XIII Legislatura - I governo Dini
XII Legislatura - 1994-1996
I Governo Dini
17 gennaio 1995-17 maggio 1996
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, dagli USA dove è in visita ufficiale, replica alle critiche mosse da Gianfranco Fini al discorso che ha pronunciato al Parlamento del Messico.
«l'Unità»
«l’Unità», 5 aprile 1996 [p.6]
Vincenzo Vasile, Scalfaro distensivo. «Ma la verità resta». Telefonata a Fini da New York. Tentativi di tregua telefonica tra Fini e Scalfaro. E il capo dello Stato negli USA davanti agli immigrati di New York lancia appelli alla «distensione». «Ci vuol pazienza». A chi usa argomenti demagogici ricorda che le «verità calpestate risorgeranno». E bacchetta i «parlamentari inesperti». Rivela: «A Clinton ho detto che chiunque vinca le elezioni, la politica estera italiana non cambierà. E importante per il credito che godiamo».
«La Stampa»
«La Stampa», 1° aprile 1996 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: «Ho il diritto di parlare». Scalfaro replica al Polo e a Pannella: «opinioni lecite sul presidenzialismo»;
p.3- Renato Rizzo, Il presidente della Repubblica replica alle accuse: il ruolo del Parlamento va difeso. Scalfaro: io posso avere opinioni. «Ma non ho mai condannato il presidenzialismo»; r.i., «né dittatore né notaio». Dini d’accordo con il presidente. Dal centro-destra un coro di proteste; Fabio Martini, «È stato intempestivo». Adornato: si sente un missionario» [intervista a Ferdinando Adornato]; f.mar. (Fabio Martini), «Parole forti? No, giuste». Bianco: ma a qualcuno dà fastidio [intervista a Gerardo Bianco]
«La Stampa», 5 aprile 1996 [p.2]
Renato Rizzo, Il leader di Alleanza Nazionale: mi ha chiamato, non vuole polemiche sul presidenzialismo. La pace tra Scalfaro e Fini corre sul filo. Dagli USA: occorre pazienza; Guido Tiberga, Polemica. Le critiche dall’America. «Un Parlamento di inesperti». Il presidente: si cambia troppo in fretta
Francia: Fracois Lèonard, ministro del Governo Balladur, con il 57,4% dei consensi è eletto presidente del Consiglio Nazionale dell’Udi (l’Unione per la democrazia francese). Sostituisce l’ex presidente della Repubblica Giscard d’Estaing fondatore dell’UDI.
Cecenia
Boris Eltsin propone un piano di pace che prevede il cessate il fuoco, il ritiro parziale delle truppe russe dal territorio ceceno e, novità di rilievo, l’apertura di colloqui diretti con Dudaev e inoltre la disponibilità a concedere ampia autonomia alla Repubblica caucasica.
Diario elettorale
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa» scrive che alcune settimane prima Forza Italia, con una lettera riservata ai presidenti dei Club, ha dato l’indicazione di «boicottare» il «Corriere della Sera», quotidiano accusato di «spalleggiare» apertamente l’Ulivo e invitato a diffondere «Il Foglio» diretto da Giuliano Ferrara e «Il Giornale» diretto da Vittorio Feltri.
«La Stampa», 1° aprile 1996 [p.2]
a.r., Fini se l’ex pm deve schierarsi, cerchi di farlo per i programmi e non per simpatia. L’incognita di Di Pietro sul voto di aprile. L’Ulivo: Berlusconi con le sue TV è come Goebbels. Il Cavaliere: Prodi è una bella invenzione ma nel pacco c’è il PDS; Filippo Ceccarelli, Il Palazzo. L’uso bellico dell’ex coniuge; Massimo Gramellini, La campagna d’Italia. Come novelli Pisacane in marcia nel Cilento. Meluzzi e Jannuzzi in pista contro le «teste coronate» del Sud. Slogan libertari e inni di Minghi; p. cor. (Pino Corrias), Battaglia di carta: «Boicottate il Corsera». Kit con le istruzioni ai club azzurri. Dispaccio riservato con l’indicazione diffondete «Foglio» e «Giornale»
G7
Si svolge a Lilla in Francia il vertice dei 7 Paesi più industrializzati sull’occupazione. Apre i lavori il presidente francese Jacques Chirac che propone una terza via fra il liberismo esasperato di tipo americano e il modello di welfare di tipo europeo di cui sottolinea la crisi. IL vertice si chiude con un nulla di fatto: generico il documento conclusivo.
