XIII Legislatura - I governo Dini
XII Legislatura - 1994-1996
I Governo Dini
17 gennaio 1995-17 maggio 1996
Manifestazione nazionale delle donne a difesa della legge 194 e dell’autodeterminazione nella procreazione Oltre 40 mila partecipanti al corteo e alla manifestazione che si svolge a Piazza di Siena a Roma.
«l'Unità»
«l’Unità», 4 giugno 1995 [p.5]
La lunga giornata. Quarantamila in corteo e alla convention, 12 ore in piazza. Colore, slogan e parole di una politica diversa; Letizia Paolozzi, «Uomini, fate un passo indietro». Le donne a Roma: «La 194 non è in discussione»; «Non è un 8 marzo» [intervista a Clara Sereni]; Rachele Gonnelli, Le mille voci dal corteo delle donne giunte a Roma da tutta Italia. Storie di Orestina e le altre
PPI- la diaspora. Il giudice, dopo gli esiti del Consiglio Nazionale, rigetta il ricorso presentato da Gerardo Bianco contro Rocco Buttiglione ma «suggerisce» che i probiviri o il Congresso possono destituirlo da segretario. Lo stesso giorno i Popolari del centrosinistra riuniti a Roma confermano l’appoggio a Prodi e definiscono le azioni da intraprendere per assumere la guida del partito.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 giugno 1995 [p.7]
La diaspora dei Popolari. II tribunale rigetta il ricorso di Bianco contro Rocco ma «suggerisce»: probiviri o congresso possono cacciarlo; Il giudice rianima Buttiglione. Ma il PPI: «Stiamo con Prodi, lui sarà espulso»
Di Pietro
L’ex magistrato di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, consegna alla Procura di Brescia un esposto-querela in cui racconta la sua verità rispetto alle accuse che gli sono state mosse dall’avvocato Carlo Taormina, difensore del generale Cercello. Di Pietro ammette di aver avuto un prestito di 120 milioni che ha poi restituito.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 giugno 1995 [p.9]
Marco Brando, Di Pietro: «Mi sono denunciato io». «È vero ebbi un prestito, ma restituii tutto». Antonio Di Pietro, indagato a Brescia (probabilmente per concussione), lascerà le commissioni parlamentari e il ruolo di garante di «Telegiornale». -Sono stato io stesso a denunciarmi», Gianfranco Gorrini, ex titolare della. Maa, ha detto di avergli prestato 150 milioni. L'ex pm ha ammesso
La guerra in Bosnia: formata una Forza multinazionale europea di intervento rapido. Impiegati circa 10mila soldati, truppe inglesi, francesi e olandesi. L’Italia ha il ruolo di base d’appoggio e di assistenza.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 giugno 1995 [p.1-p.3]
p.1- Nasce la forza multinazionale europea d’intervento rapido. Task-force in Bosnia. Pronti 10mila soldati. Italia base d'appoggio e assistenza;
p.1-p.3- Gian Giacomo Migone, La ritirata non ci sarà;
p.3- La guerra dl Bosnia.. Nella forza d'intervento truppe di Londra, Parigi e l'Aja. L’Italia offre sostegno logistico. Nessun soldato americano; Gianni Marsilli, Angeli custodi in difesa dell'ONU.Parte la Task Force europea con diecimila uomini; Nuccio Ciconte, Belgrado rassicura Chirac, ma Karadzic insiste: i «prigionieri» saranno rilasciati solo se la NATO non farà più raid. Milosevic fe da garante: «Liberero gli ostaggi»
Con una lettera inviata al quotidiano «La Repubblica», Antonio Di Pietro si difende dall’accusa mossagli dall’avvocato Taormina riguardo al denaro prestatogli dall’assicuratore Giancarlo Gorrini, da lui stesso indagato, e a un proprio amico, il vigile urbano Rea. Accusa per la quale l’ex pm è stato iscritto nel registro degli indagati a Brescia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«La Repubblica», 4 giugno 1995
Antonio Di Pietro, «Mi sono denunciato io …»
Sergio Cofferati, segretario nazionale della CGIL, in un editoriale pubblicato su «l’Unità» traccia un bilancio della consultazione svolta con i lavoratori sull’accordo siglato fra Governo e sindacati sulla riforma previdenziale. In tre settimane 42 mila assemblee, la proposta è stata votata in 45 mila seggi da circa 5 milioni di lavoratori. Per Cofferati una grande prova di democrazia che «non va tradita».
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«l'Unità»
«l’Unità», 4 giugno 1995 [pp.1-2]
Editoriale, Sergio Cofferati, Non tradite questa prova di democrazia
PD: Massimo D’Alema intervista a «l’Unità». Il segretario del PD polemizza con il centrodestra sul dibattito attorno alla data delle elezioni politiche e si sofferma sulle caratteristiche della futura coalizione di centrosinistra. L’intervista riprende l’intervento svolta agli Stati generali della Sinistra Giovanile del PDS del 3 giugno.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 4 giugno 1995 [p.2]
Alberto Leiss, «No al voto? Indicate un governo» [intervista a Massimo D’Alema]
«l’Unità», 4 giugno 1995 [p.7]
D'Alema sprona le altre forze a un «salto in avanti»: «Sarete "visibili" dirigendo con noi il più grande partito». Dai giovani PDS una spinta all'unità a sinistra
Bolzano: elezioni amministrative.
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«l'Unità»
«l’Unità», 4 giugno 1995 [p.7]
A Bolzano oggi si vota. Il centrosinistra sfida il candidato di AN
Il Ministro dell'Interno Antonio Brancaccio rassegna le dimissioni dal governo a causa di problemi di salute. Al suo posto è nominato Giovanni Rinaldo Coronas già capo della polizia.
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«l'Unità»
«l’Unità», 9 giugno 1995 [p.6]
Vittorio Ragone, Sostituisce Brancaccio, ammalato. Fu capo della polizia prima di Porpora e Parisi. È Coronas il ministro dell'Interno
Il vertice dei partiti che si riconoscono nel centrosinistra consacra Romano Prodi alla guida dello schieramento. Il Professore a conclusione della riunione afferma soddisfatto «la nascita della coalizione dell’Ulivo». Fissata per 17 giugno al San Paolo di Napoli la prima Convention e calendarizzato un nuovo vertice per il 20 giugno
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«l'Unità»
«l’Unità», 9 giugno 1995 [p.5]
Il Polo democratico. II Professore: «Non c’è nessun azionista di riferimento». Veltroni: «Serve un governo stabile in tempi rapidi»; Walter Dondi, Prodi pianta l’albero dell'Ulivo. «È nata la coalizione di centrosinistra» annuncia Prodi, uscendo dal vertice che lo ha consacrato alla guida dello schieramento. Divergenze sulle elezioni. «A decidere sarà Scalfaro. Cinque mesi in più non mi spomperanno» spiega. D'AIema: «Meglio in autunno ma se si fa il doppio turno …». L’Ulivo non ha «azionisti di riferimento. Prossimo incontro della coalizione il 20 giugno. A Prodi un» mandato» per aprire il confronto con Lega e Rifondazione; Il 17 giugno al San Paolo di Napoli prima Conventio
Conferenza stampa dei centristi di Rocco Buttiglione, ormai ex PPI, e Pier Ferdinando Casini, Centro democratico cristiano. È avanzata la richiesta di rinviare le elezioni politiche alla primavera del 1996 e di eleggere una Costituente per le riforme. La Conferenza era stata preceduta da un incontro Casini, Mastella, Buttiglione e Dotti e Urbani. Proposte duramente comtestate da Giuliano Ferrara che accusa i protagonisti della Conferenza e degi incontri che l’hanno preceduta di voler far perdere Berlusconi. Polemico anche il leader di AN che invita il Cavaliere a stabilire senza esitazioni la posizione del Polo, se vuole tenerlo unito e riaffermare la sua leadership.
