XIII Legislatura - I governo Dini
XII Legislatura - 1994-1996
I Governo Dini
17 gennaio 1995-17 maggio 1996
Continua lo scontro nel PPI sulla candidatura di Romano Prodi e sulle prospettive del partito. Sempre più vicina la rottura.
«l'Unità»
«l’Unità», 5 febbraio 1995 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Il segretario: siete una setta. Il sindaco: referendum su Prodi. Buttiglione -Martinazzoli. Duello sul futuro del PPI. Dini: no al rinvio delle elezioni regionali;
pp.1-2- Editoriale, Sergio Cofferati, Buon viaggio Professore; Alberto Leiss, Occhetto: «Sì a Prodi. Ora serve la squadra» [intervista a Achille Occhetto]
p.3- Titolo: Lo scontro nel PPI. Mastella e Casini scrivono al leader: «Torniamo insieme». Lui invita gli oppositori ad adeguarsi o ad andarsene; Andreatta propone: «Primarie tra
gli iscritti, Prodi o Berlusconi?»; B. Mi, Buttiglione indossa l'elmetto. «Contro di me c'è una setta anacronistica»; Roberto Carollo, Martinazzoli a Ponte di Legno attacca Buttiglione. «La sua segreteria? Praticamente mai cominciata». «Rocco, finirai in gara con Casini»;
p.4-Titolo: Le scelte dei cattolici. Il quotidiano della CEI: «Una rottura non serve a nessuno». Il card. Sodano con l'«Osservatore» spalleggia il segretario; Alceste Santini, La Chiesa divisa su Buttìglione-Prodi. L'Avvenire: «Il PPI resti unito»; Walter Dondi, La soddisfazione dei cristiano-sociali per la discesa in campo di Prodi. Gorrieri: «Sul centro i vescovi tacciano» [intervista a Ermanno Guerrieri];
p.5- Il centro-sinistra. Il Professore e i suoi collaboratori alla ricerca di una sede. I racconti del suo ristoratore preferito, le battute di Bugno; Walter Dondi, Prodi vara l'alternativa tranquilla». Partirà a marzo dal Sud il «pullman delle cento città»; Andrea Guermandi, «Romano per leader». E già nasce il primo circolo; D'Alema: «Si chiama così il primo circolo per Prodi. Non ci sarà nessun partito unico». «Progetto democratico? Bel nome...»
«l’Unità», 6 febbraio 1995 [p.5]
Titolo: Lo scontro nel PPI. Mattarella: «Impossibile che il CN si risolva nell'ambiguità». Mancino: «Tocca al segretario tenere unito il partito»; Rosanna Lampugnani, «Chi non sta con me è fuori». Buttiglione: «Voglio capire ma non cambio linea
Firenze: identificati gli esecutori e i mandanti dell’attentato compiuto il 27 maggio 1997 quando nella notte l’esplosione di un’autobomba provocò 5 morti e 29 feriti. Secondo gli inquirenti i responsabili dell’azione di matrice mafiosa sarebbero Leoluca Bagatella e Giovanni Brusca entrambi latitanti. Notificata in carcere l’imputazione di concorso materiale nella strage ai mafiosi Aldo Frabetti e Antonio Scarano. Tenendo conto dei danni prodotti dall’attentato alla Torre delle Pulci, ad alcune opere custodite nel museo degli Uffizi e a Palazzo Vecchio, per la prima volta è contestato anche il reato di «devastazione del patrimonio artistico dello Stato»
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 5 febbraio 1995 [p.9]
Giulia Baldi, Mafiosi gli stragisti dì Firenze. Attentato agli Uffizi, ordine d'arresto per 4 boss
«La Stampa»
«La Stampa», 5 febbraio 1995 [p.18]
Francesco Matteini, Firenze, Vigna: Cosa Nostra affidò l’attentato a 2 spacciatori per far modificare la legge sui pentiti. «Strage contro il carcere duro». Bomba agli Uffizi, caccia a due boss
Vienna: strage razzista. Nella notte tra sabato e domenica quattro zingari sono uccisi in un attentato xenofobo. Il 6 un netturbino perde una mano per l’esplosione di una bomba in un villaggio a prevalenza croata.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 febbraio 1995 [p.17]
L'Austria si scopre xenofoba. Due attentati in 48 ore, uccisi quattro nomadi
«La Stampa»
«La Stampa», 7 febbraio 1995 [p.9]
Tito Sansa, Austria, trappola per i nomadi: l’ordigno esplode mentre rimuovono un cartello xenofobo. «Zingari raus», una bomba fa 4 morti. Uno spazzino croato perde una mano in un altro attentato. La firma: un gruppo intitolato a un eroe anti Gengis Khan; t. s., Le ragioni dell’odio. «Complesso d’inferiorità. Ecco il nostro problema» [intervista a Erika Weinzierl]
Prodi lavora alla futura squadra, incontra Antonio Di Pietro, ed è previsto un prossimo incontro con Walter Veltroni (PDS).
