XIII Legislatura - I governo Dini
XII Legislatura - 1994-1996
I Governo Dini
17 gennaio 1995-17 maggio 1996
Fangataufa (Polinesia Francese)
La Francia compie il suo secondo esperimento nucleare nell’atollo di Fangataufa. Fatto esplodere un ordigno di circa 110 chilotoni, 5 volte più potente del precedente esperimento effettuato il 5 settembre nell’atollo di Mururoa. L’esplosione provoca una scossa di quasi 6 gradi della scala Richter ed è registrata perfino dai sismografi di Erice in Sicilia.
«l'Unità»
«l’Unità», 3 ottobre1995 [p.15]
Titolo: La bomba francese. Il secondo test 5 volte più potente di quello a Mururoa. Servirà per le testate da montare sui sottomarini atomici; Siegmund Ginzberg, Mega esplosione a Fangataufa. Il mondo protesta a parole, Parigi prepara il tris; S.P. (Stefano Polacchi), «Telefonate anche a Dini». Appello di Greenpeace a boicottare la Francia; Stefano Polacchi, Il guerriero verde a Roma racconta la sua battaglia accanto ai polinesiani. McTaggart: non m'arrendo, tornerò in quei mari [intervista a Mc Taggart]
Romano Prodi interviene al Congresso dei laburisti austriaci in corso a Vienna. Nell’occasione Prodi traccia un bilancio dei primi mesi della sua esperienza di leader dell’Ulivo e delinea i suoi progetti per l’Italia e l’Europa.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 ottobre1995 [p.7]
Walter Dondi, Prodi: la destra non ha più leader. «Il rischio di un grande centro ormai è superato» [Intervista a Romano Prodi]
Camera dei deputati: confermata la validità dell’elezione di Nichi Vendola (PRC) che era stata contestata del deputato Felice Trotta di AN. La decisione dell’Assemblea scatena la rissa: dopo minacce e insulti deputati di AN e di FI si scagliano contro i deputati del centrosinistra.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 ottobre1995 [p.8]
Giorgio Frasca Polara, Blitz in Commissione: annullata l'elezione di Vendola (RC) e Reale (Verdi). Oggi decide la Camera. Il Polo vuole due deputati in più
«l’Unità», 5 ottobre1995 [pp.3-4]
p.3- Titolo: Squadristi alla Camera. AN e FI si scatenano dopo il voto che boccia l’annullamento dell’elezione di Vendola. Malmenato il questore leghista; Giorgio Frasca Polara, Agguato a Montecitorio. Pugni, minacce, insulti: il Polo punta sulla rissa; R. A., Balocchi (Lega): «Io, picchiato perché facevo il mio dovere» [intervista a Maurizio Balocchi]; Mauro Paissan, «È la stessa violenza di un anno fa»; Storace dà il via ai tumulti; Gramazio, il lanciatore di microfoni; Floresta lancia minacce a Nichi Vendola; Gasparri tira un libro contro la presidenza;
p.4- Titolo: Squadristi alla Camera. I falchi della destra chiedono di boicottare la manovra. E la paura di un grande centro aumenta il nervosismo; G. F. P. (Giorgio Frasca Polara), Governo. Quei due voti ne decidono la sorte; Pasquale Cascella, Polo, l’ultimo strappo alle regole. «Intervenga Scalfaro o sfasciamo tutto»; D’Alema «E Fini dov'era? È andato via, ma un leader resta lì e ferma i suoi»; Rosanna Lampugnani, Malessere alla riunione dei gruppi. E in molti consigliano a Berlusconi di dire no alla Finanziaria. Sbandamento al summit di Forza Italia
Senato della Repubblica: Comunicazioni del presidente del Consiglio Lamberto Dini sulla prossima Finanziaria 1996. Confermata la fiducia al presidente del Consiglio. Cauto il Polo che apprezza il discorso di Dini anche se Gianfranco Fini (AN) dichiara che non voterà mai la Finanziaria.
XIII Legislatura Senato della Repubblica sedute del 3 e del 4 ottobre 1995
Seduta pomeridiana n. 227 - 3 ottobre 1995
Seduta antimeridiana n. 228 - 4 ottobre 1995
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 ottobre1995 [p.1-pp.5-6-p.8]
p.1- Titolo: Sì del centrosinistra, il Polo cauto. Dini supera la prova. «E ora votate la Finanziaria»;
p.1-p.3-Enzo Roggi, La meta del traghettatore;
p.5-Titolo: Il futuro del Governo. Il presidente conferma la natura tecnica del suo esecutivo «Ma faccio scelte, non sono impolitico». Scaricato Mancuso; I sindaci a Ulivo e Lega «La manovra così non va aiutateci a migliorarla»; Ecco la risoluzione del centrosinistra e della Lega Nord [sintesi]; Alberto Leiss, Dini: fidatevi del traghettatore «Non ho clienti, sostenete la Finanziaria» Dini: fidatevi del traghettatore « Non ho clienti, sostenete la Finanziaria»; Giuseppe F.Mennella, Salvi: «Nessuno ha mai pensato di trasformare l'esecutivo in un governo politico» La maggioranza: «Va bene così, come previsto»;
p.6-Titolo: Il futuro del Governo. La destra si affida a una risoluzione destinata a essere sconfìtta oggi a Palazzo Madama. «Dini è stato abile»; Pasquale Cascella, Il Polo si consola «Sfugge all'abbraccio del centrosinistra»; Stefano Di Michele, «La manovra così com'è non la voteremo mai. Casini? È impulsivo» Pini: Lamberto attento; non sd Mandrake [intervista a Gianfranco Fini]; Vittorio Ragone, La maggioranza ora vuole discutere le mozioni di sfiducia. Il ministro: «Io e Dini? Amici»
«l’Unità», 5 ottobre1995 [p.5]
Titolo: Il futuro del governo. Gelo per la risposta su Andreotti: «Sono un traghettatore, lui un uomo di Stato che ha servito l'Italia per 40 anni»; Agnelli: l'esecutivo è impolitico ma Lamberto è «II» leader; Alberto Leiss, Il Senato vota il sì a Dini. Il presidente accoglie le tesi del centrosinistra; Vittorio Ragone, Il ministro ancora all'attacco di Ulivo, Lega e Dini. «Continuerò a comportarmi come credo». Mancuso: «Io e i miei riceviamo minacce»
