XIV Legislatura - II governo Berlusconi
XIV Legislatura - 2001-2006
II Governo Berlusconi
10 giugno 2001-23 aprile 2005
2003-02-10
Nell’anniversario del 10 febbraio 1947 data del trattato di Pace che assegnava l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara e la maggior parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia e costrinse 350.000 persone all’esodo, si rievocano gli esuli e le vittime delle foibe, nel 2004 sarà approvata l’istituzione di una giornata dedicata alla loro memoria.
«La Stampa»
«La Stampa», 9 febbraio 2003 [p.1]
Pierluigi Battista, Gli esuli italiani dimenticati. Il conto aperto dell’Istria
«La Stampa», 11 febbraio 2003 [p.9-p.29]
r. i., Fini e Violante: l’Italia chiede scusa agli istriani. Maggioranza e opposizione d’accordo per istituire una giornata della memoria;
p.29- Gianni Oliva, Giorno delle vittime, né di destra né di sinistra. Foibe, la memoria da rimarginare
2003-02-11
Legge n.53/2003 (Legge Moratti)
precedente Senato 12-13 ottobre 2002
«Gazzetta Ufficiale», 2 aprile 2003, N. 77 [pp.6-21]
pp.6-14- Legge 28 marzo 2003, n.53. Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;
p.15- Lavori preparatori;
p.15- 21- Note
XIV Legislatura Camera dei deputati sedute dall’11 al 13 febbraio 2003
Seduta n. 263 - 11 febbraio 2003 [video della seduta]
Disegno di legge: Istruzione e formazione professionale (approvato dal Senato) ed abbinate Discussione
Seduta n. 264 - 12 febbraio 2003 [video della seduta]
Seguito della discussione
Seduta n. 263 - 13 febbraio 2003 [video della seduta]
Seguito della discussione
successivo Camera 18 febbraio 2003>
2003-02-11
Ospitato dal Senato, si svolge il convegno organizzato dall’ Open society Institute su «Islam in Italia, libertà religiosa, diritti e doveri», presieduto da Luigi Manconi. Ai lavori partecipa fra gli altri il presidente del Senato Marcello Pera. Il rapporto della Open society esprime preoccupazioni per la crescente intolleranza di ampi strati della società italiana e una dura critica sulla propaganda antimussulmana svolta dalla Lega Nord.
2003-02-11
Baghdad : l’inviato del Vaticano cardinale Etchegaray incontra Saddam Hussein ed altri esponenti del governo iracheno.
2003-02-12
Esce il quotidiano della Margherita «Europa», diretto da Nino Rizzo Nervo, condirettore Federico Orlando. Fra i collaboratori, Gad Lerner e Massimo Cacciari. Il quotidiano cesserà le pubblicazioni il 1 novembre del 2014.
2003-02-13
Perugia, sono depositate le motivazioni della sentenza che ha condannato Giulio Andreotti e Gaetano Badalamenti in relazione all’omicidio Pecorelli. Per i giudici, anche se non esiste una prova certa di mandato da parte di Andreotti, la sua «approvazione /fu/ chiaramente percepibile"». La sentenza attribuisce «insuperabile valenza probatoria» alle dichiarazioni di Tommaso Buscetta, ma non ai pentiti della Banda della Magliana, ragione della assoluzione di Vitalone, Calò, Carminati e La Barbera.
2003-02-13
Milano: il gip Fabio Paparella archivia l’inchiesta per falso in bilancio ed altri reati societari che vede indagati Berlusconi, Galliani, Confalonieri e altre 22 persone. Per effetto della nuova normativa voluta da Berlusconi è scattata la prescrizione dei reati
2003-02-14
A Roma, muore Fulvio Martini, già capo del Sismi dal 1984 al 1991.
2003-02-15
Iraq
In tutto il mondo si svolgono manifestazioni per la pace, complessivamente si calcola vi abbiano partecipato oltre 110 milioni di persone, ampia la mobilitazione cattolica. Imponenti manifestazioni in tutte le capitali: a Londra oltre 2 milioni di persone, a Parigi 250 mila dimostranti rispondono all’appello contro la guerra lanciato da 80 associazioni, a New York un corteo di 250mila persone sfila per la città. Così ad Atene, Amsterdam, Berlino, Tokyo, Tel Aviv, Melbourne e tantissime altre città.
A Roma, oltre 3 milioni di manifestanti. L’enorme corteo, con alla testa gli striscioni del Social Forum, parte alle 10,30 da Piazza della Piramide e raggiunge Piazza San Giovanni dopo quattro ore. La capitale è invasa dai pacifisti. Una moltitudine colorata, ovunque le bandiere arcobaleno. Sfilano militanti dei DS, della Margherita, dei girotondi, delle molte associazioni, sindacalisti della CGIL e della CISL. A fianco del corteo ufficiale si svolge un corteo «antiamericano», tra le 10.000 e le 20.000 persone, che insieme agli slogan contro la guerra imminente chiede l’immediato ritiro israeliano dai Territori palestinesi. I Radicali, guidati da Emma Bonino ed i socialisti di Enrico Boselli, infine, manifestano a favore degli USA.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 febbraio 2003 [pp.1-7-pp. 9-11-p.35]
p.1- Titolo pagina: Un mondo di pace. Roma è la capitale del no alla guerra: 3 milioni nelle strade, mille cortei colorati e sereni. Dall’America all’Inghilterra tutto il pianeta in marcia con un’unica voce: fermate le armi;
p.1-p.35-Furio Colombo, First Avenue. Il cielo sopra Manhattan; Enzo Siciliano, San Giovanni. Questa non è un’utopia;
p.1-p. 3-Piero Sansonetti, Un giorno da capitale della pace. L’interminabile corteo guidato dal Social Forum. Scalfaro e Ingrao commossi sul palco;
p.1-p.11- Marina Mastroluca, 110 milioni di no alla guerra;
p. 2- Enrico Fierro, Mai viste tante persone per le vie di Roma. Cambiano i tempi e i percorsi di un corteo troppo grande persino per la capitale; Bruno Gravagnuolo, Copertura zero decisa dalle emittenti del servizio pubblico, a parte RaiNews. Parziale la diretta di La7, faziosa quella di Italia1: ma almeno hanno seguito quel che accadeva. E solo la RAI cancella l’evento. senza se e senza ma;
p.3-Natalia Lombardo, Dal “No alla guerra senza se e senza ma” al «Peace & Love», simbolo delle manifestazioni contro la guerra nel Vietnam. Cori contro Bush e Berlusconi. Gli arcobaleni dipinti sui corpi, gli slogan senza frontiere;
p.4-Federica Fantozzi, Ci sono anch’io. ritratti in marcia. L’edile e il bancario, il dirigente e la studentessa. E poi l’australiano e l’ex operaio...; Silvia Boschero, Musica in corteo. La colonna sonora: da Lennon a Bob Marley; Sono contro la guerra «Perché farà male a tanti bambini e bene a nessuno». E «chi comanda ci deve ascoltare». In corteo sulle spalle di papà. l’esercito degli under 10;
p.5- Titolo: Le mille facce dell’arcobaleno; Fulvio Abbate, I segni. Milioni di modi per dire no alla guerra; Lidia Ravera, I volti. Un lungo fiume tranquillo e inquieto;
p.6- Vincenzo Vasile, Scout, frati, suore: «noi testimoni di pace». Da Capitini alla lunga marcia di Roma. La «diplomazia dal basso» di parrocchie e movimenti; Antonella Marrone, «Questa guerra ha un solo dio, il denaro». Haidi Giuliani legge le parole del subcomandante Marcos. E si commuove il popolo new global; b. d. g. (Bianca Di Giovanni), Fini, AN: «È un pacifismo totalitario. Ma adesso la pace non è più vicina». Bossi: «La pace non è una cicca americana». Bondi, FI: «La sinistra strumentalizza la voglia di pace di tutti». L’ira del governo: «questa è una manifestazione di parte»;
p.7- «Piazza stracolma, il governo ne tenga conto». Fassino e D’Alema guidano il corteo dei Ds. La Quercia di Arcore con il nome del comune a caratteri cubitali; Luana Benini, Nel corteo di nuovo insieme le bandiere CGIL e CISL. Cofferati al telefono con Gino Strada: siamo lenti ma determinati. Pezzotta: la RAI oscura, è censura; Adriana Comaschi, Viaggio da Bologna a Roma, sull’Intercity dei «cani sciolti»: anche se non aderiamo a nessuna organizzazione, vogliamo farci sentire. «Se questa è una democrazia, si ascolti la nostra voce»;
p.9- Federica Fantozzi, In Campidoglio i sindaci della pace. In corteo guidati da Veltroni. Una gigantesca bandiera si stende sulla piazza; Umberto De Giovannangeli, «15 febbraio 2003, una data bellissima da scrivere con l’inchiostro dorato». «Oggi torna la speranza Berlusconi ci pensi» [intervista a Mario Luzi];
p.10- Berlino. Atene. Amsterdam; Alfio Bernabei, Due milioni ad Hyde Park: Blair, non in mio nome. Londra si ribella all’interventismo del premier. Sul palco politici, intellettuali e star; Madrid. I pacifisti bloccano la capitale. applausi per Almodovar; Leonardo Casalino, La gauche si ritrova al corteo. In piazza anche la destra. Oltre mezzo milione di manifestanti nel resto del paese. Nei cortei riecheggia la richiesta di usare il veto all’ONU. Parigi marcia in silenzio, la Francia ringrazia Chirac;
p.11- Melbourne. Tel Aviv. Tokyo; Roberto Rezzo, Newyork sfida la casa bianca. Più di 250mila sfilano nella città blindata. L’arcivescovo Tutu: «America ascolta il resto del mondo»; Baghdad. iracheni in piazza cortei in molte città arabe
2003-02-17
Legge 42/2003 (missioni militari internazionali)
Camera dei deputati: inizia la discussione sulla conversione in legge del decreto legge n.4 del 2003 Prosecuzione della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali. L’approvazione della Camera nella seduta del 20 febbraio.
«Gazzetta Ufficiale», 20 marzo 2003, n. 66 [pp.4-6]
pp.4-6- Legge 18 marzo 2003, n. 42. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge n.4 del 2003 recante disposizioni urgenti per la prosecuzione della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali. Modifiche al codice penale militare di guerra;
p.6- Lavori preparatori
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 17 febbraio 2003
Seduta n. 266 - 17 febbraio 2003 [video della seduta]
Disegno di legge di conversione del decreto legge n. 4 del 2003: Prosecuzione partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali. Discussione
successivo Camera 20 febbraio 2003 >
2003-02-17
Unione Europea
Bruxelles, Consiglio europeo straordinario: all’ordine del giorno la questione irachena. i membri del consiglio incontrano il segretario generale delle nazioni unite Kofi Annan e il presidente del parlamento europeo Pat Cox. il vertice raggiunge un compromesso che ribadisce il ruolo delle Nazioni Unite e avverte l’Iraq che le ispezioni non sono a tempo indefinito.
Consiglio europeo straordinario, Bruxelles 17 febbraio 2003
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 febbraio 2003 [pp.1-4-p.31]
p.1- p.3- Sergio Sergi, L’Europa frena la guerra di Bush. i cortei pacifisti spingono l’UE all’accordo: è l’ONU il centro dell’ordine internazionale. la guerra non è inevitabile, è l’ultima risorsa ma Saddam disarmi. Berlusconi si piega;
p.1-p.31- Editoriale, Furio Colombo, Ma in USA non c’è un partito della guerra;
p.-p.6- Siegmund Ginzberg, Compromesso per sperare;
p.2- Gianni Marsilli, L’onda pacifista mette Blair con le spalle al muro. Il suo ministro degli Esteri ammette: guerra più difficile senza il sostegno popolare; L’Olanda dà il via libera al transito delle truppe USA; Daily Mirror; Alfio Bernabei, Il movimento pacifista prepara la grande mobilitazione nel caso scoppi la guerra. E l’otto marzo delle donne britanniche sarà dedicato alla pace. E i no war inglesi si preparano ad assediare Downing Street;
p.3- Hanno detto. Chirac. Annan. Blair; Stampa estera; Umberto De Giovannangeli, Daniel Cohn Bendit presidente dei Verdi europei. Il leader ambientalista esalta la maturità delle manifestazioni per la pace e la sintonia tra la piazza e il no alla guerra del Parlamento di Bruxelles «Ecco la forza della superpotenza mondiale» [intervista];
p.4- Marcella Ciarnelli, Dopo lo strappo degli otto, Berlusconi si rimette in riga. Il premier filo-Usa costretto al compromesso, ma poi attacca Chirac e i cortei pacifisti; L’accordo del 27 gennaio. Più tempo agli ispettori; Oggi l’incontro con i paesi dell’Est presto membri UE; Sergio Sergi, Fini cancella la pace dalla Costituzione europea. Il vicepremier consegna gli emendamenti del governo italiano e riscrive l’articolo tre; Gabriel Bertinetto, Il rifiuto di attacchi preventivi e unilaterali ha fatto cadere i veti al potenziamento delle difese turche. Il Parlamento di Ankara rinvia il voto sul diritto di transito ai soldati americani. L’Alleanza Atlantica rispetterà le scelte delle Nazioni Unite;
p.6- Roberto Rezzo, «L’opinione pubblica è il nuovo nemico di Bush». Il New York Times mette in guardia il presidente. I pacifisti USA ancora nelle piazze; r. m., Etchegaray oggi dal Papa. «Una schiarita tra le nubi»; New York Times. Nelle strade l’altra superpotenza;
p.8- Roberto Rezzo, La Casa Bianca va avanti verso la guerra. Washington prepara la seconda risoluzione. «Disarmeremo Saddam anche da soli»; Ispezioni ONU. Il primo aereo U2 ha sorvolato l’Iraq; Gabriel Bertinetto, Riappare Omar e minaccia gli afghani. «Puniremo chi continuerà a lavorare nelle istituzioni del governo Karzai sostenuto dagli USA»; Umberto De Giovannangeli, Renzo Guolo docente universitario. Lo studioso del fondamentalismo islamico analizza gli ultimi appelli del capo di Al-Qaeda: punta a rappresentare l’unità dell’Islam. «La strategia di Osama? L’altra faccia della guerra preventiva» [intervista]
2003-02-17
Gianfranco fini, rappresentante italiano alla convenzione europea, chiede che nel progetto di Costituzione europea vi sia un esplicito riferimento alle «radici giudaico- cristiane»
2003-02-18
Legge n.53/2003 (Legge Moratti)
precedente Camera 11-13 febbraio 2003
Camera dei deputati: votato con modificazioni il disegno di legge «Delega al governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale» già approvato dal Senato il 13 ottobre 2002. L’opposizione non partecipa al voto. Il provvedimento torna al Senato che lo approverà definitivamente il 12 marzo. L’opposizione abbandona l’aula
Il disegno di legge, la cosiddetta Riforma Moratti, prevede la riforma dei cicli scolastici, la figura del tutor, la reintroduzione del voto di condotta, la valutazione con portfolio che può indurre la ripetizione dell’anno, lo studio obbligatorio di 2 lingue, il ripristino degli istituti professionali.
«Gazzetta Ufficiale», 2 aprile 2003. n. 77 [pp.6-21]
pp.6-14- Legge 28 marzo 2003, n.53. Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;
p.15- Lavori preparatori;
p.15- 21- Note
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 18 febbraio 2003
Seduta n. 267 – 18 febbraio video della seduta
Disegno di legge: Istruzione e formazione professionale (approvato dal Senato) seguito discussione e approvazione:
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 19 febbraio 2003 [p.12]
Mariagrazia Gerini, Gerardo Bianco cita Platone: né intelligenza né conoscenza nella stesura e discussione su un tema di grande importanza. Ridotto di un anno l’obbligo. Sino all’ultimo l’incertezza sul numero legale. Molti i rilievi di incostituzionalità, perché non è garantito a tutti il diritto all’istruzione e perché non c’è copertura finanziaria. Moratti ottiene il sì alla sua scuola di classe. Passa alla Camera senza dibattito la legge delega. L’opposizione abbandona l’aula; Molti litigi e un attendente: Giuseppe Bertagna. Giulio Tremonti. Ferdinando Adornato; La riforma Moratti (scheda); CGIL: approvata una legge dannosa e incostituzionale; ma. ge., Quel patto con i centristi
UDC presenta sette ordini del giorno: ok alla legge ma poi si ridiscute tutto; Adriana Comaschi, Nella città di Guazzaloca il padre di due bimbi presenta un esposto: «In quella scuola hanno appeso la bandiera». Poi si scopre che è coordinatore della lista del sindaco. Bologna, denunciate le maestre che insegnano la pace
successivo Senato 5-6 marzo 2003>
2003-02-18
Fausto Marchionni sostituisce Enrico Bondi nella carica di amministratore delegato di Fondiaria- Sai, controllata dal gruppo Ligresti.
2003-02-18
Nei Territori palestinesi, gli israeliani effettuano incursioni a Gaza e a Nablus, appoggiati da elicotteri e tanks. Uccisi 14 palestinesi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 febbraio 2003 [p. 9]
Umberto De Giovannangeli, Battaglia a Gaza: 14 palestinesi uccisi. Fra le vittime anche un uomo bomba che si è fatto esplodere. Tank israeliani a Nablus; u. d. g. (Umberto De Giovannangeli), Le reazioni di Hamas, Rantisi: rioccuperanno la striscia nei giorni dell’attacco all’Iraq
2003-02-19
Sulla crisi irachena
Camera dei deputati: dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla crisi irachena. Dopo il dibattito sulle dichiarazioni è approvata, 302 voti a favore, 236 , contrari e 4 astensioni, la risoluzione della maggioranza presentata da Elio Vito (FI). Respinte la mozione dell’Ulivo primo firmatario Rutelli, 227 voti a favore, 311 contrari, 4 astensioni, e la mozione di Rifondazione Comunista, primo firmatario Bertinotti, 48 voti a favore, 320 contrari e 9 astensioni. Astenuti 9, Voti a favore 48, contrari 320. La mozione dell’Ulivo si pronuncia per un intervento dell’ONU, la mozione di Rifondazione si pronuncia contro la guerra , senza se e senza ma, guerra e riceve i voti del correntone, dei Verdi e del PCDI. Rifondazione vota contro la mozione dell’Ulivo.