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«l'Unità»
«l’Unità», 9 giugno 1995 [p.6]
Centrodestra diviso. Casini, Buttiglione e le «colombe» di FI: una Costituente. Ferrara li chiama «tordi» e li accusa di tradire Silvio; Fabrizio Rondolino, Fini a Berlusconi: devi fare chiarezza. Metà Polo vuole il rinvio del voto. Il polo ha un nuovo centro: Casini, Buttiglione e Dotti (il capogruppo azzurro, però, ha disertato la conferenza stampa su consiglio di Berlusconi) chiedono di rinviare le elezioni e di eleggere una Costituente. Rabbiosa replica di Ferrara: «Vogliono far perdere definitivamente la partita a Berlusconi». Polemico anche Fini, che invita il Cavaliere a stabilire una volta per tutte la posizione del «Polo», se vuol tenerlo unito e riaffermare la sua leadership
Continuano le polemiche e i veleni su Antonio Di Pietro. «Panorama» e «L’Espresso» accusano l’ex ministro della Giustizia Previti di aver «tramato» contro l’ex magistrato del pool di Mani pulite.
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«l'Unità»
«l’Unità», 9 giugno 1995 [p.1-pp.3-4]
p.1- Panorama e Espresso accusano, l'ex ministro querela. Veleni e dossier. Previti tramava contro Di Pietro?;
p.3- Giustizia e veleni. Cento pagine di lettere anonime e veline dei Servizi. Già in passato inchieste super-segrete sull'ex magistrato; Ninni Andriolo, Dossier per «bruciare» Di Pietro. È l’ispiratore? Il senatore smentisce; Aldo Varano, I giudici di Reggio «Qui l’ex pm non è indagato»; Giampaolo Tucci, Previti: «Attaccano me per colpire Berlusconi, querelo». II settimanale respinge le accuse. L'ex ministro: «Panorama? Solo spazzatura»;
p.4-Giustizia e veleni. Smentita del pm bresciano Salamone: «Notizie infondate». Presto sarà sentito come testimone l'ispettore De Biase; Marco Brando, «Ricatto a Di Pietro? Qui non c'è nessun indagato»; Bettino Craxi: «La Mercedes? Parisi me ne parlò ...»
Il Governo vara un provvedimento legislativo sul lavoro precario (Pacchetto Treu) che ampia le possibiltà di ricorrere ai contratti a termine e a part time a discrezione dell’impresa. Il provvedimento è condiviso da entrambi gli schieramenti.
CGIL- CSIL – UIL Il referendum promosso sui luoghi di lavoro approva l’accordo sulla riforma delle pensioni. Favorevoli circa il 65% dei lavoratori . Il varo definitivo della legge, il 4 agosto dopo il voto della Camera. |
Si svolge a Santa Margherita ligure il Convegno dei giovani imprenditori. Vi intervengono Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Evitato il confronto diretto, una polemica senza interlocuzione infatti nessuno dei due è presente al momento del discorso del potenziale avversario.
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«La Stampa»
«La Stampa», 11 giugno 1995 [p.7]
Paolo Patruno, Santa Margherita, al Convegno dei giovani imprenditori i due avversari evitano di incontrarsi. Prodi e il Cavaliere, schiaffi a distanza. Ma Abete li sfida: «Ora basta, la politica è confronto»; Augusto Minzolini, Il futuro di Silvio. Berlusconi: domani la sorpresa. Se vince il No, annuncio la vendita Fininvest; Pierluigi Battista, Gli avversari allo specchio. L’Italia del pullman girovago e quella dell’assedio. Il duello impossibile va in TV. Biagi «fotografa» il carisma dei 2 leader
Sul «Pacchetto Treu», il piano per il lavoro predisposto dal ministro Treu perplessità della Confindustria mentre il segretario del PRC, Fausto Bertinotti, lo giudica un attacco allo Stato sociale e lancia per il 24 giugno una manifestazione nazionale per dire no alla riforma delle pensioni e ai provvedimenti sul «mercato del lavoro».
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«La Stampa»
«La Stampa», 11 giugno 1995 [p. 29]
Francesco Bullo, Abete è perplesso: bisogna andare avanti. Bertinotti: qui salta lo Stato sociale, tutti in piazza il 24 per dire no. Lavoro in affitto e di coppia. Sul piano vento di battaglia; Il pacchetto occupazione [tabella]; Lavori socialmente utili [grafico]; r. e. s., Anche la riforma del collocamento è un punto caldo del pacchetto Treu. A metà paga. I sette punti del contratto; r. e. s., Occupazione e ambiente. Il cantiere diventa verde. Da coste e boschi 85 posti; La riforma che scotta. Martedì Dini in Parlamento replicherà a Banca d’Italia e Fondo Monetario. Pensioni, riparte la maratona. Si annuncia una valanga di emendamenti
Unione Europea: a Parigi vertice dei capi di governo dell’Unione. Si discute dell’avvio dell’unione monetaria previsto per il 1999.
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«La Stampa»
«La Stampa», 11 giugno 1995 [p. 29]
v.cor., Il premier replica alle accuse. Bankitalia: niente dumping sull’export. «La lira non danneggia l’Europa». Dini: in autunno si torna nello SME
Bosnia
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«La Stampa»
«La Stampa», 11 giugno 1995 [p. 9]
Franco Pantarelli, Chirac e Major giurano: i soldati francesi e inglesi non subiranno altre umiliazioni in Bosnia. Gli USA: mai più piloti abbattuti. Piano per bombardare le postazioni serbe; Elena Marco, Braccato per 6 giorni. «Macchè eroe, tremavo di paura». O’Grady racconta la sua odissea: ero un coniglio; (AdnKronos), Washington. Accuse ai corsi per Rambo
Si svolgono 12 referendum. Si reca alle urne il 58% degli aventi diritto. Respinti i quesiti relativi al divieto delle concentrazioni televisive, all’interruzione pubblicitaria durante la proiezione dei film e alla restrizione della raccolta pubblicitaria a due canali nazionali (revisione della legge Mammì). Una vittoria che conferma la posizione assunta da Forza Italia. Respinta anche la richiesta di abolire il doppio turno nell’elezione dei sindaci di comuni con più di 15.000 abitanti. Approvato, invece, il quesito sulla privatizzazione della RAI e la richiesta di abrogazione della legge che disponeva la trattenuta automatica d’iscrizione al sindacato sullo stipendio.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 11 giugno 1995 [pp.1-3-pp.5-6]
p.1-Titolo: Dini: «Voterò tardi, ma voterò». Pannella attacca: «Inaudito, è un invito all’astensione». Dodici referendum appesi al quorum. Tra Berlusconi e Prodi soltanto «frecciate» a distanza;
p.1-p.6- Editoriale, Ezio Mauro, La coincidenza;
p.2- r. mass., Zagrebelsky: può essere un boomerang per il Biscione. Fisichella: giornali e Rai hanno controbilanciato. Guerra degli spot, Fininvest sotto tiro. Ricerca accusa: al Sì 21 minuti contro i 313 del No; Gli spot in TV [grafico]; Curzio Maltese, TGSette. Era la «Grande avventura» o il «Viale del tramonto»?; Pino Corrias, I dubbi a sinistra. Tra depressioni e veleni l’attesa nella casa del «Sì»;
