XIII Legislatura - I governo Dini
XII Legislatura - 1994-1996
I Governo Dini
17 gennaio 1995-17 maggio 1996
Roma: la polizia disperde un presidio ambientalista che protesta contro le esplosioni nucleari nel Pacifico davanti all’ambasciata di Francia. Fra i contusi il consigliere comunale Athos De Luca.
Il presidente della Repubblica, Oscar Luig Scalfaro, parlando a Venezia si pronuncia sulla necessità di definire delle regole precise, par condicio e garanzie per l’opposizione, prima di andare alle elezioni poltiche. Per molti commentatori il presidente allude anche ad una legge sul conflitto d’interesse. Il 4 settembre il presidente incontra i presidenti di Camera e Senato, successivamente avvia una serie di consultazioni informali con i partiti.
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1995 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Per il Quirinale in democrazia chi vince non prende tutto. Scalfaro: «Non si può votare senza regole». Priorità a par condicio e garanzie;
p.1-p.3- Editoriale, Enzo Roggi, La «parità» e la politica;
p.3- Titolo: Il futuro del Governo. II presidente a Venezia: «Questo Parlamento ha dimostrato capacità. Vedremo che cosa ritiene di potere ancora fare»; Michele Sartori, «Impensabile votare senza regole». Scalfaro: «Bisogna garantire condizioni di parità»; Raffaele Capitani, «Non basta buttare lì un'idea, occorrerebbe cambiare tutta la Carta». Dotti scettico sul presidenzialismo. «Silvio, l’italia non e come gli USA» [ntervista a Vittorio Dotti]
«l’Unità», 5 settembre 1995 [p.8]
Titolo: Il futuro del Governo. Il capo dello Stato incontra Pivetti e Scognamiglio. Par condicio: ricevuto il ministro delle Poste Gambino; Regole e Finanziaria. Scalfaro in campo. Vertice dei tre presidenti; Stefano Di Michele, Anche in Forza Italia prevale la prudenza, mentre il CCD gongoia. Mastella: Dini per tutta la legislatura. AN furibonda, ma il Polo la lascia sola
Bosnia
La Nato adotta la linea dura. Nuovi bombardamenti. A Belgrado sono liberati i cinque osservatori stranieri dell’Unione Europea sequestrati. Di fronte all’ultimatum della NATO i serbi promettono di ritirarsi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1995 [p.13]
Titolo: Linea dura della NATO. Nuovi raid se entro stasera non arretrano le artiglierie. Liberi a Belgrado i cinque osservatori dell'Unione europea; Nuccio Ciconte, Ultimatum ai serbi. Riaperta la via del monte Igman; Bosnia. Kohl non convince Eltsin
«l’Unità», 5 settembre 1995 [p.1-pp.3-4]
p.1- Titolo: «Ci ritiriamo da Sarajevo». I serbi promettono, la NATO resta vigile;
p.3- Titolo: La pace difficile. Pale annuncia per iscritto di accettare il diktat dell'ONU. Le Nazioni Unite: «Non ci sono stati attacchi aerei»; Giuseppe Muslim, I serbi promettono la ritirata. Scade l’ultimatum della NATO, i caccia in allerta; I due piloti francesi sono stati catturati da un anziano serbo; Toni Fontana, Tornado ieri hanno effettuato una ricognizione. Ma se la NATO darà l'ordine di attacco tutto è pronto. L'ltalia in missione di prova nei cieli di Bosnia; Sette bambini ricoverati a Roma. Arrivati nella capitale le piccole vittime della guerra di Sarajevo;
p.4- Titolo: La pace difficile. Scene d'entusiasmo in attesa di nuovi bombardamenti. Ma si sentono solo i caccia rompere il muro del suono; Nuccio Ciconte, Sarajevo delusa. Meglio i raid del ritiro serbo; Gorbaciov condanna i blitz NATO; Un disco pop per aiutare la Bosnia
«La Stampa»
«La Stampa», 4 settembre 1995 [p.7]
Ingrid Badurina, «I serbi non possono dettare condizioni, devono obbedire». Liberi gli osservatori UE. «Mladic, ti restano soltanto poche ore». La NATO: aspettiamo fino a stasera, poi bombardiamo; Aldo Rizzo, È ora di pensare a una nuova Alleanza; Giuseppe Zaccaria, La città torna a sognare. Sarajevo, la strada è aperta. Oggi i primi convogli, l’assedio è finito; Anna Zafesova, Un weekend sui Balcani. Eltsin non convince l’«amico» Kohl. Il Cancelliere tedesco nella dacia del presidente
«La Stampa», 5 settembre 1995 [pp.1-2-p.10]
p.1- Titolo: «Non bastano le promesse dei serbi». Bosnia, la NATO pronta a colpire;
p.1-p.10- Editoriale, Vittorio Zucconi, Se cambia il vento d’America;
p.2- Ingrid Badurina, I jet dell’Alleanza cercano le prove del ripiegamento. Prima ricognizione dei Tornado italiani. Bosnia, fino all’ultimo bluff. I serbi: ci ritiriamo. La NATO: parole; Andrea di Robilant, Debutta il tricolore. Otto caccia pronti a colpire. Solo Rifondazione contesta; Giuseppe Zaccaria, Tra sospetto e paura. Sarajevo va al balcone sognando la Tempesta; (Ansa- Afp), Gorbaciov: «No ai raid, sì al piano USA»
«La Stampa», 6 settembre 1995 [pp.1-2]
p.1-Titolo: La NATO punisce i serbi. I jet alleati bombardano Mladic. «Via da Sarajevo o continueremo»;
p.2- Ingrid Badurina, Mladic ironico: colpi a vuoto. Abbiamo spostato armi e mezzi. «La NATO mantiene la parola». Ripartono i raid: i serbi non hanno capito; Mosca: «È solo una vendetta»; Giuseppe Zaccaria, I civili serbi in fuga da Sarajevo. La Berlino Est di Bosnia tradita dai suoi abitanti; m. t., «A Natale il Papa nella città martire»
Parigi: il 3 settembre nel mercato dietro piazza della Bastiglia la polizia scopre un ordigno composto da 5 chili di esplosivo, nascosto dentro una pentola a pressione sistemata sotto un bancone della frutta. Alle 11,30 l’esplosione che provoca il ferimento di quattro donne. Fortunosamente la bomba non scoppia completamente ed è evitata una strage. Il giorno dopo ancora una bomba è scoperta vicino ad una scuola in una piazza non distante dalla Torre Effeil. Nessuna rivendicazione, per la polizia francese si tratta di terrorismo islamico.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1995 [p.11]
Titolo: Panico a Parigi. Una pentola a pressione imbottita di esplosivo e bulloni. Poteva fare una cameficina ma è scoppiato solo il tappo; Siegmund Ginzburg, Bomba al mercato della Bastiglia. L'ordigno difettoso fa 4 feriti, cresce la psicosi; Si. Gi., Apprendisti stregoni nel serbatoio della banlieue; Umberto De Giovannangeli, Attentati così poco sofisticati mandano in tilt investigatori e servizi segreti. Arriva da Algeri il terronsmo fai da te
«l’Unità», 5 settembre 1995 [p.6]
Siegmund Ginzburg, Parigi sotto il ricatto del terrore. Disinnescata una bomba a un passo da una scuola; La lunga estate della paura inizia nel metro pariglno; Processo al capo GIA. Bruxelles teme ritorsioni
«La Stampa»
«La Stampa», 4 settembre 1995 [p.5]
a.ca. (Aldo Cazzullo), A pochi metri dalla Bastiglia, una pentola a pressione piena di esplosivo, ferite 4 donne. Bomba al mercato, strage sfiorata a Parigi. «È esploso soltanto il detonatore»; Parigi nel mirino (mappa); Aldo Cazzullo, La capitale ha paura. «La donna urlava: brucio». «Una fiammata ha rovesciato il banchetto»; (Ansa), Sindrome GIA in Belgio. Bruxelles processa i terroristi algerini
«La Stampa», 5 settembre 1995 [p.3]
a.ca. (Aldo Cazzullo), L’ordigno doveva esplodere contemporaneamente a quello del mercato, ma era difettoso. Fallisce per caso la strage alla Torre Eiffel. Bombe, incubo quotidiano di Parigi; I luoghi caldi (mappa); Barbara Spinelli, Agguato alla democrazia. Ostaggi dei nuovi terroristi che hanno ucciso la fiducia; A Bruxelles. Processo a 9 Islamici
Pechino, si apre la 4° Conferenza mondiale delle Nazioni unite sulle donne. Fra i rapporti presentati alla conferenza, un dossier dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) evidenzia che le donne percepiscono, secondo i paesi, dal 50% al 95% rispetto alle retribuzioni maschili a parità di lavoro e coprono dal 65 al 90% dei lavori part time (65% in Italia); la partecipazione alla forza lavoro delle donne varia, rispetto a quella maschile, dal 31% in media per i paesi sottosviluppati al 60% degli Usa al 75% dei paesi scandinavi (37% in Italia). Le molestie sessuali sono denunciate particolarmente nei paesi occidentali, dove dal 15 al 30% delle donne interpellate affermano di essere state infastidite, più o meno pesantemente, sui luoghi di lavoro. La conferenza viene di fatto egemonizzata dalla delegazione statunitense, guidata da Hillary Clinton, e da quella vaticana, ciò suscita critiche e proteste da parte delle organizzazioni non governative. Fra i messaggi è data lettura di una «lettera alle donne» del Papa, che chiede scusa per le discriminazioni nei loro confronti operate dalla Chiesa cattolica.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 settembre 1995 [p.1-pp.13-14]
