XIII Legislatura - I governo Dini
XII Legislatura - 1994-1996
I Governo Dini
17 gennaio 1995-17 maggio 1996
Il Senato approva in via definitiva la riforma delle elezioni regionali, che prevede il turno unico, l’assegnazione dell’80% dei seggi con il sistema proporzionale e del 20% con il sistema maggioritario e la elezione semi- diretta dei presidenti delle regioni
Roma: manifestazione antirazzista con la partecipazione dei sindacati, esponenti di sinistra e cattolici per chiedere la regolarizzazione degli immigrati che lavorano e la punizione degli atti razzisti.
27 febbraio D’Alema al «Fatto» di Biagi conferma la sua disponibilità a sostenere Prodi . Lo stesso giorno il senatore di AN Fisichella alla vigilia della apertura del dibattito al Senato in un’intervista al «Tempo» rilancia l’idea della mozione di sfiducia.
Senato della Repubblica: inizia la discussione della Conversione in legge del decreto legge 23 febbraio 1995, n.41, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l’occupazione nelle aree depresse. Il Senato l’approva il 7 marzo. La Camera lo discute e lo approva nelle sedute del 14-16 marzo e il Senato lo approverà definitivamente il 21 marzo (Legge 22 marzo 1995, n. 85).
Gazzetta Ufficiale 23 marzo 1995, n. 69
pp. 4-17- Legge 22 marzo 1995, n.85
p.20- Lavori preparatori
XIII Legislatura Senato della Repubblica sedute del 2 e del 3 marzo 1995
Romano Prodi partecipa al seminario «Alle soglie del 2000» promosso dalla CISL a Napoli al Teatro Fiorentini. Un intervento che conquista il leader della Confederazione, Sergio D’Antoni, e i dirigenti cislini.
«l’Unità» annuncia che si sono già costituiti 460 Comitati per «Prodi premier». Incaricato di coordinare i «Comitati per l’Italia che vogliamo» il trentanovenne Giancarlo Bressa, ex sindaco di Belluno e proveniente dal PPI.
«l'Unità»
«l’Unità», 2 marzo 1995 [p.7]
Giovanni Rossi, Ex sindaco di Belluno, 39 anni, proviene dal PPI. Sarà lui a organizzare il movimento «L'Italia che vogliamo». Già 460 comitati per Prodi premier. È Bressa il coordinatore. Niente «Ulivo» alle regionali
«La Stampa»
«La Stampa», 3 marzo 1995 [p.4]
Pino Corrias, A Napoli il professore conquista D’Antoni e la CISL, poi dice addio al fair play. Prodi, siluri al Cavaliere. «Promette miracoli impossibili»; (Ansa), Umberto Eco. «Romano, io sto con te»
Il giudice per le indagini preliminari di Palermo rinvia a giudizio Giulio Andreotti per concorso in associazione mafiosa.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 marzo 1995 [pp.1-4]
p.1- Si celebrerà il 26 settembre. Caselli: «Legittime le nostre accuse». Andreotti a processo. L'amarezza del senatore: un'ingiustizia;
pp.1-2- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Inchiesta vera non teorema;
p.3- Saverio Lodato, II processo sarà celebrato a Palermo il 26 settembre. Respinti i tentativi della difesa di inviare tutto a Roma Andreotti sia processato per mafia. Caselli: «Nessun teorema, solo accuse legittime»;
p.4- Giampaolo Tucci, «Pensavo che due anni di mortificante attesa bastassero per acquisire la verità», l'amaro commento dell'ex leader. «Quanta ingiustizia». II giorno più lungo di Giulio Andreotti; Pintacuda: «Ora potremo capire tante cose»
«l’Unità», 4 marzo 1995 [p.9]
Giampaolo Tucci, II senatore a vita parla del rinvio a giudizio e dei giudici: «Ho le prove di una grpssa somma pagata a un pentito». «Sono innocente davanti a Dio». Andreotti: «Temo di morire prima del processo» [intervista a Giulio Andreotti]; Saverio Lodato, II procuratore Giancarlo Caselli: «Evitiamo di trasformare il procedimento in rissa». «Rispetto per il nostro lavoro»
«La Stampa»
«La Stampa», 3 marzo 1995 [pp.1-4-p.6]
p.1- Titolo: Sentenza del Gip, in aula a settembre. Il senatore: un’ingiustizia. Caselli: legittimata l’accusa. Mafia, Andreotti va sotto processo. Palermo, guerra dei clan ai pentiti, ucciso cugino di Contorno;
p.1-p.4- Editoriale, Gustavo Zagrebelsky, La parola alla giustizia;
p.1-p.6- Francesco La Licata, Il piano dei falchi;
p.2- Giuseppe Zaccaria, Il procuratore Caselli «Una conferma della consistenza delle accuse». «Processate Andreotti» Deciso il rinvio a giudizio per associazione mafiosa; r. cri., «Ora vogliamo la verità»;
pp.2-3- Giovanni Bianconi, La reazione del senatore. Giulio: un processo ingiusto. «Lo affronto amareggiato dopo 2 anni di attesa». «L’unico vantaggio del dibattito pubblico è che i testimoni possono essere controinterrogati»;
p.3- Antonio Ravidà, Da un’auto parte una scarica di proiettili. Nell’agguato cade anche un amico della vittima. Palermo, fuoco sul cugino dle pentito. Killer uccidono fra le bancarelle un parente di Contorno; Francesco La Licata, La sfida della piovra. Cosa Nostra ha riacceso la guerra agli «infami». Una famiglia da 10 anni bersaglio dei corleonesi
PPI: si svolge la Direzione. È scontro sulle alleanze future. Dopo undici ore di riunione è approvato, con la solo astensione di Beniamino Andreatta, un documento di mediazione che fa propria la linea di Rocco Buttiglione: giudizio sospeso sulla candidatura di Prodi, divieto di promuovere comitati in suo sostegno, nessuna alleanza con AN e Rifondazione comunista. Di fatto non si sceglie fra i due Poli e restano i dissensi interni.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 marzo 1995 [p.7]
Ritanna Armeni, Popolari, oggi lo scontro sulle alleanze. Buttiglione incontra il Cavaliere. Farà un documento anti-PDS?; Michele Sartori, E nel Veneto di Rosy Bindi c'e la minaccia di una scissione
«l’Unità», 3 marzo 1995 [p.5]
Rosanna Lampugnani, II segretario PPI: «Alle regionali anche da soli». Marini: «Un suicidio». Paletti verso AN e Rifondazione. Documento finale: accordi con il PDS da ratificare in direzione, niente comitati per Prodi. Buttiglione lancia l’ultimatum. Scontro sulle alleanze, mediazione nella notte
