XIII Legislatura - I governo Dini
XII Legislatura - 1994-1996
I Governo Dini
17 gennaio 1995-17 maggio 1996
Roma: il leader radicale, Marco Pannella, è fermato dalla polizia a Piazza Navona. Vestito da Babbo Natale sta distribuendo bustine contenenti un grammo di hashish e pacchetti con 100 grammi di marijuana.
Il Governo guidato da Lamberto Dini, ritenendo di aver portato a termine il mandato delle forze politiche e del Capo dello Stato, rimette il mandato al capo dello Stato che lo invita a presentarsi alle Camere. Il dibattito ci sarà il 9 gennaio 1996.
- 1996
I commenti al discorso del capo dello Stato. Positivi i giudizi del centro-sinistra, diviso il Polo. Critica Rifondazione.
«l'Unità»
«l’Unità», 2 gennaio 1996 [p.1-pp.3-6]
p.1-Titolo: Sul futuro della legislatura chiede «chiarezza» al Parlamento. L'appello di Scalfaro
«Riforme entro 2 anni». Fini e i duri del Polo contro il Colle;
p.1-p.6- Editoriale, Gianfranco Pasquino, «Volare alto» con equilibrio.
p.3- Vincenzo Vasile, «Comodo ma poco morale scaricare le responsabilità sul capo dello Stato: chiarezza in Parlamento». «Sì al dialogo per le riforme». Scalfaro: attenti al pericolo del partito unico; Oltre 15mllionl di telespettatori per il presidente; [reazioni e commenti];
p.4- «La politica deve volare alto». Il messaggio di Scalfaro [testo];
p.5-Michele Urbano, «Pausa di riflessione» per il Cavaliere, ma si accentuano le divisioni sul governissimo. II Polo si spacca sul Quirinale. Fini va all’ assalto e mezza Forza Italia è con lui; Roberto Carollo, Feltri: «Silvio così fa naufragio. Vuole togliermi la direzione? Macché, sarebbe incredibile …» [intervista a Vittorio Feltri]; Ninni Andriolo, Il segretario dell'ANM apprezza le parole di Scalfaro sulla giustizia: cosi finiscono le polemiche. Bruti Liberati: «Chiusa l’era Mancuso»
[intervista a Edmondo Bruti Liberati]
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 1996 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Il messaggio del presidente: giudici, amministrare non è reato. «Due anni di Costituente». Scalfaro: sì al dialogo, l’Italia ce la farà;
pp.1-2- Editoriale, Marcello Sorgi, La strada che parte dal Colle;
p.1-p.4-Marco Tosatti, Il Papa ringrazia il Quirinale. Poi il richiamo ai cattolici in politica. «Prima i valori, poi gli schieramenti»;
p.2-r. i., Scalfaro difende il «dialogo». «Grazie a chi lo conduce e a vi partecipa»;
p.3-Alberto Rapisarda, Il dibattito alla Camera sul destino del governo dovrà chiarire la posizione delle forze politiche. «Riforme, i partiti parlino chiaro». Scalfaro: non scaricate su di me le vostre colpe; Maria Teresa Meli, Bertinotti indignato: è peggio di Cossiga [intervista a Fausto Bertinotti]; m.t.m. (Maria Teresa Meli), Casini è soddisfatto «Giusto l’armistizio» [intervista a Pier Ferdinando Casini]; Igor Man, Nel discorso del presidente, riferimenti al Papa, ma anche a valdesi, ebrei, islamici. Il messaggio «laico» di Oscar Luigi ;
p.4-Fabio Martini, Il discorso di Scalfaro rilancia le polemiche. Pannella e AN: impeachment del presidente. Governissimo? L’Ulivo si ribella. Comitati Prodi contro «il pasticcio dell’ambiguità»p
Entra in vigore la riforma previdenziale approvata ad agosto 1995.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 gennaio 1996 [p.19]
Titolo pagina: Ecco le principali novità del provvedimento approvato in agosto dal Parlamento; Raul Wittenberg, Via alla rivoluzione della previdenza. In vigore la legge di riforma; Le nuove pensioni a regime [scheda]; Anzianità: le vie d’uscita [scheda]; Per il ministro del Lavoro si dovrà alzare di nuovo I'età minima. Treu: nel '98 la verifica ed un nuovo «giro di vite»
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 1996 [p.24]
A Capodanno è entrata in vigore la riforma previdenziale votata ad agosto. Pensioni, si litiga già sul ’98. Treu: minimi a 60 anni. Larizza: è pazzo; Le uscite del 1996 [scheda]; r. e. s., Quattromila miliardi per opere di base «Entro l’anno 400 mila nuovi posti per il Sud». Il ministro del Lavoro: serve il patto fra industria, governo e sindacato
I giudici di Brescia trovano e sequestrano il dossier «Achille» del SISDE su Antonio Di Pietro e altri magistrati dell’ambiente giudiziario milanese di cui ancora non si conoscono i nomi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 gennaio 1996 [p.11]
Gianni Cipriani, Di Pietro, trovato il dossier SISDE. Sequestrato da Salamone, spiato l’intero pool?
L’Italia guiderà l’Europa fino al summit di Firenze del 21-22 giugno. Primo appuntamento previsto il vertice intergovernativo di Torino del 29-30 marzo per il negoziato sulle riforme al Trattato e la definizione del rapporto tra i Paesi che adotteranno la moneta unica e quelli che ancora non saranno pronti. L’agenda del semestre fra i principali temi prevede: occupazione, cittadinanza e sicurezza.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 gennaio 1996 [p.15]
Semestre UE. Ieri il passaggio di consegne tra Madrid e Roma.Tutte le tappe dei sei mesi [cronologia -appuntamenti]; Gli auguri di Bonn «Ci aspettiamo molti risultati»; Sergio Sergi, L’Italia guida la nave Europa. Moneta e riforma di Maastricht, gli scogli sulla rotta; Renzo Foa, Una grande chance da non sprecare
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 1996 [p.4]
Aldo Rizzo, Parte il semestre UE. Un’Italia più stabile per guidare l’Europa
Sarajevo: si festeggia la pace.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 gennaio 1996 [p.9]
Benvenuto ’96; Kinkel: punire i crimini di guerra altrimenti niente aiuti economici; Brindisi e spari di pace a Sarajevo. Festa in piazza: sarà l’anno della ricostruzione; La prima parte del contingente all’opera per rendere agibili un hotel e un ospedale. Bersaglieri, Capodanno di lavoro; Mostar riaperto anche l’aeroporto
«La Stampa»
«La Stampa», 2 gennaio 1996 [p.1-p.5]
p.1-p.5- Giuseppe Zaccaria, La povera festa della pace. I resuscitati al veglione di Sarajevo;
p.5- Botti e proiettili traccianti per celebrare il 1996, i bersaglieri restano nei rifugi per evitare rischi; Ingrid Badurina, La Quinta di Beethoven per cancellare la guerra; (Agi-Ap), Germania: «Crimini puniti o niente aiuti»
La Conferenza dei capigruppo decide i tempi della verifica di Governo. Alla vigilia del vertice dell’Ulivo undici Comitati «Per L’Italia che vogliamo» si pronunciano contro l’ipotesi di «governissimo» avanzata da Berlusconi. AN e PRC sono per la sfiducia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 gennaio 1996 [p.6]
Alberto Leiss, Domani la conferenza del capigruppo alla Camera deciderà il calendario. Vertici per l'Ulivo e il Polo. Al via la verifica. Salvo solo il semestre? Solo AN evoca la sfiducia a Dini; 11 comitati dell'Ulivo scendono in campo contro il governissimo. «La proposta di Berlusconi e un pasticcio ambiguo»; Paola Sacchi, «Scalfaro ha ragione, l'Ulivo verifichi in tempi brevi se e possibile un'intesa». Salvi: «La legge elettorale e da rifare»
Gaza: ucciso il terrorista palestinese Yahya Ayash, soprannominato l’ingegnere della morte. Il palestinese muore dilaniato dall’esplosione di una bomba nascosto nel suo telefonino. L’uccisione è attribuita allo Shin Belt, il servizio segreto israeliano.