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 19 febbraio 2003
Seduta n. 268 – 19 febbraio video della seduta
Comunicazioni del Governo e mozioni Bertinotti ed altri, Rizzo ed altri, Diliberto ed altri, Violante ed altri, Mastella. Sviluppi della crisi irachena Discussione. Berlusconi Silvio, presidente del Consiglio dei ministri Discussione congiunta sulle comunicazioni del Governo e sulle linee generali delle mozioni.
XIV Legislatura Senato della Repubblica seduta antimeridiana 19 febbraio 2003
Seduta antimeridiana n. 336 – 19 febbraio sintesi della seduta
discussione sulle linee della politica estera e discussione di mozioni connesse Approvazione della proposta di risoluzione n. 2 (testo 2). Reiezione delle proposte di risoluzione nn. 1 (testo 2) e 3 e della mozione 1-00120: Presidente Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 febbraio 2003 [pp.1-4-p. 30]
p.1- Titolo: Berlusconi sta con Bush, il Papa, l’Europa, l’ONU. Il premier alle Camere confonde le carte. E in serata dice: manderò Saddam in esilio. L’Ulivo vota compatto il no alla guerra, ma poi si divide sul sostegno alle tesi di Bertinotti;
p.1- p. 30-Pasquale Cascella, Il Cavaliere inesistente;
p.2-Marcella Ciarnelli, Berlusconi promette tutto. anche l’esilio di Saddam. Iraq: passa il documento del Governo. Ma il dibattito alla Camera innervosisce il premier; La mozione di maggioranza; La mozione dell’UDC; Luana Benini, La lezione di Andreotti. «Non in guerra contro il Parlamento...». E la Destra cambiò la mozione. Ma solo in Senato;
p.3- La mozione presentata da Rifondazione Comunista; Minoranza DS: 27 deputati e 16 senatori con il testo di RC; Piero Sansonetti, Ulivo unito contro la guerra, diviso su Bertinotti. Il centrosinistra vota compatto la propria mozione. Una parte sostiene anche quella di PRC; La mozione dell’Ulivo; s.c., Fassino: avete strumentalizzato Ciampi... Il premier reagisce male, Bonaiuti tuona: «Menzogne». Ma sulla comunicazione del documento di sabato resta il giallo; s. c., «Si poteva unire tutta l’opposizione» [intervista a Fabio Mussi]; s. c., «Abbiamo votato uniti il no a Basi e infrastrutture» [intervista a Vannino Chiti];
p.4 - In piazza Montecitorio i pacifisti con Guernica; Fuori l’Italia dalla guerra 500. 000 firme in Parlamento; Federica Fantozzi, In Italia cresce la voglia di pace. Sondaggio Swg -Unità del 18 febbraio: il 55% contro la guerra, più 9% in una settimana; Umberto De Giovannangeli, «Il premier ha detto: non lasceremo soli gli USA. Che cosa vuol dire? Che cosa farà l’Italia se non arrivasse la risoluzione? Il governo non ce l’ha detto». «Berlusconi non ci ha spiegato se sta con l’ONU»; Vincenzo Vasile, Il presidente della Repubblica sottolinea ancora una volta il riferimento alle Nazioni Unite nel momento in cui il premier si lasciava andare su posizioni pro USA. Ciampi: «il ruolo del Consiglio di sicurezza è irrinunciabile»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 20 gennaio 2003 [p.1-p.3]
p.1- La piazza tradita. i pacifisti contestano l’Ulivo che ora parla con i «se» e con i «ma». «Sabato eravamo nell’era moderna, oggi nel Medioevo», dice Bertinotti. Casarini: «Preferisco i cattolici». La promessa di fischi futuri;
p.3- Editoriali, Scalzacani alla riscossa. Governo ok, opposizione letteralmente spiazzata, Bertinotti sublime
2003-02-19
Camera dei deputati - Commissione Lavoro: approvata in sede referente la delega al governo in materia previdenziale.
XIV Legislatura Camera dei deputati. XI Commissione permanente Lavoro pubblico e privato
Seduta 19 febbraio 2003 sede referente
Delega al Governo in materia previdenziale.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 febbraio 2003 [p. 15]
Raul Wittenberg, È iniziata la battaglia delle pensioni. Ulivo e sindacati contro il taglio dei contributi e per la difesa del Tfr
2003-02-19
Iraq
ONU: discussione sull’Iraq. Intervengono oltre 60 ambasciatori. Solo i rappresentanti di Giappone e Australia si pronunciano a favore di un intervento militare.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 febbraio 2003 [p.5]
Bruno Marolo, Hanno parlato quasi sessanta ambasciatori e solo due quelli di Giappone e Australia si sono espressi a favore di un intervento militare. Secondo il «Times» perfino il premier inglese spingerebbe per riascoltare gli ispettori il 14 marzo. Powell: molte nazioni hanno paura di assumersi responsabilità. All’ONU un plebiscito contro la guerra. La stragrande maggioranza punta sugli ispettori. Blair per il rinvio della risoluzione, Bush insiste
20 febbraio: Le chiese britanniche, con un documento comune delle chiese anglicane e cattoliche, attaccano il premier Tony Blair per le sue posizioni sulla guerra all’Iraq. A loro avviso non c’è nessuna legittimità morale per un conflitto. Nel documento si chiede a Saddam di rispettare la risoluzione dell’ONU sul disarmo. Mentre gli USA vogliono accelerare, il presidente francese ipotizza il 14 marzo per un nuovo rapporto degli ispettori inviati in Iraq dall’ONU e solo allora assumere una decisione. Difficile trattativa fra USA e Turchia sull’uso delle basi. Il Vertice franco africano presenti 52 Paesi chiede più tempo per gli ispettori ONU.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 21 febbraio 2003 [pp.1-6]
p.1. Titolo: Bush: liberemo l’Iraq e tutto il Medio Oriente. Blair sconfessato dalle chiese anglicana e cattolica. L’Ulivo si divide in tre sulle missioni all’estero;
p.2- Alfio Bernabei, Le chiese britanniche attaccano Blair. Documento comune di cattolici ed anglicani: un nuovo conflitto non ha legittimità morale; Clooney: negli USA banditi gli attori antiguerra; Bruno Marolo, Marcia virtuale dei pacifisti su Washington. La protesta organizzata per il 26 febbraio dall’attore Martin Sheen: bloccate con fax i centralini di Bush; Francesca De Sanctis, Younis Tawfik scrittore iracheno. Dell’intellettuale iracheno, dal ‘79 in Italia, uscirà presto il suo ultimo libro. Sull’attacco dice: tocca al popolo dell’Iraq e non ad altri ribellarsi al raìs. «Sono contro Saddam, ma anche contro la guerra» [intervista];
p.3- Bruno Marolo, Bush: sconfiggere Saddam, una lezione per i dittatori. Per gli USA vicina l’ora «della liberazione dell’Iraq». Blix a Baghdad: distruggete i missili proibiti; Le Date.25 febbraio. 1° marzo. 14 marzo; m. ma., Mosca denuncia pressioni sugli ispettori. Prodi: la guerra una catastrofe per l’Europa; Toni Fontana, Il raìs riunisce il consiglio di guerra Il leader iracheno smentisce i tentativi di golpe mostrandosi con il ministro della Difesa;
p.4- Roberto Rezzo, Iraq, Turchia e USA verso la rottura Iraq, Turchia e USA verso la rottura
Ankara non cede sul pacchetto di aiuti e rinvia la decisione sull’uso delle basi; Le richieste americane (scheda); Gabriel Bertinetto, Il ministro degli Esteri Franco Frattini a un convegno dell’Aspen Institute «Legami fra il raìs e il terrorismo? L’Italia non ha alcuna prova»; Flaminia Lubin, Metti una notte davanti alla TV americana. Dal Letterman Show al Leno Show: tutta la satira USA su Saddam, Bush e il pacifista Chirac;
p.5- Gabriel Bertinetto, L’incubo turco: uno Stato curdo al confine. L’Iraq post-bellico potrebbe diventare una federazione di tre entità, compreso il Kurdistan; Il popolo curdo (mappa e scheda); Vertice franco africano. I 52 paesi riuniti a Parigi: più tempo agli ispettori;
2003-02-20
Legge 42/2003
precedente Camera 17 febbraio 2003
Camera dei deputati: seguito della discussione e approvazione della conversione in legge del decreto legge n.4 del 2003 Prosecuzione della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali. La maggioranza dell’Ulivo vita a favore con il centrodestra. Votano contro PRC, PCDI, Verdi. Il «Correntone», si astiene. Forti critiche del segretario DS, Piero Fassino, alla minoranza interna. Il testo passa al Senato che lo discute e lo approva nelle sedute dell’11-12- marzo
«Gazzetta Ufficiale», 20 marzo 2003, n. 66 [pp.4-6]
pp.4-6- Legge 18 marzo 2003, n. 42. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge n.4 del 2003 recante disposizioni urgenti per la prosecuzione della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali. Modifiche al codice penale militare di guerra;
p.6- Lavori preparatori
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 20 febbraio 2003
Seduta n. 269 - 20 febbraio 2003 [video della seduta]
Seguito discussione e approvazione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 21 febbraio 2003 [p.1-pp.6-7-p.10]
p.1-p.10- Marina Sereni, Caro Bertinotti l’ONU non è il nemico; Fabio Mussi, Caro Napolitano conto fino a dieci;
p.6- Cacciari: la guerra ci sarà purtroppo. E sarà una tragedia; Un arcobaleno di bandiere
da Cagliari a Ferrara a Reggio; Simone Collini, Fassino: punto all’unità del centrosinistra
Napolitano contro il doppio voto del Correntone: senza dignità. Salvi: non c’è più il centralismo democratico; s.c., Fulvia Bandoli, DS. Coerente contro la guerra insieme ai pacifisti del mondo [intervista]; s.c., Rosy Bindi, Margherita «Sono stata disciplinata per premiare l’Ulivo» [intervista]
p.7- Luana Benini, Approvato il decreto sugli «Alpini». 322 voti a favore. 11 contro 11 astenuti. D’Alema: «però nessuno dei DS ha votato contro. È un fatto positivo». Passa alla Camera il decreto sulle missioni internazionali tra cui quella afghana, che ha trovato solo in extremis la copertura finanziaria nel Fondo di riserva. Ma sull’Afghanistan l’Ulivo si divide Votano no PRC, Verdi e PDCI. Il Correntone si astiene, a favore DS, Margherita, SDI, UDEUR; I militari italiani nel mondo (mappa); Codice militare modificato. Il Governo va sotto; Aldo Varano, Giovanni Berlinguer leader della minoranza DS. «Ma ogni persona ha le sue idee, non siamo una forza militarizzata. Quel che conta è la mozione dell’Ulivo, un grande evento dopo la sconfitta. Una speranza per il suo futuro». «Certo, sarebbe stato meglio astenerci sulla risoluzione di Bertinotti» [intervista]
2003-02-20
Legge costituzionale n.1/2003 (pari opportunità)
<precedente Camera 3 luglio 2002
Senato della Repubblica: è approvata, quasi all’unanimità, definitivamente in seconda deliberazione la proposta di Legge costituzionale Modificazioni dell’articolo 51 della Costituzione. La modifica riguarda la frase «A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini» aggiunta al dettato costituzionale che garantisce ai cittadini «dell’uno e dell’altro sesso» l’accesso «agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza».
«Gazzetta Ufficiale», 12 giugno 2003, n. 134 [p.1]
p.1- Legge Costituzionale 30 maggio 2003, n.1. Modificazioni dell’articolo 51 della Costituzione;
p.1- Lavori Preparatori;
p.1- Note
XIV Legislatura Senato della Repubblica seduta del 20 febbraio 2003
Seduta antimeridiana n. 338 - 20 febbraio 2000
Discussione e approvazione, in seconda deliberazione, del disegno di legge costituzionale: Modifica dell’articolo 51 della Costituzione. Approvato, in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica e, in seconda deliberazione, dalla Camera dei deputati
2003-02-20
Il Consiglio d’amministrazione della RAI approva il trasferimento della direzione di Rai 2 a Milano, come richiesto dalla Lega nord. Contro la decisione si pronunciano il centrosinistra e Alleanza Nazionale che richiede le dimissioni dei consiglieri Baldassarre e Albertoni.
2003-02-21
CGIL: sciopero dell’industria contro legge Biagi e precarietà nel lavoro. Manifestazioni in 125 città..
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 febbraio 2003 [p. 17]
Raul Wittenberg, In piazza contro il declino dell’industria. Domani lo sciopero della CGIL. Manifestazioni in 125 città. Epifani: il governo non ha fatto nulla
2003-02-21
Si chiude l’Opa sulle Autostrade, aperta il 20 gennaio. E’ stata guidata dalla famiglia Benetton insieme agli advisor Mediobanca, Unicredit, Generali e Goldman Sachs.
2003-02-21
Iraq
21 febbraio: incontro a Roma a Villa Madama fra Silvio Berlusconi e il premier britannico Tony Blair. Piena intesa sulla crisi irachena e sintonia con le posizioni USA. La pace si può ottenere solo se Saddam Hussein disarma. Entrambi insistono: il tempo sta per scadere. Il presidente del Consiglio italiano attacca duramente i cortei pacifisti. Il capo del Pentagono Rumsfeld dichiara che gli USA sono pronti all’intervento militare in Iraq e gli USA sono determinati a disarmare Saddam Hussein volente o nolente. Svelati i piani di battaglia, primo obiettivo: la cattura del raíss.
Un centinaio di disobbedienti bloccano un treno di armi diretto a Camp Darby con fuochi sui binari a Vicenza, Padova e Monselice.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 22 febbraio 2003 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Rumsfeld: le truppe americane schierate per l’assalto all’Iraq. Svelati i piani militari: primo obiettivo la cattura di Hussein. «Saddam disarmi ed eviterà la guerra». Intesa tra Blair e Berlusconi, che attacca i cortei pacifisti;
p.2- I venti di guerra si incrociano con i timori di atti terroristici; Il Pentagono distribuisce maschere antigas ai suoi 23 mila dipendenti civili e militari; Tre navi da guerra degli Emirati Arabi Uniti per proteggere il Kuwait da un eventuale attacco; Maurizio Molinari, Il regime rilancia l’offerta fatta a Baker alla vigilia di Desert Storm. Rumsfeld accelera: siamo pronti ad attaccare. Baghdad propone «contatti diretti» con l’amministrazione americana; Guido Ruotolo, Tremonti: «Rafforzare la vigilanza»; Jim Lehrer, Il capo del Pentagono conferma che l’offensiva nel Golfo è imminente. «Quanti Uomini? Non lo dico. Ma l’attesa è ormai finita». «Bush è deciso a disarmare Saddam, volente o nolente» [intervista a Donald Rumsfeld]; e. st., Casarini blocca treno di armi USA. Centinaia di manifestanti hanno fermato il convoglio con fuochi sui binari a Vicenza, Padova e Monselice;
p.3- Il vertice tra i due primi ministri a Villa Madama; Ugo Magri, Il capo di Governo britannico in visita a Roma. Berlusconi e Blair: cerchiamo una soluzione pacifica. «Però Saddam deve disarmare e riconoscere una opposizione politica»; Emanuele Novazio, Oggi in Vaticano per l’incontro con il Pontefice; Maria Teresa Meli, Sorrisi con D’Alema e Rutelli, ma le posizioni restano distanti. Il premier inglese: non si governa con sondaggi e marce antiguerra; f. s., A Berlino da Schroeder. Fassino: conflitto non inevitabile;
p.4- Ultimi preparativi militari per l’imminente azione; Paolo Mastrolilli, La strategia dell’offensiva contro Baghdad su «USA- Today». I paini dell’attacco «Elimineremo Saddam. L’Iraq resterà intatto». Nelle intenzioni del Pentagono la conquista del Paese richiederà circa 72 ore. Prima le bombe, poi i commandos e infine i soldati; Le forze del raíss (mappa); p.m., Delta Force, l’arma segreta. Soldati- ombra, specializzati nell’impossibile
22 febbraio: il capo degli ispettori ONU, Hans Blix, intima all’Iraq di distruggere i missili Samoud – 2 e il controllo delle rampe di lancio. Misure che non basterebbero a Bush che, dopo l’incontro con Aznar e la consultazione telefonica con Berlusconie e Blair, annuncia che all’inizio della settimana presenterà una nuova risoluzione all’ONU. Un pronunciamento di condanna per Saddam che, secondo il presidente USA, ha già ampiamente disatteso la risoluzione ONU 1441, di fatto il via libera per l’intervento preventivo in Iraq.
