5- Paolo Mastrolilli, L’ex governatore italo-americano: Bush non ha più spazi di manovra. New York. Cuomo: «Non dormirà più sicura». La Grande Mela alla vigilia della guerra [intervista a Mario Cuomo]; Il più importante quotidiano nazionale si schiera. Il New York Times: no al conflitto senza l’ONU; (ApBiscom- AdnKronos), Fra loro la scrittrice de «Il colore viola». In manette 25 pacifiste davanti alla Casa Bianca; e. st., Un ministro: mi dimetto se c’è guerra senza ONU. Londra, perde i pezzi il Governo di Blair;
p.6- Marco Tosatti, All’Angelus invita alla preghiera per evitare lo scontro armato. Il Papa: l’alternativa pace-guerra è una scelta tra il Bene e Satana. Il Pontefice ha cominciato gli esercizi spirituali per la Quaresima: «Avrò presenti le preoccupazioni dell’umanità, soprattutto per la situazione in Iraq e Terra Santa»; Renato Rizzo, Disobbedienti contestati a Livorno. Ultras contro Casarini, è rissa. Portuali verso lo sciopero
«Il Foglio»
«Il Foglio», 11 marzo 2003 [p.1-p.3-p.5]
p.1- La Giornata nel mondo. Chirac: la Francia voterà no alla guerra all’Iraq; L’ipotesi Adler. Un analista informato dice che è probabile un esito senza guerra e con l’esilio condizionato di Saddam; Il dilemma di Putin. Chi sceglierà tra il multipolarista Ivanov, che minaccia il veto all’ONU, e il filoamericano Margelov?; Bush padre frena. Chiede tempo, pazienza e rispetto per alleati e ONU.
Senza citare il figlio; Blair fischia. Gordon Brown leale con il premier sull’Iraq, ma anche pronto per ogni scenario (compresa la successione);
p.3-. Editoriale, Berlusconi a profilo basso (1) Una rottura sarebbe strategica. ONU e UE non si salvano con l’ambiguità. La cautela sull’Iraq è comprensibile, purché non diventi reticenza; Editoriale, Ma la posta in gioco è alta (2). Berlusconi a profilo basso (1). Una rottura sarebbe strategica. ONU e UE non si salvano con l’ambiguità
p.5- Christian Rocca, Riusciranno i nostri eroi a esportare la democrazia in Medio Oriente?
2003-03-09
Paolo Mieli, designato presidente della RAI, è fatto oggetto duri attacchi da pare di settori del centrodestra e in particolare dalla Lega. Alla sede RAI di Milano contro il giornalista scritte antisemite. Solidarietà a Mieli dalla Comunità ebraica e dal centrosinistra. Dal Governo silenzio sulle garanzie richieste dal presidente designato. Un clima che porterà alla rinuncia il 12 marzo di Mieli.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 marzo 2003 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Antisemiti e Lega all’attacco di Mieli. Scritte fasciste a Milano contro il successore di Baldassarre: «No agli ebrei, la RAI agli italiani». Il giornalista: pessimo segnale. Bossi lo avverte: RAIDUE è di Milano. AN e FI: niente Biagi e Santoro;
pp.1-2- Nicola Tranfaglia, C’è la firma del mandante;
p.2- Oreste Pivetta, L’aggressione solo a poche ore dalla nomina. Per attaccarlo hanno dato fondo
al vocabolario razzista, a croci celtiche e svastiche. Le scritte scoperte all’alba da un redattore. L’altro ieri la Padania l’aveva definito un cerchiobottista buono per tutte le stagioni. Contro Mieli si scatena l’odio antisemita. Scritte fasciste sui muri della Rai: «No agli ebrei. Raus». La Lega lo avverte: RAIDUE a Milano; Ninni Andriolo, La destra lo ha già condannato: illiberale. Dà sui nervi il proposito di richiamare Biagi e Santoro. Storace strilla e Calderoli affonda: le scritte? Opera dei rossi;
p.3-o.p., Lapidario commento del giornalista. Nei prossimi giorni dovrà decidere e intanto conferma
le condizioni poste, malgrado gli attacchi da destra. Questa mattina primo incontro con il presidente del Senato, giovedì probabilmente il Consiglio d’amministrazione Il nodo del direttore generale,
di Biagi e Santoro. Il presidente designato: «Un pessimo segnale». Settimana cruciale per il successore di Baldassarre deciso a non cedere sulla sua autonomia; Roberto Rossi, «Non solo i graffiti, offesi anche dalla stampa». La comunità ebraica contro un editoriale de il Tempo che accusa Casini per aver messo in RAI non cattolici; Ciampi: attentissimo al riemergere di ogni forma di antisemitismo. La solidarietà di Pera e Casini. Fassino: un atto che ingenera vergogna e indignazione
«Gesto infame e da vigliacchi», la condanna è unanime
«l’Unità», 11 marzo 2003 [p.1-p.11]
p.1- Titolo: Vertici RAI. Mieli presidente, monta l’ostilità della destra;
p.1-p.11- F.C. (Furio Colombo), Il caso Mieli;
p.11- Natalia Lombardo, Il giornalista non va a un pranzo con Marcello Pera. Oggi la nomina sulla Gazzetta ufficiale, l’ultimo giorno utile per rifiutare l’incarico. Per sostituire Saccà si fa anche
il nome di Cappon. Scritte antisemite sono comparse anche fuori dalle sedi dell’ANPI di Milano e
della Regione Lombardia. Mieli stretto nella morsa del Polo. Il presidente designato della Rai vuole autonomia sulla scelta del direttore generale. È braccio di ferro; Fronte del razzismo; Achtung cattolici; Silvia Garambois, Il Cavallo di Troia della Destra. RAI spartita fra Lega, FI e AN. Il presidente troverà un campo minato
«l’Unità», 12 marzo 2003 [p.1-p.9-p31]
p.1-p.9- Natalia Lombardo, RAI, questo presidente non s’ha da fare. Paolo Mieli assediato dalla destra e da Tremonti non scioglie la riserva: il nuovo CdA già in bilico;
p.1-p.31- Carlo Rognoni, C’è un tranello in più;
p.9- Fabio Luppino, il colore dei soldi; Vincenzo Vasile, Ciampi: l’Italia deve tanto agli ebrei. Il capo dello Stato: sono profondamente italiani. Il paese, anche negli anni difficili, non è mai stato antisemita; Messaggi antisemiti su un forum del sito. Uno dei collaboratori: «Accusare noi per dei commenti comparsi nei forum è come accusare la Telecom delle telefonate che ha fatto Totò Riina»
I razzisti del web hanno colpito Indymedia; Ddl Gasparri, lunedì tutti i nodi al pettine»
«La Stampa»
«La Stampa», 10 marzo 2003 [pp.8-9]
p.8- Maria Teresa Meli, I problemi del neo-CdA, berlusconi vuole un direttore generale «forte». Un altro «caso Santoro» minaccia il nuovo vertice di viale Mazzini. Le polemiche innestate dalle dichiarazioni dell’ex conduttore di «Sciuscià». Socci, vicedirettore di RAIDUE: no alle pregiudiziali «fuori dalle regole»; Giuseppe Sangiorgio, Fassino: quelle scritte un atto infame e vigliacco; Amedeo La Mattina, Il presidente designato lascia capire che nessuno ha discusso con lui le tre condizioni che ha posto. «Un attacco inquietante: pessimo segnale». E ora Mieli potrebbe anche rifiutare l’incarico al vertice della RAI; Flavia Amabile, Parla il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma. Di Segni: episodio isolato da non enfatizzare. «Va certamente condannato ma non bisogna destare allarmismo» [intervista a Riccardo Di Segni];
p.9- Solidarietà e indignazione di tutto il mondo politico: Pera, Castagnetti, Fini, l’ambasciatore Gol;
Brunella Giovara, Le frasi csono comparse nella notte tra sabato e ieri sui muri di corso Sempione. Milano, sulla sede RAI insulti antisemiti contro Mieli. Gli insulti al presidente designato portano la vecchia firma dei neofascisti dei NAR. Altri attacchi sul sito di Indymedia, network di controinformazione legato ai new global; Giovanni Cerruti, Il leader della Lega: «Non si è ancora insediato, ma va già dicendo che tipo di televisione vorrebbe fare». «Una montatura dei soliti mafiosi rossi». Bossi: vogliono creare un martire, per rafforzarne l’immagine [intervista a Umberto Bossi]; Marco Neirotti, Il quotidiano subito critico con le scelte di Pera e Casini: «Il presidente farà il produttore, il regista, l’autore dei tesi e l’intervistato». Per «la Padania» un weel end con l’armatura
«La Stampa», 11 marzo 2003 [p.8]
Maria Grazia Bruzzone, Il decreto di nomina del nuovo vertice pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale, poi la scelta del direttore generale. RAI, al posto di Saccà favorito Mengozzi. E l’attuale amministratore dell’Alitalia. Nella rosa dei candidati anche Cappon. Previsti cinque vicedirettori interni. Giovedì il CdA elegge il nuovo presidente, nuove polemiche su Mieli
«La Stampa», 12 marzo 2003 [p.10]
I pareri dei politici; Rutelli sono un atto tremende resistenze; Cossiga: Casini e Pera in mutande di tela; Selva: comunque finisca la normativa va cambiata; Maria Grazia Bruzzone, Tremonti sta cercando una soluzione per «adeguare» lo stipendio del futuro direttore. RAI: Mieli è ancora in bilico, diplomazie al lavoro. Sul nome del direttore generale veto di Berlusconi: Saccà deve rimanere; Il monito del capo dello Stato in visita al campo di concentramento di Fossoli. Ciampi: gli ebrei sono profondamente italiani
2003-03-11
FIAT: l’Azienda ridimensiona ulteriormente Mirafiori. 1.800 lavoratori cassaintegrati non rientreranno più in fabbrica. Le linee ridotte da sette a quattro. Continuano le dismissioni.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 marzo 2003 [p.17]
Massimo Burzio, Obiettivo dell’azienda la saturazione degli impianti al 90%. Mancherà la produzione della Panda, la nuova Gingo prodotta in Polonia. Fiat ridimensiona ancora Mirafiori 1.800 cassintegrati non rientreranno più in fabbrica. Le linee ridotte da sette a quattro; Marco Ventimiglia, Lingotto, FIDIS venduta alle banche. Morchio: ora Toro e Avio
2003-03-11
Iraq
11 marzo: la Gran Bretagna senza consultare gli USA propone di spostare a fine mese l’ultimatum per il disarmo a Saddam. Un tentativo di Blair di ritardare temporaneamente la guerra per pacificare l’opinione pubblica britannica che lo accusa di subalternità nei confronti degli USA ormai decisi ad intervenire militarmente contro Saddam. Il segretario della Difesa assicura che gli USA sono pronti all’attacco anche senza l’alleato britannico. Dichiarazione che dovrà ridimensionare. Intanto in vista della nuova risoluzione sia i favorevoli a ravvicinare i tempi dell’intervento militare sia i fautori di una composizione pacifica della crisi irachena cercano di spostare a loro favore i 6 Paesi membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza (Messico, Cile, Angola, Pakistan, Guinea e Camerun). In conferenza stampa Il portavoce degli ispettori ONU annuncia che l’Iraq ha interrotto la produzione dei missili Al Samoud.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 marzo 2003 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Londra non consulta la Casa Bianca e chiede il rinvio a fine marzo. Forse domani il voto. L’OPEC: sufficiente la produzione di greggio. ONU, l’ultimatum a Saddam. Rumsfeld: attacco anche senza Gran Bretagna. Prodi crisi grave;
pp.1-2- Avraham B. Yehoshua, C’è una strada per evitare questa guerra;
p.2- L’Unione si interroga sulle divergenze interne di fronte al conflitto; Gli americani sulla ricostruzione «impiegheremo soldati iracheni»; Un set hollywoodiano in Qatar per i briefing di guerra di Franks; Enrico Singer, Il presidente della Commissione UE al Parlamento di Strasburgo. Prodi una crisi gravissima, ma non rassegniamoci. «Il caso Iraq ha un merito: costringerci a decidere quale Europa vogliamo»; Maria Chiara Bonazzi, Accusato di essere troppo accondiscendente con l’America. Blair assediato in casa tenta di ritardare la guerra. La maggioranza dei laburisti e dell’opinione pubblica è contro la guerra; e. st, Intervista del leader libico a un giornale francese. La provocazione di Gheddafi: «Bush come Hitler»;
p.3- Ultimi tentativi di superare lo stallo al Consiglio di Sicurezza; Testata in Florida nuova superbomba da 10 tonnellate. Potrebbe essere usata dagli USA in caso di attacco; Il portavoce degli ispettori ONU annuncia «Interrotta la produzione degli Al Samoud»; Maurizio Molinari, Primo attrito tra USA e Gran Bretagna, alleati di ferro. Slitta l’ultimatum. Rumsfeld: possiamo fare Londra. Washington colta in contropiede dalla proposta britannica di modifica della risoluzione (proroga della scadenza per il disarmo a fine mese). La Casa Bianca: «Il voto avvenga entro la fine di questa settimana»; Dopo 4 mesi dietro le quinte. Turchia, Erdogan nuovo premier; e. st., m.mo., Thomas Donnelly, esperto militare dell’American Enterprise Institute. «Sono i guai britannici i motivi della fretta USA». «Nessun problema climatico, le nostre truppe sono sempre pronte» [Intervista];
p.5- Maurizio Molinari, Ore decisive nella rincorsa a una nuova risoluzione. Al mercato dell’ONU. Braccio di ferro per sei voti; Corteggiati al Palazzo di Vetro; Cesare Martinetti, L’ex segretario generale che non fu rieletto per un veto americano. «Il Palazzo di Vetro ha già superato altre crisi». Boutros-Ghali: il Consiglio di Sicurezza è stato ignorato anche per il Kosovo [intervista a Boutros Boutros-Ghali]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 12 marzo 2003 [p.1-p.3]
p.1- La Giornata in Italia. Iraq, Ciampi difende l’ONU. sì di Casini al dibattito parlamentare: «È doveroso»; La Giornata nel mondo. Forse slitta l’ultimatum a Saddam. Bush: «in settimana si vota la seconda risoluzione»; Il sabato dell’ONU e dell’Iraq. Per Bush il tempo scade entro la settimana, Blair
(e arabi) all’ultima mossa. Londra, in difficoltà, prova con un altro emendamento. Il rais in esilio? Ci tenta ancora una delegazione. Dubbi egiziani. Una proposta dagli indecisi;
p.3- Editoriale, Attacco subito. I rinvii sono diventati la coda di un serpente che avvelena il mondo; Editoriale, Il sorvolo e la guerra. Chirac e Schroeder concedono le basi agli alleati USA, l’Ulivo no; Per il teologo Albacete «È un problema di identità del popolo americano». Perché i cattolici USA amano il Papa ma stanno con Bush; Soldati americani sul confine giordano e su quello saudita (con qualche imbarazzo di Riad. Saddam prende di mira le navi, Londra punta al suo aeroporto
«Il Foglio», 13 marzo 2003 [p.1-p.3-pp. I-II]
p.1- La Giornata nel mondo. Agli USA manca un solo voto al Consiglio di Sicurezza per far approvare la seconda risoluzione anti Iraq; I 7 uomini d’oro. Si ispirano più ad Ike che a John Wayne i comandanti che sul campo affronteranno l’Iraq; La lista inglese. Sei condizioni a Saddam, è l’ultima
mossa di Londra. Otto sì all’ONU, si allarga il gruppo di Bush; Un tranquillo dramma politico a Londra. Blair scommette sulla sua capacità di convincere e si difende attaccando. All’ONU si vede qualche risultato. Ma in patria la rivolta laburista è seria, come i guai legali e i dubbi di un vero amico. Dopo la stanchezza, ritrova la forma alla Camera;
p.3- Editoriale, Basta con la farsa, attacco subito. Conveniva al Cav. lasciare che questa candidatura si disfacesse? Bush non deve farsi impaludare dal gioco della guerra e della pace;
p.I- Lo stallo turco-americano. Stati Uniti fiduciosi: Erdogan Saddam vuole un esilio forzato ma da vincitore morale e politico sarà decisionista sull’Iraq. Qualcosa cambia col passaggio da Gül al suo leader. Qualche guaio resta; Una via d’uscita dalla crisi sull’Iraq. Saddam vuole un esilio forzato ma da vincitore morale e politico. Le trattative egiziane si sono fermate sulla richiesta di un espatrio dell’intero Governo. russi e arabi ci riprovano; L’asse texano-spagnolo. Le affinità elettive e di ferro
di Aznar con Blair e Bush. Madrid sta con Washington per salire in Europa. C’è già un po’ riuscita;
p.II -Sofri chiede: «Tiferete per l’Iraq?». I disobbedienti rispondono che il problema è un altro. Eccezioni: Don Vitaliano (che però dice: «anche il Papa è antiamericano»), Don Dell’Olio, Cento e Realacci. gli altri spiegano che ora male e bene sono troppo aggrovigliati
2003-03-11
Legge n.53/2003 (Legge Moratti)
precedente Senato 5-6 marzo 2003
Senato della Repubblica: discussione e approvato in via definitiva con 146 voti favorevoli, 101 contrari e 2 astenuti, il disegno di legge «Delega al governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale».
Il disegno di legge, la cosiddetta Riforma Moratti, prevede la riforma dei cicli scolastici, la figura del tutor, la reintroduzione del voto di condotta, la valutazione con portfolio che può indurre la ripetizione dell’anno, lo studio obbligatorio di 2 lingue, il ripristino degli istituti professionali.
«Gazzetta Ufficiale», 2 aprile 2003. N. 77 [pp.6-21]
pp.6-14- Legge 28 marzo 2003, n.53. Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;
p.15- Lavori preparatori;
p.15- 21- Note
XIV Legislatura Senato della Repubblica sedute dell’11 e 12 marzo 2003
Seduta pomeridiana n. 353 - 11 marzo 2003 sintesi della seduta
Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale. Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Seguito della discussione
Seduta antimeridiana n. 354 -12 marzo 2003 sintesi della seduta
Dichiarazioni di voto e approvazione
2003-03-12
Paolo Mieli rinuncia a ricoprire la carica di presidente della RAI. Una scelta maturata dopo il lungo mobbing a cui la destra lo ha sottoposto in aperto contrasto con i presidenti di Senato e Camera che lo avevano designato.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 marzo 2003 [pp.1-4-p.32]
p.1- p.3- Pasquale Cascella, Bossi e il padrone hanno spinto fuori Mieli. Dopo un lungo mobbing della destra il presidente designato lascia: non ci sono le condizioni. Berlusconi: si va avanti lo stesso. Fassino: grave crisi istituzionale, hanno sfiduciato Casini e Pera;
p.1-p.32- Editoriale, Antonio Padellaro, Irrimediabile prepotenza;
(segue)
«Il Foglio»
«Il Foglio», 13 marzo 2003 [p.1-p.3-p.III]
p.1- La Giornata in Italia. Mieli rinuncia alla RAI. «Difficolta tecnico-politiche mi hanno
impedito di accogliere la vostra proposta», ha scritto ai presidenti delle Camere, ringraziandoli
per «gli sforzi compiuti»;
p.3- Editoriale, Il caso Mieli. Conveniva al Cav. lasciare che questa candidatura si disfacesse? No; Il no di Cofferati, il malpancismo del partito RAI, le pretese di Santoro. Non tutti a sinistra piangono per Mieli che rinuncia. Anzi;
(segue)
2003-03-12
Commissione d’inchiesta sull’affare Telekom-Serbia: audizione del senatore Francesco Cossiga che conferma sulla base delle informazioni ricevute l’ipotesi di tangenti anche ad esponenti italiani. Nelle sue dichiarazioni Cossiga scagiona, definendolo «l’innocente», Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca ministro del Tesoro.
XIV Legislatura Commissione bicamerale d'inchiesta sull'affare Telekom-Serbia
Audizione del senatore Francesco Cossiga
2003-03-12
Belgrado, è ucciso in un attentato il primo ministro serbo Zoran Djindjic. Proclamato lo stato di emergenza.
Commenti e resoconti
«Il Foglio»
«Il Foglio», 13 marzo 2003 [p.2]
L’esecuzione di Belgrado. Tutti quelli che avevano motivi per uccidere Djindjic. Il giro di vite su mafia e servizi segreti gli aveva procurato molti nemici
2003-03-13
All’indomani della rinuncia di Paolo Mieli, i presidenti della Camera e del Senato indicano la giornalista Lucia Annunziata. Immutato il consiglio di amministrazione: Francesco Alberoni, Angelo Petroni, Marcello Veneziani, Giorgio Rumi
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 marzo 2003 [p.1- pp.8-9]
p.1- Titolo: Alla RAI presidente Annunziata. Pera e Casini: nostra scelta autonoma. L’Ulivo: brava professionista, noi non abbiamo indicato nomi;
p.1-p.9- Pasquale Cascella, La prova del fuoco;
p.8- Marcella Ciarnelli, La seconda volta in RAI dopo la precedente nomina a direttore del TG3. Giornalista di razza corrispondente a Gerusalemme e grande inviata. Donna tosta, di carattere «Ho preso la mia decisione da sola, così un domani tutti saranno liberi di prendersela con me». La sfida di Lucia «Né con il Polo né con l’Ulivo»; Caterina Perniconi, Congratulazioni bipartisan. Dalle donne Livia Turco: «Splendido». Alessandra Mussolini: «È seria e capace». Miriam Mafai: «Di valore»; Giornalismo di regime. Oltre il comune senso del pudore; Nel sito della Fondazione Di Vittorio la critica al tentativo di dialogo dell’Ulivo. Le tre domande di Cofferati;
p.9- Natalia Lombardo, Casini e Pera scelgono la Annunziata. Designata presidente della RAI. L’Ulivo cauto: non ci rappresenta, giudicheremo dai fatti
«l’Unità», 15 marzo 2003 [p.11]
Natalia Lombardo, Venerdì si riunirà il nuovo Consiglio di amministrazione della RAI. Saprà la presidente neoeletta raccogliere il testimone lasciato da Paolo Mieli? Anche Bossi e Gasparri
«gradiscono». Sarà sostituito il direttore generale Saccà? Forse non subito. Ma intanto è sospeso lo sciopero dei giornalisti RAI. Dice sì Berlusconi, «padrone di sette reti». Il premier, che ha affondato Mieli, gradisce per ora la nomina di Lucia Annunziata; Simone Collini, Rutelli attacca Pera e Casini: «hanno fatto da soli». Irritazione anche verso i DS, che avrebbero dato il via libera ai presidenti delle due Camere; Rumi.: non saremo i camerieri del potere; Pasquale Cascella, La garanzia sospesa
«La Stampa»
«La Stampa», 14 marzo 2003 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: «Accetto in piena autonomia». Mieli: ottima decisione. Via libera dai DS senza consultare la Margherita. RAI, tocca a Lucia Annunziata. Scelta da Pera e Casini come nuovo presidente; Federico Geremicca, Fuori dagli schemi;
p.2- Soluzione blitz per Viale Mazzini; Montezemolo: una grande professionista. Serventi Longhi: auguri, compito difficile; Auguri dal «branco rosa»: «Finalmente ai vertici della TV una donna caparbia ed eccezionalmente preparata»; Maria Grazia Bruzzone, Gasparri soddisfatto: «La conosco da diversi anni e ho avuto modo di apprezzare le sue qualità». RAI, scelto il presidente: sarà Lucia Annunziata. Casini: «Con Pera ci siamo assunti in autonomia le nostre responsabilità». Il direttore generale Saccà: «i miei rapporti personali con lei sono ottimi»; Lite e querele tra Baldassarre e Petruccioli; Giovanni Cerruti, Positivo il commento del leader della Lega. Bossi: sì, è una buona idea. «Una persona fuori da giochi di potere»[intervista a Umberto Bossi];
p.3- Gli altri componenti del Consiglio d’amministrazione: Alberoni, Petroni, Rumi, Veneziani; Filippo Ceccarelli, Personaggio. Dalla stampa di sinistra ai vertici di Viale Mazzini. Quando Lucia scampò a un fulmine. Da bambina, un lampo la colpì dentro casa: rimase incolume. La sua storia di reporter parte dal «manifesto»: innammorata della cronaca, insofferente per natura se ne va negli Stati Uniti; r.i., Una nomina inattesa: quando Casini e Pera mi hanno telefonato, ero per strada. «La mia forza? Non ho fatto patti con nessuno». La nuova presidente: mai avuto contatti, né con il Governo, né con l’opposizione [intervista a Lucia Annunziata];
p.5- Le reazioni alla nomina al vertice di Viale Mazzini; Il Foglio apprezza: ottima idea la scelta di una donna. «È piena di difetti come noi, se ne freghi delle malignità»; Carlo Rossella: «Premiata una grande professionalità». Vespa: «Bellissima notizia, un colpo di genio»; Maria Teresa Meli, Dal segretario della Quercia una mossa in contropiede e gli alleati protestano: la Annunziata non era nella nostra rosa dei nomi. Il via libera dei DS senza consultare gli alleati. Il leader della Margherita s’infuria con Fassino e con i presidenti delle Camere; Fabio Martini, «Si sono fatti carico loro della scelta, bilanci e pluralismo dipenderanno da loro». Rutelli: ora la responsabiltà sarà tutta di Pera e Casini.«Lucia Annunziata è donna di notevoli qualità professionali ma non rappresenta l’Ulivo, la valuteremo per ciò che farà» [intervista a Francesco Rutelli]
«Il Foglio»
«Il Foglio», 14 marzo 2003 [p.1-p.3]
p.1- La Giornata in Italia. Lucia Annunziata è il nuovo presidente della RAI (dopo che Paolo Mieli,
mercoledì, aveva rinunciato alla guida di Viale Mazzini); In margine al caso Mieli. Follini vuole un Governo con più ambizione e meno soldati disciplinati. «Si prenda atto dell’autonomia della
società civile, la Rai è una buona occasione», dice il presidente UDC. Contro il neodirigismo;
p.3- Editoriale, Che può fare la presidente. Lucia Annunziata è una che sa fare: faccia, ci provi, e poi si vede
2003-03-13
Legge n.112/2004 (Riforma RAI-TV-Legge Gasparri)
Camera dei deputati: dopo il lungo esame delle Commissioni, iniziato nel settembre del 2001, inizia in aula la discussione sulla legge di riforma della RAI TV, «Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione».