p.1- Titolo: Si apre la Quarta Conferenza mondiale sulla condizione femminile. In Cina le donne di 185 paesi. Pechino è già andata in tilt;
p.1-p.14- Renzo Foa, Gli ostacoli di Deng;
p.13- Titolo: La Conferenza sulle donne. Al via il summit dell'ONU sulla condizione femminile. Oggi la cerimonia ufficiale, sfida sui diritti umani; Monica Ricci Sargentini, A Pechino l'lslam contro tutti. Scontro aperto su parità, potere e aborto; La posizione vaticana. Per la famiglia, no all’aborto; Il mondo islamico. La Sharia senza eguaglianza
«l’Unità», 5 settembre 1995 [p.7]
Titolo: La Conferenza di Pechino. Festa sulla Tian An Men per il debutto del summit ONU. II presidente cinese: «Da noi la parità non è un problema»; Winnie Mandela arriva tardi. Porte sbarrate al Grande palazzo; Italia criticata. II Forum attacca «Siete assenti»; Monica Ricci Sargentini, Benazir: «Musulmane alzatevi». Si parte con la parata di regime, oggi c'e Hillary; La politica e l’economia della donna (grafico); Maria Rosa Cutrufelli, Le baby prostitute dei soldati sono uno spartiacque come la Bomba. Hiroshima e le «donne di conforto»
«l’Unità», 9 settembre 1995 [p.14]
Titolo: Conferenza ONU. Estenuante braccio di ferro sul testo finale. Lontano l'accordo; Jang Zemin apre le porte a Bush. Onori per I'ex presidente USA; Monica Ricci Sargentini, A Pechino rissa sul documento. Nella lite tra Vaticano e UE irrompe la religione; Alice Oxman, Sesso e potere, l’altra Washington
«l’Unità», 10 settembre 1995 [p.15]
Titolo: La Conferenza delle donne. Durissime dichiarazioni del portavoce del Pontefice. Tre i temi dello scontro: famiglia, maternità e religione; Monica Ricci Sargentini, Fulmini dal Vaticano «Cambiate il testo o non ci sarà consenso»; Maria Rosa Cutrufelli, Vertice on-line. La svolta rosa; M.R.S. (Monica Ricci Sargentini), Bella Abzug, famosa femminista americana, è ottimista: il XXI secolo sarà delle donne «La Santa Sede attacca perché e disperata» [intervista a Bella Abzug]
«l’Unità», 12 settembre 1995 [p.15]
Titolo: La Conferenza sulle donne. L'essere madre non deve comportare discriminazioni. La Chiesa incassa un articolo sul valore della religione; Monica Ricci Sargentini, Disgelo tra Vaticano e Europa. Saltano i veti su sessualità e famiglia, intesa vicina; M.R.S., La ministra spagnola «Un bel successo» [intervista a Cristina Alberti Alonso]; La Cina difende la pianificazione demografica; M.R.S., Parla la fondatrice della hot line: «La violenza domestica è una tradizione». Divorzi e solitudine al telefono rosa cinese
«l’Unità», 16 settembre 1995 [p.13]
Titolo pagina: La Conferenza dell’ONU. Approvata all’unanimità la dichiarazione finale del summit. II successo europeo. Per la prima volta 189 paesi approvano il principio della libertà sessuale; Monica Ricci Sargentini, Le donne vincono e incassano diritti. Vaticano deluso; Maria Rosa Cutrufelli, L'altra metà del cielo sa negoziare; La città divisa tra tradizione e ansia di modernità. Discoteche stracolme. Una giovane modella: «Sogno l’Europa». Pechino by night, un tuffo nell’Occidente; Le disabili accusano «Emarginate»
«La Stampa»
«La Stampa», 4 settembre 1995 [p.8]
Fernando Mezzetti, Quattromila delegati di 185 Paesi, domani interviene il ministro Agnelli. Il terremoto Donna a Pechino. Via alla Conferenza ONU tra show e tensioni; Quattro protagoniste: Hillary Clinton, Mary A. Glendon, Fabiola, Jane Fonda; (Ansa), La mano tesa del Papa. «La Chiesa vi chiama»
«La Stampa», 5 settembre 1995 [p.9]
Fernando Mezzetti, Il premier cinese tesse un autoelogio delle riforme mentre Ghali fa campagna elettorale. Veleni nella Woodstock delle donne. Aperto il vertice, i politici vanno all’attacco; Benazir Bhutto, «La nostra catena è fatta di povertà»; Incidente. Winnie Mandela non può entrare; «Non fare la First Lady». Critiche per Hillary Clinton «Devi attaccare il regime»
«La Stampa», 6 settembre 1995 [p.7]
Fernando Mezzetti, Un discorso choc per i cinesi: nessuno deve essere costretto al silenzio. Il grido della passionaria Hillary. A Pechino una lezione sui diritti umani; Hillary Clinton, «Parlo per quelle che non hanno voce»; f. m., Il ministro degli Esteri. Susanna Agnelli: la pace è donna. «I governi devono impegnarsi sulla parità dei sessi»
«La Stampa», 7 settembre 1995 [p.8]
Fernando Mezzetti, La Conferenza dell’ONU. La capodelegazione USA: siamo fieri di lei, come eravamo fieri di Eleanor Roosevelt. Hillary a Pechino, First Lady delle donne. Delirio, spintoni, polizia nel panico per il suo discorso
«La Stampa», 8 settembre 1995 [p.4]
Fernando Mezzetti, Alla Conferenza di Pechino duro scontro sul capitolo «salute», il portavoce del Papa indignato. Europa-Vaticano, duello sulle donne. L’UE: non c’è posto per l’etica nella medicina; f.m., «L’orgasmo è un diritto». Secondo le femministe italiane va scritto nel documento finale
«La Stampa», 9 settembre 1995 [pp.1-2]
Guido Ceronetti, L’inviato immaginario. Anch’io tra le donne a Pechino
«La Stampa», 10 settembre 1995 [p.10]
Fernando Mezzetti, La Carta della Conferenza dell’ONU sulla donna «viola i diritti dell’uomo». «L’Europa contro la famiglia». Tra Vaticano e UE guerra aperta a Pechino; La Chiesa accusa
«La Stampa», 13 settembre 1995 [p.6]
Fernando Mezzetti, Alla Conferenza in primo piano l’industria dello sfruttamento sessuale e della prostituzione minorile. Da Pechino un grido contro stupri e violenze. «Le guerre colpiscono i bambini anche addestrandoli a uccidere»
«La Stampa», 14 settembre 1995 [p.9]
Fernando Mezzetti, Il portavoce della Chiesa: su qualche giornale ho letto che per noi non è più reato, assurdo. «A Pechino bugie sul Vaticano». Navarro: l’aborto resta un crimine abietto [intervista a Joaquin Navarro]; f. m. (Fernando Mezzetti], La chiusura senza Ghali. Sorpresa e illazioni sul forfait al più grande summit dell’ONU
«La Stampa», 16 settembre 1995 [p.10]
Fernando Mezzetti, Dietro il consenso generico alla piattaforma ONU, le riserve del Vaticano e del Terzo Mondo. Pechino, guerra di virgolette sulla donna. Molte dissociazioni al documento finale; f. m., Il dopo Ghali è femmina. La premier norvegese
Afghanistan, i Talebani conquistano, dopo diverse province, la città di Herat. Sconfitta la resistenza delle formazioni sciite il cui leader, Ismail Khan, si rifugia in Iran. La presa di Herat provoca la reazione di Rabbani e Massud che accusano il Pakistan di aver reso possibile la vittoria talebana
Mururoa (Isole Gambier, Polinesia francese), la Francia effettua un test nucleare: l’esplosione da 20 kilotoni avviene tra le proteste della comunità internazionale, e i ripetuti tentativi di boicottaggio da parte di Greenpeace che effettua azione di interposizione con una ventina di natanti.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 7 settembre 1995 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Dini: «Sono rammaricato, interverrò sull’Eliseo». Juppé: «Operazione perfetta, nessuna fuga di radiazioni». Day-after di condanna per la bomba di Chirac. Parigi: «Gli esperimenti continuano». Gravi incidenti a Papeete;
p.2- Aldo Cazzullo, Papeete, incendiano un terminal dell’aeroporto. Salvi per miracolo centinaia di passeggeri. «Gli isterici non fermeranno i nostri test». Juppè: è stato un successo, continuiamo; Vittorio Zucconi, L’uomo e la bomba. Cinquant’anni di bugie atomiche. Oltre 2000 esperimenti, «necessari» e «sicuri»;
p.3- e. st., Cortei, rappresentanze diplomatiche occupate, richiamo di ambasciatori: Parigi isolata. Il mondo in piazza: vergogna Chirac. Dini chiede di annullare il programma atomico; Proteste in Europa; Rabbia in Canada; Tensione in Brasile; Dolore in Giappone; Florence Decamp, Sull’atollo della paura. Nella laguna del Paradiso ferita da un’onda bianca; La «Force de Frappe» nucleare francese (scheda)
Palermo, la Procura chiede il rinvio a giudizio, per concorso in associazione mafiosa, dell’ex ministro democristiano Calogero Mannino, arrestato il 13 febbraio 1995. Contro Mannino insieme alle rivelazioni del boss mafioso Gioacchino Pennino sono state raccolte quelle di altri 6 pentiti. Il rinvio a giudizio sarà disposto dal Tribunale il 21 ottobre 1995 e in quella occasione saranno concessi a Mannino, per ragioni di salute, gli arresti domiciliari.