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 febbraio 1995 [p.3]
Titolo: Alleanze alla prova. «Buttiglione sorpreso per la mia candidatura? Lo sapeva da settembre. Ineccepibile la condotta di D'Alema»; Walter Dondi, Prodi al lavoro per la squadra. «Chiamerò presto Veltroni, ho incontrato Di Pietro»; W. D., «Sì, quel pullman lo sto cercando io. Lo aiutiamo tutti»; Claudio Vasile, Lanfranco Turci racconta: per un po' mi sono aggregato a quelle pedalate di 100-150 chilometri... ». «Addio bici, con lui rischiavo l’infarto»
«l’Unità», 6 febbraio 1995 [p.4]
Titolo: Alleanze alla prova. O di qua o di là? Oppure esiste ancora una terza via? I pareri di De Rosa, Ruffolo, Donolo e Luisa Muraro; Letizia Paolozzi, Il rebus del Centro. Ora scegliere sarà obbligatorio?; G. C., La scelta di Prodi. «Un manager senza conflitti di interesse»; Valeria Sacchi, «Prodi un concorrente. II PDS fa parte a tutti gli effetti della sinistra democratica». Della Valle: basta fecce truci e sguardi torvi [intervista a Diego Della Valle]
Rifondazione comunista: manifestazione nazionale a Firenze. Davanti a 10 mila partecipanti il segretario Fausto Bertinotti afferma che nonostante le riserve il partito non è contro la candidatura di Romano Prodi. Stessa aperture da parte del presidente del partito Armando Cossutta. Rilanciato il dialogo a sinistra precisando le condizioni in cui può avvenire. Annunciata la nascita di «Liberazione», quotidiano comunista.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 6 febbraio 1995 [p.5]
Luca Martinelli, Due miliardi per fare un quotidiano comunista. Negati pericoli di scissione, rilancio del dialogo a sinistra. Rifondazione ammorbidisce il «no» a Prodi. «Prodi non ci piace granché ma non siamo contro». Con queste parole dette al Palasport di Firenze davanti alle diecimila persone venute per la manifestazione nazionale di RIfondazione comunista Fausto Bertinotti corregge la rotta. Stesse aperture anche da Cossutta. Rifondazione pone però delle condizioni e rilancia il dia logo per l'unità a sinistra. Annunciata la nascita di un «quotidiano comunista». Negati pericoli di scissione
Brescia, si apre il processo per corruzione contro 50 imputati tra imprenditori, commercialisti e finanzieri, fra i quali ultimi il generale Giuseppe Cerciello, relativo ad una vicenda di tangenti versate alla Guardia di finanza per ‘ammorbidire ’ le verifiche sui bilanci
Cecenia
La Russia annuncia che, eliminate le ultime sacche di resistenza, è stato consolidato il controllo sulla città di Groznij. Il ministro della Difesa Graciov afferma che entro dieci giorni le mansioni amministrative passeranno dall’esercito al ministero dell’Interno. Il ministro della Giustizia Kovaliov ammette che in Cecenia sono state commesse «sporadiche» violazioni dei diritti umani.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 7 febbraio 1995 [p.17]
Per Graciov la missione è conclusa. Mosca proclama: «Groznij è nostra»
Il «neo-leader» del centro sinistra Romano Prodi intervistato al «Maurizio Costanzo Show».
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 febbraio 1995 [p. 5]
Pino Corrias, Il neo-leader da Maurizio Costanzo: sono un boy scout, innanzi tutto la solidarietà con i deboli. Prodi: la gente non mi consoce? Meglio così. «Ho telefonato al Cavaliere. Era un po’ triste …»; (Ansa), Fini. «I giornali lo stanno gonfiando molto»; I giudizi sui due leader; Raffaella Silipo, La pagella degli esperti. «Caro Professore, và dove ti porta il cuore»; Marinella Venegoni, Il Festival si divide. Fiorello con Silvio, Morandi con Prodi. Compromessi addio, anche Sanremo si schiera
PPI- Direzione: la sinistra si oppone alla linea del segretario, Rocco Buttiglione, di avvinamento al centrodestra e al rifiuto della candidatura Prodi e chiede un Congresso straordinario.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 febbraio 1995 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Battaglia in Direzione, la sinistra pronta a chiedere un Congresso straordinario. Popolari, muro contro muro. Buttiglione: “ È sbagliato scegliere Prodi”;
pp.1-2- Editoriale, Marcello Sorgi, La storia che non ritorna;
p.2- Maria Teresa Meli, Battaglia nella Direzione del PPI. La sinistra: Congresso subito, cambiamo segretario. Buttiglione non si arrende: no a Prodi. “Il Cavaliere l’alleato naturale”;
p.3- Augusto Minzolini, Le due anime del partito alla resa dei conti. Gli uomini del leader sicuri di avere la maggioranza. L’incubo della scissione sui popolari. Da Ruini l’ultima mediazione; Filippo Ceccarelli, Ritorno al passato. Fantasmi DC in piazza del Gesù. Ressa di TV e curiosi come ai tempi d’oro; r. i., La costituente dei padri nobili. In campo anche i vecchi saggi. Per “difendere la tradizione del partito”
PDS: segreteria
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 8 febbraio 1995 [pp.1-3] ?
mas. gra. (Massimo Gramellini), Lo strappo nella Quercia. Falce e martello in agonia. Il PDS scopre l’«identità socialista»
Il vicecapo della Polizia Achille Serra è nominato prefetto di Palermo sostituisce Luigi Rossi diventato sottosegretario agli Interni nel Governo Dini.
Camera dei deputati: a conclusione del dibattito sulle politiche a sostegno della famiglia, è approvata la mozione presentata da Progressisti, PPI, patto Segni e Lega, che impegna il governo a rivalutare gli assegni familiari, l’indennità di maternità, i finanziamenti per i consultori e gli incentivi per l’acquisto della prima casa nonché ad istituire un ‘osservatorio sulla famiglia ’. Per pochi voti (226 contrari e 203 favorevoli) è bocciata invece una proposta del Polo di analogo contenuto, che proponeva in aggiunta la difesa dei diritti dell’embrione.
Mogadiscio (Somalia): i guerriglieri uccidono in un agguato l’operatore del Tg2 Marcello Palmisano e massacrano dieci somali. Ferita la giornalista Carmen Lasorella.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 10 febbraio 1995 [pp.1-3-p.6-p.9]
p.1-Titolo: Trucidati Marcello Palmisano del Tg2 e dieci somali. Il ministro Agnelli: la missione continua. Agguato a Mogadiscio, ucciso giornalista RAI. Ferita e derubata Carmen Lasorella: «è morto accanto a me»;
p.1-p.3- f. f., Carmen Lasorella «Una pioggia di fuoco»;
p.1-p.6- Igor Man, L’odore amaro d’Africa;
p.1-p.9- Aldo Rizzo, Faida primitiva;