«Gazzetta Ufficiale», 5 maggio 2004, n. 104 (supplemento) [pp.1-45]
pp.1-4- Sommario;
pp.5-34- Legge 3 maggio 2004, n. 112. Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione;
p.35- Lavori preparatori;
p.36-45- Note
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 13 marzo 2003
Seduta n. 280 - 13 marzo 2003 [video della seduta]
Progetti di legge: Assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI, nonché delega al Governo per l’emanazione del codice della radiotelevisione Discussione del testo unificato
successivo Camera 17-18 marzo 2003 >
2003-03-13
Ulivo.
Nelle forze della coalizione si discute in vista dell’Assemblea Nazionale previsto per il 15 aprile
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 marzo 2003 [p.11]
Luana Benini, I nuovi organismi potrebbero essere costituiti per un terzo dai partiti, un terzo
dagli eletti nelle istituzioni e un terzo dai movimenti. La minoranza DS: deve essere più aperta possibile. Franceschini (Margherita): se andiamo troppo in là ci troveremo davanti a tre elezioni. DS e Margherita: assemblea, ultimo treno per l’Ulivo. La Quercia lancia una nuova proposta. Di Pietro: ci sarò. Bindi: prendiamo tempo; Luigina Venturelli, I girotondi: ma noi non ci saremo. I movimenti: sì al confronto ma non a queste condizioni. Pardi: non vogliamo fare da specchietto per le allodole; Piero Sansonetti, Fausto Bertinotti segretario di Rifondazione Comunista. «Due i vantaggi di una vittoria del sì sull’articolo 18: l’estensione a tutti i lavoratori del diritto di non essere licenziati e una crisi gravissima per il Governo. «Con il referendum colpiremo al cuore la destra» [intervista]
«l’Unità», 14 marzo 2003 [p.30]
Paolo Sylos Labini, Enzo Marzo, Elio Veltri, Ulivo, ecco la nostra idea della Costituente. La prima cosa da fare è scrivere il Programma. Poi, la condivisione definitiva dovrebbe riguardare l’Ulivo, il centrosinistra, i movimenti, le associazioni e Rifondazione
«l’Unità», 15 marzo 2003 [p.10]
Aldo Varano, «Prima Cofferati e i girotondi dicevano: bisogna discutere non di regole ma di programma. Benissimo. Ora si dice: si parte dalle regole». «Mieli è stato fatto fuori dal premier. I DS non hanno suggerito alcun nome, la nostra preoccupazione è la crisi della RAI prodotta da due anni di Governo Berlusconi». Angius: con i veti e con i no si ferma l’Ulivo. «Chi ha paura delle regole e della democrazia?» Sulla RAI: «Il vero nodo è il conflitto d’interessi» [intervista a Gavino Angius]; Luana Benini, «Non riduciamoci solo a un patto elettorale». Cofferati e i Girotondi: non andremo all’Assemblea. Il Correntone propone «due fasi»; Caterina Perniconi, Fissato al 15 giugno il referendum sull’articolo 18. Una pioggia di critiche: le date sono troppo ravvicinate, così si disorientano gli elettori. Al voto dal 25 maggio. Il centrosinistra: una scorrettezza
«Il Foglio»
«Il Foglio», 14 marzo 2003 [p.3]
Fuggi fuggi generale dall’Assemblea di aprile dell’Ulivo. «Oddio, ancora Cofferati?», ormai si sbuffa anche nel Correntone
2003-03-13
Iraq
13 marzo: in Italia i pacifisti chiedono che il Parlamento sia aperto tutti giorni in una seduta continua. Rinviato all’ONU il voto sull’ultimatum, gli USA vogliono farne a meno. Duro scontro tra il premier inglese Tony Blair che insiste sull’intervento militare e il presidente francese Jacques Chirac che chiede più tempo per gli ispettori ONU e insiste sulla soluzione negoziale. Anche il presidente greco dell’Unione Europea sostiene che c’è ancora tempo per decidere.
In Italia, la moglie del presidente del Consiglio, Veronica Lario, a differenza di Berlusconi, confida alla rivista «Micromega» di essere solidale con i pacifisti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 marzo 2003 [pp.1-4-p.31]
p.1- p.3- Bruno Marolo, Bush insiste, il mondo resiste. Rinviato all’ONU il voto sull’ultimatum, gli USA vogliono farne a meno. Il prezzo della guerra per l’Europa: duro scontro tra Blair e Chirac;
pp.1-2- Gianni Marsilli, Londra- Parigi. Braccio di ferro nell’Unione;
p.1- p.4- Tony Fontana, Il reportage. Con i marines ai confini Kuwait-Iraq dove sta per cominciare il conflitto;
p.1-p.31- Baltasar Garzón, Signor Aznar si fermi;
p.2- g. m., L’ira di Blair su Parigi: avvelenate il negoziato. De Villepin: no alla logica di guerra. Gran Bretagna e Francia sull’orlo della rottura; Yoko Ono compra pagine per la pace; Quattro scenari per un premier. L’ipotesi peggiore. La maggioranza morale. L’opzione del compromesso. L’ipotesi migliore;
p.3- Gorbaciov. Saddam dimettiti come ho fatto io; Unione Europea. La presidenza greca:
c’è ancora tempo; Gabriel Bertinetto, Antrace e gas nervino, Saddam promette le carte. L’Iraq respinge le sei condizioni britanniche sul disarmo ma consegna all’ONU due dossier; Federica Fantozzi, Dana Milbank, Washington Post. La corrispondente dalla Casa Bianca: l’11/9 è stata una sveglia. La guerra fredda è finita, i nemici sono ovunque e le minacce vanno prevenute
«Per Bush, Onu e Nato sono retaggi del passato» [intervista];
p.4- Ankara. Forse nel week-end il sì al Fronte Nord; India. Attentato sul treno 10 morti a Bombay; Flaminia Lubin, Elisabeth Smart, 15 anni, era stata sequestrata una notte del giugno scorso mentre dormiva nella sua cameretta. A portarla via un uomo che aveva lavorato presso la sua famiglia
L’America s’aggrappa a una buona notizia: viva ragazza rapita 8mesi fa;
«l’Unità», 14 marzo 2003 [p.1-pp.6-7-p.31]
p.1- Titolo: La moglie del premier ha sposato la pace. Veronica Lario confida a «Micromega»: «Per fortuna ci sono le manifestazioni»;
p.1-31- Lidia Ravera, Quello che una donna sa;
p.6- Oreste Pivetta, La moglie del premier dice: sto con i pacifisti. In un’intervista a Micromega appoggia i cortei: «Anche mio figlio è contro la guerra»; Hanno detto. Alfredo Biondi. Domenico Contestabile; Maria Zegarelli, Il capo del governo ha dovuto chiedere ai suoi collaboratori di informarsi. A destra la parola d’ordine è minimizzare. Quelle parole nascoste fino all’ultimo al marito; Marco Travaglio, Bananas. Povera donna, pover’uomo;
p.7- Virginia Lori, Ricordatevi di Martino: «Nessun italiano in guerra». Dal ministro della Difesa secca smentita su voci di richieste di militari italiani dagli USA; Giuseppe Vittori, Iraq, Parlamento in seduta continua. Lo chiedono i pacifisti. Oggi sciopero europeo di quindici minuti; Vittorio Lucatelli, È già partita la macchina organizzativa della CGIL per la manifestazione di sabato a Milano. Un appello degli amministratori del centrosinistra. Aerei, treni, pullman speciali per «Pace e diritti»
«La Stampa»
«La Stampa», 14 marzo 2003 [p.1-pp.6-8]
p.1- Titolo: Baghdad consegna documenti su antrace e nervini. Powell: all’ONU potremmo rinunciare al voto sull’Iraq; Igor Man, Gli incubi di Saddam;
p.6- Massima incertezza sugli scenari della crisi irachena; La regina Elisabetta annulla la visita in Belgio, Paese non interventista; Paolo Mastrolilli, Voci poi smentite di un viaggio del presidente americano in Europa per convincere gli alleati. Slitta a lunedì il voto all’ONU sulla nuova risoluzione. Londra e Parigi sfiorano gli insulti dopo il no francese al piano britannico; Ibrahim Refat, Rapporto di Saddam sulle «armi perdute». Gas nervino e antrace: sarà consegnato oggi alle Nazioni Unite;
p.7- Andy Robinson, Il celebre linguista e politologo: «Stranamente gli statunitensi sono gli unici ad aver paura di Saddam». Chomsky «L’America vuole terrorizzare il mondo» [intervista a Noam Chomsky]; Jacopo Iacoboni, Il raíss assediato debutta con un musical. Successo al festival di Amman per l’opera tratta dal suo romanzo «Zabibah e il re»;
p.8- La polemica sull’intervento militare contro il regime; Martino: gli 8.900 soldati che abbiamo in giro per il mondo sono il nostro impegno massimo; Gli attivisti «no war» chiedono una seduta continua del Parlamento in caso di conflitto; Emanuele Novazio, I cattolici nella maggioranza: no ad azioni unilaterali. Il Governo: in Iraq interverremo per la pacificazione. Non ci sarà coinvolgimento nelle azioni di guerra: «Gli USA non hanno chiesto mezzi». Proseguono i contatti con Washington per «aiuti operativi»; Maurizio Molinari, I centri studi americani vicini all’amministrazione riflettono sugli scenari di un eventuale ruolo attivo italiano. «I vostri nuovi Tornado potrebbero servire». Gli analisti USA: intesa possibile anche per un impegno dei carabinieri; r.i., Oriana Fallaci all’attacco del Papa e dell’Europa. Editoriale della scrittrice: «Chirac e Schoeder sono nemici di Bush come Saddam»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 14 marzo 2003 [p.1-p.3]
p.1- La Giornata nel mondo. si allontana il voto all’ONU oggi il rapporto sull’antrace e i gas VX dovrebbe arrivare al Palazzo di Vetro da Baghdad; Il paziente Bush. All’ONU confuso finale di partita
diplomatica, alla Casa Bianca si prepara l’ultimo discorso sull’Iraq; L’irriducibile Chirac. Parigi crede di poter porre un veto a costo zero, ma zitta zitta sale la paura tra gli uomini del presidente; Il silenzioso Putin. Pallottoliere russo sui pro e i contro del niet (e sui voti di Bush all’ONU). Il Cremlino non si fida dell’Eliseo;
p.3- Editoriale, La guerra ai tempi di D’Alema. Bombardò la Serbia senza l’ONU. Attese il via libera solo per invaderla
14 marzo: Bush, Blair e Aznar si danno appuntamento alle Azzorre per decidere come e quando intervenire. Il presidente della Repubblica sottolinea che l’Italia è vincolata da Costituzione e ONU e per ogni decisione sul conflitto in Iraq non basta il voto delle Camere. Programmata per il 15 a Milano la manifestazione della CGIL per la pace.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 15 marzo 2003 [pp.1-7-pp.31-32]
p.1- Titolo: Summit di guerra, Ciampi ferma Berlusconi. Bush, Blair e Aznar si danno appuntamento alle Azzorre per decidere come e quando intervenire. Il capo dello Stato al premier: Italia vincolata da Costituzione e ONU, non basta il voto delle Camere;
p.1-p.7- Maria Zegarelli, I se e i ma. I figli discutono con i genitori;
p.1-p.31- Maureen Dowd, La solitudine di George W; Gian Giacomo Migone, Iraq. Se l’Italia dicesse no;
p.1-p.32- Guglielmo Epifani, CGIL. Oggi Milano si riempie di pace;
p.2- Vincenzo Vasile, In guerra con Bush? Ciampi frena Berlusconi. Il capo dello Stato: ineludibili il vincolo dell’Onu e l’articolo 11 della Costituzione; Marcella Ciarnelli, Ora anche l’alleato Follini (UDC) lo incalza: sbagliato appoggiare un attacco unilaterale. Così lui si barcamena. Da una parte ribadisce fedeltà agli USA e dall’altra giura: non manderemo neanche un soldato. Il premier perde terreno, ma fa l’acrobata e rassicura tutti; Vittorio Locatelli, Oggi a Milano sventolano gli arcobaleni. Migliaia di bandiere iridate, maschere bianche e megafoni per «Pace e diritti»: la manifestazione indetta dalla CGIL; I cortei per la pace; Ieri lo sciopero in Europa. Così nel mondo la voce dei pacifisti; Domani ad Assisi in piazza per la pace;
p.3- Bruno Marolo, Consulto alle Azzorre del fronte della guerra. Senza maggioranza all’ONU Bush domani incontra Blair e Aznar per decidere l’ultima mossa; Gli USA tolgono le sanzioni al Pakistan; I tre ostacoli sulla strada di Bush. L’incerta «vittoria morale». La «coalizione dei volenterosi». L’incognita «Turchia»; Umberto De Giovannangeli, Laura Forlati Picchio docente di diritto internazionale. La studiosa dell’università di Padova: tutti i fondamenti del diritto internazionale confliggono apertamente con l’idea di guerra preventiva. «Attenti, la risoluzione 1441 non apre la strada all’uso della forza» [intervista]; I punti cruciali del testo approvato all’ONU l’8 novembre 2002;
p.4- Roberto Rezzo, Bush pensa alla guerra e gioca la carta Medio Oriente. Il presidente rilancia il piano di pace: riparta la trattativa tra Israele e il premier palestinese; Un «tracciato» che porta alla costituzione nel 2005 di uno Stato palestinese; Cisgiordana. Territori, uccisi 12 palestinesi; Umberto De Giovannangeli, Yossi Sarid ex leader del Meretz. L’attuale membro della commissione Esteri della Knesset: condivisibile la richiesta USA di bloccare gli insediamenti. «Il dialogo può ripartire, ciascuno rinunci ai veti» [intervista];
p.5- Toni Fontana, Il Kuwait si prepara a regolare i conti con Saddam. A 12 anni dalla Guerra del Golfo il paese punta a dividersi la torta delle ricchezze petrolifere dell’Iraq; Baghdad, Nunziatura aperta anche in caso di guerra;
p.6- Gianni Marsilli, Chirac chiama Blair ma resta fermo sul veto. La Francia disposta a trattare sui 4 mesi concessi agli ispettori ma respinge ultimatum; Stampa inglese. Mirror: Blair un mostro. Sun: Chirac come Saddam; ga. b., Distrutta più della metà dei missili proibiti. L’Iraq continua a demolire i Samoud. Oggi presenterà all’Onu il dossier sul gas nervino; o. p., Mark Hertsgaard scrittore. Studioso e giornalista americano, autore di un libro sugli Stati Uniti visti dai loro vicini di casa, accusa Bush di una politica di potenza. Un presidente cowboy con la «missione» in testa [intervista]
2003-03-14
Il «Corriere della sera», pubblica La rabbia, l’orgoglio e il dubbio di Oriana Fallaci. Nell’articolo la giornalista torna a criticare la cultura musulmana in cui secondo quanto scrive :«I concetti di libertà e democrazia sono del tutto estranei» e si pronuncia per una stretta alleanza fra Europa e USA contro il pericolo terrorista islamico.
2003-03-14
PRC- Direzione: al centro della relazione e degli interventi il tema della pace e il movimento pacifista. Si discute anche dei rapporti con l’Ulivo sulla base di un recente incontro e si sottolineano le novità intervenute nella coalizione di centrosinistra anche per effetto della forza dei movimenti pacifisti.
2003-03-15
15 marzo: Giornata della pace: cortei e dimostrazioni in numerose nazioni. Negli USA, migliaia di persone circondano la Casa Bianca. Imponenti manifestazioni a Madrid contro l’intervento e contro le scelte atlantiste di Aznar. A Berlino e in altre città della Germania cortei, fiaccolate e sit-in. Mobilitazioni in Grecia, Russia, Cipro, Tokyo.
A Milano, sfilano oltre 700 mila persone. Al comizio finale, Guglielmo Epifani, segretario della CGIL, annuncia lo sciopero generale in caso di aggressione all’Iraq.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 marzo 2003 [p.1-pp.6-8]
p.1- Titolo: Settecentomila in piazza con la CGIL: quando cadrà la prima bomba tutta l’Italia si fermerà Milano, Washington, Londra insieme nelle strade per la pace;
p.6- Oreste Pivetta, L’organizzazione è perfetta, ma questa volta c’è una simpatica anarchia autorganizzativa: ognuno sceglie la strada che vuole e si crea gli slogan. I milanesi rispondono in massa all’appello della CGIL persino la Questura dice che sono proprio tanti Molti cercano la pacifista Veronica Lario. Milano, in 700mila con l’arcobaleno. La città del premier invasa da tre cortei senza fine in una bella giornata di speranza; Tra pace e TV, sul palco a parlare di Ulivo
Pecoraro Scanio: peccato non ci siano i leader. Possibile che la RAI non faccia mai la diretta?;
p.7- Carlo Brambilla, Il segretario della CGIL: il filo dei diritti, della pace lega la storica manifestazione a Roma di un anno fa a quella di oggi a Milano. Non cederemo di fronte agli attacchi contro la scuola per tutti, le pensioni, il lavoro. Il Bollino Rosso per gli immigrati è una vergogna per il nostro Paese. Epifani: se c’è la guerra, fermiamo il Paese. Il Governo ci ha isolato in Europa e non si assume la responsabilità di una posizione chiara; Laura Matteucci, Restiamo uniti, Berlusconi vacilla. Cofferati: il presidente del Consiglio è in grave difficoltà, lo dicono anche i suoi sondaggi;
p.8- Luana Benini, La richiesta avanzata da alcuni parlamentari accolta dal presidente della Camera
che convocherà anche una capigruppo sulla questione. Giordano, PRC: «Non siamo più in ore di routine». D’Alema: «L’Ulivo in aula sosterrà la posizione espressa dal presidente della Repubblica». Casini dice sì all’opposizione, Camera aperta anche oggi. La scelta nell’imminenza del conflitto. Bush preme su Berlusconi. Fassino: il Governo non ha una posizione; Susanna Ripamonti, L’Italia che «disobbedisce» alla guerra USA. Voci e bandiere a Milano per provare a fermare il conflitto. «Noi abbiamo dimostrato da che parte stiamo, il governo no»
«l’Unità», 16 marzo 2003 [p.9]
Roberto Rezzo, Alfio Bernabei, Decine di migliaia di persone circondano la Casa Bianca. Una giovane madre: con questo conflitto metteranno in pericolo gli Stati Uniti e i mei figli. I manifestanti a Hyde Park innalzano cartelli con scritte: No alla guerra, Blair vergognati. A Madrid gente comune sindacati e opposizione. Appello di Saramago. Washington, Londra e Madrid sfilano contro i falchi. In tutto il mondo il popolo della pace scende in piazza per fermare la guerra di Bush; Cortei e proteste in molte città tedesche Berlino, una fiaccolata contro l’intervento. In diecimila a Karlsruhe; Manifestazioni in Grecia, Russia e Cipro. I pacifisti di Tokyo: bisogna fermare. l’Olocausto americano
«l’Unità», 16 marzo 2003 [pp.1-4-p.34]
Bush, Blair, Aznar da soli contro l’ONU. Il presidente USA: abbiamo fatto altre guerre senza le Nazioni Unite. Oggi il vertice delle Azzorre. Francia, Germania e Russia: no all’intervento, avanti con il disarmo. Saddam si prepara alla difesa;
p.1-p.34- Editoriale, Furio Colombo, Io ho paura;
p.2- Gabriel Bertinetto, Baghdad invia una lettera, consegna il rapporto sul gas nervino e una lista di oltre 180 scienziati iracheni da far interrogare. I paesi del fronte del veto tentano di fermare la corsa alla guerra: nulla giustifica il ricorso alle armi. Il dittatore crea quattro distretti militari. Saddam invita gli ispettori e prepara la difesa. L’ONU valuta l’offerta. Parigi, Mosca e Berlino: il Consiglio di sicurezza si riunisca martedì; Pakistan, un nuovo arresto eccellente ai vertici di Al Qaeda; g. a., Da Baghdad. «Oramai da mesi, qui tutti sono pronti al peggio»; Umberto De Giovannangeli, Ghassan Khatib ministro dell’ANP, Il dirigente dell’Autorità nazionale avverte gli USA: l’applicazione del «tracciato di pace» non comporta l’uscita di scena di Arafat
«L’autonomia palestinese non è merce di scambio» [intervista];
p.3- Bruno Marolo, Nel vertice alle Azzorre i tre alleati devono decidere se ritirare la seconda risoluzione o metterla ai voti rischiando una clamorosa bocciatura. Il capo della Casa Bianca ha già pronto il Discorso alla Nazione e si prepara a dare a Saddam un ultimatum di pochi giorni. Nelle no fly zone bombardieri B1 in azione. Bush comincia il conto alla rovescia per la guerra. Il presidente attacca l’ONU. Oggi il summit con Blair e Aznar. Londra: conflitto più vicino; Vaticano. Il Papa preoccupato incontra Laghi; Umberto De Giovannangeli, Antonio Cassese docente di diritto internazionale. L’ex presidente del Tribunale penale dell’ex Jugoslavia punta il dito contro la guerra preventiva: come la carta ONU anche la nostra Costituzione la esclude. «L’attacco USA metterà in ginocchio le Nazioni Unite»; Corea del Nord, 1950, un precedente per gli USA;
p.4- Toni Fontana, Carri armati bulldozer ed elicotteri hanno partecipato all’esercitazione. Soddisfatti gli ufficiali americani: un’operazione riuscita. L’attesa provoca stress e tensioni, tra i soldati cresce il nervosismo. Sperimentata la catena di comando e l’efficienza delle telecomunicazioni. Prove di attacco-lampo nel deserto del Kuwait. Il Pentagono progetta una marcia veloce su Baghdad e promette: tutto finirà in poco tempo; In Giordania primo aereo con aiuti umanitari
16 marzo: il presidente americano George W. Bush, il primo ministro britannico Tony Blair e il premier spagnolo José Maria Aznar si incontrano nelle Azzorre e dichiarano che intendono porre fine ai tentativi di diplomatici di evitare la guerra. Lanciano un ultimatum all’ONU: anche senza una sua decisione attaccheranno l’Iraq da soli.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 17 marzo 2003 [pp.1-4]
p.1- p.3- Bruno Marolo, Sfida all’ONU, la pace sta per finire. Bush, Blair e Aznar avvertono il Consiglio di sicurezza: o decidete oggi o attacchiamo da soli. Chirac chiede altri 30 giorni per gli ispettori. Saddam minaccia: porteremo la guerra ovunque;
p.1-4- Roberto Monteforte, Il Papa: so cos’è la guerra vi supplico, mai più; Gianni Vattimo; Bush e Dio rapporto pericoloso;
p.2- Gianni Marsilli, Il capo dell’Eliseo parla con due TV americane e tenta di riaprire il negoziato
Mosca: l’obiettivo è salvare l’unità delle Nazioni Unite. Cheney contrario a uno slittamento ulteriore dell’ultimatum all’Iraq. Convocata per stasera la riunione al Palazzo di Vetro. Chirac offre un compromesso: altri 30 giorni a Blix. La Casa Bianca respinge la proposta del presidente francese. Oggi si riunisce l’ONU; Le tre chances. La riunione. I trenta giorni. Le tre settimane; Stampa USA. Il cerchio si stringe su Osama; Belgio: no al transito delle truppe USA in una guerra senza l’ONU; Flaminia Lubin, Francofobia. Com’è difficile essere francese a New York;
p.3- Hanno detto; Gianni Marsilli, Blair non ci ripensa e punta il dito contro Chirac. Il premier ora dovrà fare i conti con la fronda laburista e con un paese contrario all’attacco; La dichiarazione
sull’Iraq dei tre leader. Il discorso sulla solidarietà transatlantica;
p.4- Umberto De Giovannangeli, Michel Sabbah Patriarca latino di Gerusalemme. Il monsignore invita gli Usa a fermarsi: il conflitto porterà con sé destabilizzazione. Occorre concedere tempo agli ispettori «Il Medio Oriente pagherà caro il nuovo conflitto» [intervista]
«l’Unità», 17 marzo 2003 [p.7]
Gabriel Bertinetto, Il raìs si mostra in TV con un gruppo di ufficiali e accusa l’America: chi ha deciso che voi abbiate il diritto di giudicare tutti? La difesa di Baghdad affidata al figlio minore Qusay. Secondo un giornale del Kuwait due fratellastri del dittatore sono agli arresti domiciliari. Saddam: se ci invadono guerra in tutto il mondo. Il raìs divide l’Iraq in quattro zone militari. Blix: se collabora sono pronto ad andare a Baghdad; ga.b., Testimonianza. «Esule e vittima del regime
ma dico no alla guerra». Toni Fontana, L’ombra di Al Qaeda cala sul Kuwait
«l’Unità», 17 marzo 2003 [p.8]
Marcella Ciarnelli, La maggioranza è divisa, il Governo unico in Europa nell’imminenza del conflitto
non ha una posizione, dopo le aperture esagerate a Bush. Il presidente del Consiglio pressato soprattutto dai centristi resta in un incredibile stand by. Ma il passaggio parlamentare potrebbe esserci in settimana. E Berlusconi ancora non sa che fare. L’opposizione invoca il dibattito. Pecoraro Scanio: pronti anche all’ostruzionismo; Nencini: sosteniamo la proposta di mandare in esilio Saddam; Aldo Varano, «Il Governo dica che sta con l’ONU». Fassino insiste: l’atteggiamento del nostro esecutivo fino a ora è stato sconcertante; Bianca Di Giovanni, Ad Assisi manifestazione di movimenti e associazioni. C’è anche Epifani dopo Milano. Don Ciotti: «Anche Israele, Turchia e Marocco non rispettano le risoluzioni ONU». Il grido della Tavola per la pace: «Mai più guerra!»