Bosnia
Caccia italiani sono impegnati in opera di pattugliamento. I raid NATO sono saliti a 1600. Completamente isolata la città di Pale.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 7 settembre 1995 [p.9]
Ingrid Badurina, «C’è ancora molto lavoro». I caccia italiani di nuovo impegnati in pattugliamento. «Serbi, la punizione non è finita». I raid NATO sono ormai 1600, Pale ora è isolata; La tempesta NATO (scheda); Anna Zafesova, «Complotto a Sarajevo». Un generale russo: le stragi sono opera dell’Occidente; Giuseppe Zaccaria, Da assediante a assediato. Lamento di Radovan il Terribile. Karadzic in Tv: basta, noi non siamo l’Iraq; La Rossanda: «Dico sì ai raid»
Bosnia
Proseguono i raid NATO, per la prima volta vi partecipano anche aerei italiani. Dure proteste da parte di Mosca che chiede la sospensione dei raid sui serbi. A Roma il mediatore Holbrooke incontra il presidente del Consiglio Lamberto Dini per informarlo degli esiti della sua missione.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 settembre 1995 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: «Tornado» bombardano i serbi. Washington: nessuna pietà. All’attacco i top gun italiani. Bosnia, strappo tra Eltsin e Occidente;
p.3- Andrea di Robilant, La Difesa: missione riuscita, nessun danno ai civili anche se non abbiamo le armi intelligenti. Prime bombe italiane sulla Bosnia. Due tornado colpiscono postazioni serbe a Gorazde; Ingrid Badurina, «Nessuna pietà». Clinton: raddoppieremo i raid e gli obiettivi; L’appello del Papa; Holbrooke a Roma; Anna Zafesova, L’ira di Eltsin sull’Occidente. Ma Kozyrev dice alla Agnelli: collaboriamo; Giuseppe Zaccaria, Nella Sarajevo serba. I civili contro i soldati diMladic «Bastardi, ci bombardano per colpa vostra»
Francia: Continuano le proteste per i test nucleari. In Polinesia scontri e manifestazioni
Lione: un’autobomba alla scuola ebraica provoca 14 feriti.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 settembre 1995 [pp.1-2]
p.1-Titolo: Evitata la strage a Villeurbanne: l’esplosione è avvenuta pochi minuti prima dell’uscita dei 600 scolari. Lione, autobomba alla scuola ebraica: 14 feriti. Test nucleari, Papeete in fiamme per la rabbia dei polinesiani;
p.2- Aldo Cazzullo, Davanti alla scuola israelita: quattordici feriti, l’ordigno è esploso poco prima dell’uscita. Auto-bomba per 600 bambini ebrei. Massacro sfiorato a Lione; Cinque anni di terrore antisemita (cronologia); al. ca., La Lègion a Tahiti in rivolta. E Chirac regala l’ombrello nucleare a Kohl; e. st., Il no del calcio. Anche Baggio contro i test; Florence Decamp, La Polinesia ferita. La notte dei mille roghi nell’Eden. Guerriglia nell’isola dopo il test atomico a Mururoa
Ginevra: primo accordo di pace. I ministri degli Esteri di Bosnia, Croazia e Serbia accettano il piano di spartizione della ex Jugoslavia elaborato dal cosiddetto «gruppo di contatto» (USA, Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania) che prevede il riconoscimento dell’esistenza della Repubblica di Bosnia-Erzegovina, il cui territorio sarà diviso in due entità: Il 51% ai croati musulmani e il 49% ai serbi. Restano aperti molti problemi: l’assedio di Sarajevo e la situazione della Slavonia ancora occupata dai serbi. Dure proteste di Mosca che chiede la sospensione dei raid NATO.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 settembre 1995 [pp.1-4]
p.1-Titolo: Prima intesa a Ginevra, reciproco riconoscimento Belgrado-Sarajevo. II paese sarà uno Stato diviso in due. Bosnia, la pace all’orizzonte. La NATO non ferma i raid. Eltsin: aiuterò i serbi;
pp.1-2- Editoriale, Renzo Foa, Al di là del previsto;
p.3- Titolo: La svolta di Ginevra. Intesa sulle frontiere. Holbrooke: «È una pietra miliare». Karadzic: «Si apre una porta alla pace». I raid continuano; Bosnia i partecipanti alla Conferenza (grafico); Cinque piani per la pace in quattro anni; Gianni Marsilli, Convivenza a due sotto il tetto di Bosnia. Musulmani e serbi accettano due Repubbliche in uno Stato; L’accordo (testo); Umberto De Giovannangeli, Sergio Romano: «Non credo che questo «mostro» istituzionale possa reggere a lungo». «È solo l'inizio, attenti all’ottimismo» [Intervista a Sergio Romano];
p.4- Titolo: La svolta di Ginevra. II presidente russo promette aiuti e «altro» a Milosevic. La virata utile per placare le critiche dei nazionalisti; Le crisi con l’Ovest (scheda); Maddalena Tulanti, Eltsin padrino dei serbi «Occidente attento da oggi li difendo io»; Toni Fontana, Carlo Maria Santoro, sottosegretario alla Difesa italiana, giudica l'effetto raid. «La forza militare ha strappato un risultato» [intervista a Carlo Maria Santoro]; Piano USA per il dopo accordo. Clinton consulta lo staff. Per mantenere la pace serviranno 50mila soldati
«La Stampa»
«La Stampa», 9 settembre 1995 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Accordo di principio a Ginevra: il Paese sarà diviso, Belgrado, Zagabria e Sarajevo si riconoscono. Bosnia, svolta di pace. Eltsin: NATO fermati o rischiamo la guerra;
pp.1-2- Editoriale, Aldo Rizzo, La corsa contro il tempo;
p.2- Anna Zafesova, Il presidente russo attacca la NATO: si sta allargando troppo, reagiremo. Eltsin: rischio di guerra in Europa. Il Cremlino minaccia di inviare armi ai serbi; Giulietto Chiesa, La «pace fredda». Mosca alza la voce per il pubblico di casa; Andrea di Robilant, Parla il capo delle Forze Armate. «Anche i Tornado italiani avranno bombe-laser»;
p.3- Ingrid Badurina, Ma gli attacchi aerei dell’Alleanza continuano, a Sarajevo sette feriti da una granata. A Ginevra il primo passo verso la pace. Serbi e musulmani accettano la spartizione della Bosnia; I principali punti dell’accordo di Ginevra (scheda); Paolo Passarini,
Due aerei Tornado italiani partecipano per la prima volta ai raid NATO in Bosnia-Erzegovina. |
Berlusconi in una lettera aperta al direttore del «Corriere della sera» scrive che non ha nessuna intenzione di sottoscrivere un «patto di fine legislatura» e quindi voto sulla Finanziaria e poi le elezioni politiche. Posizione che soddisfa Alleanza nazionale ma irrita il CCD che vorrebbe rinviare il ricorso alle urne e annuncia di non partecipare al vertice del Polo in programma per il 13 settembre.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 settembre 1995 [p.6]
Rosanna Lampugnani, Berlusconi: si alla Finanziaia e poi al voto. II Polo oscilla sulla verifica a Dini. CCD conferma: niente vertice
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, nomina giudice della Consulta Gustavo Zagrebelsky, professore universitario e fra i maggiori esperti di diritto costituzionale. Sostituisce Antonio Baldassarre. Alla Corte Costituzionale è nominato Mauro Ferri, una lunga carriera parlamentare nelle file del PSI, sarà il vice del presidente Caianello in scadenza fra un mese
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 settembre 1995 [p.6]
E Mauro Ferri sarà il vice di Caianiello alla Corte Costituzionale. Consulta, Scalfaro nomina giudice Gustavo Zagrebelsky
L’Olivetti (gruppo De Benedetti) taglia 5 mila posti di lavoro.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 settembre 1995 [p.1-p.17-p.19]
p.1- Titolo: «Cosi si vince ia sfida tecnologica». Cofferati: tagli inaccettabili. Terremoto Olivetti 5mila posti in meno. De Benedetti: servono 2.257 miliardi;
p.1-p.19- Editoriale, Paolo Leon, È questa la via per la ripresa?;
p.17- Titolo: Industria e finanza. Lacrime e sangue per il gruppo di Ivrea. «Pareggio nel '96»; Il gruppo De Benedetti (mappa); Angelo Faccinetto, Olivetti taglia altri 5.000 posti. De Benedetti: «Acceleriamo la mutazione del gruppo»; Michele Costa, Ivrea si ribella «Non si può ridurre ancora l’occupazione»; Paolo Baroni, Maxiaumento di capitale da 2.257 miliardi. E le banche restano fuori
«La Stampa»
«La Stampa», 10 settembre 1995 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: L’ingegnere nessuna banca nel capitale. Mediobanca guida il riassetto perché è la più brava. L’Olivetti taglia cinquemila posti. De Benedetti chiede in Borsa 2890 miliardi;