Il 6 gennaio è deciso l’aumento del 21 % del canone telefonico per le abitazioni e del 18, 7% per le telefonate urbane. L’aumento è accompagnato alla diminuzione delle tariffe per le telefonate urbane e internazionali. Di fronte alle proteste dei sindacati e delle associazioni dei consumatori il 7 gennaio il presidente del Consiglio,Lamberto Dini, ritira il provvedimento.
Si svolge a Roma la cerimonia inaugurale del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea. il presidente della Repubblica accoglie nella sala della Protomoteca la Commissione Europea guidata dal presidente Jacques Santer. L’ 8 dicembre Lamberto Dini presenta il programma italiano per il semestre: obiettivi fondamentali l’unione monetaria e la lotta alla disoccupazione.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 gennaio 1996 [pp.1-2-p.5]
p.1-Titolo: Il passaggio di consegne a Dini. Da domani la verifica sul governo. Scalfaro apre il semestre UE. «Faremo il nostro dovere»;
pp.1-2- Piero Fassino, All’altezza dell’Europa;
p.5- Rosanna Lampugnani, «L'Italia farà il suo dovere». Domani la verifica, Scalfaro rassicura I'Europa; Stefano Polacchi, Al centro dei colloqui la revisione del trattato di Maastricht. Dini incontra Santer. Da oggi via al semestre
Vigilia del dibattito parlamentare sulle comunicazioni del governo che inizierà il 9 gennaio.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 8 gennaio 1996 [p.1-p.4]
p.1-p.4-Mario Tronti, Bossi, cambierai l'Italia mandandola a picco? ;
p.4- Paola Sacchi, Polemiche per una frase di Bossi da Ponte di Legno: “Datemi la Costituente, oppure...”. “E io mando a picco il Paese”. Il ricatto del Senatur ; E intanto l'Ulivo smentisce la notizia secondo la quale in Toscana si costituirebbe partito. Prodi: L'Italia ha bisogno di votare”; Dossetti: “Le riforme non siano merce di scambio”
«La Stampa»
«La Stampa», 8 gennaio 1996 [p.2]
Giovanni Cerruti, Il leader del Carroccio ottimista sul governo costituente. «La sfiducia? Non sarà presentata». Bossi: sì al Dini-bis neutro e minoritario. «Lo sosterranno Lega e cespugli con l’astensione dei 2 Poli». «O cambiano questo Stato o sono disposto a mandarlo a picco»; Filippo Ceccarelli, Il Palazzo. Far valigie o restare? Ma sempre con «stile»
«La Stampa», 8 gennaio 1996 [p.5]
Alberto Rapisarda, Il leader di AN e D’Alema abbandonano l’idea di elezioni subito. Inutili le proteste di Prodi. Governo, ora spunta la «crisi lampo». Ma Scalfaro vuole una dichiarazione firmata da tutti; Maria Teresa Meli, La strategia di Alleanza Nazionale. «Succedono anche i miracoli». Fini: ma ora facciamo cadere Lamberto [intervista a Gianfranco Fini]
Parigi: all’età di 79 anni muore l’ex presidente francese Francois Mitterand. Primo presidente socialista ha guidato la Francia dal 1981 al 1995. I funerali in forma pubblica di svolgono a Notre Dame alla presenza di numerosi capi di Stato. A Jarnac, sua città natale, la cerimonia privata.
Riesplode la guerra in Cecenia.
I separatisti ceceni, guidati da Salman Radujev, genero di Dudaev, assaltano Kizljar, nella regione del Daghestan e fanno prigionieri 2 mila russi nell’ospedale cittadino. Per la loro liberazione chiedono l’immediato ritiro dalla Cecenia delle truppe di mosca. Solo il 10 gennaio dopo una lunga trattativa gran parte degli ostaggi saranno liberati ma 200 di loro sono trattenuti e trasportati alla frontiera con la Cecenia. Il 15 gennaio l’intervento delle truppe russe.
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro nel cinquantenario della nascita dell’ONU, davanti al segretario generale Boutros Ghali, prospetta la necessità di una sua riforma, in particolare nuove regole per il Consiglio di Sicurezza.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 gennaio 1996 [p.15]
Stefano Polacchi, L’ONU? Da rifare. Il monito di Scalfaro
Il processo a Giulio Andreotti accusato di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Mino Pecorelli si trasferisce a Padova. Chiamato a testimoniare il pentito Tommaso Buscetta che accusa il senatore a vita di essere stato il referente di cosa nostra e di aver incontrato il boss mafioso Tano Badalamenti. Inoltre secondo Buscetta il generale Dalla Chiesa sarebbe stato ucciso perché in possesso di documenti sul caso Moro che avrebbero potuto danneggiare Andreotti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 gennaio 1996 [p.15]
p.1-Titolo: II pentito a volto scoperto. «Per la mafia eri lo zio». Match in aula tra Buscetta e Andreotti;
p.7- Titolo: Il processo. Padova, l’ex uomo d'onore racconta i rapporti tra i boss e lo statista DC; Saverio Lodato, II Senatore di fronte al Pentito. Buscetta conferma le accuse. Andreotti: e pilotato
Guerra russo-cecena
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 gennaio 1996 [p.1-p.13]
p.1- Titolo: I guerriglieri di Dudaev assaltano un ospedale, pronte le teste di cuoio di Eltsin. Raid dei ceceni con 3mila ostaggi. Granata sul tram, a Sarajevo torna la morte;
p.1-p.13- Renzo Foa, La guerra dimenticata;
p.13- Una sporca guerra che ha causato 30mila vittime; 150 morti a giugno per l’attacco a una città russa; Pavel Kozlov, Dudaev prende tremila ostaggi. Raid in Daghestan, truppe russe pronte al blitz; L’ex gorbacioviano Primakov sostituisce Kozyrev agli Esteri
Sarajevo: una granata centra un tram e causa un morto e 18 feriti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 gennaio 1996 [p.15]
Sangue a Sarajevo. Granata sul tram, un morto e 18 feriti
Camera dei deputati: comunicazioni del presidente del Consiglio Lamberto Dini che ricorda di aver preannunciato che il Governo avrebbe rassegnato le dimissioni dopo il raggiungimento degli obiettivi programmatici sui quali aveva ottenuto la fiducia e afferma che tali obiettivi sono stati raggiunti. Delinea tre ipotesi: un’ampia intesa sulle riforme istituzionali e la formazione di un governo di garanzia per la fase costituente, in mancanza di accordo un governo che sia nella pienezza dei poteri per la durata del semestre di presidenza italiana della Unione Europea, infine le dimissioni e l’apertura di una fase che porti alle elezioni politiche e ad un nuovo Parlamento. L’11gennaio il dibattito si conclude senza voto. Dini si reca dal capo dello Stato rassegna le dimissioni al capo dello Stato, dimissioni che sono comunicate alla Camera nella mattinata del 12 febbraio.