«La Stampa»
«La Stampa», 17 marzo 2003 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Dopo il vertice alle Azzorre con Blair e Aznar, riunione decisiva del Consiglio di Sicurezza. Il grido del Papa: mai più conflitti. Bush all’ONU: oggi l’ultimatum all’Iraq. «è il giorno della verità». Saddam: sarà guerra in tutto il mondo; Editoriale, Maurizio Molinari, Conto alla rovescia;
p.2-Baghdad di fronte all’imminente offensiva anglo-americana; Paolo Mastrolilli, Per il presidente iracheno è «un’enorme bugia» che il Paese possieda ancora armi proibite. Saddam: l’America, giudice iniquo del mondo. «Se ci attaccheranno la battaglia sarà portata in tutti i continenti»; Maurizio Molinari, Scenari. Centri studi ed esperti militari di Washington si confrontano sulle ipotesi della sua uscita di scena. Otto copioni in attesa del raíss. Quale fine potrà fare il dittatore. Ucciso dalla folla? Processato? Suicida? In esilio? Le lezioni della storia; e. st., Pacifista americana travolta e uccisa a Gaza da una ruspa. Tentava di impedire la demolizione di una casa. Si è trattato, secondo Israele, di «un deprecabile incidente»;
p.3- Il summit delle Azzorre segna una svolta nella crisi del Golfo; Maurizio Molinari, Il presidente USA con Bliar e Aznar al vertice dell’isola portoghese di Terceira. Bush: «Oggi all’ONU sarà il giorno della verità». Se salta l’accordo al Consiglio di sicurezza pronto un ultimatum di 72 ore; Bob Schieffer, Il vicepresidente USA è convinto che l’attacco sia imminente. «La Francia non è credibile, ora vuole quegli ispettori che rifiutò nel 1999». CheneY: l’unica alternativa all’azione militare è la partenza del raíss [intervista a Dick Cheney];
p.5- I protagonisti della imminente svolta bellica nel Golfo; Guerra i tre leader pronti all’attacco; Maurizio Molinari, George W. Bush. La sua missione rispondere alle stragi dell’11 settembre; Maria Chiara Bonazzi, Tony Blair. Paladino a tutti i costi della «relazione speciale»; Gian Antonio Orighi, José Maria Aznar. Sogna un posto nel G-8 e ricambia l’aiuto USA
«La Stampa», 17 marzo 2003 [pp.6-7]
p.6- Le schermaglie della diplomazia internazionale; Se ci sarà guerra senza l’avallo dell’ONU il Belgio negherà il transito ai mezzi USA; Enrico Singer, Il presidente francese: va bene un limite di trenta giorni per gli ispettori. Chirac insiste: disarmare senza usare la forza. Schroeder chiede di «provare ogni possibilità». Ma l’Europa resta divisa; Amedeo La Mattina, Dopo il vertice delle Azzorre attesa per la posizione del Governo ed eventuale coinvolgimento dell’Italia. Scambio di accuse DS-Governo. «Non ha idee». «Irresponsabili». Fassino attacac Berlusconi. Tajani: «Avete scarso senso delle istituzioni». Buttiglione: «Dobbiamo riunirci se si va alla guerra senza l’ONU»; Antonella Rampino, Cento si batte per non far chiudere Montecitorio di domenica, Casini lo intercetta a Fregene. «Parlamento aperto!», poi il pacifista va al mare;
p.7- La manifestazione della Tavola della pace ad Assisi; Epifani e Pezzotta: in marcia verso il Sacro Convento per dire no a guerra e terrorismo; Don Ciotti: «Bombardare l’Iraq per prendere Sddam sarebbe come attaccare Palermo per prendere Provenzano»; Marco Tosatti, Giovanni Paolo II interrompe l’Angelus per l’estremo appello. Il grido del Papa «Io l’ho vissuta e dico mai più una guerra». «Lo disse anche Paolo VI all’ONU: facciamo di tutto per evitarla. C’è sempre tempo per negoziare, c’è ancora spazio per la pace»; m. tos., La rievocazione personale: «Grazie a Dio sono sopravvissuto al Secondo conflitto mondiale». Quei cinque terribili anni del giovane «Lolek». Era a messa quando al sua città fu bombardata, un camion dei nazisti lo investì; Marina Verna, «Non è vero che ci odiano: odiano George W.». Il giornalista Mark Hertsgaard rettifica in un saggio il mito dell’antiamericanismo
2003-03-16
Democratici di Sinistra (DS)
Il segretario Piero Fassino con un articolo su «l’Unità» spiega le ragioni e i contenuti dell’Assemblea del partito prevista per il 13 aprile.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 marzo 2003 [p.1-p.34]
Piero Fassino, Assemblea. Ulivo. Perché aspettare ancora?
«l’Unità», 17 marzo 2003 [p.9]
Titolo: Assemblea dell’Ulivo, i se e i ma; Ninni Andriolo, Pietro Folena, DS «Costruiamo un vero
dialogo con i movimenti» [intervista]; Luana Benini, Antonio Di Pietro, Italia dei Valori «A Cofferati dico: dobbiamo esserci» [intervista]
2003-03-16
UDC: il segretario Marco Follini, esprime le riserve del suo partito per un intervento che avviene senza un formale mandato preventivo dell’ONU. Su un eventuale sorvolo degli aerei da guerra e l’uso delle basi americane in Italia, afferma: «Questa è una questione atlantica ed europea più che nazionale»
2003-03-16
Milano: nella notte fra il 16 e il 17 Davide Cesare un operaio esponente del centro sociale «Orso», è sgozzato con una coltellata da 3 aggressori di estrema destra. Insieme a lui Antonino Alesi è accoltellato in modo grave, ferito in modo lieve Giacomo Zambetta. Il giorno dopo scoppia la protesta dei centri sociali Negli scontri che ne seguono, decine di feriti e contusi, fra i quali una decina di agenti. I giovani dei centri sociali accuseranno le forze dell’ordine di essere stati picchiati all’Ospedale San Paolo dove si erano rifugiati per essere medicati.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 marzo 2003 [p.1-pp.12-13]
p.1- p.12- Oreste Pivetta, Milano, i fascisti tornano ad uccidere. Agguato a un giovane di un centro sociale. La polizia manganella i suoi amici: decine di feriti;
p.12- Una ragazza picchiata all’Ospedale S. Paolo. Ero con Davide quando lo hanno accoltellato, sono scampata ai fascisti ma non alle botte. «Avevano mazze e tubi di ferro» [intervista]; Vittorio Locatelli, Il dottor De Marco ha accertato la morte di Davide e poi ha vissuto la notte del pestaggio all’ospedale. Ecco la sua testimonianza. Il chirurgo: arrivavano ragazzi feriti, uno dopo l’altro;
p.13- Susanna Ripamonti, Domenica notte in via Brioschi assassinato a coltellate un giovane dei centri sociali. Un altro è stato gravemente ferito. La magistratura indaga su tre persone: padre e due figli, uno minorenne. Non sono iscritti a partiti, dichiarano simpatie per il fascismo, hanno un cane di nome Rommel. Fascisti a Milano, ucciso un ragazzo. Fermati tre estremisti di destra. In casa vestiti sporchi di sangue, pugnali e busti di Mussolini; La mamma di Davide, Cari figli miei…; Luigina Venturelli, Ritratto. La sua bella battaglia: dare una casa a tutti; Giuseppe Caruso, Rabbia e commozione al corteo dei centri sociali a Milano. Oggi l’anniversario del delitto del Leoncavallo
«L’hanno ammazzato come Fausto e Iaio»;
«La Stampa»
«La Stampa», 18 marzo 2003 [p.15]
Una notte e un giorno di disordini; Pisanu: «Violenza da combattere senza guardare al colore politico»; Corteo degli autonomi nella strada dove è stato ucciso Cesare; f. pol., La Questura «La politica non c’entra»; hanno litigato per futili motivi. Rissa fra skinhead e squatter, sgozzato un ragazzo. Tre fermati a Milano. A Roma gli autonomi marciano verso il Viminale; Fabio Poletti, Le accuse dei ragazzi contro le forze dell’ordine. «Un carabiniere ci picchiava con una mazza». «Come a Genova aggrediti gli indifesi». Il questore: fatto il nostro dovere
2003-03-16
Israele- Palestina
Forze israeliane uccidono, travolgendola con un bulldozer, la pacifista americana Rachel Corrie, attivista pro Palestina.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 17 marzo 2003 [p.1-p.6]
Umberto De Giovannangeli, Gaza, pacifista sepolta da un bulldozer. Americana tentava di bloccare una demolizione. Israele dice: deprecabile incidente
«l’Unità», 18 marzo 2003 [p.8]
Flaminia Lubin, Rachel, che fin da bambina parlava di pace. La storia della giovane americana uccisa mentre difendeva una casa palestinese dalle ruspe israeliane; Raid israeliani a Gaza 12 palestinesi uccisi; Umberto De Giovannangeli, Shulamit Aloni fondatrice di «Peace Now». L’esponente della sinistra israeliana piange la morte della giovane pacifista USA e denuncia i guasti della politica di Sharon «Il nostro esercito diventa una macchina di distruzione [intervista]
2003-03-16
Kyoto (Giappone): si svolge il Terzo Forum mondiale dell’acqua. Oltre 10.000 delegati in rappresentanza di 160 Paesi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 marzo 2003 [p.1-p.11]
Eva Benelli, Tutto per un sorso d’acqua;
p.11- Una risorsa preziosa (mappa); La sicurezza dell’acqua (scheda); Tutti i numeri: 160 Paesi. Le tre sorelle dell’acqua; Privatizzare o no. Contro Forum a Firenze; Emanuele Perugini, Dal ’50 ad oggi la quantità di acqua dolce è diminuita da 17mila a 7mila metri cubi. E sono aumentati i consumi
Tra vent’anni a secco tre miliardi di persone; I problemi dell’acqua in Italia
2003-03-17
Iraq
17 marzo: All’indomani del vertice delle Azzorre, parlando in diretta televisiva, George W. Bush lancia l’ultimatum a Saddam Hussein: se non lascerà il governo del paese entro 48 ore, inizierà l’attacco. Al Consiglio di sicurezza dell’ONU, John Negroponte si vede costretto a ritirare la mozione predisposta d’intesa con Spagna e Gran Bretagna, che non otterrebbe la maggioranza, e per coprire lo smacco dichiara: «Eravamo quasi alla maggioranza ma, di fronte alla minaccia esplicita di un veto, il conteggio dei voti è diventato secondario». Kofi Annan ordina il completamento dell’evacuazione del personale ONU dal paese, già disposto il 13 marzo in previsione dell’attacco.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 marzo 2003 [pp.1-7-p.31]
p.1- Titolo: Bush contro le Nazioni Unite va alla guerra totale. Berlusconi contro Ciampi va alla guerra di Bush. Ultimatum a Saddam: esilio entro 48 ore o attacchiamo. Gli ispettori dell’ONU abbandonano l’Iraq. Contro Blair si dimette il ministro Cook. Palazzo Chigi dice sì a basi e sorvoli. L’Ulivo: scelta grave;
p.1-p.31- Editoriale, Antonio Padellaro, Un maledetto imbroglio;
pp.1-2- Siegmund Ginzberg, Bush rischia tutto;
p.2- Roberto Rezza, L’ONU contro la guerra, gli USA fanno da soli. Parigi, Mosca e Berlino si ribellano. Annan: dubbia legittimità dell’azione militare; Hanno detto; Il Palazzo di Vetro sospende il programma «oil for food»;
p.3- Bruno Marolo. Bush dà 48 ore a Saddam: vai in esilio o sarà guerra. Il presidente annuncia in TV l’attacco e critica l’ONU: «Non ha tenuto fede alle sue responsabilità»; Letture alla Casa Bianca. Sul comodino del presidente un saggio sui «Conquistatori»; Angelo Faccinetto, Un blitz e tutto risolto, Borse e dollaro in volo. I mercati scommettono su una rapida conclusione del conflitto. Scende il prezzo del petrolio, giù l’euro;
p.4- Toni Fontana, Kuwait, i caschi blu alzano bandiera bianca. I soldati dell’ONU abbandonano anche l’ultima postazione in territorio iracheno; Gli obiettivi a Baghdad (mappa);
p.5- Gabriel Bertinetto, Saddam rifiuta l’esilio, partono gli ispettori. Il raìs respinge l’ultimatum di Bush. Inizia la grande fuga degli stranieri da Baghdad; Il piano di guerra (mappa); Le Forze di USA e Gran Bretagna; Ankara annuncia «decisioni urgenti»; Fuggono le televisioni americane, tranne CNN. La RAI resta. I giornalisti costretti a lavorare presso il ministero dell’Informazione, potenziale bersaglio bellico;
p.6- Gianni Marsilli, Rivolta contro Blair, si dimette il ministro Cook. Pronta a lasciare anche Claire Short. Oggi il premier affronta la fronda laburista in Parlamento; Hanno detto; Alfio Bernabei, Alice Mahon deputata laburista L’esponente del Labour guida la rivolta dei 40 che chiedono la convocazione di un Congresso straordinario. «Il premier riporti a casa le truppe inglesi» [intervista]; Roberto Rezzo, Un documento di cento pagine prevederebbe un progetto di cogestione con le Nazioni Unite ma gli affari lucrosi sarebbero destinati a società di fiducia della Casa Bianca. Ricostruzione, un miliardo e mezzo di appalti alle lobby USA;
p.7- Sergio Sergi, Lo strappo di Londra e Madrid fa infuriare l’Europa. La presidenza greca: alcuni paesi si allineano con gli Usa e si mettono fuori dal quadro europeo; UE. 27 gennaio. Più tempo per le indagini degli ispettori; UE 17 febbraio L’ONU al centro dell’ordine internazionale; Franco Mimmi, Aznar si sente tra i Grandi dopo il G-3 delle Azzorre. Oggi il premier spagnolo in Parlamento dovrà sciogliere il nodo dell’invio di soldati in Iraq
«l’Unità», 18 marzo 2003 [pp.8-10]
p.8- Roberto Monteforte, Dai microfoni di radio Vaticana l’arcivescovo in prima linea nell’offensiva diplomatica accusa: «A un popolo che chiede pane darete le bombe». Contro l’intervento militare
in Iraq anche Alessio II. Il patriarca ortodosso di Mosca chiede ai «governi di tutti i paesi del mondo» di fermare la guerra. «La guerra, crimine che grida vendetta davanti a Dio». Monsignor Martino insorge e chiede di ascoltare il Papa: fermatevi, sarà un’inutile strage;
p.9- Marcella Ciarnelli, Da oltreoceano un messaggio di plauso per l’aiuto nella lotta contro il terrorismo e una implicita richiesta di impegno diretto nel conflitto in Iraq. Il governo punta al rinvio
del dibattito a dopo il Consiglio europeo. I centristi dell’UDC non sono allineati. Follini potrebbe
spingersi a gesti di rottura? Berlusconi mette l’elmetto. Bush ringrazia. Il premier si schiera contro l’ONU. Il presidente USA lo incalza: ti sei schierato con noi, ora affronta la sfida; La lettera. Caro Silvio, grato per il tuo sostegno...; Pasquale Cascella, Il Governo: sì a basi e spazi aerei. Frattini difende la scelta del premier: l’intervento è legittimo; Simone Collini, Rocco Buttiglione ministro per le Politiche comunitarie «La linea del governo è chiara: tenere insieme ONU, Stati Uniti, Unione Europea. Non mi rassegno a credere che sia fallita». Lavoreremo per la pace fin quando cadranno le bombe [intervista];
p.10- «Si impegna il Governo a non concedere nessun tipo di sostegno politico, militare e logistico a iniziative belliche unilaterali contro l’Iraq». Fassino: il presidente della Repubblica ha detto che il nostro Paese non può essere partecipe a un’iniziativa che sia al di fuori degli organismi internazionali. L’Ulivo: nessun sostegno politico e militare. Il centrosinistra unito su una mozione che vieti l’uso delle basi e il sorvolo agli USA; La pace si organizza sul web. Notizie e sondaggi su Internet; Aldo Varano, Franco Bassanini senatore Ds. Senza l’autorizzazione dell’ONU, in aperta violazione dell’articolo 11 della Costituzione, non si può concedere l’uso di basi o di altre strutture militari. «Guerra illegittima, l’Italia non deve collaborare» [p.10]; Marco Pannella, L’appello. Per un’azione non violenta
«Il Foglio»
«Il Foglio», 18 marzo 2003 [pp.1-3]
p.1- La Giornata in Italia. Bush a Berlusconi: «Grazie per il sostegno contro il terrorismo»; La Giornata nel mondo. Non ci sarà un nuovo voto all’ONU. Bush a Saddam: esilio o guerra; Il vero ultimatum. Bush annuncia la guerra. A Saddam restano ancora poche ore. Non ci sarà un altro voto all’ONU. Powell: i tentativi diplomatici sono durati anche troppo. Ma la Francia si ostina Annan richiama gli ispettori; Lord Goldsmith. Ha convinto Blair a non inseguire un’altra risoluzione: basta la 1441.Crede al diritto evolutivo all’inglese; Decifrare un comunicato. Azzorre, il messaggio nascosto è la revisione dell’euro-atlantismo. L’ipotesi di una rottura «provvisoria» è la più solida. C’è anche la minaccia di creare un nuovo asse atlantico. Safire, la NATO a Budapest;
p.2- Pialuisa Bianco, I dilemmi del Cavaliere. Alleati degli USA per come si può e non per come si vuole. Berlusconi incassa il grazie di Bush, ma la sua guerra non è in Iraq; Carlo Pelanda, Scenari. Lo scarso consenso sul caso Iraq esige una vittoria rapida e consiglia di non risparmiare sui mezzi;
p.3- Editoriale, Quando la guerra non è più un’opinione. Ha annunciato riforme molto dure. Ha pochi soldi e tanta opposizione. Da che parte state? Con gli alleati, con Saddam o neutrali?; Quegli americani favorevoli alla guerra ma contrari a Bush. L’intervento è alle porte, i giornali si concentrano sulla nuova responsabilità imperiale degli Stati Uniti
2003-03-17
Legge n.112/2004 (Riforma RAI-TV-Legge Gasparri)
precedente Camera 13 marzo 2003
Camera dei deputati: dopo la seduta del 13 marzo riprende in aula la discussione sulla legge di riforma della RAI TV, «Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione».
«Gazzetta Ufficiale», 5 maggio 2004, n. 104 (supplemento) [pp.1-45]
pp.1-4- Sommario;
pp.5-34- Legge 3 maggio 2004, n. 112. Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione;
p.35- Lavori preparatori;
p.36-45- Note
XIV Legislatura Camera dei deputati sedute del 17-18 marzo 2003
Seduta n. 281 - 18 marzo 2003 [video della seduta]
Progetti di legge: Assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI, nonché delega al Governo per l’emanazione del codice della radiotelevisione Seguito della Discussione del testo unificato
Seduta n. 282 - 18 marzo 2003 [video della seduta]
Seguito della discussione del testo unificato
successivo Camera 1-3 aprile 2003 >
2003-03-18
L’operazione «Libertà per l’Irak» l’attacco all’Irak
- L’operazione «Libertà per l’Irak» l’attacco all’Irak
2003-03-18
18 marzo: gli USA annunciano che oltre 30 paesi compongono la «alleanza dei volonterosi» che appoggia le posizioni americane sull’Iraq: Italia, Spagna, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Islanda, Albania, Macedonia, Slovacchia, Repubblica ceca, Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Ungheria, Georgia, Romania, Afghanistan, Azerbaigian, Uzbekistan, Colombia, El Salvador, Filippine, Eritrea, Etiopia, Giappone, Corea del sud, Australia, Israele, Egitto, Giordania. Quindici dei «volonterosi» desiderano però restare anonimi e la Turchia concederà il sorvolo dei cieli, non il passaggio delle truppe da terra né da mare.
Commenti e resoconti
«Il Foglio»
«Il Foglio», 19 marzo 2003 [p.1-p.3-pp.I-II]
p.1- La Giornata in Italia. Iraq, oggi Berlusconi alle Camere per il voto sull’uso delle basi; La Giornata nel mondo. Saddam rifiuta l’esilio e promette «una guerra sanguinosa»; Rifare l’asse Ankara-Baghdad. Erdogan promette il via libera a Bush, ma vuole contare nell’Iraq liberato. C’è il patto tra turchi, oppositori iracheni e comando USA. Verso il sì al passaggio delle truppe. Mire da potenza regionale. La vecchia idea di Churchill; Palestinesi danno a Saddam una lista di obiettivi sensibili
Ali «il chimico» passa il know how ai siriani. Riad tenta il golpe a Baghdad; il 43esimo presidente. George W. Bush il cattivo dice che Saddam va disarmato con la 1441 e l’uso della forza;
p.3- Editoriale, Blair non è Chamberlain. Fermare la guerra non vuol dire salvare la pace. Gran discorso ai Comuni; Editoriale, Ma le Borse non hanno paura. Anzi. Era l’incertezza che procurava danni all’economia. Ecco i dati; L’Ulivo è rimasto con Haider. Il Belgio concede il sorvolo come la Francia, la Germania anche le basi; Il mistero scaltro (anche troppo) di Putin che si rammarica per la decisione di Bush ma resta in contatto con lui. L’azzardo russo: tornare in gioco quando l’Iraq darà problemi; Nel Bubiyan Complex, palazzotto di Kuwait City, si gioca il risiko petrolifero. E se Saddam brucia i pozzi? Ecco i piani del «soccorso nero»; Le seconde linee della prima linea. Il curriculum niente male di australiani e polacchi alla guerra; Astrologia, metereologia, profezie. Stelle e pianeti sono con Bush, la luna forse un po’ meno;
p.I- Reuel M. Gerecht, La democrazia in Iraq, o si fa o si muore. Il pericolo per Bush non sarà soltanto Saddam ma anche le diffidenze all’interno della sua. Amministrazione sul futuro del Medio Oriente. Lo spiega un analista di Weekly Standard; Perché dal caso Iraq l’Unione europea esce con le ossa rotte. Così l’utilitarismo francese ha sinora guidato l’Europa, impedendo il formarsi di un’entità politica
L’ Operazione «Iraq Freedom» (Libertà per l’Iraq)
19 marzo: inizia l’offensiva guidata dagli USA contro l’Iraq. In serata il primo attacco. 40 missili Cruise Tomahawk colpiscono Baghdad. L’Iraq lancia tre missili contro le basi USA in Kuwait, due vengono abbattuti e il terzo fallisce il bersaglio. George W. Bush in un discorso televisivo alla Nazione annuncia che è iniziata l’operazione «Iraq Freedom», Libertà per l’Iraq.
President Bush Addresses the Nation, 19 marzo 2003.
19 marzo: Il Parlamento approva l’autorizzazione all’utilizzo delle basi italiane per l’aggressione all’Iraq: «E’ stato un capolavoro politico e diplomatico» - afferma subito dopo Silvio Berlusconi - l’aver dato «pieno sostegno all’attacco legittimo» degli USA senza per questo, a suo avviso, portare l’Italia in guerra. Il Consiglio dei ministri, contemporaneamente, vara misure speciali di protezione per 4.000 «obiettivi sensibili».