p.3- Valeria Sacchi, In sei mesi deficit di 1087 miliardi. Nuovi capitali per Cofide e Cir. Ancora in discussione il ruolo delle banche. Olivetti, 2257 miliardi per salvarsi. Mediobanca guida il riassetto del gruppo De Benedetti; I conti dell’Ingegnere (tabelle); Armando Zeni, «Resto al mio posto». L’ingegnere: io metto 50 miliardi e non mollo [intervista a Carlo De Benedetti]; Cesare Martinetti, L’epicentro della crisi. «Ci sentivamo a Silicon Valley». La delusione di Ivrea: «Basta con i sacrifici»
Bosnia
Proseguono i raid della NATO. Colpiti diversi obiettivi civili fra cui l’ospedale di Blauj a Ovest di Sarajevo, le vittime sarebbero una decina.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 settembre 1995 [pp.1-4]
p.1-Titolo: «Sette bambini serbi uccisi dai raid». Pale insorge e accusa, ma vieta all'ONU di verificare;
pp.1-2- Piero Fassino, Spartizione etnica;
p.2- Umberto De Giovannangeli, «Perchè solo ora? S’è mosso Clinton» [intervista a Demetrio Volcic]; Ramon Mantovani, Un colpo allo stomaco quell’intervista di Rossana Rossanda;
p.3- Titolo: La svolta di Ginevra. Bosniaci delusi dal riconoscimento della repubblica serba. Critiche per la spartizione ma prevale la speranza; Nuccio Ciconte, Pace amara, Sarajevo si rassegna «Non ci piace ma e meglio che continuare a morire»; Bosnia: uno Stato diviso (mappa); Giovanni PaoloII: «Guardatevi dai nazionalismi». ASarajevo una notte senza coprifuoco. Preghiera per i Balcani, 200mila col Papa;
p.4-Titolo: La svolta di Ginevra. Per la prima volta colpito un ospedaie: i morti sarebbero 10. Ma gli uomini di Mladic vietano l'indagine dei Caschi blu; Gianni Marsilli, «Raid su obiettivi civili serbi». Pale insorge, l’ONU si scusa ma la NATO va avanti; Maddalena Tulanti, La Duma unanime «Eltsin dacci la testa di Kozyrev»; Toni Fontana, Il generale Franco Angioni: «Li abbiamo costretti a trattare, ora non abbassiamo la guardia». «Coi blitz le Nazioni Unite tornano credibili» [intervista a Franco Angioni]
«La Stampa»
«La Stampa», 10 settembre 1995 [p.1-p.7]
p.1-Titolo: Gli Stati Uniti pronti a inviare truppe di terra nella ex Jugoslavia per difendere l’accordo di pace. I serbi accusano bombe NATO sui civili. L’ONU: forse dieci morti in un ospedale, scusateci;
p.7- (Agi-Adnkronos), Sotto accusa i cannoni della FRR. L’ONU. Se è vero ci scusiamo. Ma Pale impedisce una verifica. «Anche la NATO fa strage in Bosnia». I serbi: colpito un ospedale, 10 morti; Paolo Passarini, I G.I. sono pronti. Truppe di terra USA entro poche settimane; Anna Zafesova, La causa panslava. I deputati russi unanimi «Fuori Kozyrev il traditore»; Henry Kissinger, Le vie della pace. «È l’ora della spartizione». «Riunire la Bosnia? Assurdo dopo le pulizie etniche»
Bosnia
Tredici missili Cruise sono lanciati dall’incrociatore americano Normandy contro il comando del generale Mladic e altri obiettivi serbi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 settembre 1995 [p.1-p.13]
p.1-Titolo: Fallito tentativo di mediazione ONU. Tre feriti per una granata su Sarajevo. Mladic: non mi ritiro. Aerei e missili NATO sulle postazioni serbe;
p.13- Titolo: Il dopo Ginevra. Chirac annuncia una tregua per far decollare il negoziato. Prime bombe anche su Tuzla. Izetbegovic rassicura i suoi; Nuccio Ciconte, Mladic all’ONU: non mi ritiro. La NATO riprende i raid con missili e aerei; La sterzata di Eltsin allarma l'Europa. «Grave il voto della Duma»; Le millzie serbe in Slavonia minacciano la guerra totale
«La Stampa»
«La Stampa», 11 settembre 1995 [p.7]
Ingrid Badurina, L’escalation poco dopo che Parigi aveva annunciato una sospensione dei blitz per trattare. Dal mare pioggia di missili sui serbi. Tredici Cruise lanciati da un incrociatore USA; Le due fasi dell’attacco (grafico); (Ansa), Mladic non cede. «Sono pronto a trattare ma non ritiro i cannoni»; (Ansa), L’Europa in allarme. La Agnelli: attenzione alla rabbia della Russia
Immigrazione: un gommone di albanesi si rovescia in Adriatico: 3 morti e 12 dispersi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 settembre 1995 [p.12]
Naufragio di albanesi, 3 morti. Gommone si rovescia in Adriatico, dodici dispersi
Bosnia
L’Italia è esclusa dal «Gruppo di Contatto» e dalle trattative che si stanno svolgendo a Ginevra. Per ritorsione l’Italia nega agli USA l’autorizzazione a dislocare nella base di Aviano una squadriglia di F-117- A Stealth i cosiddetti «aerei invisibili» capaci di fuggire ai radar nemici. Continuano i raid NATO.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 settembre 1995 [p.1-p.13]
p.1-p.13- Alija Izetbegovic, Il sapore amaro della pace;
p.13- Titolo: Il dopo Ginevra. Pieno sostegno di Clinton all’utilizzo dei missili Cruise. Mosca all'ONU: «Alt ai raid». Mladic inflessibile; Nuccio Ciconte, Pugno duro della Nato sui serbi. Karadzic attacca: «L'escalation ferma la pace»; Roma blocca l’arrivo degli Stealth americani; La Grecia insorge «Stop al raid»; Sergio Sergi, L'inviato di Eltsin chiede la fine delle operazioni. Replica alleata: «Dipende da Mladic. Claes ai russi: «Possiamo finire in 5 minuti»
«La Stampa»
«La Stampa», 12 settembre 1995 [p.1-p.11]
p.1- Titolo: L’Italia rifiuta di ricevere i bombardieri USA. Bosnia, Mosca minaccia «nuova guerra fredda»;
p.11- Anna Zafesova, Mosca minaccia un ritorno al passato. Clinton: questi attacchi sono necessari. La guerra fredda per Sarajevo. E Roma rifiuta i «bombardieri invisibili»; a.d.r. (Andrea di Robilant), La ritorsione dell’Italia. Snobbata dal Gruppo di contatto dice «no» agli Stealth americani; Paolo Passarini, La svolta militare. E Clinton disse: da oggi di Bosnia mi occupo io
Silvio Berlusconi continua, insistentemente, a chiedere il ritorno alle urne. Il leader di AN lo sostiene dichiarando la necessità di porre fine al Governo dei tecnici. Per il segretario DS Massimo D’Alema si può votare in primavera, prima non c’è tempo.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 settembre 1995 [p.2]
Alberto Rapisarda, Il leader del Polo cerca una sponda nel PDS e accusa: la democrazia in Italia è sospesa. Berlusconi all’attacco: è ora di votare. Fini d’accordo: «Chiudiamo la parentesi dei tecnici». D’Alema elezioni a primavera, prima non c’è tempo; Staffetta Previti- Letta. Forza Italia: nessun patto delle Bermuda
Bosnia
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 settembre 1995 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Il Cremlino: patto segreto anti-slavo. Ghali contro il bombardamento di obiettivi civili. Ieri raid più pesanti. Mosca: difenderemo i serbi dal genocidio. Agnelli: no ai caccia USA, prima riconoscano il ruolo dell’Italia;
p.6- Andrea di Robilant, Washington tenta di raffreddare la crisi per l’esclusione di Roma dal Gruppo di Contatto. L’Italia non cede agli USA. Aviano resta chiusa ai bombardieri invisibili; Le cifre. Il contributo italiano; p.bat. (Pierluigi Battista), La polemica tra alleati. «Dico no, ed ecco perché». Susanna Agnelli alla Festa dell’Unità;
p.7- Paolo Passarini, Denuncia patti segreti ONU-NATO nella giornata dei bombardamenti più intensi sulla Bosnia. «L’Occidente vuole il genocidio degli slavi». Mosca tenta di bloccare i raid al Consiglio di sicurezza; (Ansa), L’escalation della NATO (scheda); Giuseppe Zaccaria, Assedianti e assediati. Fuga nella Sarajevo nemica. Esodo serbo nel settore musulmano
Finisce l’idilio Polo- Pannella. Berlusconi cerca un’intesa parlamentare per le elezioni. Ancora saldo il patto con AN sulla necessità di elzioni subito. Contrasti, invece, nel corso del vertice che si svolge nella comunità di Don Gelmini ad Amelia nei pressi di Terni, icon i centristi del CDU e del CDC attendisti e prudenti sulla data delle elezioni
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 settembre 1995 [p.3]
Alberto Rapisarda, Il Polo «scarica» Pannella e cerca un’intesa parlamentare per le elezioni. Dini va da Scalfaro. Berlusconi-D’Alema, duello sulla sfiducia. «Al voto dopo la Finanziaria». «Le solite chiacchiere»; Augusto Minzolini, Il «vertice» di Amelia. Il Cavaliere: ora metto in riga Mastella. Patto con Fini: alle urne subito, nessun rinvio; f.mar., Quella firma mancata; Fabio Martini, Scampagnata politica. In gita da Don Gelmini. Il Polo bisticcia anche in comunità