XIII Legislatura Camera dei deputati sedute dal 9 al 12 febbraio 1995
Seduta n. 309 - 9 gennaio 1995
Comunicazioni del governo: Lamberto Dini, presidente del Consiglio
Seduta n. 310 -10 gennaio 1995
Seguito della discussione
Seduta n. 311 - 11 gennaio 1995 [continuata il 12 gennaio]
Seguito discussione. Lamberto Dini, presidente del Consiglio: replica
La seduta riprende il 12 alle 11 con l’annuncio del presidente del Consiglio delle dimissioni.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 9 gennaio 1996 [pp.6-8]
p. 6- Alberto Rapisarda, Il presidente del Consiglio anticipa il discorso con il quale oggi apre il dibattito alla Camera. «Le dimissioni? Le ho già date a Scalfaro». Dini al Polo: non me ne vado, se volete sfiduciatemi; Filippo Ceccarelli, Da tecnico a politico. Le 4 stagioni di Lamberto. Ma la sua era non è ancora al tramonto; Andrea di Robilant, «Governo forte per l’Europa». Da Santer un «aiuto» al premier. «Deve avere il massimo sostegno»; r. i., Il ministro degli Esteri. «Serve un’Unione più attiva». La Agnelli al «Times»: stop agli euroscettici;
p. 7-Fabio Martini, La destra ora corregge la rotta e si avvicina a Forza Italia per salvare l’unità del Polo. AN più morbida: «Governo costituente». Ma a precise condizioni: al primo posto una riforma presidenzialista, con preferenza al sistema francese; Augusto Minzolini, Grandi manovre. Fini- Dini, vertice segreto. I «nemici» cercano un compromesso;
p. 8- Giovanni Cerruti, Telefonata di un’ora con il senatùr prima del vertice di stamattina fra Ulivo e Carroccio. Il «no» di D’Alema spiazza la Lega. Bossi: alla Costituente non rinuncio; r. i., Per l’elezione del premier. Nasce il «Polo trasversale». Promotori Occhetto, Segni e Adornato
«La Stampa», 11 gennaio 1996 [pp. 1-3-pp.5-6]
p.1-Titolo: Seduta fiume a Montecitorio. D’Alema: verifica sulle riforme. Berlusconi: Costituente, unica alternativa al voto. I Poli cercano un’intesa per non votare. Bossi rompe con la sinistra. Dini: non escludo colpi di scena;
p.1-p.6- Editoriale, Sergio Romano, Così muore una Nazione;
p.1-2-Paolo Guzzanti, La notte di massimo e Silvio. La lunga notte dei cari nemici. Tra i due leader vince la trattativa;
p.2-Maria Teresa Meli, Ma metà della Quercia è scontenta: così non avremo né riforme né elezioni. D’Alema scavalca il «senatur». «Niente ricatti, cerchiamo l’intesa con Silvio»; m. t. m. (Maria Teresa Meli), Sgarbi fa ridere Lamberto. «Congratulazioni, intervento bellissimo»;
p.3-Alberto Rapisarda, L’aut aut della Lega rilancia il dialogo tra Berlusconi e PDS. Scalfaro: ci vuole la pazienza della Costituente. Tamburi di guerra, ma poi è armistizio. Il premier non escludo colpi di scena; Augusto Minzolini, L’accordo possibile. Massimo «chiama» il Cavaliere. «incontriamoci sul doppio turno»; Fabio Martini, L’amica ritrovata. Elogi e citazioni in aula. È flirt fra D’Alema e Iotti;
p.5- Giovanni Cerruti, Il senatùr solo contro tutti: via da questo Parlamento, prepariamoci al voto. Ma ringrazia Dini. Bossi: Padania pronta alla secessione. Ed è un coro di insulti contro il leader leghista; Filippo Ceccarelli, Battaglia alla Camera. Il duello tra Fini e Irene. A colpi di fioretto tra cori e fischi; Guido Tiberga, Dopo la «lite». «In aula le opinioni sono sacre». Pivetti: «Ma quale minaccia? Era solo un’ipotesi» [intervista a Irene Pivetti]
«La Repubblica»
«la Repubblica», 9 gennaio 1996 [p.10]
Umberto Rosso, Verifica Dini in aula. Il centrosinistra prepara una risoluzione di sostegno a Dini e vuol «vedere se quello della Lega è un bluff». I Verdi dimissioni subito. L’Ulivo: «Governo in sella fino a marzo»
«la Repubblica», 9 gennaio 1996 [p.11]
Vittorio Testa, Verifica Dini in aula il Polo. Berlusconi «Senza intese subito al voto”. “Una mozione contro il governo? Vedremo»
«la Repubblica», 9 gennaio 1996 [p.11]
Alessandra Longo, Verifica Dini in aula il Polo. Il presidente di AN annuncia una sorpresa istituzionale e anche il Cavaliere si dice disponibile sulle riforme. Fini dal premier per spiegare le sue condizioni. La «carta» elezione diretta del capo del governo
«la Repubblica», 10 gennaio 1996 [p.2]
Stefano Marroni, Governo alla prova. Dopo una giornata di trattative inutili e incontri a tutto campo, la verifica non trova una via d’uscita. Montecitorio, la Babele delle mozioni. D’Alema «Rinnovare la fiducia per un periodo limitato». Il dibattito trasmesso in diretta dalle reti RAI
«la Repubblica», 10 gennaio 1996 [p.3]
Federico Geremicca, Governo alla prova. Il premier alla Camera: «Mi auguro che non si lasci il Paese nell' incertezza e nel vuoto di potere». Dini non offre scorciatoie. «partiti, decidete voi ...». Larghe intese, semestre o voto: le tre strade possibili Incertezza e confusione regnano sovrane Proteste e applausi polemici dai banchi di AN
«la Repubblica», 10 gennaio 1996 [p.3]
Alessandra Longo, Governo alla prova. Fini, sponsor della linea dura, non sarebbe contrario a un «passaggio» intermedio. Berlusconi: «Lamberto dimettiti». Forza Italia: risoluzione subito e, se non basta, la sfiducia. E se sulla mozione di sfiducia si spaccasse il Polo?
«la Repubblica», 11 gennaio 1996 [p.1]
Editoriale, Eugenio Scalfari, Obblighiamoli alla chiarezza
«la Repubblica», 12 gennaio 1996 [p.1]
Giovanni Valentini, Due mesi oppure due anni
«la Repubblica», 12 gennaio 1996 [p.3]
Alessandra Longo, La crisi di governo. «Elezioni o dialogo sulle riforme? Dipende da D’Alema». Fini il vincitore «Doveva finire così». Tatarella euforico: «È un successo del buon senso»
«la Repubblica», 12 gennaio 1996 [p.3]
Stefano Marroni, La crisi di governo. Fallito ogni tentativo di costruire una maggioranza, il presidente del Consiglio è intervenuto prima del voto. Dini getta la spugna e si dimette. Quattro minuti per l’addio. «Reincarico? Non penso». Una mossa obbligata che ha cercato di evitare
«la Repubblica», 13 gennaio 1996 [p.2]
Alessandra Longo, Intervista al leader di AN. «Sono contento che D' Alema parta dallo stesso presupposto: prima si verifica, poi si fa l’intesa”. “Premier eletto dal popolo e la grande intesa si farà». Fini: ma se fossi un bookmaker punterei sul voto Bossi va isolato, i due Poli dovrebbero fare un patto per non farsi più ricattare da lui. Una cosa è certa, non nascerà un governo del presidente. Scalfaro in questa fase sarà estremamente notarile, non tocca a lui stabilire se un governo nasce o no. Doppio turno? Per Fisichella è anche possibile «Il nome del capo del governo non è un problema» [intervista a Gianfranco Fini]
«la Repubblica», 13 gennaio 1996 [p.3]
Stefano Marroni, La crisi di governo. Vertice del Polo da Berlusconi, confronto serrato a Botteghe Oscure. E Bossi mette da parte la Costituente. D' Alema chiede un «esploratore». Il forzista Dotti: «Non trovare un’intesa ora sarebbe da criminali». Anche Occhetto stavolta era d’accordo. Al tavolo delle regole anche due pool di esperti
«la Repubblica», 13 gennaio 1996 [p.3]
Giorgio Battistini, La crisi di governo. L’alternativa sarebbe tra un incarico esplorativo a Scognamiglio e un Dini bis elettorale. Ma il Quirinale punta sui tempi lunghi
«la Repubblica», 13 gennaio 1996 [p.4]
Giuseppe D’Avanzo, La crisi di governo. L' idea di un accordo tra i due poli sembra suscitare più allarme a sinistra che a destra Governissimo, uno choc per i militanti La destra La base di AN pronta all' accordo anche con i «comunisti» pur di cambiare lo Stato. «Per il presidenzialismo andiamo col diavolo»
Bosnia
150 militari russi, primi di un contingente di 1.600 uomini, si uniscono alle truppe USA pere sorvegliare il nord-est della Bosnia.
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 14 gennaio 1996 [p. 11]
Nicola Tranfaglia, Fini e D’Alema divisi dal premier. Perché è impossibile limitarsi a una sola riforma
Portogallo
Il socialista Jorge Sampaio con il 53,8% è eletto presidente, sconfigge il candidato conservatore Anibal Cavaco Silva
Le consultazioni del presidente della Repubblica
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, pur invitando il governo a restare in carica per gli affari correnti, inizia le consultazioni. Il primo giro di incontri si conclude il 19 gennaio per riprendere il giorno dopo. Al termine del secondo giro, Berlusconi chiede ed ottiene una pausa di riflessione. Scalfaro fissa per il 30 le nuove consultazioni. Nel frattempo la diplomazia politica è al lavoro.