La Camera approva con 304 voti a favore e 246 contrari la risoluzione della maggioranza, il Senato approva una risoluzione analoga con 159 voti a favore e 124 contrari
XIV Legislatura Senato della Repubblica seduta del 19 marzo 2003
Seduta pomeridiana n. 361 - 19 marzo 2003 sintesi della seduta
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 19 marzo 2003
Seduta 293 - 19 marzo 2003 [video della seduta]
Comunicazioni del Governo sugli sviluppi della crisi irachena. Intervento del Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Discussione. Dichiarazioni di voto. Approvazione della risoluzione di maggioranza
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 marzo 2003 [pp.1-5-p.33]
p.1- Titolo: La pace è finita. Comincia l’ignoto. L’ultimatum è scaduto, primi raid nel sud dell’Iraq, da un momento all’altro l’attacco. False voci sulla morte di Aziz che appare in tv: combatteremo. Grande fuga da Baghdad;
p.1-p.33- Editoriale, Antonio Padellaro, Il premier che non c’è;
pp.1-2- Toni Fontana, Kuwait City. La tempesta prima della tempesta;
p.2- Afghanistan. Missile contro gli alpini. Nessun ferito tra gli italiani; Sandra Amurri, Samir Al Qaryouti giornalista palestinese. Secondo l’esperto mediorientale, l’informazione locale è migliorata dopo la copertura della guerra del ’91 e dopo l’Afghanistan «Rotto il monopolio. Stavolta in campo anche le tv arabe» [intervista];
p.3- Bruno Marolo, Vertice nello studio Ovale con Rumsfeld Cheney e Rice. Poi Bush ha comunicato al Congresso che gli Stati Uniti sono in guerra contro l’Iraq. Il portavoce: il conflitto richiederà tempo. L’ora dell’attacco sarà decisa dai generali. Della coalizione dei volenterosi solo pochi hanno
offerto uomini e mezzi. Scaduto l’ultimatum, è conto alla rovescia. La Casa Bianca non crede più alla guerra lampo: dobbiamo essere pronti a perdere vite umane; Il dispiegamento anglo-americano (mappa); Emergenza profughi. Gli USA promettono aiuti con i soldi dell’Iraq; Gabriel Bertinetto, Ankara non farà passare truppe USA. Il Governo chiederà però al Parlamento l’apertura degli spazi aerei ai velivoli americani;
p.4- Marina Mastroluca, Il vicepremier rifiuta la via dell’esilio chiesta al raìs: «Bush vorrebbe occupare l’Iraq gratis senza sparare un colpo». Prima incursione nella no fly zone con aerei partiti dalla portaerei Lincoln. Sedici militari iracheni si arrendono al confine con il Kuwait. «Combatteremo, Saddam non se ne andrà». Dato per morto o in fuga da voci insistenti, Tareq Aziz compare in tv e respinge l’ultimatum; Robert Fick, L’incubo che sta per calare su Baghdad
Gli abitanti della capitale si preparano all’assedio. Con una convinzione: l’attacco scatenerà una guerra civile; D’Alema: inaudito lo speciale TG2 su Aziz; r. m., Un nuovo appello di Giovanni Paolo II nell’udienza a Piazza San Pietro, in occasione della festività di San Giuseppe. Il Papa chiede pace per l’Iraq e il mondo;
p.5- Le finestre dell’arcobaleno: Milano. Roma. Torino. Firenze. Bologna. Palermo. Aversa. Iglesias
p.6- Claudio Martini, La nostra dichiarazione di pace
«l’Unità», 20 marzo 2003 [p.1-p.6-11]
p.1- La dichiarazione di guerra; Titolo: La faccia feroce del Governo italiano. Bossi: i profughi se ne restino a casa;
p.1-p.7- Piero Sansonetti, Berlusconi, l’uomo più piccolo del mondo. In Parlamento si loda e dà la colpa alla sinistra. Ulivo e Rifondazione per la prima volta uniti; Piero Fassino, Il nostro no alla guerra;
p.6- Retroscena di «Europa». Il Papa deluso dal premier; «Senatores probi viri...». La citazione sbagliata; Marcella Ciarnelli, Berlusconi dà le basi e il sorvolo agli USA. Telefonata notturna per avere il benestare di Bush. «La guerra è legittima»; Il documento del Consiglio Supremo di Difesa; Natalia Lombardo, L’io diviso di Follini, fronda in AN. Mussolini e Fiori votano contro la mozione della maggioranza, Tremaglia esce dall’aula; Pasquale Cascella, La «farsa tragica» del premier;
p.7- L’82% degli italiani contro la guerra. Lo dice «Il Foglio»; L’appello di Pannella a Bush. «Protraete l’ultimatum»; Luana Benini, Fassino: «State affondando la credibilità dell’Italia». Rutelli elenca le giravolte del premier: «Davanti a una guerra si dice sì o no. Noi diciamo no»; Le citazioni di Rutelli, Fassino: «State affondando la credibilità dell’Italia». Rutelli elenca le giravolte del premier: «Davanti a una guerra si dice sì o no. Noi diciamo no»; Ninni Andriolo, Sinistra unita sulla strada della pace
Ulivo e PRC votano lo stesso testo. Pecoraro Scanio: «Una svolta verso l’allargamento»; La mozione dell’opposizione;
p.8- Angius al Governo. «Ci sono 22 italiani nel Golfo?»; Strada, Zanotelli, Lotti e Terzani «Calpestato l’articolo undici»; Vincenzo Vasile, Ciampi garante: né uomini, né armi. Il Consiglio supremo di Difesa esclude l’uso delle basi per attacchi diretti. E impone «la non belligeranza»; Simone Collini, La rivolta morale dei senatori a vita. Cossiga, Scalfaro, Colombo e Andreotti: quattro no alla guerra e un appello al Quirinale; al.va., Giovanni Conso, presidente emerito della Consulta. Articolo 11: «La controversia tra USA e Iraq va risolta con mezzi diversi dalla guerra» [intervista];
p.9- I bambini di Segni in corteo abbracciano i coetanei iracheni; 200mila coltivatori a Roma
per «Agricoltura e Pace»; Caterina Perniconi, L’Arcobaleno in piazza Montecitorio. Mobilitazione permanente per i pacifisti. Stasera fiaccolata in Campidoglio. Scioperano i sindacati; c.pe., «Fuori la guerra da scuole e atenei». Mobilitati gli studenti universitari. E gli studenti medi sono pronti a interrompere la didattica;
p.10- Carlo Brambilla, Le dichiarazioni preventive dei due ministri: «La Padania è da sempre un baluardo anti-Islam. Da migliaia di anni li combattiamo». Imbarazzo anche dentro la maggioranza. Luca Volontè, Udc: «Non fa parte della nostra storia rifiutare il conforto a chi scappa dalle bombe». Bossi e Castelli: «Non vogliamo profughi». La Lega chiude le porte: «Stiano a casa loro». Livia Turco: «Tragiche sciocchezze»; Mariagrazia Gerina, Il Viminale non ha ancora un piano. I DS: il governo dica cosa vuole fare. L’ONU: l’accoglienza è un obbligo internazionale; Massimo Solani, Laura Boldrini portavoce commissario ONU per i rifugiati. «Il Governo non ha stanziato un centesimo per l’assistenza ONU ai profughi. Ma l’asilo ai rifugiati è una cartina al tornasole per la civiltà di un paese». «Dall’Italia nemmeno un euro per l’emergenza [intervista];
p.11- Silvia Garambois, Tre giornalisti inviati a Baghdad lavoreranno per i tre canali come i corrispondenti e le troupes in Kuwait Qatar, Kabul e Iraq. Il primo problema: le delicate apparecchiature di trasmissione tra gli obiettivi delle bombe intelligenti che lanceranno gli americani. RAI, informazione non stop sulla guerra. Staffetta tra le reti, edizioni straordinarie. Sul fronte in tv due donne: Lilli Gruber e Giovanna Botteri; Marco Travaglio, Bananas. Dear George, dear Paolo
«l’Unità», 20 marzo 2003 [pp.12-14 ]
p.12- Gianni Marsilli, Davanti a Westminster la protesta dei pacifisti. I vecchi laburisti attaccano i nuovi restano senza punti di riferimento. La fronda è stata arginata ma il primo ministro inglese ha davanti a sé un’impresa ciclopica: ricucire con i suoi con l’Europa e la Francia. E battere Saddam. La delusione del Labour tradito da Blair. Il premier supera lo scoglio del voto sulla guerra ma nel partito restano le macerie dello scontro; Umberto De Giovannangeli, Il Saladino non abita più a Ramallah. Nei Territori poco sostegno al raìs. Israele pronta al conflitto; u.d.g., Shaul Shai esperto di strategia israeliano. L’esperto di Tel Aviv mette in guardia sul fattore attentati. «Il rischio non riguarda solo il Medio Oriente». «La vera arma di Saddam? Il terrorismo» [intervista];
p.13- Sergio Sergi, Era circolata la voce che anche l’Italia fosse vittima dello spionaggio. Il sistema molto sofisticato poteva controllare le conversazioni più riservate. La denuncia è venuta da un giornale francese che punta il dito sugli americani. Nelle ultime settimane un caso simile aveva riguardato la sede dell’ONU; se. ser., Oggi difficile vertice europeo. Prodi: si poteva sconfiggere. Saddam con le ispezioni; Roberto Rezzo, Blix all’ONU: peccato non aver avuto più tempo per le ispezioni. I ministri di Francia, Germania e Russia hanno voluto essere presenti. Veglia funebre al Palazzo di Vetro. Annan: un giorno triste;
p.14- Wladimiro Settimelli, Nato sessantasei anni fa in un piccolo villaggio nel nord dell’Iraq il dittatore iracheno da anni dorme ogni notte in luoghi diversi per evitare attentati. Non usa i telefoni per non essere rintracciato, ama nuotare mangiare pesce e carne, solo però dopo accurati controlli. Il popolo lo teme e nessuno osa opporsi al suo potere. Vita quotidiana di Saddam il despota-zio; Maurizio Chierici, Nel suo bunker, incollato alla televisione per seguire i raid Usa sull’Iraq. E a chi gli offriva una via di scampo rispose: zitti, sentite cosa sto dicendo alla TV. Quando il raìs nel ’91 seguì la guerra in diretta su CNN
«Il Foglio»
«Il Foglio», 20 marzo 2003 [pp.1-.3-pp.I]
p.1- La Giornata in Italia. Via libera del Parlamento a basi e spazio aereo per gli USA; La Giornata nel mondo. La Casa Bianca agli americani: «preparatevi alla guerra»; Combattivo e contestato. Berlusconi aggira la trappola leguleia con un discorso chiaro. Ipotesi di esternazione ostile di Ciampi.
Poi il compromesso: siamo non belligeranti, ma schierati con gli USA. Il nervosismo dell’opposizione; Europa malconcia. Bruxelles, spettatrice marginale, non riesce neppure a proporsi per gli aiuti all’Iraq post bellico; Saddam in guerra. Tre possibili tattiche. L’incubo è che le applichi tutt’e tre, gas e scudi bambini compresi; Alleati in guerra. L’ordine di evitare il più possibile le vittime civili e il rischio dei soldati USA nell’uso degli elicotteri;
p.2- Fuga da Baghdad/1. La Siria rischia molto se cade Saddam, ma è un paese che può accoglierlo se scappa. E ci conta; Oscar Giannino, Il confronto fra realisti e idealisti. Poche illusioni, la democrazia in Iraq arriverà dopo la stabilità; Ritorno a Baghdad/2. Spy story, l’esule scomparso
in Danimarca riappare in Kuwait per far disertare i generali del rais;
p.3- Editoriale, Una non belligeranza molto belligerante. Formidabile alla Camera: ora ve la do io la neutralità italiana, dice il Cav; E lascia invariati i tassi. L’economia non riflette le spaccature dell’Onu
2003-03-19
Le commissioni Giustizia e Affari costituzionali approvano il progetto di istituire una commissione d’inchiesta su Tangentopoli ed eventuali abusi commessi dai giudici
2003-03-20
PRC- Direzione. Dura condanna dell’intervento in Iraq e condanna della scelta del Governo italiano di concedere l’uso delle basi alle truppe USA impegnate nel conflitto. Sostegno alle iniziative pacifiste e impegno alla più ampia mobilitazione a favore della pace.
2003-03-20
Iraq Inizia l’operazione «Shock and awe» (shock e terrore)
- Iraq Inizia l’operazione «Shock and awe» (shock e terrore)
2003-03-20
20 marzo: i marines e la terza divisione di fanteria americana entrano in Iraq. Primi scontri con le truppe irakene.
Si svolgono manifestazioni contro la guerra in diversi paesi fra cui l’Italia, in occasione dello sciopero proclamato dai sindacati, mentre sono presidiati porti e stazioni. Alla fiaccolata organizzata a Roma è contestato il presidente dei DS, Massimo D’Alema.
Commenti e resoconti
«Il Foglio»
«Il Foglio», 21 marzo 2003 [pp.1-4]
p.1- La giornata in Italia. «Berlusconi: spero in una guerra breve e in una Europa unita nella politica estera e nella ricostruzione dell’Iraq»; La giornata nel mondo. Cominciata l’invasione dell’Iraq dal Sud, missili su Baghdad; Primo giorno, due fronti. Obiettivo Baghdad. Le forze di terra puntano su Bassora. Bombardamenti sui palazzi del regime alla ricerca di Saddam, voci sul ferimento dei sui figli. Missili iracheni sul Kuwait. In azione anche gli inglesi; Un pò di appeasement. Ordine di scuderia europea: recuperare Chirac. Tutti i leader più concilianti. Si teme che Parigi rallenti l’allargamento; A scuola. Avvolta nella bandiera della pace viene espulsa dall’aula. Una storia italiana controcorrente; In piazza. Marce, fiaccole e sit-in, c’è la guerra e qui si manifesta (in tanti). Abitudine italiana molto conformista;
p.2- Siegmund Ginzberg, Alì il chimico. È il generale a cui Saddam ha affidato il Sud. Gas per i curdi, in un giorno ne uccise cinquemila; Redazionalmente corretto. Recensire Repubblica e scoprire che Serra tifa per «orrido» Saddam;
p.3- Editoriale, La sollecitudine e la compassione. Qualche regola per il buon uso dei sentimenti in tempo di guerra; Editoriale, Piccoli padri nobili non crescono. Civetterie antiamericane di quattro (ex fedelissimi) senatori a vita; Il Vaticano e gli alleati sbagliati: Mosca, Pechino, Berlino …;
p.4- Putin cerca di non indebolire troppo Powell perché teme l’ura dei reaganiani di Bush; Gabinetto di guerra alla Wellington, Blair ha il forte aiuto di Brown e un problema con le TV
21 marzo: inizia l’operazione «Shock and awe» (shock e terrore). Nella notte pioggia di 1.300 fra missili e bombe su Baghdad. I bombardamenti andranno avanti nei giorni seguenti. Le truppe americane occupano i giacimenti petroliferi di Bassora.
In Italia, mentre infuriano i bombardamenti su Baghdad e si combatte nel sud dell’Iraq, si svolgono massicce manifestazioni contro la guerra in 80 città. A Roma, il comitato contro la guerra manifesta a piazza Navona insieme alla Cgil, mentre l’Ulivo ha organizzato un’iniziativa separata a piazza del Popolo con cantanti e attori. A Milano, un gruppo si stacca dalla manifestazione unitaria per dirigersi verso il consolato americano dove è data alle fiamme la bandiera a stelle e strisce.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 2003 [pp.1-9- pp.33-34]
pp.2- Piero Sansonetti, L’orrore di Baghdad terrorizza il mondo. Centinaia di missili, decine di palazzi del potere in fiamme, attaccate anche altre città. La Turchia entra nell’Iraq del nord. Allarme di Putin: tutto il pianeta ora è a rischio;
p.1- p.33- Robert Byrd, Voci USA. America che stai facendo?;
(segue)
«l’Unità», 22 marzo 2003 [p.1-pp.10-p.35]
p.1- Non ci si divide sulla pace. Oggi a Roma Ulivo e movimenti separati. Fassino: indispensabile un’unica voce;
p.1-p.10- Maurizio Chierici, Guerra in TV. Biagi: torna il rantolo della sirena;
p.1-p.35- Alfredo Reichlin, Ulivo. La guerra cambia tutto anche per noi;
(segue)
«La Stampa»
«La Stampa», 22 marzo 2003 [pp.1-7]
p.1- Titolo: I B-52 partiti dall’Inghilterra in azione contro città e obiettivi militari di tutto il Paese. Il Pentagono: è cominciato l’«A-day». Inferno di bombe sull’Iraq. Ondate di attacchi su Baghdad distrutti molti palazzi del Governo. Rumsfeld: vogliamo indurli alla resa; Editoriale, Maurizio Molinari, Colpisci e terrorizza; Igor Man, Il silenzio del mondo arabo; Quelli che non sfilano;
p.2- Per Rumsfeld il regime sta perdendo il controllo del Paese; Paolo Mastrolillo, Caduti in combattimento due soldati USA. Forse uccisi due vicepresidenti e il comandante che gasò i curdi. Sull’Iraq 1500 bombe in un giorno. Un generale si arrende ai marines con i suoi ottomila uomini; Mimmo Cándito, Una «Venezia d’Oriente» teatro di vent’anni di stragi. Bassora, vecchi splendori e recenti orrori. La città scita che gli USA sperano di conquistare senza battaglia; e. st., Perché Baghdad è illuminata a giorno., L’oscuramento non serve più;
p.3- Giuseppe Zaccaria, La capitale irachena investita dal fuoco angloamericano. Baghdad ho visto bruciare i santuari del regime; B-52 la fortezza volante (scheda tecnica); Il B-52, da quasi mezzo secolo bombardiere invincibile. Lancia missili e trasporta trentadue tonnellate di ordigni;
p.4- Come è scattato il piano dell’«A-day» (mappa); La battaglia di Bassora (mappa); Il nuovo elicottero Apache (scheda tecnica); Le armi dell’attacco di terra (scheda);
p.5- Improvvisa svolta nell’operazione «Iraq Freedom»; Maurizio Molinari, Il Settimo Cavalleggeri guida l’offensiva di terra attraverso il deserto. Tank e blindati corrono verso Baghdad. Ventimila uomini entrano dal Kuwait, presi 600 prigionieri; Il reggimento del «generale» Custer; John Keegan, A dispetto dell’enorme superiorità, la coalizione angloamericana dovrà mettere in conto i suoi morti. La paura, inseparabile compagna del soldato;
p.6- Baghdad cerca in ogni modo di negare vuoti di comando; Maurizio Molinari, Nessun dubbio, che ad essere colpita dai cruise sia stata la casa- bunker del dittatore. Saddam è vivo e ricompare in TV col figlio Qusay. I bombardieri, però, potrebbero aver ucciso il secondogenito Uday; Paolo Mastrolilli, Il presidente- stratega che segue il treno della grande invasione. Bushiana; Paolo Mastrolilli, Cacciata la CNN: «Diffondete bugie». Il regime: «La TV è uno strumento della propaganda»;
p.7- Paolo Mastrolilli, Un grave incognita pesa sull’offensiva in Iraq. Si teme che il Raíss ora decida l’attacco con le armi chimiche. È il primo conflitto dalla Grande Guerra in cui l’Occidente si trova di fronte a quella minaccia. Gli americani protetti fa tute speciali, che però sono troppo scomode nel caldo del deserto
«La Stampa», 22 marzo 2003 [pp.8-13]
p.8- Le pressioni dal Dipartimento di Stato USA per le ambasciate di Saddam; Cesare Martinetti, Il presidente francese: Blair non è un avversario, ma siamo usciti dalla legalità internazionale. Altolà di Chirac: giù le mani dall’Iraq. «No a un voto dell’ONU per una amministrazione anglo-americana»; Emanuele Novazio, La proposta: in aprile vertice ad Anversa. Francia, Germania e Belgio «Difesa europea comune». Schoeder: «La riunione è aperta a tutti i Paesi UE che vogliano parteciparvi». Prodi: «Va nella giusta direzione per la sicurezza»; Francesca Sforza, Scavalcato a destra dal verde Fischer è sempre più isolato. Schroderiana;
p.9- Proposte e programmi umanitari per gli iracheni in fuga; Augusto Minzolini, Il presidente del Consiglio: l’ONU abbandoni un sistema ormai superato. Berlusconi: che errore il veto francese. «L’Europa parli con una voce sola, oggi è divisa, e c’è troppa ipocrisia»; Pierluigi Battista, Quegli intellettuali con il coraggio e l’orgoglio di rivendicare il dubbio. La guerra delle parole; Enrico Singer, La UE cerca di ripartire dall’economia. Il vertice di Bruxelles minato dai contrasti di politica estera;
p.10- Lo stallo diplomatico che ha creato grandi difficoltà al comando americano; Andrea di Robilant, Inutile il monito di Powell all’alleato: non oltrepassare il confine. L’esercito turco entra nel Nord dell’Iraq. Ankara dà il via libera agli aerei USA ma non concede le basi; James Schlesinger e Thomas Pickering, Uno straordinario impegno di risorse umane dopo l’eliminazione delle armi di sterminio. Come ricostruire il Paese coinvolgendo gli iracheni. Un piano in quattro punti pensando al dopoguerra;
p.11- Pierluigi Battista, Nel 1999 il Governo italiano decise i bombardamenti su Belgrado senza una risoluzione dell’ONU. Kosovo. Le «bombe etiche» di 4 anni fa tormentano D’Alema; p.c., «Una giornata di lavoro per la pace». Appello del Sermig: Raccogliamo i fondi per i bambini iracheni; Lietta Tornabuoni, Quella prima incrinatura che trasforma il mondo in cui siamo sempre vissuti. Diario della paura;
p.12- Amedeo La Mattina, Il capo dello Stato a Saint Vincent per i premi di giornalismo. Ciampi: «Difendere l’ONU e ricomporre l’unità europea». Il Quirinale non riceverà i movimenti pacifisti «nel doveroso rispetto delle proprie competenze. La posizione del nostro Paese è già stata fissata chiaramente da Esecutivo e Parlamento»; Giacomo Galeazzi, Cameramen, una vita da mediani. All’ombra degli inviati, i telecineoperatori spesso rischiano la vita; Parla Guido Cravero, autore dello scoop con la Botteri. «La calma irreale in attesa dell’esecuzione». «Paura? Qui si dice Inshallah, Se Dio vuole»;
p.13- Aldo Cazzullo, Il silenzio e la tristezza dei seguaci del poverello nel convento che è diventato la capitale mondiale della pace. Assisi. L’ira mite dei frati; Vanni Cornero, Duecentomila agricoltori sfilano contro la guerra. E criticano anche le «disattenzioni politiche» che danneggiano il settore
«La Stampa», 22 marzo 2003 [pp.14-15]
p.14- Caduti nel vuoto gli ammonimenti di Washington; Maria Chiara Bonazzi, La strategia della terra bruciata, come già nella ritirata dal Kuwait. L’esercito iracheno incendia sette pozzi nel Sud del Paese. Non si conoscono le località che sono state sabotate, si teme anche per gli oleodotti. Baghdad smentisce: in fiamme trincee riempite di greggio per frenare l’offensiva USA; Come si spegne l’incendio (scheda); Federico Monga, Le Borse puntano alla guerra breve. Volano tutti gli indici e il dollaro torna a essere forte;
p.15- Le ripercussioni su quotazioni azionarie e listini delle materie prime; La cassaforte dell’oro nero (tabelle e schede); Mario Deaglio, Una delle poste in gioco: i pozzi di Saddam. Tre scenari legati al petrolio. L’ultimo è da incubo. Molto dipenderà dalla durata del conflitto: le 6 settimane indicate da Rumsfeld potrebbero provocare un effetto benefico. Ma se le operazioni dovessero trascinarsi per mesi i mercati ne risentirebbero
«Il Foglio»
«Il Foglio», 22 marzo 2003 [p.1-p.3]
p.1- La giornata in Italia. Berlusconi: «L’ONU è in crisi e lo strumento del veto superato»; La giornata nel mondo. Presa Umm Qasr, si punta su Bassora. È cominciata la guerra vera in Iraq (lo ha detto il pentagono: «è iniziata la fase “Terrore e tremore”»); Secondo giorno, quattro. I B52 sopra Baghdad, avanzata per il controllo dei pozzi di petrolio. Occupate due basi aeree a 250 km dalla capitale. Azioni aeree e terrestri anche nel Nord su Kirkuk e Mosul. I problemi con la Turchia; Si vis videum para bellum. Il cortocircuito informativo della guerra in diretta. Lo studio chiede conferme all’inviata in Iraq e questa al collega della stampa; Bassora. È stata la porta di tutte le invasioni. Per gli inglesi fu terra di catastrofe: 50 mila morti; Polemiche. I capricci di D’Alema, bambino viziato che vuole le carezze del Pentagono e quelle dei pacifisti;
p.3- Editoriale: La guerra di Bush e quella di Blair. Due eserciti e due linee: Roma e Madrid devono stringere Londra; Editoriale, I conti in tasca al campione della pace. Il Governo inglese presenta un dossier sugli affari 2002 tra Parigi e Saddam; Editoriale, Pacificatori contro pacifisti. Il portavoce del Papa non dimentica il mancato disarmo di Saddam; Intellettuali pro e contro Bush chiedono un Iraq democratico; I riformisti ulivisti mugugnano contro il fronte unico di pace; Donne contro la guerra e donne contro il pacifismo delle donne. «Chi dà la vita non ama chi la toglie». «Il 78 per cento è contro, ma il 78 per cento non legge neanche i giornali»
«Il Foglio», 22 marzo 2003 [p.I]
Tatiana Boutourline, Così a Teheran gli sciti dello Sciri preparano la rivincita: prima liberarsi di Hussein, poi si vedrà. Repubblica islamica a Baghdad? Sarà il «popolo sovrano» a decidere, dice Al Kamin per promuovere un’immagine da moderato. Conteranno anche i buoni rapporti con i curdi; Gian Micalessin, «Se avessimo usato il cannone ci sarebbe scoppiano in mano», raccontano tre fuggitivi in Kurdistan; MGM, Hamas inneggia al tiranno dell’Iraq. Mitzna ci ripensa, laburisti pronti ad entrare nel Governo Sharon; Fausto Biloslavo, Cronaca della prima resistenza a Umm Qasr, poi iniziano a sfilare soldati del rais con le mani in alto; Mauro Suttora, «Se conoscessero Saddam, anche i pacifisti si convincerebbero», dice l’imam iracheno di New York
2003-03-20
Il Consiglio europeo riunito a Bruxelles si concentra principalmente sulle questioni socio-economiche. Sulle questioni internazionali e sulla crisi irachena conferma l’alleanza atlantica, sul conflitto Israele- Palestina ripete la necessità di arrivare alla costruzione di due Stati e per la crisi irachena, anche tenendo conto delle diversità registrate, riafferma la necessità di un ruolo dell’ONU
Bruxelles. Consiglio Europeo 20-21 marzo 2003
2003-03-22
Manifestazioni nel mondo: cortei a New York, Londra, Madrid mezzo milione di persone in piazza, Berlino, Amburgo, Francoforte, Parigi, l’elenco potrebbe continuare. in Italia manifestazioni ovunque, le principali a Roma, Milano, Firenze, Napoli.