In Italia nuove manifestazioni pacifiste. Blocchi ai treni che trasportano armi americane a Camp Darby sono effettuati a Bologna, Pisa, Parma, Verona. Altri blocchi al Sud. Scontri con le forze dell’ordine in Sardegna, alla manifestazione alla Maddalena, e a Parma. Il console dei portuali di Livorno annuncia che i lavoratori non caricheranno le navi da guerra americane, stessa decisione da parte della CGIL, mentre la FILT CGIL anticipa che i ferrovieri non guideranno i treni che caricano armi.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 23 febbraio 2003 [pp.1-3-p.10]
p.1- Titolo: Consultazione telefonica con Berlusconi, Blair e Aznar. A giorni una nuova risoluzione. Il Papa: no a un mondo diviso. Bush all’ONU: non aspetterò altri due mesi. Pacifisti a caccia dei «treni della morte». La CGIL: bloccheremo i porti;
p.1-p.10- Editoriale, Barbara Spinelli, I costi della pace;
p.2- La diplomazia tenta di fermare il conflitto all’ultima ora; Marco Tosatti, «Fare ogni sforzo per evitare al mondo nuove divisioni». Mezz’ora di udienza per Blair: il Papa sente il partito della guerra; Il Pontefice ha ricordato all’ospite la difficile situazione umanitaria del popolo iracheno. Ha poi ricevuto la signora Cherie e i 4 figli. Un giornale: «Il premier diventerà cattolico a fine mandato»; Francesca Pace, Da due settimane la comunità pacifista anima la capitale irachena. A Baghdad fra gli scudi umani, grandi alleati di Saddam. Sono 132, compreso il gruppo italiano: disposti a «morire per contrastare l’attacco a Blair»; (Ansa), L’ex premier inviato da Putin a Baghdad. Missione «segreta» per Primakov;
p.3- Per gli Stati Uniti l’Iraq ha già violato la 1441; Paolo Mastrolilli, Il capo degli ispettori intima all’Iraq di distruggere i missili Al Samoud-2. Bush, pronta la risoluzione che condanna Saddam. L’annuncio dopo l’incontro con Aznar, teleconferenza con Berlusconi e Blair; Il raggio d’azione dei missili. Gittata del missile Samoud 183 Km (mappa); Il segretario di Stato delinea lo scenario postbellico in Medio Oriente. Powell: «Credetemi, gli USA non hanno mire colonialiste». «Siamo forse rimasti in Kuwait? In Afghanistan? In Kosovo? In Italia? Dopo Saddam lasceremo un comandante militare a tempo limitato» [intervista]; Inviato dal presidente. In Giappone e Cina per cercare consensi
«La Stampa», 23 febbraio 2003 [pp.4-5]
p.4- Le contestazioni ai trasporti destinati alla base USA di Camp Darby. Bologna, Pisa, Verona, Parma; r.r., Stazione ferroviarie di mezza Italia presidiate dai manifestanti. Pacifisti sui binari contro i «treni della morte». Scontri con le forze dell’ordine, qualche ferito; Le basi militari e i porti della polemica (mappa); Renato Rizzo, Il leader dei «disobbedienti»: rendere inservibile un’arma è un’azione di civiltà. Casarini: costringeremo il Governo a rinunciare ai vagoni fantasma. «Con i convogli militari Berlusconi ha deciso di aderire a uno stato di guerra senza la ratifica del Parlamento» [intervista a Luca Casarini]; Corrado Grandesso, Alla Maddalena corteo e sit-in di protesta. Si sono staccati gruppi di anarchici, autonomi e indipendentisti sardi: la polizia ha caricato;
p.5- Favorevoli e contrari alla linea No-Global; Cento (Verdi): «Il ministro Lunardi vieti la circolazione di artiglieria degli USA sul territorio Italiano»; Urso (AN): «Chi inneggia oggi a Saddam, una volta inneggiava a Stalin»; Guido Ruotolo, Dopo gli scontri in Sardegna e a Parma al ministero temono che la protesta si possa estendere. Il Viminale: i convogli arriveranno a destinazione. L’opposizione: che cosa trasportano?; Roberto Giovannini, Il segretario FILT: anche i ferrovieri sono in agitazione, qualcuno ha già suggerito l’obiezione di coscienza. La CGIL: «Bloccheremo i porti. Tutte le armi rimarranno a terra». «Quasi il 90 per cento del personale è iscritto al nostro sindacato» [intervista a Guido Abbadessa]; r.i., Pezzotta (CISL): la pace non si ottiene con i picchetti sui binari. Epifani: incontro urgente col Governo
«La Stampa», 23 febbraio 2003 [pp.6-7]
p.6- Fiamma Nirenstein, Il Governo avverte la popolazione del conflitto imminente ma non vuole creare panico. Israele: «Preparatevi al peggio. Anzi no»;
p.7- Il mondo mediorientale di fronte ai pericoli di conflitto; Gigi Padovani, Il leader radicale analizza dal Cairo l’umore popolare e dei media. «Sull’attacco a Saddam il fronte arabo è diviso come l’Unione Europea». Emma Bonino. Qualcuno afferma che sarebbe meglio uno scossone che la paralisi attuale, con la sua stagnazione economica. «I giornali più importanti sono governativi, ma le loro opinioni sono anti- USA» [intervista]; Giacomo Galeazzi, «Darò al raíss l’appello di centomila giovani». Ernesto Olivero in settimana a Baghdad, portavoce del pacifismo cattolico
2003-02-24
Legge 215/2004 (Conflitti di interessi)
<precedente Senato 20-25-27- giugno 2002
Camera dei deputati: inizia la discussione sulla legge sul conflitto di interessi che vieta ai componenti il governo la gestione diretta delle imprese senza limitarne peraltro la proprietà. I deputati dell’opposizione escono dall’aula non partecipando al voto.
«Gazzetta Ufficiale», 18 agosto 2004, n. 193 [pp.5-17]
pp.5-10- Legge 20 luglio 2004, n. 215. Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi;
p.11- Lavori preparatori;
pp.11-17-Note
XIV Legislatura Camera dei deputati seduta del 24 febbraio 2003
Seduta n. 270 - 24 febbraio 2003 [video della seduta]
Disegno di legge: Conflitti di interessi (approvato dalla Camera e modificato dal Senato). Discussione
Successivo Camera 22 luglio 2003>
2003-02-24
in commissione parlamentare Vigilanza sulla RAI, AN e UDC presentano una mozione che richiede l’azzeramento del cda della RAI – la stessa posizione del centrosinistra. Bossi minaccia la crisi di governo se sarà revocata la scelta ‘nordista’ per RAI 2.
2003-02-24
Iraq
USA, Gran Bretagna e Spagna presentano una nuova risoluzione sul disarmo iracheno, che suona come un ultimatum («Il tempo è scaduto…Saddam ha perso la sua ultima chance») e annuncio dell’imminente attacco all’Iraq. La Francia presenta invece un memorandum che prevede la continuità delle ispezioni su cui raccoglie la adesione di Germania, Russia e Cina. Il ministro della Difesa italiano, Antonio Martino, dichiara che l’Italia sosterrà comunque gli Stati Uniti.
In Italia, il movimento no global e i disobbedienti protestano contro la guerra bloccando i convogli militari diretti alla Base NATO di Camp Darby sia con sin sui binari sia all’insegna dello slogan: metti un freno alla guerra. Stop d’emergenza sono i azionati sulla Padova-Bologna, la Verona- Mantova, la Padova-Verona e sulla Rovigo-Ferrara. Critiche dalla maggioranza che minaccia l’uso della forza mentre l’Ulivo si divide sul giudizio sulla protesta No global.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 25 febbraio 2003 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Seconda risoluzione USA: Baghdad ha perso l’ultima occasione. Contrarie Francia, Germania e Russia. Il raiss non distruggo i missili. I disobbedienti bloccano altri treni. Casini: atti illegali; Editoriale, Federico Geremicca, Il freno inibitorio;
p.2- Si profila uno scontro alle Nazioni Unite sulla crisi del Golfo; Alla Lega araba un messaggio UE per il raíss: «Collabori con l’ONU»; Una storica musulmana all’Università del Papa; Francesca Sforza, Cena berlinese dei due presidenti per confermare la linea del «no». Chirac e Schoeder: non hanno la maggioranza. La Russia si unisce al fronte contrario alla risoluzione USA; I punti principali del memorandum franco- tedesco (scheda); I punti cruciali della Bozza di risoluzione di Stati Uniti, Spagna e Gran Bretagna (scheda); Cesare Martinetti, Il fondatore di Medecins sans frontieres ed ex rappresentante speciale di Annan in Kosovo. «L’obiettivo deve essere: liberare gli iracheni». Kouchner: costruire con tutte le etnie e l’opposizione un futuro senza Saddam [intervista a Bernard Kouchner]; Marco Tosatti, «L’attacco USA un crimine contro la pace». Il Vaticano alza il tono: «La legittima difesa presuppone l’esistenza di un’aggressione»;
p.3- Al palazzo di Vetro si annunciano giorni di battaglia diplomatica; Il genero del raíss disse alla CIA: «Quelle armi sono state distrutte dopo il conflitto del ‘91»; «Bush è considerato più pericoloso del leader iracheno». Washington allarmata per i rapporti dei suoi ambasciatori; Maurizio Molinari, Per Washington, Londra e Madrid «L’Iraq ha perso l’ultima opportunità di disarmare». All’ONU la risoluzione di guerra. Controproposta di Parigi, Berlino e Mosca; Tutti gli appuntamenti (calendario); Paolo Mastrolilli, Saddam: «Non distruggerò mai i missili». Intervista a Dan Rather: Bush venga a discutere con me davanti al mondo [intervista]
«La Stampa», 25 febbraio 2003 [pp.4-7]
p.4- Gli echi dell’appello di Giovanni Paolo II contro il conflitto; La Comunità islamica: piena approvazione al digiuno proposto dal Papa; Dall’Osservatore Romano un «Mai» contro il terrorismo e la logica di guerra; Antonella Rampino, Critiche anche dagli ulivisti Letta e Mastella. La CGIL: «I lavoratori hanno diritto all’obiezione di coscienza». Casini la pace non si può coniugare con l’illegalità. Per il ministro Martino «non si impedisca che l’Italia onori i suoi impegni»; Maria Teresa Meli, Casarini diserta il seminario di «ItalianiEuropei». Visco: «C’è confusione di analisi politica tra i rappresentanti del Social Forum». D’Alema-movimenti le distanze resistono. Il presidente DS: «I blocchi sono sbagliati ma il Governo dica cosa transita si quei treni». Agnoletto: rimaniamo ancora lontani; Francesca Paci, Fassino: dobbiamo ritrovarci sull’accordo in Medioriente. «Battersi per il dialogo vuol dire contribuire a creare una società libera e laica che garantisca la convivenza»;
p.5- Polemica sui dimostranti antiwar; Sondaggio: spostamento di voti per la guerra. Penalizzata la Casa delle Libertà, si avvantaggia l’Ulivo; Il disobbediente Caruso condannato a Bologna. Dieci mesi per resistenza e lesioni; Renato Rizzo, Il movimento lancia lo slogan: metti un freno alla guerra. La nuova protesta dei no global: un treno che s’inchioda sui binari. Gli stop d’emergenza sono stati azionati sulla Padova-Bologna, la Verona- Mantova, la Padova-Verona e sulla Rovigo-Ferrara. Ora c’è già chi annuncia di volersi incatenare alle traversine; La multa per chi tira il freno. Il Rischio? 1 milione di vecchie lire; I siti militari e i collegamenti (mappa); Umberto La Rocca, Il capogruppo dei Democratici di sinistra alla Camera. Violante: la legge va rispettata, ci pensi Pisanu. «Ai disobbedienti dico: cambiate strada perché non vi comprendiamo più» [intervista a Luciano Violante];
p.6- Aldo Cazzullo, Chi è sedotto dalla nuova «disobbedienza». Adesso avanza il partito del freno. Casarini: «Usate la leva d’emergenza: la guerra è un’emergenza o no?». E su internet sedicenti macchinisti insegnano a sabotare i binari;
p.7- Siti e dirette radiofoniche per seguire la protesta. Indymedia, Sherwood, Globalradio. I «mediattivisti»si mobilitano minuto per minuto; Guido Ruotolo, Il braccio di ferro terminerà domani, con il trasferimento definitivo dei mezzi da Vicenza a Camp Darby. Rotta la tregua, «lunga notte» per i treni delle armi. I pacifisti ancora pronti a bloccare i convogli. Al Viminale la linea è: fare in fretta; Pierluigi Battista, Una tradizione in cui si colloca Marco Pannella, non chi vorrebbe invadere una base NATO. La vera «disobbedienza civile» è un’altra cosa. Impossibile paragonare Gandhi a chi usa la violenza come strumento politico; Raffaella Silipo, Colloquio. Il Cantautore: così paga la gente comune. Guccini: com’era diversa la mia «Locomotiva»
25 febbraio: Il capo degli ispettori delle Nazioni unite, Hans Blix, afferma che documenti e segnali ricevuti da Baghdad «contengono elementi positivi che devono essere approfonditi». Il presidente Bush replica che «l’America non si ferma e non si fa giocare da Saddam» e chiede al Consiglio di sicurezza di «onorare la sua parola».