«La Stampa»
«La Stampa», 3 marzo 1995 [p.7]
Fabio Martini, Vertice infuocato a piazza del Gesù. Il segretario: alleanze con la Quercia solo in casi eccezionali. Buttiglione: non saremo le bistecche del PDS. Il PPI si presenterà da solo alle regionali
Vittorio Cecchi Gori acquista la rete televisiva Videomusic ; il 20 luglio assumerà anche il controllo di Telemontecarlo, dando vita al terzo polo televisivo nazionale dopo Rai e Finivest |
Silvio Berlusconi annuncia che Forza Italia (FI) non voterà la manovra del Governo Dini e boicotterà i lavori parlamentari.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 marzo 1995 [p.1-pp.3-5-p.7]
p.1- Assalto finale per far cadere il governo Dini. II marco schizza fino a 1.185, i titoli di Stato affondano. Berlusconi boicotta I'ltalia. «No alia manovra, via dalle Camere». Lira a picco;
p.1-p.4- Editoriale, Walter Veltroni, Sembra forza. È disperazione;
p.3- Pasquale Cascella, La destra: guerra a Dini e Scalfaro. «No alla manovra. Alle urne o paralizziamo le Camere»; Il Cavaliere indagato per concorso in corruzione; Walter Dondi, Il professore: forse l’avviso di garanzia li ha convinti ad accelerare. Prodi: «Una decisione gravissima. Fanno prevalere interessi di parte [intervista a Romano Prodi];
p.4- Antonio Pollio Salimbeni, Fuga dalla lira. Per due ore è panico. Marco fino a 1.185, Btp ko; Il «Wall Street Journal»: attenti col voto anticipate rischiate di più; Gildo Campesato, Prezzi di febbraio (tendenziale al 4,3%) trascinati anche dall'effetto IVA. ISTAT arriva l’inflazione importata;
p.7-Fabio Inwinkl, D'Alema: «Voltafaccia irresponsabile». Buttiglione: «Silvio, ripensaci è un colpo al lavoro dei giovani»; Stefano Polacchi, Rifondazione divisa. Allarme di Giulietti. Bertinotti: «Voteremo no». Garavini: «Serve un sì politico»
Il ministro degli Esteri, Susanna Agnelli, annuncia che l’Italia toglierà il veto rispetto all’entrata della Slovenia nella Unione Europea. La decisione è assunta dopo che la slovenia ha accolto le rimostranze italiane rispetto alla proprietà dei beni immobili abbandonati dai profughi istriani negli anni ’40.
Mogadiscio: dopo quattro giorni sono rilasciati Salvatore Grungo e Giuseppe Barbero, i due tecnici italiani inseriti in un progetto di cooperazione sequestrati nel Nord-Est della Somalia. Lo Stato italiano assicura di non aver pagato nessun riscatto.
Senato della Repubblica: approvazione della Conversione in legge con modificazioni del decreto legge 23 febbraio, n.41, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l’occupazione nelle aree depresse (Legge 22 marzo 1995, n. 85).
Gazzetta Ufficiale 23 marzo 1995, n. 69
pp. 4-17- Legge 22 marzo 1995, n.85
p.20- Lavori preparatori
XIII Legislatura Senato della Repubblica seduta del 7 marzo 1995
Seduta n. 131 - 7 marzo 1995
Seguito discussione e approvazione: Conversione in legge con modificazioni del decreto legge 23 febbraio, n.41, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l’occupazione nelle aree depresse
PPI Il segretario Rocco Buttiglione annuncia che il partito si presenterà alle prossime elezioni amministrative sotto il simbolo unico del Polo delle libertà con Forza Italia, Centro cristiano democratico, Unione di centro e Alleanza nazionale Il consiglio nazionale del partito boccia (con 102 voti contro 99) la linea della segreteria. |
Silvio Berlusconi al convegno delle donne di Forza Italia attacca Scalfaro accusandolo di aver promesso le elezioni e non aver mantenuto l’impegno. Smentita «ufficiosa» del Quirinale.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 11 marzo 1995 [p.3]
Alberto Rapisarda, Berlusconi attacca, dal Colle filtra la smentita «ufficiosa», e lui replica: parli direttamente. Scalfaro: giuro, mai promesso elezioni. D’Alema risponde al Polo: si può votare a ottobre. Gli alleati avvertono il Cavaliere «Basta attacchi al capo dello Stato; Massimo Gramellini, Lo «show» dell’ex premier. «Dini ha coperto il ribaltone». Il Cavaliere: il Quirinale mente due volte; Pivetti: «Chi attacca il presidente non è democratico»
Romano Prodi presenta l’«Ulivo» alla sala Umberto a Roma.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 marzo 1995 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Giorno della verità per il PPI, si vota sulla svolta di Buttiglione. Prodi e i progressisti «Insieme per governare». Berlusconi: Dini e Scalfaro imbrogliano;
pp.1-2- Editoriale, Andrea Barbato, Due candidati due progetti;
p.3- Titolo pagina: Il Polo democratico. A Roma i leader della sinistra lanciano la candidatura. «Le gerarchie ecclesiastiche con Buttiglione? Non mi risulta»; II pullman scalda i motori. È pronto per il «viaggio; Walter Dondi, Per Prodi l'investitura dei progressisti. II Professore: «Centro e sinistra vincolati dal programma»; Tra vip e fan l’Ulivo è già best seller; Giuseppe F. Mennella, «Vogliamo concorrere a un movimento democratico che si renda subito riconoscibile nel paese». D'Alema: «Il PDS ha scelto, è lui il leader»;
p.4- Giorgio Frasca Polara, Verdi, Cristiano sociali, PDS, Rete, Laburisti. La sinistra spiega l’alleanza con il centro. Rispetto, differenze e valori comuni. A confronto Progressisti e Prodi; Luca Martinelli, Regionali. Domani oltre 700mila cittadini (elettori e iscritti) possono scegliere i candidati nei collegi provinciali. Toscana, «primarie» per fare le liste del PDS
«La Stampa»
«La Stampa», 11 marzo 1995 [p.5]