p.2- Francesco Fornari, Mogadiscio: guerriglieri in agguato sulle jeep, dieci muniti di raffiche. Imboscata nella città dell’odio. Ucciso l’operatore RAI, si salva Carmen Lasorella; La vittima. Testimone dei conflitti dimenticati; Giuseppe Zaccaria, Una lunga vendetta. La caccia agli italiani colonialisti del pizzo;
pp.2-3- Francesco Grignetti, Il dramma a Saxa Rubra. RAI, il giorno dello choc. La notiza gela un’assemblea rissa;
p.3- Titolo: Forse gli italiani si sono trovati in mezzo alla guerra per il mercato delle banane. Dovevano filmare la missione italiana per rimpatriare i Caschi Blu; r. r., «La missione continua» Susanna Agnelli: «Si erano allontanati dai nostri soldati»
«La Stampa», 11 febbraio 1995 [p.7]
Francesco Fornari, L’inviata del Tg2: la salma di Palmisano era stata trafugata. L’ONU: «Il massacro è stato intenzionale ma i bersagli non erano loro». «Una notte d’orrore in cerca di Marcello». Carmen Lasorella in salvo sulla portaerei Garibaldi; f. forn., La guerra delle banane. «Lo hanno ucciso al posto mio». Il vero obiettivo: un esportatore di frutta; Il cordoglio di Scalfaro. «Una morte violenta e barbara»; (Ansa), «Italiani, rimpatriate subito». Una direttiva urgente della Farnesina «Per chi rimane, rischi inaccettabili»; (Ansa), La Procura: «Aprire un’inchiesta»
«La Stampa», 12 febbraio 1995 [p.9]
Maria Corbi, Arrivata a Roma la salma dell’operatore. Lasorella: nessuna impudenza, abbiamo fatto il nostro dovere. «Carmen, perché mio fratello è morto». Elio Palmisano: ditemi che cosa cercavate in Somalia; Francesco Fornari, La città dell’odio. Mogadiscio, un anno di muro. A Nord la «normalità», a Sud l’anarchia
«La Stampa», 13 febbraio 1995 [p.5]
Maria Corbi, Anche Dini e il ministro della Difesa nella camera ardente a Saxa Rubra: è morto per noi. «Addio Marcello», alla RAI il giorno del dolore. Oggi i funerali dell’operatore ucciso; Pino Corrias, La missione dell’inviato. «Per una notizia vale morire». Montanelli: i rischi sono parte del mistero. «I parenti hanno diritto di non accettare questo discorso ma Marcello sapeva di poter cadere per l’informazione» [intervista a Indro Montanelli]; Aldo Rizzo, L’ONU ha fallito e il peggio deve venire; m. cor. (Maria Corbi), «Attacchi assurdi, tacete». Lasorella replica alle nuove polemiche
«l'Unità»
«l’Unità», 10 febbraio 1995 [p.1-pp.3-5]
p.1- Titolo: Palmisano, 55 anni, ultima vittima italiana. La giornalista bloccata in un rifugio della cooperazione. «Un agguato, Marcello è morto». Un operatore del Tg2 trucidato in Somalia. Carmen Lasorella ferita tra spari e fiamme; Luciana e Giorgio Alpi, Come Ilaria e Miran lo stesso sacrificio;
p.3- Titolo: Tragedia a Mogadiscio. L'inviata RAI rifugiata presso una sede di volontari. L'ONU non autorizza gli elicotteri italiani al salvataggio; Toni Fontana, Agguato mortale alla troupe del Tg2. Ucciso l’operatore Palmisano, ferita Carmen Lasorella; Marcella Emiliani, Ghali lascia il vuoto. È faida tra i clan; Drammatica telefonata della giomalista. «In trappola come topi. Marcello era coperto di sangue»;
p.4- Titolo: Tragedia a Mogadiscio. Marcello Palmisano lascia la moglie e due figli. Era partito all'improvviso per sostituire un collega malato; Fabio Luppino, «Va tutto bene, non preoccupatevi». L'ultima telefonata a casa. Lo strazio della famiglia; Mauro Montali, Il ricordo. L'aereo di fortuna atterrò sulla strada. Era il maggio 1989. Fuggimmo insieme da Beirut; Giornalisti e militari 15 vittime italiane;
p.5- Titolo: Tragedia a Mogadiscio. Nella sede Rai angoscia e tristezza. I colleghi raccontano. Salta lo scontro con Mimun, Moratti in visita dai familiari; Susanna Agnelli: «Missione italiana deve continuare»; Monica Ricci Sargentini, «Partivo per Mostar. Disse attento ai cecchini» [intervista a Claudio Speranza]; Alessandro Galiani, Saxa Rubra piomba nel dolore. «È un bollettino di guerra, ma è il nostro lavoro»; F. L., Il 20 marzo del '94 l'agguato contro la troupe del Tg3, durante una pericolosa inchiesta sul traffico d'armi. Troppe ombre sulla morte di Ilaria e Miran
«l’Unità», 11 febbraio 1995 [p.15]
Titolo: Tragedia a Mogadiscio. La giornalista del Tg2 in salvo sulla nave italiana. Recuperato il corpo carbonizzato di Marcello Palmisano; La Procura di Roma aprirà un’inchiesta contro ignoti; Toni Fontana, Appello della Farnesina «Volontari italiani via dalla Somalia»; Mauro Montali, «Litigavano, volevano uccidermi». Dalla Garibaldi Carmen Lasorella racconta l'agguato [intervista a Carmen Larorella]; Alessandro Galiani, La concorrenza feroce tra Somal Fruit e Dole arbitrata dal generale Aidid, che intasca laute tangenti. Cifre miliardarie dietro la guerra delle banane; Vice di Ghali: «Non attaccano l'Italia»
Camera dei deputati: approvata con 471 voti a favore, 12 contrari e 18 astenuti la proroga del 41/bis.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 febbraio 1995 [p.11]
Enrico Fierro, Mafia, carcere duro fino al 2000. Con 471 sì diventa legge la proroga del 41/bis
Nel corso del Costanzo Show il segretraio del PDS, Massimo D’Alema, polemizza a distanza con Berlusconi sulla data delle elezioni.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 febbraio 1995 [p.9]
Faccia a faccia con Casini, che dice: «Sarò latore della proposta». D'Alema al Polo: «Un accordo per le elezioni in autunno»
«La Stampa»
«La Stampa», 10 febbraio 1995 [p.4]
Alberto Rapisarda, Casini fa da mediatore e forse oggi Berlusconi risponde al segretario PDS. D’Alema: accordiamoci sulle elezioni. L’invito al Polo avvicina il duello Prodi-Berlusconi
PPI: Il Consiglio Nazionale Approva il documento proposto dal segretario che si pronuncia contro la candidatura Prodi e prospetta un avvicinamento al centro. La sinistra come già in Direzione si astiene. Accettata nel documento la chiusura verso Alleanza Nazionale (AN) proposta dalla sinistra. Ormai si è a un passo dalla scissione, molti militanti già del partito già lavorano alla costruzione dei Comitati popolari per Prodi.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 febbraio 1995 [p.6]
Titolo: Popolari nella bufera. Al CN volano insulti. Il leader: candidatura contro il PPI. Oggi la conta al CN, la sinistra prepara i suoi comitati; PPI con la sinistra? Il 33% lo voterebbe [grafico]; Rosanna Lampugnani, Buttiglione gioca la carta della rissa. La minoranza sostiene Prodi e chiede il Congresso. Bodrato: «Come il putto della fontana che vede la città allagata e dice: che ho fatto». Iervolino: «Non mi sono mai vergognata tanto di partecipare a una riunione del partito». Formigoni: «Chi aiuta i Comitati di Prodi è di già fuori dal partito»; Fabio Inwinkl, Monticone ha strappato la delega e abbandonato il CN: «Non tomo Ti se non si scusano». «Contro di me un'aggressione calcolata» [intervista a Alberto Monticone]