Il pool di Mani Pulite, nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza, chiede il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi accusato di aver promosso da Palazzo Chigi, «iniziative legislative» per favorire i rei di concussione, favorendo «proprio coloro che avrebbero concusso i suoi dipendenti e danneggiato le sue società». Chiesto il rinvio a giudizio anche di Paolo Berlusconi, fratello dell’ex premier.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 ottobre1995 [p.7]
Titolo: Tangenti Fininvest. L'ex presidente del Consiglio: «Non c’è nessuna prova». Biondi querela per calunnia il pm Gherardo Colombo; Giampiero Rossi, Il pool: processate Berlusconi. «Dal governo cerco di favorire i rei di concussione»; Marco Brando, E Paolo vuole il processo via da Milano: «Brutto clima, dopo Affittopoli
Arrestato a Napoli, con l’accusa di concussione ed estorsione, l’ex ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino (DC). Secondo le dichiarazioni di Gianni Punzo, fondatore del CIS di Nola, il più grande centro commerciale di Europa, l’ex ministro avrebbe preteso tangenti dal 1987 al 1994, quest’ultima mentre era in corso il processo per la maxitangente Enimont. Nel luglio di quello stesso anno avrebbe chiesto 200 milioni che gli sarebbero stati necessari per ottenere il patteggiamento.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 ottobre1995 [p.5]
Titolo: È stato arrestato ieri mentre passeggiava. Punzo ai giudici: «Ha voluto un miliardo da me perché la politica costa»; Caccavale (FI): «Gli azzurri non dovevano fidarsi»; Mario Riccio, Manette a Cirino Pomicino. Lo accusa un imprenditore napoletano; Stefano Di Michele, «' O ministro», dal potere a Poggioreale
Processo Andreotti
La quinta sezione penale del Tribunale di Napoli respinge la richiesta avanzata dai difensori di Giulio Andreotti di spostare a Roma il processo che invece continuerà ad essere celebrato al Tribunale di Palermo, come sostenuto dal procuratore Giancarlo Caselli secondo cui il processo si deve svolgere nella città dove si sarebbe consumata la presunta associazione mafiosa.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 ottobre1995 [p.3]
Titolo pagina: Mafia e politica. La Corte ha deciso di accantonare le ipotesi di un trasferimento a Roma o a Perugia. Assente il senatore; Saverio Lodato, Andreotti, a Palermo il processo. Il tribunale decide dopo quattro ore di riunione; L’attesa di Giulio nel suo ufficio romano; Ninni Andriolo, La lunga attesa della difesa, tra tensione e corni portafortuna. «La battaglia comincia solo ora»
Arrestato a Napoli, con l’accusa di concussione ed estorsione, l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino ( DC). |
Milano: la Procura della Repubblica, nell’ambito dell’inchiesta per falso in bilancio e false comunicazioni sociali ordina la perquisizione degli uffici del gruppo Gemina e della controllata Rizzoli. Perquisite le sedi di 5 società del gruppo e inviati 10 avvisi di garanzia ai loro vertici aziendali. Tra gli indagati figura Giampiero Pesenti, presidente del gruppo. I fatti su cui si indaga riguardano i bilanci 1993-1994.
Il 9 ottobre i titoli del gruppo sono sospesi a tempo indeterminato e la Guardia di Finanza perquisisce la Prince Waterhouse che aveva certificato i bilanci Gemina.
Il 13 ottobre la nomina del nuovo amministratore delegato.
Antonio Di Pietro, con una lettera intitolata «Berlusconi quante frottole» pubblicata sul quotidiano «la Repubblica», attacca il Cavaliere. È il primo attacco pubblico da quando Di Pietro si è dimesso da magistrato.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 ottobre1995 [p.1-pp.3-4]
p.1- Titolo: L'ex PM: «Mi ha deluso, gravi posizioni sui giudici». Polo spaccato. Di Pietro- Berlusconi. Scoppia la guerra. «Racconti frottole», «Accuse inverosimili»;
p.1-p.3- Editoriale, Giuseppe Caldarola, La forza di una delusione;
p.3- Titolo: Il duello. «Io, deluso da Forza Italia...». Un polemico intervento del simbolo di Mani pulite scatena la rabbia del Cavaliere; Elio Veltri: «Chi pensa di arruolare l'ex pm commette uno sbaglio; Michele Urbano, Scontro Di Pietro – Berlusconi. «Silvio un bugiardo». «Tonino, che ipocrita»; Il documento. Ecco ampi stralci della lettera in cui l'ex PM smentisce il leader di Forza Italia. «Cavaliere, non racconti frottole agli italiani»;
p.4-Titolo: Il duello. Levata di scudi in Forza Italia a difesa di Berlusconi. Imbarazzo in An. Fini: «Di Pietro? Non è uomo di sinistra; Stefano Di Michele, «Nutre solo del risentimento». Sull’ex PM il Polo si spacca; Veltroni a «Domenica In»: «Tra l’Ulivo e Di Pietro un dialogo da proseguire»
Milano: fallisce la manifestazione anti immigrati indetta da Forza Italia e Alleanza Nazionale davanti ai giardini pubblici dove una settimana prima era stata stuprata una donna. Solo 200 partecipanti. Slogan contro l’immigrazione, la legge Martelli, e il «permissivismo» della Giunta Formentini con la complicità del PDS.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 ottobre1995 [p.6]
Rossella Dallò, Immigrati, fiasco del Polo. Fallisce a Milano il raduno di AN e Forza Italia
Centro sinistra e Lega si accordano per svolgere il 18 ottobre al Senato la discussione sulle due mozioni di sfiducia individuale presentate dai Progressiti e da Rifondazione Comunista nei confronti del ministro della Giustizia Filippo Mancuso.