Pino Corrias, Il segretario del PDS dà l’investitura ufficiale: questa volta non possiamo permetterci di perdere. D’Alema a Prodi: il leader è lei. Il professore: «temo gli spot di Berlusconi». Il candidato dell’Ulivo attacca Buttiglione «È la ruota di scorta del Cavaliere». Garavini abbraccia il «futuro premier»
Si svolge il primo Congresso del Centro democratico cristiano. Fra i principali esponenti gli ex democristiani Clemente Mastella, Francesco D’Onofrio e Pier Ferdinando Casini che sarà eletto segretario e resterà in carica fino al maggio del 2001.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 marzo 1995 [p.6]
Pasquale Cascella, Al Congresso del CCD si aspetta Buttiglione per costruire una nuova aggregazione. E puntare a un nuovo governo con l'ex presidente. Casini sogna la Cdu e annuncia la «bomba» Cossiga
«La Stampa»
«La Stampa», 11 marzo 1995 [p.2]
Maria Teresa Meli, Il CCD a Congresso offre all’ex capo dello Stato la leadership di un grande partito alla tedesca. «Un Centro guidato da Cossiga». L’annuncio-bomba, poi la marcia indietro. D’Onofrio: se vince Buttiglione verrà qui per proporre qualcosa di nuovo. Casini confabula con il Picconatore davanti ai cronisti «Ecco uno scoop»
«La Stampa», 13 marzo 1995 [p.2]
(Agi), Congresso CCD. Trionfano Casini e Mastella
«Il Popolo»
«Il Popolo», 11-12 marzo 1995
p.1-p.3- Aperto il Congresso del CCD. Presente Cossiga. Casini una CDU italiana;
Spaccatura nel partito: l’ala maggioritaria mantiene il nome di Partito popolare (con segretario Gerardo Bianco che si schiera con l’alleanza di centrosinistra e con Romano Prodi; la minoranza, guidata da Buttiglione e Formigoni, da vita alla nuova formazione dei Cristiani democratici uniti (Cdu), schierata su posizioni di centrodestra sotto il simbolo dello scudo crociato (ereditato dalla vecchia Democrazia cristiana) |
PPI: il Consiglio nazionale sconfessa l’alleanza elettorale con il Polo della Libertà annunciata dal segretario Rocco Buttiglione ed elegge con 114 voti su 225 nuovo segretario Gerardo Bianco che si schiera con l’alleanza di centrosinistra e con Romano Prodi. La minoranza, guidata da Rocco Buttiglione e Roberto Formigoni, darà vita alla nuova formazione dei Cristiani democratici uniti (Cdu), schierata su posizioni di centrodestra sotto il simbolo dello scudo crociato (ereditato dalla vecchia Democrazia cristiana).
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 marzo 1995 [p.5]
Il «golpe» di Rocco.Al Consiglio nazionale la conta fra minoranza e segretario. Formigoni propone: divorzio consensuale. Appello di De Mita; Rosanna Lampugnani, Ultimo atto nel PPI. Oggi la resa dei conti. Marini: «Buttiglione ha sbagliato»; Stefano Di Michele, La bufera dei fax su piazza del Gesù. «Col Polo? Vergogna»; Ravenna. La famiglia di «Zac» contro Rocco
«l’Unità», 13 marzo 1995 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Non arrivano le dimissioni. La maggioranza del PPI: si faccia da parte. Buttiglione si barrica. Gli sconfitti vogliono annullare il voto. Fini li gela: il Superpolo e già morto;
pp.1-2- Mario Tronti, Il rifiuto dei popolari;
p.1-p.4-Giovanni Galloni, Ora in campo con Prodi;
p.3-Titolo: La Caporetto dl Rocco. Telefonate di Sodano e Kohl, poi l’annuncio: non molliamo. La nuova maggioranza: tutto regolare. Guerra sul regolamento; Rosanna Lampugnani, Buttiglione non accetta la sconfitta. Formigoni: non si dimette. Battaglia per annullare il voto; Vaticano. Card. Sodano: «Meglio restare uniti»; Ritanna Armeni, «Si toma al centro. Buttiglione e fuori, non rappresenta il partito. Al voto con Prodi...». Mancino: «Rocco ha perso, largo a Marini...» [intervista a Nicola Mancino];
p.4-Titolo: La Caporetto dl Rocco. II presidente Bianchi: «Nessuna scissione, restiamo uniti». Le regioni riprendono il lavoro per gli accordi elettorali; II partito accelera. «Alleanze libere». Giovedì l’elezione del reggente? Marini punta a vincere al Congresso; Alceste Santini, II portavoce dell'Opera: Buttiglione non ha il nostro appoggio... «Opus Dei lontana dal berlusconismo» [intervista a Giuseppe Corigliano]
«l’Unità», 14 marzo 1995 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Buttiglione non si dimette, punta allo sfascio e «sfratta» Marini. Rocco sequestra il PPI. Occupa piazza del Gesù e licenzia mezzo partito. La nuova maggioranza: non sei più segretario;
pp.1-2- Editoriale, Gianfranco Pasquino, La ditta B&B sfascia tutto;
p.3- Titolo: Il golpe di Rocco. L'ex leader rifiuta di dimettersi e prova a commissariare. La nuova maggioranza è decisa: se ne deve andare; Rosanna Lampugnani, Le ore corsare di Buttiglione. Sequestra il PPI, licenzia, intima e alla fine tratta; Già i probiviri ordinarono: «Inquisiti fuori»; Ritanna Armeni, II presidente del partito: «Buttiglione è un ex segretario, le sue decisioni non contano». Bianchi: «Ma il Polo non avrà il nostro scalpo» [intervista a Giovanni Bianchi];
p.4- Titolo: Il golpe di Rocco. D'Onofrio euforico racconta: mi ha detto che si rende conto che per le regionali bisogna fare presto, dice che ce la farà; Pasquale Cascella, Buttiglione ai CCD «Aspettatemi, arrivo». Casini: ora il «Centro popolare». E Rocco: prima liquido il simbolo; Alceste Santini, II Vaticano: «Unitevi o dividetevi cristianamente senza fare a sediate»; Rocco bocciato nella sua sezione «Dì no ad AN e scegli Prodi»; Stefano Di Michele, Buttiglione tenta di nominare Rotondi. Ma Borgomeo replica: "Inutile, qui non entra». «Il Popolo» commissariato fa le barricate
«La Stampa»
«La Stampa», 11 marzo 1995 [p.2]
Fabio Martini, L’ultimo scisma. PPI, il giorno dei carneadi. Il futuro nelle mani di 200 sconosciuti; I Gesuiti. «De Gasperi boccerebbe questa svolta»
«La Stampa», 12 marzo 1995 [pp.1-4-p.6]
p.1- Titolo: Berlusconi: «Rocco, ora vieni con noi». Prodi: «Ha prevalso la ragione». Buttiglione sconfitto, no al Superpolo. Il segretario in minoranza per 3 voti, dimissioni vicine;