Il presidente della RAI, Letizia Moratti, e i membri del Consiglio di amministrazione in carica del luglio annunciano le loro dimissioni. Tenendo della campagna elettorale in corso e per evitare tensioni e turbative le dimissioni saranno formalizzare il 23 aprile, dopo il voto.
Il caso del «Corriere»: il Comitato di redazione del quotidiano di via Solferino propone ai redattori un referendum sull’organizzazione del lavoro del giornale affermando che non spetta ai giornalisti esprimere fiducia o sfiducia al direttore ma di fatto critica i contenuti del quotidiano. Sulle pagine del «Corriere» si alternano comunicati pro e contro la scelta del Comitato di redazione.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 5 aprile 1996 [p.1-p.4]
Editoriale, Sergio Romano, Il caso “Corriere”. Lo strappo di via Solferino
«La Stampa», 5 aprile 1996 [p.6]
r.int., Il comitato di redazione: libera opinione, nessuna sfiducia al direttore. Corsera, il referendum divide. Rossella applaude Mieli. Bocca: giusto discutere; Claudio Altarocca, Ottone: il direttore non è Re Travicello [intervista a Piero Ottone]; Claudio Altarocca, Biagi: andatevene al New York Times [intervista a Enzo Biagi]
Diario elettorale
Massimo D’Alema visita gli studi Mediaset a Cologno Monzese (Milano) e si incontra con una ampia rappresentanza di dirigenti e lavoratori della Fininvest. Nel suo intervento il segretario del PDS, riconosciuta la funzione strategica per l’Italia dell’azienda Mediaset, ipotizza una RAI con due sole reti generaliste e una regionale senza introiti pubblicitari, che non si sovrapponga alla Tv commerciale. Affermazioni sulla RAI che non mancano di suscitare polemiche da parte di personalità del centro-destra e del centro-sinistra.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 aprile 1996 [p.3]
Fabrizio Rondolino, Pace D'Alema-Mediaset. «conflitto va risolto, alla RAI basti il canone». «Mediaset è un patrimonio di tutti gli italiani. Le regole servono ad aiutare lo sviluppo, non ad imbrigliare l'esistente. La vostra azienda non corre nessun rischio». D'Alema incontra il management e i lavoratori di Mediaset e inaugura una pagina nuova nei rapporti tra sinistra e televisione. «Il conflitto d'interessi, però, va risolto: e anche nel vostro interesse», dice. E sulla RAI: «Due sole reti, finanziate dal canone e senza pubblicità»; M.U. (Michele Urbani), II gotha della Fininvest promuove il leader PDS. Berlusconi: è un mea culpa; Michele Urbano, «Risolvere il conflitto e anche interesse di Silvio». Confalonieri: «Basta col partito azienda» [intervista a Fedele Confalonieri]; Preoccupazione per ipotesi di ridimensionamento. Sindacato RAI polemico «Venga a Saxa Rubra»
«La Stampa»
«La Stampa», 5 aprile 1996 [p.3]
Alberto Rapisarda, Il capo del Polo: «Mi hanno frainteso. E se andrò al governo, voglio Fini, Casini e Buttiglione». Berlusconi: non rinuncio a fare il premier. Dini: è incompatibile con Palazzo Chigi; Il Cavaliere: «Il mea culpa di Massimo»; Pino Corrias, Il leader negli studi del Biscione. «Non ci sarà un Day after». D’Alema: se vinco nessuna ritorsione in Fininvest. Confalonieri: siamo i più indagati d’Italia. Per noi la par condicio con le altre aziende non esiste. Ci rassicuri. Il segretario PDS critico con la RAI «Non ha senso che incassi il canone e prenda pubblicità»