«l’Unità», 10 febbraio 1995 [p.7]
Titolo: Popolari nella bufera. Il giornale vaticano lamenta la bocciatura di Michelini che col Polo aveva inserito il tema della «vita nascente»; Luciana Di Mauro, Voto sulla famiglia: l’«Osservatore» critica i deputati PPI; Pasquale Cascella, De Mita non va al CN. «Inutile la rissa il problema è portare il PPI con Prodi» [intervista a Ciriaco De Mita]; P. C., Buttiglione attacca il gruppo parlamentare per aver fatto fallire la prova generale del neopolo. «Caro Rocco, guardati da certi atei devoti». Andreatta: «È stata la destra a disertare la mozione comune. Sono atei devoti che sfruttano i nostri valori». Mancino: «Un segretario responsabile non a lamenta a posteriori delegittimando i suoi deputati»
«l’Unità», 11 febbraio 1995 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Tregua nel PPI, niente intese con Fini. Scalfaro difende Dini. «Io voglio rifare la DC». Ma Buttìglione cede su AN. Bossi non c'è, al Congresso è rissa;
p.1-p.5- Enzo Roggi, Scontro rinviato;
p.5- Titolo: Popolari nella bufera. La minoranza si astiene nel voto sul documento finale e accetta l'assorbimento della propria mozione anti-Fini; Rosanna Lampugnani, Buttiglione: «Voglio rifare la DC». No al Congresso. La minoranza: «Paletti contro AN»; Pasquale Cascella, Al segretario piace il modello CDU. Mancino: «Ma il nostro cattolicesimo si scontra con quello nazionalista di Fini». Rocco come Kohl? «Sta diventando un potente immaginario»
«La Stampa»
«La Stampa», 10 febbraio 1995 [p.5]
Maria Teresa Meli, Il Consiglio nazionale condanna il voto alla Camera sulla famiglia: è stato un grave errore. Buttiglione: Prodi, candidato contro il PPI. «Siamo alternativi al PDS»; Augusto Minzolini, Mediazione impossibile. A un passo dalla scissione. La sinistra nei Comitati popolari per Prodi. Buttiglione: «valuterò bene la loro iniziativa prima di decidere». Formigoni deciso. «Comportamento inaccettabile»
«La Stampa», 10 febbraio 1995 [p.4]
Filippo Ceccarelli, La resa dei conti. Popolari alla guerra di religione. «Neoprotestanti». «E voi conservatori». Monticone straccia la delega di consigliere «Sono stato ferito nella mia scelta di credente». Duro Gerardo Bianco: ecco il settarismo della sinistra contro l’integralismo di CL; (Ansa), «Osservatore Romano»: «Sulla vita i cattolici non si dividano»
«La Stampa», 11 febbraio 1995 [pp.1-3]
p.1-Titolo: Il PPI resta unito: la sinistra ottiene la preclusione a Fini, ma resta il no a Prodi. Buttiglione vince: «Rifarò la DC»;
pp.1-2- Editoriale, Marcello Sorgi, Il Cavaliere e i due centri; Augusto Minzolini, Il sogno del PPI. Palazzo Chigi senza Silvio;
p.3- Maria Teresa Meli, Bocciata la richiesta di Congresso straordinario, il segretraio accontenta la sinistra sulla chiusura ad AN. Vince Buttiglione, il PPI resta unito. Il leader: rifarò la DC, quella dei tempi di gloria; Filippo Ceccarelli, I progetti dei popolari. Il miracolo di «Don Giuss». Un partito nel segno di CL
«Il Popolo»
«Il Popolo», 9 febbraio 1995 [pp.1-2]
p.1- Titolo: Oggi il Consiglio Nazionale del PPI. Dalle conclusioni della Direzione le linee del confronto. I Popolari al centro; Editoriale, Luca Borgomeo, Soprattutto il dovere dell’unità; Il documento della Direzione [testo]
pp.1-2- Guido Bodrato, Fedeli all’identità dei popolari;
p.2- Emanuela Franchini, La Direzione ha sancito la linea. Buttiglione: teniamo la barra al centro; Azione Cattolica al PPI, restare al Centro
«Il Popolo», 10 febbraio 1995 [pp.1-2]
p.1-Titolo: Grande partecipazione e tensione politica al Consiglio nazionale del Partito Popolare. PPI, ancor al centro; Editoriale, Mario Tassone, Impegnarsi per l’unità dei popolari;
p.2- Emanuela Franchini, Buttiglione ribadisce la linea: riorganizziamo l’area moderata;
p.3- Fabio M. Angelicchio, PPI, una giornata di intenso dibattito. La minoranza: chiarimenti sulla linea politica; Confronto in Consiglio nazionale sulla votazione a Montecitorio del PPI con i Progressisti. Buttiglione; un errore quel voto sulla famiglia;
p.4- [Gli interventi al Consiglio nazionale]
«Il Popolo», 11 febbraio 1995 [pp.1-6]
p.1- Titolo: Il Consiglio nazionale conferma la piena fiducia alla linea del segretario Buttiglione. E la nave dei Popolari va; Editoriale, Luca Borgomeo, Nessun voto contrario; [il documento approvato-testo];
p.1-p.6- Buttiglione oggi parte per gli Stati Uniti;
p.2- Emanuela Franchini, Buttiglione ora siamo più forti e più uniti; Fabio M. Angelicchio, Concluso il Consiglio nazionale del partito. E il PPI vota le mozioni;
p.3- Grazie a Scalfari; [Gli interventi al Consiglio nazionale];
p.4- Il saluto del PP austriaco; [Gli interventi al Consiglio nazionale];
p.5- [Gli interventi al Consiglio nazionale];
«La Repubblica»
«la Repubblica», 9 febbraio 1995 [p.3] forse portare a Direzione
Gianluca Luzi, Popolari. L’ultima mediazione
«la Repubblica», 9 febbraio 1995 [p.3]
g. l. (Gianluca Luzi), Ma la «sinistra attacca» Congresso straordinario
«la Repubblica», 9 febbraio 1995 [p.4]
Umberto Rosso, L’ultimo appello del PDS «Rocco ripensaci»
«la Repubblica», 10 febbraio 1995 [p.4]
f. g., De Mita: «Che errore dividersi su Prodi…» [intervista a Ciriaco De Mita]
«la Repubblica», 10 febbraio 1995 [p.5]
Antonello Caporale, «Il nostro avversario si chiama Prodi»
«la Repubblica», 11 febbraio 1995 [p.9]
Gianluca Luzi, Vince Rocco «Né di qua né di la…»
Inizia il confronto tecnico Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 10 febbraio 1995 [p.30]
Gian Carlo Fossi, Molte critiche alla proposta dei progressisti sulla previdenza. Pensioni, il nodo Amato. Treu cerca soluzioni al blocco
Israele- Palestina: fallisce l’incontro fra Arafat e Rabin. Prima dell’incontro un attentato. Israele rifiuta di riaprire i territori. Nei giorni successivi Clinton cercherò di porsi come mediatore fra Israele e l’OLP.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 10 febbraio 1995 [p.17]
Umberto De Giovannangeli, Nel deserto rottura Rabin -Arafat. I veti incrociati fanno fallire il vertice di pace. Fallisce il vertice di Erez tra Rabin e Arafat. Il leader dell'OLP furente: «Non possono chiuderci in un grande carcere». Il premier israeliano, che apre alla Siria, 'getta acqua sul fuoco: «Non è una rottura, torneremo a incontrarci».