p.1-p.6- Editoriale, Marcello Sorgi, La DC partito immortale;
p.1-p.3- Paolo Guzzanti, Il generale dimezzato;
p.2- Massimo Gramellini, Ma l’ex sindacalista della CISL non vuol fare il segretario. Marini, vincitore triste. «Questo partito rischia la spaccatura. Perché mai dovrei essere allegro»; Augusto Minzolini, Il dopo Buttiglione. L’ex segretario: «Io non resto in uno schieramento succube del PDS». E dopo il voto se ne va passando dalle cantine. Formigoni: il nostro destino ormai è fuori da questo PPI;
p.3- Fabio Martini, Il segretario-filosofo sconfitto al Consiglio nazionale. Sarà Franco Marini il nuovo leader? «No Buttiglione, con AN non si può». Il PPI boccia con 102 voti contro 99 la svolta a destra; (AdnKronos), «Stalinisti», e «e voi fascisti». Insulti fra le due «anime» del PPI e si rischia di venire alle mani; (Ansa), Arriva «Striscia la notizia». La Bindi al cronista. Spazzatura. E Mancino lo chiama pagliaccio;
p.4- Maria Teresa Meli, Al Congresso del CCD dure reazioni alla sconfitta del leader PPI. Nuovi attacchi a Scalfaro e Dini. «Rocco, lascia quei cattocomunisti». Berlusconi: vieni nel Polo; Pino Corrias, Il candidato dell’Ulivo. Prodi: l’alleanza col PPI ora è più facile e rapida
«La Stampa», 13 marzo 1995 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Il segretario di Stato Sodano invita a superare le diatribe interne. Il Vaticano: il PPI resti unito. Intervista a Buttiglione: «Non me ne vado»;
p.2- Fabio Martini, Ma Buttiglione non si è ancora dimesso. Formigoni fa ricorso e insiste: ho 104 firme in suo favore. I dubbi del segretario dopo la sconfitta. La sinistra preme sull’acceleratore: nuovo leader subito. Rocco e i suoi prendono tempo. La Jervolino attacca: «Ha perso: adesso se ne deve andare»; Fabio Squillante, Politica e Chiesa. Sodano: «Rotture nel PPI? Sono già così pochi»;
p.3- p.g. (Paolo Guzzanti), Rocco Buttiglione è furioso però resta dentro al PPI; Paolo Guzzanti, Il leader sconfitto. «Andarmene? Non posso». «Soffro perché ora vincerà la destra» [intervista a Rocco Buttiglione]; m. g. (Massimo Gramellini), Il giorno più amaro di CL. Primo stop per la «squadra» di Rocco;
p.4- Augusto Minzolini, I fedelissimi di Rocco: la sinistra ha spaventato gli incerti con presunti avvisi di garanzia. PPI, voto avvelenato. Formigoni: hanno minacciato Marini
«La Stampa», 14 marzo 1995 [pp.1-3]
p.1- Buttiglione non riconosce il voto e silura Marini. Bianchi è destituito. Berlusconi: dividetevi. «Il PPI è mio» e scoppia la rissa. La lira a picco, primo «sì» delle pensioni;
p.1-p.7- Paolo Guzzanti, Vedo doppio;
p.2- Gargani: io traditore? È il segretario che sta tramando contro la natura di questo partito. «Rocco, sei un buffone». Marini contrattacca: non me ne vado. Bianchi: vogliono commissariare le federazioni non allineate; Augusto Minzolini, Piazza del Gesù come un’arena. «Congeliamo il simbolo per le prossime elezioni». Ultimi tentativi per ricucire la frattura fra le due frazioni. «Lo Scudo Crociato? Diventi una Fondazione storica». Ma nessuno ormai dubita più che la guerra finisca in tribunale. «Fra una settimana ci saranno due segretari: Papa e anti-Papa»;
p.3-Fabio Martini, Sostituiti Marini, Gargani e Borgomeo, Bianchi replica: non può farlo non è più segretario. Buttiglione destituisce tre «ribelli». «Il voto contro di me non è valido»; Maria Teresa Meli, La rivolta di Borgomeo. «Il segretario è impazzito mi barrico in redazione»
«Il Popolo»
«Il Popolo», 11-12 marzo 1995 fare le pagine da 1 a 4 e le pagine 10-11
p.1- Titolo: A Roma, all’Hotel Ergife, il Consiglio Nazionale del Partito popolare italiano. Riflettori sul PPI. Con la relazione di rocco Buttiglione si aprono i lavori del parlamentino del Partito popolare italiano. In discussione le scelte politiche contenute nell’accordo firmato dal segretario con i leader del Polo in vista delle prossime amministrative. Grande partecipazione ma anche tensione nel partito, al centro e in periferia; Ciriaco De Mita, Cuore e ragione per evitare lo scontro;
pp.1-2- Mario Tassone, Per dare respiro e dignità al partito;
p.2-Emanuela Franchini, PPI un Consiglio Nazionale decisivo. Buttiglione di fronte all’opposizione interna; PPE precisazioni su nota ANSA. Martens non ha commentato l’accordo Buttiglione-Popolo;
Congresso dell’Unione di centro
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 marzo 1995 [p.4]
Giuseppe Sangiorgi, Liberali e cattolici, S’Incrina l’Unione di centro. Ciaurro e De Luca lasciano il Congresso
Turchia
Istambul: attentato contro la minoranza Alawita causa tre vittime. Il giorno dopo le forze dell’ordine sparano su un corteo di migliaia di partecipanti che manifestano contro l’attentato. Sono uccisi 12 dimostranti, decine i feriti. Il Governo dispone il coprifuoco.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 marzo 1995 [p.13]
Terrorismo islamico. Domenica sera assalto integralista nel quartiere di Gazi. La gente protesta, la polizia spara. Imposto il coprifuoco; Umberto De Giovannageli, A Istanbul guerra tra musulmani. Ultrà contro i laici alauti, 11 morti nella rivolta; Una minoranza di dieci milioni odiata dagli ortodossi
L’Ulivo: inizia il viaggio del pullman di Romano Prodi. Prima tappa il Salento.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 13 marzo 1995 [p.6]
Titolo: Il Polo democratico. Prima tappa nel Salento, poi in tre giorni fino a Foggia. Parlano imprenditori, amministratori, operai, impiegati; Walter Dondi, L'Ulivo ora chiama il PPI. AN prepara l’antitour; Luigi Quaranta, Prodi in Puglia, il viaggio comincia. Attesa e curiosità: «Ecco il Governo che chiediamo...»