«La Stampa», 5 aprile 1996 [p.4]
Massimo Gramellini, La campagna d’Italia. Nella tana della «pasionaria» di Bianco il Polo candida Anna Duchini. La guerra delle «zitelle». Una contessa nel collegio della Bindi. Rosy: «perché una ragazza come te si è messa con ‘sta Destraccia?». Annina: «Ma sai che vuol dire passare tutta la vita sotto i comunisti?»; r. i., Sistema bloccato secondo De Rita: solo la famiglia-istituzione regge. L’Italia nella «palude» politica. Il Censis: società stagnante, rischio- regressione
«Il Foglio»
«Il Foglio», 5 aprile 1996 [p.3]
D’Alema benedice Canale 5: «Dio ve l’ha dato, io non lo tocco». L’arcivescovo Confalolonieri celebra la superlegittimazione. Il nuovo principe rinuncia allo Jus primae noctis. Il portavoce del «No» al referendum fa volantinaggio al cancello sbagliato. Nello studio di Stranamore, al caldo, Fede e Liguori accolgono il figliol prodigo, che si comporta da padre premuroso e protettivo
«Il Foglio», 6 aprile 1996 [p.3]
Editoriale, La guerra è finita
«Il Foglio», 6 aprile 1996 [p.1]
Coro di critiche alle proposte di D’Alema sulla RAI
Il Tribunale militare di Roma decide che Il «boia delle Fosse Ardeatine», l’ex capitano delle SS, Priebke deve restare in carcere in attesa del giudizio. Il processo inizierà l’8 maggio.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 5 aprile 1996 [p.7]
Francesco Grignetti, Respinta anche la richiesta di arresti domiciliari. L’ufficiale delle SS impassibile alla decisione. Per Priebke arriva il giorno del giudizio, Il «boia delle Fosse Ardeatine» processato l’8 maggio; Commenti: Tullia Zevi, Ugo Pecchioli, Maurizio Gasparri; fra. gri. (Francesco Grignetti), L’ultimo testimone. «Era lui che in cella ci picchiava». «Lo guardo e vedo gli occhi degli amici morti» [intervista a Riccardo Mancini]
Su «La Stampa» un’ampia intervista a Luciano Lama, l’ex leader della CGIL che per ragioni di salute lascia il suo ultimo impegno politico: sindaco di Amelia (Terni).
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 5 aprile 1996 [p.5]
Paolo Guzzanti, L’ex leader CGIL. La testimonianza del sindacalista-politico che si è dimesso da sindaco di Amelia per malattia. Lama: non è con lo scontro che si salva questa Italia. «Non si può continuare a costringere giorno dopo giorno i cittadini dividersi come cani e gatti da mattina a sera, servono intese. «Tutti si devono convincere, anche a sinistra, che la trattativa paga sempre. La Destra può arrivare la governo, ma non ha ancora la maturità necessaria». «Massimo D’Alema mi preoccupava. È cambiato, è più umano e più saggio». «Veltroni bravo sia nel partito che nell’Ulivo. Prodi ha grinta» [intervista a Luciano Lama]; Pierluigi Battista, Il caso. Da Ronchey a Clinton. Così muore il «fattore K». Tramonta il veto sui comunisti
Palermo: Bruno Contrada, ex dirigente del SISDE è condannato a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 aprile 1996 [p.1-p.3-p.9]
p.1-Titolo: Dieci anni a Contrada. L'ex 007 collaboro con la mafia;
p.1-p.9- Editoriale, Luciano Violante, Quegli insulti inaccettabili;
p.3-Saverio Lodato, «Contrada colpevole. Ha servito la mafia». Dieci anni di carcere all'ex 007.