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 16 gennaio 1996 [p.7]
Antonello Caporale, La crisi di governo. Un ponte tra Berlusconi e D’Alema. Casini rivela. «Si muove molto e si muove bene». È Maccanico il mediatore segreto? D’Alema all’Unità. Due ore con Veltroni
«la Repubblica», 17 gennaio 1996 [p.7]
Giorgio Battistini, La crisi di governo. Forse già domenica la designazione. Gelido incontro con AN. Tramonta l’esploratore Scalfaro stringe i tempi. Per l’incarico in corsa Dini e Scognamiglio
«la Repubblica», 19 gennaio 1996 [p.5]
Giorgio Battistini, La crisi di governo. Oggi Berlusconi, Prodi e D’Alema al Colle. Scalfaro chiude il primo giro
La Falange Armata firma un’incursione informatica all’Agenzia di Stampa ASCA. I giornalisti trovano sui loro computer messaggi che annunciano attentati a treni e aerei e al magistrato romano Sergio Saviotti
Cecenia
15 gennaio: le truppe russe per liberare gli ostaggi, catturati dai ceceni l’8 gennaio, assaltano il villaggio di Pervomaiskaja al confine tra Daghestan e Cecenia dove sono asserragliati i ribelli. Il bilancio è di 60 morti e 15 feriti.
16 gennaio: terroristi turchi filo ceceni, nel porto di Trabron in Turchia, si impadroniscono di un traghetto con 165 persone a bordo per lo più turisti russi che si stanno recando nelle località balneari del Mar Nero. I terroristi si arrenderanno il 19 gennaio.
17 gennaio: i russi radono al suolo il villaggio di Pervomaiskaja, sono uccisi 153 separatisti, 28 sono fatti prigionieri, muoiono 28 ostaggi e 82 sono liberati. Il leader ceceno Radujev riesce a fuggire. Mosca giustifica l’azione dichiarando che la maggior parte degli ostaggi era stati uccisa in precedenza dai ceceni.
Bruxelles: Susanna Agnelli, ministro degli Esteri, presenta al Parlamento europeo il programma del semestre italiano di presidenza della Unione Europea. In primo piano la lotta alla disoccupazione, il varo della moneta unica e il rilancio della Conferenza intergovernativa. Il programma trova ampi consensi anche se dubbi e preplessità sono espressi per la stabilità del nostro Paese.
Le consultazioni del presidente della Repubblica
Il presidente della Repubblica, concluso, il primo giro di consultazioni per la formazione di un nuovo Governo inizia un secondo giro di consultazioni. Il 25 gennaio il presidente della Repubblica concederà alle forze politiche una pausa di riflessione e fissa per il 30 gennaio l’inizio di nuove consultazioni.
Esteri
Palestina: per la prima volta un milione di palestinesi può recarsi alle urne per eleggere governo e Parlamento. Successo di Arafat e dei suoi candidati. Ad aprile l’OLP cancellerà gli articoli che negano l’esistenza di Israele che a sua volta riconosce il diritto dei palestinesi ad un loro Stato.
Inizia sulla prima rete la trasmissione «Porta a Porta» condotta da Bruno Vespa. Due appuntamenti settimanali, il lunedì e il mercoledì. Ospite della prima puntata il leader dell’Ulivo Romano Prodi.
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 20 gennaio 1996 [p. 37]
l.p., Da lunedì nuovo programma di Rauno, il primo ospite sarà Prodi. Vespa “Porta a Porta” per far capire la politica
Sandro Curzi, direttore del telegiornale di TeleMontecarlo e per molti anni direttore del TG3, è licenziato dal proprietario della rete Vittorio Cecchi Gori. La misura provoca lo sciopero della redazione di Telemontecarlo e forti critiche da parte del centro- sinistra
Mario Chiesa, ex presidente del Pio albergo Trivulzio di Milano, è condannato a 5 anni e 4 mesi. |
«Il Giornale» pubblica la cosiddetta «Bozza Fisichella», una bozza di riforma istituzionale predisposta dai parlamentari Fisichella (AN), Bassanini (PDS), Cesare Salvi (PDS) e Urbani (FI).
Sarajevo: un’esplosione accidentale uccide il bersagliere italiano e due soldati portoghesi. Sei militari del contingente italiano restano feriti.
Valerio Onida e Carlo Mezzanotte al dodicesimo scrutinio vengono eletti giudici della Corte Costituzionale
Le consultazioni del presidente della Repubblica
Il presidente della Repubblica concede alle forze politiche una pausa di riflessione e fissa per il 30 gennaio l’inizio delle nuove consultazioni per la formazione del nuovo Governo.
Sono condannati all’ergastolo Giuseppe Orfino, Salvatore Profeta e Pietro Scotto esecutori materiali della strage di via d’Amelio del 19 luglio 1992 in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Ancora ignoti i mandanti.
Il presidente del Consiglio Lamberto Dini presenta alla stampa la lista a cui ha dato vita «Rinnovamento italiano», una forza di centro, moderata e riformista. Sostengono la lista i «pattisti» di Mario Segni e i socialisti di Enrico Boselli.
Un incendio doloso distrugge a Venezia lo storico teatro La Fenice, da tempo chiuso per restauri. |
Rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi e la Fininvest per finanziamento illecito al PSI: circa 15 milioni destinati al partito di Bettino Craxi.
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 30 gennaio 1996 [p.9]
Luca Fazzo, Mani pulite. La notizia anticipata ieri dal TG5. L’accusa finanziamento illecito ai partiti. “Finanziò Craxi”. Per Berlusconi un altro processo? Il pool chiederà un nuovo rinvio a giudizio
«la Repubblica», 1° febbraio 1996 [p.8]
Luca Fazzo, Mani pulite. L’accusa cita anche la testimonianza di un ex prestanome della Fininvest: “finanziamenti ingenti, di origine e finalità misteriose”. “Nuovo processo a Berlusconi”. Soldi a Craxi, il pool deposita la richiesta di rinvio a giudizio. Un nugolo di strane società dai nomi esotici
«Il Foglio»
«Il Foglio», 30 gennaio 1996 [p.3]
Editoriale, Soldi, politica e cavilli
Unione Europea
Bruxelles: si riuniscono i ministri degli Esteri. In vista del passaggio alla moneta unica, Susanna Agnelli, presidente di turno, illustra il programma del semestre con particolare riferimento a occupazione e risanamento delle finanze pubbliche.
Le consultazioni del presidente della Repubblica
Il capo dello stato inizia il terzo giro di consultazioni per la formazione del nuovo governo. Le conclusioni il 31 gennaio.
Esce il quotidiano «Il Foglio» diretto da Giuliano Ferrara.