Il presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, partecipa a un dibattito organizzato alla Festa nazionale de «l’Unità». Per la prima volta un leader della destra è ospite di una delle principali iniziative nazioni del PDS.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 settembre 1995 [p.2]
Pierluigi Battista, La prima volta del leader di AN al Festival dell’Unità, accanto a Veltroni. Fini strappa l’applauso «rosso». «Come voi ho mangiato pane e politica»
Bosnia
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 settembre 1995 [p.1-pp.5-6]
p.1-Titolo: La Farnesina polemica con gli alleati: più peso in Bosnia. La Agnelli: l’Italia non ci sta. Mosca, bomba contro l’ambasciata USA;
p.1-p.6- Giulietto Chiesa, La fortezza violata;
p.5- Andrea di Robilant, Il Governo insiste per l’ingresso nel Gruppo di Contatto, che oggi si riunisce senza Italia. La Agnelli: il tempo dei sì è finito. «L’appoggio militare in Bosnia non è più automatico»; (Ansa-Agi), Invito a Roma. Dal Papa i vescovi dell’ex Jugloslavia; Paolo Guzzanti, Il ministro degli Esteri. «Io. Che amo l’America non potevo fare altro» [intervista a Susanna Agnelli]; Paolo Passarini, Gli USA raid inutili. Bosniaci all’offensiva;
p.6- Anna Zafesova, Nessuna vittima e nessuna rivendicazione, allarme rosso nella capitale. Russia- USA, dalla rissa alle bombe. Una granata contro l’ambasciata americana; (Ansa), Minsk abbatte una mongolfiera. Due uccisi sono cittadini americani. Partecipavano a una gara mondiale; r. est., New York. Inviati ONU a rapporto; (Agi), Zhirinovskij, «Stupro OK per le donne»
Israele: la destra in piazza nell’anniversario degli accordi di Oslo 1 del 20 agosto del 1993 e ratificati il 13 settembre dello stesso anno. Gli accordi siglati fra lo stato di Israele e l’Organizazzione per la liberazione della Palestina (OLP) portarono all’istituzione dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) con il compito di autogovernare, in modo limitato, parte della Cisgiordania e la striscia di Gaza e riconoscevano l’OLP come partner nelle trattative con Israele per le questioni ancora irrisolte. Dopo Oslo 1 le trattative proseguiranno e daranno vita al cosiddetto accordo Oslo 2 fimato alla fine del settembre 1995.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 settembre 1995 [p.7]
Aldo Baquis, La destra in piazza in Israele nell’anniversario degli accordi di Oslo. Assedio alla Casa di Rabin. In migliaia contro la «pace che uccide»
Vertice del Polo. Prodi incontra i gruppi parlamentari del centrosinistra
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 15 settembre 1995 [p.5]
Titolo: Verso la verifica. Braccio di ferro a via dell'Umiltà sulla data del voto. II leader del centrosinistra incontra i gruppi parlamentari; Rosanna Lampugnani, II Polo si ritrova
diviso su tutto. Casini: «Le diversità ci sono». Berlusconi: «Linea dura su Scalfaro»; Giuseppe F. Mennella, Finanziaria, l’Ulivo unito. Prodi: «Coordino la linea comune»
Venezia, il sostituto procuratore della repubblica Carlo Nordio emette una comunicazione giudiziaria, per finanziamento illecito ai partiti e ricettazione, a carico di Massimo D’Alema e Achille Occhetto. Un provvedimento che si colloca nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento illegale da parte delle cooperative rosse, in carcere già 15 persone. Le stesse accuse sono rivolte all’ex segretario del PSI Bettino Craxi e a Luciano Bernardini, della direzione socialista. Secondo la Procura veneziana, Alberto Fontana (PCI) avrebbe costruito in Veneto una rete di cooperative agricole – poi fallite – da cui avrebbe distratto fondi per finanziare il PCI – PDS e PSI.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 15 settembre 1995 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Coop, nessuno li accusa ma Nordio li mette sotto inchiesta. Occhetto e D'Alema indagati per teorema. Il leader del PDS: un atto sconcertante;
pp.1-2- Editoriale, Enzo Roggi, E la destra brinda;
p.3- Titolo: Giustizia e politica. Il pm Nordio: finanziamento illecito e ricettazione. Calvi: sentiteli subito per evitare strumentalizzazioni; Gianni Cipriani, Giampaolo Tucci, Coop, avvisi di garanzia per D'Alema e Occhetto. II PDS: un castello di fantasie; Stefano Di Michele, «Un teorema sconcertante». II leader del PDS: già tante accuse sono cadute; Raffaele Capitani, Molte telefonate a Italia Radio: è cominciata la campagna elettorale, bisogna reagire. II popolo della Quercia: «È come per Stefanini...»;
p.4- Titolo: Giustizia e politica. II deputato di Forza Italia Matacena brinda con i suoi. Bossi: «D'Alema resti al suo posto». Prodi: nessun problema; Ritanna Armeni, E qualcuno a destra stappa lo champagne. Segni: «Sono due persone perbene» Fini: «Non è una condanna, ma...»; Legacoop: «Accuse esilaranti, subito udienza preliminare»; Michele Sartori, II lungo itinerario del pm inizia nel '93, quando si imbatte in una società «sospetta». Tutte le inchieste sulle Coop e il PDS
«L’Unità», 16 settembre 1995 [p.1-pp.5-6]
p.1-Titolo: II pm Nordio respinge le critiche: «È un avviso, non una sentenza». «Proverò la mia innocenza». E la Festa acclama Occhetto;
p.5- Titolo: Giustizia e politica. «I1 mio non è un teorema, l'inchiesta continuerà a lungo». Ma per il giudice il leader del PDS fa bene a non dimettersi; Michele Sartori, Nordio: «Un avviso, non una sentenza». II pm replica alle critiche; Mieli. Corsera «Occhetto, D'Alema contro loro nulla»; Stefano Di Michele, «Sono del tutto tranquillo». Occhetto, ovazione alla Festa: attenti al trasformismo; Il pm di «Mani pulite» respinge I ‘accusa d'aver favorire il PCI-PDS e dice no ad amnistie e «colpi di spugna». Davigo: il pool non ha mai coperto nessuno;
p.6- Giustizia e politica. La vedova del tesoriere del PDS rivive i Giomi dell’«avviso». «Ma quando fu prosciolto Marcello era già morto...»; Cinzia Romano, «È una ferita che si riapre». Parla Giuliana Stefanini; Gildo Campesano, il presidente della Lega delle cooperative: dopo mesi e mesi nessuna prova. Pasquini: «Indagini costruite sul nulla» [intervista a Gianfranco Pasquini]
«La Stampa»
«La Stampa», 15 settembre 1995 [pp.1-3-p.13]
p.1- Titolo: Il pm Nordio indaga anche su Occhetto: «Non potevano non sapere degli illeciti». Avviso di garanzia a D’Alema: «Non mi dimetto». «Copriva i reati Coop». La difesa: accuse sgangherate;
p.1-p.13- Editoriale, Marcello Sorgi, La Quercia tra giudici e politica;
p.1-p.3- Augusto Minzolini, La reazione del segretario. «I magistrati si screditano»;
p.2- Giovanni Bianconi, Secondo il pm le coop rosse erano il braccio operativo del partito nel sistema tangenti. Avviso a D’Alema: non poteva non sapere. Il leader PDS: non mi dimetto; (Ansa), Craxi «Andrò a caccia di giudici»; Maria Teresa Meli, Il PDS attacca: un castello di accuse sgangherate; Fabio Martini, Berlusconi: un po’ isterici. Non sono abituati al fango; Filippo Ceccarelli, Un’arma inflazionata. Quando l’avviso diventa «normale». Così è stato archiviato lo spauracchio giudiziario;
p.3- Cesare Martinetti, Il giudice, firmato l’avviso di garanzia per D’Alema, Occhetto e Craxi è partito per le vacanze. Nordio, tris d’assi dopo un anno di caccia. «Taccio di fronte alle reazioni scomposte della Quercia»; Mario Lollo, «Mai visti Achille e Massimo». Il compagno F: i soldi? Fantapolitica [intervista a Alberto Fontana]
Bosnia
I raid della NATO sono sospesi. Si profila un accordo. A Belgrado trattativa fra il numero due del dipartimento di Stato USA Holbrooke e i leader serbi Milosevic, Karadzic e e Mladc tregua di tre giorni dei raid Nato in cambio del ritiro dei cannoni serbi a Sarajevo. L’accordo prevede anche la sostituzione dei Caschi blu e delle truppe franco-britanniche con truppe russe e italiane.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 15 settembre 1995 [p.1-pp.12-13]
p.1- Titolo: Serbi pronti a ritirarsi. Izetbegovic: no al piano USA;
p.12- Titolo: Spiragli di pace. Instabilità politica, paese confinante, contenziosi aperti. I motivi della risposta negativa del Gruppo di Contatto; Paolo Soldini, Anche Bonn dice no. «Italia inaffidabile»; Toni Fontana, Parla il francese Alain Moxe, docente di strategia militare. «Roma ha ragione ma faccia proposte» [intervista a Alain Moxe];