La difesa: «Come da copione»; Gianpaolo Tucci, Polo all’ attacco. Arlacchi: i giudici vanno rispettati; «Sono un poliziotto, non ho tradito lo Stato»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 6 aprile 1996 [p.3]
Editoriale, La macchinazione; Contrada, tre ore inutili per smontare quattro anni di accuse. All’ingresso in tribunale magistrati, carabinieri e poliziotti gli stringono la mano. Il giudice Ingargiola, mentre l’ex funzionario del SISDE ricorda le sue denunce contro Riccobono che lo accusa, evita di incrociare il suo sguardo; L’onore del poliziotto che non ha tradito. Ultima arringa di un uomo trascinato nel gorgo giudiziario dall’antimafia dei pentiti. Drammatica e accorata autodifesa prima della sentenza. L’indignazione per le accuse infamanti basate essenzialmente sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, alcuni dei quali hanno chiari motivi di rivalsa nei suoi confronti. «Se fossi colpevole meriterei la fucilazione, non il carcere»
«Il Foglio», 9 aprile 1996 [p.3]
Editoriale, Testimoni dunque complici
«Il Foglio», 10 aprile 1996 [p.1]
La macchinazione. Contrada dice tutto sulla DIA, Il Corvo, i pentiti, Riccobono e i giudici. Condannato a dieci anni, il funzionario spiega il contesto di una storia di malagiustizia e di veleni politici. I misteri del caso Contorno
«Il Foglio», 11 aprile 1996 [p.1]
False accuse, niente indagini. La fantasia sfrenata dei senatori che volevano incastrare Contrada. Dichiarazioni chiaramente inattendibili, ma la procura palermitana preferisce occuparsi dei testimoni a discarico. Oggi il dibattito al CSM
Polonia
Davanti al campo di sterminio di Auschwitz si svolge una manifestazione dell’organizzazione di estrema destra «Comunità nazionale polacca». Il corteo antisemita è stato autorizzato dalle autorità polacche. Indignazione in tutto il mondo. Il 16 ebrei provenienti da 38 paesi sfilano davanti a Auschwitz per ricordare l’Olocausto.
Tensioni fra le due Coree
Il 6 aprile truppe della Corea del Nord attraversano il confine con la Corea del Sud penetrando nella zona smilitarizzata che divide i due Paesi. La Corea del Sud proclama lo stato d’allarme. Stato d’allerta anche per i 37 mila soldati americani presenti nel Paese. Washington lancia un severo monito a non provocare la Corea del Sud mentre Mosca chiede alla Corea del Nord di non interrompere il dialogo con gli USA. Nuovi sconfina menti il 7 e l’8 aprile. Il 9 il Governo della Corea del Sud ordina di aprire il fuoco contro nuovi sconfinamenti delle truppe nord-coreane.
Lunedì nero a Wall Street. Il nuovo crollo del Dow Jones provoca il blocco delle contrattazioni e il panico tra gli operatori del mercato azionario. La flessione è stata di oltre 100 punti, l’indice passa da quota 5.682 a quota 5.546. Secondo gli osservatori l’ondata di vendite sarebbe la conseguenza dell’annuncio di 140 mila nuovi posti di lavoro che avrebbe determinato la sfiducia nel possibile calo del costo del denaro a cui si aggiunge la preoccupazione per l’aumento dei prezzi alla produzione e al consumo, tra lo 0,4-0,3%, registrato a marzo.
Guerra in Libano tra Israele e Hezbollah filo iraniani.
Barashit (Libano): lo scoppio di una bomba ferisce quattro persone. Gli sciti del Partito di Dio Hezbollah accusano Israele dell’attentato. Il giorno dopo, il 9 aprile, i miliziani sciti lanciano trenta razzi sull’Alta Galilea pere colpire civili israeliani all’uscita dai rifugi dove hanno passato la notte. Alcune decine di feriti. Immediata la reazione israeliana. Bombardamenti nella valle della Bekaa, roccaforte dei miliziani sciti. L’11 aprile Israele lancia l’operazione «Furore»
Il presidente del Consiglio, Lamberto Dini, invia una lettera alla Commissione Esteri del Senato in cui annuncia la disponibilità della NATO a mettere a disposizione alcuni documenti utili ai fini dell’inchiesta sulla tragedia di Ustica, disastro aereo del 27 giugno 1980 in cui persero la vita 81 persone. La collaborazione seconda quanto richiesto dalla NATO deve però avvenire a porte chiuse e nel pieno rispetto delle procedure di sicurezza.
Ulivo: Roma, Stati generali sulla cultura. Conduce i lavori lo scrittore Sandro Veronesi. Nell’occasione Romano Prodi lancia il ministero della Cultura.