p.3- Alberto Rapisarda, Forza Italia e riformatori criticano il presidente del Consiglio: ha invitato all’astensione. Referendum, l’ultima polemica è su Dini. Il premier: «Voterò tardi, ma voterò»; Fabio Martini, L’incubo del quorum. Pannella: Caro Lamberto devi rispettare le regole [intervista a Marco Pannella]; Raffaella Silipo, Politica e tempo. In TV la meteo-battaglia. Anche le previsioni divise fra il «Sì» e il «No»;
p.5- Dalle 7 alle 22 seggi aperti per 49 milioni di italiani: attenzione a non sovrapporre le schede. Referendum, le dodici sfide tra Sì e No. Primi risultati nella notte, ma in TV tornano gli «exit poll»; I precedenti referendum (cifre in percentuale dal 1974 al 1993) [grafica]; [I dodici quesiti - schede]
«La Stampa», 12 giugno 1995 [pp.1-6]
p.1-Titoli: I dati degli exit- poll: affluenza bassa ma il quorum c’è. Commercio, per orari e licenze tutto come prima. Referendum TV, ha vinto Berlusconi. Il Cavaliere: le mie reti non si toccano. Il PDS: campagna scorretta; Secca bocciatura per CGIL, CISL e UIL. Esultano Rifondazione e Cobas. Cofferati: intese più difficili; Le dodici sfide tra il Sì e il No [tabella exit- pool];
pp.1-2- Editoriale, Marcello Sorgi, La corsa al voto d’autunno;
p.2- Fabio Martini, Dal comitato sconfitto accuse alla sinistra e un appello: deve intervenire il Parlamento. Il Sì: ma non è un plebiscito pro-Silvio. «Ora tutti capiranno che riformato il sistema TV»; Filippo Ceccarelli, Ma quei voti popolari a che sono serviti?; Maria Teresa Meli, I risultati e la Quercia. D’Alema: si può votare in autunno;
p.3-Massimo Gramellini, Il Comitato: freddi? Non volevamo uccidere nessuno, solo restituire il problema al Parlamento. Il «No»: vittoria, il PDS si è arreso. «Mai più limiti per le TV. Napolitano e Bogi sono finiti»; Augusto Minzolini, Soddisfatto l’ex premier. Berlusconi: «Sono un uomo di ferro». «Il Paese ha deciso: la Fininvest può tenere tre reti»;
p.4- Alberto Rapisarda, Sempre più probabili le elezioni in autunno che CCD e Popolari volevano «frenare». Ora il Polo s’inchina al Cavaliere. Anche Gianfranco Fini tira un sospiro di sollievo: è fallita l’operazione «grande centro» che rischiava di emarginarlo; Maria Grazia Bruzzone, La rivincita dei riformatori. Pannella: soli contro tutti è stato un vero trionfo; r. m. L’avventura del comico. «In cabina, istruzioni Azzurre». Paolo Rossi: ho trovato un fogliettino;
p.5-Raffaello Masci, D’Antoni: nessuna rivoluzione, Chiedere più democrazia è positivo. Pensioni non si cambia. Schiaffo ai sindacati, spazio ai Cobas. Cofferati: vogliono usare politicamente la nostra sconfitta; Pierluigi Battista, Oscurati dalla tenaglia tra destra e sinistra; Valeria Sacchi, L’avvocato a Cernobbio. Agnelli: il governo Dini? Più dura e meglio è … [intervista a Gianni Agnelli]; Giovanni Cerruti, Bossi: facciamo subito l’antitrust. «Silvio non s’illuda, i tempi di Craxi non torneranno»;
p.6- r.i., Abacus: alle urne il 57%. Dopo il flop del ’90, è il dato più basso di sempre. Fino a tarda notte in coda per votare. Troppe schede: per gli elettori è stata una maratona; (AdnKronos), Via il soggiorno obbligato. I magistrati: una scelta irrazionale; Curzio Maltese, Allegria, ha vinto l’Italia di Mike; Maria Corbi, Commercio vince il «No». Il sorriso dei negozianti «Gli italiani sono maturi»
«La Stampa», 13 giugno 1995 [p.1-pp.8-9]
p.1- Titoli: «Ho diritto a tre reti TV»: l’ex premier si ricandida a Palazzo Chigi e chiede elezioni in autunno. Berlusconi: ho vinto, ora un patto per il voto. D’Alema nessuna legge antitrust senza il sì del Polo; Dopo il referendum pioggia di emendamenti di AN e Forza Italia, Berinotti va all’attacco. E sulle pensioni è subito guerriglia; Risultati definitivi [ tabella];
p.1-p.8- Editoriale, Sergio Romano, La doppia licenza del Cavaliere;
p.1-p.9- Editoriale, Norberto Bobbio, La lezione dei dodici referendum
Dopo il voto referendario. Dichiarazioni e commenti. Prospettive.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 giugno 1995 [p.2]
Maria Teresa Meli, Il leader PDS: «Sono circondato da generali senza esercito». Veltroni: quando siamo «contro» perdiamo. «Antitrust solo se votato dal Polo». D’Alema: e ora prepariamoci alle elezioni
«La Stampa», 13 giugno 1995 [p.3]
Giovanni Cerruti, «Confermo di essere pronto a cedere la maggioranza di Fininvest». «Dini ha ormai esaurito il programma». Berlusconi: mi ricandido a premier. «Accordo col PDS sulle regole e si va alle elezioni; Augusto Minzolini, Il bipolarismo riprende quota. Scatta l’operazione tenaglia. Azzurri, AN e PDS patto per votare in autunno; Curzio Maltese, Cinque Tg nazionali mandano in onda la cassetta con il messaggio del Cavaliere preregistrato. Così la monarchia catodica incorona Re Silvio
«La Stampa», 13 giugno 1995 [p.4]
Paolo Patruno, Evitato per una manciata di voti il quarto ko referendario, ma il risultato globale brucia. Sindacati delusi, l’unità in pericolo. CISL e UIL mettono sotto accusa la CGIL divisa; Franco Marchiaro, «Risultato complesso». Abete: troppo tardi per una nuova legge; Alberto Statera, Il leader della CGIL. Cofferati: adesso il rischio è di tornare al Medio Evo [intervista a Sergio Cofferati]; Raffaello Masci, L’ex segretario. Trentin: ho visto di peggio. «Rifondazione? Un bell’esempio di miopia» [intervista a Bruno Trentin]
Bosnia
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 13 giugno 1995 [p.11]
Giuseppe Zaccaria, Viaggio nella capitale affamata. A piedi, lungo sentieri di fango, tra borsaneristi che gemono sotto il peso dei viveri. La mia odissea verso Sarajevo. Scendendo dal monte Igman sotto le bombe; La strada per Sarajevo (mappa); Paolo Passarini, Da Clinton. L’eroe retrocede a «grand’uomo»; Fabio Squillante, Un dossier accusa. NATO-Serbi, è già finita la linea dura. «La task force non serve per i blitz, ma per il ritiro»
«La Stampa», 14 giugno 1995 [p.9]
Ingrid Badurina, Solo quattordici restano prigionieri: rilasceremo tutti, per noi la crisi degli ostaggi è finita. I serbi regalano altri 130 Caschi blu. Milosevic alla Agnelli: un dovere morale; Giuseppe Zaccaria, Viaggio nella città martire. Al mercato di Sarajevo nel terzo anno della fame;
Slavenka Drakulic, Il pilota abbattuto. «Quanti O’Grady senza telecamere». Il mito americano e i veri eroi della Bosnia
«La Stampa», 15 giugno 1995 [p.11]
Ingrid Badurina, Gli Stati Uniti: fermatevi. Londra: sarà un bagno di sangue, dovremo ritirare i Caschi blu. Sarajevo aspetta la Grande Battaglia. Trentamila soldati bosniaci pronti ad attaccare i serbi; (Ansa), L’erore O’Grady «Ho avuto visioni mistiche»; Fietta Jarque, Una scrittrice accusa. Clinton? Un debole, meglio Hillary. Susan Sontag si confida: perché vivo a Sarajevo
Camera dei deputati - Commissione Lavoro: audizione del presidente del Consiglio, Lamberto Dini, sulla riforma delle pensioni.