Commenti e resoconti
«Il Foglio»
«Il Foglio», 30 gennaio 1996 [intero]
Il presidente della Repubblica conclude le consultazioni. Il giorno successivo l’incarico.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 1° febbraio 1996 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Punti cardine il doppio turno e il semipresidenzialismo corretto. Incarico a Maccanico? Ad un passo dall’intesa sulle riforme. La trattativa parte dalla proposta Sartori;
pp.1-2- Editoriale, Enzo Roggi, Non è passato l’«uomo forte»;
p.3- Titolo: Si prospetta un sistema semi-presidenziale alla francese rivisto sulla base del progetto di Sartori; Pasquale Cascella, Spunta l’incarico a Maccanico. Intesa vicina, restano i nomi di Dini e Ciampi; Così funziona il sistema francese (scheda); Alberto Leiss, «Magistratura, Parlamento, presidente... tanti punti da correggere nel modello francese». Bassanini: stiamo attenti al «Sartorellum»;
p.4-Rosanna Lampugnani, Telefonata a tre tra i capi di AN e FI e il leader del PDS. Fini si fa convincere da Berlusconi. «L'accordo non c'e ancora, ma...»; Pasquale Cascella, «Dobbiamo tradurre il modello francese: meno poteri al presidente, spazi proporzionali». Urbani: «Chirac meglio lasciarlo da parte» [intervista a Giuliano Urbani]; «Ci stiamo solo se c'e il federalismo, incarico a Dini». Bossi: riforme, non trappole;
p.5- Fabrizio Rondolino, Progressisti per Dini. D'Alema: le riforme compito del Parlamento;
Vincenzo Vasile, II Quirinale al lavoro, l'incarico e previsto entro la giornata di oggi. Ultima notte di contatti per Scalfaro per risolvere lo «stallo» sui nomi; Ritanna Armeni, Per il PPI meglio il cancellierato. «Ma non spaccheremo l'Ulivo». Bianco: «No al super presidente» [intervista a Gerardo Bianco]
«La Stampa»
«La Stampa», 1° febbraio 1996 [pp.1-3-pp.5-6]
p.1- Titolo: In testa Maccanico, poi Dini, Ciampi, Amato, Scognamiglio, Cossiga, Baldassarre. Crisi bloccata, oggi l’incarico. Semipresidenzialismo e doppio turno: c’è l’accordo;
p.1-p.6- Editoriale, Norberto Bobbio, Leader e capopopolo;
p.2- Alberto Rapisarda, Scalfaro in difficoltà: veti incrociati sui nomi indicati dai Poli. Il candidato? Spunta l’outsider. Il più quotato è Antonio Maccanico. Ma D’Alema insiste: incarico a Dini; a. mar., Fininvest- PSI, il gip decide. Richiesta di processo per Berlusconi e Craxi;
p.3- Maria Teresa Meli, Un fax del Cavaliere ha annunciato agli alleati che era stata raggiunta l’intesa con D’Alema. AN sotto choc: sarà contento Berlusconi. Fini: «Ora dall’accordo ci può salvare solo Scalfaro»; Augusto Minzolini, La telefonata segreta. Il Cavaliere scatenato «Massimo, ora è fatta»;
p.5-Fabio Martini, Dai malumori di Botteghe Oscure allo sblocco della situazione nel nome del premier. D’Alema: l’accordo sì, ma voglio Lamberto. Nasce l’intesa in «salsa francese»; Filippo Ceccarelli, Diario nella crisi, La solitudine del presidente. Il Colle come un fortino sotto le bombe; Maria Teresa Meli, La rivolta dei Popolari. Rosy Bindi si ribella. «Strappo i baffi a Massimo»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 31 gennaio 1996 [p.1]
A Roma scocca l’ora fatale dei mediatori. La crisi in mano ai signori della Prima Repubblica. In campo Guarino e Maccanico. Il Partito Pro-Dini e il giro Bankitalia
«Il Foglio», 1° febbraio 1996 [p.1]
In bilico tra potere e no. Il giorno dell’incertezza e le ambizioni deluse di Carlo Scognamiglio. La crisi politica diventa un’altalena di alti e bassi per il presidente del Senato. Il Polo lo ha indicato. Il legame con il Quirinale
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, assegna ad Antonio Maccanico, ex segretario del Quirinale e ministro nel VI Governo Andreotti, l’incarico di formare un governo di «larghe intese» nella prospettiva di avviare le riforme istituzionali.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 febbraio 1996 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Via libera da Berlusconi e Fini. Giudizio positivo del PDS: ma l'accordo ancora non c'e. Maccanico tenta l'intesa. Scalfaro gli affida l'incarico per la Grande riforma. Prodi dice no. Con D'Alema scontro e chiarimento;
pp.1-2-Editoriale, Enzo Roggi, La scelta giusta; Nicola Tranfaglia, L’equilibrio tra i poteri;
p.2-Interviste&Commenti. Politologi e costituzionalisti s'interrogano se e come rendere praticabile in Italia il modello Sartori;
p.3- Titolo: Il timone a Maccanico; Consultazioni al via già da stamattina; Vincenzo Vasile, Maccanico alla prova del governo. Scalfaro gli dà via libera per le riforme; G. F. P. (Giorgio Frasca Polara), Pivetti: riforme discusse e votate in Parlamento; Alberto Leiss, Antonio il mediatore, sponsor delle larghe intese;
p.4-Titolo: Il timone a Maccanico; Pasquale Cascella, Dini e Ciampi insieme nella squadra di governo. Un esecutivo svincolato dai partiti; Giorgio Frasca Polara, L'esperienza dell'ex premier al servizio del semestre di presidenza italiana della UE. E per Lambertow è pronto un super-ministero; Tortorella: «No a governo destra-sinistra»; Cremaschi (FIOM) lascia la Quercia; Edgardo Gardumi, E la lira vola. I mercati esultano. Borsa +1,39%; La discesa del marco (grafico)
«l’Unità», 2 febbraio 1996 [pp.5-7]
p.5-Vittorio Ragone, Prodi dice no all’intesa. Chiarimento in un faccia a faccia con D'Alema; «Spiego il mio rifiuto» [comunicato di Prodi prima dell’incontro con D’Alema]; Walter Dondi, I Comitati: si rilanci la coalizione Romano resti in campo; II no del Verdi. «Un accordo presidenzialista»; Natta: «Scelto un uomo equilibrato per una situazione squilibrata»; «Ci voleva un progettista, ci hanno dato un meccanico...». Lo scetticismo di Bossi: «Le riforme le faremo altrove»;
p.6-Fabrizio Rondolino, D'Alema cauto sull’accordo. «Giusta la scelta Maccanico»; Ritanna Armeni, I Popolari rilanciano «Federazione di centro con Prodi leader»; Per Napolitano Scalfaro ha scelto «il più indicato»; Sondaggio Abacus. PDS primo partito. L'Ulivo a 50,3%; Paola Sacchi, La Quercia tra apertura e preoccupazione;
p.7- Berlusconi: «Mi fido di D'Alema»; Rosanna Lampugnani, Fini: bene Maccanico con ministri tecnici. AN dribbla il rischio isolamento; Stefano Di Michele, La base si adegua: se lo dice Gianfranco...; Pace fatta con Fisichella. Ritirate le dimissioni; «Non ci sto vedrete si voterà» [intervista a Mirko Tremaglia]
«La Stampa»
«La Stampa», 2 febbraio 1996 [pp.1-3-pp.5-7]
p.1-Titolo: Scalfaro: «Ha vinto la pazienza». No di Bossi, Fini diffidente. Da oggi le consultazioni. Incarico a Maccanico: «Cerco larghe intese». Bufera nell’Ulivo. Prodi: l’accordo blocca il bipolarismo;
p.1-p.7, Editoriale, Marcello Sorgi, L’ultimo spazio di tregua;
p.1-p.3-Filippo Ceccarelli, L’alchimista. Tocca a Tonino l’alchimista da 50 anni dietro le quinte;
p.2-r. i., Il successore di Dini: ci sarà da lavorare, confido nella comprensione e nella disponibilità delle forze politiche. Scalfaro: «Ha vinto la perseveranza». Maccanico subito un governo di larghe intese parlamentari; r. i., I voti del neopremier; Augusto Minzolini, L’ultimatum del Cavaliere. «Gianfranco, se non ti va andiamo avanti senza di te»; a. ram., La squadra di Antonio. Lo staff del borgo medievale. Da Bagnoregio 7 giovani a Palazzo Chigi;