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 12 aprile 1996 [p.13]
Barbara Palombelli, Elezioni in campo la cultura. Intellettuali e gente dello spettacolo agli Stati generali dell’Ulivo. E Benigni baciò Veltroni. Prodi lancia il ministero della Cultura. Ritorni e new entry, conduce Sandro Veronesi Baricco cita «il Boss», il consiglio di Jack Lang
«Il Foglio»
«Il Foglio», 13 aprile 1996 [p.3]
Editoriale, Cultura e Kultura
Consiglio Superiore della Magistratura (CSM): in discussione il documento di censura alle critiche che i parlamentari Tiziana Parenti, Tiziana Maiolo e Vittorio Sgarbi hanno rivolto alle sentenze di condanna per Bruno Contrada e l’ex leader socialista Giacomo Mancini.
Perugia: inizia il processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli direttore della rivista «Op». Citati circa 700 testimoni
Rincaro benzina.
L’OPEC, l’Organizzazione dei paesi produttori di petrolio, annuncia un rialzo del prezzo del greggio di 95 centesimi di dollaro al barile. In Italia la benzina super sale a 1.910 lire , la verde a 1.810 lire. L’Antitrust, presieduta da Giuliano Amato apre un’inchiesta sui rincari.
Guerra in Libano tra Israele e Hezbollah filo iraniani.
Israele, per colpire il movimento sciita Hezbollah, lancia contro il territorio libanese l’operazione «Furore»: bombardamenti indiscriminati che colpiscono la valle di Bekaa, il campo profughi palestinese Al Bidawi e la capitale Beirut, 10 morti e 50 feriti. Il 12 aprile i civili fuggono verso il confine fra Libano e Israele. Raid dell’esercito israeliano e lancio di razzi fa parte scita. Il 13 un elicottero israeliano colpisce un’ambulanza uccidendo una famiglia di 6 persone far cui 4 bambini. Il 14 aprile si calcolano 400 mila profughi in fuga verso il Nord del Libano. Il 15 la Francia tenta una mediazione per arrivare al cessate il fuoco.
Diario elettorale
A «Linea Tre» il programma televisivo condotto da Lucia Annunziata su Raitre si confrontano Romano Prodi e Silvio Berlusconi insieme ai due leader le rispettive «squadre». Per l’Ulivo: D’Alema, Bianco, Ripa di Meana, Giovanna Melandri, Maccanico e Dini. Per il Polo delle Libertà: Fini, Buttiglione, Casini, Tremonti, Martino e Mancuso.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 aprile 1996 [pp.1-3-p.8]
p.1-Titolo: Dini annuncia: Chiederà al Parlamento se devo fare io la manovra da 10mila miliardi. Match parti tra Polo e Ulivo. Non rissa, ma frecciate e veleni nel duello TV;
p.1-p.8- Pierluigi Battista, La guerra dei due mondi;
p.2- Fabio Martini, L’ex guardasigilli Mancuso mostra una lettera di solidarietà scritta da Fini, ma era vecchia di un mese. Giustizia, ultimi fuochi. AN «ricuce» lo strappo del CSM; Augusto Minzolini, In parità il match TV. Ma la sorpresa è stato Prodi; Andrea di Robilant, L’arbitro del duello. La giornalista determinante la mia formazione all’estero. «Niente soggezione per loro». Annunziata il mio distacco per i politici [intervista a Lucia Annunziata];
p.3- Maria Teresa Meli, Prodi all’attacco nel faccia a faccia di «Linea tre»: hai avuto frequenze in cambio di frequentazioni. Il professore tira fuori le unghie. E Il Cavaliere se governi il Paese come l’IRI è la rovina; Filippo Ceccarelli, Ulivo Polo. Gli uomini al centro della sfida. Romano e i suoi allievi, E in soccorso arriva Lambertow. Ecco i Berlusconi-boys. In squadra anche «zio» Mancuso; Francesco Grignetti, I big dietro le quinte. Pippo Baudo cede il camerino a Fini. D’Alema salta il trucco, don Filippo fa lo shampoo
Unione Europea