«l’Unità», 14 marzo 1995 [p.1-p.5]
p.1-p.5- Michele Serra, Buon viaggio professor Prodi;
p.5- Titolo: Il Polo democratico. Nella regione 82 comitati. Incontri con lavoratori e imprese a Lecce e in provincia. «II Sud faccia da sé ma non da solo»; W. D. (Walter Dondi), Il Professore: «Nel PPI mi hanno capito quel voto è chiaro...» [intervista a Romano Prodi]; Walter Dondi, E Prodi va, e già forcing in Puglia. Primo giorno, otto tappe. «Dialogo con gente vera»; Luigi Quaranta, AN tenta di spargere veleni sull'IRI. Pinuccio: «Prodi, carta perdente del centrosinistra». Tatarella stizzito corre ai ripari
Camera dei deputati, dopo l’approvazione con modifica del Senato del 7 marzo, inizia la discussione del disegno di legge di «Conversione del decreto legge 23 febbraio, n.41, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l’occupazione nelle aree depresse» (Legge 22 marzo 1995, n. 85), il 16 l’approvazione con 315 voti a favore e 309 contrari dell’emendamento del Governo interamente sostitutivo dell’articolo unico del disegno di legge di conversione su cui il Governo ha posto la fiducia, infine il 21 marzo l’approvazione in via definitiva del Senato. Vota a favore, contro le indicazioni del partito, la componente di Rifondazione comunista guidata da Famiano Crucianelli che successivamente darà vita ai «Comunisti unitari» che entreranno a far parte della coalizione dell’Ulivo.
Gazzetta Ufficiale 23 marzo 1995, n. 69
pp. 4-17- Legge 22 marzo 1995, n.85
p.20- Lavori preparatori
XIII Legislatura Camera dei deputati sedute dal 13 al 16 marzo
Seduta n.154 -13 marzo 1995
Discussione
Seduta n. 155 - 14 marzo 1995
Seguito discussione
Seduta n. 156 -15 marzo 1995
Seguito della discussione
Seduta n. 157 -16 marzo 1995
Seguito discussione e approvazione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 marzo 1995 [p.18]
Roberto Giovannini, Camera, meno ostacoli per la manovra. Solo domani il voto
«l’Unità», 17 marzo 1995 [pp.1-7]
p.1- Titolo: 315 favorevoli, 309 contrari. L'ira del Cavaliere: farò ostruzionismo. Dini: vince il buon senso. Decisivi i dissidenti di Rifondazione. Sì alla fiducia, Berlusconi perde ancora. Passa la manovra, la lira recupera ma il dollaro l'affonda;
pp.1-2- Editoriale, Walter Veltroni, Quanti destini a Montecitorio;
p.3- Titolo: La destra perde. Alla Camera 315 si contro 309 i no che poi scendono a 303. Tumulti sul finale. Dal centro-sinistra: «Ora referendum TV»; Giorgio Frasca Polara, Un doppio voto da l’alt al Cavaliere. Fiducia al governo: la manovra passa contro la destra; Roberto Giovannini, I retroscena della battaglia alla Camera. Berlinguer: «Premiato Dini ha avuto il coraggio di rischiare» [intervista a Luigi Berlinguer];
p.4- Titolo: La destra perde. II Quirinale guarda alle prossime scadenze: par condicio e referendum. II Polo aggredisce: il Governo è un cadavere; Bruno Miserendino, Un giorno sereno per Scalfaro. D'Alema: Dini va avanti, Berlusconi è in calo; Paola Sacchi, Io sono il leader della destra, Berlusconi è il candidato premier. Fini si consola: è una vittoria di Pirro [intervista a Gianfranco Fini];
p.5- Titolo: La destra perde. «Sapevo che sarebbe finita cosi, speravo che qualche PPI. I referendum un assassinio, siamo in mano alla sinistra»; Stefano Di Michele, Berlusconi si scopre pendente. «Elezioni? Non so. Sarà opposizione durissima »; II commento al voto del presidente del Consiglio: «Il sì alla manovra e un successo del buonsenso». Dini sorride: «Direi che i duri hanno vinto»;
p.6- Titolo: La destra perde. II commento dei cambisti: «Abbiamo evitato il disastro». Ma a Dini viene a mancare l'aiuto della Bundesbank; Dario Venegoni, Un giorno in Borsa tifando Crucianelli; Antonio Pollio Salimbeni, Lira, una piccola iniezione di fiducia. Marco record, ma cala dopo il voto. Salgono i tassi;
p.7- La destra perde. Crucianelli motiva il dissenso dalla linea del segretario e offre le dimissioni da capogruppo a Montecitorio; Alberto Leiss, Rifondazione al bivio. Diciassette votano sì. Bertinotti: nessuna espulsione; Letizia Paolozzi, Marida Bolognesi motiva il suo sì: «Per difendere i lavoratori ci vuole la democrazia». Non sono piagnona, ma e'era da star male» [intervista a Marida Bolognesi]
«La Stampa»
La Stampa», 14 marzo 1995 [p.6]
Flavia Amabile, In aula gli emendamenti. Due blocchi contrapposti, decisiva la scelta di Rifondazione. Manovra, è un voto al cardiopalma. Masera: va approvata, giorni cruciali per il Paese; Stefano Lepri, La terapia di Bankitalia. «C’è tempesta, ma la nave tiene». Fazio: subito previdenza e finanziaria ’96.