Continua la mobilitazione NO Global. L’Ulivo considera legittimi gli scioperi dei portuali che impedisco o rallentano lo sbarco di carichi militari mentre considera illegittimi e da perseguire i blocchi ferroviari. Un giudizio che porta alcuni parlamentari DS adv elogiare il ministro dell’ interno Pisanu (FI) per la fermezza dimostrata.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 26 febbraio 2003 [pp.10-11]
p.10- Sempre più ridotti i tempi per il «disarmo totale» chiesto dalla Casa Bianca; Filo diretto fra il premier britannico e giovani di tutto il mondo su MTV; «Prigionieri di guerra» dei ribelli i tre americani catturati in Colombia; Maurizio Molinari, All’Iraq restano 72 ore per distruggere i vettori. L’intervista a Saddam e i missili proibiti. Due gialli a Baghdad. Il Governo ha tardato a consegnare le cassette alla televisione USA: «Problemi di traduzione». Aziz smentisce il raíss: sugli «Al Samoud 2» non abbiamo ancora deciso. Secondo fonti diplomatiche sono indizi di crepe di regime; Gian Antonio Orighi, Malumori tra i ministri di Aznar «l’americano». I sondaggi sfavorevoli al premier preoccupano i leader della maggioranza;
p.11- Gli Stati Uniti sempre più determinati nei confronti di Baghdad ignorano per ora la Corea del Nord; Pyongyang lancia un missile verso il Giappone mentre si insedia il presidente sudcoreano; Paolo Mastrolilli, Forti pressioni americane sui membri transitori del Consiglio di Sicurezza che tergiversano. Bush agli indecisi ONU: la guerra si farà comunque. «La nuova risoluzione è utile ma non necessaria, Saddam sa solo mentire»; Maurizio Molinari, Degli otto candidati due sono favorevoli al conflitto, sei contrari: il partito spera nell’uomo che ha sconfitto Milosevic. I democratici divisi sognano un generale alla Casa Bianca. Pressioni su Wesley Clark perché si presenti nel 2004; (Agi), Fidel Castro «Washington mette l’umanità a rischio»
«La Stampa», 26 febbraio 2003 [pp.12-14]
p.12- Guido Ruotolo, Mobilitazione nazionale con la parola d’ordine «Frenate la guerra». «Contro i blocchi pronti a ricorrere alla forza». Pisanu: per i convogli verso Camp Darby oggi è il giorno più a rischio; Maria Teresa Meli, La coalizione si ricompatta su Di Pietro ma torna a dividersi sui No Global. La protesa No Global rompe l’Ulivo. Fassino cerca una mediazione. Boselli se ne va: non è così che si potrà costruire un soggetto riformista; r.i., «Larga identità di vedute». Centrali ONU e UE. Cossiga- D’Alema, incontro sulla crisi irachena;
p.13- La mappa della protesta; Aldo Cazzullo, Assalto ai treni. Una notte coi disobbedienti; Renato Rizzo, Pisa, l’«invasione» oggi è qui. «Saremo migliaia, stiamo rallentando gli USA»;
p.14- Marco Tosatti, La crisi con Baghdad: parla il cardinale Crescenzio Sepe, responsabile di Propaganda Fide. «Cristiani e musulmani vivono in pace in Iraq. Non roviniamo tutto». Il porporato guida un «esercito» di 85 mila sacerdoti in tutto il mondo. «Come dice il Papa, il conflitto non è inevitabile, speriamo che vengano rispettate le diverse componenti religiose e civili, nel rispetto reciproco»; Cardinale da due anni; m. tos., Mediazione del Vaticano con Spagna e Iran. Domani le feluche della Santa Sede incontreranno il premier Aznar e Khatami
2003-02-25
Muore a Roma nella sua villa a Piazza Numa Pompili a 82 anni l’attore Alberto Sordi. La Camera ardente è allestita in Campidoglio (sinora aveva ospitato solo la camera ardente dei sindaci Petroselli e Argan). Il 27 i funerali in diretta TV nella Basilica di San Giovanni in Laterano.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 26 febbraio 2003 [p.1-pp.6-9]
p.1- Titolo: L’attore è morto la notte scorsa a Roma: aveva 82 anni. Domani mattina i funerali in diretta TV nella Basilica di San Giovanni. Addio Alberto Sordi un simbolo italiano. Migliaia di persone alla camera ardente allestita in Campidoglio. Ciampi: «Una delle figure più rappresentative del nostro ‘900». Ha interpretato oltre duecento film. Il cordoglio del Parlamento; Lietta Tornabuoni, Raccontava i nostri difetti; Pierluigi Battista, L’uomo che ci fece amare l’America;
p.4- Storia di un italiano. La commozione dell’addio; Michela Tamburrino, Ventimila persone hanno reso omaggio alla salma dell’artista. In Campidoglio l’ultimo saluto della sua Roma. Veltroni accoglie gli ospiti, sfilano i politici e gente comune, pochi attori; I Colleghi; Simonetta Robíony, Se n’è andato da signore normale, non da divo del cinema. Nella sua grande casa resterà la sorella Aurelia che l’ultimo giorno gli diede ancora qualche goccia di caffè;
p.5- Storia di un italiano. L’uomo e i personaggi; Lietta Tornabuoni, Uno stile da commendatore elegante: principe di Galles, cachemire, scarpe inglesi. «La mia vita: non dover rinunciare a niente». Raccontava l’arte di divertirsi, ma amava ricordare le difficoltà degli inizi; Berlusconi «Abbiamo perso l’amico di sempre»; s. n., «Ci ha fatto ridere, ci ha fatto piangere». Il commosso ricordo di Ciampi: «Era un simbolo del Paese»;
p.6- Storia di un italiano. I sentimenti; Le cronache rosa gli hanno attribuito innumerevoli flirt. Gloria Paul, Silvana Mangano («la più bella di tutte»), Gisella Hahn, che gli rinfacciò la proverbiale avarizia; Fabrizio Rondolino, Una fama di DonGiovanni impenitente alimentata dai suoi silenzi in nome della privacy. L’uomo che amava le donne e odiava il matrimonio. Attrici, modelle, nobildonne e studentesse. «Non ho ingannato nessuna»; Simbolo d’Italia? La Lega non ci sta; Raffaella Silipo, «Un borghese grande grande». Cerami: aveva il coraggio di essere uno splendido cattivo;
p.7- Storia di un italiano. I potenti; Filippo Ceccarelli, Da «Il moralista» e «Il vigile» fino a «tutti dentro» ha ritratto i vizi e le virtù di casa nostra. Vita, opere e premonizioni di un Grande Apolitico. Con lui nacque una nuova maschera italiana: l’«homo democristianus»; Gli amici; Antonella Rampino, Andreotti: quando mi disse che votava per me. «Ho recitato con lui nel “Tassinaro”, non mi sono mai divertito tanto»;
p.8- I film indimenticabili; Alessandra Comazzi, Il Mario Pio della radio. In TV con Mina e la Carrà; Giacomo Galeazzi, Ospedali e fondazioni. L’eredità in beneficenza;
p.9- I film indimenticabili; Fulvia Caprara, Monicelli: ci ha insegnato a cambiare; s. n., Verdone: non ci sarà più nessuno come lui
«La Stampa», 27 febbraio 2003 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Roma. Sordi, in 150 mila per l’ultimo saluto. L’omaggio in Campidoglio alla salma dell’attore. Questa mattina i funerali in diretta TV officiati da Ruini; Elena Loewenthal, Ma non era un esempio;
p.6- L’omaggio ininterrotto di amici e colleghi; La figlia di Totò «Si sono incontrati»; Franca Valeri «Era confortevole»; Carla Fracci con i gigli bianchi; Pieraccioni: «Anche attore drammatico»; Masolino D’Amico, Era energico, determinato, coraggioso fino all’incoscienza. Sordi era posseduto da un demone: le cose doveva farle e basta. Incarnò sullo schermo il prototipo di un certo romano pigro indolente, sensuale e infingardo, ma nella vita, che per lui coincise al cento per cento col lavoro, fu, al contrario, davvero instancabile; Gianni Rondolino, Un attore unico senza maestri e senza allievi; Simonetta Robíony, Frasi celebri di un grande raccontatore. «Dicono che sono avaro, sono solo parsimonioso». Belle donne ne ho viste tante, ma le mie preferite erano Ava e Grace;
p.7- La commozione unisce il Paese; Il cordoglio del Papa «Un protagonista»; Il sindaco Veltroni «Tristezza»; Amedeo di Savoia «Ci era vicino»; Michela Tamburrino, Folla imponente, in piazza i maxischermi rimandano stralci dei suoi momenti migliori. Il lungo abbraccio di Roma al suo «Albertone». 150 mila alla Camera ardente, esequie a San Giovanni in Laterano, diretta TV; Così in Chiesa (scheda); Pierluigi Battista, La piazza e la storia. Da Diana a Berlinguer, così va in scena il rito dell’addio. La morte di un grande pare ricomporre le spaccature e le divisioni per armonizzarsi nella partecipazione: ma tutto tornerà come prima
«Il Foglio»
«Il Foglio», 26 febbraio 2003 [p.1]
In morte di Albertone, maschera italiana che sarebbe piaciuta persino ad Aristotele
2003-02-26
In Senato, la discussione del cosiddetto «»indultino’ è di fatto bloccata dalle forze politiche - An, Lega, Forza Italia, Ds e Verdi, le prime due perché contrarie a sconti generalizzati di pena e le ultime tre per aprire la via ad un provvedimento più ampio, sul quale però non si è profilato nemmeno un accordo di massima. Berlusconi afferma che occorre dare vita ad un piano di costruzione di nuove carceri dato che "il Parlamento ufficiosamente non sembra aver intenzione di procedere alla realizzazione di misure che portino alla diminuzione dei detenuti".
2003-02-26
A Roma, si dimettono dal consiglio di amministrazione della RAI Baldassarre ed Albertoni.
2003-02-26
Iraq
Quattro militari italiani, tre operatori di difesa aerea e uno specialista di terra, parteciperanno alle missioni degli «Awacs» della NATO, gli aerei radar impiegati per la difesa della Turchia in caso di guerra contro l’Iraq. Personale distaccato insieme a quello di altri 10 Paesi membri della NATO.
A Pisa, manifestano presso l’aeroporto alcune migliaia di persone contro la guerra. Alcuni dimostranti riescono a varcare la recinzione dell’aeroporto militare e portare in pista le bandiere arcobaleno. A Verona, 40 pacifisti, sdraiati sulla strada per tentare di bloccare i camion carichi di armi, sono trascinati in Questura e denunciati.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 27 febbraio 2003 [pp.10-11]
p.10- Conto alla rovescia per il nuovo conflitto nel Golfo; Blair sulla linea dura vince ai Comuni ma perde un terzo dei deputati laburisti; Nuova provocazione nordcoreana. Pyongyang riattiva un impianto nucleare; Emanuele Novazio, Il fratello del presidente iraniano in visita a Roma chiede al Governo una mediazione con Washington. Militari italiani in pattuglia sul confine iracheno. Tre nostri aviatori sugli aerei radar della NATO che proteggono la Turchia; Paolo Mastrolilli, Bush: non mi farò influenzare dal Papa. Saddam alla TV USA: niente esilio, morirò nel mio Paese; Luis Herrera, Il primo ministro spagnolo sarà ricevuto oggi dal Pontefice. Aznar: «è inutile dare altro tempo al tiranno». «Dirò a Sua Santità che abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili per salvare la pace» [intervista a José Maria Aznar];
p.11- Maurizio Molinari, Nel 1983 durante la guerra con l’Iran l’attuale arcinemico del dittatore fu inviato speciale di Reagan a Baghdad. Quando Rumsfeld flirtava con Saddam; Cesare Martinetti, De Villepin riceve Frattini: il raíss distrugga i missili. La Francia più cauta sulla minaccia di veto al Consiglio di sicurezza ONU
«La Stampa», 27 febbraio 2003 [pp.12-13]
p.12- Le azioni dimostrative; Viareggio, occupata dai disobbedienti la barca di Berlusconi. Ma l’azione di protesta va a vuoto. Non è più sua da mesi; Sabotati a Vicenza i vagoni destinati a trasportare materiale bellico; Renato Rizzo, In otto sono riusciti a varcare la recinzione e a portare le bandiere arcobaleno in pista. Blitz dei pacifisti: occupato l’aeroporto militare di Pisa. I verdi confermano: a Camp Darby c’è uranio impoverito, ce l’hanno confermato. Sette- ottomila alla manifestazione in città: cori, slogan e canti ma nessun incidente; La mappa della protesta; Marco Tosatti, «Santità venga a parlare di pace all’ONU». L’invito dei protestanti e degli ortodossi americani al Papa;
p.13- Aldo Cazzullo, Viaggio nel «Quartier generale» dei disobbedienti del Nord Est. Radio Sherwood. La protesta corre sul filo; Guido Ruotolo, Viminale soddisfatto, tiene la linea «del dialogo e della fermezza» del ministro Pisanu. Cessato allarme, ma la guardia resta alta. Polemico dell’Ulivo sulla sicurezza dei convogli militari
27 gennaio: all’ONU si discute la nuova risoluzione. l’Iraq annuncia che distruggerà i missili. Tra il presidente USA, Bush, e il presidente russo, Putin, una telefonata segna una possibile svolta tra i due Paesi. Putin promette a Bush: sull’Iraq lavoreremo insieme. I giornali danno notizia del confronto a distanza tra Bush e Saddam andato in onda sui teleschermi americani nella notte tra il 26/27 febbraio. La CBS ha trasmesso l’intervista di Dan Rather a Saddam e a breve distanza il discorso di Bush al Centro studi conservatore di Washington.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riceve a Palazzo Chigi il premier spagnolo Josè Maria Aznar. Tra i due piena coincidenza di venute sulla crisi irachena. In Italia continuano le proteste che ora si spostano ai porti. Accordo fra sindacato e No Global per bloccare le manovre d carico delle navi destinate alle operazioni nel Golfo Persico. Preoccupazioni per il forte aumento della benzina e rischio attentati. Il presidente della Repubblica invia un messaggio ai miliari italiani impegnati in Afghanistan.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 28 febbraio 2003 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Ciampi agli alpini: la pace va difesa anche con le armi. Berlusconi vede Aznar: non si può ridicolizzare l’ONU. Vola la benzina. Tra Bush e Putin un’intesa sull’Iraq. Baghdad annuncia; accettiamo di distruggere i missili;
p.2- Sugli schermi televisivi le ragioni e le accuse reciproche dei due protagonisti del confronto; Peter Arnett torna a Baghdad: questa volta lavorerà per un programma in onda sulla «MsNbc»; Un diplomatico USA si dimette per protesta. «La corsa alla guerra distrugge la nostra legittimità»; Maurizio Molinari, L’intervista del raíss a Dan Rather e il discorso del presidente. Tra Bush e Saddam duello televisivo a due ore di distanza. Il leader iracheno: sopravviveremo all’attacco, siamo la culla della civiltà, non vorrei che gli invasori distruggessero i pozzi. Il presidente con la caduta del dittatore la democrazia arriverà in Medio Oriente; Bush (scheda argomenti); Saddam (scheda argomenti); Wesley Clark, Gli Stati Uniti rischiano di trovarsi intrappolati nelle rivendicazioni incrociate tra curdi e Ankara. «Pesante il prezzo del patto con la Turchia». Il generale Clark: troppi miliardi e troppe complicazioni nel dopoguerra; Paolo Mastrolilli, La guardia repubblicana in marcia verso Sud. L’obiettivo difendere la città natale del raíss o preparare la guerriglia nella capitale;
p.3- Segnali di cambiamento nella mappa di interventisti e non interventisti; Kamikaze si fa esplodere a un check-point nel Kurdistan iracheno: morte due guardie e un tassista; In USA cala lo stato d’allerta: si passa dal livello arancione a quello giallo, ma un sito islamico lancia nuove minacce; Paolo Mastrolilli, Una telefonata tra i due leader mentre al Palazzo di Vetro si discute la risoluzione. Putin promette a Bush: sull’Iraq lavoreremo insieme. Baghdad accetta la distruzione dei missili; Anna Zafesova, Cambio di rotta della diplomazia russa. Il Cremlino strizza l’occhio all’America dopo le barricate pacifiste con l’Europa. Berlusconi: una svolta fondamentale, la soluzione passerà all’ONU
«La Stampa», 28 febbraio 2003 [pp.4-7]
p.4- Renato Rizzo, Caruso a Napoli s’incatena a un traghetto con camion USA. La protesta pacifista ora sbarca nei porti. Jet fantasma Roma. Tutti i treni con carichi militari sono arrivati a destinazione. Accordo tra No Global e sindacato per bloccare le manovre di carico delle navi destinate alle operazioni nel Golfo Persico; L’appello contro la guerra. In passerella con le canotte della pace; Sono 1800 i militari pronti a partire. Vicenza, soldati USA in preallarme;
p.5- Quotazioni alle stelle. E i prezzi dei carburanti (grafico e tabelle); Vanni Cornero, Negli Usa il greggio arriva d’un balzo alla quotazione più alta dall’ottobre del 1990. Per il petrolio prezzi di guerra: 40 dollari al barile. In Italia un litro di benzina tocca gli 1,11 euro. Imprenditori preoccupati; La crisi e il taglio delle produzioni (grafico); Maurizio Molinari, Il guru americano di Foreign Affairs. «Più dei venti di crisi pesano freddo e scorte». Morse: conviviamo con la paura del conflitto da tre anni. Il sistema è in grado di garantire lo stesso un’alta offerta [intervista a Edward Morse]; Francesco Manacorda, In gioco la quota dell’Iraq e dei Paesi confinanti. Il 3,5% della produzione è a rischio con l’attacco. Gli Stati Uniti pronti a intervenire mettendo in campo le loro riserve strategiche. Forti le pressioni sull’Opec;
p.6- I livelli di attenzione (scheda); g. ru., Il presidente del Comitato di controllo degli 007 dopo l’audizione del direttore del SISMI. Allarme terrorismo: Italia nel mirino di Bin Laden. Enzo Bianco: «Dopo l’invio di alpini in Afghanistan il rischio è elevato»; Guido Ruotolo, Parla il procuratore aggiunto che coordina il pool antiterrorismo «A Milano siamo organizzati per fermarli». Spataro: le comunità islamiche stanno isolando gli estremisti; f. i., USA, rientra l’emergenza chimica. Bush alla popolazione: «Nessun panico ma segnalate le stranezze»;
p.7- Le iniziative diplomatiche per fermare il conflitto; e. nov., «So che siete pronti ad affrontare montagne così diverse dalle nostre». Ciampi: la pace va difesa, anche con le armi. Messaggio ai soldati italiani in Afghanistan: sappiate che l’Italia è con voi; Marco Tosatti, «L’offensiva» vaticana. Aznar e Khatami dal Papa. Santa Sede dura con Bush; Emanuele Novazio, Il presidente del Consiglio ha ricevuto ieri a Palazzo Chigi il premier spagnolo. Berlusconi: «È in gioco la credibilità dell’ONU». Confermata la coincidenza di vedute
2003-02-28
FIAT: Umberto Agnelli assume la presidenza, Alessandro Barberis e Giuseppe Morchio, sono designati rispettivamente, alla vice presidenza ed alla carica di amministratore delegato. Luca Cordero di Montezemolo entra nel Consiglio di amministrazione.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 26 febbraio 2003 [pp.2-3]
p.2- Al Salone di Ginevra quattro nuovi modelli per il rilancio; Marco Zatterin, Il Consiglio coopterà il numero uno di IFIL per ribadire l’impegno della famiglia nel risanamento del gruppo. Agnelli subito alla presidenza della FIAT. Fresco lascia in anticipo: serve un segnale chiaro. Venerdì la nomina; r. e. s., Il commiato dopo oltre quattro anni alla guida: è stato un periodo positivo. «Lascio un gruppo che sta migliorando»: Il presidente uscente: «La situazione finanziaria è in forte progresso. Le operazioni che abbiamo avviato sinora porteranno altri risultati» [intervista a Paolo Fresco]; Roberto Ippolito, Europa nello spazio con i razzi Avio;
p.3- Flavia Podestà, Venerdì il cambio al vertice FIAT. Torna in prima linea Umberto, l’uomo dei momenti difficili. Dieci anni fa era stato indicato dall’Avvocato per la presidenza ma il mutato assetto azionario bloccò il passaggio delle consegne. Dopo la scomparsa del fratello, i familiari lo avevano designato; r.e.s., «Buon segno: la famiglia punta ancora sull’auto». Positivi i commenti di politici e industriali. CGIL. CISL e UIL chiedono un incontro immediato
«La Stampa», 27 febbraio 2003 [p.9]
Il rilancio dell’auto. I principali soci della FIAT. Il nuovo Consiglio di amministrazione (composizione);
Paolo Baroni, Le nomine e gli incarichi verranno ufficializzati domani dal CdA del Gruppo. FIAT, arriva la squadra di Umberto. Morchio amministratore delegato. Barberis vicepresidente, Luca Cordero di Montezemolo consigliere di amministrazione. Fresco esce dal CdA, ma resta come consulente per GM. Dimissionari anche Welch e Rohatyn; Flavia Podesta, Personaggio. Il nuovo A: un lungo curriculum da razionalizzatore e programmatore di sviluppo industriale. Un manager decisionista che ama i numeri. Sul ponte di comando del Lingotto dopo Pirelli ed Enel;
2003-02-28
Berlino, il giudice Eckhard Maak conferma che sono stati inseriti nel registro degli indagati 8 ufficiali nazisti accusati dell’eccidio di S. Anna di Stazzema del 12 agosto 1944 nel quale persero la vita fra gli altri 140 bambini.