I ministri economici dell’Unione europea, sotto la presidenza italiana, si riuniscono a Verona. È raggiunto un accordo sulle tappe necessarie per arrivare alla moneta unica. Si prevede la nascita di un nuovo SME che accoglierà i paesi che non saranno pronti per l’appuntamento con l’Euro previsto per il 1999. In sostanza un’Europa a due velocità. Dopo due anni di permanenza nel cosiddetto SME2 chi avrà raggiunto i parametri previsti potrà entrare nell’unione monetaria. Secondo le previsioni nel 2002 tutti i paesi membri dovrebbero poter aderire all’Euro. Solo l’Inghilterra resta fuori dalla prospettiva della moneta unica. Previsto un nuovo appuntamento a Firenze nel giugno.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 14 aprile 1996 [p.17]
Sergio Sergi, Via libera al nuovo SME. Moneta unica nel 1999, solo Londra dice no; Franco Brizzo, La proposta di Paolo Leon. Centrare Maastricht? Regionalizzando debito e patrimonio; Le scadenze monetarie della UE (scheda); Antonio Pollio Salimbeni, «La trimestrale di cassa pronta in settimana». «L’Unione monetaria? L’Italia ci può entrare subito». E Dini sulla manovra sfida la destra
«Il Foglio»
«Il Foglio», 16 aprile 1996 [p.1]
Paese «out». Il vertice finanziario europeo registra la sconfitta dell’Italia. Roma virtualmente fuori dalla moneta unica, ma dentro lo Sme2. Opinioni di Martino, Vertone, Fassino. Germania alla guida della lira
«Il Foglio», 17 aprile 1996 [p.3]
Lezioni di tedesco
Giovanni Paolo II compie una breve visita in Tunisia. Il pontefice incontra il presidente Ben Alì e i presuli cattolici del Nordafrica.
Accordo politico-elettorale tra Polo delle libertà e Riformatori della Lista Pannella-Sgarbi.
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, invia un messaggio al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) in cui precisa che le sentenze e gli atti giudiziari posso essere criticati ma senza ricorrere alle invettive e richiamo i giudici al rispetto della deontologia. Inoltre si appella a chi ricopre cariche istituzionali perché si astengano dal lasciarsi coinvolgere nelle polemiche sull’attività della magistratura. Il messaggio del capo dello Stato non è avallato dai presidenti dei due rami del Parlamento Carlo Scognamiglio (Forza Italia) e Irene Pivetti (Lega) e criticato dal Polo.
Confindustria: il presidente Giorgio Fossa sarà affiancato da tre vicepresidenti: Pietro Marzotto, Luigi Orlando e Carlo Callieri. 6 i consiglieri incaricati: Guidalberto Guidi, Antonio Damato, Rosario Alessandrello, Andrea Mondello, Umberto Rosa e Luigi Siciliani. Delegato del presidente: Riccardo Perissich
Commenti e resoconti
«Il Foglio»
«Il Foglio», 17 aprile 1996 [p.1]
Consociativismi. Padronato e sindacati pro Ulivo, artigianato e commercio non ci stanno. Nuovo governo della Confindustria per Giorgio Fossa, ma Abete patrocina un rush elettorale con CGIL-CISL-UIL. Callieri (FIAT) uomo ombra
Consob: Relazione 1995
Commenti e resoconti
«Il Foglio»
«Il Foglio», 17 aprile 1996 [p.1]
La Relazione Consob ’95. Arriva lo straniero. Borsa italiana con le ore contate. Supergemina e Olivetti sono stati poco trasparenti con gli azionisti
Milano: a conclusione del processo sulle tangenti per la realizzazione della metropolitana milanese sono condannati l’ex segretario del PSI, Bettino Craxi, a 8 anni e tre mesi di reclusione e al risarcimento di 50 miliardi di lire, l’ex deputato del PCI, Gianni Cervetti, per ricettazione. Assolta la segretaria della Federazione del PDS di Milano Barbara Pollastrini.
Londra: l’avvocato David Mills dichiara agli investigatori la costituzione di diverse società off shore domiciliate in vari paradisi fiscali per indicazione di Candia Camaggi responsabile del di Fininvest Service di Lugano e Giorgio Vanoni responsabile del comparto estero della Fininvest, fra cui la All Iberian che in origine avrebbe dovuto operare nella commercializzazione dei film.
Olanda
Il Parlamento, con 81 voti a favore e 60 contro, approva una proposta di legge che prevede per le coppie omosessuali gli stessi diritti e doveri stabiliti per i coniugi. L’Olanda con questa legge segue la Danimarca, la Svezia e la Norvegia e si adegua ad una risoluzione del Parlamento Europeo che invitava i paesi membri al riconoscimento legale delle coppie gay.