«l’Unità», 11 febbraio 1995 [p.14]
Umberto De Giovannangeli, Arafat s'appella a Clinton: «Convinci Rabin o si chiude l'era della pace». Il giorno dopo il fallimento del vertice con Rabin, Arafat lancia un drammatico appello a Bill Clinton: «La pace sta morendo, per questo Le chiedo di intervenire su Israele». Giovedì prossimo, nuovo incontro al valico di Erez
«La Stampa»
«La Stampa», 10 febbraio 1995 [p.11]
Aldo Baquis, L’incontro preceduto da un attentato, lo Stato ebraico rifiuta di riaprire i Territori: troppi rischi. Arafat- Rabin, il flirt è finito. Fallisce il vertice, pace sempre più fragile; Fiamma Nirenstein, La città contesa, A Gerusalemme l’Europa dà uno schiaffo a Israele
«La Stampa», 13 febbraio 1995 [p.6]
Paolo Passarini, Vertice a Washington per rilanciare un dialogo che vacilla. «Non rinnagate la pace». Clinton mediatore tra OLP e Israele
Le elezioni amministrative, che interessano oltre 10 milioni di elettori, registrano il successo della Lega Nord e un calo di DC e PSI.
PPI Il consiglio nazionale approva la proposta avanzata da Buttiglione di stringere un’alleanza politica con Forza Italia, mantenendo un atteggiamento di chiusura nei confronti di Alleanza nazionale, ma assumendo al contempo la decisione di non sostenere la candidatura del cattolico Prodi a leader del centrosinistra |
Cresce il consenso attorno alla candidatura Prodi. A suo favore si pronuncia con un articolo su «l’Unità» il segretario generale della CISL, Sergio D’Antoni, e in un’intervista allo stesso quotidiano l’economista Luigi Spaventa.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 febbraio 1995 [p.1-p.6]
p.1-p.6- Sergio D’Antoni, Con Prodi c’è un progetto;
p.6- Riccardo Liguori, L'economista sfidò l'anno scorso il Cavaliere, a Roma. «C'è bisogno di serenità, ma i toni saliranno...». «Uguaglianza e rigore. Così Prodi può vincere». Spaventa: «All'Italia serve un'iniezione di democrazia liberale» [intervista a Luigi Spaventa]; Walter Dondi, Cresce il sostegno a Prodi. E Fini comincia a preoccuparsi. Fax a pioggia: sei il nostro JFK
Si ridisegna l’area liberale. Ferdinando Adornato, ex Alleanza democratica e con una giovanile militanza della Federazione giovanile comunista, insieme allo storico Ernesto Galli della Loggia fondano la rivista «Liberal». Pannella conferma il suo sostegno a Berlusconi. All’interno del Polo l’area ex liberale che fa capo all’ex guardasigilli Biondi. Diversa la posizione dell’ex segretario del PLI Valerio Zanone che guarda all’area che va formandosi attorno all’Ulivo di Prodi.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 11 febbraio 1995 [p.6]
Pierluigi Battista, Politica e nuove etichette. Zanone eBiondi da sponde opposte: quell’eredità è nostra. La sinistra si fa «liberal» e a destra scoppia la rissa. Pannella. Il mio liberalismo è «fortissimamente» con Silvio. E l’ex guardasigilli cita Cavour per nobilitare il Polo
Messico, la rivolta nel Chiapas.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 febbraio 1995 [p.17]
Massimo Cavallino, «Arrestate il ribelle Marcos». Identificato il capo zapatista. Truppe nel Chiapas. Il presidente ZedìIlo annuncia un'offensiva contro i ribelli zapatisti del Chiapas. E per la prima volta, pubblicamente rivela l'identità del «subcomandante Marcos». La svolta ufficialmente motivata dal ritrovamento di due arsenali a Città del Messico e Veracruz. Ma assai più: verosimile è che, con la scelta della linea dura, Zedillo tenda ad alimentare un'immagine di «presidente forte». Gli scontri sono già Iniziati: due militari sarebbero morti
«La Stampa»
«La Stampa», 11 febbraio 1995 [p.8]
Gianluca Bevilacqua, Identificato il capo dei guerriglieri zapatisti. Zedillo: annientateli. «Catturate il ribelle Marcos». L’esercito messicano invade il Chiapas
«La Stampa», 12 febbraio 1995 [p.8]
Gianluca Bevilacqua, Lo ha dichiarato una leader zapatista, che poi ha ritrattato. «Il vescovo coi guerriglieri». Messico, voci di arresto per mons. Ruiz. Catturati tre capi della rivolta nel Chiapas. Dubbi sull’identità di Marcos
«La Stampa», 13 febbraio 1995 [p.8]
Gianluca Bevilacqua, Mobilitazione popolare mentre dalla provincia ribelle tornano le prime salme di soldati. Il Chiapas occupa Mexico City. Centomila in piazza: «Siamo tutti indios»; Domenico Quirico, Liberator e «star». Il primo guerrigliero-Tv. Marcos: poca ideologia, conta il look
Lega Nord: Ad Assago (Milano) si svolge il Congresso nazionale. Nel corso dei lavori Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno nel governo Berlusconi , esprime il proprio dissenso sulla decisione assunta da Umberto Bossi di abbandonare il Polo di centrodestra, e annuncia le dimissioni dal partito e da deputato.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 9 febbraio 1995 [p.1-pp.3-4]
p.1-p.4- Editoriale, Gad Lerner, La Lega a Congresso. L’ultima sfida di Bossi;
p.3- r. i., Congresso leghista a Milano. Polemica sui dissidenti espulsi. Bossi è sicuro: «Ce la faremo». Maroni tradisce il senatur con una contro-assise a Genova; Mario Tortello, Lega story; Guido Tiberga, La difesa del leader. Bossi: sto col ceto medio e il mio polo è il centro [intervista a Umberto Bossi]
«La Stampa», 10 febbraio 1995 [p.7]
g. cer. (Giovanni Cerruti), Milano, via al Congresso: il leader conta le ferite ma non rinuncia alla battaglia. Pivetti: non partecipo. Bossi: ceti medi, in marcia! «La Lega è il Centro, sbaraglieremo tutti»; Giovanni Cerruti, Il leader dissidente. «Non finirò come un rottame». Maroni: ma non c’è più spazio per mediare
«La Stampa», 11 febbraio 1995 [p.5]