p.13- Titolo: Spiragli di pace. Intesa raggiunta dopo più di dieci ore di trattativa. Garanti i soldati russi. La BBC: «Vogliono anche l’Italia»; Nuccio Ciconte, Raid sospesi, serbi pronti al ritiro. Izetbegovic dice no al progetto di Holbrooke; Truppe Nato e russe al posto dei Caschi blu. Ecco la soluzione americana per Sarajevo; Maddalena Tulanti, Eltsin mette il veto alia legge che toglie unilateralmente l'embargo a Belgrado. Nessun aiuto ai serbocroati. E dopo le minacce, a Mosca cambia il vento
«La Stampa»
«La Stampa», 15 settembre 1995 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Tregua di tre giorni, alt ai raid NATO, pace più vicina. Ma Izetbegovic non accetta l’accordo. Bosnia, via i cannoni serbi da Sarajevo. Forse truppe italiane e russe al posto dei Caschi blu;
p.5- Paolo Passarini, Tre giorni di tregua dopo l’intesa diplomatica a Belgrado sul ritiro dei cannoni dalla capitale. La NATO ferma gli attacchi sulla Bosnia. «Italiani e russi al posto dei Caschi Blu»; (Ansa), Giornale russo «L’Italia? Un Paese di second’ordine»; Fabio Squillante, «Da Mladic l’invito a Roma». La richiesta a sorpresa: di voi mi fido; Giuseppe Zaccaria, Paura della pace. Freme l’armata musulmana. Dopo l’avanzata all’ombra dei raid
Ulivo: Romano Prodi anuncia la convocazione per gennaio della Convenzione programmatica dell’Ulivo con oltre 5000 delegati e prima ancora, a dicembre, le assemblee nei 475 collegi uninominali.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 settembre 1995 [p.9]
Walter Dondi, «La politica torni ai cittadini». Prodi lancia la Convenzione programmatica dell'Ulivo [intervista a Romano Prodi]
Roma: fa discutere la proposta di intitolare una Largo a Giuseppe Bottai, ministro nel Governo Mussolini. Le manifestazioni promosse da associazioni antirazziste, ebraiche e della CGIL faranno desistere l’amministrazione capitolina.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 settembre 1995 [pp.1-2-p.11]
pp.1-2- Rosetta Loy, Largo Bottai: questa non è pacificazione;
p.11- Alessandra Baduel, Mobilitazione delle associazioni antirazziste, ebraiche e della CGIL. «Una targa alle vittime del fascismo». No a Largo Bottai. Domani sit-in a Roma
Immigrazione: il Consiglio dei ministri vara un disegno di legge che modifica in senso restrittivo la legge Martelli sull’immigrazione prevedendo l’espulsione immediata per i clandestini senza possibilità di ricorso, un tesserino di riconoscimento magnetico, la carcerazione da 6 mesi a 3 anni per chi è trovato senza documenti e senza permesso di soggiorno. Annullando così la decisione della Corte costituzionale che aveva stabilito la illegittimità dell’arresto negli stessi casi. Le critiche avanzate prevalentemente dai gruppi di ispirazione cattolica e dai progressisti porteranno ad un rinvio.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 settembre 1995 [pp.1-2-p.11]
p.1-Titolo: Progressisti contro misure piu dure e lesive dei diritti umani. Frontiere «blindate»? II Governo arretra. Rinviata la legge sugli immigrati;
pp.1-2- Editoriale, Fabio Mussi, Niente sacchi alle finestre;
p.11- Titolo: Extracomunitari. Disaccordo tra i ministri. I progressisti: «Serve una soluzione adeguata»; Claudia Arletti, Immigrazione, tutto rinviato. Dietro-front del Governo sul disegno di legge; Paolo Soldini, Nessuna norma in Germania per regolare i flussi
«La Stampa»
«La Stampa», 16 settembre 1995 [p.1-p.3]
p.1-Titolo: Il Governo rinvia la riforma. La destra: «Manette ai clandestini». Immigrati, stop a Dini. Il centro-sinistra: «No all’arresto»;
p.3- Raffaello Masci, La sinistra si oppone al ricorso all’arresto proposto dalla destra e il Governo rinvia le nuove norme. Immigrati, le polemiche bloccano la legge. Scontro sulla severità delle espulsioni; Quanti sono gli immigrati (tabella); m.c.m. (Maria Teresa Meli), «Non vogliono le epurazioni». Mussi: inutili le misure poliziesche. Bisogna governare questo fenomeno [intervista a Fabio Mussi]; far. (Fabio Martini), «Diciamo sì alla linea dura». Gasparri: tutti i clandestini devono essere subito allontanati
«La Stampa», 17 settembre 1995 [p.5]
Raffaello Masci, «Il Governo ritiene di non intervenire direttamente in una materia così complessa e delicata». «Sugli immigrati decida il Parlamento». Dini: la nuova legge deve essere valutata dalle Camere; Gli immigrati nelle città (tabella); Liliana Madeo, Nel ghetto dei neri. «Cacciate i clandestini ci portano via il lavoro»; Giovanni Bianconi, I controlli difficili. «Ecco come ci beffano». Gli agenti: è difficile espellere gli irregolari
Bosnia
Trattative a Ginevra. Si manifestano spiragli di pace. 72 ore di tregua per consentire la ritirata dei serbi. Sembra destinato a cessare l’assedio di Sarajevo. Restano tuttavia molti ostacoli alla fine delle ostilità.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 16 settembre 1995 [p.1-pp.3-4]
p.1- Titolo: Trattativa a Ginevra. Clinton: «Se Karadzic bara riprenderemo i raid aerei». Riapre l’aeroporto, Sarajevo respira. Tregua di 72 ore per la ritirata dei serbi;
p.3- Titolo: Spiragli di pace. Dopo cinque mesi di isolamento atterra il primo aereo. Raid fermi per 72 ore, ma si litiga sulle armi da ritirare; L’assedio di Sarajevo verso la fine (mappa); Missione ONU servono altri fondi; Nuccio Ciconte, Boccata d'ossigeno per Sarajevo. Riapre l'aeroporto ma Izetbegovic è pessimista; G.M. (Gianni Marsilli), Super mediatore rivale di Christopher; Gianni Marsilli, Altro round di negoziati per il futuro della Bosnia. Holbrooke: «Ma gli ostacoli restano molti». Ginevra accelera e pensa al dopoguerra;
p.4- Titolo: Spiragli di pace. II presidente americano soddisfatto dell’intesa raggiunta. Nazioni Unite: sospeso per 6 mesi l'embargo a Belgrado; Perry oggi a Roma incontra Corcione. Nessuna richiesta per i soldati italiani; Massimo Cavallini, Clinton mette in guardia Mladic. «Non barate o i caccia tomeranno a colpire»; L’ONU pronta a consegnare criminali serbi a Zagabria
«La Stampa»
«La Stampa», 16 settembre 1995 [pp.1-2-pp.6-7]
p.1-Titolo: Ritiro serbo, aperto l’aeroporto. Venti di pace su Sarajevo;
pp.1-2- Editoriale, Vittorio Zucconi, L’America ha fatto un presidente;
p.6- Paolo Passarini, Washington rilancia l’idea di una Conferenza di pace con la partecipazione di Mosca. Clinton: pronti a nuovi raid «Se i serbi non rispettano l’accordo»; Russia- USA. Stop alle manovre militari congiunte; Andrea di Robilant, Il tavolo delle trattative. Perry in Italia, per ricucire. «Non manderemo più gli Stealth nelle vostre basi»; e. m., Giallo alla base NATO. «Ma i jet sono già ad Aviano»;
p.7- e.st., Razzi contro gli aerei NATO a Gorazde mentre Izetbegovic rifiuta il piano USA. A Sarajevo un giorno di pace. Riapre l’aeroporto, Mladic ritira i cannoni; Quattro anni di guerra (cronologia); Giuseppe Zaccaria, Nella capitale assediata. «Non ci resta che il muro». «La tregua americana? L’ultima beffa»; I nove punti dell’accordo (scheda)
Forza Italia insiste per la fine del Governo dei tecnici e il ritormo alle urne. Da posizioni diverse anche il PRC è per andare alle urne.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 17 settembre 1995 [p.4]
Anche Bertinotti «licenzia» il premier. No di D’Antoni: va allargata la maggioranza. Dotti: è finito il ciclo dei tecnici. Ma Pivetti frena il Polo: prima la Finanziaria
Bosnia
La NATO è pronta a nuovi raid. Altri 100 mila profughi.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 17 settembre 1995 [p.9]
(Ansa), La NATO pronta a nuovi raid. Scontri e atrocità nel resto del Paese, altri 100 mila profughi. Sarajevo, i serbi si fanno pregare. L’ONU: si ritirano ma al rallentatore. Stasera la scadenza; (Agi), Eroe inglese. Ha salvato 20 mila persone; Giuseppe Zaccaria, La grande spartizione. La strana resa di Mladic alle armate dell’Islam; Andrea di Robilant, Perry chiude il caso Stealth. Il ministro della Difesa USA a Roma
La Commissione Affari costituzionali della Camera discute la riforma restrittiva della legge Martelli, annunciata dal governo il 15 settembre cui si aggiunge la proposta della Lega Nord ed AN della obbligatorietà dei certificati di buona condotta e buona salute per limitare ulteriormente gli ingressi, e la punizione fino a 15 anni di carcere, secondo i casi, per coloro che aiutano gli ingressi clandestini.