Bosnia
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 1995 [p.13]
Titolo: Trattative per la Bosnia. Realizzate due condizioni per il cessate il fuoco. I bosniaci non si fidano e l'accordo slitta ancora; Fabio Luppino, A Sarajevo tornano luce e gas. La capitale respira, ma la tregua non scatta; Massacro di serbi in Krajina. Ghali ha le prove; F. L., A sorpresa si dimette Akashi il mediatore dell'ONU criticato da USA e musulmani; F. L., Il rapporto dello Human Rights punta il dito sulle Nazioni Unite e chiede l'apertura di un'inchiesta indipendente. «Caschi blu complici del massacro a Srebrenica»
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 ottobre 1995 [p.19]
Titolo: L'assemblea dei delegati FIOM a Maratea anticipa i temi della stagione congressuale. Oggi la parola a Cofferati; Piero di Siena, CGIL, lo «strappo» dei metalmeccanici: torniamo al conflitto; Angelo Faccinetto, La FIOM riprogetta il suo futuro, importanti consensi per Sabattini. «Serve una politica industriale»10
Lamberto Dini partecipa al G7 che si svolge negli USA. Il presidente del Consiglio rassicura i Grandi sulla capacità dell’Italia di raggiungere l’obiettivo del risanamento finanziario.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 9 ottobre1995 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: «Il rientro nello SME non è questione di vita o di morte». «Gemina? Nessun problema in Borsa». Dini ai Grandi: «L'Italia ce la farà». Attacco ai giornalisti rovinano l'immagine del paese;
p.1-p.3- Corrado Augias, «Pensieri positivi» sull’informazione;
p.3- Titolo: Governo ed economia. Il capo dell'esecutivo a Washington assicura i Grandi. Ma se la prende con i quotidiani: «Scarsa professionalità»; Antonio Pollio Salimbeni, «Lira nello SME? Non è detto». E Dini bacchetta i giornalisti «Pensate positivo; Letizia Paolozzi, «La colpa non è della stampa, ma è vero che da noi il giornalismo economico è scadente», Giorgio Bocca: «Cacadubbi? Ma per piacere...» [intervista a Giorgio Bocca]
«l’Unità», 11 ottobre1995 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Sostegno ai giudici e attacco a Berlusconi: la democrazia non è sospesa. Le 7 riforme di Dini. Dagli Usa un nuovo programma di Governo. Fini dice no. Prodi: «Bene ma Lamberto scelga;
pp.1-2- Giovanni Palombari ni, Il ministro sabota il pool; Fabrizio Rondolino, D'Alema: «Il voto s'avvicina. Un salto di qualità per l'Ulivo» [intervista a Massimo D’Alema]; Claudio Fava, Questa destra pigra e muta nell’Antimafia;
p.1-p.3- Enzo Roggi, Il Polo spiazzato;
p.3- Antonio Pollio Salimbeni, La sfida dì Dini in sette punti. «La democrazia non è sospesa, difendo il pool»; A. P.S., E la moglie confessa: penso positivo;
p.4- Pasquale Cascella, La mossa dì Dini spacca il Polo. AN polemica, Forza Italia divisa, CCD dice sì; Fini in difficoltà risponde di no e punta tutto su Silvio; P. C. (Pasquale Cascella), Non può pensare di fare le riforme istituzionali coi nostri voti. È una provocazione». Urbani: Lamberto, ci stai prendendo in giro [intervista a Giuliano Urbani];
p.5- Vittorio Ragone, «Dini indica le nostre riforme». L'Ulivo: ma il «nuovo centro» deve scegliere;
Giorgio Frasca Polara, Par condicio e RAI un passo avanti per l'accordo tra i Poli; Alceste Santini, Ruini «guarda al centro». «Civiltà cattolica» come il Papa: «Nessun partito ha il monopolio dei valori cristiani». Il Cavaliere delude anche i vertici della Chiesa
FIAT- sciopero delle «bisarche» dare il quadro d’insieme lo sciopero è iniziato il 22 settembre
Commenti e resoconti
Il ministro dell’Interno Rinaldo Coronas chiede l’espulsione immediata per i clandestini che si macchiano di crimini e la sanatoria per quelli che vogliono lavorare.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 ottobre 1995 [p.11]
r.cri., Il ministro dell’Interno chiede l’espulsione immediata per i delinquenti. «Sanatoria per i clandestini». Coronas dobbiamo aiutare chi lavora
Berlusconi rinviato a giudizio
Milano: Il gip Fabio Paparella, accogliendo in parte le richieste del pool di Mani Pulite, rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, il fratello Paolo, 4 funzionari Fininvest, 5 militari della Guardia di Finanza tra cui il generale Giuseppe Cerciello. Secondo la ricostruzione del pool di Mani pulite la Fininvest, tra il 1989 e il 1994, avrebbe versato tangenti per 380 milioni alla Guardia di Finanza.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 ottobre 1995 [pp.1-3-p.6]
p.1- Titolo: Tangenti alla Finanza, udienza il 17 gennaio. Ferrara: «Golpe di Borelli e del Quirinale». Il giudice: processate Berlusconi. L’ex premier: sentenza già scritta, mi perseguitano;
p.1-p.6- Editoriale, Ezio Mauro, Il giudizio di Dio e dello Stato;
p.2- fra. gri. (Francesco Grignetti), Morbidi PDS e Lega: non approfitteremo dei guai giudiziari di Silvio. Giorni di fuoco per il Governo. Berlusconi darà battaglia su Mancuso; s. m., Paparella. L’ex premier lo aveva lodato; Da Napoli a ieri (cronologia); Augusto Minzolini, L’affondo del leader azzurro. «Caro Dini, difendi il Guardasigilli o inciamperai nella Finanziaria»; (Adnkronos), Card. Oddi. «Pool accanito contro Silvio»; r. i., «Osservatore». «Di Pietro dica perché lasciò»; (Ansa), Capotosti. «Rivedere le ispezioni»;
p.3- Susanna Marzolla, Il Gip Paparella: «Noi non dobbiamo dire se è colpevole, solo decidere se gli indizi sono sufficienti». Tangenti, il Cavaliere va a giudizio. «Non poteva ignorare che sui fratello pagava la Finanza»; Pino Corrias, Nel rifugio di Macherio. «Contro di me colate di fango». Silvio: processatemi, ma davanti alla TV [intervista a Silvio Berlusconi]; f. mar. (Fabio Martini), Fini: «Non cambierà nulla». «E il partito di Di Pietro mi fa ridere» [intervista a Gianfranco Fini]; g. tib. (Guido Tiberga), Ferrara: «Un colpo di Stato». «Due i motori, Borelli e il Quirinale» [intervista a Giuliano Ferrara]
Sciopero del trasporto aereo. A Fiumicino aeroporto 82 voli cancellati e partenze slittate di 7 ore. Il 17 giugno la CGIL non accetta nessun accordo ma stipula una tregua.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 ottobre 1995 [p.12]
Raffaello Masci, Un altro giorno nero negli scali italiani: a Fiumicino 82 voli cancellati e partenze slittate anche di 7 ore. Aerei, decolla solo la rissa. Tensioni e insulti per i ritardi record; 16 motivi per un ritardo. Allestimento aereo. Operazioni propedeutiche al volo. Operazioni di terra (scheda)