Camera dei deputati- XI Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato)
Seduta in sede referente del 13 giugno 1995
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 giugno 1995 [p.2]
Paolo Patruno, Una valanga di emendamenti. Ma il presidente non intende dimettersi senza il voto finale. Dini: non stravolgete la riforma delle pensioni. «Lascio prima delle ferie»; r. i., Il premier «Rispettate i tempi» [intervista a Lamberto Dini]; (Ansa), D’Antoni (CISL) «Che errore i referendum»
La Procura della Repubblica di Milano chiede il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per frode fiscale, l’accusa riguarda l’acquisto dei terreni circostanti Villa Belvedere, la residenza di Macherio.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 giugno 1995 [p.7]
Susanna Marzollo, Avrebbe acquistato terreni a Macherio dichiarando un decimo del prezzo. I difensori: accusa infondata, non esiste plusvalenza. È la seconda richiesta, la prima ( udienza 4 luglio) riguarda tangenti alla GdF. «Frode fiscale, processate Berlusconi». E la Procura chiede al gip il «giudizio immediato»
Lega: Umberto Bossi polemizza con D’Alema che accusa di eccessive aperture a Berlusconi finalizzate a raggiungere un accordo sulle regole e sul voto in autunno.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 giugno 1995 [p.3]
Maria Teresa Meli, Sotto accusa le aperture del segretario del PDS al Cavaliere: finalizzate al voto in autunno. Bossi: no al nuovo compromesso storico. Il senatur contro la Quercia: logica ambigua e famelica; Augusto Minzolini, Le grandi manovre. Scalfaro punta al Centro. Ma il partito anti- voto non decolla; Silvano Costanzo, L’ex portavoce del Governo: «Doppia batosta a D’Alema» Ferrara: e adesso si deciderà a trattare [intervista a Giuliano Ferrara]
Il presidente Jacques Chirac annuncia che la Francia riprenderà gli esperimenti nucleari in Polinesia. Commenti negativi da parte degli Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, numerose associazioni ecologistiche fra cui Greenpeace che promette sabotaggi e azioni spettacolari di protesta.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 giugno 1995 [p.8]
Enrico Benedetto, «Esperimenti indispensabili». Gli USA: siamo molto delusi. Chirac brandisce l’atomica. Rotta la tregua nucleare, «farò 8 test»; Tutte le atomiche del mondo (mappa)
«La Stampa», 15 giugno 1995 [p.1-p.6-pp.8-9]
p.1- Titolo: Critiche a Chirac da tutto il mondo. Francia, bufera sui test atomici;
p.1-p.6- Editoriale, Barbara Spinelli, Addio al disarmo;
p.8- Enrico Benedetto, Territori d’oltremare in rivolta, mentre Greenpeace prepara blitz. Brivido Cernobil nel Pacifico. «Fermate le pericolose follie bonapartiste»;
p.9- Enrico Benedetto, Solo Londra e Pechino non criticano la decisione di Parigi di riprendere i test nucleari. «Tradimento», «beffa», «oltraggio». Il mondo processa Chirac l’Atomico; Weronica Zarachowicz, Il consigliere di Mitterand. «Parigi dà il cattivo esempio». Attali: rischiamo di innescare il disastro [intervista a Jacques Attali]
PRC: dopo una difficile convivenza interna, in conseguenza degli ultimi contrasti sulla riforma delle pensioni in una Conferenza stampa a Montecitorio Famiano Crucianelli, Sergio Garavini, Luciana Castellina, Lucio Magri, Luciano Pettinari e altri dirigenti annunciano la decisione di abbandonare il partito. Complessivamente si tratta di 24 esponenti di spicco fra cui 14 deputati, due senatori, due europarlamentari e sei membri della Direzione che daranno vita al gruppo dei «Comunisti Unitari» ed entreranno a far parte della nella maggioranza di governo.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 giugno 1995 [p.7]
Raffaello Masci, Se ne vanno 24 esponenti di spicco dopo l’ultima frattura sulle pensioni. Il leader non mi preoccupo. Divorzio a Rifondazione «Bertinotti troppo massimalista»; r. mas. (Raffaello Masci), «Il PDS non ci assorbirà» Garavini: siamo la sinistra della sinistra [intervista a Sergio Garavini]
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, inizia un giro di consultazioni con i leader dei partiti per sondare la loro opinione sulla scadenza elettorale.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 giugno 1995 [p.5]
Maria Teresa Meli, Il leader del PDS chiamato al Quirinale, l’intesa si è incrinata sul voto in autunno. Elezioni, Scalfaro frena D’Alema. Dal PDS «appello» al Polo; Augusto Minzolini, Berlusconi all’attacco. Silvio: troppe complicazioni. Le urne sono l’unica via. L’ex premier: la palude centrista sta rinascendo contro gli interessi vitali del Paese. «Solo due forze vogliono il bipolarismo: da un lato noi e AN, dall’altro il PDS»
Il presidente del Consiglio, Lamberto Dini, illustra il DPEF alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato e successivamente alla Confindustria e ai sindacati.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 giugno 1995 [p.2]
Paolo Patruno, Il premier, andiamo avanti con la Finanziaria ’96, siamo anche pronti ad anticiparla. «Il risanamento non può attendere». Dini: contro l’inflazione no ad aumenti automatici; Fazio ricorda Carli. «Sì alle strette monetarie per evitare il carovita»; Fabio Martini, Un leader sotto pressione. E Cofferati si scopre assediato. La CGIL stretta tra Rifondazione e Confindustria. La sinistra interna cavalca il malcontento e cerca più spazio. Abete chiede la resa dei conti. D’Antoni: siete troppo ambigui
Forza Italia: un gruppo di parlamentari capeggiati da Pietro Di Muccio, Fabrizio del Noce e Tiziana Maiolo si autoconvoca per sfiduciare Dotti da capogruppo alla Camera considerato troppo moderato. Per i quotidiani si tratta dei «falchi» di Forza Italia contrapposti alle «colombe» che si sono riunite qualche giorno prima sotto la guida di Urbani. Una divisione che riguarda il rapporto che il centrodestra deve avere nei confronti del Governo Dini e del centrosinistra.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 14 giugno 1995 [p.5]
Fabio Martini, Oggi l’assemblea dei falchi di Forza Italia, ma le colombe hanno pronto un contro-documento. Azzurri, è l’ora degli autoconvocati. Nascono le due correnti. Di Muccio: «Si va alla conta»
«La Stampa», 15 giugno 1995 [p.5]
Andrea Di Robilant, Scricchiolii nel partito. Domata la rivolta degli azzurri «duri» contro il troppo prudente Dotti. Dal Cavaliere un laccio ai falchi. «Non mi risulta ci siano correnti in Forza Italia»
L’aeroporto di Fiumicino a Roma è paralizzato da uno sciopero improvviso dei piloti. La protesta nasce dopo un’assemblea spontanea sulla vertenza Alitalia. Gli scioperi continueranno per molti giorni.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 giugno 1995 [p.1-p.3]
p.1-Titolo: Assemblea spontanea e oltre cento piloti «malati». Esposto dell’Alitalia ai giudici. Fiumicino, Torna aquila selvaggia. Cancellati 91 voli, migliaia di passeggeri esasperati;
p.1-p.3- Paolo Guzzanti, I fuorilegge del cielo;
p.3 -Roberto Ippolito, La protesta dopo un’assemblea spontanea sulla vertenza Alitalia. La compagnia si rivolge ai giudici. Aquila selvaggia mette ko Fiumicino. Oltre cento piloti in malattia, cancellati 91 voli; Guido Tiberga, Il leader della CISL «Nessun effetto referendum». D’Antoni: è gente che se ne frega delle regole [intervista a Sergio D’Antoni]
Cecenia
Un coomando ceceno assalta la cittadina russa di Budionnovsk nel Caucaso mettendola a ferro e fuoco, presi anche numerosi ostaggi fra i cittadini. Si calcolano 50 morti. I russi accusano il generale Dudaev, leader dei separatisti di aver organizzato l’assalto. Dudaev respinge le accuse.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 15 giugno 1995 [p.11]
Anna Zafesova, Commando mette a ferro e fuoco Budionnovsk, poi fugge su pullman gremiti di ostaggi. I ceceni sequestrano una città russa. È il massacro: 50 morti; a. z., La vendetta. L’ex presidente «La lotta non è finita»
Napoli: allo stadio San Paolo si svolge la Convenzione dei Comitati «Per l’Italia che vogliamo». Romano Prodi presenta la piattaforma programmatica dell’Ulivo ad una platea di circa 14 -15 mila persone. Con Prodi intervengono Walter Veltroni, Antonio Bassolino e Giancarlo Bressa.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 giugno 1995 [p.7]
Titolo pagina: La kermesse dell'Ulivo. A Napoli la festa dei comitati che sostengono il Professore. «Bossi, parliamo di programmi e non buttiamo via i voti»; Walter Dondi, «Noi, l’ltalia che guarda al futuro». In 15mila con Prodi: il centrosinistra può vincere; Walter Veltronl: «Par condicio prima del voto»; Vittorio Ragone, «Avanti miei Prodi». Il popolo dell'Ulivo è gente spesso al primo impatto con la politica. Pochi soldi e molto entusiasmo. Ecco l’esercito dei «buonisti»
«La Stampa»
«La Stampa», 18 giugno 1995 [p.7]
Pino Corrias, In 13 mila al San Paolo di Napoli alla prima festa dei Comitati «per l’Italia che vogliamo». La convention di Prodi: o con me o si perde. «Si voterà ad ottobre. Faremo un unico, grande partito»; Curzio Maltese, Sugli spalti del San Paolo. Il «buonismo» in curva Sud. Solo il professore scalda una folla «perbene»; r. i., «Romano? È come la Juve». Veltroni: l’Ulivo vincerà il campionato
Si svolge a Roma l'Assemblea Nazionale del «Movimento Sociale- Fiamma Tricolore» fondata dalle correnti del MSI contrarie all'abbandono dell'ideologia fascista.