PDS: il numero due del partito, Walter Veltroni, incontra Gianni Letta (Forza Italia), Giuseppe Tatarella (AN) e Francesco D’Onofrio (CDU) per discutere di regole elettorali e riforme costituzionali.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 23 settembre 1995 [p.4]
Alberto Rapisarda, Torna l’ipotesi di elezioni a marzo dopo il vertice «segreto» tra Veltroni, Letta, Tatarella e D’Onofrio. Regole si riparte dal «tavolino». Subito ricucito lo «strappo» tra Polo e Ulivo. Ma tra i cespugli si continua a frenare. Bianco (PPI): Dini non ha esaurito il suo compito; r. i., «Spero sia la volta buona». D’Alema già nel mese di luglio avevamo raggiunto un accordo; (AdnKronos), La Palombara: «Bravo Dini, ma niente bis»
Il capo dello Stato parlando a Pistoia e il presidente del Consiglio da Majorca, dove è in corso il vertice comunitario, affrontano il tema delle elezioni politiche. Per entrambi, tenendo conto del semestre italiano, la data migliore sarebbe giugno 1996. In serata Scalfaro e Dini si incontrano a Firenze.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 settembre 1995 [p.1-pp.3-5]
p.1- Titolo: Dini: i partner sconsigliano elezioni nel semestre europeo. Si vota a giugno. Scalfaro: evitiamo di scassare tutto. Match Fini-D ‘Alema tra urla e fischi;
p.1-p.5- Editoriale, Bruno Ugolini, Le guardie del Cavaliere;
p.3- Bruno Miserendino, Il futuro del Governo. «Elezioni senza Finanziaria e par condicio sarebbero un disastro per il paese». E in serata incontra Dini. Scalfaro: alle urne entro giugno. «Si può anche votare prima, ma e da irresponsabili»; Camera sciolte a metà maggio per votare prima dell’estate; Ritanna Armeni, Scognamiglio: «Usiamo questo tempo per fare le riforme». La Lega: «Non romperemo prima del tempo». Tanti sì al Quirinale, il Polo non protesta. Berlusconi: «Datemi il 51% o torno a casa»;
p.4- Sergio Sergi, Il futuro del governo. II presidente del Consiglio al vertice comunitario di Maiorca. «Tollerabili» elezioni verso la fine del mandato italiano. «L'Europa ci chiede di aspettare. Dini: «Per i partner deleterio votare nel semestre UE»; R. C. (Raffaele Capitani), «Le dichiarazioni del capo dello Stato aprono una nuova fase chiarificatrice». Prodi: stabilire una data e un passo avanti; Raffaele Capitani, Dossetti: «Attenzione, uomini e poteri forti svuotano la democrazia»;
p.5- Il Convegno di Capri. Tifosi di An trasformano l'incontro dei giovani industriali in una corrida. E Riello mette in sala dei politici-fantocci. Match tra Fini e D'Alema. Urla e schiamazzi sugli «affari» di Berlusconi; B. U. (Bruno Ugolini), Il leader della Confindustria: «I1 voto? Prima o dopo il semestre europeo, decidano i politici». La rabbia di Abete: «Non ci si comporta così» [intervista a Luigi Abete]
Al Convegno dei giovani industriali che si svolge a Capri il segretario del PDS, Massimo D’Alema, è contestato dai «tifosi» di Alleanza Nazionale
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 settembre 1995 [p.1-p. 5]
p.1-p.5- Editoriale, Bruno Ugolini, Le guardie del Cavaliere;
p.5- Il Convegno di Capri. Tifosi di An trasformano l'incontro dei giovani industriali in una corrida. E Riello mette in sala dei politici-fantocci. Match tra Fini e D'Alema. Urla e schiamazzi sugli «affari» di Berlusconi; B. U. (Bruno Ugolini), Il leader della Confindustria: «I1 voto? Prima o dopo il semestre europeo, decidano i politici». La rabbia di Abete: «Non ci si comporta così» [intervista a Luigi Abete]
«La Stampa»
«La Stampa», 24 settembre 1995 [p.5]
Maria Teresa Meli, Il segretario PDS: senza antitrust non accetterei un governo Berlusconi. «Viva Fini, D’Alema bolscevico». Bagarre dei giovani industriali a Capri. Il leader della Quercia «C’era una claque di destra. Loro sono abituati a girare in squadre». Il conflitto d’interessi preoccupa anche Scognamiglio. Buttiglione: «E che ne dite di quello tra PDS e Coop»; Roberto Ippolito, La strategia degli industriali. Abete striglia i partiti: «Più fatti, meno teorie». In attesa del voto occorre evitare un Governo senza programma». «Amato sbaglia la sua analisi sul mercato non è completa» [intervista a Luigi Abete]; Valeria Sacchi, L’Ulivo nel mirino. Il ribaltone dei Giovani. Ma Riello: non siamo schierati a destra
Unione Europea: Vertice di Majorca. Al centro della discussione dei leader europei regole e tempi per l’applicazione del Trattato di Maastricht. Ipotizzato uno slittamento dell’Unione monetaria al 1999. Polemiche e scontri sui Test atomici della Francia. L’Italia è schierata contro la scelta francese.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 settembre 1995 [p.6]
Titolo: Summit a Majorca. Maastricht in primo piano al vertice dei leader europei. Non cambiano le regole, possibile modifica dei tempi; Sergio Sergi, L'Unione monetaria slitta a dopo il '99? Dini: forse, vedremo; Roberto Giovannini, Sarcinelli: serve un «patto» per poter rientrare nello SME; Antonio Pollio Salimbeni, Parla Karl Lamers, «cerveIIo» della politica estera della CDU tedesca: la politica primo problema. «L’Italia? Ha bisogno di una vera leadership» [intervista a Karl Lamers]
«l’Unità», 24 settembre 1995 [p.15]
Titolo: Scontro sul nucleare. Al vertice europeo critiche ai francesi. Dini attacca. Ma l'Eliseo minimizza: «Mi appoggiano Bonn e Londra»; Sergio Sergi, I test dividono la UE. Chirac: i big sono con me; Epurazione Greenpeace. Silurato il capo della campagna Mururoa; Dalle foche all'atomica l'avventurosa storia delle spettacolari azioni dell'organizzazione. Guerrieri verdi sempre in prima pagina; Nessun giornalista nell’atollo. Marcia indietro dell’Eliseo. Base vietata alla Stampa per il secondo esperimento
PDS: intervista del segretario, Massimo D’Alema, a «l’Unità».
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 settembre 1995 [p.2]
Alberto Leiss, «Berlusconi non può fare il premier». Se non sarà risolto per legge il conflitto di interessi», Berlusconi non potrà fare il presidente del Consiglio, qualora vincesse le elezioni. D'Alema lo dice al Convegno dei giovani imprenditori a Capri e si scatena un putiferio, aizzato da Fini. Ma il segretario PDS non si scompone: «È un principio ovvio, visto che qui si parla di regole per il mercato e contro i monopoli». II leader della Quercia dà ragione a Scalfaro e rilancia l’esigenza di un confronto sulla legge elettorale
Si svolge la Marcia della pace Perugia-Assisi. Oltre 80mila partecipanti chiedono la fine del conflitto in Bosnia e di tutte le guerre in ogni parte del mondo. Unanime la richiesta di una profonda modifica dell’ONU e della sua funzione per prevenire i conflitti.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 settembre 1995 [p.5]
Titolo: La marcia di Assisi. I pacifisti chiedono la riforma dell'Onu e una polizia internazionale che prevenga i conflitti e protegga la gente; Ritanna Armeni, «Noi non stiamo alla finestra». Ottantamila per la pace in Bosnia e nel mondo; E dalla Rocca la condanna contro gli indifferenti; Franco Arcuti, II cantautore alla marcia canta per il popolo della pace. Baglioni: «Non esistono guerre giuste» [intervista a Claudio Baglioni]
Accordo OLP- Israele (OSLO 2) la Cisgiordania conquista l’autonomia. Si conclude una travagliata trattativa durata due anni. L’esercito israeliano lascerà le sette città palestinesi della Cisgiordania e entro sei mesi si svolgeranno le elezioni dei palestinesi della Cisgiordania, di Gaza e Gerusalemme per eleggere il Consiglio dell’autonomia. Programmato in tre scaglioni il rilascio dei detenuti palestinesi, circa 6mila.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 settembre 1995 [pp.3-4]
p.3-Titolo: Intesa OLP- Israele. Accordo dopo un'estenuante trattativa con liti e rotture. L'esercito lascerà sette città. Entro sei mesi le elezioni; L’accordo; Un negoziato lungo due anni; Umberto De Giovannangeli, La Cisgiordania conquista l’autonomia. Peres e Arafat firmano, addio all’occupazione militare; La nuova mappa della Cisgiordania; Marcella Emiliani, Ma ora la convivenza andrà digerita;
p.4- Titolo: Intesa OLP- Israele. La destra minaccia un bagno di sangue. Un morto a Nablus. II capo dello Stato critica la riconsegna delle città; L’Occidente applaude. Clinton prepara la festa di Washington; L’ONU ai donatori. «Ora gli sforzi vanno raddoppiati»; Umberto De Giovannangeli, In rivolta coloni e ultrà palestinesi. Scontri a Hebron, Weizman accusa: «Troppa fretta»; U.D.G., II palestinese Hanna Siniora. «Ora abbiamo uno Stato» [intervista a Hanna Siniora]; U.D.G., L’israeliano Shlomo Ben Ami. «Un bene separare i due popoli» [intervista a Shlomo Ben Ami]
«La Stampa»