Confronto televisivo fra Massimo D’Alema (PDS) e Gianfranco Fini (AN) a «Testa a testa» il programma di Canale 5 condotto da Enrico Mentana.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 aprile 1996 [p.5]
«Le Monde»: è il numero due l’uomo chiave dell’Ulivo. Berlusconi, fuga dalla TV. Evitato il match in RAI con Veltroni; Roberto Carollo, Il leader leghista: non c’è notizia, a me ha già dato due bidoni. Bossi: «Silvio meno parla meglio è»; Fabrizio Rondolino, Su Canale 5 confronto con Fini. Al leader di AN non piace il servizio civile per i giovani di leva. D’Alema: «Vince chi è più credibile»
«La Repubblica»
«la Repubblica», 18 aprile 1996 [p.4]
Alessandra Longo, L’Italia al voto. Fini e D’Alema: niente patti con Bossi. Il segretario del PDS accusa: «Strumentalizzate le parole di Di Pietro». Più fioretto che spada nel duello TV da Mentana. E su «Panorama» il leader della Quercia garantisce: se vince l’Ulivo, nessuna epurazione in RAI. Il confronto si inasprisce su leva volontaria e servizio civile. «La televisione è solo un obbligo già fissato»
Eugenio Scalfari lascia la direzione del quotidiano «la Repubblica», che ha fondato nel 1976, a Ezio Mauro.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 19 aprile 1996 [p.1-p.9]
p.1-Titolo: Eugenio Scalfari lascia. A «Repubblica» arriva Ezio Mauro;
p.9- Letizia Paolozzi, Non è ancora ufficiale. Alla «Stampa» va Sergio Romano. Scalfari sta per lasciare. Mauro alla «Repubblica»; Giancarlo Bosetti, Un giro di boa per la stampa italiana
L’Ulivo chiude la sua campagna elettorale a Piazza del Popolo a Roma. Oltre 150 mila persone, moltissimi i giovani. Si respira aria di vittoria.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 19 aprile 1996 [p.1-pp.4-5-p.6-p.9]
p.1-Titolo: Il Cavaliere insiste: se perdiamo alle prossime elezioni non ci sarà libera scelta. «L’Ulivo pronto a governare». A Roma grande festa con 150mila in piazza;
p.1-p.6- Lamberto Dini, La serenità contro la tempesta del Polo;
p.1-p.9-Vincenzo Cerami, Le idee e i toni giusti;
p.4-Titolo: In piazza con l’Ulivo; Stefano Di Michele, La piazza nelle mani dei giovani. In 150mila a Roma: «Stavolta i buoni de la fanno»; Paola Sacchi, Stefania Sandrelli: «Sto con l’Ulivo, sono stufa degli imbonitori». «Scelgo chi si rimbocca le maniche»;
p.5- Vittorio Ragone, «L’Italia ha fiducia nell’Ulivo». Prodi: «Il popolo dei volontari può solo vincere»; Eleonora Martelli, E alla fine la piazza resta a cantare fino a notte tarda; In diretta anche l’Europa Zurigo parla in piazza
Israele bombarda un centro profughi a Cana, nel sud del Libano, provocando 101 morti e un centinaio di feriti, quasi tutti donne e bambini. Il governo israeliano parla di tragico errore ma è smentito dal portavoce dell’UNIFIL secondo cui si è trattato di una rappresaglia nel quadro della operazione «Furore». Si riunisce d’urgenza il Consiglio di sicurezza dell’ONU. Appelli alla pace sono lanciati da Bill Clinton, da Jacques Chirac e per l’Italia dal ministro degli Esteri Susanna Agnelli.