2003-03-01
Il ministro di Grazia e Giustizia Roberto Castelli (Lega) oppone il veto alle norme anti-xenofobia proposte dalla Commissione dell’Unione Europea. Dura condanna della decisione del ministro da parte delle opposizioni. I Verdi chiedono le dimissioni del ministro. Per i DS con questa scelta il Governo porta l’Italia fuori dall’Europa
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 marzo 2003 [p.1-p.3]
p.1- Castelli difende il razzismo contro l’Europa. L’opposizione condanna il no del ministro alle norme anti-xenofobia. Lui dice: siete nazisti rossi;
p.9- Luana Benini, Le sanzioni comuni che la Commissione europea propone minaccerebbero, sostiene il Guardasigilli la libertà di opinione. La sinistra all’attacco. I verdi: si dimetta. Finocchiaro: questo governo ci porta fuori dall’Europa, oltraggia la nostra storia e i nostri valori fondanti. Castelli scatenato contro «i nazisti rossi d’Europa». Il ministro della Giustizia: razzismo e xenofobia sono reati solo «per la sinistra liberticida»; Cosa dice la proposta della Commissione europea
2003-03-01
Firenze: il gruppo neofascista Forza Nuova fa la sua prima comparsa nella capitale toscana. La manifestazione in Piazza Indipendenza ufficialmente convocata contro la minacciata guerra all’Iraq è l’occasione per il gruppo di esibire saluti romani, inneggiare a Mussolini e Saddam, per chiamare camerati i palestinesi dell’Intifada. Critiche al questore che concesso l’autorizzazione. Contro la manifestazione neofascista, a distanza, il corteo di protesta dei centri sociali.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 marzo 2003 [p.12]
Osvaldo Sabato, Non si placano le polemiche per l’autorizzazione di questore e prefetto ai neofascisti. Gli antagonisti sfilano cantando Bella Ciao. Saluti romani e croci celtiche nel cuore di Firenze. Forza Nuova ieri in piazza con slogan e simboli nazisti. La protesta dei centri sociali; ro.mo., Genzano, AN minaccia di morte esponente del PRC; Adriana Comaschi, Montesole. Stragi nazifasciste: «Fini faccia come Rau venga a Marzabotto a chiedere scusa»; Giorgio Sgherri, Silvia Gambi, Stazzema, indagato un ex SS. Si chiama Gerard Sommer: 59 anni dopo la strage la Germania individua i colpevoli; Renato Sarti, Fascismi. Quel vecchio vizio di minacciare e di menar le mani
2003-03-01
DS: il segretario, Piero Fassino, conclude il convegno di due giorni «Reagire al declino economico dell’Italia» aperto il 28 febbraio dalla relazione di Pier Luigi Bersani.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 1° marzo 2003 [p.10]
Bianca Di Giovanni, Il Prodotto interno lordo cresce solo dello 0,4% e la crisi taglia l’occupazione. Epifani: siamo allo sbando ma il Governo si occupa della RAI. Tremonti polemizza con l’ISTAT sui dati del deficit e assicura: è tutto sotto controllo. I DS denunciano l’assenza di una politica di rilancio
del tessuto produttivo. L’economia è ferma, Berlusconi ride. Il premier: buone notizie, andiamo meglio della Germania. Bersani: ha voglia di scherzare; I numeri del PIL (grafico); Propaganda. Il TG2 pensa che ci sia il «boom»; b. d.g., Vincenzo Visco ex ministro del Tesoro. Con le operazioni contabili l’esecutivo ha guadagnato un po’ di tempo, il presidente del Consiglio usa slogan da venditore di tappeti «Una inesauribile volontà di imbrogliare» [intervista]; Luigina Venturelli, L’incremento del prezzo del petrolio e la latitanza di Palazzo Chigi stanno spingendo al rialzo le tariffe. Gas e luce, ondata di rincari in primavera
«l’Unità», 2 marzo 2003 [p.1-p.11]
p.1-p.11- Bianca Di Giovanni, Fassino. «L’Italia rischia il declino se non si ferma Tremonti»;
p.11- b. d.g., Il convegno DS. L’Italia in declino come la Serenissima?
2003-03-01
Iraq
il Governo iracheno, rispettando i termini imposti dagli ispettori ONU, distrugge i primi quattro missili su un arsenale di più di cento Samoud-2 e annuncia la distruzione di altri missili nei prossimi giorni. Per Bush non basta, per il presidente USA si tratta solo di una finzione. Hans Blix, capo degli ispettori, lamenta la scarsa collaborazione dell’Iraq anche se ancora non si è riusciti a dimostrare la violazione dell’obbligo di liberarsi delle armi di distruzione di massa.
Il Parlamento turco non riesce ad approvare il decreto che avrebbe consentito il passaggio sul suo territorio delle truppe USA dirette in Iraq. Occorrerà un nuovo decreto. Dissidenti iracheni si incontrano nei territori controllati dai curdi e chiedono un governo parlamentare per l’Iraq.
Pakistan: catturato dalle forze anti- terrorismo pakistane Khalid Sheikh Mohamed, numero tre di Al Qaeda, e principale ideatore degli attacchi terroristici dell’11 settembre. Con lui sono catturati altri due terroristi, uno dei quali è accusato di aver fatto arrivare ai dirottatori dell’11 settembre denato proveniente dagli Emirati Arabi Uniti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 marzo 2003 [pp.1-4-p.29]
p.1- Titolo: Guerra, Bush è sempre più solo. La Turchia non approva la concessione di basi e territorio, l’invasione dell’Iraq diventa difficile. Il Papa manda il nunzio alla Casa Bianca per dire: fermatevi. Saddam distrugge i primi missili;
p.1-p.29- William Pfaff, Vincere in Iraq per perdere il mondo;
p.2- Bruno Marolo, Il disarmo non basta, Bush vuole rovesciare Saddam. La Casa Bianca liquida la distruzione degli Al Samoud: è solo un’altra finzione; Guardian. Blair ai pacifisti: non si voleva
intervenire neanche contro Hitler; Franco Mimmi, L’opposizione all’attacco. Aznar, «cavallo di Troia» degli USA in Europa;
p.3- Tony Fontana, Il raìs elimina i missili proibiti sotto gli occhi dell’ONU. Distrutti i primi quattro su 100. La Russia: è una svolta. Parigi chiede altro tempo per le ispezioni; La distruzione dei missili proibiti (scheda); Cile, protestavano nudi per la pace: 17 fermi; Bruno Marolo, In carcere una delle menti dell’11 settembre. Arrestato in Pakistan Khalid Shaikh Mohammed. È sospettato di essere fra i capi di Al Qaeda; ma. m., Il Pentagono prevede l’impiego di sostanze usate in funzione antisommossa ma vietate dalla Convenzione sulle armi chimiche. Contrari gli esperti: così si legittima l’uso di armi proibite. Gli USA pronti ad usare gas tossici in Iraq, per Londra è un errore;
p.4- Marina Mastroluca, Truppe Usa, il Parlamento turco si ribella. Prima l’annuncio del via libera, poi il voto viene annullato. Giornata nera per il premier Gul; u. d. g., No alla guerra ma la Lega Araba è divisa. Insulti tra Gheddafi e il principe saudita. Gli Emirati spingono per l’esilio di Saddam; I Paesi della Lega araba (mappa); Kuwait. Tenta l’assalto alla sala stampa USA; Umberto De Giovannangeli, Prevista per l’8 marzo la riunione del Comitato centrale dell’Olp seguita da quella del Parlamento. Il presidente dell’ANP attacca gli USA: la guerra favorirà solo Israele. Premier palestinese, Arafat convoca gli stati maggiori
«l’Unità», 2 marzo 2003 [pp.6-8]
p.6- Francesco Peloso, Tutti gli uomini del Papa per far vincere la pace. Le carte del Vaticano, tra emissari a Baghdad e negli USA e colloqui nei sacri palazzi; I protagonisti. Angelo Sodano. Pio Laghi. Roger Etchegaray. Jean Louis Tauran. Renato Martino; Cronologia. Santa Sede, le tappe cruciali
dell’offensiva diplomatica;
p.7- Roberto Monteforte, Il Papa manda un inviato da Bush. Il cardinale Pio Laghi partirà domani con in tasca una lettera per fermare la guerra; Osservatore Romano. L’editoriale: la guerra è un omicidio in grande; r. m., Enzo Bianchi priore della Comunità di Bose. Il religioso esprime apprezzamento per l’iniziativa vaticana a Washington anche se non nasconde il suo pessimismo sull’esito della missione. «Da Wojtyla l’impegno estremo per la pace» [intervista];
p.8- Maura Gualco, «Il Governo ci dica che succede nei cieli». Minniti, DS: «I documenti sul traffico aereo rivelati da l’Unità esigono una spiegazione in Parlamento»; Pisa, tredici manifestanti denunciati per la protesta in consiglio comunale; Enrico Fierro, Un arcobaleno di 50 metri in Vaticano. Il social forum programma a Livorno nuove iniziative per la pace. Il 5 sarà in piazza San Pietro; Antonio Cassarà, Manifestazione contro la guerra organizzata dal Comune con Regione, Provincia, Sermig, Gruppo Abele e Diocesi. Don Lenzetti: trasformiamoci in mendicanti di pace
Diecimila in piazza a Torino con le bandiere dell’ONU
«La Stampa»
«La Stampa», 2 marzo 2003 [pp.1-3-pp.5-7]
p.1- Titolo: Bush è soltanto l’ultimo inganno del dittatore. Francia e Russia: non è vero, sta collaborando. Saddam distrugge i primi missili. Arrestata in Pakistan la «mente» dell’11 settembre;
p.1-p.6- Editoriale, Barbara Spinelli, Per elezioni libere in Iraq;
(segue)
«La Stampa», 2 marzo 2003 [pp.8-9]
p.8-L’Italia e i rischi di conflitto; Amato: la crisi dell’Iraq non farà morire l’Europa ma dobbiamo lavorare per allargare l’Unione a 25 Paesi; Renato Rizzo, Si prepara anche un assedio a Sigonella e al G8 di Evian. I movimenti «no war» puntano su Sanremo. Lettera aperta agli artisti dal Social Forum: «Usiamo la passerella della canzone per fermare la guerra. Anche Baudo dia un segnale»; L’eurocommissario Monti: inevitabile per l’Europa «Politica estera, regole comuni»;
p.9-L’esito della missione dei tre consiglieri lombardi a Baghdad; Lettera di Hammadi a Formigoni «Altre azioni oltre ai missili Al Samoud-2»; a.l.m., Il ministro della difesa Martino aveva avvertito il Parlamento il 28 gennaio. Il Governo: a Fiumicino solo scali tecnici. Dopo la denuncia della CGIl su «strani arrivi e decolli»; Ugo Magri, Il presidente emerito della Repubblica sulla crisi irachena. Cossiga: sulle basi USA. Italia «affitta camere». «Se l’ONU dovesse autorizzare la guerra e il Vaticano la condannasse obbedirei al Pontefice. Ma sono convinto di avere ragione io, non il Papa» [intervista a Francesco Cossiga]; (Ansa), Radicali, corteo a Pisa «Saddam in esilio»
2003-03-01
L’ Associazione Nazionale Magistrati (ANM) in un Convegno organizzato a Spoleto si pronuncia contro la separazione delle carriere avanzata dal Governo nell’ambito della discussione sulla Riforma della Giustizia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 marzo 2003 [p.9]
Susanna Ripamonti, I giudici cercano un fronte comune con gli avvocati. ANM a Convegno: meno appelli per abbreviare i processi. No alla riforma che esclude il pm dalle indagini;
«l’Unità», 3 marzo 2003 [p.12]
Susanna Ripamonti, Separazione delle carriere? Meglio la moratoria. Bruti Liberati: aspettiamo si rassereni il clima. Difficile ma non interrotto il dialogo tra governo e magistrati; Spoleto, città della giustizia. L’ANM approva
2003-03-02
Nuove Brigate Rosse
Sul diretto Roma- Firenze, agenti della Polizia ferroviaria bloccano due brigatisti, Mario Galesi e Nadia Lioce, che tentano di sfuggire all’arresto. Nella sparatoria che segue è ucciso sul colpo l’agente Emanuele Petri mentre lo stesso Galesi è ferito a morte e morirà il giorno dopo in ospedale. Nadia Lioce viene arrestata e posta in isolamento nel carcere di Sollicciano. Risulta coinvolta negli omicidi dei giuslavoristi Massimo D’Antona, ucciso il 20 maggio 1999, e Marco Biagi, consigliere del ministro del lavoro Roberto Maroni, ucciso il 19 marzo 2002..
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 marzo 2003 [pp.1-6-p.26]
p.1- p.3- Marco Bucciantini, Enrico Fierro, Le Brigate Rosse fermate da un poliziotto. Sparatoria sul treno Roma-Firenze durante un controllo: ucciso un agente, ferito il collega, catturati due terroristi
Uno muore più tardi in ospedale. Il ministro Pisanu: adesso su Biagi e D’Antona non brancoliamo più nel buio;
p.1-p.26- Nicola Tranfaglia, Se cade il muro di silenzio;
p.2- Gianni Cipriani, I terroristi stavano preparando un attentato. Nel borsone avevano una microcamera e ritagli di giornale: contro di loro c’era un mandato di cattura; Rafforzata la scorta. Un sottosegretario l’obiettivo?; Giorgio Sgherri, Nadia Desdemona Lioce. Dal 1995 in clandestinità; g. s., Mario Galesi. Dalle rapine alla banda armata;
p.3- I delitti BR (crono); Polfer. Dopo l’11 settembre rafforzata vigilanza sui treni; en. fier., Il vigile urbano racconta i drammatici attimi sul treno: «Così sono riuscito a disarmare Nadia Lioce. Aveva uno sguardo di ghiaccio». «Quella donna sembrava una bestia impazzita»;
p.4- Maristella Iervasi, La scelta di Lele, tutta una vita in polizia. Ieri aveva scelto di cambiare il turno. I sindacati: «Senza mezzi ci mandano al macello»; Gianni Cipriani, Nuove BR, salto di qualità con il delitto D’Antona. Prima del maggio ’99 i terroristi sembravano solo un gruppo di nostalgici; Mariagrazia Gerina, Olga D’Antona, «Conoscevo bene quel nome. La Lioce era ricercata da tempo» [intervista]; Gigi Marcucci, Il consulente del ministro Maroni venne ucciso quasi un anno fa, il 19 marzo del 2001. Ieri il vertice dei magistrati bolognesi con i colleghi toscani. Una strana coincidenza con l’anniversario dell’omicidio Biagi; Aldo Varano, Violante: «Isolare il terrorismo senza tentennamenti». «Bisogna rafforzare la lotta, la sicurezza dei cittadini non si garantisce con le retate contro gli immigrati» [intervista a Luciano Violante];
p.6- Marcella Ciarnelli, Pisanu: sui delitti BR ora non brancoliamo più nel buio. Cordoglio unanime del mondo politico: solo la Lega stona e attacca movimenti e magistrati; Pietro Ichino. «Riscriverei la lettera ai terroristi»; Deliri leghisti; I sindacati. CGIL, CISL e UIL: mobilitazione unitaria contro i nemici della convivenza civile; Parla il procuratore aggiunto di Milano che per anni si è occupato di terrorismo: un copione già visto. Lupacchini, ex Gip di Roma: sintomo di crisi della prevenzione. Spataro: c’è una visibile continuità tra vecchie e nuove BR
«l’Unità», 4 marzo 2003 [pp.1-5-p.31]
p.1- Titolo: Poliziotti eroici, Governo indecente. Terrorismo, gli uomini di Berlusconi hanno individuato i colpevoli: la Toscana e i pacifisti. Annuncio senza senso: i BR erano sorvegliati. Intanto la polizia viene dirottata dalla Bossi-Fini;
p.1-p.31- Ferdinando Imposimato, Le pistole e gli avvoltoi;
p.2- Massimo Solani, Bandiere a mezz’asta per salutare Lele. Due cerimonie per il poliziotto ucciso dai brigatisti: prima il funerale di Stato, poi l’addio di familiari e amici; Gianni Cipriani, I due terroristi erano sorvegliati dal ROS? Clamoroso errore o depistaggio? È giallo sulla «velina» che informa come i carabinieri sapessero della loro presenza a Roma; Susanna Ripamonti, Giovanni Pellegrino ex presidente commissione stragi. Negli anni 90 commettemmo tutti un errore: anch’io ignorai le indicazioni dell’Ucigos che ci diceva che il terrorismo non era finito. «Solo un cretino può pensare a legami tra BR e i movimenti per la pace» [intervista];
p.3- Marco Bucciantini, Sul treno c’erano altri due terroristi. Si cerca Simonetta Giorgeri. Una telefonata delle BR all’Ansa rivendica lo scontro a fuoco; Una coincidenza? La vedova Biagi e Tiraboschi dovevano essere ad Arezzo; Francesco Sangermano, «Erano in missione ma non per colpire». Secondo i magistrati i due brigatisti dovevano fare delle riprese finalizzate a un futuro attentato; Giorgio Sgherri, Il 6 febbraio di quest’anno quattro banditi assaltarono l’ufficio postale. Per la Digos erano terroristi e mostrarono le foto dei latitanti ai testimoni che riconobbero la donna
Un mese fa una strana rapina a Firenze. Nel commando c’era la Lioce?;
p.4- Maristella Iervasi, «Questo Governo ha smantellato l’antiterrorismo». La denuncia dei poliziotti: i reparti speciali sono utilizzati per la caccia agli immigrati e per controllare le piazze; I sindacati: 15 minuti di sciopero durante i funerali di Petri; Maria Zegarelli, Noi della Polfer, agenti di serie B. I colleghi di Emanuele Petri fino a due anni fa giravano con le radio grandi come scatole di scarpe; m. ze., La carenza d’organico sfiora il 40%. Solo adesso, grazie a un progetto sovvenzionato con i fondi europei, stanno per arrivare strumenti di lavoro più moderni. Cinquemila poliziotti per proteggere un milione e 300mila passeggeri;
p.5- Marcella Ciarnelli, La destra trova i colpevoli: Toscana e pacifisti. Il sottosegretario Tortoli, Forza Italia: questa regione è il buco nero della democrazia; ANCI e ARCI. «Rafforzare la partecipazione
per sconfiggere l’eversione»; lu. b., Da Fassino ai Verdi, dal PRC a Casarini dura replica agli accostamenti tra protesta e violenza. «L’impegno civile antidoto al terrorismo»; Aldo Varano, Massimo Brutti Comitato Servizi segreti. «Dopo l’omicidio D’Antona si è dovuto recuperare un forte ritardo. Queste sono ore cruciali, ci vuole tempestività». «Troppi difetti nella lotta contro i brigatisti» [intervista]
«La Stampa»
«La Stampa», 3 marzo 2003 [pp.1-6-p.26]
p.1- Titolo: Sul Roma Firenze i due erano diretti ad Arezzo. Pisanu: su Biagi e D’Antona non brancoliamo più nel buio. Berlusconi: uniti contro il terrorismo. Sparatoria in treno, un BR e un agente uccisi. Prea una donna ricercata, morto il compagno. «Preparavano attentati»; Editoriale, Federico Geremicca, Uno spettro che torna sull’Italia;
p.2- La dinamica del conflitto a fuoco; Renato Rizzo, La sparatoria sul Roma-Firenze, a Castiglion Fiorentino: ferito un altro poliziotto si salverà. «Documenti, prego». E sul treno scoppia l’inferno. Muoiono un agente e un BR, presa la donna. Preparavano un attentato; Giacomo Galeazzi, Il sovraintendente assassinato svolgeva anche attività «No profit». Emanuele aveva cambiato turno per fare un favore a un collega. «Si era impegnato nel servizio per essere trasferito vicino alla famiglia»; gia. gal., «Non dimenticherò più quello sguardo glaciale». Un vigile urbano di Perugia ha aiutato gli agenti a disarmare la brigatista sul vagone;
p.3- I due terroristi forse legati ai delitti di Biagi e di D’Antona; Francesco La Licata, Erano da tempo in clandestinità, non comunicavano nemmeno con la famiglia. Nadia e Mario, coppia anonima pronta a tutto. I due «irriducibili» avevano documenti, armi e una microtelecamera; Nadia Desdemona Lioce; Mario Galesi; Guido Ruotolo, Dal febbraio di otto anni fa, le indagini del Viminale su «basisti» e «raccordi» romani non avevano portato a nulla. NCC, la sigla- contenitore per coprire le nuove BR. Nel 1995 gli investigatori erano già indirizzati alla «pista toscana» un quartetto di militanti composto anche da Fuccini e Matteini;
p.4- Vincenzo Tessandori, Il presidente del Comitato sui Servizi segreti: non hanno prospettive di trovare consenso. «Un asse Roma-Firenze per le nuove BR». Enzo Bianco: combattono una pericolosa guerra di resistenza [intervista]; Roberto Giovannini, Parla il sottosegretario al Welfare che vive nella città dove erano diretti i due brigatisti: riavrà la scorta. «Non credo che i terroristi volessero colpire me». Sestini: mi occupo di handicap e minoro, comunque seguirò le indicazioni delle autorità [intervista a Maria Grazia Sestini];
p.5- I numeri dell’attività della polizia ferroviaria; Flavia Amabile, Maggioranza e opposizione concordi nella condanna. Il cordoglio di Ciampi. Pisanu: ora chiariremo i delitti D’Antona e Biagi. Da Berlusconi appello a «reagire uniti contro la rinascita del terrorismo»; Guido Ruotolo, Al Viminale l’euforia si mischia al dolore, alla rabbia per il «prezzo» di vite umane. In due agende e un floppy gli ultimi misteri d’Italia. Non sono ancora stati aperti i documenti sequestrati ai due terroristi per paura che una mano inesperta cancelli quei contenuti «preziosi»
«La Stampa», 4 marzo 2003 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Telefonate a Genova e Roma. Funerali di Stato con Ciampi per l’agente ucciso. Un collega di Biagi e la vedova erano attesi ad Arezzo. Le BR rivendicano la sparatoria sul treno. La reazione dei terroristi forse per coprire la fuga di un complice;
p.2- La moglie di D’Antona replica: non confondiamo pacifisti e terroristi; Il sottosegretario Mariagrazia Sestini: a Firenze fenomeni al confine tra politica e non politica; Nel parmense bloccato per precauzione un treno; Un volantino alla stazione di Fornovo ma la polizia non gli dà credito; Alessandra Pieracci, Due telefonate a Genova e Roma: «Onore al compagno caduto». Il questore: «Sembrano credibili, quel messaggio fa pensare agli anni di piombo». «Siamo le BR, rivendichiamo lo scontro a fuoco». Allarme per un collega di Marco Biagi e per la vedova: dovevano andare ad Arezzo; r.i. «Mi ha sparato ma la pistola aveva la sicura»; Guido Ruotolo, Antiterrorismo al lavoro sugli appunti di Lioce e Galesi. Allarme per i colpi di coda dell’organizzazione ferita. «Generalità di persone che alla prima verifica non dicono molto, indirizzi, targhe, sigle: sono elementi per costruire identità fittizie?»