«La Stampa», 16 ottobre 1995 [p.8]
Raffaello Masci, Un’altra giornata nera negli scali: due piloti costretti a caricare il bagaglio (fra cui una bara). Aerei, solo il caos viaggia in orario. Tra Roma e Milano cancellati 80 voli; L’Italia dei cieli [scheda]; Fabio Galvano, Passeggeri in attesa ieri pomeriggio allo scalo romano di Fiumicino. Odissea di 17 ore nei cieli. Londra, un Boeing 747 costretto due volte a rientrare in aeroporto; r. mas. (Raffaello Masci), La difesa dei controllori. «Basta con le accuse». «I disagi non sono colpa nostra» [intervista a Mario Tambelli]
«La Stampa», 18 ottobre 1995 [p.10]
Raffaello Masci, La CGIL non sottoscrive l’accordo, ma accetta la tregua fino a giugno. Voli ancora in ritardo e venerdì si fermano i vigili del fuoco. Aerei, una fragile tregua. Firmano gli uomini radar, resta il caos; Gli uomini radar in cifre [tabella]
Libano del Sud: Una bomba esplode sotto due autoblindo israeliano. Nell’agguato organizzato dagli Hezbollah perdono la vita sei soldati.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 16 ottobre 1995 [p.5]
Aldo Baquis, Ordigno esplode sotto due autoblindo nel Libano del Sud. Rabin riunisce i vertici militari. Agguato di Hezbollah: uccisi 6 israeliani. Gerusalemme prepara la rappresaglia; (Ansa), Arafat pagò armi con un tesoro rubato; Fiamma Ninenstein, La strategia di Damasco. Una guerra in tempo di pace. Dietro le bombe, la lunga ombra di Assad
Ulivo e Lega Nord raggiungono un’intesa, pubblicizzata tramite una conferenza stampa, sulla legge cosiddetta delle «espulsioni facili» per gli stranieri, che potranno essere decretate anche sulla base di sospetti. Maurizio Gasparri (AN) esprime «un giudizio positivo sull’avvicinamento dei progressisti alla destra».
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 17 ottobre 1995 [pp.1-2-p.11]
p.1- Titolo: Accordo fra PDS e Lega sulle modifiche alla legge Martelli. Carcere per chi rientra. Clandestini, espulsione in tre giorni. Chi compie reati attenderà in cella il foglio di via;
p.1-p.11- Gianni Vattimo, Una svolta nella sinistra;
p.2- Andrea di Robilant, Il centro-sinistra adotta una posizione più rigida sulla legge Martelli. Immigrati, patto Lega- PDS. «Via in tre giorni chi commette reati»; Come cambia la legge Martelli [scheda]; Luciano Borghesan, I registi della nuova linea. Una svolta nata a Torino. Così la Quercia ha cambiato idea; Maurizio Tropeano, «Sì al numero chiuso». Fassino: tuteliamo chi lavora [intervista a Piero Fassino]; a. d. r. (Andrea di Robilant), «Punizione razziale». Manconi: si uccide la giustizia [intervista a Luigi Manconi]
Una delegazione ufficiale di Alleanza nazionale si reca, per la prima volta, nel campo di concentramento tedesco di Auschwitz a rendere omaggio alle vittime della Shoah.
Bosnia
Il «premier» dell’autoproclamata Repubblica serba di Bosnia, Dusan Kozic, è costretto a dimettersi al termine di una tempestosa riunione del Parlamento serbo bosniaco riunito a Banja Luka. Hanno chiesto le dimissioni 8 parlamentari indipendenti di Banja Luka appoggiati da 20 parlamentari del partito di Karadzic. Per entrambi i gruppi i dirigneti sono responsabili delle grandi sconfitte serbe in Bosnia Occidentale.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 17 ottobre 1995 [p.11]
Ingrid Badurina, Dopo la sconfitta rischia il posto anche il vice di Mladic. Resa dei conti per Karadzin. Dimissioni, siluramenti, a Pale è il caos
Senato della Repubblica discussione delle mozioni di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Mancuso. A poche ore dall’inizio del dibattito parlamentare il ministro della Giustizia ha iniziato una nuova azione disciplinare a carico del procuratore della repubblica di Milano, Saverio Borrelli, per violazione del segreto istruttorio relativo alla comunicazione giudiziaria inviata a Silvio Berlusconi il 21 novembre 1994, e resa pubblica dal «Corriere della Sera».
Il 19 ottobre il Senato approva (con 173 sì, 3 no e 8 astenuti) la mozione di sfiducia individuale nei confronti del Ministro di Grazia e di presentata da tutto lo schieramento che sostiene l'esecutivo e sostenuta da Presidente del Consiglio, Lamberto Dini, che assume la carica ad interim.
XIII Legislatura Senato della Repubblica sedute del 18 e del 19 ottobre
Seduta n. 234 -18 ottobre 1995
Seduta antimeridiana n. 225 -19 ottobre 1995
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 17 ottobre 1995 [p.5]
Alberto Rapisarda, Domani la sfiducia al Guardasigilli. Se punterà i piedi, Scalfaro firmerà il decreto di revoca. Caso Mancuso, Dini è al bivio. Ministero ad interim o un candidato del Polo; (Agi), «New York Times ». «Lambertow sempre meno provvisorio»; Se passa la sfiducia. Quattro le possibilità [scheda]; Maria Teresa Meli, Conflitto di potere. Ora il Palazzo ha paura del partito dei super-pm;
Il Senato approva una mozione di sfiducia individuale contro il Ministro della giustizia Filippo Mancuso. |
Camera dei deputati: Forza Italia presenta una mozione di sfiducia al Governo Dini. La mozione sarà votata il 26 ottobre.
Il PRC non riesce a trovare le firme per una propria mozione di sfiducia contro il Governo Dini. Mozione che si affiancherebbe a quella del Polo. Nel testo predisposto dal PRC si critica la Finanziaria per i tagli allo Stato sociale e il disegno complessivo giudicati funzionale al sistema di squilibri sociali esistenti. La Direzione del PRC, con l’obiettivo di far cadere il Governo Dini, decide di votare a favore della mozione di sfiducia presentata dalla destra. Votano contro Cuffaro, Grisolia, Ferrando, Segni e Bianco secondo i quali dopo questa scelta non sarà più possibile alcun accordo elettorale tra PRC e centro-sinistra. La decisione di Rifondazione nel dibattito alla Camera (24-26 ottobre) rientrerà dopo le assicurazioni di Dini sulle sue dimissioni dopo la Finanziaria.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 24 ottobre 1995 [p.3] FARE
p.3-Maria Teresa Meli, Tormentato summit di Rifondazione, poi i comunisti decidono di votare la sfiducia insieme al Polo. Bertinotti: affonderemo questo Governo; Alberto Statera, Il leader comunista. «Tutta colpa di D’Alema & C. Non puntano mai a vincere» [intervista a Fausto Bertinotti]; Filippo Ceccarelli, Caro nemico. Fausto, fra amori e odi. «Ma di chi fa il gioco?»