La Stampa», 16 marzo 1995 [pp.1-4-p.6]
p.1- Titolo: Il premier: pronto al gioco duro nell’interesse del Paese. Berlusconi: se cade, Scalfaro sciolga le Camere. Dini contro il Polo all’ultimo voto. Fiducia sulla manovra: la lira tocca 1221, giù Borsa e BTP;
p.1-p.6- Editoriale, Mario Deaglio, La vera posta in gioco;
p.2- Stefano Lepri, Scivola anche il dollaro, oggi la Bundesbank riduce i tassi? Lira allo sbando, 1221. E la Borsa segna il nuovo minimo; Flavia Amabile, Riaperto il condono. Cassa integrazione, no ai ritocchi; m. cor., Lamberto come JFK. «Quando il gioco si fa duro …»;
p.3- Maria Teresa Meli, Stamane su Raiuno il voto in diretta. PDS: Italia in pericolo. La destra si appella ai buttiglioniani. «Se la manovra non passa tutti a casa». Dini chiede la fiducia. Il Cavaliere: non sei più dei nostri; Le forze in campo (grafico); Augusto Minzolini, Scocca l’ora del pallottoliere. Al Bazar della Camera parte il mercato dei voti; (Ansa) , Scognamiglio «Sì al Governo o il disastro»; m. t. m., «Mussi, sei un bugiardo». Montecitorio il Cavaliere perde le staffe;
p.4- Massimo Gramellini, Per i dissidenti si parla di un nuovo gruppo parlamentare, «rinforzato» da indipendenti del PDS. Bertinotti e Garavini, separati in casa. Rifondazione va al voto spaccata; r. i., D’Alema: siamo in Romania. Una bacchettata a Buttiglione: «Berlusconi? Debole prepotente»
La Stampa», 17 marzo 1995 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Il premier: ha vinto il buon senso. Berlusconi: democrazia sconfitta. Rincara di 50 lire la benzina verde. Fiducia a Dini per 6 voti, la manovra passa. PPI, Bianco nuovo segretario. Buttiglione: è la scissione;
pp.1-2- Editoriale, Marcello Sorgi, Se il tecnico diventa politico;
p.1-p.3- Paolo Guzzanti, La grande conta;
p.2- r. i., «Per il momento è il successo dei duri, questa manovra era indispensabile per il Paese». Dini esulta: ha prevalso il buon senso. «Il prossimo passo? Le pensioni»; Augusto Minzolini, «Ora vorranno l’antitrust». Berlusconi: visto che non compro voti?; Silvio attacca Modigliani. Mi critica perché sta con De Benedetti; Maria Teresa Meli, Votano a favore 16 rifondatori, un ex leghista, un rautiano. Due assenti nelle fila del Polo. Manovra, il Governo vince al fotofinish. Berlusconi: è il ribaltone; Le due votazioni [grafico]; r. i., Rifondazione, lacrime sul sì. Bertinotti: ma non cacceremo nessuno;
p.4- Stefano Lepri, La Bundesbank non abbassa i tassi, la moneta tedesca raggiunge in serata quota 1215. Il sì della Camera non basta alla lira. Una giornata in altalena, il marco fino a 1230; E Piazza Affari festeggia. Il Mibtel su dell’1,56 per cento. Gli scambi oltre i 700 miliardi
Il presidente del Consiglio e il ministro del Lavoro, Tiziano Treu, incontrano i sindacati sulla riforma delle pensioni.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 marzo 1995 [p.18]
Raul Wittemberg, Separazione assistenza-previdenza: oggi I'accordo scritto. Pensioni, primo sì Governo-sindacati. Abete cauto: niente intese parziali.
«La Stampa»
«La Stampa», 11 marzo 1995 [p.6]
g.c. f. (Gian Carlo Fossi), Le pensioni al giro di boa. Lunedì sera un faccia a faccia tra Dini, Treu e i sindacalisti
«La Stampa», 14 marzo 1995 [p.6]
Gian Carlo Fossi, Partita da 72 mila miliardi. Prima intesa sulle pensioni. Separata l’assistenza dalla previdenza; Come si divide il pianeta INPS [grafico]
Antonio Di Pietro inizia la collaborazione con «La Stampa». Titolo del suo primo editoriale: Come uscire da Tangentopoli.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 marzo 1995 [pp.1-2]
Editoriale, Antonio Di Pietro, La questione dell’amnistia. Come uscire da Tangentopoli.
Pisa: due piccoli Rom, Sengul una bambina di tredici anni e Emran di tre, restano gravemente feriti per l’esplosione di un pacco bomba che gli è stato regalato da uno sconosciuto mentre chiedevano l’elemosina ad un semaforo. Sengul è colpita in più parti del corpo e le dovranno amputare l’avambraccio destro e perderà tre dita della mano sinistra mentre Emran rischia di perdere un occhio.
«l'Unità»
«l’Unità», 17 marzo 1995 [p.10]
Jenner Meletti, L'accusa, per ora, è «detenzione di esplosivo». Avevano acquistato in armeria dell’«S 4». Stasera fiaccolata contra la barbarie. L'arcivescovo: «Non basta condannare, bisogna reagire»
«l’Unità», 18 marzo 1995 [p.11]
Titolo pagina: Giovani e violenza. I parenti difendono i giovani accusati: «Razzisti? Macchè!». Trovati in una delle abitazioni alcuni opuscoli nazisti; Jenner Meletti, Quei «bravi ragazzi» di Pisa. Terzo arresto per l’attentato ai piccoli rom; Luciano Luongo, Riuscita la manifestazione cittadina organizzata per protestare contro gli attentati. Cinquemila fiaccole contro l’intolleranza; Deputati pisani raccolgono quindici milioni; Giorgio Frasca Polara, II governo: un «tavolo» per gli interventi a favore dei nomadi
Il governo pone la fiducia sul suo emendamento interamente sostitutivo dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l'occupazione nelle aree depresse.
La Camera approva, con 315 voti a favore e 309 contrari
PPI: il Consiglio nazionale, presenti 114 membri, elegge con 113 voti segretario reggente l’europarlamentare Gerardo Bianco. Sarà affiancato da un comitato di reggenza formato da Franco Marini, Gargani, D’Andrea e Pistelli. Convocato il Congresso per il 15 giugno. L’elezione è considerata illegale da Rocco Buttiglione che continua a ritenersi il legittimo segretario, parla di scissione ormai avvenuta e ricorre al giudice.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 17 marzo 1995 [p.8]
Titolo pagina: Il PPI nella bufera. II Consiglio nazionale dichiara decaduto Buttiglione. II nuovo leader sarà affiancato da un comitato di reggenza; Rosanna Lampugnani, Popolari, fallisce l’ultima mediazione. II CN elegge Bianco segretario; Pasquale Cascella, «Convoco io un altro CN e se perdo mi dimetto». Ma Berlusconi lo snobba: «Non porta più voti». L'anatema di Rocco: «Scissionisti»
«l’Unità», 18 marzo 1995 [p.7]
Titolo pagina: Popolari nella bufera. Una Direzione dimezzata commissaria 15 comitati regionali. Appello di Bianco: mobilitazione ovunque per difendere il PPI; Rosanna Lampugnani, PPI, si va davanti ai giudici. Rocco «espelle» gli avversari e vara l’accordo con AN; La resistenza del «Popolo». Borgomeo «scortato» dagli edili romani «Non si sa mai...»