p.3- La galassia BR (scheda); Vincenzo Tessandori, Un’ipotesi degli inquirenti. Sul treno della morte c’era anche Simonetta Giorgieri. I brigatisti forse hanno reagito per coprire la fuga a un complice. La Lioce in carcere: «Sono una prigioniera politica, non parlo». Si pensa che volessero colpire il 16 marzo, a 25 anni dal caso Moro. Quattro Procure si contendono l’inchiesta; Cesare Martinetti, L’ex leader di Potere Operaio prende le distanze dalla nuova lotta armata e nega che vi siano collegamenti con Parigi. Scalzone: vivono in un delirio mentale. «Così buttano via la loro esistenza e quella degli altri» [intervista a Oreste Scalzone]; ant. ram., I ricordi del giornalista che frequentava la stessa classe del brigatista ucciso sul treno. «Mario, il timido compagno della 5ᵃ C». Floris, conduttore di Ballarò: già allora lo chiamavamo l’indiano [colloquio con Giovanni Floris]
Bibliografia
Paolo Pergolizzi, «Le Nuove BR», Il terrorismo è tornato, prefazione di Giovanni Fasanella, Aliberti Editore, 2008
Antonio Petrillo, «Dentro le BR-PCC», La storia delle “nuove” Brigate Rosse raccontata con le parole dei terroristi, prefazione di Franco Gabrielli, Laurus Robuffo, 2013
2003-03-02
Iraq
Le autorità irachene rivelano i siti dove custodiscono gas nervino e carbonchio. Smantellati altri 6 missili Samoud2. In Italia nuove manifestazioni pacifiste. A Livorno il Social Forum sollecita i portuali a scioperare per ostacolare le navi delle truppe USA. Prevista per il 3 marzo la visita del cardinale Laghi inviato dal Papa in missione di pace negli USA.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 marzo 2003 [p.1-pp.7-9]
p.1- L’Iraq: così abbiamo distrutto l’antrace. Adesso le autorità di Baghdad rivelano i siti dove custodivano carbonchio e gas nervino;
p.1-p.8- Siegmund Ginzberg, Il piano B di attacco se la Turchia dice no;
p.7- Marina Mastroluca, L’Iraq indica i siti dove è stata distrutta l’antrace. Baghdad consegna nuove prove e chiede agli ispettori di controllare. Smantellati altri 6 missili; Oggi il cardinale Laghi negli USA. Il Papa: niente resa digiuniamo il 5 marzo; Luciano De Majo, Sfilano anche i pacifisti. A Livorno il Social Forum preme per lo sciopero dei portuali. Un minuto di silenzio al Carnevale di Viareggio; Gianni Marsilli, Visita storica. Algeri osanna Chirac e il veto francese;
p.8- Gabriel Bertinetto, No alla guerra, Ankara tenta di rimediare. Ma il governo è incerto se chiedere già domani al Parlamento un nuovo voto; Le Basi e i porti che gli USA vogliono (mappa); I protagonisti: Tayyip Erdogan, Abdullah Gul, Deniz Baykal, Ahmet Necdet Sezer;
p.9- Bruno Marolo, Gli USA sperano: Khalid ci porterà a Osama. Sotto interrogatorio in una località segreta la mente dell’11 settembre arrestata in Pakistan; Observer: gli USA spiano i membri del Consiglio di Sicurezza; Documento dell’Unicef. Oltre un milione di bimbi iracheni rischia la vita per fame o malattia; Sergio Sergi, Due nuove leggi antiterrorismo americane entrano in rotta di collisione con la tutela della privacy prevista dalla legislazione europea. Schedatura dei passeggeri, la UE contro le norme USA
«La Stampa»
«La Stampa», 3 marzo 2003 [p.1-pp.6-8]
p.1- Titolo: «Distrutti altri 6 missili». Gli USA spiano l’ONU? L’Iraq «trova» antrace e tracce di gas nervini;
p.6- Nuove speranze per la cattura del ricercato numero uno, Bin Laden; Belgio, fermati 150 pacifisti che bloccavano i treni militari USA; Il capo degli 007 francesi, nessun legame fra Baghdad e A Qaeda; Paolo Mastrolilli, Il «cervello» dell’11 settembre sottoposto a stringenti interrogatori. Mohammed sotto torchio: sa dov’è Bin Laden. L’uomo di Al Qaeda ancora in Pakistan, prigioniero scomodo per Musharraf; r. st., Dopo il «no» turco un nuovo piano del Pentagono; p. mas., «Gli USA spiano telefoni ed e-mail all’ONU». Un giornale pubblica un documento dei Servizi, nel mirino gli ambasciatori;
p.7- Non si attenua la tensione tra USA e Germania; «Welt» rivela che il Pentagono vuole spostare le basi tedesche in Polonia; e. st., Bombe d’aereo con bacilli di carbonchio e dosi di gas nervino. Baghdad: ritrovate le armi tossiche smarrite. Distrutti altri 6 missili, «ma ci fermeremo se gli USA non bloccano la guerra»; Fiamma Nirenstein, Grande attenzione alle parole di Bush contro il radicalismo del mondo islamico. La democrazia, convitato di pietra al rissoso vertice della Lega Araba. Più che dalla guerra i leader scossi dagli scenari del dopo- Saddam;
p.8- Conflitto contro l’Iraq mobilitazioni e iniziative; Appello allo sciopero generale europeo dal movimento anti- neoliberista; Al Carnevale di Viareggio corteo di «no war» presidi e un minuto di silenzio; Marco Tosatti, Dopodomani la Giornata del digiuno. Intanto il cardinale Laghi vola a Washington. Il Papa: non arrendersi alla guerra. Berlusconi: «L’azione militare è evitabile»; (Ansa), Messaggio del premier a un Convegno di FI. «Disarmo completo e verificabile»; Le risposte da sinistra e da destra all’appello del pontefice per il digiuno: Antonella Rampino, Cossutta un impegno politico che condivido [intervista a Armando Cossutta], a. r., La Russa: non aderisco la pregherò per la pace [intervista a Ignazio La Russa]; Maurizio Molinari, L’analisi del docente di studi religiosi all’Università di Georgetown. «Bush ascolterà, ma non cambierà i piani». John Esposito: ha rispetto per il Vaticano ma gli interessi strategici prevalgono [intervista]
2003-03-04
RAI nomine
Superata l’idea di un CdA a tempo in attesa dell’approvazione della legge di Riforma della RAI TV (legge Gasparri) in discussione in Parlamento, i presidenti del Senato, Marcello Pera, e della Camera, Pier Ferdinando Casini, si incontrano per nominare i nuovi membri di un CdA per un intero mandato. Nella riunione si trova l’accordo sulla proposta innovativa avanzata da Pera: designare alla presidenza un membro dell’opposizione che si dividerà sull’idea di avanzare una sua candidatura, nei DS netta contrarietà del Correntone e di Sergio Cofferati. La composizione del CdA e la designazione del presidente avverranno il 7 marzo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 marzo 2003 [p.12]
Natalia Lombardo, Giovanni Sartori: la legge Gasparri è sbagliata, lascia il mercato pubblicitario a Berlusconi. Manifesteranno a Roma i giornalisti della TV pubblica. Nomine RAI, la sarabanda della vigilia. Forza Italia accantona l’ipotesi di un CdA ponte. Casini e Pera s’incontrano domani; Governo. Berlusconi: abbiamo già cambiato il Paese
«l’Unità», 4 marzo 2003 [p.11]
Natalia Lombardo, Oggi s’incontrano i presidenti di Camera e Senato per discutere del nuovo governo dell’azienda. Molti i nodi da sciogliere. RAI, Casini e Pera divisi sui numeri. Si decide sul nuovo Cda: il contrasto è sulle poltrone da assegnare a maggioranza e opposizione; TV pubblica, la proposta di Sartori; I vertici. Tutti quelli che hanno partecipato al valzer delle totonomine; n. l., RAI in caduta libera, Mediaset pigliatutto. Publitalia: sulla TV di Stato il sorpasso delle emittenti berlusconiane. Articolo 21: le bugie di Viale Mazzini hanno le gambe corte
«l’Unità», 5 marzo 2003 [p.1-p.11]
p.1-p.11- Natalia Lombardo, RAI. Un presidente di opposizione? Sorprende la proposta di Pera e Casini;
p.11- Pasquale Cascella, Una risposta sbagliata a un problema assillante; Comunicato DS «Si rispetti
la legge»; g. m., Luciano Violante capogruppo DS alla Camera. «Se l’opposizione oggi accettasse la proposta e indicasse un componente del CdA, l’effetto sarebbe lo svuotamento della legge»
«Dobbiamo dire di no a Pera e Casini» [intervista]
«La Stampa»
«La Stampa», 4 marzo 2003 [p.12]
Maria Grazia Bruzzone, La Lega propone Alessandra Guerra, l’ex candidata del Carroccio in Friuli. Pera ha già pronta la «sua» cinquina. Oggi incontro con Casini che non cede sui due posti per le opposizioni; Augusto Minzolini, Aumentati i contatti con il direttore del TG2 Mauro Mazza per ottenere l’appoggio di Alleanza Nazionale. Grandi manovre di Sacca per restare alla direzione. L’ipotesi di Pera di un presidente superpartes non vicino a FI potrebbe aiutarlo a mantenere l’incarico anche nel nuovo CdA
«La Stampa», 5 marzo 2003 [p.9]
Maria Grazia Bruzzone, I due leader si sono incontrati nel pomeriggio: decisione in settimana? Offerta di Pera e Casini: presidente RAI all’opposizione. La decisione nel summit di ieri, cambia la formula del CdA, da 3+2 a 4+1; Augusto Minzolini, Il presidente del Senato propone un nuovo metodo per rilanciare l’azienda ormai ridotta ai minimi termini. L’Ulivo frena, Fassino replica «Non spetta a noi fare nomi». La mezza rivoluzione pare abortita ancora prima di nascere. Berlusconi scettico: «Vedrete che all’ultimo loro non ci stanno»; Maria Teresa Meli, Fabiani o Rodotà: già affiorano le divisioni. Nel centrosinistra Cofferati e il Correntone diessino guidano il «fronte del no»
2003-03-04
FIAT in difficoltà. Non convince gli investitori il nuovo assetto azionario. Declassato il debito e crollo in Borsa. Proclamate per il 5 due ore di allo stabilimento di Termini Imerese. I lavoratori in previsione della scadenza della cassa integrazione straordinaria vogliono certezze sul loro futuro.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 marzo 2003 [p.14]
Massimo Burzio, FIAT, un’altra giornata di passione. La riorganizzazione non piace, declassato il debito, crollo in Borsa. Boschetti: il 2003 non è promettente; Il riassetto (grafico); Termini, sciopero con digiuno; Roberto Rossi, Una task force per la crisi. Le nomine in casa Agnelli, tra uomini nuovi e fedelissimi
2003-03-04
Iraq
4 marzo: mentre il Papa indirizza un messaggio al presidente americano, recapitato dal cardinale Pio Laghi, nel quale sottolinea la contrarietà ad un attacco contro l’Iraq, si svolge una giornata di digiuno indetta dalla Santa Sede «contro la guerra e il terrorismo». Fra le personalità che aderiscono all’iniziativa: Francesco Rutelli, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Alfonso Pecoraro Scanio, Armando Cossutta, Fausto Bertinotti, il vertice della CISL, molti esponenti cattolici,. Le ACLI portano in piazza san Pietro uno striscione arcobaleno di 150 metri.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 marzo 2003 [p.1-pp.6-10-33]
p.1- Titolo: Berlusconi chiede udienza al Papa della pace. Dopo Blair e Aznar, Wojtyla riceve anche il premier italiano. Vuole sapere da che parte sta. Digiuno contro la guerra: un mare di adesioni, partecipa anche l’ambasciatore USA in Vaticano; Annan: a Baghdad sviluppi positivi Ma Bush invia altri 60mila soldati;
p.1-p.33- Mario Soares, Guerra. Dove ci porta la corsa di Bush;
p.6- Toni Fontana, Annan: a Baghdad sviluppi positivi. Distrutti altri missili. Teheran propone un referendum Onu in Iraq. Ma in tv Saddam promette la vittoria; Pannella: per fermare la guerra
il rais scelga di andare in esilio; Guerra in Iraq. Piano B (mappa); ga.b., «Io arabo e imprenditore, deluso dagli americani che ammiravo» [intervista a Harb Al Zuhair]; Umberto De Giovannangeli, Stefano Silvestri esperto di studi strategici. Il presidente dello IAI analizza le ricadute del no di Ankara e avverte: le pressioni militari su Baghdad non possono durare all’infinito. «Kuwait invece di Turchia, tempi più lunghi per l’attacco» [intervista];
p.7- Roberto Rezzo, Risoluzione bis, USA al voto solo se sicuri di farcela. La CNN fa l’ipotesi di ultimatum unilaterale. Washington smentisce e manda altri 60mila soldati; Ted Kennedy. «C’è ancora tempo per fermare l’attacco»; Francesca Gentile, Pacifista, a rischio il suo ruolo di presidente virtuale. L’attore Martin Sheen, inquilino della Casa Bianca nel serial West Wing, potrebbe essere licenziato perché contro la guerra; Charlotte Beers. Curava l’immagine USA nell’Islam: si dimette
p.8- Marcella Ciarnelli, Il Papa riceve Berlusconi per sapere da che parte sta. Dopo la carrellata di inviti ai leader mondiali, pranzo in Vaticano anche per il premier; Piero Sansonetti, Bush va alla guerra del Dio americano. C’è anche il fondamentalismo religioso nell’idea della superiorità degli Stati Uniti; Bruno Marolo, Condi Rice ha visto quattro alti prelati cattolici sperando di dividere il fronte pacifista della Chiesa USA. Ma nessun commento è giunto dopo l’incontro. Oggi alla Casa Bianca l’inviato di Giovanni Paolo II;
p.9- Gabriel Bertinetto, Filippine, bomba fa strage all’aeroporto. Venti morti. Le autorità sospettano che gli autori dell’attentato siano ribelli musulmani; Corea del Nord: gli USA sospendono voli spia;
p.10- Luzzatto non aderisce. Tullia Zevi invece sì; La preghiera del Pontefice in diretta oggi su Stream; Roberto Monteforte, Digiuno in nome del Papa e della pace. Moltissime le adesioni alla giornata odierna. Anche quella dell’ambasciatore USA presso la Santa Sede; Sonia Renzini, Alessandro Plotti vescovo di Pisa. La chiesa sta facendo tutto ciò che è possibile per scongiurare questo flagello e noi ci facciamo eco dell’invito del Papa». «Pregheremo, ma la macchina della guerra è già partita» [intervista]; Vincenzo Vasile, Il presidente della Repubblica sottolinea ancora una volta il ruolo insostituibile del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ciampi: l’ONU può assicurare il disarmo dell’Iraq pacificamente;
p.33- Gianni Mattioli, Gianni Scalia, Un digiuno che riguarda noi tutti
5 marzo: Hans Blix afferma di aver bisogno di più tempo per condurre le ispezioni decise dall’ONU. Francia, Germania e Russia fanno sapere che si opporranno alla proposta di nuova risoluzione ONU che sostiene che l’Iraq ha perso l’ultima occasione per disarmarsi pacificamente.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 marzo 2003 [pp.1-6-pp.30-31]
p.1- Titolo: Francia, Germania, Russia: nasce fronte anti-USA. I ministri degli Esteri: «Metteremo il veto all’ONU, anche la Cina è con noi». Powell: pronti alla guerra da soli. Manifestazioni per il digiuno in tutta Italia;
p.1-p.30- Editoriale, Furio Colombo, Sempre più in pericolo;
p.1-p.31- Emanuele Macaluso, Pace. Con l’ONU senza se e senza ma; Ariel Dorfman, Una voce da Guernica;
p.2- Da una settimana astinenza totale. La testimonianza di Zanotelli; Trapani, sit-in a Birgi, davanti