Continuano i bombardamenti in Iraq. I marines assediano Bassora. Inizia l’esodo dei profughi irakeni. Un camion rifornimento USA si perde nei pressi di Nassiriya, si ipotizza che 7 soldati americani siano stati uccisi mentre 5, fra cui una donna, sono stati fatti prigionieri.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 23 marzo 2003 [pp.1-7-pp.34-35]
p.1- Titolo: La pace non si dà per vinta. Immensi cortei hanno attraversato le città del mondo: da New York a Londra, da Madrid a Parigi. Un fiume arcobaleno in Italia. Roma, Milano, Firenze, Napoli: guerra illegittima, governo complice;
p.1-p.35- Editoriale, Furio Colombo, Guardare la guerra; Arthur Penn, Cerco il vento di Bob Dylan; Sergio Zavoli, Nati per stare al mondo;
pp.1- 2- Piero Sansonetti, La guerra si impantana tra morti e rovine. Ancora bombe su Baghdad, battaglia a Bassora. In Kuwait, attentato terroristico in un comando USA; Robert Fisk, Da Baghdad. In ospedale il dolore e i perché della piccola Doha;
p.1-p.4- Toni Fontana, Nel deserto. Tra i prigionieri che chiedono pietà, acqua e cibo;
p.2- L’Iraq all’ONU: fermate la guerra; Il vescovo caldeo: qui è un inferno; Reda Ali, La lunga lista di vittime nel giorno più lungo; «Missili contro truppe USA»;
p.3- La convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra; La Fox batte la CNN nella sfida degli ascolti; Bruno Marolo, I marines assediano Bassora. Si arrendono migliaia di iracheni. Gli angloamericani occupano l’aeroporto. Raid missilistico nella notte. Centinaia di vittime; Bush: non useremo mezze misure. Consiglio di guerra a Camp David. Nei sondaggi il 70% approva l’uso della forza; Le cifre della guerra; Wladimiro Settimelli, La città dei canali delle Mille e una notte;
p.4- «Abbattuto aereo USA». Pentagono: non risulta; Russia favorevole ad allargare il Consiglio di sicurezza; Ucciso un giornalista in Kurdistan. Troupe colpita da «fuoco amico»; Bruno Gravagnuolo, Le parole della guerra. Shock and awe. Nuovo mantra di Bush; Gabriel Bertinetto, La CIA: abbiamo le foto di Saddam ferito;
p.5- Marina Mastroluca, Mezzo milione in fuga sulle montagne. Scappano da villaggi e città, ma senza varcare i confini. L’UNHCR prepara campi, piano dell’UNICEF per i bambini; Solidarietà, vende 70 tele per aiutare ospedale iracheno; Rapporto dell’Alto Commissariato ONU. Via da Baghdad in 51.000. Record di rifugiati nel 2002; Roberto Barbera, Gino Strada: «La paura dilaga davanti ai confini chiusi». Il medico di Emergency a Erbil testimone dell’esodo. «I curdi sono tra due fuochi, si teme un attacco chimico»; Il PAM invia razioni alimentari; Bushra, Pronto Baghdad. «Aspettando le fiamme di un’altra notte di bombe»;
p.6- Esperti americani: 45 giorni per spegnere i pozzi in fiamme; Con il conflitto a rischio la vita
di milioni di uccelli migratori; Leonardo Sacchetti, Franks a Saddam: non usate le armi proibite
Lo spettro di una guerra chimico-batteriologica. Ma sugli arsenali segreti Blix non ha trovato prove; Lo scontro sulla pistola fumante: Bush, Saddam, Blix; Stampa internazionale; Umberto De Giovannangeli, Nabil El Fattah. Direttore centro studi Al-Ahram, Lo studioso egiziano: per l’Iraq non andrà bene né un governatore americano, né un Karzai iracheno sul modello afghano. Solo l’Onu potrà garantire la ricostruzione. «Le armate di Bush non vinceranno il dopoguerra» [intervista]
p.7- Militari in Kurdistan. Mosca critica Ankara; Ministro degli Esteri iracheno minaccia la Turchia; Gabriel Bertinetto, Turchi in Iraq: per ora solo incursioni. Ma Ankara si riserva di intervenire massicciamente nonostante Washington non voglia; Germania. «Se invadete ci ritiriamo dalla missione NATO»; Umberto De Giovannangeli, Nella roccaforte dei coloni: Sharon impari da Bush
A Kiryat Arba si inneggia alla guerra preventiva contro Saddam e si invocano i B-52 anche su Ramallah; Afghanistan, tre soldati di Karzai morti negli scontri con i Taleban;
p.34- Paolo Hutter, Boicottaggio per la pace, diffidate delle imitazioni
«l’Unità», 23 marzo 2003 [pp.8-p.10-pp.12-15]
p.8- Nello staff del premier britannico altre dimissioni contro la guerra; Berna, Black Bloc in azione
La polizia usa gas lacrimogeni; Alfio Bernabei, Franco Mimmi, Londra sfila contro Blair: è una guerra illegale. A Madrid in piazza almeno un milione di persone. Cortei pacifisti anche a Parigi; Pacifisti in piazza a Berlino Amburgo e Francoforte; Copenaghen, cortei e striscioni davanti ad ambasciate USA e GB; Oltre 20mila manifestanti nelle strade di Helsinki;
p.10- Manifestanti protestano davanti alla casa di Rumsfeld; Editorialista del New York Times:
Powell non è più una colomba; Roberto Rezzo, L’America in piazza grida: Guerra no! I pacifisti invadono New York. Il padre di un marine morto: Bush mi ha portato via mio figlio; Spesi un miliardo di dollari solo per missili Cruise; Aldo Civico, «Facciamo tacere i Bush e Saddam dentro di noi»; Australia, i pacifisti in piazza; Bahrain, scontri con la polizia. Alcuni feriti tra i manifestanti; Bangladesh, indetto sciopero generale contro la guerra;
p.12- Tagliano le pompe di benzina. Cinque fermati e rilasciati; I promotori di «Stop Esso war»:
«No agli atti vandalici»; Simone Collini, Da Roma un grande no alla guerra. Piazze separate ma una sola voce. Fassino in piazza del Popolo con l’Ulivo: uniti idealmente dallo stesso obiettivo; Enrico Fierro, I bambini aprono il corteo del movimento. Epifani: dividere è stato un errore senza se e senza ma. Moretti: non è un derby; Maria Zegarelli, Piazza del Popolo si riempie lentamente: signore eleganti e intere famiglie, bambini, studenti e militanti dell’Ulivo ma anche di Rifondazione. «Una manifestazione vale l’altra, l’importante è esserci»;
p.13- Oggi il presidio alla base di Sigonella; Bar e pizzerie vietate per i soldati USA di Aviano; Luigina Venturelli, Colorate e unite le città d’Italia per la pace. Manifestazioni in tutta Italia. La più grande a Milano: 150.000 persone riempiono Piazza del Duomo; Napoli; Firenze; Genova; Iniziativa dei pacifisti di Greenpeace a Roma. Berlusconi sull’Altare; I numeri del Viminale;
p.14- Proposta Pannella, sono 397 le adesioni dei parlamentari; Proteste contro Domenica In
Dopo Gasparri, anche Frattini; Francesco Peloso, Il grido del Papa: l’umanità è a rischio. Giovanni Paolo II torna a condannare la guerra: la pace è la strada per costruire una società più giusta; Ciampi e movimenti messaggi incrociati; Sindaci e cittadini chiedono all’Ulivo unità e confronto;
p.15- Castelli: la sinistra è filoislamica. I pacifisti lo contestano: vergogna; Le navi che bombardano Baghdad partono da Gaeta e La Maddalena?; Natalia Lombardo, Il Governo comincia a svuotare l’ambasciata irachena. Sei dipendenti potrebbero essere espulsi già oggi. L’Ulivo: Frattini riferisca alle Camere; Cosa avvenne nel ’91, durante la guerra del Golfo; Chi chiude le ambasciate? Noi no; Luana Benini, Gavino Angius presidente gruppo DS al Senato. Se il governo accettasse di chiudere la sede diplomatica sarebbe una rottura immotivata tra i due paesi. Servirebbe un sussulto di dignità, e invece... «Insensata la richiesta Usa, l’Italia non è in guerra con l’Iraq» [intervista]; Tiziana Ferrario contro Vespa: noi facciamo il nostro lavoro, ma questa è una tragedia infinita. «Le bombe non sono un talk show»; Silvia Garambois, Troppa guerra fa male all’audience? E i palinsesti tornano di gesso
La RAI abbassa la guardia
«La Stampa»
«La Stampa», 23 marzo 2003 [pp.12-12-p.15]
p.12- Appelli e partecipazione popolare contro il conflitto iracheno: Il Papa: le armi non possono risolvere i problemi degli uomini; «Blair vattene», decine di migliaia sfilano nel centro di Londra; Maria Teresa Meli, Fassino: la divisione è stata un errore, ma non drammatizziamo. Cortei per la pace, Ulivo battuto dai movimenti. Assente Cofferati. Mobilitazione a Roma e in molte altre città; Francesco Cossiga, Lettera aperta a Massimo D’Alema contestato dai pacifisti; Greenpeace, uno striscione all’altare della pace; Mara Montanari, Tanti giovani in piazza al suono di reggae e ska; Milano, violenze e una molotov rovinano il corteo dei centomila;
p.13- Aldo Cazzullo, Un concerto- comizio per l’Ulivo e un corteo per i movimenti con slogan molto simili. Le due piazze. Differenze di età, musica e rabbia. L’occasione perduta della sinistra; «Impegno di Governi e organizzazioni internazionali». Ciampi: la pace è il bene supremo;
Marco Tosatti, Giovanni Paolo II non è l’alfiere dell’antiamericanismo. Diario Vaticano; Mar. Tos., «La spettacolarità delle bombe tramuta la guerra in tifo calcistico». La Santa Sede contro il «Conflitto in TV». Tonini: «Ci si dimentica che al di là del video c’è chi soffre»;
p.15- Crisi irachena: analisi e polemiche: Pera: non si può separare l’Europa dagli Stati Uniti; Castelli: la sinistra è sempre con gli islamici; «Frattini a Domenica in uno schiaffo al pluralismo»; Brunella Giovara, Viaggio tra le ansie e le paure dei più piccoli. Tra i banchi di scuola una nuova materia Saddam e l’Iraq. Gli psicoterapeuti: meglio raccontare, proteggerli troppo è un errore. I maestri: non politicizziamo le cose, le trattiamo didatticamente; Elena Loewenthal, Anche i ragazzi sono in grado di distinguere tra finzione e realtà. Diario dei bambini; Domani sciopero degli insegnanti. Vi aderiscono tutti i sindacati per il contratto e contro i tagli
23 marzo: a Nassiriya sono uccisi dalle milizie irachene 9 marines americani. Secondo fonti USA sempre a Nassiriya in un ospedale sono trovate 3000 tute e maschere di protezione per armi chimiche. Lo stesso giorno per errore un aereo americano abbatte un caccia britannico uccidendo gli uomini dell’equipaggio. Bassora resiste all’assedio. A Bagdad 77 civili uccisi, due gli americani. In Pakistan manifestazioni pro Saddam e Bin Laden; In piazza anche gli studenti dell’Università di Amman; Diecimila afghani in corteo contro l’intervento in Iraq
Il Governo Italiano espelle i diplomatici iracheni. Decisione incomprensibile per il centrosinistra e per il Vaticano. Un arcobaleno di 70 metri sulla Torre di Pisa. A Roma il Colosseo è listato a lutto per dire no alla guerra. Bandiere della pace sui cancelli della base di Sigonella, ventimila persone sfilano hanno sfilato ieri davanti alla base. Manifestazione pacifista davanti al comando USAF di Aviano.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 marzo 2003 [pp.1-4-pp.6-8-p.30]
p.1- p.3- Piero Sansonetti, La guerra promessa è piena di morti. Pesanti perdite tra i marines mentre infuria la battaglia. Immagini choc dei prigionieri americani. Tornado inglese abbattuto dal «fuoco amico» degli USA. Tre giornalisti tra le vittime del conflitto; Robert Fisk, Il terrore del soldato del Kansas;
p.1-p.9- Siegmund Ginzberg, Saddam. L’Uscita di Servizio;
p.1-p.8- Umberto De Giovannangeli, «In democrazia chi sbaglia deve pagare» [intervista a Abraham Bet Yehoshua]
p.1-p.30- Nicola Tranfaglia, Governo. La loro non belligeranza;
p.2- Ankara: accordo con Bush per lo sconfinamento; Cade elicottero USA in Afghanistan: 6 morti; Bruno Marolo, Bush: la guerra non si ferma non maltrattate i nostri soldati. Il presidente: Saddam perde potere, non ha scampo; Parola di Bush; Il Papa implora la pace e prega per le vittime; Bianca Di Giovanni, Il terrore del sergente James Riley. Gli integrali degli interrogatori dei cinque militari catturati. «Perché sei qui? “Me lo hanno ordinato”»;
p.3- «Battaglia decisiva» l’Iraq battezza la guerra; Blair: non possiamo fermarci adesso; Reda Ali, Qui Al- Jazira. Tra gli iracheni 77 morti. 25 le vittime americane;
p.4- New York, corteo a sostegno delle truppe; «Gli USA accusano: Mosca aiuta Baghdad»; Bassora resiste all’assedio. Gli USA: non è un posto sicuro. Baghdad: uccisi 77 civili, due vittime tra gli americani; Incidenti e fuoco amico. I morti dei primi 4 giorni; Sulla strada per Baghdad (mappa); Marina Mastroluca, Battaglia a Umm Qasr dopo la caduta. Venerdì i marines issavano la bandiera Usa. Ieri ci sono stati scontri durissimi;
p.6- Bombardata l’antica università; Russia e Cina: fermate l’attacco; Gabriel Bertinetto, L’Iraq sfida i marines «Nelle città vi fermeremo». Ricompare il vicepresidente Ramadan. Lo davano per morto; Il partito Baath; Bushra, Qui Baghdad. «L’incubo per i bimbi che scoprono la guerra»; Roberto Rezzo, Un commilitone l’attentatore del comando USA. Il soldato musulmano, forse per un rimprovero, ha attaccato la sua base. Sarà processato dalla corte marziale;
p.7- Oltre 1000 i reporter uccisi dal 1991; L’Iran avverte gli USA: siamo pronti a reagire; Roberto Arduini, USA: stop a quelle immagini. Ma il video fa il giro del mondo. La Casa Bianca: violata la convenzione di Ginevra; Leonardo Sacchetti, In tre giorni uccisi 5 reporter. L’inglese Terry Lloyd forse colpito dal fuoco amico. Cinque i feriti; Dalla stampa araba;
p.8- Dodici navi militari americane attraversano in canale di Suez; La Giordania espelle tre diplomatici iracheni; U.D.G., Sharon: con la maschera antigas ma tornate al lavoro. Il capo del governo invita la popolazione a non abbassare la guardia ma a riprendere una vita normale;
p.9- In Pakistan manifestazioni pro Saddam e Bin Laden; In piazza anche gli studenti dell’Università di Amman; Diecimila afghani in corteo contro l’intervento in Iraq;
«l’Unità», 24 marzo 2003 [p.1-pp.10-14]
p.1-p.10- Natalia Lombardo, L’Italia fa un altro passo nel conflitto. A «Domenica In» Frattini annuncia l’espulsione di diplomatici iracheni. L’Ulivo: atto di guerra;
p.10- «Non demonizzate l’Islam» s’appellano i giornalisti cattolici; L’ambasciatore in Vaticano:
«Incomprensibile espulsione»; L’ambasciatore in Vaticano: «Incomprensibile espulsione»; Terra di nessuno; N. L., Marina Sereni responsabili Esteri DS. Il governo si è barcamenato. Ma persino i paesi belligeranti hanno disobbedito agli USA. «Non hanno saputo dire no» [intervista]; Onide Donati, Domenica In, succursale di Porta a Porta. Feltri s’indigna con l’Unità, colpevole di aver mostrato i bimbi feriti. Il ministro «riferisce» a Mara Venier;
p.11- I vescovi pensano alle vittime. E chiedono «pace e diritti»; Prodi: l’Europa ancora non ha
una sola voce in politica estera; Nedo Canetti, Via libera alle armi, il business è business. Sì del governo, anche dove vi siano gravi violazioni di diritti umani. Ma l’opposizione s’impunta; L’esilio per Saddam. Pannella: ha sbagliato il Governo. Si riscatti;
p.12- Parigi, l’85% sta con l’Eliseo. Al top l’impopolarità di Bush; Il cancelliere Schröder risale
grazie alla scelta pacifista; Gianni Marsilli, Gli islamici di Francia si scoprono più francesi. Si sono sentiti rappresentati da Chirac. Non tifano Saddam ma soffrono per i fratelli iracheni; Franco Mimmi, Tutti gli errori di calcolo di Aznar. Il leader spagnolo si trova sempre più isolato e deve fronteggiare le amministrative del 25 maggio; Miren Gutiérrez, Fernando Savater filosofo. Per lo studioso basco a differenza del ’91 il conflitto in Iraq non ha giustificazioni se non in un progetto strategico degli USA. «Questa guerra non c’entra con la lotta al terrorismo» [intervista]
p.13- Un arcobaleno di 70 metri sulla Torre di Pisa; Il Colosseo listato a lutto per dire no alla guerra; Salvo Fallica, Bandiere della pace sui cancelli di Sigonella. Ventimila persone hanno sfilato ieri davanti alla base. Messaggio dell’arcivescovo di Catania; Aviano. Marea pacifista davanti al comando USAF;
p.14- Angelo Faccinetto, La Lega zittisce Buttiglione: niente profughi. Il ministro aveva proposto la sospensione della Bossi-Fini. Calderoli dice no: «Vadano in Turchia»; Ragusa. Gli scafisti usano due bambini come «scudi» contro la Finanza; Maristella Iervasi, Livia Turco responsabile DS Welfare. Serve un piano, non parole. Bossi dovrà accettare un decreto di protezione umanitaria. «È il solito indecente teatrino» [intervista]; Gigi Marcucci, L’Unione delle comunità islamiche, riunito a Bologna, apprezza il Papa e respinge l’invito a colpire gli americani ovunque si trovino. «Missioni umanitarie per il popolo iracheno». I musulmani in Italia: la guerra qui si combatte manifestando per la pace
2003-03-24
Sciopero generale della scuola proclamato da CGIL, CISL, UIL e SNALS contro la legge Moratti e per il rinnovo del contratto scaduto da 15 mesi. Istituti chiusi. Cortei e manifestazioni in tutta Italia. Uniti studenti, professori e personale non docente. Nei cortei slogan contro la guerra e moltissime bandiere della pace.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 marzo 2003 [p.17]
Mariagrazia Gerina, Astensione quasi totale dal lavoro. Classi vuote e cortei in ogni città contro un’istruzione allo sfascio e le promesse non mantenute del Governo. Uniti tutti i sindacati confederali e non. E la lotta per un contratto bloccato da 15 mesi si lega alla protesta contro la guerra. Scuola: sì alla pace, no alla Moratti. Uno sciopero senza precedenti che ha unito studenti, professori e personale non docente; La denuncia dei DS. Tecnologie, i passi indietro della destra; ma.ge., Enrico Panini segretario CGIL scuola. «Dopo questa giornata siamo tutti più forti. Da oltre tre mesi il ministro Tremonti blocca le trattative». «Ora devono darci risposte chiare» [intervista]; Massimo Solani, Gli studenti accanto ai professori per dire «no alle bombe». Cinquantamila a Milano, migliaia a Roma. A Genova la manifestazione più colorata. Nei cortei bandiere arcobaleno e slogan contro la guerra
2003-03-24
Iraq
24 marzo: una tempesta di sabbia blocca la fanteria americana a 80 km da Baghdad. Si intensificano i bombardamenti sulla capitale irachena. Saddam appare in TV, esalta i suoi generali, chiama alla guerra santa, promette vittoria. La TV irachena mostra due piloti americani catturati. È già fallita la speranza di Bush di una guerra lampo. L’ONU denuncia un disastro umanitario. Un missile americano colpisce, per errore, un autobus che trasporta cittadini siriani: 5 morti e 10 feriti.
In Italia è scontro fra le opposizioni e il Governo sulla guerra. Per L’Ulivo, il PRC e i Verdi il Governo deve cambiare linea, con la sua posizione atlantista sta violando l’articolo 11 della Costituzione: la crisi irachena deve essere gestita dall’ONU. Continuano le manifestazioni. A Foggia marcia silenziosa dei vescovi per la pace. A Livorno i portuali con il consenso sindacale si rifiutano di riparare una nave logistica americana con un carico di mezzi bellici destinati al teatro di guerra in Iraq
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 marzo 2003 [pp.1-9-p.35]
p.1- p.3- Piero Sansonetti, Guerra, il grande disordine mondiale. La Turchia vuole il Kurdistan, missili USA in Siria, rivolte in Giordania, la Russia «aiuta il nemico». Israele in pericolo, le Borse a picco, il petrolio alle stelle, l’ONU denuncia il disastro umanitario;
p.1-p.35- Piero Fassino, Il nostro no alla guerra; Furio Colombo, Una bandiera per ogni lettore;
pp1-2- Siegmund Ginzberg, Saddam invoca vendetta infinita. Il raìs appare in TV, esalta i suoi generali, chiama alla guerra santa, promette vittoria;
p.1-p.3- Robert Fisk, Baghdad. Si prepara la grande battaglia;
p.1-p.4- Toni Fontana, Dal fronte. La lunga notte di Bassora;
p.2- Londra: l’Iraq contattò chirurgo a Mosca; Primakov: il raìs non lascerà il potere; Gabriel Bertinetto, La sfida di Saddam. «Resterete impantanati». Il dittatore compare in TV. Powell: useranno armi chimiche; I due video trasmessi. Dubbi e differenze; Il discorso;
p.3- Nipote ex-presidente tra i marines uccisi; Cina ricorda agli USA indirizzo ambasciata; La battaglia in Iraq (mappa e scheda); La Guardia Repubblicana «Medina»; Qui Al- Jazira. Aziz: Saddam sta bene gli iracheni sono con lui;
p.4-Sei pozzi in fiamme al confine con il Kuwait; Marines distribuiscono razioni alimentari; t. fon., Il mestiere dell’inviato di guerra. I giornalisti reclutati al seguito delle truppe vedono molto ma possono raccontare poco; Bushra, Pronto Bagdad. «Da ieri la pioggia di bombe non dà tregua alla città»;
p.5- Blair chiede un colloquio con Bush; Il Pentagono: «Iracheni mascherati da giornalisti»; Bruno Marolo, Guerra lampo e chirurgica. Saltano i piani di Bush. Tensione tra Washington e Mosca sulla vendita di armi all’Iraq; Parola di Franks; Bruno Gravagnuolo, L’«Imprevedibile» entra nel Risiko;
Alfio Bernabei, Blair ammette: giorni difficili davanti a noi Stavolta lo spirito patriottico britannico non cancella le differenze. Il 36% è ancora contro la guerra;
p.6- Amnesty a Bush e Saddam: garanzie umanitarie in 10 punti; Che cosa prevede la Convenzione di Ginevra; Marina Mastroluca, L’arma spietata dei prigionieri di guerra. Le immagini in TV scuotono l’America, meno sensibile agli iracheni catturati. Baghdad mostra altri due piloti USA; Silvia Garambois, CNN International e CNN America, divise alla guerra. La casa madre allineata sulla politica di Bush, l’altra al fronte con l’obiettivo della «purezza» dell’informazione;
p.7- Bus siriano colpito da missile USA. Cinque morti e una decina di feriti; La Lega Araba: via dall’Iraq le truppe anglo-americane; Umberto De Giovannangeli, «Il raìs non ha dimenticato noi palestinesi». Ramallah inchiodata davanti alla TV durante il discorso. Manifestazioni di sostegno ad Amman e al Cairo; u.d.g., Sari Nusseibeh intellettuale palestinese. Il presidente dell’Università Al Quds di Gerusalemme est: dalle immagini della guerra nuovo respiro ai fondamentalisti. «L’attacco militare fa di Saddam un simbolo» [intervista]; Roberto Monteforte, L’impegno dell’organismo cattolico per far fronte all’emergenza dei profughi. Oltre 2000 gli iracheni «sconfinati» in Siria. A Mosul 1.300 gli sfollati. Ospedali e campi attrezzati, le armi della Caritas;
p.8- Due missili su territorio turco. Gli americani: «Un errore»; Washington: stop a lancio
missili attraverso la Turchia; Gabriel Bertinetto, Ankara: «Liberi di avanzare nel Kurdistan». La Ue mette in guardia la Turchia. Alla NATO si discute sulla creazione di una zona cuscinetto; Sergio Sergi, Il severo monito che si lancia a Erdogan e non si ha il coraggio di lanciare a Blair; Roberto Rezzo, Gli USA non glissano sul conflitto d’interessi. New York Times: guerra o no, Richard Perle, consigliere di Rumsfeld, dovrà scegliere fra l’incarico al Pentagono e i suoi affari; Che cos’è il conflitto di interessi;
p.9- Germania, contro la guerra ancora cortei di studenti; Chirac scrive al Pontefice: lavoriamo insieme per la pace; Flaminia Lubin, L’onda pacifista viaggia in internet. Raccolta di firme, appuntamenti, campagne di sostegno all’ONU. E nasce una star del web; Aldo Civico, Intanto in America. Casa Bianca attaccata dai paleoconservatori
«l’Unità», 25 marzo 2003 [p.10-pp.12-13]
p.10- Pasquale Cascella, Giulio Andreotti. «È antiamericano il Patto Atlantico?». Non solo l’articolo 11 della Costituzione, anche l’articolo 1 del Trattato ci impegna al rispetto dell’ONU [intervista];
p.12- D’Alema con Pannella «Si ritorni all’ONU»; Ulivo e PRC: Frattini e Martino violano la Costituzione; Marcella Ciarnelli, Berlusconi in rotta di collisione con la Francia. Parigi protesta per le frasi sul diritto di veto. Diplomatici iracheni espulsi, Frattini: erano pericolosi; Dicono di noi; Marco Bucciantini, «L’Italia cambi linea, l’Europa non l’ascolta». Fassino: la crisi deve tornare a essere gestita dall’ONU. Sabato saremo in piazza, uniti per la pace; Bruno Miserendino, Cultura di Governo. La guerra a fini elettorali; p.so., Carristi da studio;
p.13- Foggia, la marcia silenziosa dei vescovi per la pace; Guerra: Epifani incontra il rabbino capo Di Segni; Jolanda Bufalini, La destra purifica l’altare della Patria. Dopo il blitz di Greenpeace Moffa e Storace al Milite ignoto. E dimenticano le Fosse Ardeatine; Livorno. I portuali non riparano la nave da guerra USA; Maristella Iervasi, Piani del governo? Meno profughi arrivano meglio è. Speroni dà la linea: si fermino nel paese più vicino. I DS chiedono progetto di accoglienza; Gigi Marcucci, Monsignor Cocchi, presidente della Caritas e don Nicolini «dimenticano i regimi comunisti». Sotto accusa le veglie per la pace. La solidarietà del volontariato ai prelati. A Bologna Forza Italia attacca i vescovi: «Sono filo-Saddam»
25 marzo: le truppe britanniche conquistano la città di Umm Quasar sul Golfo Persico. Resiste agli assalti Bassora, la città è al collasso, manca l’acqua si rischia un’epidemia. Battaglia a Nassiriya: 100 morti iracheni.