Giovanni Cerruti, Congresso tra fischi e insulti. Cacciati il dissidente Caselli, Maroni contestato lascia il Palatrussardi. Guerra sul Carroccio, ma senza Bossi, Oggi il duello tra Bobo e Umberto; Curzio Maltese, Diario Lumbard. La Lega è morta e Cagliostro dorme; Tra rabbia e delusione; Cesare Martinetti, «Non prenderei più i 200 milioni». Patelli: ci stiamo sfaldando, troppi arrivisti»; (Adn Kronos), Lega-park. Fede: «Faccia di bronzo»; (Ansa), Boso rinvia. Niente dossier anti- Cavaliere
«La Stampa», 12 febbraio 1995 [pp.1-3]
p.1- Titolo: L’ex ministro lascerà il Parlamento. D’Alema elezioni più vicine. Maroni, addio tra le lacrime. Bossi: ti sei arreso, ma non hai tradito;
p.2-Cesare Martinetti, Nuovi alleati. Applauditissimo il segretario della Quercia, per la prima volta a un Congresso lumbard. D’Alema: uniamoci contro Berlusconi: «Sono tempi tumultuosi, bisogna essere pronti»; r. sil. (Raffaella Silipo), Carroccio e informazione. Speroni se la prende con Feltri. E l’indipendente forse rinascerà;
p.3- Giovanni Cerruti, Lacrime e fischi al Palatrussardi. L’ex ministro annuncia le dimissioni da parlamentare. Maroni: ho perso, addio Lega. Bossi: ripensaci, sei sempre dei nostri; Augusto Minzolini, Le paure della base. Slogan e atti di «fede» per non pensare al voto; Curzio Maltese, L’assolo del leader. Addio al duello da OK Corral; a. z., «Umberto hai chiuso». Miglio: puoi tornare a far politica nei bar [intervista a Gianfranco Miglio]
«La Stampa», 13 febbraio 1995 [pp.1-3]
p.1-Titolo: «La Lega ha salvato la democrazia», AN e CCD: si dimetta. A Genova nasce l’altra Lega. Pivetti, schiaffo a Berlusconi. Bossi: oscurare la Fininvest, strumento fascista;
pp.1-2- Curzio Maltese, Il segreto di Irene;
p.2- Alberto Rapisarda, Forza Italia: «Non sa che cosa sia la lealtà». In settimana il vertice tra l’ex premier e D’Alema. Pannella attacca Berlusconi: stai sbagliando tutto; Giovanni Cerruti, L’ex ministro in vacanza. Maroni: senza Umberto una domenica bestiale. «Non ho sentito la Pivetti seguivo le partite». «Io col Cavaliere? Mi spiace, io non vado proprio con nessuno» [intervista a Roberto Maroni]; «TV Fininvest da oscurare». Il senatur: strumento fascista. Contestata una troupe del Tg4;
p.3- Augusto Minzolini, La presidente della Camera a sorpresa sul palco del Carroccio: ci siamo ribellati a un abbraccio mortale. La Pivetti: abbiamo salvato la democrazia. Parole di fuoco per il Cavaliere, Maroni e i «traditori». Irene: «A dispetto degli uccellacci del malagurio questo Congresso è forte. Mi sento orgogliosa di voi»; Giovanni Cerruti, Il leader all’attacco. Bossi: Rocco me l’ha giurato «Insieme contro il Re Nero». Il segretario: «L’unica Lega siamo noi. I transfughi di Negri? “Negritos” al servizio di Silvio-Frankesterin …»; r. i., Nuovo nome per conquistare il Sud. I «Roger» in Sicilia, come i mille
«La Stampa», 13 febbraio 1995 [p.4]
Cesare Martinetti, A Genova il Congresso dei fuorusciti dal Caroccio. Forza Italia: sarete candidati dal Polo. Nasce la Lega anti-Bossi. Silvio telefona: voi non avete tradito; r.i., «I lumbard in braccio a D’Alema». Berlusconi «in diretta» da Arcore «Ora dovete riunire la diaspora». Negri: «Alla Camera siamo più di venti». Matteia: tante galline ma nessun gallo
«l'Unità»
«l’Unità», 10 febbraio 1995 [p.8]
Titolo: La Lega a Congresso. Da oggi le assise lumbard. «Non sarò più segretario se vincono gli indipendentisti. Buttiglione? Non può andare coi fascisti; Carlo Brambilla, Bossi lancia un salvagente a Maroni. «Caro Bobo, sii lucido, Berlusconi è un dittatore» [intervista a Umberto Bossi]; Roberto Carollo, Dalla «fulminazione» (1979) alla fondazione della Lega (1984) alla rottura con il Cavaliere. Storia di Umberto, rivoluzionario in Padania
«l’Unità», 11 febbraio 1995 [pp.3-4]
p.3- Carroccio a Congresso. Monetine, insulti e anche pugni per Flavio Caselli. Un triunvirato per i lumbàrd? I «bossiani» dicono no; Carlo Brambilla, Bossi non c'è, arrivano i calci. Caccia al dissidente, altre fughe dalla Lega; Silvio Trevisani, «Soli, puri e tutti al nord». Il mal di pancia dei delegati lumbàrd; «In una forza rivoluzionaria non c'è posto per chi dissente». Maroni: non mi fido più di Umberto [intervista a Roberto Maroni];
p.4- Carroccio a Congresso. La Lega discute aspettando Bossi. E si divide sul Polo e i progressisti. Gli «indipendentisti» di Boso e Borghezio; Roberto Carollo, «Se si vota nella giungla stiamo con la sinistra». Formentini sferza i dissidenti. Speroni: «Giornata inconcludente»; Letizia Paolozzi, Lo studioso autore di «Ethnos e demos». Bonomi: «Tra Umberto e Silvio decide l'animale imprenditore» [intervista a Aldo Bonomi]
I partiti guardano alle elezioni politiche che sembrano ravvicinarsi. Si discute di come arrivarci e delle possibili alleanze.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 febbraio 1995 [p.5]
Si va verso un accordo per il voto a giugno, al centro delle trattative torna Berlusconi. D’Alema e il Cavaliere: vediamoci. Sempre più vicina la data delle elezioni; Maria Teresa Meli, Le proposte della destra. Fini: caro Buttiglione ti sei fatto incastrare. «Si potrebbero far slittare le regionali e anche i referendum. Prodi ci sfida? Siamo in grado tranquillamente di batterlo» [intervista a Gianfranco Fini]; «Caro Rocco». «Restiamo uniti» Firmato Silvio; Sondaggio. Cresce la popolarità di Prodi
PRC: il Collegio nazionale di garanzia, presieduto da Luigi Arata, con sole tre astensioni decide sei mesi di sospensione dal partito per il senatore Carpi per aver votato la fiducia al governo Dini contro le indicazioni del partito.