Egitto (Giza) Un commando di integralisti islamici spara su un gruppo di turisti greci nelle vicinanze della piramide di Giza. Uccise 18 persone e 15 ferite. Il 20 aprile l’attentato è rivendicato dal gruppo Jamaa Islamiya. L’azione è invece condannata dalla Fratellanza musulmana, la principale organizzazione fondamentalista islamica.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 19 aprile 1996 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Colpiti donne e bimbi in un campo ONU. Clinton. Cessate il fuoco. Israele fa un massacro. Uccisi cento profughi. Egitto: ultra arabi sparano sui turisti;
pp.1-2-Editoriale, Renzo Foa, Così si va indietro;
p.2-Titolo: Medio Oriente in fiamme; Strage di turisti al Cairo. Ultra uccidono 18 greci, blitz anti- israeliano?; Marcella Emiliani, Dall’Egitto al Libano teoria pratica dei gruppi che seminano il terrore. La galassia dei guerrieri di Allah;
p.3- Titolo: Medio Oriente in fiamme; U. D. G., Ambasciatore israeliano. «É una tragedia ma è colpa degli ultrà» [intervista]; U.D.G. (Umberto De Giovannangeli), Choc nel mondo. L’ira di Ghali su Tel Aviv. La UE, Mosca, OLP, e arabi condannano. Clinton a Peres: «ora basta, fermatevi»
Marco Tronchetti Provera è nominato presidente del gruppo Pirelli in luogo di Leopoldo Pirelli che lascia la guida del gruppo dopo più di trent’anni e la cura degli interessi di famiglia che lascia al figlio Alberto in qualità di vicepresidente.
Su Canale5 condotto da Enrico Mentana il faccia a faccia fra i leader delle due principali coalizioni, l’Ulivo e il Polo delle libertà, rispettivamente Romano Prodi e Silvio Berlusconi..
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 20 aprile 1996 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Nella sfida Berlusconi punta tutto sull’anticomunismo. Ultimo duello in TV appello agli indecisi. Prodi: «Cavaliere, lei è il passato»;
pp.1-2-Editoriale, Michele Serra, Vorrei un domani meno triste; Giancarlo Bosetti, Vittorio Foa: questa destra non è liberale [intervista a Vittorio Foa];
p.1-p.5-Roberto Carollo, Veltroni: «È l’Ulivo la sola novità» [intervista a Walter Veltroni];
p.2-Enzo Bianco, L’Italia dei sindaci? È una realtà e il voto può rinvigorirla;
p.3-Marcella Ciarnelli, Mentana: «Romano la vera sorpresa»; Vittorio Ragone, L’ultima sfida prima del voto. Prodi: Cavaliere, il muro di Berlino è caduto; Maria Novella Oppo, E Bossi punta sulla bistecca pazza;
p.4- Titolo: I due leader dopo il duello televisivo. Battute di spirito coi giornalisti, progetti per il futuro; Ritanna Armeni, E Prodi il concreto pensa già al dopo; Rosanna Lampugnani, Silvio: è stato facile studio da due anni; Dini: no alla destra estrema;
p.5-Jovanotti si schiera: «Io voterò per il centrosinistra»; Comizio di chiusura a Milano. Pivetti parla come Bossi. «Voglio la libertà del Nord»
«Il Foglio»
Prodi contro Berlusconi. Dieci milioni di voti in due ore, il telesogno del faccia a faccia. L’abbronzatura di Kennedy sconfisse Nixon, ma quella di Fabius favorì Chirac. Le astuzie di Mitterand. I grandi duelli TV nel mondo
Si svolgono le elezioni politiche, che vedono la vittoria della coalizione formata dal centrosinistra e da Rifondazione comunista, grazie al «patto di desistenza» realizzato con quest’ultima e alla superiorità dei voti dati alla coalizione rispetto a quelli totalizzati dai singoli partiti. I primi sono difatti 16.729.000, a fronte dei 16.270.000 voti totalizzati dai vari partiti del centrosinistra; mentre il Polo ha ottenuto, come coalizione, 15.028.000, a fronte dei 16.480.000 ottenuti dai singoli partiti del centrodestra. L’Ulivo conquista 284 seggi alla Camera e 154 al Senato. Rifondazione comunista, 35 alla Camera e 10 al Senato. Il Polo delle libertà, 246 seggi alla Camera e 116 al Senato. La Lega nord, 59 alla Camera e 27 al Senato (10,6% dei voti a livello nazionale). La Lista Dini, 8 seggi alla Camera, nessuno al Senato. La lista Pannella- Sgarbi, nessun seggio alla Camera, 1 al Senato. Il Msi di Pino Rauti, nessun seggio alla Camera, 1 al Senato. Sono aumentate le astensioni che raggiungono il 17,3% (+3,4 rispetto a due anni fa) nonché le schede bianche e nulle (6,5%)
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