Il Pontefice nel messaggio al convegno dei cappellani militari afferma: «Dovrebbe ormai essere chiaro che la guerra come strumento di risoluzione delle contese tra gli Stati è stata ripudiata, prima ancora che dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla coscienza di gran parte dell’umanità, fatta salva la liceità della difesa contro l’aggressore»
In Italia: il presidente della Consulta, Riccardo Chieppa, in apertura della seduta legge l’articolo 11 della Costituzione e chiede alle toghe dell’Alta Corte un «minuto di silenzio e di meditazione sul grave conflitto in Iraq che mette in pericolo la pace e la convivenza dei popoli». Un gesto che provoca una dura reazione del centrodestra. Molto apprezzato invece dalle opposizioni e dalla galassia pacifista.
Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II ai cappellani militari, 24 marzo
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 26 marzo 2003 [pp.1-10-pp.30-31]
p.1- p.3- Piero Sansonetti, Il lungo assedio: fame, sete, feriti. Iraq, popolazione stremata, allarme per una catastrofe umanitaria: Kofi Annan vede Bush e Blair. Drammatico assalto a Bassora. Gli inglesi accusano gli iracheni di sparare sulla folla in rivolta;
pp.1- 2- Toni Fontana, Il reportage. Scontri, bombe, morti: la terribile battaglia nel deserto;
p.1-p.5- Siegmund Ginzberg, Il rischio. I giorni del grande caos;
p.1-p.30- Robert Fisk, Cosa ci dicono. Tempo di guerra tempo di bugie;
p.1-p.31- Ariel Dorfman, Il soldato che leggeva Moby Dick;
p.2- Contro le mine gli USA schierano i delfini; Antrace, il Pentagono vieta l’invio di lettere al fronte; Domande e risposte sulla guerra; Bushra, Pronto Baghdad. «Per la gente di Baghdad il peggio deve ancora venire»;
p.3- Saddam si appella alle tribù irachene; In America i corpi delle prime vittime USA; Robert Fisk, L’Iraq sotto le bombe sfida Bush: non ci arrenderemo. Sanguinosa battaglia a Nassiriya con 100 morti iracheni; La difesa di Baghdad (mappa e scheda); Bruno Gravagnuolo, Le parole della guerra. Quando le «priorità» saltano alla prova dei fatti; Le cifre della guerra;
p.4- Wall Street caccia 2 giornalisti di Al Jazira; Ex società di Cheney già con le mani sui pozzi; Bruno Marolo, Bush in difficoltà chiede soldi per la guerra. Per il presidente, no del Senato ai tagli di tasse. Oggi consulto con Blair; Parola di Bush; Gianni Marsilli, Ricostruzione, Londra prova a rimettere in gioco l’ONU. La missione del premier britannico a Camp David. Ma si sa già che gli Stati Uniti vogliono fare da soli, o quasi; Aldo Civico, In America. Sindaco per la pace «È antiamericano»;
p.5- Il presidente somalo: prego per la vittoria di Saddam; Il generale Clark: troppo pochi 250mila militari per vincere;
p.6- Save the children e Caritas parte la raccolta di fondi; Vescovi inviati di guerra. Il palinsesto di Radiovaticana; Antonella Marrone, Volontari al confine con cibo e medicine. Le associazioni umanitarie ad Amman per decidere le strategie: «Gli aiuti saranno per tutti»; Maura Gualco, Ecco come il no profit si sta organizzando; Maurizio Chierici, La portavoce dei rifugiati. Boldrini: l’Italia promette soldi, ma quando?;
p.7- L’appello dell’UNICEF «Salvate i bambini iracheni»; Gli USA spendono al giorno 300 milioni di dollari per la guerra; Marina Mastroluca, Bassora senz’acqua, rischio epidemie. Frattura all’ONU sul programma Oil for food. Si fa strada l’ipotesi dell’invio umanitario di caschi blu; Roberto Monteforte, Vaticano. Il Papa benedice i pacifisti: guerra ripudiata dall’umanità; La pace non si arrende. Columbia University oggi la manifestazione; Sergio Sergi, Blair pensa a tante «Guantanamo» ai confini dell’UE. La proposta inviata al Consiglio europeo. I campi dovrebbero accogliere anche rifugiati e chi chiede asilo;
p.8- Forse in ospedale a Bassora il cameraman francese disperso; Come il soldato Ryan: torna
a casa dopo la morte del fratello; Gabriel Bertinetto, «Turchi in Kurdistan? Niente di deciso»
La Nato: zona cuscinetto di 20 chilometri solo se arrivano i profughi e solo per i soccorsi; La zona cuscinetto (mappa); Marco Ansaldo, Jalal Talabani segretario dell’UPK. Il leader della formazione curda Unione patriottica del Kurdistan: pensiamo ad avere un ruolo nell’amministrazione centrale del dopo-Saddam. «Siamo contro la disintegrazione, vogliamo un Iraq unito» [intervista]; Sergio Sergi, Belgio, Francia, Germania e Lussemburgo promuovono un summit ad aprile per discuterne. Prodi e Solana danno la loro benedizione. Italia freddina. Mini-vertice sulla difesa europea, Frattini prende tempo;
p.9- Nemmeno la guerra ferma il concorso di Miss America; New York Times: a che prezzo
verrà conquistata Baghdad?; Roberto Rezzo, Donne soldato in prima linea, i dubbi degli USA. Dopo la cattura di Shoshana da parte degli iracheni, il tentativo di dare loro un ruolo subalterno nelle forze armate; Reda Ali, Qui Al- Jazira. Saddam si salva all’ultimo minuto; Leonardo Sacchetti, Stefano Silvestri esperto strategia militare. Secondo il presidente dell’Istituto affari internazionali, gli Usa puntano dritti verso la capitale per accelerare la crisi del regime. «Intorno a Baghdad, una linea rossa decisiva» [intervista];
p.10- Baghdad rassicura Mosca su trattamento prigionieri; Sudan, 150mila studenti manifestano contro gli USA; u. d.g., Israele, segni di impazienza sulla durata della guerra. Continua lo stato di massima allerta con pesanti ripercussioni sul piano economico e psicologico; Solidarietà palestinese. Un «telefono amico» per sostenere Baghdad; Umberto De Giovannangeli, Meir Shalev scrittore. L’intellettuale: non condivido che ancora una volta l’Occidente abbia una concezione messianica del suo ruolo nel mondo «Io israeliano dico: un conflitto ingiustificato» [intervista]
«l’Unità», 26 marzo 2003 [p.1-pp.12-13]
p.1- Titolo: La Corte Costituzionale ripudia la guerra. Ore 12, un minuto di silenzio. Il presidente dice: in pericolo la convivenza tra i popoli;
p.12- USA Day? Proposta interessante dice Marco Pannella. Ma...; USA day? Preferisco di no dicono concordi i centristi; Gianni Cipriani, Diplomatici iracheni, l’espulsione resta senza perché. Diktat della Destra, Frattini e Letta non riferiscono in Parlamento. Brutti, DS: vogliono lo scontro; Silvia Garambois, Guerra in TV, la parola al giornalista (di destra). In pochi giorni le testate del Polo hanno fatto la parte del leone. A scapito delle voci diverse, considerate stonate; Sandra Amurri, Al ministro Gasparri non piace Al Jazira;
p.13- Martino ora ammette: più pericoli per gli alpini in Afghanistan; Epifani: né con Bush né con Saddam; Ninni Andriolo, Iraq, il presidente della Consulta chiede un minuto di silenzio. Chieppa: la guerra non può servire da sola. Il centrodestra grida allo scandalo; Paolo Oietti, Guerra e TV. Liberateci da Saddam e da «Porta a Porta»; Vincenzo Vasile, Ciampi: l’Europa divisa è autolesionista
Appello alla coesione nell’anniversario della firma dei trattati di Roma: dai paesi fondatori un documento comune; Il 13 aprile. L’Assemblea dell’Ulivo allargato voterà il percorso, non i nomi
2003-03-26
Iraq
26 marzo. Secondo fonti americane fino a questa data sono stati fatti prigionieri più di 4.000 iracheni. Scontri a Najaf, una città sulla strada per Baghdad, uccisi mille soldati iracheni. Molte perdite anche tra gli anglo-americani. 1000 soldati della 173ᵃ Brigata aerotrasportata americana, di stanza a Vicenza, sono paracadutati nel Kurdistan, Iraq settentrionale, per unirsi ai curdi nemici di Saddam che sono in una situazione di autonomia nella regione. A Baghdad un ordigno esplosivo statunitense uccide una ventina di civili.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 marzo 2003 [pp.1-9-pp.32-33]
p.1- p.3. Piero Sansonetti, Al mercato della morte. Donne e bambini centrati dai missili a Baghdad: 20 vittime. Kofi Annan: è terrificante. Scontri a Najaf, uccisi mille soldati iracheni. Molte perdite anche tra gli anglo-americani;
p.1-p.32- Silvano Andriani, Tutti gli errori di Bush;
p.1-p.33- Luciano Violante, No al nuovo disordine;
p.1-p.5- Siegmund Ginzberg, Mossa a sorpresa: avranno il compito di garantire l’agibilità delle strutture aeroportuali nel nord-ovest iracheno. Mille parà USA atterrano in Kurdistan. Sono partiti da Vicenza per il fronte;
(segue)
«l’Unità», 27 marzo 2003 [p.10]
La guerra fa male al premier dicono i sondaggi. E al suo partito; Andreotti: rapporti tra Saddam e Bin Laden? Non c’è prova; p.c., DS: subito aiuti umanitari. Il governo latita. Giovanardi attacca: la sinistra ha fatto la guerra senza l’ONU. Ecco come andò nel 1999; In sintesi; Paolo Ojetti, Guerra e TV. Luca Giurato e gli ospiti inattesi; Né con Saddam né con Bush, la polemica non si placa
La destra contro il segretario della CGIL Epifani. Che sostiene l’impossibilità di affiancare gli Stati Uniti; In sintesi; Luana Benini, Umberto Ranieri. È nefasto il ruolo del dispotismo di Saddam. Impensabile qualsiasi equidistanza [intervista]; lu. b., Pietro Folena. Ma quale equidistanza. Questa guerra è una enorme tragedia umanitaria
«La Stampa»
«La Stampa», 27 marzo 2003 [pp.1-8]
p.1- Titolo: I tank del raiss in marcia verso le forze alleate. Strage di civili in un mercato a Baghdad. Gli NTA rivendicano attentato anti-USA. Saddam lancia il contrattacco; Editoriale, Carlo Bastasin, Ultima chance per l’Europa; Gian Enrico Rusconi, Sinistra pro-USA cercasi;
(segue)
«La Stampa», 27 marzo 2003 [pp.9-13]
p.9- Aldo Cazzullo, Reportage. Una comunità dibattuta fra politica e preghiera. Islam. I due volti dei musulmani in Italia; Marco Tosatti, «Ho il cuore oppresso dalle notizie che sento». Il Papa: recitiamo il rosario per implorare giustizia e pace nel mondo;
(segue)
27 marzo: Bush e Blair si incontrano a Camp David. Confermano l’impegno militare in Iraq, anche se fra i due leader si manifestano differenze sul ruolo dell’ONU nel dopo guerra. Il presidente USA annuncia che farà partire altri 110 mila soldati. Nell’Iraq settentrionale i paracadutisti conquistano un aeroporto. Battaglia di carri armati a Bassora. Gli iracheni contrastano l’avanzata delle truppe angloamericane.
Il Parlamento Europeo non riesce a trovare una posizione comune sul conflitto iracheno. I vari gruppi presentano sette risoluzioni ma nessuna raggiunge il quorum necessario per essere approvata.
In Italia è polemica fra centrosinistra e Governo sulla partenza dei miliari USA dalla base di Ederle (Vicenza). Dalle critiche dell’Ulivo si dissociano i socialisti. Il Governo sostiene che i militari USA non saranno impiegati in operazione di guerra. Gli USA smentiscono. Previsto un dibattito parlamentare
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 28 marzo 2003 [pp.1-7-p.30]
p.1- Titolo: Aperto un fronte al Nord, mille paracadutisti conquistano un aeroporto. Battaglia di carri a Bassora. Continui scontri nell’avanzata. L’Iraq non si arrende. Bush farà partire altri 110 mila soldati. Il presidente USA: non importa quanto tempo ci vorrà, vinceremo. Polemica sui parà inviati da Vicenza. Palazzo Chigi: non saranno impiegati in azioni militari. Protesta l’Ulivo. Berlusconi da Ciampi; Editoriale, Igor Man, Saddam aspetta l’ultima carica;
p.1-p.30- Enzo Bianchi, Il Papa la pace e gli USA;
(segue)
«La Stampa», 28 marzo 2003 [pp.8-9]
p.8- Frattura fra centrodestra e centrosinistra nelle istituzioni dell’UE; La Russia: all’ONU un ruolo chiave nella ricostruzione; Aiuti umanitari: accordo al Consiglio di Sicurezza; La Slovenia: non facciamo parte della coalizione USA; Enrico Singer, Giornata nera per l’Europa che continua a dibattersi in una crisi d’identità. Il flop dell’Europarlamento sulla guerra. Presentate sette risoluzioni, neppure una raggiunge il quorum;
(segue)
«La Stampa», 28 marzo 2003 [pp.11-12]
p.11- Le reazioni in Italia tra solidarietà e polemiche sui rapporti con gli anglo-americani; I Comuni si mobilitano per gli aiuti umanitari all’Iraq; Cossiga: bisogna denunciare gli accordi sulle basi NATO; Antonella Rampino, Centrosinistra all’attacco sul caso dei militari partiti dalla Base di Ederle, si dissociano solo i socialisti. Lunedì il dibattito. Parà americani, l’Ulivo accusa il Governo. Fassino: violata la volontà del Parlamento;
(segue)
2003-03-26
Il CdA della Rai nomina direttore Flavio Cattaneo, attuale dirigente della Fiera di Milano, amico di Paolo Berlusconi ed Ignazio La Russa, con i voti dei consiglieri del centrodestra Alberoni, Petroni e Veneziani e l’astensione della presidente Lucia Annunziata e del consigliere Rumi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 marzo 2003 [p.15]
Natalia Lombardo, Il nuovo CdA oggi dovrebbe scegliere il direttore generale. Saccà lavora per se stesso. In pista Masi, Berlusconi «sogna» Parisi (Confindustria). RAI, la prima trappola per Annunziata. La presidente vorrebbe Mengozzi (Alitalia) ma al Governo non piace. E lei minaccia: me ne vado;
«l’Unità», 26 marzo 2003 [p.14]
Natalia Lombardo, Il partito del premier ha fatto i nomi anche di uomini Fininvest per la carica. I consiglieri compatti difendono l’autonomia. RAI, braccio di ferro sul direttore generale. Oggi riunione decisiva del CdA. Forza Italia vuole ancora Saccà, Annunziata resiste; Situazione attuale RAI: evoluzione della performance ad oggi (grafico); p.c., La pesante eredità dell’ex direttore. La TV pubblica è allo stremo in rapporto alla concorrenza. Ecco le cifre
«l’Unità», 27 marzo 2003 [p.11]
Natalia Lombardo, Dopo l’incontro al Tesoro e una maratona serale a viale Mazzini accordo sul nome dell’ex amministratore delegato della Fiera di Milano. Annunziata nell’angolo, Cattaneo direttore generale. RAI, il presidente costretto ad accettare un uomo gradito ad AN e a FI. Tremonti voleva Saccà
«l’Unità», 28 marzo 2003 [p.13]
Natalia Lombardo, I DS: «Speriamo nella discontinuità». Margherita: «Un CdA a sovranità limitata». AN: «Farà bene». FI: «Ha quotato in borsa la Fiera di Milano». Annunziata-Cattaneo, la strana coppia. Polemiche e applausi il giorno dopo la nomina. Le star di RAIDUE si offrono per una manifestazione leghista; F.C., RAI uno strano evento; Marco Tedeschi, Il ritratto. Cattaneo il duro
ha già un record;
«La Stampa»
«La Stampa», 25 marzo 2003 [p.17]
Amedeo La Mattina, Oggi il CdA, Lucia Annunziata confida: «Ho pronte le dimissioni». Nuova tempesta sulla RAI. Non c’è intesa sul direttore. Una raffica di veti contro tutti i nomi finora ipotizzati. Finirà come Mieli?
«La Stampa», 26 marzo 2003 [p.16]
Maria Grazia Bruzzone, In caso di mancato accordo Lucia Annunziata potrebbe rimettere il mandato. RAI, fumata nera per la nomina del direttore. «Bocciati» tutti i candidati del CdA
«La Stampa», 27 marzo 2003 [p.15]
Continua il dibattito sul futuro della televisione; Ghigo: «Da viale Mazzini ho avuto rassicurazioni sarà potenziato il centro di produzione di Torino»; Maria Grazia Bruzzone, La presidente nel pomeriggio aveva incontrato il ministro Tremonti. Fumata bianca in RAI, scelto il direttore generale. Flavio Cattaneo sostituisce Saccà. Annunziata e Rumi si astengono; f. man., Confalonieri «TV pubblica forte? Conviene pure a noi»; Francesco Manacorda, Quarant’anni, due figli, lascia la presidenza della Fiera di Milano che ha portato in Borsa. L’architetto con fama da «duro». Il manager è vicino ad AN e amico di Paolo Berlusconi
«La Stampa», 28 marzo 2003 [p.13]
Nuovo scontro sulla TV pubblica; La Padania annuncia una manifestazione su RAI2 a Milano. La Margherita chiede la convocazione urgente della Vigilanza; I radicali lombardi: auguri a Flavio Cattaneo nell’azienda pubblica lo aspetta un compito improbo; Maria Grazia Bruzzone, L’Ulivo all’attacco: ci sono state evidenti interferenze politiche nella nomina. RAI, è polemica sul direttore generale. E Cattaneo tace: «Prima di parlare, meglio lavorare»
2003-03-26
Processo IMI-SIR e Lodo Mondadori
La Cassazione respinge la richiesta avanzata dai difensori di Cesare Previti, deputato di Forza Italia ed ex ministro della Difesa, e Silvio Berlusconi di trasferire da Milano a Brescia il processo IMI-SIR e lodo Mondadori. La Cassazione giudica «infondata» la tesi della «grave situazione locale- territoriale o ambientale» che impedirebbe ai giudici milanesi di pronunciare verdetti sereni. Lo stesso vale per l’accusa nei confronti di Saverio Borelli di aver trasformato la Procura in un «organismo politico». Prima del verdetto finale Previti presenta, per la sesta volta, istanza di ricusazione dei giudici. Il processo è rinviato al 2 aprile.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 marzo 2003 [pp.12-13]
p.12- Ninni Andriolo, I giudici di Milano non sono condizionati nelle loro decisioni, dicono le 170 pagine della sentenza. Il processo IMI-Lodo può andare avanti. I giudici acquisiranno la documentazione che è stata presentata dalla difesa di Cesare Previti. Ma non sospenderanno il dibattimento. La Cassazione: richieste infondate. Né il «resistere» di Borrelli né i Girotondi hanno «inquinato» il Tribunale di Milano; Le reazioni. La destra non ci sta «magistrati parziali»; Marco Travaglio, Bananas. Giuristi per caso;
p.13- Susanna Ripamonti, La sentenza è prevista per stasera ma è ancora battaglia sulla sede del processo: l’imputato annuncia una sua dichiarazione prima della Camera di Consiglio. IMI-Lodo, il giorno più lungo di Previti. Forse chiederà la ricusazione dei giudici confidando nella nuova legge sull’immunità parlamentare
«l’Unità», 28 marzo 2003 [p.12]
Susanna Ripamonti, Processo IMI-Lodo rinviato al 2 aprile. Il deputato-imputato presenta istanza: grave inimicizia, questo tribunale non può giudicarmi. Previti rifiuta i giudici (e spera nell’immunità)
Le prossime mosse della difesa: tecniche dilatorie fino all’approvazione della nuova legge vergogna; s. r., Il personaggio. L’inventacavilli prigioniero delle sue accuse e bugie
«La Stampa»
«La Stampa», 27 marzo 2003 [pp.14]
Il via libera da Berna dopo quattro anni: «fugati tutti i dubbi»; La Svizzera ratifica l’accordo con l’Italia sulle rogatorie; Silvano Rubino, Respinte dal collegio le ultime richieste dei difensori. IMI-SIR, Lodo Mondadori: il giorno della verità: Gli imputati però potrebbero ricusare i giudici; Guido Ruotolo, Depositate le motivazioni della sentenza. La Cassazione: nessun condizionamento a Milano. «Assolto» l’ex procuratore Borelli per il «resistere, resistere, resistere» pronunciato durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2002
«La Stampa», 28 marzo 2003 [pp.14]
Tre anni di schermaglie legali (crono); Silvano Rubino, Si chiede il trasferimento a Perugia, udienza aggiornata al 2 aprile. IMI-SIR, Previti ricusa di nuovo i giudici. Il ricorso alla Corte d’Appello alla vigilia della sentenza; Guido Ruotolo, Per l’avvocato «il parlamentare azzurro potrebbe essere annullato». Ghedini: e ciò che accadrà. Andranno alla sentenza senza aspettare la Suprema Corte [intervista a Niccolò Ghedini]
2003-03-26
A Baghdad, i missili americani si abbattono su un quartiere sciita, colpiscono fra l’altro due mercati e la televisione irachena, provocando stragi. Molte città del sud sono ufficialmente ‘conquistate’ ma si combatte a Bassora, Nassiriya, Najaf, Kerbala, Samawah
2003-03-27
Torino: una militante dei giovani di Rifondazione Comunista mentre strappa un manifesto di Forza Nuova è aggredita da tre appartenenti all’organizzazione neofascista che la riempiono di botte e con un coltello le incidono una svastica sulla mano.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 28 marzo 2003 [p.14]
Incidono svastica sulla mano di una ragazza. Torino, fascisti di Forza Nuova aggrediscono una giovane di Rifondazione
«l’Unità», 29 marzo 2003 [p.16]
Antonio Cassarà, Torino in piazza contro i fascisti. Crescendo di aggressioni. Oggi manifestazione di solidarietà con la ragazza sfregiata con una svastica
«l’Unità», 30 marzo 2003 [p.21]
Antonio Cassarà, 50.000 in piazza per l’agguato di naziskin a una ragazza. Provocazioni dei giovani di destra, scontri e cariche della polizia: ventidue feriti non gravi. Torino contro il fascismo. Aggressione di Forza Nuova; Susanna Ripamonti, In un filmato i pestaggi di polizia e carabinieri. Milano, documentate le violenze a freddo subite dai giovani dei centri sociali dopo l’uccisione di Dax;
Cremona. Una svastica contro la sede della CGIL
2003-03-28
Iraq
28 marzo: a Baghdad un’esplosione in un mercato provoca la morte di 50 civili. Catturati dalle milizie irachene 7 giornalisti italiani. Saranno espulsi. Si teme una estensione del conflitto nell’area. Oltre 10 mila civili fuggono da Bassora, ancora in parte occupata dalle truppe di Saddam. Bombardamenti continui sulla capitale. I curdi e le forze speciali americane conquistano numerosi villaggi che erano sotto il controllo del gruppo islamico militante Ansar al-Islam, che è considerato vicino ad Al Qaeda. Stentano ad arrivare gli aiuti umanitari.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 29 marzo 2003 [pp.1-7]
p.1- Titolo: Più di 50 morti. Catturati sette giornalisti italiani: saranno espulsi. Missile su Kuwait. Baghdad, massacro al mercato. Rumsfeld ammonisce Siria e Iran: «Non interferite»; Mario Deaglio, Tre strade per l’Europa; Massimo Luciani, Non c’è futuro per i pigmei;
p.2- La giornata (crono); Maurizio Molinari, Rischia di allargarsi il teatro del conflitto. Monito di Rumsfeld a Siria e Iran «Voi restate fuori». Damasco invia armi e volontari a Baghdad, infiltrati da Teheran. I «peshmerga» curdi entrano in azione nel Nord contro gli iracheni; (Agi), Nei bombardamenti del porto di Bassora. Affondato lo yacht di Saddam; e. st., Ore di apprensione, ma l’azione non sarebbe legata ad organizzazioni terroristiche. Dirottato aereo turco, notte di paura ad Atene. A bordo duecento passeggeri, tra cui un ex ministro e tre deputati di Ankara;
p.3- Nuovo raid aereo alleato sulla capitale, usati anche ordigni anti-bunker; Lietta Tornabuoni, Ha i nervi a pezzi il servizio di sicurezza che deve proteggerci. Diario della paura; Giuseppe Zaccaria, Sempre più violenti e meno chirurgici i bombardamenti americani. Bombe tra i civili a Baghdad: 50 morti. Devastato ancora una volta un mercato, nella zona scita; La bomba anti-bunker GBU 28 (scheda); John Keegan, Analisi militare. I conti sbagliati del Pentagono;
p.4- Decimo giorno: bombardamenti continui su Baghdad (mappa);
p.5- Oliver Poole, Al seguito della «Fanteria di marina», i soldati più celeri del mondo. Marines. Sognando Baghdad e una birra gelata; Maurizio Molinari, Ora si temono agguati ai rifornimenti. Nel deserto colonne lunghe chilometri con acqua e benzina;
p.6- Si allungano i tempi della guerra lampo prevista da Rumsfeld; Paolo Mastrolilli, Il presidente risponde alle critiche sulla conduzione della campagna. Bush: i sacrifici più duri devono ancora venire. «Basta con le domande stupide sulla durata della guerra»; Anna Zafesova, I conflitti gemelli dei due presidenti in Iraq e in Cecenia. Putiniana; p. mas., Ha attraccato a Umm Qasr la prima nave con gli aiuti;
p.7- Kaled Fouad Allam, La strategia degli alleati e la guerra multiculturale. Tribù. Quello che gli americani non hanno capito; Jacopo Iacoboni, Un giovane tassista accusato di essere un talebano: solo chi si ribellava veniva punito, avevo pure un videogame. «A Guantanamo da innocente, ma ci sono stato bene». Uno dei presunti terroristi, liberato dopo sedici mesi per assenza di prove, smentisce Amnesty International
«La Stampa», 29 marzo 2003 [pp.8-9]
p.8- Le difficoltà per gli operatori dell’informazione impegnati sul fronte iracheno; Anche due reporter e una fotografa americana sarebbero dispersi: chiesto aiuti al Vaticano; La FNSI: si rischia la pelle per dare le notizie. L’Ordine: troppi pericoli, non solo al fronte; Andrea di Robilant, Giornata di incertezza. La Farnesina: «Attiviamo tutti i canali». Arrestati a Bassora 7 giornalisti italiani. Fermati a un posto di blocco. «Saranno liberati e espulsi»; Pierangelo Sapegno, Personaggio. Uno degli inviati protagonisti dell’episodio era già stato catturano nella guerra del ’91. «Cinque giorni di prigione ma ci trattarono bene». Lorenzo Bianchi, del «Resto del Carlino», aveva raccontato più volte ai colleghi quella esperienza: «I militari iracheni si sfogavano con noi»;
p.9- Fabio Poletti, La testimonianza di Angelo Macchiavello, giornalista TV. Bassora. «Così li ho visti sparire nelle mani degli iracheni» [intervista]; Jacopo Iacoboni, È diventata la capitale dell’informazione per chi vuole spiccare il salto verso il sud dell’Iraq. Kuwait City, per la stampa una Los Angeles nel deserto. Sono più di seicento i giornalisti occidentali e arabi che la usano come base, fra quotidiane richieste di visti e spola con le ambasciate
«La Stampa», 29 marzo 2003 [p.16]
L’allarme di Bruxelles. L’Unione Europea: «Chi fugge dall’Iraq resti nei Paesi vicini»; Il giudizio sugli USA. Sofri: «Oggi non esporrei la bandiera USA mentre lo avrei fatto il 12 settembre»; Amedeo La Mattina, L’organizzazione affidata alla Protezione civile. È stato di emergenza per il rischio guerra; Ugo Magri, Momenti di tensione a San Giuliano di Puglia. Berlusconi e contestatori, match sfiorato. Il premier sui luoghi del terremoto tra bandiere e slogan
29 marzo: vicino a Najaf un taxista iracheno si fa saltare in aria con la sua auto e uccide 4 soldati americani. Saddam decora il martire e dichiara che sono pronti centinaia di Kamikaze per difendere l’Iraq. I generali USA di fronte alla resistenza irachena impongono una pausa nell’avanzata alle truppe. Tuttavia le incursioni aeree continuano a colpire città e villaggi. Crescono le vittime civili. Si lamenta la mancanza di cibo, medicine e acqua.