«La Stampa»
«La Stampa», 17 marzo 1995 [p.5]
Fabio Martini, Il filosofo fa ricorso al giudice: «Il vero leader sono io, ormai la scissione è avvenuta». Popolari, dalla rissa spunta Bianco. Eletto segretario, ma Buttiglione: decisione illegale; Domenico Del Rio, Se i cattolici passano dal Vangelo alla clava; Buttiglione; Bianco; Massimo Gramellini, Il nuovo capo. «Jerry White», la vendetta. «Io, democristiano doc»
PRC Direzione: dopo la divisone sul voto di fiducia sulla manovra, lo scontro interno è sulle liste. Convocato il Comitato politico per il 25 marzo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 marzo 1995 [p.8]
L.P. (Letizia Paolozzi), La crisi di RC. La Direzione convoca il Comitato politico per il 25 marzo. Cuffaro, dimissioni irrevocabili dalla segreteria. Rifondazione non espelle ma lo scontro è sulle liste; Stefano Di Michele, Bertinotti: D'Alema, quanti compromessi.«È il mio momento più duro ma la base è con me e resisto» [intervista a Fausto Bertinotti]; Letizia Paolozzi, «Attenti a parlare di sociale, dei tre milioni in piazza... si rischia di fare la mosca col bue». Canfora: «Così si fa un partito d'opinione»
Venerdì nero per la Lira che in meno di 24 ore perde al mercato dei cambi circa il 5% del suo valore.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 marzo 1995 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Berlusconi: «Servono le elezioni». Il PDS: «Troppe risse». Ciclone sulla lira. Perso il 5% su tutte le monete. Borsa Ko. Bankitalia: «Trionfa la speculazione»;
pp.1-2- Vincenzo Visco, Non giocate allo sfascio; Giuseppe Caldarola, Questo Paese incattivito;
p.1-p.4- Edgardo Gardumi, Paolo Sylos Labini: «La nostra instabilità risiede ad Arcore» [intervista a Paolo Sylos Labini];
p.3- Titolo pagina: Il giorno più nero. Un drammatico venerdì 17: crollo verticale del cambio. Perdite gravissime. Bankitalia interviene, senza successo; È ancora caos (grafico); Antonio Pollio Salimbeni, Lira in ginocchio, impazza il supermarco. Panico sui mercati, la manovra non ferma la speculazione; A. P. S., Tassi, guerra a Bonn tra il Governo e la Bundesbank; Gli esperti: il 63% della svalutazione è colpa della politica; Dario Venegoni, Schiacciato dalla svalutazione il listino di Borsa precipita ai minimi dell'anno. Chiuso un mese drammatico. Un disastro anche a Piazza Affari: -3,41%;
p.1- Titolo pagina: Il giorno più nero. AN e FI accolgono con entusiasmo il terremoto sui mercati. Prodi: «Non me l’aspettavo, ma la situazione migliorerà»; Fabrizio Rondolino, Ma la destra stappa lo champagne. «Volevate salvare la lira? Ora sta peggio di prima»; E intanto Forza Italia prepara l’ostruzionismo in Senato con oltre cento emendamenti. Cofferati: manovra pesante, ma necessaria
A Bianco nella Locride (Reggio Calabria) due killer uccidono Giuseppe Nirta, 82 anni patriarca della ‘Ndrangheta a partire dagli anni sessanta, noto per l’industria dei sequestri e i buoni rapporti intrattenuti con Cosa Nostra. Gli assassini sono penetrati a casa del Nitra e lo hanno freddato con cinque colpi di P38 sparati alla testa e al voto, poi sono fuggiti a piedi. Al momento gli inquirenti escludono una guerra di mafia e si concentrano sull’ipotesi della vendetta.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 marzo 1995 [p.8]
‘Ndrangheta, ucciso il «patriarca». Peppe Nirta, 82 anni, freddato in casa.
Hebron
Da un’auto in corsa sono sparati colpi di arma da fuoco contro un autobus che, partito da Gerusalemme, si sta avvicinando alle porte della città di Hebron. Colpiti a morte due coloni israeliani e 4 feriti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 marzo 1995 [p.15]
Terroristi sparano su bus, da auto in corsa. Agguato a Hebron. Muoiono due coloni
Finlandia. Elezioni legislative. Vincono i socialdemocratici che aumentano del 6%. Bene gli ex comunisti. Sconfitto il centro destra al governo da quattro anni. Le trattative per la formazione del prossimo Governo di coalizione saranno affidate al leader socialdemocratico Lipponen.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 marzo 1995 [p.13]
Vittoria dei socialdemocratici alle politiche. La Finlandia svolta a sinistra
Il Governo emana il decreto-legge 20 marzo 1995, n. 83, recante disposizioni urgenti per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie. Il decreto non sarà convertito in legge. ( vedi febbraio Par conditio) |
Renato Ruggiero, ambasciatore ed ex ministro per il commercio estero, è eletto direttore generale del World Trade Organisation (WTO) il nuovo organiamo che ha ereditato le funzioni del GATT. Dopo un lungo braccio di ferro il candidato dei 15 Paesi dell’Unione Europea vince le resistenze USA. Unico compromesso: un incarico della durata di quattro anni e l’impegno che il prossimo candidato non sarà europeo. L’insediamento ufficiale di Ruggiero avverrà il 24 marzo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 1995 [p.17]
Antonio Pollio Salimbeni, Via libera a Ruggiero. L'Europa vince il braccio di ferro al WTO
«l’Unità», 24 marzo 1995 [p.17]
Dal GATT al WTO. Oggi si insedia Ruggiero
Caso Moro
In un articolo pubblicato su «La Stampa» il giornalista Giovanni Bianconi riporta un’affermazione di Francesco Cossiga secondo cui nel corso del sequestro Moro respinse l’ipotesi avanzata dall’allora capo della Polizia Parisi di un contatto con la Mafia. Tuttavia l’ex capo dello Stato, all’epoca del sequestro ministro dell’Interno, non esclude che altri all’interno della DC non l’abbiano avuto.