La Camera approva l’ istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla vicenda dell'ACNA di Cengio. ( spiegare ) Nella stessa seduta la Camera approva l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse . |
Palermo, la DIA e la polizia di Stato arrestano Leoluca Bagarella il capo di Cosa Nostra. Dopo un tentativo di fuga con l’auto è catturato nella stessa via dove si arrese Salvatore Riina, il capo che Bagarella ha sostituito nella guida della mafia.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 giugno 1995 [p.1-pp.3-4]
p.1- Clamorosa operazione della DIA e della Polizia a Palermo. II boss ha tentato di fuggire con l'auto. Preso il capo di Cosa Nostra. Leoluca Bagarella acciuffato nella via dove si arrese Riina;
p.3- Gli uomini della Dia erano sulle sue tracce da due mesi. Era in macchina. Dopo l’arresto si è chiuso nel silenzio; II procuratore Caselli: «Un'operazione da manuale»; Saverio Lodato, Preso Bagarella, l’erede di Riina. L'agguato, poi l'inutile fuga per le vie di Palermo; Nella top-ten mondiale dei ricercati;
p.4- «Contrastare la mafia anche sul versante finanziario. Cosa Nostra ora potrebbe preparare un attentato»; Arlacchi: «Una risposta contro chiunque voglia bloccare la lotta all’illegalità»; Giampaolo Tucci, Parla Luciano Violante, vicepresidente della Camera. «Questo successo freni le polemiche» [intervista a Luciano Violante]; Aldo Varano, Rivelazioni di un pentito della Sacra corona unita. Un «rito» preso in prestito dalla 'ndrangheta. Così si «battezzano» i piccoli delle cosche
A Cannes, Gerardo Bianco e Rocco Buttiglione sanciscono la scissione del PPI : Bianco, favorevole all'alleanza con il centro sinistra mantiene lo storico nome e continua a sostenere il governo; Buttiglione, che ha siglato un accordo elettorale con Berlusconi, dà vita al gruppo parlamentare «Scudo Crociato», che passa all'opposizione. Il governo perde quindi la maggioranza alla Camera.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 25 giugno 1995 [p.10]
A Rocco lo scudocrociato, i «bianchiani» potranno usare la denominazione «Partito popolare». PPI, accordo fatto tra Bianco e Buttiglione
Il ministro della Giustizia, Filippo Mancuso, riapre il caso del suicidio di Gabriele Cagliari inviando all'autorità giudiziaria il rapporto che gli ispettori del ministero della Giustizia scrissero due nel 1993 sulla morte dell'ex presidente dell’ENI. Giovanni Conso, ministro della Giustizia allora in carica, sulla base degli accertamenti compiuti, decise di non procedere contro De Pasquale, il pm che chiese I'arresto di Cagliari, e Maurizio Grigo, il gip che lo dispose.
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«l'Unità»
«l’Unità», 25 giugno 1995 [p.10]
Giustizia e veleni. Mossa a sorpresa del ministro che invia il rapporto degli 007 all'autorità giudiziaria. II giudice: Non parlo; Giampaolo Tucci, Suicidio Cagliari, Mancuso riapre l’ispezione, pm denunciato. Mancuso riapre l’ispezione, indagini su De Pasquale; Il suicidio in cella. Si chiuse la testa in una busta di plastica; G.T. (Giampaolo Tucci), L’ex guardasigilli Conso. «Non c'erano gli estremi per un'azione disciplinare. Decidemmo di non far nulla» [intervista a Giovanni Conso]; Riccardo Staglianò, Parla la vedova: «Ci fu un uso duro e persino cinico della carcerazione preventiva». «La giustizia come strumento di tortura»
Il presidente della Repubblica Scalfaro rinvia alle Camere per una nuova deliberazione il disegno di legge di conversione del decreto legge 29 aprile 1995, n.135, recante Disposizioni urgenti in materia di assistenza farmaceutica e di sanità.
II Congresso del PPI. Presenti i leader dei partiti del centrosinistra, assenti Forza Italia (FI) e Alleanza Nazionale (AN). Il Congresso approva la scelta dell’Ulivo. Intervengono fra gli altri Romano Prodi e per il PDS il segretario Massimo D’Alema. Riconfermato segretario del PPI Gerardo Bianco.
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«La Stampa»
«La Stampa», 30 giugno 1995 [p.4]
Massimo Gramellini, Congresso dei Popolari: presenti tutti i partiti di sinistra, assenti Buttiglione e Forza Italia. Per Bianco l’applauso dei big della Quercia. «Siamo un’erba medica»
«La Stampa», 1° luglio 1995 [p.4]
Massimo Gramellini, Sua la relazione più applaudita: noi manchiamo al Paese. Oggi al Congresso parla Prodi. De Mita «Strega» il PPI. «Vedrete, presto o tardi torneremo»; ale.man, Ma c’è chi mette in guardia: attenti, non possiede virtù terapeutiche. L’ «erba medica»va a Congresso. Bianco: «Non abbiamo il complesso del cespuglio»
«La Stampa», 2 luglio 1995 [pp.5-6]
p.1- Maria Teresa Meli, Il leader della Quercia applaudito 27 volte dai popolari, Bianco frena: non è lui il nostro capo. D’Alema emoziona il vecchio cuore DC. «Le elezioni? Arriveranno improvvise come un temporale. E allora è meglio prepararsi, tener pronti gli ombrelli»; Guido Tiberga, Politica e religione. Se Dio «bacia» la sinistra. Il segretraio PDS: grazie Provvidenza;
p.2- Massimo Gramellini, Un’ovazione: accoglie il leader dell’Ulivo al Congresso del PPI di Bianco (riconfermato segretario). Prodi: qui i sento a casa mia. E «papà Ciriaco»: mo’ vinci, poi ne riparliamo; (Ansa), «All’Eur l’archeologia DC». Buttiglione: non è il partito di DE Gasperi
«l'Unità»
«l’Unità», 2 luglio 1995 [p.5]
Rosanna Lampugnani, Il segretario del PDS: «Senza di voi non si vince». Nel Consiglio nazionale De Mita e gli ex segretari DC. Il Partito Popolare riparte da Bianco. E al Congresso ovazioni per Prodi e per il leader della Quercia.
Camera dei deputati: inizia la discussione sulla riforma previdenziale.
XIII Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 208 - 30 giugno 1995
Congresso dei laburisti: avanzata la proposta di una Federazione delle sinistre. Consenso alla candidatura di Romano Prodi.