p.3- Alberto Rapisarda, Scalfaro tira un sospiro di sollievo. Bufera tra i cespugli dell’Ulivo, no di Bossi. Fini diffidente. Incarico a Maccanico, ma che fatica. Berlusconi: l’accordo è fatto, di D’Alema mi fido; Antonella Rampino, La moglie del grand commis. Marina, first lady all’italiana. Bionda, bella e abituata alla discrezione;
p.5-f. mar. (Fabio Martin0), Fuoco di sbarramento da popolari, Verdi e Rifondazione contro il presidenzialismo, «maretta» nel PDS. La Grande Intesa fa vacillare l’Ulivo. Prodi convoca per lunedì un vertice dei leader della coalizione; Pierluigi Battista, Presidenzialismo. E la sinistra rinnegò il passato; Fabio Martini, La metamorfosi del professore. Per Romano il giorno dell’ira. «D’Alema? Un uomo sleale»; m. t. m. (Maria Teresa Meli), Sinistra divisa. All’Unità è quasi rivolta. «Non faremo un giornale filo-governativo»; Marina Chessi, «Non riprendo la tessera PDS». Torino, il leader FIOM sbatte la porta;
p.6-Maria Teresa Meli, L’altro ieri a casa del premier, insieme a Letta, c’era anche Fini? «Abbiamo solo lo stesso indirizzo». Quei due buoni vicini di casa. Maccanico abita dove c’è la sede di AN; Raffaello Masci, Bossi: è l’uomo del grande capitale. La scelta piace poco alla Lega. «È un accordo per non votare»; Massimo Gramellini, Le strategie per la RAI. Il premier incaricato mette in primo piano nel suo programma le garanzie sull’informazione. «La prima regola? Sulla TV». Giulietti e Del Noce accordo già fatto
«La Repubblica»
«la Repubblica», 2 febbraio 1996 [p.3]
Giorgio Battistini, L’incarico a Maccanico. Scalfaro ha incaricato l’ex ministro delle Riforme di realizzare l’intesa siglata da D’Alema, Berlusconi e Fini. Maccanico tenta il grande accordo. Un governo per il semipresidenzialismo, i due Poli lo voteranno? Citazioni per tutti nelle 42 righe d’impegno. Un dettagliato elenco di misure per l’economia
«la Repubblica», 3 febbraio 1996 [p.3]
Antonello Caporale, L’incarico a Maccanico. Il presidente incaricato vuole un esecutivo che coinvolta i partiti. Le richieste pressanti dei cespugli. Maccanico: «Un governo politico». Ma i ministri non saranno parlamentari. E già caccia alle poltrone. Vertice del Polo: l’Ulivo è a pezzi, il PDS deve cedere. L’ultimo giro di incontri poi l’annuncio -
«Il Foglio»
«Il Foglio», 2 febbraio 1996 [p.1-p.3]
p.1- Colloquio con Berlusconi. «Andrò nella fossa dei leoni e spiegherò che cos’ cambia l’Italia». L’ex presidente del Consiglio ci dice perché ha fatto il patto con il diavolo e come funzionerà. Più forti esecutivo e Camere; L’amara disfatta del leader dell’Ulivo. Prodi accusa D’Alema di slealtà poi una difficile pacificazione. I popolari accolgono i rifugiati dei Comitati Prodi. Il ruolo di Veltroni;
p.3- Editoriale, Presidenzialismo «in viva voce»
«Il Foglio», 3 febbraio 1996 [p.1]
Sotto le «larghe intese». L’accordo sull’antitrust ha sbloccato la crisi. Fissati i nuovi tetti: il 20% delle risorse del mercato e il 30% delle TV; Superministero per Dini. I partiti temono la vendetta di Fisichella, Urbani & C. Quando Scalfaro chiamava il premer uscente «Ecco il mio De Gasperi»
La Procura di Roma apre un’inchiesta sulla clonazione dei telefoni cellulari di politici e protagonisti della vita economica. Fra i colpiti dalle clonazioni l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta (Governo Berlusconi 1994-1995), l’ex ministro della Giustizia il socialista Giuliano Vassalli, la dirigente del PPI Rosa Russo Iervolino e numerosi giornalisti e dirigenti di aziende private
Il presidente incaricato, Antonio Maccanico, svolge le consultazioni per la formazione del Governo. Nascono le prime difficoltà: il Polo chiede che il Governo si impegni a varare una riforma istituzionale semipresidenzialista sul modello francese, mentre per il centrosinistra la definizione della riforma istituzionale spetta al Parlamento.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 febbraio 1996 [pp.1-7]
p.1-p.4-Editoriale, Walter Veltroni, I pericoli e le opportunità di questa crisi. La scelta strategica dell’Ulivo;
p.1- Titolo: Maccanico: «Convergenze sulle istituzioni, voglia di far presto». Politici nel governo?
Si del Polo, no del PDS. D'Alema: riforme, niente governissimi;
p.2- Achille Occhetto, Dico si alle riforme ma attenti ai pasticci;
p.3-Pasquale Cascella, Veto di Fini a Dini e Ciampi. L'assalto del Polo ai ministeri minaccia l'intesa; Sulla stampa estera Maccanico è «Mr Fix-it» l’aggiusta-tutto;
p.4-Raffaele Capitani, «Chi ha compiti di governo deve anche poter essere deposto dal Parlamento». Miglio: un presidente ma rovesciabile [intervista a Gianfranco Miglio];
p.5-Giorgio Frasca Polara, Maccanico: «Ora le riforme non si parla di ministri»;
p.6- Silvio Trevisani, «Vedo solo titoli ma chi scrive il libro?». Martinazzoli per una Costituente [intervista a Mino Martinazzoli]; Letizia Paolozzi, Ma il cancellierato alla tedesca piace ancora;
p.7-Walter Dondi, II Professore da Biagi nel primo «compleanno» della coalizione Prodi: l’Italia
ha bisogno dell'Ulivo. «Critico l'intesa ma resto al mio posto»; Giuseppe F. Mennella, Incontro di due ore con i Verdi sulle riforme, dialogo a distanza con il PPI. D'Alema: non ci sarà governo col Polo. Maccanico ha il 50% di possibilità; Stefano Di Michele, Tanti messaggi a Botteghe Oscure, esortazioni e critiche. E «il manifesto» si veste a lutto. Dal popolo dei fax: «Caro Massimo, non è facile»; Bianco: «Il PDS ha sbagliato ma non vuole scaricarci»
«l’Unità», 4 febbraio 1996 [pp.1-6]
p.1-Titolo: Governo non politico: Polo d'accordo. Spunta lo scoglio referendum. «Larghe convergenze». Maccanico è ottimista. Dini saluta: non serve una manovra-bis;
p.1-p.2-Editoriale, Giorgio Napolitano, Non sarà facile quadrare il cerchio;
p.2-Stefano di Michele, «Sinistra, c'e disagio ma guardiamo avanti» [intervista a Vittorio Foa]
p.3- Giorgio Frasca Polara, Maccanico: accordo possibile. Ma sulle riforme AN innesca la mina-referendum; Quando la Bicamerale propose il voto popolare «di conferma»; G.F.P. (Giorgio Frasca Polara), II colloquio col presidente incaricato: «C'e una precondizione...». I progressisti: «Regole certe per il sistema maggioritario»; E In serata Maccanico incontra Amato e sale al Colle;
p.4- II Polo non farà barricate sul referendum chiesto da AN. Berlusconi frena sui ministri politici; Bianco: spero che il presidente ce la faccia; Carlo Brambilla, «Sto alla finestra, il governo partirà senza un no iniziale della Lega». Bossi dà una chance a Maccanico; Bertinotti: è ancora possibile evitare I’intesa; Severe critiche ai protagonisti della crisi. «Maccanico? Resterà, rappresenta poteri forti». Dossetti: no ad ogni presidenzialismo; Ripa di Meana «Dal governo forti rischi per l’ambiente»;
p.5- Fabrizio Rondolino, Le condizioni di D'Alema. «No ai veti e al governissimo»; Raffaele Capitani, Spini: sulle riforme meno esitazioni [intervista a Valdo Spini];
p.6- Bruno Ugolini, Dini: la manovra bis non serve. «Bene Maccanico, ma non rovinate il mio lavoro»; Edgardo Gardumi, Abete resta prudente «All'esecutivo poniamo queste tre condizioni»; Angelo Faccinetto, Cofferati: «Il nuovo governo? Non mi convince»
«La Stampa»
«La Stampa», 3 febbraio 1996 [pp.1-6]
p.1-Titolo: Fini no a Dini e Ciampi. D’Alema: governo di garanzia, con uomini sganciati dai partiti. Maccanico ottimista: «Farò presto». Ma è battaglia sui ministri: tecnici o politici?;