Bosnia
Dopo quattro mesi di tregua riesplode il conflitto nei territori ex Jugoslavia. A Tuzla l’esercito musulmano bombardano le colline della città –enclave considerata «zona di sicurezza» dall’ONU. I serbi rispondono bombardando la città. Incerto il numero delle vittime dell’esercito serbo-bosniaco, si parla tra le 50-200 vittime.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 21 marzo 1995 [p.10]
Ingrid Badurina, Rappresaglia per l’avanzata musulmana: distrutta una caserma, uccisi 19 civili. Bosnia, è riesplosa la guerra. Granate serbe su Tuzla, almeno 50 morti
Dopo l’approvazione della Camera del 16 marzo, il Senato approva definitivamente il disegno di legge di «Conversione del decreto legge 23 febbraio, n.41, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l’occupazione nelle aree depresse» (Legge 22 marzo 1995, n. 85),
Gazzetta Ufficiale 23 marzo 1995, n. 69
pp. 4-17- Legge 22 marzo 1995, n.85
p.20- Lavori preparatori
XIII Legislatura Senato della Repubblica sedute del 21 marzo 1995
Seduta antimeridiana n. 140 - 21 marzo 1995
Discussione
Seduta pomeridiana n. 141 -21 marzo 1995
Seguito discussione e approvazione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 1995 [p.4]
Nedo Canetti, Emergenza Italia. Via libera definitivo alle misure anti-deficit. Dini: «L'opera di risanamento non va interrotta». Anche il Senato vota la fiducia. La manovra è legge; Italia: «maglia nera» per instabilità politica [scheda]
FIAT
Torino: l’amministratore delegato della FIAT auto, Paolo Cantarella, riceve un avviso di garanzia per false comunicazioni sociali in merito alla costituzione di fondi neri attraverso la vendita di auto in Cecoslovacchia e all’iscrizione in bilancio per molti anni di forti somme mensili definite «atti di liberalità».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 1995 [p.9]
Michele Ruggiero, Sviluppi nell’indagine sui falsi bilanci. Inchiesta sulla FIAT indagato Cantarella
Sierra Leone
I ribelli del «Fronte rivoluzionario unito della Sierra Leone»liberano le sette suore saveriane, sei italiane e una brasiliana, rapite il 25 gennaio. La liberazione sarebbe il risultato di una lunga trattativa con i ribelli condotta dal vescovo di Makeni, Giorgio Biguzzi, e non sarebbe stato pagato nessun riscatto.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 1995 [p.16]
Toni Fontana, Liberate le sette suore saveriane. Stanno bene le religiose rapite in Sierra Leone
«l’Unità», 24 marzo 1995 [p.13]
Jenner Meletti, Le saveriane lasciano la Sierra Leone. A casa le suore rapite. «Ci hanno rispettate»
Turchia: il Governo invia un corpo di spedizione, trentacinque mila uomini, carri armati e artiglieria pesante, nel Nord dell’Irak con l’obiettivo di assestare un colpo finale ai guerriglieri del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Sin dai primi scontri centinaia di morti. Nei giorni successivi il ministro degli Esteri francese Ailan Juppè, in visita in Turchia, a nome dell’Unione Europea invita la Turchia a sospendere l’operazione militare nel Kurdistan irakeno e ricorda anche che la procedura per la ratifica dell’accordo doganale con la Turchia è ancora lungo e tutto da decidere.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 1995 [p.14]
Titolo: Sangue in Kurdistan. Truppe turche in territorio iracheno: almeno 200 i morti. Allarme ONU e Croce Rossa. USA e Russia non condannano; Curdi massacrati e deportati. Ankara si scatena sui villaggi nel nord dell’Irak; Paolo Soldini, Militanti curdi all’attacco in Germania. Turchia contro Bonn. «Non ci difendete»; II PKK in lotta per uno Stato indipendente; Visita ufficiale del capo di Stato. «Un capitolo su cui marciare insieme». E Scalfaro invoca i diritti umani; Kinkel, Solana e Juppe in Turchia. II blitz voluto dalla Ciller al centro dei colloqui con la «troika» europea
«l’Unità», 24 marzo 1995 [p.14]
La troika chiede la fine dell'attacco contro i curdi. La UE striglia Ankara. «L’Europa si allontana»
Senato della Repubblica: approvata con 138 voti a favore, 36 contrari e 16 astenuti la riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Il testo passa alla Camera per la seconda lettura. Lo scioglimento delle Camere non consentirà l’approvazione definitiva.
Nuovo incontro Governo sindacato sulle pensioni.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 22 marzo 1995 [p.4]
Raul Wittemberg, Si decide su invalidità e superstiti, da lunedì tocca alle scelte più dure della riforma previdenziale. Pensioni: oggi nuovo round al tavolo di Dini
PPI: il tribunale dichiara nullo il voto del Consiglio Nazionale riconoscendo così Rocco Buttiglione segretario ma annulla le espulsioni. Ormai è scissione. Convocati due Consigli Nazionali.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 marzo 1995 [p.1-pp.3-4]
p.1-Titolo: Il pretore lascia Buttiglione segretario ma sancisce la linea anti-AN. Risse e porte sfondate. II giudice non placa il PPI. Articoli a raffica, offensiva di Di Pietro;
p.1-p.4- Editoriale, Enzo Roggi, Il filosofo e le macerie;
p.3- Titolo pagina: Popolari nella bufera. Castagnetti forza una porta per partecipare alla Direzione. Convocati due CN contrapposti, caos per simboli e liste; Letizia Paolozzi, Buttiglione: «Non si media. Perdonerò soltanto chi si pente dei suoi errori» [intervista a Rocco Buttiglione]; Rosanna Lampugnani, Il divorzio finisce in rissa. Il giudice: Rocco è il segretario, ma é sfiduciato; Paola Sacchi, Da Legnano alla DC, la prima volta senza scudo crociato
La Procura della Repubblica di Milano chiede il rinvio a giudizio per 37 alti dirigenti di Publitalia, la concessionaria di pubblicità della Fininvest. Al centro dell’indagine 40 miliardi di fondi neri. Tra gli indagati il presidente della concessionaria, Marcello Dell’Utri, Urbano Cairo (Mondadori pubblicità), Giancarlo Foscale (Standa), latitanti Romano Comincioli e Giampaolo Prandinelli.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 marzo 1995 [p.9]
Susanna Ripamonti, Processate gli uomini Publitalia. Chiesto il rinvio a giudizio per Dell'Utri e altri 36
Caso Piaggio. La FIOM nazionale respinge l’accordo sui 18 turni, al contrario la FIOM provinciale decide di approvarlo se le assemblee dei lavoratori saranno d’accordo.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 marzo 1995 [p.18]
Luciano Luongo, Davanti ai cancelli, dentro alle polemiche dopo il «gran rifiuto» della FIOM all'accordo sui 18 turni. Esplode il «caso Piaggio». Pontedera, nella fabbrica della discordia; Emanuela Risari, Claudio Sabattini, segretario generale dei metalmeccanici CGIL. «L'ultima parola alle RSU e ai lavoratori» [intervista a Claudio Sabattini]
Inizia il processo d’appello al finaziere Sergio Cusani.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 marzo 1995 [p.9]
S.R. (Susanna Ripamonti), Mani Pulite. Il difensore, Spazzali, chiederà che gli atti vengano accorpati con Brescia. Comincia oggi il processo d'appello a Sergio Cusani
PRC: Comitato Politico Nazionale approvato con 150 voti a favore il documento Cossutta-Bertinotti di conferma della linea seguita, 20 i voti contrari. Si dimette dalla segreteria Luciano Pettinari. Esclusi dalle liste regionali i dissidenti della minoranza. Decisi accordi tecnici col PDS in 8 regioni.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 27 marzo 1995 [p.4]
Letizia Paolozzi, Documento Bertinotti -Cossutta: 150 si, 20 no. Esclusi dalle liste per le regionali, i dissidenti. Rifondazione dribbla il rischio scissione
Entra in vigore la convenzione di Schengen (giugno 1990) sulla libera circolazione delle persone, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Francia, Spagna e Portogallo aboliscono le frontiere interne. Italia e Grecia restano per ora escluse dai benefici previsti dagli accordi per non avere ancora adempiuto alle formalità previste per la loro entrata in vigore. |
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