Il presidente francese Jacques Chirac annuncia all’ONU che il programma di esperimenti nucleari della Francia sarà ridotto rispetto alle previsioni iniziali. Il terzo test si svolgerà a Mururoa il 27 ottobre, il quarto, nonostante la crisi politica con altri paesi europei, tra cui l’Italia, che voteranno all’ONU una risoluzione di condanna degli esperimenti, si svolgerà il 21 novembre.
Camera dei deputati: discussione della mozione di sfiducia al Governo presentata da Forza Italia e Alleanza Nazionale che minacciano anche di non votare la finanziaria. La Camera respinge la mozione di sfiducia grazie a Rifondazione comunista, che esce dall’aula al momento del voto dopo avere ottenuto da Dini la garanzia che rassegnerà le dimissioni del suo ministero entro la fine dell’anno, dopo il voto sulla Finanziaria. La Camera respinge, con 310 voti contro, 291 voti a favore e un astenuto.
XIII Legislatura Camera dei deputati sedute dal 24 al 26 ottobre 1995
Seduta n. 268 -24 ottobre 1995
Mozione di sfiducia al Governo. Discussione
Seduta n. 269 -25 ottobre 1995
Seguito discussione
Seduta n. 270 -26 ottobre 1995
Seguito discussione. Dichiarazioni di voto e votazione
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 24 ottobre 1995 [pp.1-3-p.8]
p.1-Titolo: Il premier: non mi dimetto. Ferri peresidente della Consulta. Oggi si decide sul ricorso di Mancuso. Bertinotti vota con il Polo contro Dini. La Borsa perde l’1,8%, la lira affonda: marco a 1170;
p.1-p.8-Sergio Romano, La strada che porta al Dini bis; Mario Deaglio, Economia. Impedire la paralisi;
p.2- Alberto Rapisarda, Il dibattiro sulla mozione di sfiducia si apre oggi alle 18,30 alla Camera. Ci sarà anche la diretta TV. Dini accetta la sfida: non mi dimetto. «Ma decidano in fretta perché la lira sta crollando»; Augusto Minzolini, L’ultima partita. Al mercato del voto. Lamberto, la sorte in poche schede; Guido Tiberga, Orazioni anti crisi. «Preghiamo per Mancuso». CL divide i cattolici, «Dio non è di parte»;
p.3-Maria Teresa Meli, Tormentato summit di Rifondazione, poi i comunisti decidono di votare la sfiducia insieme al Polo. Bertinotti: affonderemo questo Governo; Alberto Statera, Il leader comunista. «Tutta colpa di D’Alema & C. Non puntano mai a vincere» [intervista a Fausto Bertinotti]; Filippo Ceccarelli, Caro nemico. Fausto, fra amori e odi. «Ma di chi fa il gioco?»
«La Stampa», 25 ottobre 1995 [pp.1-6]
p.1-Titolo: Il dibattito sulla sorte del Governo: Berlusconi conferma il no, per Bossi «destra sfascista». Berlusconi: «Dini si dimetta subito». D’Alema: il Polo cerca il caos, la crisi danneggia l’Italia;
p.1-p.6-Marcello Sorgi, Spunta il fantasma di Moro;
p.1-p.3-Filippo Ceccarelli, Attrazione fatale;
p.2- Alberto Rapisarda, Dini: «Niente dimissioni». AN. CCD e CDU cercano spiragli per evitare lo scontro finale. Il premier non molla, il Polo tentenna. Grandi manovre per un Governo di tregua o costituente; r. i., Abete: «rischio di lunga instabilità»; Massimo Gramellini, L’attacco del leader PDS. D’Alema, giorno da duri. «Bertinotti, scena incredibile»; r. i., «Ecco il lustrascarpe». Il «Popolo» non perdona la scelta di Rifondazione; (Agi), Occhetto: «Voto solo per disciplina»; (Adnkronos). Lama: «Fausto, sei irrecuperabile»;
p.3-Fabio Martini, Atmosfera tesa alla Camera. Bossi: «Con la sinistra faremo le riforme volute da Moro». «Dini, dimettiti prima della sfiducia». Berlusconi all’attacco ma non parla mai di elezioni; Pierluigi Battista, Le strane alleanze. Cossutta: il Manifesto» ha la memoria corta [intervista a Armando Cossutta];
p.4- Gabriele Ferraris, Il comico e la crisi. Benigni: ecco Forza Russia. «Fausto Berlusconi for president»;
p.5- (AdnKronos), Il CCD ai suoi: «Guai a chi si assenta»; Governo battuto. Va sotto due volte per la Finanziaria; Augusto Minzolini, Le carte del premier. Dini: Cavaliere, ti distruggerò. «Se va male si andrà direttamente alle urne»; Maria Grazia Bruzzone, «Rifondaroli» col Polo. Prova di voto su Tele+
«La Stampa», 26 ottobre 1995 [pp.1-4-p.6]
p.1-Titolo: Il premier: «Nessuna pressione del Quirinale. Ritirino la sfiducia, poi si discute». Oggi la «conta» in aula. Dini non cede, battaglia all’ultimo voto. Fini e Forza Italia all’attacco del presidente Scalfaro;
p.1-p.6-Editoriale, Luigi La Spina, La sfida si gioca sul Colle;
p.2- Alberto Rapisarda, Decisiva la replica in aula del capo del Governo prima del testa a testa tra gli schieramenti. Dini: ritirate la sfiducia e discutiamo. Notte di trattativa per evitare il voto; m.t.m. (Maria Teresa Meli), Parla Broglia: «Il primo ministro succube del Colle» [intervista a Giampiero Broglia]; Augusto Minzolini, Strategia anti crisi. Caffè e brioche da Lamberto l’ultima carta di D’Alema;
p.3-Fabio Martini, Il Polo accusa: pressioni sui deputati perché votino contro la sfiducia. Fini: Scalfaro spieghi i fondi SISDE. Il presidente: farò il mio dovere fino alla fine; Massimo Gramellini, I 55 secondi della replica. E Dini scende in campo «Il Colle non c’entra»;