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«l'Unità»
«l’Unità», 2 luglio 1995 [p.5]
Il Congresso dei Laburisti respinge l’«offerta» di Mattioli. «Vogliamo ancorarci al socialismo europeo». Spini: «Sì alla Federazione delle sinistre»
D’Alema conclude il Congresso del PDS di Milano.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 2 luglio 1995 [p.5]
Alberto Leiss, «Credibili per governare». D’Alema: «Spero che Bossi lo capisca»
PDS Si svolge a Roma il I Congresso che approva la candidatura di Romano Prodi alla guida del centrosinistra. |
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 luglio 1995 [pp.1-6]
p.1- Titolo: Aperto il Congresso del PDS, presenti Bossi e Fini. Oggi parlano Berlusconi e Veltroni. «Sfidiamoci lealmente». D’Alema alla destra: obiettivo un’Italia normale. «Siamo nel centrosinistra con Prodi leader»;
pp.1-2- Editoriale, Enzo Roggi, E adesso tocca al Cavaliere;
p.2- Alberto Leiss, Il leader della Quercia: cresce il bisogno di un futuro sicuro ed è il centrosinistra che può tenerci al passo con l’Europa. «Costruiamo un paese normale». D’Alema con Prodi per governare;
p.3- Fabrizio Rondolino, Applausi per Fini, Forza Italia e Bossi, ovazione per Bianco. Un boato per la polemica con Rifondazione sulle pensioni. Oggi il duello Veltroni-Berlusconi; Rosanna Lampugnani, Trattenuto ad Arcore dall’affare Mediaset. Il Cavaliere ha seguito la relazione di D’Alema in videocassetta. Il Cavaliere: scusate il ritardo, tratto sulle TV;
p.4- Stefano Di Michele, Il leader di AN arriva con Tatarella, Maceratini e Fisichella. La sua prima volta? «Tutto bene, mica sono venuto dal medico». Il debutto di Fini: «La relazione? Mi pare deludente»; Ritanna Armeni, Bossi: «Adesso misuriamoci sul serio». Il Senatur: sì al D’Alema «federalista», la Lega? Nessun dissenso; Il PDS: Scalfaro è una garanzia per il capo dello Stato: «Conto su di voi»; Pasquale Cascella, Nelle parole del segretario della Quercia un messaggio al Carroccio e uno a Berlusconi. E ora si attende la risposta sulle regole;
p.5- Vittorio Ragone, «Io riconosco il Cavaliere, ma lui la smetta col suo gioco. Qui dentro anche i colori sono normali, e il rosso non c’è». Prodi apprezza: «Ha fatto bene a puntare su Europa e coalizione»; Pietro Ingrao: «Una relazione deludente, inadeguata»; Fabio Inwinkl, In platea c’è anche Aureliana Alberici: «Sono qui come senatrice del PDS. Le polemiche? Chiedete a lui». Rammarico per Occhetto: «Hai sbagliato»;
p.6- Marcella Ciarnelli, Alla Fiera di Roma caldo africano per delegati e invitati, Rutelli ricorda Alex Langer, e la sala si commuove. E tra i vip l’Emilio arriva per primo «Non venire sarebbe stato scortese»; Popolari la guerra continua anche al Congresso; Per il bambino un dado in più. Operazione Michelangelo sul maxi manifesto
«La Stampa»
«La Stampa», 7 luglio1995 [pp.1-3-p.6]
p.1- Titolo: «Dobbiamo diventare un Paese normale». «Entro un anno partito nuovo oltre la Quercia». D’Alema: la mia rivoluzione liberale. «Con il Polo rispetto e dialogo sulle regole»;
p.1- p.6- Editoriale, Pierluigi Battista, Compagni la guerra è finita;
p.2- Fabio Martini, Parla il leader, tutti applaudono, solo l’Alberici rimane a braccia conserte. E gli amici «archiviano» Occhetto. Petruccioli: questo non è un Congresso vero; r.i. , Lo sfogo di Achille. «La questione della sinistra mi sta troppo a cuore per tacere quando vedo che la discussione su questi temi non è preparata». «Ho lanciato un sasso nella morta gora» [intervista a Achille Occhetto]; Filippo Ceccarelli, All’ombra della Quercia. Quell’azzurro così berlusconiano; Massimo Gramellini, Nel panterre dei vip. Fini: «Qui manca il coraggio». «Il discorso di D’Alema? Solo propaganda»;
p.3- Maria Teresa Meli, L’annuncio nella relazione al Congresso: subito le regole per aiutare i cittadini a scegliere. D’Alema: fra un anno il PDS non ci sarà più. «Un’ampia formazione di sinistra, è la mia rivoluzione»; Augusto Minzolini, La strategia del leader. «Caro Cavaliere prenda atto che il leader della coalizione è Romano Prodi». Massimo, partita a scacchi con Silvio; Raffaella Silipo, Politica e satira. Veltroni, l’imputato di «anticomunismo». Il «manifesto» lo mette assieme a Fini e Berlusconi
«La Stampa», 8 luglio1995 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Il Polo per l’elezione diretta del premier. Veltroni: divisi su tutto ma non sarà guerra. Berlusconi- PDS, la grande sfida. Il Cavaliere attacca i giudici e Prodi: non è leader;
p.1- p.4- Editoriale, Marcello Sorgi, Le procure sulla strada del voto;
p.2- Fabio Martini, Il numero due del PDS parla anche dei giudici: forse si è esagerato con la custodia cautelare. Veltroni: basta guerra a Berlusconi. «Mai più alleanze contro, ma per governare il Paese»; Filippo Ceccarelli, All’ombra della Quercia. La prova del fuoco nella tana del lupo; Massimo Gramellini, In platea. Potenti e peones. La sala si svuota mentre parla un operaio «Compagni, restate: non sono micauno spot …» Il giallo del Silvio apocrifo; Pierluigi Battista, La destra all’attacco. La lobby dei liberal «cattivi», Un anti-congresso per i big del Polo. Ferrara mattatore ma dietro le quinte;
p.3- Maria Teresa Meli, Al Congresso non parla di TV, difende Mancuso, attacca i giudici. Applausi di cortesia e qualche fischio. Berlusconi: Prodi non è ancora un leader. E il professore dell’Ulivo: un atto di grande debolezza; Augusto Minzolini, La strategia della distensione. Violante: troppa continuità tra lui e Bettino Craxi. Il Cavaliere: il voto? Ho detto la mia ora tocca a D’Alema. Quella lunga stretta di mano. Gli ex «nemici» scoprono la diplomazia; Curzio Maltese, Vincono buonismo e bon ton, il duello in diretta TV infiamma i delegati. Per Silvio neanche la risata di un Franti
«La Stampa», 9 luglio1995 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Chiuse le assise PDS: «Attento Berlusconi, ti batteremo di nuovo». D’Alema incorona Prodi. «Con lui vogliamo andare al governo»;
p.1-p.4- Editoriale, Sergio Romano, La difficile normalità italiana;
p.2- Maria Teresa Meli, Il segretario: «Le elezioni? Berlusconi e Fini hanno delle ragioni a volerle, ma senza furbizie». D’Alema: fateci governare. «Carcere preventivo? In casi eccezionali»; Messaggio di Bobbio. «Ben venga l’Italia normale»; Alberto Rapisarda, Nebbia sulla via delle urne. L’incognita Lega frena la sinistra. Sul Polo la turbolenza dei «mini»; f. mar. (Fabio Martini), Giustizia Spettacolo. «Indipendenza e autorevolezza si raggiungono anche con il riserbo». Giudici, interviste vietate. C’è un decalogo di Violante; «Alitalia, io non tratterei». Prodi: non ci piegheremo mail alle pretese di quei privilegiati; r. i., Abete: aspettiamo i fatti. Il leader della Confindustria: sì al «patto» proposto da D’Alema; r. i., Andreatta: «Silvio inquina la politica»;
p.3- Fabio Martini, Dopo i sermoni soft, il Professore cambia marcia e lancia tre affondi al suo avversario. Prodi: non ho bisogno di essere unto. E a Berlusconi: «Lei è un liberista incompetente»; Filippo Ceccarelli, «Con lui al governo o mai più». Per Romano il battesimo dell’ex popolo rosso; Francesco Grignetti, Occhetto non s’arrende. Achille al contrattacco «No alla poltiglia di sinistra»