A nulla servono le prese di posizione di politici e intellettuali Senese, Rodotà, Ferraioli, Saraceni, Palma, Palombarini, Ippolito e Stajano che in documento di sostegno scrivono «Il senatore Carpi non è stato eletto solo da Rifondazione ma come espressione di vari gruppi del fronte progressista». Carpi annuncia che lascerà il partito. Il segno di solidarietà si autosospende anche l’ex segretario Sergio Garavini che in quegli stessi giorni firma una lettera di adesione al Comitato Prodi di Roma. Altre autospensioni: Marino Dorigo, Beppe Giulietti che non potendo autosospendersi in quanto indipendente eletto nelle liste di Rifondazione minaccia di abbandonare il gruppo. Si dimette Roberto Di Matteo del collegio di garanzia. Si dimette da responsabile dell’informazione Gianfranco Nappi
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 11 febbraio 1995 [p.7]
Fabio Inwinkl, «Dimettetevi voi». Carpi rifiuta il processo. Giuristi solidali. Rifondazione comunista decide oggi sul dissenso del senatore Umberto Carpi, che votò a favore del governo Dini. Si profila un provvedimento disciplinare a carico del parlamentare, che ieri ha invitato il «tribunale del partito» a dimettersi. Garavini preannuncia, in caso di condanna, una reazione adeguata. Rodotà e altri giuristi esprimono sconcerto e preoccupazione per l’iniziativa del partito di Bertinotti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 febbraio 1995 [p.6]
r. i., Linea dura di Rifondazione contro il senatore Carpi, ma nel partito cresce il dissenso. Bertinotti punisce il ribelle. Ha votato Dini, 6 mesi di sospensione
«La Repubblica»
«la Repubblica», 11 febbraio 1995 [p.15]
Raimondo Bultrini, Il senatore “eretico” rischia l’espulsione per aver votato Dini. Rifondazione processa Carpi.“Sono metodi da regime”
«la Repubblica», 12 febbraio 1995 [p.7]
u r., Il senatore messo all’indice da Rifondazione preannuncia l’addio. E Garavini si autosospende. Carpi 6 mesi di punizione per dissenso
Una settimana prima dell’udienza preliminare sui quotidiani le prime indiscrezioni sulla memoria difensiva preparata dagli avvocati difensori del senatore a vita Odoardo Ascari e Franco Coppi.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 febbraio 1995 [p.13]
Antonio Ravidà, Memoria difensiva. «Ecco perché Andreotti è innocente»
Scioperi trasporti. In programma scioperi nelle giornate di lunedì 13, martedì 14, mercoledì 15 e venerdì 24 e sabato 25 febbraio. Particormente aspra la vertenza Alitalia, Senza successo i tentativi del Governo di ottenere una tregua nelle agitazioni e iniziare una trattativa.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 febbraio 1995 [p.13]
Francesco Grignetti, Nella vertenza Alitalia intervengono i ministri per scongiurare il caos nei cieli. Aerei, il Governo invoca una tregua. «Incontriamoci, ma sospendere lo sciopero»; fra. gri., La replica dei piloti. «Difendiamo la sicurezza». «Ma c’è chi pensa solo a distruggere» [intervista a Arturo Radini]; La mappa dei disagi [scheda]
«La Stampa», 13 febbraio 1995 [p.9] trovare
r.cri., Senza successo per ora il tentativo di mediazione del Governo. Già annunciate nuove astensioni. Muro contro muro, l’Alitalia non decolla. Cento ore di sciopero in tre giorni. Piloti e personale di guerra temono che la ristrutturazione invece di favorire il risanamento significhi ridimensionare o addirittura smantellare la compagnia; Il calendario degli scioperi [scheda]; L’Sos per chi deve partire. Una linea verde giorno e notte informa su voli e cancellazioni; Roberto Ippolito, «Ma in cielo non c’è caos». «E nel ’95 Alitalia ripartirà». L’amministratore delegato: «Tagli e sacrifici per sanare i conti». «Compagnie estere hanno richiesto quattro anni per riprendersi» [intervista a Roberto Schisano]
Afghanistan, i Talebani conquistano la provincia di Logar. Il primo ministro di Kabul, Rabbani, invia una delegazione governativa a trattare con loro
Il presidente del Consiglio, Lamberto Dini, risponde con una lettera alla «La Stampa» a Mario Deaglio che sullo stesso quotidiano del 10 febbraio lo invitava a parlare direttamente al Paese su deficit e manovra.
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 12 febbraio 1995 [p.1-p.6]
Dini alla «Stampa». Il premier non è un medico [lettera al direttore di Lamberto Dini]
Muore all’età di 81 anni Roma Bruno Visentini. Entrato per la prima volta in Parlamento nel 1972, era uscito dal PRI, di cui era presidente nel luglio 1992 per contrasti con Giorgio La Malfa. Era stato vicepresidente dell’IRI, presidente dell’Olivetti, vicepresidente della Confindustria. Ministro delle finanze dal 1983 al 1987. Attualmente era senatore del gruppo Progressista.