p.4- m.t.m. (Maria Teresa Meli), Ma Rifondazione grida al complotto: «Le telefonate di protesta al Manifesto? Sono false». Bertinotti, il giorno del «crucifige». Volatinaggio del PDS alla Camera. Prodi: «Fausto sei un peccatore»; r.i., Fede chiama in scena Cossutta. «No a Dini perché non è democratico»
«La Stampa», 27 ottobre 1995 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Il premier: battaglia a pugni nudi, ma leale. Recuperano lira e Borsa. Di Pietro: Parlamento in mano ai partiti. Dini vince, Bertinotti non vota col Polo. Centrodestra battuto, il Governo si dimetterà entro l’anno;
p.1-p.4- Editoriale, Marcello Sorgi, Non paga cercare lo scontro;
p.1-p.3-Filippo Ceccarelli, La metamorfosi;
p.2- Il capo dell’esecutivo: mi è parsa una battaglia a pugni chiusi e nudi, ma con rispetto delle altre parti. Bertinotti ci ripensa, la sfiducia non passa. Berlusconi e Fini annunciano: il Polo all’opposizione; Augusto Minzolini, La tela del Colle. «La resurrezione del Governo tutto merito del Quirinale»; g. tib. (Guido Tiberga), Silvio: io sono Biancaneve. «Ma la politica non è una fiaba. E non chiamatemi narcisista»; r.i., La «parolaccia». In aula il premier perde la pazienza;
p.3- r.i., Un’ora di replica a Montecitorio: deputati, questo Governo non merita la vostra sfiducia. «Entro dicembre rimetterò il mandato». Dini: ma devono passare la finanziaria e la par condicio; r. sil., Fede: sconfitta del piffero. «Al premier piace troppo quella poltrona»;
p.4-Andrea di Robilant, Il leader PDS: il vero perdente è Berlusconi, ora la Finanziaria poi a marzo voto anticipato. D’Alema: ho scongiurato lo scacco matto. «Come la regina difendo il re»; r.i., L’ex pm attacca da Caracas. Di Pietro: in Parlamento comandano solo i partiti;
p.5- Maria Teresa Meli, A influire sulla decisione, il «pressing» dei militanti frastornati e il timore di rompere con l’Ulivo. Rifondazione, il giorno del dietrofront. Bertinotti: «Ma del premier non mi fido. Speriamo bene»; Pierluigi Battista, L’accerchiamento. Il fortino rosso assediato dai compagni; m. t. m., Lo psichiatra del Governo. Ossicini: sono stato io a convincere Fausto; Pino Corrias, Il professore dell’Ulivo. «Dini al mio posto? Non credo». Prodi si voterà a marzo, resto il leader [intervista a Romano Prodi]
«La Stampa», 27 ottobre 1995 [p.7]
Fabio Martini, I «cespugli» non nascondono il malumore. Mastella: un’altra fregatura, ci abbiamo preso gusto. Il lungo «giovedì nero» spacca il Polo. Fini: e adesso dobbiamo scegliere; Massimo Gramellini, La reazione del leader. Berlusconi, il grande incassatore. Così il Cavaliere affronta la sconfitta
«La Stampa», 27 ottobre 1995 [p.6]
Stefano Lepri, Il marco scende sino a quota 1138. La Borsa guadagna l’1,9%. La fiducia rilancia la Lira. Giornata euforiva per i mercati; I mercati respirano (grafico); Galbraith. «L’Azienda Italia è forte»; Ugo Bertone, Il giudizio del tecnico. «Il termometro? Bot e Cct». Ciampi: con me premier i tassi migliori
Le forze del Polo delle libertà presentano una mozione di sfiducia nei confronti dell’intero governo e minacciano di non votare la finanziaria. La Camera respinge la mozione di sfiducia grazie a Rifondazione comunista, che esce dall’aula al momento del voto dopo avere ottenuto da Dini la garanzia che rassegnerà le dimissioni del suo ministero entro la fine dell’anno. La Camera respinge, con 310 voti contro, 291 voti a favore e un astenuto. |
Milano: si conclude il processo per la maxitangente Enimont. Tra gli altri sono condannati Bettino Craxi, Paolo Cirino Pomicino, Claudio Martelli, Gianni De Michelis, Arnaldo Forlani, Renato Altissimo, Giorgio La Malfa, Umberto Bossi, i manager Carlo Sama e Giuseppe Garofano, ed infine Luigi Bisignani. Non si è giunti alla condanna, né precedentemente all’incriminazione, di esponenti del PCI- Pds per non avere l’accusa provato chi ricevette materialmente il denaro. Bettino Craxi, condannato a 4 anni, dirama una nota ufficiale in cui denuncia una una persecuzione «sfacciata e organizzata» e respinge ogni accusa.
Commenti e resoconti
«La Repubblica»
«la Repubblica», 28 ottobre 1995 [p.7]
Luca Fazzo, Mani pulite. La sentenza sulla «maxi tangente» ha accolto le richieste del pm. Enimont, Di Piero vince un anno dopo
«la Repubblica», 28 ottobre 1995 [p.7]
Mani Pulite. Umberto Bossi: «Ma io non ce l’ho con Antonio Di Pietro». L’ira di Bettino: è una persecuzione politica
Il Consiglio dei ministri approva la decisione di inviare militari italiani in Bosnia , un contingente di circa 2000 uomini, nel quadro della missione NATO, per garantire la pace nella regione. I soldati italiani giungono nella zona loro affidata, compresa tra Sarajevo, Goradze e Mostar, a partire dal 10 dicembre. |
Giulio Andreotti e l’ex senatore DC Claudio Vitalone sono rinviati a giudizio per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli. |
Tel Aviv: a conclusione di una manifestazione pacifista, lo studente ebreo Ygal Amir uccide il primo ministro Yizchaq Rabin, il protagonista del percorso di Oslo. Il ministro degli Esteri Shimon Peres diventerà primo ministro ad interim.