Bosnia
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«l'Unità»
«l’Unità», 7 luglio 1995 [p.16]
Titolo: Guerra di Bosnia. I musulmani sempre sotto tiro. Mediatore UE pessimista. Due morti (bimba di tre anni e un ragazzo) anche a Sarajevo; F. L. (Fabio Luppino), Bombe su Srebrenica. Nelle zone protette Karadzic umilia l’ONU; Fabio Luppino, Intervista al sindaco di Tuzla, Selim Beslagic, invitato al Congresso del PDS. «Fermate la furia del fascimo serbo» [intervista a Selim Beslagic]
L’esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, dopo un’offensiva di alcuni giorni, riesce ad entrare a Srebrenica. I militari metteranno in atto una strage che costerà la vita ad oltre 8.000 musulmani bosniaci. 3.000 civili in fuga.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 luglio 1995 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Srebrenica in mano serba. Trentamila in fuga, inutili i raid NATO;
p.1- p.3- Adriano Sofri, Siamo allo spappolamento. Davanti al mattatoio Ghali se la squaglia;
p.3- Titolo: La guerra di Bosnia. L'alleanza bombarda dopo l’ultimatum degli uomini di Karadzic. Il presidente francese pronto a intervenire su richiesta ONU; Fabio Luppino, Bandiera serba su Srebrenica stremata. Raid NATO inutile, migliaia in fuga. Chirac mostra i muscoli; Gli aerei sono intervenuti undici volte nel conflitto; F. L. (Fabio Luppino), Antonio Gambino, opinionista e storico. critica le reticenze dell'Occidente
«Troppe ipocrisie hanno affondato l’ONU» [intervista a Antonio Gambino]
«l’Unità», 13 luglio 1995 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Pulizia etnica a Srebrenica. L'ONU ipotizza l'uso di «ogni mezzo». I deportati del 2000. Migliaia di musulmani strappati alle loro case. I serbi dividono donne e bambini dagli uomini; Claudio Fava, L'orrore per queste foto è diventata un'abitudine;
p.2- Titolo: I deportati di Srebrenica. La Francia disponibile ma la forza di reazione non è pronta. II segretario delle Nazioni Unite: «Missione impossibile»; Dure critiche dell'iraniano Khamenei «Una sconfitta per l’Occidente»; Sergio Sergi, Seduta a Strasburgo. L'impotenza paralizza il Parlamento europeo; Siegmund Ginzberg, Chirac fa la voce grossa con Ghali. Parigi invoca l'azione ma il ritiro è dietro l’angolo?;
Toni Fontana, II Consiglio di sicurezza: «I serbi lascino l'enclave, ogni mezzo andrà usato per liberarla». Karadzic minaccia. L'ONU condanna ma non cambia il mandato;
p.3- Titolo: I deportati di Srebrenica. Dopo la conquista della citta, scatta la pulizia etnica. Altri caschi blu in ostaggio, bombe su Zepa e Sarajevo; Tre anni di agonia della Bosnia. Falliti tutti i piani di pace; I serbi ammassano i musulmani nello stadio. Donne e bambini separati dagli uomini, ordine di Karadzic; Fabio Luppino, Parla Franjo Topic, il prodecano della Facoltà di Teologia della capitale. «Aggressori scatenati, Sarajevo trema» [intervista a Franjo Topic]
«l’Unità», 14 luglio 1995 [p.1-pp.3-4]
p.1- Titolo: Dilaga il terrore serbo. Clinton: la missione ha le ore contate; Elio Toaff, L’appello. Accadde già con le SS. Basta con l'indifferenza;
p.3- Titolo: I deportati di Srebrenica. I serbi intimano il disarmo di tutte le zone protette. Gli sfollati senza cure e viveri, rischio di epidemie; Caschi blu canadesi ridotti alla fame e senza acqua; Nell’inferno di Potocarl sono nati otto bambini; Fabio Luppino, Karadzic suona la carica finale. Tremano anche Zepa e Goradze, l’inferno dei musulmani; Le zone protette [schede]; II dramma delle enclaves abbandonate a sé stesse. Croazia in allarme per I ‘offensiva serba. Zagrabria minaccia: «Guerra se toccate Bihac»;
p.4- Titolo: I deportati di Srebrenica. Claes confessa l'impossibilità di liberare l'enclave. Scaricabarile tra Francia e Nazioni Unite: è caos; Toni Fontana, Da Kigali a Sarajevo le Caporetto di Boutros Ghali; Fabio Luppino, NATO e ONU alzano bandiera bianca. Clinton ammette: «La missione ha le ore contate»; Fassino: «Permettere ai caschi blu la difesa applicando finalmente tutte le risoluzioni»; «I volontari greci affiancano i serbi»; La Turchia si oppone a mercenari musulmani
«l’Unità», 15 luglio 1995 [pp.1-5]
p.1- Titolo: L'inferno Bosnia. A Srebrenica Mladic annuncia che la pulizia etnica è «completata». Spariti migliaia di deportati. Agghiaccianti testimonianze di violenze e crudeltà. A Tuzla una donna si impicca nel bosco. Tornano i lager, il mondo guarda. I serbi non si fermano bombardata anche Zepa. Scalfaro: passati invano i tempi di Hitler e Stalin. I Parigi contro l’Occidente «Nessuno vuole reagire»;
p.1-p.4- Demetrio Volcic, TV, per un giorno occupatevi di loro;
p.2- La resa dell’ONU [cronologia]; Siegmund Ginzberg, II presidente francese accusa i grandi di «irresponsabilità». Londra dice no all'intervento e convoca una Conferenza. Chirac attacca l'Occidente. «Solo Parigi è per l'azione». Ma dietro la lite c’è il ritiro; Stokenberg nuovo inviato ONU. Seguirà la crisi per conto dl Ghali; Stefano Polacchi, Monito di Scalfaro: l’Italia non può stare a guardare. Una «giornata per la pace nei Balcani», il 26 manifestazioni in ogni città;
p.3- La resa dell’ONU [cronologia]; Fabio Luppino, Karadzic da l’ultimatum all'ONU. Una giovane sfollata s'impicca nel bosco di Tuzla. Il pugno serbo stritola Zepa. Bombe sulla seconda enclave, suicidi tra i musulmani deportati; F. L., II sindaco della capitale lancia l’ultimo appello: tra due settimane sarà troppo tardi. Non c'è più tempo, Sarajevo rischia di cadere» [intervista a Tank Kupuso];
p.4- Fabio Luppino, «L'Unità» ha rintracciato la bambina ferita a Sarajevo. La sua foto ha fatto il giro del mondo. «Curatela in Italia». «Cosi la mia Lejla ha perso un occhio». La madre racconta; Gian Giacomo Migone, Ma l'Europa può ancora fare qualcosa;
p.5- Umberto De Giovannangeli, Lager Bosnia. Lo scrittore ebreo rievoca la tragedia dell’Olocausto e punta il dito sul cinismo delle potenze occidentali. Torna Auschwitz nel cuore d'Europa. Elie Wiesel sferza i Grandi: «Si poteva evitare» [intervista a Elie Wiesel]; Alceste Santini, L’Osservatore romano: «Non si può restare fermi, altrimenti si diventa complici di un genocidio». Il Papa mette in campo la diplomazia vaticana
Dopo venti anni dalla fine del conflitto, gli USA riallacciano i rapporti con il Vietnam, riaperta la sede diplomatica ad Hanoi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 luglio 1995 [p.14]
Titolo: Gli USA archiviano la guerra. La Casa Bianca riallaccia i rapporti tra i due paesi. Ma la destra si ribella: «È un insulto ai nostri morti»; Renzo Foa, Vent’anni di rancori. Oggi si volta pagina; Piero Sansonetti, L’America torna in Vietnam. Clinton riapre la sede diplomatica a Hanoi; Nuccio Ciconte, Occhetto, Capanna e Boato ricordano le lotte per la libertà del popolo vietnamita. «Quella nostra generazione in trincea»
Camera dei deputati: in discussione la riforma delle pensioni pioggia di emendamenti. Il Governo si predispone per la fiducia.