alla base aerea militare; Gianni Marsilli, Silenzio e digiuno per scongiurare la guerra. L’Arcobaleno in San Pietro, ristoranti semivuoti. Intanto la diplomazia papale prega e tratta; Simone Collini, Il faticoso «fioretto» degli onorevoli. Buttiglione riflette sui sigari: fumare? Oggi no. La Russa e il cornetto. Lui giura: «Era mezzo...»; Vincenzo Vasile, Il presidente della Repubblica dall’Olanda indica indirettamente al governo italiano la linea da seguire in queste difficili ore. Il monito di Ciampi: mondo nel caos se non prevalesse la pace;
p.3- I «preti contro» si schierano a fianco del Pontefice; La CGIL funzione pubblica invita allo sciopero il 15 marzo; Roberto Monteforte, Il Papa: «Non c’è pace nell’ingiustizia sociale». Il messaggio delle Ceneri: se si tratta di evitare la guerra non è mai troppo tardi per dialogare; L’Italia contro la guerra;
Firenze. Preghiere a colazione colombe e fiaccole. Marcia tutta la Toscana; Napoli. Digiuno iracheno
Il comune promuove la pace nella scuola; Milano. Arcobaleno in Duomo. In diecimila con Tettamanzi; Fassino: far sentire alta e forte la voce di chi non vuole un’altra guerra, di chi vuole evitare che si conoscano altre sofferenze, altri lutti, altri dolori. Fiaccolate pacifiste in tutto il Paese;
p.4- Bruno Marolo, La preoccupazione del Papa non frena Bush. Il presidente vede l’inviato vaticano subito dopo aver discusso i piani d’attacco con i generali; Umberto De Giovannangeli, Monsignor
Luigi Bettazzi. Il vescovo ricorda che nella crisi di Suez le grandi potenze misero la controversia nelle mani delle Nazioni Unite che la risolsero pacificamente. «L’ONU vittima di chi non vuole farla funzionare» [intervista]; se. ser., Appello alle religioni. «Giusta è solo la lotta per la pace;
p.5- Roberto Rezzo, Parigi, Mosca, Berlino: coalizione anti-USA. Minacciano il veto ma Bush non se ne cura. Powell: pronti a disarmare l’Iraq anche senza l’ONU; Il testo. I tre diplomatici: siamo a una svolta;
p.6- Roberto Rezzo, «Il dopo-Saddam nelle mani dell’ONU». Il Palazzo di Vetro brucia i tempi e prepara un piano per gestire la transizione. Annan smentisce; Pakistan. Forse lettere di Osama
nel covo di Al Qaeda; Stampa inglese; Tutti i dubbi del New York Times; Gabriel Bertinetto,
L’opposizione democratica critica Bush per il modo indeciso e confuso con cui viene affrontata la crisi nucleare coreana. Aerei USA a Guam per vigilare sulla Corea del Nord
«La Stampa»
«La Stampa», 6 marzo 2003 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Blix: quello di Saddam è un vero disarmo. Il cardinale Laghi a Washington. Il Papa a Bush: prego perché la guidi la pace. Scontro all’ONU. Powell: attacchiamo da soli. Francia e Russia pronte al veto: no a una nuova risoluzione;
p.2- La lotta contro il tempo della diplomazia vaticana per salvare la pace; La fuga di Osama nelle lettere- diario trovate nel covo di Mohammed; Paolo Mastrolilli, L’inviato del Papa alla Casa Bianca. Monsignor Pio Laghi dopo la visita a Bush «C’è ancora speranza». Il cardinale ha detto al presidente che «in queste circostanze la guerra sarebbe ingiusta e illegale». «Questa crisi deve restare nell’ambito dell’ONU». Poi il prelato ha chiamato Bush senior; Marco Tosatti, Papa Wojtyla «Dialogare fino all’ultimo per la pace»; Aldo Cazzullo, Ciampi: le divergenze hanno indebolito l’Europa. «L’uso della forza in Iraq come ultima ipotesi e solo se decisa dall’ONU»;
p.3- I due fronti della guerra a Saddam, le dichiarazioni di De Villepin; Cesare Martinetti, I tre ministri degli Esteri, ancora ispezioni, anche se non a tempo indeterminato. Francia, Russia e Germania pronte a porre il veto all’ONU. Ivanov: «Posso aggiungere che i partner cinesi condividono il nostro approccio alla crisi». Parigi vorrebbe però evitare di finire nella trappola del «no», strappando con Washington; Maurizio Molinari, Powell: «Attacco anche senza un nuovo voto»; Anna Zafesova, Un no a Bush? A Mosca nessuno ci crede. Per gli analisti Putin sta giocando abilmente su due scacchiere (e sul rialzo del greggio)
«Il Foglio»
«Il Foglio», 6 marzo 2003 [p.1-p.3]
p.1- La Giornata nel mondo. Blix: «da gennaio l’Iraq ha cominciato a collaborare»; Piani per un Iraq democratico. L’ONU che non vuole la guerra prepara il dopoguerra. Con Bush. Il Times anticipa il documento sul post Saddam. Il vice di Annan ne discute con il gen. Garner. Rispunta Brahimi. Ma non è Kabul o Timor Est;
p.3- Editoriale, Il pentimento della Turchia. Persi i dollari, il governo aumenta le tasse. E quelli del no ci ripensano
2003-03-05
Legge n.53/2003 (Legge Moratti)
precedente Camera 18 febbraio 2003
Senato della Repubblica: discussione del disegno di legge «Delega al governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale» già approvato dalla Camera il 18 febbraio. Il provvedimento sarà votato in via definitiva dal Senato nelle sedute dell’11-12 marzo.
Il disegno di legge, la cosiddetta Riforma Moratti, prevede la riforma dei cicli scolastici, la figura del tutor, la reintroduzione del voto di condotta, la valutazione con portfolio che può indurre la ripetizione dell’anno, lo studio obbligatorio di 2 lingue, il ripristino degli istituti professionali.
«Gazzetta Ufficiale», 2 aprile 2003. N. 77 [pp.6-21]
pp.6-14- Legge 28 marzo 2003, n.53. Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;
p.15- Lavori preparatori;
p.15- 21- Note
XIV Legislatura Senato della Repubblica sedute del 5 e 6 marzo 2003
Seduta antimeridiana n. 348 - 5 marzo 2000 sintesi della seduta
Discussione del disegno di legge: Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale. Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.
Seduta antimeridiana n. 350 - 6 marzo 2000 sintesi della seduta
Seguito della discussione
successivo Senato 11 e 12 marzo 2003>
2003-03-05
RAI nomine.
Democratici di sinistra e Margherita, a differenza di SDI e UDEUR, in un primo momento respingono la proposta dei presidenti dei due rami del Parlamento di indicare il presidente limitandosi a chiedere dei vertici di garanzia, successivamente formuleranno unitariamente e d’intesa con Rifondazione comunista una rosa di nomi. Il 7 marzo la designazione.
Perfezionati gli accordi con Di Pietro e Rifondazione Comunista per presentarsi alle amministrative come «Ulivo allargato»
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 marzo 2003 [p.1-p.9]
p.1-p.9- Natalia Lombardo, RAI. Fassino e Rutelli: vertici di garanzia;
p.9- Ecco il testo su cui hanno lavorato DS e Margherita; n. l., Antonello Falomi membro Commissione Vigilanza. «La proposta di Pera e Casini offre più opportunità ai partiti che all’azienda. Ma alla Tv di Stato servono persone competenti e autonome». «E allora proponiamo Biagi o Borrelli...» [intervista]
«l’Unità», 7 marzo 2003 [p.11]
Simone Collini, Ieri sera Rutelli si è sentito con Pera e Casini. Oggi si vedono seconda e terza carica dello Stato. Qualche malumore nella Quercia per l’accelerazione. Il centrosinistra pone una condizione: se va via il presidente si deve dimettere tutto il CdA. Ma Violante obietta: ci vorrebbero due o tre leggi. Opposizione pronta a fare il nome del presidente. RAI, svolta sulla strada del CdA. Condivisa anche da RC. «Uno come Eco o Biagi»; Pasquale Cascella, Partita sul filo del rasoio; n. a. (Ninni Andriolo), Ulivo allargato per le amministrative. Perfezionato l’accordo anche con Bertinotti dopo quello con Di Pietro. Partiranno anche tavoli tematici
«La Stampa»
«La Stampa», 6 marzo 2003 [p.11]
Maria Grazia Bruzzone, Rischia di essere affossata la proposta Pera-Casini di dare il presidente all’opposizione. RAI, dall’Ulivo niente nomi. Ma PDCI e Verdi non firmano il documento comune; Maria Teresa Meli, Lunga trattativa tra i due partiti dell’opposizione. Rutelli- Fassino, intesa sofferta. Il leader della Margherita: come si fa a dire no?; (Ansa), Appello bipartisan al presidente della Camera. «Nominate anche donne»
«La Stampa», 7 marzo 2003 [p.8]
Il dibattito sul futuro di Viale Mazzini; Viale Mazzini, se l’Ulivo accetterà l’offerta della presidenza potrebbe proporre il nome di Umberto Eco; Giovanardi: «Nessuna ingerenza del premier, la libertà di pensiero vale anche per lui»; Maria Grazia Bruzzone, Ieri contatti telefonici fra i due presidenti (che si incontreranno oggi) e il leader dell’opposizione. CdA RAI, l’Ulivo apre a Pera e Casini. Del Turco resta in campo, il centrosinistra avanza l’ipotesi Eco; Maria Teresa Meli, Da Rutelli sì a una candidatura di alto profilo. «Moral suasion» del Colle per ottenere una soluzione concordata tra i due Poli; Fabio Martini, Ieri l’incontro a Montecitorio con i leader del centrosinistra. Bertinotti: alleanze? La partita è aperta. «Le divisioni del ’96 sono lontane, è cambiato il mondo» [intervista a Fausto Bertinotti]
2003-03-05
Israele Palestina
5 marzo: Haifa, un Kamikaze palestinese si fa esplodere su un autobus in una delle vie principali della città israeliana uccidendo 15 persone e quaranta civili.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 marzo 2003 [p.7]
Umberto De Giovannangeli, L’esplosione è avvenuta all’ora di punta in una delle vie principali della città. Le vittime tutte israeliane più l’attentatore palestinese. Nessuna rivendicazione ma Hamas elogia la strage: è un messaggio al nuovo Governo di Sharon. Condanna del presidente americano Bush. Torna il terrore su un autobus di Haifa. Uomo bomba si fa esplodere: 15 morti e almeno 40 feriti. Elicotteri e carri entrano nella notte a Gaza; Gli attentati precedenti (crono); Conferenza islamica. Il no alla guerra fra gli insulti; u.d.g., Ranaan Gissin. Il portavoce del premier Sharon: sappiamo che il regime iracheno è uno dei maggiori finanziatori dei gruppi terroristici palestinesi
«I mandanti sono a Ramallah ma anche a Baghdad» [intervista]; Promettono di combattere fino alla morte se gli USA invaderanno l’Iraq. Kamikaze iracheni sfilano per Baghdad «Pronti al martirio come i palestinesi»
«La Stampa»
«La Stampa», 6 marzo 2003 [p.5]
In Medio Oriente si apre il «Secondo fronte»; Nove attentati ai bus in 27 mesi. Viaggiare è sempre più pericoloso (crono); Aldo Baquis, Il terrorismo è tornato a colpire in Israele a due giorni dall’insediamento del nuovo Governo di Sharon. Strage a Haifa: kamikaze sull’autobus, 16 morti. L’esplosione nel centro della città, molti dei 50 feriti colpiti da viti e chiodi; Fiamma Nirenstein, Perché le bombe dopo due mesi di tregua. Il ruggito dei terroristi alla vigilia della guerra. I palestinesi temono che l’attenzione di arabi ed europei si concentri sull’Iraq togliendo loro il «diritto di primogenitura» in Medio Oriente; Franco Giubilei, Appelli contrapposti all’Università di Bologna. Dopo una lettera aperta firmata da docenti che invita i militari israeliani alla diserzione
6 marzo: dopo la strage di Haifa, Israele alla ricerca di membri di Hamas attacca con missili e tank il campo profughi di Jabaliya nella striscia di Gaza. Restano uccisi 11 civili palestinesi. L’Autorità nazionale palestinese ANP definisce l’attacco un «crimine di guerra». Yasser Arafat, presidente dell’ANP, nomina Abu Mazen primo ministro
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 marzo 2003 [p.6]
u.d.g., Il Governo di Gerusalemme nega che un carro armato abbia aperto il fuoco contro
i civili e che il raid sia stato una risposta al massacro di Haifa. La Casa Bianca esprime
preoccupazione, mentre l’ANP parla di un «crimine di guerra». Scontri anche in Cisgiordania. Arafat nomina Abu Mazen primo ministro. Rappresaglia di Sharon, uccisi a Gaza 11 palestinesi. Dopo la strage di Haifa Israele attacca con missili e tank il campo profughi di Jabaliya; Umberto De Giovannangeli, Amram Mtzna. Dopo l’attentato di Haifa il leader laburista rilancia la proposta di una separazione unilaterale e accusa Sharon: è ostaggio degli oltranzisti. «L’ultradestra non vuole una frontiera che ci protegga» [intervista]
2003-03-06
6 marzo: il segretario di Stato americano Colin Powell dichiara che gli USA potrebbero guidare una coalizione di nazioni disposte a disarmare l’Iraq senza l’autorizzazione dell’ONU.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 marzo 2003 [pp.1-4- pp.7-8- p.30]
p.1- Titolo: Berlusconi rompe con l’Europa: sto con Bush. Il premier incontra Schröder e dice: per la guerra non occorre una seconda risoluzione dell’ONU. Solana: la UE è schierata con le Nazioni Unite. Il presidente USA si prepara a lanciare l’ultimatum;
p.1-p.3- Kim Sengupta, Sotto il cielo di Baghdad aspettando la pioggia di bombe;
p.1-p.8- Bruno Gravagnuolo, ONU. Il diritto e l’ordalia;
p.1-p.30- Gian Giacomo Migone, Il peso dell’Europa;
p.2- Roberto Rezzo, Blair tenta un compromesso all’ONU. Anche Annan spera nella mediazione. Oggi parla Blix: Washington non ha mostrato prove; Alfio Bernabei, Ai tempi della Thatcher Finanziata dagli inglesi la fabbrica del gas in Iraq; Gabriel Bertinetto, Islamabad sinora aveva negato. Khalid Sheikh Mohammed al momento dell’arresto: sono il piccolo servo dello sceicco. Anche il Pakistan ammette: Osama è vivo;
p.3- Bruno Marolo, Bush è pronto per la guerra a Saddam. L’annuncio potrebbe essere questioni di giorni. All’Italia gli USA potrebbero chiedere un ruolo più attivo; Le date della guerra; Toni Fontana, L’agenzia missionaria Misna sostiene di aver appreso la notizia da fonti a Baghdad. Il ministero: nessuna decisione è stata ancora presa. «Chiude l’ambasciata italiana in Iraq». La Farnesina smentisce;
p.4- Sergio Sergi, L’Europa agli USA: no alla guerra senza l’ONU. Solana difende il ruolo delle Nazioni Unite. La Grecia appoggia Francia, Germania e Russia; Media. Bill Clinton commenterà la guerra per la rete CBS; Bruno Marolo, Washington invita sessanta Paesi amici a fare altrettanto. Secondo il controspionaggio sarebbero 300 i possibili sabotatori. Gli USA cacciano diplomatici iracheni: sono spie; Sindacati europei, fermata generale il 14 marzo; Disobbedienti protestano contro l’uso militare dell’aeroporto. Vietata all’Arsenale di Pavia un’assemblea della CGIL sulla pace: «Ricorreremo al giudice del lavoro». Blitz pacifista a Fiumicino: «Stop ai voli della morte»;
p.7- Marcella Ciarnelli, Berlusconi rischiera l’Italia in guerra. Il premier a Schröder: io sto dalla parte degli Usa. Il cancelliere: siamo lontani; Benigni: «La guerra è una cosa innaturale»;