p.1-p.6-Editoriale, Gianni Vattimo, La riforma della paura;
p.2-Fabio Martini, Veti e diffidenze: la delegazione che oggi vedrà Maccanico formata da sei persone. Nell’Ulivo sale il «no» dei cespugli. Bianco: Massimo ci scavalca, Ripa: coalizione in forse; Filippo Ceccarelli, Il tormentone delle Logge; Pierluigi Battista, Processo al segretario: «D’Alema va destituito». Parlato: è un leader senza principi; m.g. (Massimo Gramellini); «Sono solo un povero ferroviere». Necci: io ministro? Non credo proprio. Vogliamo scommettere diecimila lire?; m. t. m. (Maria Teresa Meli), Tremaglia: no al governo- imbroglio. «Se AN vuole appoggiarlo tolgo il disturbo. E in questo caso me ne vado con Di Pietro»;
p.3-Alberto Rapisarda, D’Alema esclude «un esecutivo in cui ci siano tutti i partiti», guerra per le vicepresidenze. Le poltrone, prima grana per Maccanico. Il Polo; nel governo tornino i politici; Augusto Minzolini, La trattativa sulle nomine. “Nessuno vuole tecnici di area». Berlusconi: non si rompe l’intesa sui nomi; Maria Teresa Meli, Ruggine fra i Poli. Il Cavaliere si rassegna al «sacrificio» di Letta;
p.4-r. m., Il leader dell’Ulivo parla del suo futuro da Biagi a «Il Fatto» dopo il grande freddo con Massimo D’Alema. Prodi: pullman fermo? Più potente. «Ho paura che l’accordo non raggiunga l’obiettivo» [intervista con Romano Prodi]; Maurizio Tropeano, Bossi: Maccanico? Io vado a Mantova; Luciano Borghesan, Bianco: ma D’Alema non è stato corretto; Veltroni: all’Unità nessuna rivolta [lettera di Walter Veltroni];
p.5-Cesare Martinetti, Inchiesta. L’accordo spacca i pidiessini. Viaggio alla base della Quercia e di AN dopo il Grande Patto tra PDS, forzisti ed ex missini. E l’operaio-spot non ci sta. «La fabbrica non vuole papocchi»; (Ansa), Pro e contro via fax; Massimo Gramellini, Le paure della destra. AN. che fatica digerire la Quercia. «Se s’ha da fare, si faccia, ma che duri poco»
«La Stampa», 4 febbraio 1996 [pp.1-6]
p.1-Titolo: Su ministri e «garanti» nel governo è ancora scontro tra Polo e centro-sinistra. Maccanico: «Decido in sette giorni». Ma sul presidenzialismo Fini vuole il referendum;
p.1-p.6-Editoriale, Sergio Romano, L’accordo raggiinto nell’ombra;
p.2- Enzo Bacarani, Un consiglio a Maccanico: pretenda accordi specifici, latrimenti cadrà. Dini: «Salvate il mio lavoro». «non serve una manovra aggiuntiva». E D’Antoni bacia l’ex premier; Ugo Bertone, Il Carroccio a Mantova. Bossi: resto alla finestra ma come un carabiniere;
p.3- Alberto Rapisarda, Il ruolo dei «garanti» e il «doppio referendum» ostacolano la strada del presidente incaricato. Dal Polo «imboscate» per Maccanico. Ma Berlusconi frena i partner. D’Alema: ancora difficoltà; Augusto Minzolini, Braccio di ferro. «Gianfranco, non ti capisco». Il Cavaliere e Fini si parlano sui giornali; Raffaella Silipo, Satira e insulti. Vauro: Massimo cane al guinzaglio di Silvio;
p.4-Cesare Martinetti, Inchiesta. L’accordo spacca i pidiessini. Viaggio nella base della Quercia dopo il Grande Patto: alla sezione del Gratosoglio di Milano. «La verità? Abbiamo paura». «Nelle urne col Polo non la spuntiamo»;
p.5- Maria Teresa Meli, Da AN un nuovo ostacolo per Maccanico: il voto popolare su due proposte di presidenzialismo. La Quercia: il doppio referendum? Mai. Bassanini: quello di Fini è plebiscitarismo bello e buono; Massimo Gramellini, I militanti via antenna. Ulivo, buonismo in onde medie. D’Alema a Italia Radio: dov’è il dissenso?
«La Stampa», 5 febbraio 1996 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Casini: chi entra nel governo s’impegni a non candidarsi alle elezioni. Primi scogli per Maccanico. D’Alema insiste su Dini, veto di AN;
p.1-p.3-Paolo Guzzanti, Trattativa in salotto. Grandi manovre al terzo piano. I vip sfilano in casa del premier incaricato;
p.2-Ugo Bertone, Oggi confronto col presidente incaricato, mentre i dissidenti s’incontrano per dare battaglia (forse c’è Trentin). I sindacati: patto per il lavoro. Ma il leader UIL anticipa il vertice con Maccanico; r. i., Il portavoce di Di Pietro. «Nonostante tutto, Tonino riceve migliaia di fax di gente che lo vorrebbe in politica». «Maccanico riporti la legalità». Veltri: non solo riforme costituzionali; m. tor., La sinistra spaccata. E Del Buono ironizza su Gallipoli: ha un posto nella storia d’Italia. Pintor: D’Alema, non sei re Mida. Il «popolo dei fax» si scatena su «manifesto» e «Liberazione»;
p.3- Alberto Rapisarda, Riprende quota l’ipotesi di due vicepremier: Napolitano per il centro-sinistra, Letta per il Polo. Maccanico in salita, guerra sui nomi. E Fini insiste: no a Dini, sì al doppio referendum;
p.5- r. mas., Dini candidato «difficile» per almeno due poltrone. Un posto sicuro per Lorenzo Necci. Nel totoministri rispuntano i «tecnici». I «cespugli» dei due Poli adesso bocciano i politici; Raffaella Silipo, Destra e vecchi miti. AN: la lezione di Almirante per rifare la Costituzione; Fabio Martini, La madre nobile. “Il mio Giorgio resta il meglio”. Donna Assunta: Fini non ha patito abbastanza [intervista a Assunta Stramandinoli vedova Almirante]
«La Stampa», 6 febbraio 1996 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Cofferati: resto molto scettico. D’Alema: fatto il governo si va al Congresso del PDS. Per Maccanico le spine dei sindacati. Agnelli: pagare subito il biglietto per l’Europa;
pp.1-2- Editoriale, Mario Deaglio, Economia serve un segnale;
p.2- m. zat. (Marco Zatterin), «Il Paese ha le spalle abbastanza larghe per sopportare un nuovo sforzo». Agnelli: Maccanico ce la farà». Ma il governo deve pensare subito a come risanare i conti dello Stato; Bossi. «È lo scenario di Weimar»; Filippo Ceccarelli, Diario della crisi. Brivido in politica con la regola del tre; Marco Zatterin, Il commissario dell’Unione. L’allarme di Monti «Non solo riforme» [intervista a Mario Monti];
p.3-Alberto Rapisarda, Il leader della destra: «Berlusconi non deve dimenticare che dentro il Polo ci sono anche i partiti». Fini punta i piedi, impasse per il governo. AN: il veto su Dini? È la quinta colonna di D’Alema; (Adn Kronos), Pannella insiste per il no. «Scalfaro – Maccanico, tandem temibile»; Massimo Giannini, Le spine di Maccanico. «Il Cinese» gela gli entusiasmi. Cofferati: parole chiare sull’economia;
p.4- Fabio Martini, Sul segretario i fulmini dei «grandi vecchi» e di una parte della CGIL: «il dissenso non mi fa paura». Sotto la Quercia esplode la fronda. E D’Alema: se si fa il governo, subito il Congresso; f. mar. (Fabio Martini), L’ex-comunista all’attacco. «Il PDS come il PSI di Craxi». Macaluso: non c’è vita democratica; (Adn Kronos), Nuova rivista. «Le ragioni del socialismo»
«La Stampa», 7 febbraio 1996 [pp.1-3-p.5]
p.1-Titolo: Maccanico riferisce a Scalfaro: «Indietro non torno». Berlusconi: «Deve prevalere il senso di responsabilità». Riforme, braccio di ferro Fini- D’Alema. AN vuole garanzie dal premier, il PDS: no, deciderà il Parlamento;
p.2-ma. gr. (Massimo Gramellini); «Più donne nell’esecutivo». Spuntano i nomi della Moratti e di Ida Magli. Veti incrociati, totoministri in tilt. La destra minaccia di candidare Mancuso; Il Totoministri [scheda]; Umberto Agnelli. «Il governo dia priorità all’Europa»;