XIII Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 213- 10 luglio 1995
Seguito della discussione
Seduta n. 214 -11 luglio 1995
Seguito discussione
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 luglio 1995 [p.17]
Raul Wittemberg, 150 sub-emendamenti. RC rinuncia all'ostruzionismo. Pensioni, il governo prepara la fiducia. Arriva il maxi-emendamento. Forse già stamane il Governo chiederà la fiducia sulla riforma previdenziale, anzi su un maxi-emendamento che ne riassume la sostanza seppur accorpando i primi 11 articoli del disegno di legge. Ma Rifondazione ha rinunciato all’ostruzionismo, ed ora su questa parte le proposte alternative sono 150, di cui 37 di Bertinotti e dei Comunisti unitari. II maxi-emendamento del Governo si basa su un accordo fra centro-sinistra e Forza Italia
«l’Unità», 13 luglio 1995 [p.1-pp.7-8]
p.1-Titolo: Maxiemendamento: no di AN, si o astensione di Forza Italia. Oggi fiducia sulle pensioni. II Polo va al voto diviso;
p.1-p.8- Enzo Roggi, Il monolite si sgretola;
p.7- Titolo: Riforma previdenza. Alle 13 di oggi il voto di verifica per il Governo Dini. La maggioranza compatta, si astengono «azzurri» e CCD; Piero Di Siena, Sindacati a favore Cofferati: «Ma l’intesa non va snaturata»; Sartori assicura. Marchio « lumbard» sull’intero disegno dl legge; Raul Wittemberg, Sulle pensioni arriva la fiducia. II presidente del Consiglio non vuole rischiare; Benzi (FLAI-CGIL): Saltano molte nostre pensioni»; Le novità introdotte dal Governo con il maxi-emendamento e le controproposte di AN, Rifondazione e CCD. Treu, con quelle modifiche salta la riforma;
p.8- Titolo: Riforma previdenza. II leader di AN snobba Tatarella e decide per il no.II Cavaliere sconfessa Dotti e il suo gruppo, propensi al sì; Pasquale Cascella, E sulla fiducia il Polo si divide. Fini vota contro, Berlusconi ripiega sull'astensione; P.C. (Pasquale Cascella), Urbani: «Un problema per noi c'è. E prima o poi dovremo fare i conti»
«l’Unità», 14 luglio 1995 [p.5]
Titolo: Riforma previdenza. Con 284 si, 147 no e 148 astenuti la Camera approva il primo maxiemendamento. Voto finale entro stanotte; Un tetto ai contributi, assegni familiari più sicuri e altre novità; Raul Wittemberg, Sprint finale per le nuove pensioni. Passa la fiducia. Oggi Dini fa il bis e chiude la partita; Abete: «Bene, ma è solo iI primo passo». Critici sei deputati PDS; L'lNAIL: equilibrio delle gestioni primo oblettivo; R.W. (Raul Wittemberg), Parla il ministro del Lavoro: abbiamo fatto un buon lavoro e recuperato tempo Treu: «Sarà tutto finito entro Ferragosto» [intervista a Tiziano Treu]
«l’Unità», 14 luglio 1995 [p.6]
Fabrizio Rondolino, Dini: non ho ancora finito. «Dopo le pensioni, approvare la par conditio». La riforma delle pensioni marcia a tappe forzate verso I’approvazione, ma Dini avverte «C’è ancora la par conditio». Così, sulla data del voto continua a regnare I’incertezza. Bossi rilancia in grande stile il «governo delle regole», I Ulivo propone un «governo di garanzia» ma Berlusconi e Fini ribadiscono che non c'e tempo. D'Alema però avverte «Per volare, ci vuole l’accordo». Ma lo scontro sull’antitrust rischia di far saltare anche il «tavolo»
«l’Unità», 15 luglio 1995 [p.9]
Titolo: Riforma previdenza. Nella notte il via libera dell'aula di Montecitorio. Ora Rifondazione minaccia il referendum abrogativo; Abete in pressing «Riforma subito a regime»; Raul Wittemberg, Le nuove pensioni al giro di boa. Doppia fiducia per Dini. E la Camera approva; Modifiche e conferme al «ddl» Dini-Treu. La previdenza del 2000. Ecco tutte le novità della legge; I giornalisti contestano il tetto contributivo. «Così iI nostro ente perderà 45 miliardi all’anno»
Spiccato l’ordine di arresto per l’ex segretario del PSI Bettino Craxi accusato di aver violato il divieto di espatrio. Il pool di Mani Pulite chiede la sua estradizione.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 12 luglio 1995 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: L'ex leader PSI accusato di aver violato il divieto di espatrio. Ordine di cattura per Bettino Craxi. II pool chiede la sua estradizione;
p.4- Titolo: Dall'«esilio» alla fuga. L'ex leader socialista reagisce alla richiesta d'arresto. Storia dei trionfi e del declino del partito del garofano; Stefano Di Michele, «Mi opporrò, laggiù non torno». Dal rifugio di Hammamet Bettino promette guerra; Rosanna Lampugnani, La destra attacca: «È una manovra per bloccare Salamone»; Ninni Andriolo, Parla Francesco Misiani, pm romano che ha indagato sulle tangenti Intermetro. «Un anno fa avevo già chiesto di arrestarlo» [intervista a Francesco Misiani];
p.5- Titolo pagina: Dall'«esilio» alla fuga. Gli viene contestata la violazione del divieto d'espatrio. Salamone: «Quando servira lo andremo a sentire»; La carriera giudiziaria di Bettino [scheda]; Susanna Ripamonti, II pm Ielo ordina: «Arrestate Craxi». Sulla sua testa un ordine di cattura internazionale; Giampiero Rossi, Secondo gli esperti una immensa fortuna sarebbe celata nei «forzieri» esteri, intestati a società di comodo e a prestanome. La caccia ad un tesoro nascosto da mille miliardi
«l’Unità», 13 luglio 1995 [p.11]
Titolo: Dall’esilio alla fuga. Dal rifugio di Hammamet l’ex leader PSI lancia minacce
e fa oscuri presagi: «Attenti, chi tocca i fili muore»; Arrivati a Tunisi i documenti per la rogatoria; Vincenzo Vasile, «Quei giudici sono fuorilegge». Craxi: «A loro ci penso io. Temo per la mia vita»; Rosanna Lampugnani, Riguarderebbero l'inchiesta sulle tangenti Enel e quella sui conti svizzeri legata alla contessa Agusta. Pronti altri mandati d'arresto per Bettino?
«l’Unità», 14 luglio 1995 [p.9]
Titolo: Dall’esilio alla fuga. Parla il medico che curò il diabete dell'ex segretario PSI. «Le date delle mie visite? Le carte le ha il mio paziente»; Bettino: «Il mandato di cattura non lo conosco»; Marco Brando, Carlo Dini: «Di Pietro mi disse che si sentiva estraneo al pool»; Vincenzo Vasile, «Tunisi non cederà Craxi ». L'ambasciatore italiano: «Procedure complesse» [intervista a Francesco Caruso]; Susanna Ripamonti, Secondo I'«Espresso», la Digos indaga su viaggi in Francia di Bettino. 70 giorni per la perizia sul passaporto. Malato ad Hammamet o latitante a Parigi?; Milano, In piazza per difendere il lavoro del pool
Il Presidente del Consiglio Dini invia una nota al Presidente francese Chirac contro la decisione della Francia di riprendere i test nucleari nell’atollo di Mururoa. |
Il governo pone la fiducia sul disegno di legge di riforma del sistema pensionistico. Votano a favore PDS – PPI – COMUNISTI UNITARI ….chi altri contro Il POLO e il PRC |
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