Un sondaggio di Renato Mannheimer, pubblicato dal «Corriere della sera», rivela che «quasi metà degli italiani, il 45%, dice: né Bush né Saddam».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 30 marzo 2003 [pp.1-6-pp.34-35]
p.1-p.2- Piero Sansonetti, Guerra feroce, confusa, insabbiata. Un kamikaze uccide quattro marines, le città assediate in mano agli iracheni le incursioni continuano a colpire i civili, acqua e cibo mancano dappertutto inglesi e americani in disaccordo, i generali chiedono tempo per riorganizzarsi; Robert Fisk, Reportage. La vita e la morte a Baghdad aspettando il missile che verrà;
p.1-p.34- Editoriale, Furio Colombo, Quel che resta dell’ONU;
p.1-p.35-Vincenzo Consolo, Morire in diretta;
p.1-p.4- Bassora-Baghdad, l’Iraq che abbiamo visto. Il racconto dei sette giornalisti per 24 ore nelle mani delle milizie di Saddam e poi liberati
(segue)
«l’Unità», 30 marzo 2003 [p.1-pp.7-8-pp.10-13-p.15]
p.1-p.15- Livia Turco, Marina Sereni, Il dovere del nostro aiuto;
p.7- L’Iraq per la vita; UNICEF: per salvare i bambini servono 166 milioni di dollari; La CISL: una raccolta di firme per far scoppiare la pace; Caterina Perniconi, Medicine, acqua, cibo... Ecco il nostro aiuto. Parte la raccolta di fondi l’Unità-Ds per finanziare 30 associazioni di volontari; Sei emergenze; Antonella Marrone, Fabio Alberti, del Tavolo della solidarietà. Presiede «Un ponte per...» e spiega: «Così potremo comprare i medicinali per i bambini leucemici e assistere gli sfollati». «No ai soldi dai paesi in guerra, nemmeno dal Governo italiano» [intervista];
(segue)
2003-03-29
Si svolge l’assemblea nazionale di «Aprile» al centro della discussione l’elaborazione di una piattaforma programmatica con l’obiettivo di costruire un ponte fra i DS ed i movimenti, dai girotondi ai pacifisti. L’ex segretario della CGIL, Sergio Cofferati, è chiamato a presiedere l’Associazione insieme a Giovanni Berlinguer, leader della minoranza diessina. Chiude l’iniziativa lo stesso Cofferati: deciso no alla guerra e rapporti più stretti fra partiti del centrosinistra e movimenti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 30 marzo 2003 [p.18]
Ninni Andriolo, L’Assemblea della Associazione della minoranza DS segna un passaggio di svolta che
apre la strada alla scesa in politica dell’ex segretario CGIL. Fassino: l’obiettivo da perseguire è la cessazione delle ostilità in Iraq per negoziare l’abbandono del potere da parte di Saddam. Cofferati alla guida di «Aprile». L’Associazione più autonoma, Berlinguer al suo fianco. Che dice: sbaglia chi auspica la vittoria rapida degli USA; Simone Collini, E l’impiegato della Pirelli passa il Rubicone
Il sindacalista ora è in politica. Quando prende la parola, Fassino è già andato via...
«l’Unità», 31 marzo 2003 [p.10]
Simone Collini, Il giorno dopo l’elezione assieme a Berlinguer alla presidenza di Aprile l’ex leader della CGIL lancia il suo manifesto politico. Porre condizioni al cessate il fuoco significa legittimare un conflitto fuori dall’ombrello ONU. Epifani: la bandiera rossa è stata sempre simbolo di libertà. Cofferati: fermiamo l’orrore della guerra. «Cinico chi dice che bisogna fare in fretta». Legami più stretti tra partiti e movimenti; Ninni Andriolo, Chiti: unità, non confederazioni mascherate
Il coordinatore DS: confrontiamoci sul merito. Caldarola: Cofferati ha il suo PDUP, ora tocca ai riformisti; Luana Benini, Feltri dice: «La minoranza fischia Fassino», poi si scusa. Berlinguer si fa ricevere in studio: Saddam è un tiranno, ma non è vero che la guerra può finire con la vittoria degli USA o quella dell’Iraq «Lei sta con Bush o con Saddam?» Offese e bugie a Domenica in
2003-03-30
Iraq
30 marzo: l’Iraq sostiene che 4mila kamikaze provenienti da 23 Paesi sono pronti a compiere attentati suicidi. Rumsfeld attaccato dai generali scarica le responsabilità su Powell. Il generale americano Franks ammette che non sa quanto durerà la guerra. Baghdad è bombardata senza sosta, in particolare sono colpite la zona industriale e una fattoria alla periferia della città dove muoiono 11 bambini. In Gran Bretagna l’ex ministro Robin Cook insiste nel chiedere di ritirare le truppe inglesi dall’Iraq. Israele: a Netanya, città a una trentina di chilometri da Tel Aviv, un kamikaze palestinese si fa esplodere vicino ad un caffè, una 50 di feriti.
In Italia: pacifisti davanti al Quirinale chiedono che il capo dello Stato inviti il Governo italiano a rispettare l’articolo 11 della Costituzione e protestano per gli attacchi di Silvio Berlusconi alle manifestazioni contro la guerra che si svolgono in tutte le città e davanti alle basi USA. Continuano i blocchi alle navi americane con carico di armi.
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«l'Unità»
«l’Unità», 31 marzo 2003 [pp.1-9]
p.1-p.3- Piero Sansonetti, La guerra sfugge di mano. L’Iraq dice: pronti 4mila kamikaze. La Jihad: difenderemo Baghdad. Sanguinoso attentato in Israele. Rumsfeld sotto accusa dà la colpa a Powell. Il generale Franks ammette: non so quanto durerà;
pp.1-2- Robert Fisk, Da Baghdad, Le bombe non finiscono mai;
p.1-p.7- Robin Coock, Gran Bretagna. Fermatevi prima che sia tardi;
(segue)
31 marzo: Gli americani attaccano a Kerbala. A Najaf sparano contro un camioncino: sette vittime, donne e bambini. Polemiche fra truppe inglesi e americane, accuse reciproche di «fuoco amico». I giornalisti arabi si pronunciano a favore di Saddam. La Siria, sfidando gli USA si schiera a fianco di Saddam. A Bassora, le truppe britanniche riprovano l’assalto.
Ancora una volta divisioni nel centrosinistra. In previsione del dibattito che si terrà il 3 aprile alla Camera sulle questioni umanitarie conseguenza della guerra in Iraq sono presentate tre diverse mozioni: una dell’Ulivo, una di Rifondazione comunista (PRC) e una del Partito dei comunisti italiani (PDCI). I verdi hanno ritirato la firma dalla mozione ulivista che in precedenza avevano firmato. Si discute se la richiesta di cessate il fuoco deve essere o no condizionato alla creazione di corridoi umanitari. Una discussione che attraversa anche ii Democratici di sinistra (DS). Correntone e Sergio Cofferati accusano di cinismo chi afferma la priorità di fare in fretta. Si La discussione verte sulla
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«l'Unità»
«l’Unità», 1° aprile 2003 [pp.1-7-p.14-p.30]
p.1-p.3- Piero Sansonetti, 12°giorno, la guerra di Babele. Gli americani bombardano gli inglesi, gli inglesi danno l’assalto a Bassora al grido di «James Bond». Bush accusa Iran e Siria. Pentagono: non si trovano armi proibite. Strage di donne e bambini a Najaf;
p.1-p.30- Robert Fisk, Come rilanciare il mostro;
p.1-14- Mia Couto, La nostra arma di costruzione di massa;
(segue)
«l’Unità», 1° aprile 2003 [p.1-pp.8-10]
p.1- Titolo: Strana sinistra, divisa per forza. D’accordo contro la guerra, ora si spacca sui tempi. Parlano Violante e Berlinguer;
p.8- D’Alema: la guerra in Iraq è un tragico errore; Formigoni: il conflitto non sarebbe dovuto iniziare; Guerra lunga o guerra breve? La sinistra si divide: Ninni Andriolo, Giovanni Berlinguer, leader della minoranza Ds «Non è vero che se non vince Bush, vince Saddam» [intervista]; Pasquale Cascella, Luciano Violante, capogruppo DS alla Camera «Non si metta a repentaglio l’unità di chi è per la pace» [intervista]; Paolo Ojetti, Guerra e TV. Il decoro RAI salvato dagli inviati;
(segue)
2003-04-01
«l’Unità» pubblica l’articolo di Bruno Trentin «Il manifesto per l’Italia. La nuova frontiera dei diritti»
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 1° aprile 2003 [p.1-p.31]
Bruno Trentin, Il manifesto per l’Italia. La nuova frontiera dei diritti
2003-04-01
Roma, una manifestazione di Giovani comunisti è aggredita dalla polizia davanti alla filiale della Banca di Roma, dove i dimostranti si sono dati appuntamento per contestare il ruolo svolto in Iraq dalle «banche di guerra» (Banca di Roma, BNL, San Paolo, Capitalia, Fineco)
2003-04-01
Iraq
1° aprile: a Garbala, a 80 chilometri da Bagdad, la terza divisone di fanteria americana attacca la divisone Medina della Guardia repubblicana irachena. Le forze USA annunciano la liberazione della soldatessa americana Jessica Lynch, ricoverata in un ospedale iracheno dopo essere stata catturata il 22 marzo. Nell’occasione vengono ritrovati resti umani appartenenti a militari USA catturati insieme a lei.
A Hillah, l’antica Babilonia, un missile americano è sganciato sulla città provocando 33 morti, fra cui 9 bambini. Militari americani aprono il fuoco a Najaf su un furgone, uccidendo 11 donne e bambini. A Nassiriya i rastrellamenti, secondo «Al Jazeera», si traducono in un massacro. L’ONG HRW annuncia di avere raccolto prove sull’uso in Iraq di «cluster bomb», le bombe a grappolo che nell’esplosione si frammentano in micidiali schegge trasformandosi in mine antiuomo. Alcuni giorni dopo giungerà la conferma da Geoff Hoon segretario alla difesa britannica.
In Italia è polemica nei DS sulla guerra fra Sergio Cofferati e la maggioranza del partito. Sottili ma non secondarie differenze. Per l’ex leader della CGIL: «Occorre fermare la guerra per mettere in campo la politica». Per il segretario DS occorre «continuare la mobilitazione per rafforzare una iniziativa che porti ad una cessazione delle ostilità che consenta di negoziare l'abbandono del potere da parte di Saddam Hussein per affidare all'ONU la gestione di una transizione democratica in Iraq».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 aprile 2003 [pp.1-7-pp.30-31]
p.1- p.3- Piero Sansonetti, Non si uccidono così donne e bambini. La guerra continua a colpire civili: bombe sul villaggio, 33 morti. Colpiti due bus con scudi umani. Lite tra inglesi e americani dopo la strage al posto di blocco. E Saddam incita alla «guerra santa»; Leonardo Sacchetti, Alì, che ha perso le braccia e tutta la sua famiglia;
p.1-p.31- Editoriale, Furio Colombo, Antonio Padellaro, Nel 14° giorno di guerra; Arthur Schlesinger Jr., Delirio di onnipotenza;
p.1-p.30- Nicola Tranfaglia, Bush la politica deraglia;
p.2- Fra le truppe americane 37mila stranieri, 4 morti; Aereo cade da portaerei In salvo i due piloti USA; Robert Fisk, Bombe a grappolo sotto il cielo di Baghdad. Le autorità irachene: colpiti autobus con scudi umani; I tre presupposti sbagliati; La strada per Baghdad (mappa); m. ma., Saddam annuncia un discorso in TV e non appare. Il messaggio letto dal ministro dell’Informazione, mistero sul raìs. Ramadan: «La nostra strategia è una guerra lunga»; Reda Alì, Qui Al-Jazira. Iraq contro i sauditi «Spie degli USA»;
p.3- Commissione UE: troppe vittime civili; Myers: ci scusiamo per le vittime civili; L’inviato del Washington Post: ecco come ho visto morire i 15 civili iracheni; Bushra, Pronto Baghdad. «Ci soccorrono dopo le bombe»;
p.4- Arnett licenziato trova subito lavoro; Aziz: Saddam resta. Vinceremo noi; Bruno Marolo, Dopo-Saddam, Powell e Rumsfeld litigano anche sui ministri. Il falco USA: vogliamo la resa totale (ma il piano non è mio); Carro armato USA precipita nell’Eufrate. Muoiono 4 marines; Riccardo Chioni, La guerra si allunga e Bush recluta soldati nelle scuole. Gli istituti costretti ad aprire le porte ai militari per l’arruolamento di nuovo personale. Pena la sospensione di aiuti;
p.5- Navi in Mediterraneo Berlino si smentisce; Reporter scomparsi ritrovati in Giordania; Sergio Sergi, Powell vuole ricucire con l’Europa ma parte con il piede sbagliato. Convoca i partner nel quartier generale della NATO; Gabriel Bertinetto, Tappa ad Ankara dedicata al Kurdistan. Il segretario di Stato dirà oggi ai turchi perché gli USA non vogliono loro truppe nel nord Iraq; Ultim’ora Nella notte l’annuncio dei comandi americani. Soddisfazione per la riuscita dell’operazione di salvataggio. Segni di ripresa dell’avanzata verso Baghdad. Strappata agli iracheni una prigioniera Usa. Battaglia a Karbala; Bruno Gravagnuolo, Adonis, il canto degli arabi feriti;
p.6- Susan Sarandon, troppo pacifista «cancellata» da una serata; Madonna rientra nei ranghi
ritira il suo video shock; Roberto Rezzo, USA, processo per tre suore pacifiste. Arrestate sei mesi fa per aver inscenato una protesta in deposito di armi nucleari; ma.m., Allarme UNICEF: casi di colera a Bassora. «Stiamo cercando di saperne di più». Kofi Annan preoccupato per l’emergenza sanitaria; Aldo Civico, Intanto in America. La guerra non è più «un giro di walzer»; Cristiana Pulcinelli, Stroncate da un attacco cardiaco. Facevano parte del piano di vaccinazione avviato contro il rischio bioterrorismo. E il Giappone adotta la stessa misura. Stati Uniti, il vaccino anti-vaiolo fa le prime tre vittime;
p.7- Siegmund Ginzberg, Saddam, per gli arabi un Davide contro Golia. La guerra USA ha trasformato il «mostro di Baghdad» nel leader spirituale del mondo islamico; Umberto De Giovannangeli, Hanan Ashrawi portavoce della Lega Araba. La deputata palestinese: la guerra rafforza il dittatore iracheno come l’assedio di Ramallah riportò in primo piano Yasser «Il raìs torna un simbolo come fu per Arafat [intervista]; u.d.g., Amman, sventato attacco all’albergo degli americani; Quarto giorno della prigionia in hotel dei 7 reporter fermati a Bassora e portati a Baghdad Inviati italiani «confinati» al Palestine;
«l’Unità», 2 aprile 2003 [pp.8-9]
p.8- Pannella non demorde «Esiliare Saddam è possibile»; I «se» e i «ma» sulla pace del Consiglio dei vescovi italiani; Giuseppe Vittori, Fassino-Cofferati, i DS alla prova della guerra. Il segretario: conflitto insensato, il partito deve restare unito. L’ex leader CGIL: contro la guerra lunga o corta; Guerra, cosa ha detto Cofferati. «Cinico dire si faccia in fretta»; Guerra, cosa ha detto Fassino. «Via Saddam al più presto. E l’ONU gestisca il dopo»; I lavori si apriranno venerdì con Fassino. Sabato parlerà D’Alema, domenica sarà la volta di Cofferati. Verrà presentato il manifesto elaborato da Trentin. La Convenzione DS: «Per un’altra idea dell’Italia»; Paolo Ojetti, Guerra e TV. Iraq in fiamme
Ma in TV si balla;
p.9- I sei progetti; La campagna di aiuti di Unità e DS; Cristiana Pulcinelli, Iraq, sanità in ginocchio
Mancano farmaci e vaccini per i più piccoli; Le organizzazioni che dovranno distribuire gli aiuti (elenco); ONG/1. Intersos. Assistenza a vittime di terremoti e mine; ONG/2. GVC. Da trent’anni in campo per donne e minori; Osvaldo Sabato, I vescovi in aiuto di Mezzaluna Rossa. Raccolta di fondi per i volontari. Alla Caritas il compito di contattare l’associazione umanitaria dei paesi islamici
«La Stampa»
«La Stampa», 2 aprile 2003 [pp.1-7-p.9]
p.1-Titolo: Nella notte i marines liberano con un blitz uno dei prigionieri americani mostrati dalla televisione irachena. Bombe sui civili, un’altra strage. Trentatrè morti a Hillah, tra cui nove bambini, Saddam: «Guerra santa». Ma è giallo: il raíss non compare in TV. Terrorismo, in cella l’imani di cremona. Manette a quattro islamici a Milano: «Reclutavano volontari per l’Iraq»;
p.1-p.4-Mikhail Gorbaciov, La regola del bastone;
(segue)
«La Stampa», 2 aprile 2003 [pp.10-13]
p.10- Maria Teresa Meli, L’avvicinarsi delle elezioni amministrative calma i toni, Berlinguer: «Non vogliamo spaccare il partito». DS, sulla guerra in Iraq il Correntone ci ripensa ma l’intesa non c’è. Retromarcia del gruppo di minoranza. Fassino insiste sulla linea riformista. Rimangono divisioni nell’Ulivo. Margherita con la maggioranza della Quercia. Verdi e PDCU non ci stanno. In forse l’Assemblea nazionale del13 aprile; r.i., È «conflitto d’interesse?». «Il cinese lasci la Fondazione Di Vittorio»;
p.11- Il dibattito politico e il conflitto iracheno; Il momento difficile dell’ONU oggi su RAI Educational. Pera: «Potrebbe diventare la prima vittima»; Reporter di guerra. Giovanna Botteri del TG3 batte Lilli Gruber del TG1 in popolarità; Aldo Cazzullo, «Per la prima volta ho la sensazione che rischiamo una crisi di civiltà». Veltroni: sono contro Bush ma non antiamericano. «Gli USA sono un riferimento per i democratici di tutto il mondo. Però questo presidente sta sbagliando strada, mentre Clinton ha interpretato una leadership morale e non militare» [intervista a Walter Veltroni]; Marco Tosatti, La guerra? Al giorno d’oggi è diventata inutile come la pena di morte. Diario Vaticano; I vescovi: «Bandiere della Pace non in chiesa, basta la Croce»;
p.12- Conflitto in Iraq: azioni pro e contro l’intervento americano; Nel Cagliaritano distributore di benzina Esso incendiato, trovati volantini anti-USA; Reggio Emila, condomini costringono a togliere bandiera USA dalla finestra; Guido Ruotolo, Dopo i nuovi arresti, gli uomini dell’intelligence riflettono sugli scenari dell’evoluzione islamica. «L’Italia, transito di mujaheddin per l’Iraq». Gli 007: qui passano uomini e armi;
p.13- La presenza del terrorismo islamico (mappa); Silvano Rubino, Reclutavano persone da inviare eventualmente in Iraq. Retata contro il terrorismo. In manette l’iman di Cremona. Tra Lombardia ed Emilia fermati nella notte un egiziano, un somalo, due curdi iracheni e due tunisini. L’accusa: associazione per delinquere finalizzata all’eversione internazionale; Paolo Colonnello, Le nuove intercettazione realizzate dalla Digos milanese. «Colpiamo tutto quello che riguarda gli ebrei»; Massimo Numa, «Pronti migliaia di fedeli-combattenti». L’«imam» di Carmagnola giura: disposti a sacrificarsi per Saddam [intervista a Shaykh ‘AbdulOadir FadlAllah Mamour]
2 aprile: A Baghdad, i bombardamenti USA riducono di molto le divisioni irachene a difesa della città, bombardato l’ospedale, vittime nel reparto maternità. La contraerea irachena abbatte un elicottero Black Hawk uccidendo l’equipaggio.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 aprile 2003 [pp.1-7-pp.30-31]
p.1- p.3- Piero Sansonetti, Baghdad viva o morta. Altri missili, altri morti, altri feriti. Usate nuove bombe a grappolo. Colpito un ospedale. La capitale circondata. Saddam riappare in tv, poi avverte: combatterò fino alla fine;
pp.1-2- Robert Fisk, Vi racconto come si difenderanno in città; Willer Bordon, Vittime. Quel che ci chiede il piccolo Alì; Antonio Padellaro, La TV. l’indecorosa guerra da studio;
(segue)
«l’Unità», 3 aprile 2003 [pp.8-10]
p.8- Iraq per la vita; I sei progetti; La campagna di aiuti di Unità e DS; Giampiero Rossi, Lega: Lombardia off limits ai profughi. Altolà a Formigoni: sono terroristi. Mozione dei DS: non abbiamo frontiere da chiudere; Antonella Marrone, Serviranno aiuti per 27 milioni di iracheni. L’appello del PAM: oltre un miliardo di euro per i programmi alimentari. Ma bisogna aprire i corridoi; Il programma umanitario; Il programma umanitario;
p.9- Cobas, hanno scioperato un milione di lavoratori; Contro la guerra, un lungo corteo nel centro di Milano; Luana Benini, Mozione unitaria, per l’Ulivo strada in salita SDI e UDEUR, Verdi e PDCI lontani dal testo della coalizione. Il gruppo DS trova l’accordo; Simone Collini, Ulivo, due assemblee al posto di una. Toccherà prima ai movimenti (13 aprile) e poi alla coalizione (13 maggio e 20 giugno); Bruno Ugolini, La CGIL vuole star fuori dallo scontro a sinistra;
p.10- Vittorio Foa: è miserabile la posizione del Governo; Dal 20marzo contro la guerra ben 516 manifestazioni; Federica Fantozzi, Frattini: l’Italia, né in guerra né neutrale. Il ministro «chiude» il caso parà: non stanno combattendo. L’opposizione: una velina USA; Vincenzo Vasile, «L’Europa ha bisogno di politica e difesa comune». Ciampi ricorda al governo: tocca ai paesi fondatori, come l’Italia, una responsabilità politica e morale; Giuseppe Caruso, La Procura del capoluogo lombardo ha emesso un ordine di custodia cautelare nei confronti del tunisino Mohamed Rafik, che però è irreperibile. Anche l’imam di Firenze nell’inchiesta milanese; Paolo Ojetti, Guerra e TV. Ballarò, la guerra a bassa intensità
«La Stampa»
«La Stampa», 3 aprile 2003 [pp.1-7]
p.1- Titolo: Saddam riappare in TV. Powell. UE e USA insieme per la ricostruzione. Frattini: Italia avamposto del terrorismo internazionale. I marines alle porte di Baghdad. Paura per i possibili attacchi chimici. Bombe su un ospedale; Editoriale, Augusto Minzolini, La doppia ipocrisia italiana; Gian Enrico Rusconi, Spieghiamo la guerra ai ragazzi;
p.2- La giornata (crono), Maurizio Molinari, Robusta avanzata, le forze alleate si attestano a 30 km dalla città. I marines si spingono alle porte di Baghdad. L’intelligence avverte; ora Saddam userà le armi chimiche; Lietta Tornabuoni, Il serpeggiante timore di un’America in mano a dilettanti. Diario della paura;
(segue)
«La Stampa», 3 aprile 2003 [pp.8-10]
p.8- Roberto Giovannini, È polemica sulla doppia presidenza della «Di Vittorio» e di «Aprile». La segreteria della CGIL fa quadrato su Cofferati. Pezzotta e Cremaschi rilanciano la questione dell’incompatibilità tra le due cariche. Il sindacato di Epifani difende il Cinese. Linea comune anche sulla guerra all’Iraq; Mara Montanari, Pisanu, appello ai pacifisti «Dovete isolare i violenti»; Aldo Cazzullo, I direttori di giornali discutono la teoria espressa da Walter Veltroni nell’intervista alla Stampa. Con gli USA e contro Bush? «Si può». «No, distinzione inutile»;
p.9- Ancora appelli e proteste in nome della pace; Il Papa: «In questo momento Dio non è assente, osserva silenzioso e pronto ad aiutare l’uomo»; 29 manifestazioni contro la guerra. Incidenti a Milano e Roma; Emanuele Novazio, Il ministro degli Esteri alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. «Ai parà compiti di deterrenza». Frattini: «Non abbiamo rifornito i bombardieri USA»; Luigi La Spina, Il silenzio vincente per vincere l’opposizione. Berlusconiana; Antonella Rampino, Il senatore a vita bacchetta il ministro: mantenete la continuità della diplomazia per il Medio Oriente. Andreotti: non va bene questa politica estera. «Abbiamo un patrimonio di dialogo con il mondo arabo e islamico». «Diamo più ascolto alla Commissione europea»; Maria Teresa Meli, Veti incrociati e l’Ulivo non trova l’unità. La mozione sull’Iraq di Castagnetti piace a Verdi, PDCI, Rifondazione, non a SDI e UDEUR;
p.10- Lega e AN hanno votato contro così come una parte di Forza Italia. Il provvedimento è passato grazie all’appoggio di Ulivo e PRC. Libertà religiosa: via libera al ddl del Governo, la CDL si pacca; Guido Ruotolo, Il direttore del Sisde: i Kamikaze? Difficile che colpiscano fuori dal teatro di guerra. «L’Italia avamposto del terrorismo». L’allarme di Frattini dopo gli arresti di islamici in Lombardia e Emilia; Silvano Rubino, Indagato anche l’ex imam di Firenze. «Il suo compito era trovare fondi per l’organizzazione»; Fabio Poletti, Mourad Trabelsi era già finito in cella nel ’98 con l’accusa di essere un fondamentalista. «Ma quale estremista, è soltanto uno che si dà da fare». Al centro islamico di Cremona difendono la guida spirituale: «Aveva rapporti col sindaco e la diocesi»
2003-04-01
Riforma TV
<precedente Camera 17- 18 marzo 2003
L’assenteismo e l’azione di 17 franchi tiratori causano il passaggio, nella legge Gasparri sul riassetto delle telecomunicazioni, di un emendamento del centrosinistra sulla limitazione delle reti Mediaset e la raccolta pubblicitaria. Nel Polo si apre una polemica.