p.3-Alberto Rapisarda, «Deciderò entro il weekend». Berlusconi: ci vuole senso di responsabilità. Maccanico: non torno indietro. Ma si inasprisce il duello tra Fini e D’Alema; Maria Teresa Meli, Il nervosismo della destra. E Gianfranco si fa colomba «Lascio ad altri la rottura»; m. t.m. (Maria Teresa Meli), Il veterano della Fiamma. L’ex ardito non si scandalizza. Baghino: ormai contano solo gli interessi;
p.5-Fabio Martini, Il leader del PDS costretto a «frenare» nella mediazione col centro-destra sul presidenzialismo. D’Alema fa il duro: Fini deve arrendersi. In trincea per arginare i malumori della sinistra spaccata; Pierluigi Battista, La rivolta via fax. «Così perdiamo l’anima». Contronatura l’intesa con la destra; Raffaella Silipo, L’ex leader comunista. Natta: non sono convinto. «Ma non voglio demonizzare D’Alema»
«La Stampa», 8 febbraio 1996 [pp.1-3-p.6]
p.1-Titolo: Tasse, lo Stato pagherà i rimborsi ai contribuenti con Buoni del Tesoro. Maccanico alla stretta finale. «Prodi vicepremier», ma il leader dell’Ulivo dice no;
p.1-p.6 –Editoriale, Filippo Ceccarelli, L’impossibile Cencelli dei tecnici;
p.2-ma. gra. (Massimo Gramellini), Cresce la candidatura di Sartori alle Riforme. Agnelli verso gli Esteri, spiraglio per Dini al Tesoro. Prodi. Non sarò il vice di Maccanico. Ma al governo propone il suo «secondo» Veltroni; Fabio Martini, Clemente Mastella. «Ciampi, Dini, Maccanico. Tornano tutti, e noi no?» [intervista a Clemente Mastella]; g. tib., Le donne di Vespa. La Venier di nuovo da Silvio. Il Cavaliere: con il PDS un documento d’intesa;
p.3-Alberto Rapisarda, Il leader di AN vero ostacolo al varo del nuovo governo. Bossi promette l’astensione. D’Alema chiede aiuto a Berlusconi. «Conferma le riforme, perché Fini vuole le elezioni»; r.i., Confindustria «Via libera a Maccanico; Augusto Minzolini, Telefono rosso tra i due leader. «Tornare indietro? Sarebbe un massacro per tutti»; r. sil. (Raffaella Silipo), Bertinotti in TV: sono nonno. «Ma dovrei essere con la madre, non qui»
«La Stampa», 9 febbraio 1996 [pp.1-5]
p.1-Titolo: Il capo di AN: semipresidenzialismo nel programma o niente accordo. Dini vicepremier? Maccanico a un passo dall’intesa. Forse domani i ministri, ma Fini non ci sta;
pp.1-2-Editoriale, Marcello Sorgi, La fine della rivoluzione;
p.2- ma. gr. (Massimo Gramellini), L’ex presidente del Consiglio affiancherebbe Gianni Letta come garante politico del governo. La Agnelli: gli Esteri o me ne vado; r. i., L’Avvocato: «Sì a Maccanico ha le spalle larghe»; Fabio Martini, Gli ultimi appelli. D’Alema stringe al petto il PPI. «Adeguatevi, l’accordo va difeso»; Sartori: «I popolari? Sono 24 gatti»; r.i., A «Tempo Reale». Presidenzialismo. È scontro tra Fini e Salvi; (Ansa), Scontro nel PDS. Occhetto polemico: la Seconda Repubblica nasce sull’inciucio;
p.3- Alberto Rapisarda, Il presidente incaricato è fiducioso, forse già domani o lunedì la lista dei nuovi ministri. Maccanico: sto pedalando in pianura. L’intesa pare vicina, ma AN rischia di spaccare l’Ulivo; Maria Teresa Meli, Fini: io la vedo molto brutta. «Siamo in una situazione kafkiana per questo blocco il compromesso» [intervista a Gianfranco Fini]; Augusto Minzolini, Le divisioni nel Polo. Il Cavaliere ha voglia di Blitz. Tatarella: attenti che chiude da solo;
p.5-g. l., La strategia del Professore. «Ecco perché ho detto no a Maccanico e al PDS. Prodi: caro D’Alema l’Ulivo vira al Centro; Pierluigi Battista, Un padre conteso. Popolari contro Liberal. «Non toccateci Sturzo»
«Il Foglio»
«Il Foglio», 6 febbraio 1996 [pp.1-3]
p.1-Massoneria e politica. La vecchia Chiesa laica dei liberi pensatori si riaffaccia sulla scena. Mai tanti tecnici e funzionari hanno occupato i gangli della vita pubblica. Una tradizione rimessa a nuovo. Cadono antichi pudori; Il governo. Maccanico: le cose da fare. Debito, tasse, nomine, grandi affari, Europa;
p.2-Marco Pannella, Perché dico «no» a Maccanico (e al tandem con Scalfaro) [lettera al direttore];
p.3- Editoriale, I Padri Ricostituenti; Come Fazio ha difeso il potere di Bankitalia. Una guida autorevole, una liturgia da iniziati, un partito trasversale, una cultura, uno stile
«Il Foglio», 7 febbraio 1996 [p.1]
Sinistra sindacale. Perché e come nasce una opposizione sociale al governo Maccanico. Dopo l’alto protettorato CGIL su Dini, ora si salda un patto antigoverno di comunisti, cristiani e sindacalisti. Le inquietudini di Cofferati; D’Alema & Berlusconi. Esecutivo in difficoltà, ministeri senza candidati. Lamberto Dini sempre più in rotta con gli ex amici di Forza Italia
Roma: nella notte è fatto esplodere un ordigno davanti alla sede dell’ANPI in via degli Scipioni. L’attentato è rivendicato con una telefonata all’ANSA da «Fasci romani».
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 3 febbraio 1996 [p.6]
(Ansa), A Roma «Ci rifaremo vivi». Attentato all’ANPI firmato «Fasci»
I vari paesi della Comunità Europea discutono sulla futura moneta comune: l’Euro.
Commenti e resoconti
«Il Foglio»
«Il Foglio», 3 febbraio 1996 [p.1]
La Germania è sotto tiro. Si scalda la discussione sull’Euro, la moneta comune che divide. Giorgio Napolitano commenta gli allarmi di Hurd, Giscard, Delors e Martino. I furori di Theo Waigel. Grido di dolore di Kohl
CISL: Rimini, assemblea dei delegati. Il dibattito nei e fra i sindacati.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 febbraio 1996 [p.2]
Bruno Ugolini, Unità sindacale. La sfida di D'Antoni. alla prova dei fatti
«l’Unità», 3 febbraio 1996 [p.19]
Angelo Faccinetto, A Rimini i 5 mila delegati CISL. Appoggio a Maccanico. D'Antoni conferma:
«Unità entro il '96». Critiche da CGIL. Larizza diserta
«l’Unità», 4 febbraio 1996 [p. 6]
Bruno Ugolini, Dini: la manovra bis non serve. «Bene Maccanico, ma non rovinate il mio lavoro»; Edgardo Gardumi, Abete resta prudente «All'esecutivo poniamo queste tre condizioni»; Angelo Faccinetto, Cofferati: «Il nuovo governo? Non mi convince»
«La Stampa»
«La Stampa» 4 febbraio 1996 [p.2]
Enzo Bacarani, Un consiglio a Maccanico: pretenda accordi specifici, altrimenti cadrà. Dini: «Salvate il mio lavoro”. «non serve una manovra aggiuntiva». E D’Antoni bacia l’ex premier
«La Stampa», 4 febbraio 1996 [p.23]
Paolo Patruno, Il leader della CGIL apre a metà mentre D’Antoni rilancia: «Il sindacato unico va fatto entro quest’anno». Cofferati: sì all’unità sindacale ma non voglio diktat dalla CISL; Abete: «No alle riduzioni di orari»; Enzo Bacarani, La ricetta del Nobel. «Un patto contro l’inflazione. Modigliani: salari legati alla produttività»
«La Stampa», 5 febbraio 1996 [p.2]
Ugo Bertone, Oggi confronto col presidente incaricato, mentre i dissidenti s’incontrano per dare battaglia (forse c’è Trentin). I sindacati: patto per il lavoro. Ma il leader UIL anticipa il vertice con Maccanico
«La Stampa», 5 febbraio 1996 [p.14]
Paolo Patruno, I confederali in mezzo al guado. La CGIL indica i nodi: ruolo degli iscritti, democrazia interna, autonomia dalla politica. Sindacato diviso dalla svolta unitaria. Si infiamma la polemica tra i vertici di CISL e UIL. Il chiarimento definitivo è stato rimandato al vertice a tre previsto per il 19-20 febbraio
«La Stampa», 6 febbraio 1996 [p.25]
Giovanni Trovati, Analisi. Per l’unità sindacale partiamo dalla base
Altri articoli …
Pagina 12 di 15
Commenti e resoconti