«L’Osservatore romano», organo di stampa vaticano, critica il pool di Mani pulite definendo i magistrati milanesi un potere che ha travalicato gli argini fissati dalle leggi dello Stato
Senato della Repubblica: il 6 novembre inizia la discussione congiunta dei disegni di legge: «Misure di razionalizzazione della finanza pubblica ( collegato alla Finanziaria)» (Legge n.549/1995) , «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 1996 -1998 e bilancio pluriennale per il triennio 1996-1998», «Nota di variazioni al bilancio di previsione per lo Stato per l’anno finanziario 1996 e bilancio pluriennale per il triennio 1996-1998 e bilancio programmatico per gli anni finanziari 1996-1998», «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ( legge finanziaria 1996) (legge n.550/1995).
La discussione terminerà con l’approvazione il 18 novembre e la discussione passerà alla Camera l’11 dicembre.
La Procura della Repubblica di Torino chiede il rinvio a giudizio dei vertici di Publitalia per fatturazioni false e frode fiscale.
Palermo: è arrestato Francesco Musotto presidente della provincia ed esponente di Forza Italia. È sospettato di aver aiutato Leoluca Bagarella durante la sua latitanza prima dell’arresto avvenuto il 24 giugno.
Il tribunale di Brescia condanna per corruzione ( le tangenti versate alla Guardia di Finanza) il generale Giuseppe Cercello e altri 38 dei 49 imputati
Nell’inchiesta sull’uccisione della giornalista della RAI Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio il 24 marzo del 1994, emerge secondo alcune testimonianze, la pista del traffico di armi, che essi avrebbero scoperto, nel quale è coinvolta la compagnia navale italo-somala Shifco.
Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d’Assise d’appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi. Il pentito Leonardo Marino è condannato a 11 anni, ma il reato è prescritto.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 novembre 1995 [p.1-p.3]
p.1- Titoli: La vedova: sentenza giusta. L’ex leader di LC: non ho nulla da dire. Caso Calabresi, condanne-bis. A Sofri, Bompressi e Pietrostefani 22 anni; Il figlio del commissario: «Riabilitato mio padre»;
p.3- Susanna Marzolla, Milano, reato prescritto per il grande accusatore Marino. Già pronto un ricorso in Cassazione. Omicidio Calabresi, replay di una condanna. Confermati i 22 anni a Sofri, Pietrostefani e Bompressi; r. m., «Sentenza folle». Gli ex di Lotta Continua all’attacco dei giudici; Le tappe in aula [storia dei processi]; Ugo Bertone, I familiari del commissario. Il figlio Paolo: riabilitata la memoria di mio padre. «È stata fatta giustizia, non cerchiamo vendette. Ma è difficile perdonare chi non ammette gli errori» [intervista a Paolo Calabresi]
«l'Unità»
«l’Unità», 12 novembre 1995 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Sentenza ribaltata per Sofri, Bompressi, Pietrostefani. Processo Calabresi. Ora sono colpevoli. Per l’omicidio condanne a 22 anni;
p.3 - Titolo: La sentenza. Terzo processo d'appello cambia di nuovo verdetto. Esce di scena Leonardo Marino: il reato è prescritto; Giampiero Rossi, Omicidio Calabresi tutti condannati. Ventidue anni a Sofri, Bompressi e Pietrostefani; Paola Sacchi, «Impianto accusatorio debole. Sono incredulo, gli imputati dovevano essere assolti» [intervista a Stefano Rodotà]; Gp. R. (Giampiero Rossi), «Non voglio vendette ma giustizia» [intervista a Gemma Calabresi]; Giulia Baldi, Dall’ex leader di Lotta Continua un secco «no comment». «Sono qui per una mostra»; Gli avvocati: «Un finale annunciato»
Il Congresso di Legambiente accusa la politica «inquinata» e prende le difese del pool di Mani pulite contro i ripetuti tentativi di impedire la sua azione contro la corruzione. Rivendica la riforma della Giustizia ma a condizione di non delegittimare la Magistratura.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 novembre 1995 [p.2]
Fabio Poletti, I timori del pool. Ma D’Ambrosio e Greco «Vogliono solo fermarci»
«l'Unità»
«l’Unità», 12 novembre 1995 [p.6]
Titolo: Approdo per Tangentopoli. Al Congresso Legambiente accuse alla politica inquinata. «Vogliono fermare le indagini e impedire i processi»; Pietro Stramba Badiale, «Pensano soltanto a fermare i giudici». II pm Greco: Mani pulite va avanti; Susanna Ripamonti, «Riforma della giustizia purché si rinunci all'azione di delegittimazione della magistratura». Flick: «Il carcere da solo non basta
Manifestazione nazionale degli studenti a Milano. Oltre 50 mila partecipanti al corteo cittadino. Fra le proposte indicate che ribalzano negli slogan del corteo: più finanziamenti agli istituti pubblici, legge sulla autonomia scolastica, statuto dei diritti e obbligo scolastico esteso ai 18 anni
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 novembre 1995 [p.9]
Titolo: Centinaia di assemblee per la piattaforma del movimento; Sofia Basso, Cinquantamila studenti in piazza «La nostra proposta per cambiare la scuola»; Massimo D'Alema: «Una legge di parità scolastica»; Il ministro: «Convenzioni con le private». Contestat
«La Stampa»
«La Stampa», 12 novembre 1995 [p.7]
Raffaello Masci, Messaggio del segretario del PDS al Congresso dell’associazione dei genitori cattolici: occorre una riforma. Ma i rappresentanti dell’AGESC: «I collegi cattolici stanno morendo per mancanza di fondi l’unica salvezza è la gratuità». Il ministro Lombardi propone convenzioni con gli istituti gestiti da Enti. D’Alema promuove la scuola privata. «Pari opportunità per i suoi allievi»; Antonietta Mariotti, Un professore contestato. Vecchioni: liceo ti amo farò l’insegnante a vita; La Pantera sfila a Milano
Bologna: manifestazione degli immigrati per un mondo senza frontiere. La Lega insiste per un decreto che contenga misure più restrittive sull’immigrazione. Contro si pronunciano la CGIL, i progressisti e il Vaticano. Su «La Stampa», del 12 novembre un editoriale di Norberto Bobbio dal titolo: «Immigrati, problemi e razzismo. I nuovi doveri di un Paese civile»