«La Stampa», 23 settembre 1995 [p.7]
Aldo Baquis, Sfiora il successo, ma poi fallisce, il negoziato tra Peres e Arafat sulla Cisgiordania autonoma. Israele-OLP, rottura all’ultimo secondo. Contrasto insanabile su polizia araba e scarcerazione di migliaia di detenuti. Alta tensione fra gli ultrà delle due parti. Attentati e dimostrazioni a Gerico e Hebron; Fiamma Nirenstein, Al tavolo della pace. Un litigio lungo 60 ore. Il parto doloroso della Palestina. E dopo una notte di discussioni il capo della delegazione araba sviene per la fatica
«La Stampa», 24 settembre 1995 [p.1]
Fiamma Nirenstein, Il leader OLP alla TV augura «buon anno» in ebraico agli israeliani. E Arafat disse: «Shana tovà»
«La Stampa», 25 settembre 1995 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: Autonomia in Cisgiordania. Israele e OLP accordo sul filo;
p.1-p.4- Editoriale, Igor Man, La strada stretta di Taba;
p.5- Aldo Baquis, Nasce a Taba l’embrione dello Stato palestinese, restano 130 mila coloni ebrei armati. La seconda pace tra Peres e Arafat. Siglati gli accordi sull’autonomia della Cisgiordania; Sangue e speranza [antefatti dell’accordo]; [l’accordo scheda]; Fiamma Nirenstein, Due nazioni una terra. Addio alla Grande Israele. Dai confini biblici a quelli storici. Comincia un futuro difficile e pericoloso. Gli islamici e la destra ebraica cercheranno in tutti i modi di far saltare il trattato
Si apre a Palermo il processo a carico del senatore Giulio Andreotti. |
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 24 settembre 1995 [pp.8-9]
p.8- Il processo di Palermo. Dal bacio con Toto Riina ai rapporti con i cugini Salvo. Otto punti caldi su cui avvocati e pm si daranno battaglia; Mafioso? Così il «duello» in aula. L’accusa. La difesa;
p.9- Giampaolo Tucci, «A mio zio l'hanno sparato», «don Puglisi aiutava tutti...». Una mattinata nella scuola elementare «Orestano». «La mafia fa male, ti spara …». Parlano i bambini del quartiere Brancaccio; Saverio Laudato, Parla padre Ribaudo, sacerdote antimafia: «Per lui ora provo ancora più compassione». «Andreotti? Non è Giovanna D'Arco»
«l’Unità», 25 settembre 1995 [pp.1-2-p.8]
pp.1-2- Gianfranco Pasquino, Andreotti non speri nella storia;
p.8- Titolo: Verso il processo. Parlano i vicini di casa di Salvo Lima. «Qui la mafia c’è sempre stata e ci sarà sempre. E poi garantisce l'ordine»; «Viva Andreotti. Abbasso Caselli». A Palermo scritte lungo l’autostrada; Giampaolo Tucci, «Giulio innocente, Grassi un fallito». Viaggio nella buona borghesia delle ville di Mondello; Claudio Fava, Normali cartoline dalla Sicilia; Si moltiplicano le prese di posizione contrarie alla «spettacolarizzazione» del dibattimento. Alla Corte I ‘ultima parola. «Diretta in TV? No, meglio trasmetterla alla radio
«La Stampa»
«La Stampa», 23 settembre 1995 [p.12]
È del ’76, secondo i giudici è il primo passo del legame con la mafia. Fra i documenti della Procura anche un verbale in cui Ciancimino racconta retroscena del delitto di Dalla Chiesa; La strategia dei magistrati; Francesco La Licata, Sindona: «Andreotti, salvami». Una lettera contro il senatore
«La Stampa», 24 settembre 1995 [pp.6-7]
p.6- Paolo Guzzanti, Il palcoscenico del processo. «Si ripete quello che accadde con i Salvo e Lima: prima li corteggiavano, poi li hanno abbandonati». Si respira una certa atmosfera di già visto. Dieci anni fa il maxiprocesso contro i boss fu vissuto come una grande tragedia familiare. Palermo: dimenticare Giulio. Le amnesie della città alla vigilia dell’udienza. Un «concittadino» amato, corteggiato e poi subito rimosso. «Ci si azzuffava per avere un palco vicino al suo»; Comunione e Liberazione contrattacca «È innocente»; r. cri., «Anche Caselli va spesso in TV». Il senatore replica al capo della Procura;
p.7- Filippo Ceccarelli, Le pagine contro Giulio. Dai pallori al funerale di Lima al «bacio» con Riina: nell’inchiesta il passaggio di un’epoca. «Imputato Andreotti, io l’accuso». Nella memoria del pm la «vera storia d’Italia»
«La Stampa», 25 settembre 1995 [p.9]
Titolo: La vigilia del capo della Procura. Domani il primo atto in aula: «Non è un processo alla storia»; Paolo Guzzanti, Caselli: la mia sfida ad Andreotti. «Ancora un po’ di pazienza e vedrete le prove». «Non parlatemi di teoremi il nostro è stato un lungo lavoro su fatti circostanziati» [intervista a Giancarlo Caselli]
«La Stampa», 26 settembre 1995 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Palermo, l’udienza si apre alle 10,30. La Corte decide sulla ripresa TV. Andreotti davanti ai giudici. Assedio in albergo all’imputato eccellente;
p.1- p.3- Cesare Martinetti, Il viaggio più lungo;
p.1- p.4- Alessandro Galante Garrone, Un processo senza teoremi;
p.2- Francesco La Licata, Alle ore 10.30 si accendono i riflettori sulla prima udienza contro l’ex presidente del Consiglio. Il «potere» alla sbarra nell’aula bunker. Andreotti processato nel luogo simbolo dell’antimafia. Qui il primo affondo di Falcone, ma Palermo non è più la stessa; Filippo Ceccarelli, I tempi del dibattimento. La prova più difficile del grande sopravvissuto; Giovanni Bianconi, La vigilia in Procura. La fredda calma dei pm «È uno come gli altri». Ore concitate per i tre uomini dell’accusa. Con loro, oggi anche Caselli; m. gr. (Massimo Gramellini), La regista TV «Non rinuncio ai primi piani»;
p.3- f. l. l., Il bunker del senatore. L’albergo dei misteri per la star Giulio. Filetto e grappa nell’hotel scelto in extremis dalla scorta
La Camera approva la proposta di legge recante Norme contro la violenza sessuale che sarà approvata dal Senato il 14 febbraio 1996 (L. 15 febbraio 1996, n. 66). |
Il Consiglio superiore della magistratura proscioglie il pool di Mani pulite dall’accusa, mossagli dal Ministro della giustizia Filippo Mancuso, di aver intimidito gli ispettori inviati a Milano da Alfredo Biondi ministro di Grazia e giustizia nel I governo Berlusconi |
Burundi
Nella missione di Bujumbura sono assassinati tre cittadini italiani: Ottorino Maule (52 anni) e Aldo Marchiol (65 anni) religiosi saveriani e la missionaria laica Katina Gubert (74 anni) s Sono vittime della guerra civile fra le etnie Hulu e Tutsi che infuria nel paese.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 ottobre1995 [p.3]
Titolo pagina: Strage in Burundi. Uccisi Ottorino Maule, Aldo Marchiol e Katina Gubert. Forse una vendetta dei militari tutsi. Paura tra i religiosi; Per la prima volta nel paese africano sono trucidati dei religiosi; Toni Fontana, Giustiziati tre missionari italiani. «Vivevano sotto la minaccia degli estremisti»; Marcella Emiliani, Come in Ruanda l'odio etnico divora il paese; T. F. (Toni Fontana), L'inviato di Ghali chiede di isolare ultra Tutsi e Hutu. «L'occidente aiuti i moderati»
«l’Unità», 3 ottobre1995 [p.12]
Titolo pagina: Dopo il massacro dei religiosi italiani in Burundi, Marino Bettinsoli racconta la sua scelta di vita; I Saveriani in Africa; Toni Fontana, Missionario nella terra dell’odio
Milano: in pieno centro due clandestini rumeni stuprano una donna di 33 anni. L’assessore regionale alla Formazione professionale e al Lavoro, Guido Bombarda (AN), decide di bloccare i finanziamenti destinati agli immigrati. È polemica nella giunta regionale. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, si pronuncia contro ogni ritorsione nei confronti degli immigrati. Sulla questione interverrà lo stesso presidente del Consiglio, Lamberto Dini, che dichiara di voler predisporre un provvedimento che consenta l’immediata espulsione dei clandestini che commettano reati.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 3 ottobre1995 [p. 8]
Rosanna Caprilli, Milano ore 12: stupro nel parco. Giovane donna aggredita in pieno centro; Alessandra Lombardi, Polemiche tra i consiglieri comunali. E De Corato (AN) attacca gli immigrati. «Aboliamo la Martelli»
«l’Unità», 4 ottobre1995 [p. 11]
Marina Morpurgo, Dopo il caso di violenza nel centro di Milano l’assessore regionale per il taglio dei fondi. «Immigrati stupratori». Stop ai finanziamenti. La Lombardia blocca 13 miliardi; Extracomunitari. Cohn Bendit a Roma. «Immigrazione? Guai agli steccati»; Quelli che il calcio». Polemiche su Idris: Del Buono: «Razzisti». Fazio: «Non è vero»?; Letizia Paolozzi, Viaggio nei quartieri di Firenze alle prese con il problema dei campi Rom. I nomadi spaccano il popolo di sinistra
«l’Unità», 5 ottobre1995 [p. 12]
Il presidente Dini preannuncia una legge più severa. Treu ai clandestini: «Denunciatevi, vi regolarizzeremo». Immigrati: i criminali saranno espulsi. Formigoni contro assessore AN
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