p.8- Pasquale Cascella, Noi e gli americani. Emilio Colombo. Né filo né anti USA. L’Italia faccia valere
il ruolo dell’Europa [intervista]
7 marzo: Hans Blix presenta il suo rapporto. Per il capo degli ispettori dell’ONU nell’ultima settimana c’è stata un’accelerazione nella collaborazione di Saddam. Lo dimostra la distruzione dei missili Samoud2. Per Blix ci vorranno mesi per rendere effettivo il disarmo iracheno e chiede più tempo
per completare il lavoro iniziato. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Spagna, al contrario concedono solo dieci giorni di tempo al rais per rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite. Nel testo emendato della seconda risoluzione aggiungono, infatti, la data limite del 17 marzo chiedendo un voto rapidissimo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 marzo 2003 [pp.1-4-p.6-pp.33-35]
p.1- p.4- Siegmund Ginzberg, La pace ha i giorni contati: dieci. 17 Marzo, USA, Gran Bretagna e Spagna fissano all’ONU l’ultimatum per Saddam Hussein. Gli ispettori: l’Iraq sta disarmando. Francia, Russia, Cina e Germania: guerra senza senso;
p.1-p.35- Editoriale, Il più brutto spettacolo del mondo;
p.1-p.33- Robert Malley, Guerra inutile e pericolosa;
p.1-p.35- Alfredo Reichlin, La sinistra alla prova del conflitto;
p.2- Bruno Marolo, Bush sfida l’ONU: non chiederò permessi per la guerra. La Casa Bianca invoca un voto rapido sulla risoluzione per scoprire le carte del fronte anti-guerra; Ha detto; Crisi nucleare. Corea del Nord e USA pronti al dialogo; Toni Fontana, Kuwait, i marine preparano i varchi per l’attacco. Tagliato in tre punti il reticolato che separa l’Emirato dall’Iraq. Protestano i caschi blu della zona smilitarizzata;
p.3- Roberto Rezzo, Blix chiede mesi, gli USA concedono dieci giorni. Ultimatum all’Iraq: disarmo entro il 17 marzo. No di Russia, Germania e Cina. La Francia pronta al veto; Il capo degli ispettori ONU; Alfio Bernabei, Giuristi contro Blair: se attacchi vìoli la legge. Il monito contenuto in una lettera scritta al premier inglese da un gruppo di esperti in diritto internazionale; Il testo della risoluzione angloamericana;
p.4- Marina Mastroluca, Mistero sulla cattura di due figli di Bin Laden. Il Pakistan lancia la notizia e la smentisce. La Casa Bianca: non abbiamo informazioni; Caccia al terrorista. Pioggia di volantini
«Una taglia per trovarlo»; La grande famiglia di Osama. Cinquantuno fratelli, tre o quattro mogli. E un numero imprecisato di discendenti pronti a seguirlo;
p.6- Kim Sengupta, Baghdad, la guerra disegnata dai bambini. Bombe e cadaveri sui quaderni di una scuola irachena
«Il Foglio»
«Il Foglio», 8 marzo 2003 [p.1]
La giornata nel mondo. Iraq, ultimatum di Bush e Blair. Ma Blix chiede altro tempo e la Francia invoca un nuovo vertice per evitare il conto alla rovescia; L’ultimatum. Il progetto ardito di Bush e Blair per isolare Chirac (e l’Iraq). È inglese l’emendamento decisivo. È francese il primo «no». È con i russi la trattativa serrata. Fino al 17 marzo. Blix senza vere sorprese
2003-03-07
RAI
Nominato il nuovo Consiglio di amministrazione, lo compongono il sociologo Francesco Alberoni, il manager Angelo Maria Petroni, lo storico Giorgio Rumi e il giornalista Marcello Veneziani, designato presidente il giornalista Paolo Mieli chesi riserva di accettare.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 marzo 2003 [p.1-pp.10-12]
p.1- Titolo: Vertici RAI, fine della vergogna. Paolo Mieli designato alla presidenza: nel CdA Alberoni, Petroni, Rumi e Veneziani;
p.1-p.12- Ninni Andriolo, Fassino: «Adesso Biagi e Santoro tornino a lavorare in televisione» [intervista a Piero Fassino]
p.10- Natalia Lombardo, Si chiude dopo una lunghissima giornata la partita di viale Mazzini. Mieli era nella rosa presentata dall’Ulivo che comprendeva anche Eco e Fabiani. L’ultimo scoglio Saccà, scaricato già da Fini. I suoi successori? Minoli in pole position. Cofferati critico con l’operazione e anche nella Quercia c’è chi mugugna. RAI, il dopo Baldassarre comincia da Mieli. Il giornalista designato presidente. Nominato con Alberoni, Petroni, Rumi e Veneziani; La vicenda 1 ( crono); La vicenda 2 (crono); Pasquale Cascella, L’Ulivo ha dettato la svolta;
p.11- Piero Sansonetti, Cinquantaquattro anni, ha diretto il «Corriere» e «La Stampa» e ha creato uno stile copiato da tutti i grandi quotidiani: il «mielismo». Dal Sessantotto a Potere operaio. Da allievo di De Felice all’Espresso. A via Solferino ha soffiato sul fuoco di «Mani pulite». Ora l’impegno più difficile. Dalla «rivoluzione» a viale Mazzini Mieli alla prova TV; I nuovi consiglieri nel CdA; Bruno Gravagnuolo, Un forzista e tre umanisti, ecco il nuovo CdA. Petroni, Alberoni, Rumi e Veneziani: quattro nomi (e storie diverse) per bilanciare il presidente di garanzia; Oreste Pivetta, Il gran regalo del Corriere... e viceversa;
p.12- Il segretario della Quercia invita Berlusconi alla prudenza dopo il rapporto di Blix: fino ad adesso il nostro esecutivo è sembrato solo un vassallo di Bush. I DS: il Governo italiano deve sostenere con tutti i mezzi l’ONU
«La Stampa»
«La Stampa», 8 marzo 2003 [p.1-pp.6-9]
p.1- Titolo: Per la prima volta il numero uno di Viale Mazzini indicato dall’opposizione. Nel CDA anche Rumi, Veneziani, Alberoni e Petroni. Accordo sul Consiglio RAI: tornano i professori. Mieli presidente, accetta con riserva: «Chiedo il rientro di Biagi e Santoro»; Luigi La Spina, Un salto culturale;
p.6- Le reazioni politiche dopo le nomine; r.r., Per la prima volta i vertici dell’azienda sono accolti da un coro di elogi quasi unanimi. «Ottimo CDA», soddisfatte maggioranza e opposizione. Fassino: ora si potranno rilanciare l’autonomia e la qualità dell’azienda; Maria Teresa Meli, Anche Bertinotti si sente «garantito»: adesso non oscureranno il referendum sull’articolo 18. Il girotondo dei candidati «sparigliato» da Rutelli; f. mar., Cofferati gelido: la sinistra farebbe meglio ad occuparsi di pace e non di lottizzazioni; gio. cer., Bossi: Raidue deve restare al Nord. «Casini ha chiesto alla sinistra i nomi. Mai avvenuto prima»;
p.7- Da un vertice all’altro (crono); Maria Grazia Bruzzone, Nessun «politico», un CDA di «intellettuali». RAI, trovato un accordo tornano i «professori». Pera e Casini danno l’annuncio: per la prima volta un presidente indicato dall’opposizione quattro consiglieri vicini alla maggioranza. Scelto Paolo Mieli per la poltrona di numero uno a Viale Mazzini; r. i., L’incontro al mattino, l’annuncio nel pomeriggio. Un film lungo cinque ore; Augusto Minzolini, Le nomine frutto di serrate mediazioni e compromessi. Le recriminazioni dietro gli applausi bipartisan. Una soluzione che lasciata tutti contenti, ma nessuno davvero entusiasta;
p.8- r.r., Chi sono i quatto nuovi consiglieri nominati ieri. RAI, ora si cerca il nuovo direttore generale. Nella prima riunione del nuovo CDA Saccà consegnerà le dimissioni; r. mol., «Ci sarà da lavorare tanto, ma mi sembra una squadra affiatata». Alberoni: occorre puntare sulla qualità. Il sociologo; a. r., «Non è ancora il momento di fare dichiarazioni». Petroni: programmi al servizio del Paese. Liberale ma con simpatie per i radicali. Il leghista Speroni: «È vicino alle nostre idee» Il professore; a. r., «Mi ha convinto la formula: interpellare le persone senza tessere». Rumi: da spettatore seguo l’informazione. «Voglio proprio vedere se proveranno a farci pressione io no facci parte del Palazzo. Lo storico; m.g. b., «Mi sento in buona compagnia. Con alcuni di loro ho già lavorato». Veneziani: più spazio all’identità nazionale. «La TV pubblica deve contemperare l’esigenza di alti ascolti con quella di far crescere la cultura». Il politologo;
p.9- Presente e futuro della TV di Stato; Pierluigi Battista, Il neo presidente RAI ha posto due condizioni: libera nomina del direttore generale e autonome scelte editoriali. Mieli: «Grazie, ma accetto con riserva». «Biagi e Santoro devono tornare subito in TV»; È l’attuale direttore editoriale del gruppo RCS. Ha diretto La Stampa e il Corriere della Sera autore di saggi e libri sulla storia italiana; Ugo Magri, Il presidente del Consiglio avrebbe preferito Del Turco. Alla fine anche Berlusconi si lascia convincere: fare voi. Il Cavaliere non ha dimenticato che nel ’94 il «Corriere della Sera» pubblicò in anteprima la notizia del famoso avviso di garanza
«Il Foglio»
«Il Foglio», 8 marzo 2003 [p.1-p.3]
p.1- La giornata in Italia. Nominato il nuovo Consiglio di amministrazione. Paolo Mieli presidente; Presidente trovasi, RAI, i segnali di disponibilità degli indisponibili garanti. Vince la superba terzietà di Mieli, ma c’è il neomariano Eco, ci sono tanti altri;
p.3- Editoriale, RAI, una bella sorpresa. Doveva scegliere tra inflazione e ripresa. Ma non ha avuto coraggio. Consiglio serio, ottimo presidente, buona prova a destra e a sinistra. Ma…
«Il Foglio», 12 marzo 2003 [p.2]
«Lasciatelo lavorare». I vantaggi di una presidenza. Mieli (per la RAI e per il Cav.). Gasparri: «Ottima soluzione, il Polo la sostenga. Lui la renda sostenibile»
«Il Foglio», 13 marzo 2003 [p.1-p.3-p.III]
p.1- La Giornata in Italia. Mieli rinuncia alla RAI. «Difficoltà tecnico-politiche mi hanno impedito di accogliere la vostra proposta», ha scritto ai presidenti delle Camere, ringraziandoli per «gli sforzi compiuti»;
p.3- Editoriale, Il caso Mieli. Conveniva al Cav. lasciare che questa candidatura si disfacesse? No; Il no di Cofferati, il malpancismo del partito RAI, le pretese di Santoro. Non tutti a sinistra piangono per Mieli che rinuncia. Anzi;
p. III – Titolo: Come farsi male e vivere felici. Intorno a Mieli e al Polo di lotta ma non di governo; Andrea Marcenaro, Che anche un terzista come lui non abbia previsto tutto è per noi consolante. Bentornato a casa; Maurizio Crippa, Sembra il gemello separato di Igor Ivanov, sarebbe stato il balance of power in una sola persona; Mattia Feltri, Avrebbe fatto da guardia alla salma. Perché la RAI è morta da tempo e non l’hanno nemmeno sepolta; P.But. (Buttafuoco), E allora riprendetevi Baldassarre. L’occasione mancata non è per Mieli, ma per tutti gli altri; Giampiero Mughini, Geniale la sua uscita su Biagi e Santoro e utile per il centrodestra (che poteva salvare capra e cavoli); Oscar Giannino, Meglio così, gli avevano chiesto di fare l’editore, non il presidente. Come Guicciardini al Papa
2003-03-07
Consiglio dei ministri: approvata la riforma della giustizia che prevede la separazione delle carriere fra giudici e pm, la dilatazione del potere di avocazione della Procura generale, limitazioni al potere dei magistrati di interpretare le leggi, il divieto di intrattenere rapporti con la stampa, consentiti solo ai capi degli uffici giudiziari, nonché di iscrizione a partiti od associazioni aventi finalità politiche.
Per l’Associazione nazionale magistrati: riforma compromette l’indipendenza della magistratura.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 marzo 2003 [p.13]
Giuseppe Vittori, Una delle novità riguarda la composizione delle commissioni per le funzioni di legittimità: saranno formate e nominate solo dal CSM. Castelli: non vogliamo essere accusati di ledere autonomia e indipendenza. Protesta la ANM: un’iniziativa che non può non avere riflessi negativi. Carriere separate, misfatto col trucco. Giustizia, primi passi della riforma: esami diversi per pm e giudici, in magistratura con un concorso unico; Susanna Ripamonti, Nello Rossi consigliere di Cassazione. «Quanto deciso dal governo lascia solo in chiave teorica la possibilità di passare dalla funzione di giudice a quella di pm». «Il danno è fatto. Lo considero un grave errore» [intervista]; Sandra Amurri, Firme per Sansa, giudice sotto ispezione. Il Guardasigilli lo ha sottoposto ad azione disciplinare perché ha criticato il governo
«La Stampa»
«La Stampa», 8 marzo 2003 [p.10]
Guido Ruotolo, Il Consiglio dei ministri approva il maxi emendamento. Via libera alla riforma della giustizia. Castelli: «Non si tratta della separazione delle carriere»; g. ru., L’ex presidente di ANM critica la decisione del Governo. «Chiaro ridimensionamento del CSM». Patrono: gli obiettivi sono giusti, ma sbagliate le soluzioni [intervista a Antonio Patrono]
2003-03-08
Enzo Biagi, il giornalista costretto ad abbandonare la RAI per il cosiddetto «editto bulgaro» lanciato da Sofia il 18 aprile del 2002 dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervistato da «l’Unità».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 marzo 2003 [p.1-p.9]
p.1- Titolo: Biagi e Santoro: nella RAI di Mieli si può. Intervista all’autore del “Fatto”: la TV ha l’occasione per riscattarsi, racconti la guerra con verità;
p.9- Maria Novella Oppo, Intervista all’Unità: la RAI è lo specchio del paese, e rispecchia il malessere, il grigiore la confusione dell’Italia. La sua crisi di sfiducia. Ancora non ha parlato con il direttore designato, ma sa già cosa vorrebbe fare: raccontare la guerra vera, quella del soldato Mohammed e del soldato Tommy. Biagi: «Vorrei raccontare la guerra. Nessuno lo fa». L’autore del «Fatto» dice sì a Mieli: è un bravissimo giornalista, difficile usarlo come megafono [intervista a Enzo Biagi]; Michele Santoro, «Con Mieli discuteremo di progetti editoriali, non di diktat politici»; Natalia Lombardo,
Saccà o non Saccà? L’ultimo nodo. Nella poltrona di direttore generale la chiave di un CdA di garanzia
«La Stampa»
«La Stampa», 9 marzo 2003 [p.9]
m.t.m. (Maria Teresa Meli), I due giornalisti disposti a tornare. Il centrodestra non è entusiasta. Resiste il nodo del direttore. RAI, i poli subito divisi sul rientro di Biagi e Santoro. FI: «Improprio che Santoro ponga questa condizione». I DS: siete inquietanti; Fabio Martini, Non faccio programmi da mezze stagioni. «Ho ancora smalto per la TV di peso». Il decano dei giornalisti: non dimenticherò mai il gesto di Mieli, uno che non accetta intrusioni [intervista a Enzo Biagi]; Lino Abbate, «Anche il centrosinistra ha fatto tanti errori». «Sono già pronto ma niente diktat». Il conduttore: il neo presidente? Viene dall’editoria e se sbagliasse gli costerebbe caro» [incontro con Michele Santoro]
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