«Gazzetta Ufficiale» 5 maggio 2004, n.104 (supplemento)
pp.1-4- Sommario;
pp.5-34- Legge 3 maggio 2004, n.112. Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonché delega al Governo per
l'emanazione del testo unico della radiotelevisione;
p.35- Lavori preparatori;
pp. 36-55- Note
XIV Legislatura Camera dei deputati sedute dal 1 al 3 aprile 2003
Seduta n. 290 - 1°aprile 2003 [video della seduta]
Progetti di legge: Assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI, nonché delega al Governo per l’emanazione del codice della radiotelevisione. Seguito della discussione del testo unificato
Seduta n. 291 - 2 aprile 2003 [video della seduta]
Seguito della discussione
Seduta n. 292 - 3 aprile 2003 [video della seduta]
Seguito della discussione e approvazione del testo unificato
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 aprile 2003 [p.12]
Natalia Lombardo, È in votazione alla Camera il decreto sul «sistema integrato delle comunicazioni». Che vanifica il messaggio di Ciampi sul pluralismo dell’informazione. Fassino: si approfitta
cinicamente della guerra Rutelli: così si stabilizza il conflitto di interessi e si favoriscono gli affari di Berlusconi. Riforma TV, e il conflitto non c’è più. La legge Gasparri aumenta la concentrazione, salva Rete4, annulla l’antitrust; f.f., Corrispondenti, il benservito può attendere. Cattaneo si prende trenta giorni. La RAI: non c’è alcuna decisione. Ma incombe il semestre europeo; Federica Fantozzi, Piero Badaloni corrispondente RAI da Bruxelles. Sono responsabile di un ufficio che non è l’ultima ruota del carro, ho fatto 1600 servizi di cui nessuno è stato contestato» «Se mi mandano a casa vorrei sapere perché» [intervista]
«l’Unità», 3 aprile 2003 [p.1-p.11]
p.1-p.11- Natalia Lombardo, Legge TV, Berlusconi battuto dall’Ulivo. Passa l’emendamento DS: vietato avere più di due TV. Ma la destra si vendica sulla RAI; Pasquale Cascella, Governo. Percorsi di destra;
p.11- N. L., Giuseppe Giulietti deputato DS. I franchi tiratori dimostrano che la battaglia dell’opposizione è valida e può essere vincente «Il premier sta perdendo in casa» [intervista]; «L’Italia deve sapere...»; Ecco l’emendamento Giulietti
«l’Unità», 4 aprile 2003 [p.11]
Natalia Lombardo, Il fuoco amico bersaglia la legge TV. Passa la riforma Gasparri, ma ancora ieri 10 franchi tiratori votano con l’opposizione; Marcella Ciarnelli, Maggioranza. E il polo conta i pomi della discordia; Maria Novella Oppo, Fervono i preparativi per celebrare domani in piazza Duomo il trasferimento. Il Carroccio gongola per aver esaudito il volere di Saccà e di Marano: svuotarla di contenuti per non infastidire Italia1. RAI due a Milano, la Lega festeggia la rete che non c’è
«La Stampa»
«La Stampa», 3 aprile 2003 [pp.11-13]
p.11- Primi successi dei nuovi vertici di Viale Mazzini; Maria Grazia Bruzzone, È polemica nella Casa delle Libertà. Legge sulle TV il Governo battuto con il voto segreto. Un emendamento dell’Ulivo sul tetto alle reti televisive passa con l’aiuto di diciassette franchi tiratori: non sarà possibile che una stessa persona abbia più di due concessioni; La riforma (scheda); Fabio Martini, Parla il ministro della Comunicazioni. «Colpo duro ma rimedieremo al Senato». Gasparri: escludo il dolo, i più sorpresi quelli della sinistra [intervista a Maurizio Gasparri];
p.12- La polemica sui franchi tiratori; Ugo Magri, Il premier si sarebbe fatto consegnare la lista di coloro che non erano in aula. Berlusconi amareggiato striglia gli azzurri. Il presidente del Consiglio: un regalo all’Ulivo aver concesso il voto segreto; Amedeo La Mattina, UDC e AN grandi imputati. La Lega: qualcuno risponde a logiche di potere;
p.13- Filippo Ceccarelli, Da Minghetti a Berlusconi passando per il milazzismo e la DC d’antan: epopea di un (mal?) costume politico italiano. La storia. Piacere, Franco Tiratore; Maria Grazia Bruzzone, Dall’opposizione si esulta: qualcuno ha votato con noi perché il testo Gasparri non convince. Gentiloni: non è un episodio, c’è disagio in una parte del Polo. Il responsabile informazioni della Margherita: la maggioranza aveva anche cento deputati assenti [intervista a Paolo Gentiloni]
«La Stampa», 4 aprile 2003 [pp.12-13]
p.12- Il nuovo Consiglio e il DC Cattaneo: no alla Lega. Nessuna «diretta» della manifestazione per festeggiare Rete2 a Milano; Maria Grazia Bruzzone, Ai primi di maggio la parola passa al Senato. Tra le polemiche primo sì alla legge Gasparri. Il ministro: «Quando fu approvata la Mammì andò molto peggio»; Filippo Ceccarelli, È la terza volta che i presidenti dei gruppi della CDL «toppano» su provvedimenti importanti. Capigruppo frustati, un mestiere impossibile. Vito, La Russa, Cè e Volontè alle prese con un ruolo difficile: incoraggiare i deputati e tenerli sotto controllo, non farli sentire robot schiaccia-pulsanti; Amedeo La Mattina, L’on. Coronella: in vigilanza la maggioranza dei due terzi non necessaria dopo le prime due votazioni. «Presidente RAI? Macché rivincita, è solo buonsenso». Parla il «peones» di AN, autore dell’emendamento che cambia le regole per la guida della TV di Stato [intervista a Gennaro Coronella];
p.13- I problemi della maggioranza e dell’opposizione; Devolution, slitta la presentazione dei disegni di legge. La Loggia: necessaria consultazione con Berlusconi; Oggi la Convenzione programmatica DS. Fassino: uniti sulla linea riformista; r. r., La bocciatura della Legge Gasparri accende gli animi. Scambi di accuse tra Lega e centristi. Polemica feroce anche in AN tra Storace e i finiani. Il Carroccio: basta con le posizioni trasversali, ora chiediamo una verifica di maggioranza; Fabio Martini, Le strategie all’interno del centrosinistra. L’UDC vuole un rimpasto dopo le amministrative. Tabacci: serve un Governo più autorevole, siamo pronti ad avere più peso; Guido Ruotolo, Rumors in vista dell’approvazione della riforma dell’ordinamento. Ieri, incontro Castelli- Berlusconi. Giustizia, il Polo studia la sospensione dei processi «onorevoli». Si pensa a un disegno di legge governativo sulla «non procedibilità» nei confronti dei parlamentari
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2003-04-02
Camera dei deputati: il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu rispondendo a una interrogazione afferma che gruppi violenti si sono infiltrati in cortei pacifici allo scopo di contestare le istituzioni e effettuare blocchi stradali ed occupazione di stazioni ferroviarie ripropone il tema dei «collegamenti fra terrorismi», quello islamico e quello italiano.
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 2 aprile 2003
Seduta n. 291 - 2 aprile 2003 - [video della seduta]
Interrogazioni a risposta immediata: episodi di violenza nel corso di manifestazioni pacifiste
2003-04-03
Iraq
3 aprile: l’esercito iracheno difende strenuamente l’aeroporto di Baghdad e le città di Kerbala e Bassora che infine cadono per la schiacciante superiorità militare degli occupanti, mentre continua la battaglia di Baghdad.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 aprile 2003 [pp.1-7-pp.30-31]
pp.1-2. Piero Sansonetti, Una sola cosa è certa: i morti Occupato nella notte l’aeroporto di Baghdad, dato per preso già ieri mattina: decine di vittime. Bassora cade e non cade, l’acqua c’è e non c’è. Intanto un altro missile finisce su un mercato;
p.1-p.5- Bruno Marolo, Democratici. Il senatore Kerry sfida Bush: via dalla Casa Bianca;
p.1-p.31- Editoriale, F.C. (Furio Colombo), Luther King. Abbiamo un sogno; Ignazio Loirero, Stavolta Casini non mi piace;
p.1-p.30- Pino Arlacchi, Pace e Guerra. Perché l’ONU tace;
(segue)
«l’Unità», 4 aprile 2003 [p1-p.8-10]
p.1-p.8- Marco Bucciantini, Osvaldo Sabato, Le sezioni Ds a Fassino e Cofferati: adesso basta. Dalla Toscana all’Emilia protesta contro le divisioni: c’è chi si dimette e chi vuole uno sciopero;
p.8- L’aggressore non la passi liscia, sostiene Pietro Ingrao; Scioperi del ’43: Genova ricorda con Scalfaro, Epifani e Cofferati; Sul sito di Aprile. Ma dopo Catilina ecco Spartaco: «Contro Fassino una cena carbonara»; Vincenzo Vasile, I pacifisti a Ciampi: rispetto per la Costituzione. Contestazione a Asti. Il capo dello Stato incontra i dimostranti: nessun soldato andrà in Iraq; Paolo Ojetti, Guerra e TV. Povero Vespa vittima di guerra; Silvia Garambois, Animosamente e massicciamente presenzialista, il direttore di Libero attacca Annunziata e CdA Rai. Colpevoli di aver vietato il varietà ai ministri. Feltri è sempre in TV, ma si lamenta lo stesso;
p.9- Osservatore Romano: a Bassora gravissime sofferenze per i civili; Violante: mai antisionisti. L’Europa ha con gli ebrei un debito non risarcibile; Simone Collini, L’Ulivo e la guerra, tre documenti per dire no. L’opposizione si divide, sì della Camera alla maggioranza. Violante contro il Polo: non avete parlato di profughi; Le mozioni dell’Ulivo; Federica Fantozzi, Fabio Mussi vicepresidente della Camera. Capisco SDI e UDEUR, ma non Verdi, PDCI e RC. C’è troppo dissenso e politicismo. «Bertinotti vuole spaccare tutto. Così non si va da nessuna parte» [intervista]; Pasquale Cascella, Una divisione senza senso;
p.10- Iraq per la vita; I sei progetti; La campagna di aiuti di Unità e DS; ma. gu., Bassora, si muore di sete e di fame. Decine di morti per l’acqua contaminata. La denuncia dell’Onu: cibo e medicinali fermi alle frontiere; Robdinz, La testimonianza. «Migliaia di feriti muoiono per mancanza di cure»
«La Stampa»
«La Stampa», 4 aprile 2003 [pp.1-9]
p.1- Titolo: I testimoni parlano di decine di morti paura nella città, per la prima volta al buio. Ciampi: nessun soldato italiano in Iraq. Baghdad, caduto l’aeroporto. Saddam riappare in TV: battetevi anche a mani nude; Enzo Bettiza, La lezione inglese; Giuseppe Zaccaria, Raffiche nell’oscurità;
p.2- La giornata (crono); Giuseppe Zaccaria, Per la prima volta la capitale senza elettricità. Baghdad al buio incomincia a sentire i cannoni del nemico. È terrorizzata la popolazione dei sobborghi: se il regime decidesse di impiegare le armi chimiche sarebbe presa in una morsa terribile. Saddam riappare in TV: «Battetevi con le mani»; I volantini alleati. Diffusi dalla coalizione a Bassora: iracheni aiutateci; Olivier Poole, Un inviato britannico racconta la battaglia che ha aperto la via per la capitale. Nella sacca di Karbala, presa senza perdite. I soldati USA in piena «zona rossa» con le tute anti-armi non convenzionali; La CNN: ce l’hanno i morti e i feriti, forse vicino l’uso di arsenali proibiti. «Tutti gli iracheni indossano maschere antigas»;
(segue)
«La Stampa», 4 aprile 2003 [pp.10-11]
p.10- I drammi umani nello scontro degli eserciti; 50 parlamentari della Casa delle Libertà: Ciampi e Berlusconi chiedano più tutele per i civili; «Proteggete anche i nostri bambini dalle immagini troppo crude del conflitto»; Ugo Magri, Il Comitato politico strategico si è riunito ieri sera a Palazzo Chigi «Terrorismo, la situazione è sempre sotto controllo». All’incontro Berlusconi, Pisanu e Martino. Si è parlato anche dei soccorsi umanitari ipotizzando un ruolo di primo piano dell’Italia nelle attività di peace-keeping; Marco Tosatti, Nuove espressioni di angoscia di Giovanni Paolo II per il conflitto. Il Papa: «La terra è diventata un cimitero». Wojtyla scrive i testi della «Via Crucis» dedicando la Pasqua alla guerra; Giulietto Chiesa, Nessun legame tra volere la pace ed essere antiamericani, Diario pacifista;
p.11- L’informazione e i combattimenti in Medio Oriente; Flop del conflitto in prima serata TV. Il Grande Fratello batte Bruno Vespa; Powell: sui media commenti per tutti i gusti ma siamo in guerra solo da due settimane; Aldo Cazzullo, Il presidente della Repubblica ad Asti chiede anche «Rispetto nell’agone politico». Ciampi: nessun soldato italiano andrà in Iraq. «Bisogna dare soccorso alla popolazione civile che soffre»; Emanuele Novazio, Sugli aiuti Ulivo si divide in tre. Passa la mozione della CDL, molte assenze; Maria Teresa Meli, Centrosinistra, dal braccio di ferro alla rottura. D’Alema: non è drammatico, stupisce che nel Polo non ci siano proposte diverse
4 aprile: Le truppe USA circondano Bagdad. Saddam appare per la prima volta nelle strade della città circondato da una folla che lo acclama. Centinaia di caduti nella battaglia dell’aeroporto. Ancora kamikaze in azione: uccisi tre marines.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 aprile 2003 [pp.1-7-pp.31-33]
pp.1-2- Piero Sansonetti, Saddam si fa vivo tra le bombe. Il raìs appare per la prima volta nelle strade di Baghdad circondato da una folla che lo acclama. Centinaia di caduti nella battaglia dell’aeroporto. Ancora kamikaze in azione: uccisi tre marines;
p.1-p.33- Editoriale, Antonio Padellaro, L’insostenibile leggerezza dell’Ulivo;
p.1-p.32- Margaret Atwood, Cara America ti scrivo; Alessandro Baricco, L’ultima guerra;
p.2- L’intelligence analizza le immagini del dittatore; Comando USA: pessima recita quella di Saddam; Le parole di Saddam; Revocati i divieti per gli inviati di Al Jazira; Andrew Buncombe, A Nassiriya, nella base dei fedayn. Celle fetide e una fama terrificante: «Qui tagliavano la testa agli oppositori del regime»; Reda Ali, Qui Al-Jazira. Il reporter catturato ricompare con il raìs;
(segue)
«l’Unità», 5 aprile 2003 [p.8-pp.10-11]
p.8- Armi italiane a Damasco forse vendute all’Iraq; CGIL, CISL, UIL: ad Assisi. Primo Maggio per la pace; Vincenzo Vasile, Ciampi: «Questa guerra non si doveva fare». Solo l’ONU può ricostruire l’Iraq democratico. Riforme: attenzione all’unità d’Italia; Resa dei conti nel Polo. Bossi: Rai2 a Milano o salta il Governo. Berlusconi: sarò più paziente di Giobbe; Paolo Ojetti, Guerra e TV. Comiche lacrime
da dopoguerra; Aldo Varano, Achille Occhetto senatore DS. Nessuno, nemmeno Ingrao, è schierato con Saddam. Ma bisogna evitare il massacro di Baghdad, e va ripristinato il diritto internazionale
«Non passi liscio l’intervento illegale degli USA»;
p.10- Gente di pace; L’ACNUR: nessun esodo dei profughi verso i campi; Amnesty chiede all’Italia
protezione per i civili iracheni; Enrico Fierro, La scelta di Piero, una vita tra guerre e profughi. Sono tanti i Carlo Urbani d’Italia, invisibili portatori di pace. Vi raccontiamo le loro storie, cominciando da lui, un ex pompiere; In sintesi; Iraq per la vita; La campagna di aiuti di Unità e DS; Maura Gualco, Scomparsi due volontari di Medici senza frontiere. L’associazione sospende l’attività. Ancora emergenza acqua, impossibile sapere dove finiscono gli aiuti;
p.11- I pacifisti «senza se e senza ma» il 12 aprile in corteo a Roma; Ruini: no alla guerra in Iraq
rafforziamo le Nazioni Unite; Luana Benini, Rutelli: meglio una rapida vittoria USA. Il leader della Margherita: l’Ulivo s’è appassito, il voto diviso sulla guerra è «uno spartiacque»; f. fan. (Federica Fantozzi), Giornaliste contro la guerra. AN insulta le inviate di guerra: «Gruber e Botteri sono veline»; Marco Travaglio, Bananas. I teologi della mutua
2003-04-03
Camera dei deputati: approvata con 241 voti contro 204 e 2 astenuti la mozione della maggioranza sull’intervento contro l’Iraq, descritto come accompagnato da «iniziative umanitarie» e da un’azione diplomatica per «ricostituire la necessaria coesione all’interno della Unione europea».
L’Ulivo si divide in tre: una mozione DS e Margherita, una seconda SDI e UDEUR, una terza di PRC, PCDI e Verdi.
XIV Legislatura Camera dei deputati sedute del 31 marzo e del 3 aprile 2003
Seduta n. 289 – 31 marzo 2003 – [video della seduta]
Mozioni Maura Cossutta, Violante ed altri, Burani Procaccini ed altri, Bertinotti ed altri e Intini - Questioni umanitarie conseguenti alla situazione irachena Discussione generale
Seduta n. 292 – 3 aprile 2003 – [video della seduta]
Discussione e votazione
2003-04-04
DS Convenzione programmatica
- DS Convenzione programmatica
2003-04-04
DS: riunione sul programma. Il segretario Piero Fassino invita la minoranza a collaborare con la maggioranza e critica l’appartenenza a forme organizzate dotate di regole interne e di una disciplina che si sovrappongono alla più generale disciplina di partito.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 aprile 2003 [p.1-pp.12-14]
p.1- Titolo: Fassino ad Aprile: rispettare le regole. Il segretario apre la convention programmatica dei DS. Il Correntone: «È una scomunica»;
p.12- Ovazione per il segretario. E poi una voce: basta litigare!; Cossiga: ottima e realistica la relazione di Fassino; Simone Collini, Berlinguer: noi non divorzieremo... Il leader del Correntone sfida sui fatti il segretario: «Altri preparano scissioni, non noi»; Hanno detto; Carlo Brambilla, «Caro Piero, ti sei dimenticato della CGIL». Epifani: dovevi ricordarti delle nostre lotte. Pezzotta: valorizziamo le convergenze nel sindacato; Morando: competiamo con la sinistra radicale;
p.13- Molte citazioni: da Rawls a Martin Luther King; Il passaggio che ha acceso le proteste del Correntone; Ninni Andriolo, Fassino: è adesso l’ora del riformismo. Monito alla minoranza Ds: «Il pluralismo ha delle regole che vanno rispettate»; Fabio Luppino, Prologo. E Baricco mette in scena
l’utopia della pace; Pasquale Cascella, Un confronto coraggioso;
p.14- Oreste Pivetta, Tra i delegati della Convenzione DS. Chi ringrazia l’Unità per l’informazione senza mascheramenti della situazione attuale. Chi si scaglia contro i critici del centralismo democratico ma poi cerca i suoi sottosistemi
Marcenaro: non puoi concedere alla corrente quello che rifiuti al partito. «Concretezza. Così potremo restare uniti»; Andrea Bonzi, Emilia Romagna. «È sbagliato e inutile dividersi su ogni cosa»; Marco Bucciantini, Osvaldo Sabato, Toscana. «Stanchi di polemiche mentre c’è tanto da fare»
«l’Unità», 6 aprile 2003 [p.1-pp.10- 12-p.33]
p.1- Titolo: DS, ma è proprio così difficile stare insieme? A Milano appelli di Amato e Bersani. D’Alema: non è disciplina, è il dovere di ognuno di noi;
p.1-p.33- Umberto Eco, Nuovi casi di sindrome della sinistra;
p.10- Ultimo giorno, grandi attese. Il «Cinese» prima delle conclusioni; I numeri della Quercia
Oltre 550mila gli iscritti; Simone Collini, La minoranza apprezza il presidente DS. Il documento Trentin votato all’unanimità. Cofferati: mi devono dire se mi vogliono cacciare; Cofferati a D’Alema
«Sarai cattivo...». La risposta: sono buono; Berlinguer: Sergio non viene in direzione nei giorni lavorativi; c. b., Il riformismo di D’Amato: meno diritti per i lavoratori. Il presidente della Confindustria attacca la CGIL, esalta la delega Maroni e chiede ai Ds di dimenticare l’art.18; Violante: abbiamo bisogno di solidarietà; Angius: basta con l’anonimato e il dileggio;
p.11- Trentin: il libello di Catilina, modo barbaro di fare politica; Foa: Fassino, capo che usa
un linguaggio pacifico; Ninni Andriolo, D’Alema: uniti per tornare classe dirigente. «Nei momenti più difficili occorre autodisciplina. Un salto di qualità nel modo di stare insieme»; Oreste Pivetta, Bersani, il pragmatico, scalda i cuori. Risponde al presidente di Confindustria sulla riforma Moratti: una vergogna unica al mondo. Applausi; Pasquale Cascella, La casa comune ora è possibile;
p.12- Napolitano: non concepisco voti troppo divergenti; Turci: il problema vero è l’introvabilità dei DS; Carlo Brambilla, «Il mondo ha bisogno di noi, litigare è da cinici». Amato: le nostre sono divisioni da sofisti. A cena con D’Alema e Bertinotti? «Mi sarei scelto interlocutrici...»; Cacciari «Il problema è la leadership»; Documento della minoranza DS per il sì all’art.18; Susanna Ripamonti, L’onda lunga degli scioperi di quel marzo ’43. Sessanta anni dopo Cofferati, Epifani, Scalfaro li ricordano a Genova. Perché parlano dell’oggi
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