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 novembre 1995 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: L'Ulivo: «Riaffiorano idee inaccettabili». Vaticano allarmato. È scontro sui clandestini. Bossi preme per il decreto;
p.1-p.7- Sergio Cofferati, Torniamo alla ragione;
p.7- Titolo: Frontiere blindate. Ridda di ipotesi sul testo del decreto governativo. Il Vaticano: «Dini ricattato», PDS: «No alle retate»; I primi punti del provvedimento; Claudia Arletti, Immigrati, scontro sui clandestini. Espulsione subito per gli illegali? Tutti divisi; Calano i delitti commessi da extracomunitari – 18 per cento; Sergio Ventura, Alla manifestazione di Bologna contro il razzismo grandi assenti proprio gli extracomunitari intimoriti dalle polemiche. In piazza per «un mondo senza frontiere»
«La Stampa»
«La Stampa», 12 novembre 1995 [p.1-4]
Norberto Bobbio, Editoriale, «Immigrati, problemi e razzismo. I nuovi doveri di un Paese civile»
«La Stampa», 12 novembre 1995 [p.5]
Annunciato per mercoledì il decreto voluto dal partito di Bossi, ma Chiesa e sinistra insorgono. Immigrati, Dini cerca un compromesso. Braccio di ferro tra Lega e PDS. Dura critica dell’Osservatore Romano «Il Governo ha ceduto al ricatto». Il centro-destra pronto ad appoggiare il provvedimento dell’esecutivo; Francesco Grignetti, Il testo della discordia. «L’ingresso clandestino è reato». Ecco l’articolo che spacca la maggioranza. La bozza del Viminale è drastica. Ma si tratta per ammorbidirla; Lorenzo Mondo; L’immigrazione e la chiacchiera; I reati degli extracomunitari [tabella]
«La Stampa», 13 novembre 1995 [p.1-p.4]
p.1- Titolo: Immigrati, scontro Ulivo- Lega. Veltroni: il Carroccio sbaglia. Sta scavando un baratro tra di noi;
p.1-p.4- Editoriale, Barbara Spinelli, Come nasce il razzismo. La parola diventa coltello;
p.4- p. pat., Il numero 2 dell’Ulivo: il decreto sta scavando un baratro tra il centro-sinistra e i lumbard. Immigrati, ultimatum alla Lega. Veltroni: se non cambia linea, addio alleanza; Il fenomeno in cifre [scheda]; m. gr., La destra e il decreto. «A casa tutti i clandestini» Gasparri: Dini nessuna sanatoria [intervista a Maurizio Gasparri]; (Ansa), Selva «Il Governo? Insistente»
Intervista a Gerardo D’Ambrosio, procuratore aggiunto a Milano, sulle recenti indagini e polemiche sulla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. D’Ambrosio era stato il giudice istruttore che indagò sulla strage.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 novembre 1995 [p.2]
Ibio Paolucci, «Piazza Fontana? Attenti ai mostri...». «La lezione Valpreda proprio non è servita a nulla» Gerardo D Ambrosio il giudice istruttore che indago su piazza Fontana mette in guardia contro i nuovi sviluppi dell’inchiesta sulla strage. Ben venga la verità ma attenti a sbattere i mostri in prima pagina. Attenti ai depistaggi. Anch’io ne subii. Mi indigna che si indichi Zorzi come colpevole prima che il pm abbia concluso». La soluzione politica per Tangentopoli «Mi pare prematura e vi dico perché» [intervista a Gerardo D’Ambrosio]
«l’Unità», 12 novembre 1995 [p.4]
Titolo: La prima strage. Polemica con la procura bolognese: «Avevano le mie carte». La fuga di notizie rischia di compromettere l’inchiesta; Giampiero Rossi, Salvini: «Uno scoop sciagurato». II magistrato che indaga su Piazza Fontana attacca. Il giudice Salvini ha un diavolo per capello. La fuga di notizie sulle indagini per la strage di Piazza Fontana rischia di danneggiare un lavoro di cinque anni. Dice: «Perderemo qualche elemento di prova, i testimoni saranno intimoriti». E la polemica è dura contro la Procura di Bologna che sta indagando sulla strage dell’80. «Per loro le carte su Zorzi non erano fondamentali per me sì». Un amaro risentimento che fa capire quanto la notizia sia fondata; Umberto Sebastiano, «Nessuna sorpresa era già tutto scritto» [intervista a Pietro Valpreda]; Gianni Cipriani, Dal Giappone parla il terrorista accusato di aver partecipato alla strage: "Solo falsità»: Zorzi: «Nego tutto, mai fatto attentati. In tutte le inchieste ma proprio tutte sulle attività eversive dei neofascisti in Italia è spuntato il suo nome. Delfo Zorzi ora cittadino giapponese è stato indicato da molti testimoni come uno di quei terroristi che faceva parte delle strutture parallele dello Stato. Ora due ex ordino visti lo hanno anche accusato di essere uno degli autori della strage di piazza Fontana. Ma Zorzi nega tutto «Le accuse? Fantasie. I pentiti? ubriaconi» [intervista a Delfo Zorzi]
«La Stampa»
«La Stampa», 12 novembre 1995 [p.4]
p.cor., Milano, nessun provvedimento nei confronti di Zorzi. Ma il pm Salvini accusa: la fuga di notizie danneggia l’inchiesta. Su Piazza Fontana torna il buio. I giudici: l’attentatore resta ignoto; Pierangelo Sapegno, La verità dell’ex anarchico. Valpreda: è la mia rivincita. «Le indagini? Un lavoro ben fatto [intervista a Pietro Valpreda]; Sospettati: Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, incontra i presidenti della Camera e Senato rispettivamente Irene Pivetti e Carlo Scognamiglio. Il vertice, promosso dal capo dello Stato, ha come oggetto la situazione della Giustizia e la necessità di stroncare il clima di polemiche.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 novembre 1995 [p. 2]
Francesco Grignetti, Domani il vertice al Quirinale. Solo Pannella e Rifondazione contro l’iniziativa del Colle. Applausi azzurri per Scalfaro. Coro di sì all’approdo per Tangentopoli; r.i. re., «La parola alle Camere». Il capo dello Stato a Sassari. «Sono il cuore della democrazia»
Napoli: la magistratura chiede alla Camera l’autorizzazione a procedere nei confronti di Paolo Cirino Pomicino, esponente della ormai sciolta DC e più volte ministro. La richiesta riguarda i pagamenti effettuati dal 1987 al 1991 dalle ditte coinvolti nei lavori della metropolitana napoletana
Territori della ex Jugoslavia. A Dayton i presidenti USA, Bosnia, Croazia e Serbia firmano gli accordi di pace in Bosnia. Il trattato prevede una Stato bosnicao unico diviso in una federazione croato-mussulmana e una Repubblica serbo-bosniaca. Serajevo sarà unificata.
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