Palermo: l’ex ministro DC Calogero Mannino è arrestato per supposti rapporti con la mafia. L’accusa è basata sulle dichiarazioni del mafioso pentito Gioacchino Pennino che determineranno, due giorni dopo, anche l’arresto dell’ex senatore DC Vincenzo Inzerillo
Afghanistan, i Talebani conquistano la città di Charasyab. A Kandahar, il sindaco talebano riceve due diplomatici americani
Roma: la polizia carica una manifestazione di cassintegrati GEPI e precari che protestano davanti Palazzo Chigi contro il decreto governativo del 7 febbraio, dopo la emanazione del quale la GEPI ha inviato lettere di licenziamento. Ferito da colpi di manganello alla testa il segretario della Camera del lavoro di Napoli, Enzo Galiano
Commenti e resoconti
«La Stampa»
«La Stampa», 11 febbraio 1995 [p. 23]
Gian Carlo Fossi, CGIL, CISL e UIL preparano i nuovi incontri. Per la manovra tempi più lunghi. «Caro Treu, ecco le nostre pensioni». In 5 cartelle top-secret il piano dei sindacati. «Le anzianità congelate vanno sbloccate entro giugno. Rendimenti al 2% uguali per tutti. Calcoli veloci con il sistema proquota. Abolizione della tassa del 15% per le integrative»; Questi i punti caldi. 1. Pensioni di anzianità. 2.Calcolo della pensione. 3.Rendimento annuo. 4.Flessibilità. 5. Separazione [scheda sinte
Il ministro della Giustizia, Filippo Mancuso chiede al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) che i magistrati concedano maggiori garanzie agli imputati ed ai loro difensori.
Roma, il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone acquisisce per 80 milioni il controllo del quotidiano «Il Tempo». Successivamente acquisirà anche «Il Messaggero» del quale sarà nominato direttore Pietro Calabrese.
Il governo Dini vara il decreto che stabilisce le nuove norme sulla conduzione delle campagne elettorali e definisce le regole per garantire a tutte le forze politiche la parità di accesso ai mezzi di informazione, prevedendo sanzioni più severe in caso di violazione (legge sulla «par condicio»). |
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 febbraio 1995 [pp.1-2-pp.6-7]
p.1- Titolo: Par condicio: su TG e informazione vigileranno il Garante e un comitato di giornalisti. Spot fino ad un passo dalle elezioni. Sotto controllo finiscono i giornali;
pp.1-2- Corrado Augias, Troppo e troppo poco;
p.6- Titolo pagina: Informazione e potere. La «par condicio» del Governo scontenta gli anchorman. I pareri di Biagi, Mentana, Costanzo, Barbato, Paone...; Maria Novella Oppo, Le star del video in rivolta. «Norme impossibili, non ci si capisce niente»; Fa. Ro., Stop sondaggi. I sì e i no degli esperti; Faustini: «Solo con l’autogoverno della categoria si possono evitare i rischi di censura». Roidi: c’è sapone di bavaglio per la stampa;
p.7- Titolo pagina: Informazione e potere. Il Governo approva le norme, forse userà il decreto legge. Critiche dal centro-sinistra: incomprensibili e inutili; Giuseppe F. Mennella, Disco verde per gli spot del Cavaliere. Più controlli e limiti per giornali, talk-show e sondaggi; Riparte l'assalto ai talk show «delle sinistre»; Renzo Cassigoli, «Così si elude il problema, c'è uguaglianza se c'è condizione di parità dei mezzi televisivi». Lipari: «Si dimostra solo che serve l'antitrust» [intervista a Niccolò Lipari]
La Banca di Roma, diretta da Cesare Geronzi e presieduta da Pellegrino Capaldo, acquista il 53,33% delle azioni della Banca Nazionale dell’Agricoltura e il 36,90% di quelle della Bonifiche Siele con cui il conte Giovanni Auletta Armanisi controllava la sua BNL. Nasce così il più grande gruppo creditizio italiano con 196 mila miliardi di attività, 96 mila milardi di raccolta, 30 mila dipendenti e 1.640 sportelli.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 18 febbraio 1995 [p.19]
Esce di scena iI conte dalle mille battute; Paolo Baroni, «Eccoci, siamo la Superbanca di Roma». Capaldo: primi per numero di sportelli, BNA resta autonoma [intervista a Pellegrino Capaldo]; Credito, una guerra che dura da venti mesi
La Camera approva la proposta di legge recante Nuove norme per la elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario , il provvedimento che sancisce l’elezione diretta dei presidenti regionali sarà approvato dal Senato il 23 febbraio (L. 23 febbraio 1995, n. 43). |
Lavori preparatori
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«l'Unità»
«l’Unità», 21 febbraio 1995 [p.7]
Titolo pagina: Riforma del voto. Via libera alla Camera. La destra si astiene, no dei riformatori. Deciso l'accorpamento con le comunali già in programma; Fabio Inwinkl, Regioni, sì alla legge elettorale. Premio di maggioranza e indicazione del «premier»; Come si vota. Una scheda, doppia lista e «anti-ribaltone». Come funziona la nuova legge per le Regioni
Montedison: dopo le dimissioni di Guido Rossi, ex presidente della Consob, assume la presidenza Luigi Lucchini. Rossi era stato incaricato nel 1993 di risanare la Montedison, colosso chimico e agroalimentare, dopo la fuoriuscita del gruppo Ferruzzi. Con le sue dimissioni è considerato concluso il suo mandato. Lucchini, imprenditore siderurgico, era stato presidente di Confindustria dal 1984 al 1988.
Commenti e resoconti
«l'Unità»
«l’Unità», 21 febbraio 1995 [p.19]
Dario Venegoni, Luigi Lucchini subentra alla presidenza. Montedison in utile nel '95. Missione compiuta. Guido Rossi lascia il gruppo Ferruzzi; Bruno Ugolini, Arriva un presidente d'acciaio
La Banca d’Italia è costretta ad alzare all’8,25% il tasso di sconto per frenare la speculazione. Il 23 febbraio il presidente del Consiglio, Lamberto Dini, annuncia una manovra aggiuntiva di 20.000 mila miliardi alla Finanziaria.
Algeria
A Serkad, nel carcere di massima sicurezza, l’esercito stronca la rivolta dei prigionieri politici uccidendo almeno 100. La rivolta era scoppiata il giorno prima quando un migliaio di detenuti, fra cui duento integralisti islamici, avevano rapito sette guradie carcerario per tentare una fuga di massa. Nel corso della rivolta sgozzate quattro guardie carcerarie e dodici ferite.
Il governo Dini vara una manovra economica da 20.000 miliardi, tesa a stabilizzare il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. La misura è resa necessaria dall’esigenza di avvicinare l’economia italiana ai parametri richiesti per la realizzazione dell’unione monetaria europea |
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